Il legendario delle santiss. vergine : le qual volsero morire per il nostro signor Giesu Christo & per mantenere la sua santissima fede & verginità
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Je EGEN DARIO — pELLE SANTISS. ..— xa fee TEL. hd EQVAL VOLSERO- norire per ilnoftro Sigaor Giefu Chrifto , & per mautenere - la fua fantifsima fede St & verginità. IN vINEGIA, Appreffo Girolamo Scotto, LXII.
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— —Àk —- m—s "COMINCIA LA LEGGENDA DELLA . GLORIOSA SANTA Maria Madd:lena. "Et doppo feguitano le Leggende di molte fandifsime Vergiot, & Martiri di Giefu Chrifto. -» AnrAMaddale- ! Fi nafugentilmence | 3 nata, & diícefa di 1 fchiatta Regale.Il | padre fuo hebbe nome Siro, & la 4 madre fua liebbe nome Eucaria, Et fu chiamata Ma- 'ria Maddalena , i mperoche effendo ella con Lazaro fuo fratello , & con Marta fua forella, rimafe loro della heredità della madre fua, due caftella , &; gran parte della città di Gierufaléme, Onde quando diuifono infieme quella heredità,toccó in parte a Lazaro quello che haueuano nella città di Gierufalemme, & a Matta toccó in partevno Caftello, álquale fi chiamaua Bettania, & 2 Maddalena toccó in parte vno Cafteilo, ilquale fi chiamaua Maddalo , dalquale € nominata Maddalena . Et e(íendo Maii Maddalena molto ricca, & beilit- À 2 bh.
; DI SANTA fima del corpo, dette fe medefima alla vanità mondana , & al peccato ; 11 tan- to cherachiamata publica peccatrice da ogni gente. Auuenne che tn. quel tempo Chrifto cominció a predicare, & a conucitire legenti , & andaua predicando in ogni contrada. Et eflendo cgivna volta inuitato a mangtare da vno che haueua nome Simone Farifeo, acceuo lo inuito. Et effendo Gie(u Chiifto a meufa in cafadi Simone ,1a Maddalena lo feppe;& di fubito fi mof. fe con grande diuotione, & gittosfi fot. to la menfa alli piedi di Giefu Chrifto, & pianfe fi fortemente , che con le lagrime fue lauó li piedi di Chrifto , & con li fuoi capelligli rafciugó . Et hauendo ella reccato (eco vn váfello di vnguento preciofo , poi che l'hebbe afciutti li piedi di Chri(to gli vnfe col predetto vnguento, imperoche era vna vfanza nel paefe,che di (tate (e vngeuano per lp grande caldo che v'era . Hor vedendo quefto Simone Farifeo, ilqua- Ie haucua inuitato Chrifto a mangiare, cominCió a dire infra fe mede(imo , fe quefto fufle vero profeta, egli conofcerebbe che: femina é quefta che'l tocca, & nó fi la(cicrebbe toccare a quefta pec catrice.Et Chrifto conofcendo il penfiero di Simone , lo chiaó & diffegli, t'bo a dire alquante parole . Et egli fubito rifpofe , maeftro di & Cluillo dif-
MARIA MADDALENA. 3 fe; E. furono due debitori che haueuano accattati denari da vno preftatore ; & l'uno accattó cinquecento denari, & l'altro cinqeanta. Et reuolendo il preflatore e fuoi denari, & vedendo che co ftoro che gli haueano à dare erano poueri, pdonó à ciafcheduno il debito che doueua pagare.Hor dimmi che lo debbe piu amate di quelti due. Rifpofc Simone & diffe,colui ilqualeha riceuuto maggiore dono. Et Chrifto diffe dirittamente hai giudicato. Hor veditu quefta femina,1o entrai in cafa tua& nó mi defi , ne facefti dare vri puoco d'acqua che io mi lauaffe e piedi quefta me li ha lauati con le fue lagrime;&t con fuoi capelli me li 5a afciugati. Tu non mi defti il bafcio come ft vía difare , & . quefta non ha reftato di bafciarmi" picdi. Ta non vngefti con l'oglio il capo mio,& quefta m'ha vnti i piedi col preciofo voguéto.Et per tanto ti dico , che : fono perdonati molti peccati;pero che molto haamato , & chi meno ama, meno gli pdonato. Et voltatofi chrt- (to a le1,fi le diflz, € tuoi peccati ti fono donati và in pace. Quefta e álla Maddalena fantifsima,ladle mai nó abbádonó la gloriofa vergine Maria itutte l'an- 'gofcie & pasfioni del fuo fantisfimo figlixolo p infino che fu meffo uel fepol- " ero,e poi che fu meffo acl fepolcro,elía fu 1a prima che andaffe al fcpolcro cot À 3
e DI-SANTA l'onguento preciofisimo , credendotii trouare il fuo dolcisfimo maeftro & Sinore Gielu Chrifto,& non trouando- o parcendofi la compagnia che con feco era venuta, ella fola rimafe a cercarlo.Quelta é quella che prima trouó gli Angeli, & poi gli apparue Chrifto in modo di. hortolano , fecondo che par». lael fanto Fungsu EtdoppolaRe- . : furrettione di Chrifto anni. quatordeci hauendo..li Giudei morto fanto Stefa. no primo Martire , & hauendo cacciati della loro prouincia quaft tutti gli Ape ftolij& Diícepoli di Chrifto, cheanda. .. | vano predicádo la fua fede era con lo-. ro vno de fettanta dua Difcepoli;ilqua- . . Tas le. fi fe chiamaua: Masfimino , alquale . fanto Pietro haueua con grande. folle- .. citudiue raccomandata la Maddalena. . Et vedende e Giudei che. Maddalena & Lazaro fuo fratello,& Marta fua fo- . zella.haueuano vendote tutte le loro poffefsioni , & dati gli danari a poueri, feguitádo la fede di Giefu Chrifto. Prefono Lazaro, Mafsimino,& Celidonio; ilquale era quel cieco nato che Chritto haueua ralluminatose prefono anchora la Maddalena & Marta;& vna ancilla di : Marta,laquale haueua nome Mafsimil- ]Ja,& tutti gli miffono in vna naue nello . mare fenza remi, & fenza vela , & fenza , neffuno gouernamento di naue , accio- €he perilfeno, (, Ma come piacque a
ALERTES n 275 ul EE zi E a a ab , MARIA MADDALENA., : 4 Dio.)la naue có: loro infieme arriuà à No di vna Città che haueua nome arfilia, Et effendo peruenuti al por- to,defcefeno in terra, & entrarono ncC- la città. Et perche. quelli della città di Marfilia erano infideli , non trouatiano perfona nella città che gli inuitaffe nea mágiare,ne a beré ne adalbergo.Al Ihora andorono tutti fei alquanto. fuori di Marfiliz;ad vn portico , nelquale eravno idolo;elquale tutta la géte di Marfilia veniua ad. adorare. Et Maddalena vedendo il loro exrore,fi leuó con gran - feruore a predicare innanci a tutto il popolche v'era ragunato a fede di Cie (fü Chrifto. Allhora tutti fi cominciornoa. a marauigliare forte delle fue dolciisime parole, & della belezza del corpo fito.Ma non era da marauigliare fe quele Ja bocca parlaua dolce parole , laqualé haueua bafciati gli fantisfimijpiedi di Giefu Chrifto. Etauuenne che predicando ella,el Signore di quella prouincia con la moglie;& con tutta la fua famiglia veune à fare. facrificio a quello idolo, accioche gli facesfi gratia di havere &igliuoli ;percche mon haueuano neffuno. Onde vedendo quefto !a Maddalena volfe aquel Signore pregando« lo che non faceffe facrificio,ne adoraffe idolo,ma adoraffe i! vero Iddio, ilquale é in cielo, elquale € gouernatore & creatore di cuttele cofe,. Etpoi chela À 4
DI SANTA harena fatti miracoli, & doue hauea predicato, & doue fo la cena in l'horto doue fu prefo,e doue fu poto in croce, Et poi il menó doue fàli incielo. Et tenendolo con feco due anni, fi l'ammaefiró pienamente della Fede detno(tto Signore Giefu Chrifto. Et doppo due anni gli die licentia de tornara cafa fua. Erpoiche hebbe prefo combiato, mon tó.in fu fi naue infieme cona fua comipagnia,& nauicando in pochi giorni ce ne pitacque a Dio fi ritornorono appreffo. a quel luogo doue hauea Jaíciatalamoglie morta, & approsfimandofi a l'ifola,& guardando verfo la riua viddono vn fanciullo piccolo ignudo, che gittaua alcuna pietra piccola nel mare. Onde vedendo quefto fi cominció forte a marauigliare , & difcedendo di naue perandare verfo il fanciullo;vedendogliil fanciullo fi fuggi, & nafcofcfi fottoil mantello:della madre . Allhora diffe il Signore, andiamo a vederinche luogo s'é pnafcofto quefto fanciullo , & fe trouaremo le offa della mia donna mne le porteremo a Marfilia. Et giongendo in quel luogo doue hauea lafciata la dotina morta col figliuolo in ful petto, & trouandola coperta per quel modo che l'hauea lafciata col mátello, difübito la fcoperfe,& trouàdo che'l fan ciu]lo era viuo;e fücciaua Ja poppa della madre , el prefe con grandisfima alle-
MARIA MADDALENA. . $ grezza , & cominció a dire. O beata "Maddalena io feruenteméte credo che come tu bai nutrícato díto mio figliuol due anni,& piu in quefto luogo diferto, cofi per li tuoi meriti mi renderai.la ma dre fua , & farai che la mia tornata farà .con letitia. Et dette quefte parole alla fua donna ch'era morta, tornó lo fpiri- .to, & quafi ( come fi deftasfi ) gittó vn fofpiro, & leuandofi (ufo diffe. O. (an- .tisfima Maddalena quanto fei gratiofa nel confpetto di Dio,tu m'haiben gouernata nel mio parto , & f&i ftata buona balia di me , & del mio figliuolo , & mai non ci hai lafciato mancare alcuna cof. Et vdendo el marito quete parole marauigliandofi molto incominció a ire. O donna mia, o fe tu viua. Ellarifpofe ,fi per la gratia di Dio , & di Maria Maddalena, & voglio che tu fappi .cheella meha menato a vedere tutti quelli luoghi che tu hai veduto.Etc quàádo fan Pietro te lemoftraua , io viera . prefente,& hora fon tornata infieme cà teco.Et fappi ch'io ho a memoria tutti e luoghi doue noi andauamo, & cofi di cendo li contó tutti per ordine. Allho-- 1a el Signore , & gli altri ne feciono grádisfima fefta,& poi entrorno in nBare rutti infieme,& andorno verfo Marfilia con gráde allegrezza Et Siontiche . furono al porto di Marfilia; & defmon.- tati della naue & entrati nc]; Città, h
N DI SANTA trotorono che Maddaleoa predicaua al popolo. Et gionti che furno dinancia lei fe li gittorno a' piedi , con molta riuerentiz, & quafi piangendo per allegtezza contandoli ogni cofa per ordine Ch'era loro auuenuto, & poi partendofi andorno allo palagg:o infieme-con la Maddalena. Etripofati che furno vn poco feciono disfare & diftrugger taütti glt idoli della citra, & del fuo tenitorio,& pot ordinorno che Lazaro fratello di Maddz/ena fuffe Vefcouo di Marfilia, & poi la Maddalena ( come piacque 2 Dio) fi parti; & andó a vnacittà; Jaqual fi chiamaua Aquileia , & in quefta città cominció a predicare, & conuerti in poco tempo tutta quella città alla fededi Chrifto , & conuertiti che furno tutti ordinorno che fanto Masfimino fuffe Vefcouo di quella città di Aquileia. Poi fatto quefto la Maddalenà 5 parti celatamente , & andó nel diferto a fare penitentia , nelquale ftette annitrenta, che mainon fu veduta ne faputa da huomo;ne da femina che fuf- 'feal mondo. Nelqualdiferto fu nutricata da colui che ella amó con tanto defiderio, Et ueniuano alei gli Angeli fette volte el di,& leuauonla in aria, & vdiua quel canto foauisfimo delParadifo,& quefto cra il fuo cibo di che ella fifatiaua . Hora auuerne ( come piacque a Dio) che un prete andà. nel diferto
MARIA MADDALENA. — 9 ferto per fare penitentia;& entrando in vna [pélonca ehe era preffo a dodici (ta dija quella che habitaua la Maddalena, & tlando egli vna volta in oratione;Iddio li aperfe gli occhi, E vidde fopra il luogo doue ftaua la Maddalena, vna grande moltitudine d'Augeli, liquali 2 certe hore del di veniuano in terra, & " Jeuauano in alto alcuna cofa,laqual egli non potea difceraere, ne vedere , & quando l'haueuano tenuta per fpacio d'una hora fila ripofauano in terra can tando dolcemente. Et vedendo il prete «ueífto piu volte, deliberà d'andar a quel luogo per veder piu d'appretfo állo che haueua veduto . Et facédo prima ofone a Dio raccomandosf.. ,potfubito - fimolfe per andare doue bauca. veduta lavifione,& appreffandofi quafi a ua git tat di pietra al ál lüogo, fiübito coininciorno trematgli le gambe , fi che per neffun modo gli daua. ilcuore d'andar piulà,& dando vifta di tornar adietro, fubito fe partiua quel tremore. Onde fi pensó che forfz in quel luogo eraal- «una cofa grandisfima, allaquale non £liera permeffo che andaffe. Et penfando quefto , cominció poi a gridare con grau voce, & diffe. loti fcongiuro da parte del Noftro Saluatore Dio £he fe tu fei creatura , che habbi intel. letto, tu che habiti in coteftg luogo mt'debbi rifpondere, Et dicendo cofi S
Cu DU SANCTAS te volte,di fubito la Maddalena rifpo: fc & diffe .. Se tu vuoi faper ch'io fon, fatti piu preffo ame. Allhora il prete audó piu oltre quafi preffo che al mezzo dello fpatio,oode lal chiamó, & poi non poté andar piu oltre fermandofi e gli. A'lhora la: Maddalena incominció. à dire.Vdifti tu mai nominare nell'Euá gelio Ia peccatrice che lauó con- Ie lagrime fuei piedi di Chriftloin cafa di Simone farifeo,& poigli rafciugó con. gli ftoi capelli, laquale riceuette da Chrifto Ia perdonaoza di tutti gli fuoi peccati , El préte rifpondendo diffe , di qucfto bene mi ricordo io,ma fono paffati già piu di trenta anni che quefto fu. Ailhora la Maddalena: diffe ,. io fono. quella. Bt in quefto luogo che vedi fono flata anni trenta , che mai perfona dcl mondo. ha faputo, & Dio me ha fatta fempre nutricare alli fuoi fanti Angeli . Onde horti dico che a Dio piace che mi parta. hoggi mai di quefto mifero mondo, & vada a ripofarmi con effo lui, E* pertanto io ti prego: che tu vada a Masfimino Vefcouo d'Aquileia, & dilli dà mia parte che deminica,cioé la notte della refürrettione,che farà horal prefente , egli folo m'afpetti nella fua Chiefa pell'hora del mattutino, El prete che vdiua quefte parole non la po:ea pero vedere,onde riceuuta la imb.fziata , (ubito (1 mofíe , &andó al Ve-
MARIA -MADDALENA. 10 fcouo,, & diffegli quello che la Maddalena gli haueua impofto. Et Masfimino vdendo la imbafciata hebbe grau. letitia, & molte laude; & gratiea Dio ,& quando venne l'hora del mattutino de'- la dominica della Refurrettione , entró folo nella fua Chiefa , & vedendoui la Santisfima Maddalena ftare in mezzo fra due Angeli leuata da*terra per fpacio de due bracci,& teneua le mani leuate al cielo.Il Vefcouotemendo d'approsfimaifiallei ,& ella auedendofene diffe, Vieni padre,vienia me,& nó dubbitare, non ti fcoítare dalla tua figliuola. Et fecondo che egli fcriffe di lei,tantolume & fplendore vícina di quella faccia, che troppo piu ageuolmente guirdabbe lhuomo nella ruota del ole,che hauere rif: 1€ riiguardato in quella hora nella faccia della. Maddalena. st Masfimino ragunó tutti i fuoi chierici, & cgli infieme có loro,& con quel prete che detto habbiamo di fopra, parato a modo di. procesfione cog grande riuerentia li die il fantisfimo facramento del corpo di Chrifto, & quando ella fu - communicata ditiotamente s'ingenocchió dinanci a l'altare;& miffe le fue ma niinquellé di Masfimino , & chiaman. do Chrifto fuo Signore deuotamente inchinó il capo, & quella fantisfima ani ma fi parti dal corpo , & ando a godere con Giefü Chrifto in vita eterna, Il Ve-
20 pISANTA fcouo con gli altri chierici con grade riucrentia fepellirono quel fantisfimo corpo,& in quella chiefa rimafe vn gradisfimo odore per fpacio di fette di che ciafcuno: che v'entraua fentendo quefto odore diceua qui éil Paradifo. Poi Santo. Masfimino Vefcouo fece fare vn fepolcro per fe, allato a quello della Maddalena. Et quando venne a morte, ordino che vi fuffe fepellito: & cofi fu nel tempo di Carlo Magno, anno Domini , fettecento & quarantanoue y'Girardo Duca di Borgogua non potendo hauer figliuoli , daua molte limofine a poueri, & faceuaedificar chiefe, & monafterij;accioche Dio li concedeífe gra ' tia d'hauer figliuoli,& hanuendo egli fat to edificare vn grandisfimo monafterio a Vercelli in Boreogna, egli infteme con l'Abbate del detto monafterio màdorono vn monacho con molti compa gni, perche procacciasfi d'arreccare delle reliquie di fanta Maria Maddalenà.Er quando el monacho peruenue alla città ,trouà che gl'infideli. faracini haueano disfatta.Et cercando egli con grande diligentia, trouo vn fepolcro di marmo bellisfimo;nelqual'erail corpo di fanta Maria Maddalena,& la hitto ria fua era fcritta di fuor del marmo ,& raccontaua come l'era ftata fepolta in quel luogo oue quel monacho la notre fequenté andó con gran diuotione , &
MARIA MMADDALENA. —— 1I quel fépolcro fcoperfe,;& traffene fuori quelle fante reliquie; & portolle a quello albergo,nelquale fi posó la notte doue gli apparue fanta Maria Maddalena , & diffegli , non hauer panra, fapur quel chai cominciato.Et partendofila mattina quel monacho , & ri. tornando in fua contrada con quel fan. tifsimo corpo. Quando fu appreffo a vna mezza legha al monafterio,non poteua per neffun modo andare piu oltra con quel fantifsimo corpo. Onde quel monacho lo mandó a dire all'Abbate, & l'Abbate fübito fi paró cen tuti gli fuoí monaci a procesfione,& con mol. ti hinni & canti portorno quelle fante reliquie al monaíterio, nelquale le pofono con molta riuerentia & dinotione. » cauaglier era víato de andare ogai anno avifitar il corpo di (anta Maria Maddalena. Hora auéne che quel cauagliere andó a vna battaglia;e funi mor- to. Et etfendo ftato meffo iq un catteletto per portarlo a fepclire gli parenti piangendo piatofamente diceüano. OQ (anta d Iddio come laíciaítt morire Íenza penitétia coítui che ti facem tan. ta riuerétia. Allhora il cauagliere fübirg méte ft rizzo nel cattaletto a federe | & pregaua i paréti che facefsino venire i] prete. Et qfi fu confeífato dittotameute Iprete,& riceuuto e] fantifsimo (acra meto del corpo di X59. egli medefimo *
Y CDISKNTA: fi; ripofe a giacere nel cattaletto,8z mori. Vna donna diuota de Ia. Maddalena; e(fendo grauida, & ritrouandofi.in vna naue nel mare con molti copagnijhuomini & donne venne grande fortuna in mare ,'onde ella per la paura fubito fi votó a (anta Maria Maddalena, che fe ella fcampaffe da quella fortuna, & partoriffe a faluamento che fe fuffe il &- gliuol mafchio lo darebbe al fuo. monafterio,& incontinente l'apparue vna bellisfima femina , & prefela & portolla fuori della naue;,& poi la notte la naue profondo, & affogoronui tutti quelliche v'erano docs Di quefti , & di molti altri miracoli moftró Iddio per la fancisfima Maria Maddalena , iquali . per breuità non fono fcritti qui. Cótnincia la leggenda di Santa Cleta Vergine c martire di Chriflo , c difcepola del gloriofo /4pofolomef- fer fan Paolo, la cui fefta à a di 23- del mefe di Settembre. J^ Enendol'Apoftolo meffer fan- V to Paoloalla città di Iconio, & dui huomini fe accópagnorono con lui,cioó Dermas & Hermogene,iquali errauano nella Fede, & mo ftrauan(i di amare Paolo,& erano pieni di malitia,ma Paolo tutto pieno di carità ,& di dottrina tutto déntro , & di
C TB: T 7A; 11 fuori molto amaua coloro, & folamen- | t€ attendeua alla bontà di Chriito , & ammaeftrauali nou hauédo di ion neffuno;fofpetto,& interpretaua loro tutte le. iio del Signore , & della fua natiuirà , & de fuoi fegai come Maria tiacq; della fchiatta di Dauid. £t era nel la detta cittàvn buon'huomo che hauea nome Onofiforo,coftui vdi come Paolo veniua a Iconio,& per diuotione che glihaueua fe gli fece incontro con la fua donna & con fuoi figliuoli, & andaua pregando coloro che paffauauo, che Paolo gli fuffe moftrato; peró che nol cono(ceua], ma;haueua vdito da Tito fuo difcepolo comeera la fua ftatua, cioc , che era huomo piccolo,col cape caluo,le ciglia piccole,el.nafo aquilino p1eno della gratia di Dio, Alcuna volta pareua che hauesfi forma d'angelo. Allhora che'l detto. Onofiforo vidde paffare Paolo il'conobbe a fegni,& coa allegrezza gli diffe , Tddio ci lalui feruo di Chittto /Ailhora P2010. 9; rifpofe, la gratia di Dio fateco & Ri Caía tua. Allhora quelli dua fua compagni Dermas & Hermogzne cominciorao a dimofítrare lalor fimulationz , & diffon a Onofiforo, & noinon fiamo anchora ferui di Chrifto, che non ci hai falutato Rifpofe Onofiforo , io ion vegeio in voie] frutto della giuititia, DOondimeao € voifiati venuti c5 l3o[o in cae rra pren.
Ho DE SENTYA — 50. é&rizzacoloro che errano in quefto módo, & chi inlui non crede farà condenato ; ma coloro: che harannola fanta fede; iltimore di Diolaranno perfetta notitia , & conofcimento di Dio , & ogni verità & caftità & carità. Quefto &quello che'l mio Signor vuole;& que fto é quello: che io fo, AlIhora il Proconfíolo vdendo Paolo. comandó , che fuffe legato,& meffo in pregione infino atanto che diligenteméte1l potefsino vdire & deliberare foprai fatti fuoi , & cofifu fatto. "Tecla infiammata dello Spirito fanto , non vdendo piu la voce di Paolo; quafi fmarrita fi leuó dalla fineftra, & andó domandando di lui, & dendo ch'egli era in pregione ;& ella che era acceía del diuino. amore , defideraua di morir per Giefu Chrifto col fuo maeftro Paolo , ilqualeanchora nó haueaveduto ,ma folamente la voce, vdita, leuosfi-]a notce in feruore dello Spirito fanto tolfe le (ue gioie , che il. fuo marito gli haueua comperate;& an doffenealla pregione; & pregó dolcemente colui che haueua in guardia lo Apoftolo Paolo , che la metteffe dentrocolgloriofo Apoftolo; & donogli le dette fue gioie;che] fuo marito l'ha ueua date,& allhora le miffe dentro. Et "Tecla quando il vidde cofi legato, fe gli gittó alli-piedi con molte lagrime , € aflai pregollo.che l'ammaeftraffe;& in»
TUS AS o — $$ 16 formaffe della vita e fede di Giefu.Chri flo,& diffegli per ordine ció che gli '€ra incontrato, & come per le fue parole haueua hautto il. fentimento di Dio. Ma Paolo ció che ella diceua. ha- 'ueua-conofciuto per fpirito ; & ancho fapeua ció che D1o voleua fare di lei. Etponendo Paolotutta lafüa fidanza — in Dio f parló di Chrifto molto altamente & feruentemente , & induffela, & confortollaa tenere. fempre verginità di mente , & di corpo, & difpreggiarefempre quefto fallace mondo . Et h beata vergine Tecla tutta fi fentiua ardere dentro perle efficaci parole di Paolo, & gia era fpogliata di ogni: cf- -fetto mondano ; & tütca fi rallegraua & -Bodeua hauendo vdito tanto buono , ammaeftramento da Paolo . Et vedene dofia i fuoi; piedi con tanta diuotiome lagtimaua & bafciaua i legami con liquali Paolo era legato. La mattina per tempo t parenti di Tecla nontrouandola ; penfauano che Per mala intentione-fuffe. pattita-; & .andauonla cercando , & ancho. Tamiro fuo fpo« fo l'andaua cercando con molta een. te, & andando: domandando di lei per la Città. Vdendo -quefto vno de gli fuoi ferui diffe.a Tamiro. Nom Cera à notte el, eft ES flicro,& quiui la trouarai. Ahora 4
Vf utes tme dec 206 cali pe) bs ac ns ———— —— DI SANTA ""'Tamiro.andó alla pregione , & trouó Tecla feder a piedi dell'Apoftolo Pao- Io: Et vedendo quefto Tamiro;& gl'al. £ri parenti ragunorono il popolo;& andorono al Proconfolo ; & diffegli ogni .. cofa, Onde el Proconfolo credendo alle loto. parole fedendo-nel tribunale; mandó per Paolo; & ifàminollo di quel lo:che di fopra erá ftato accufato;& Te cla rimafe nella pregione;& pofefi a federe. nel Iuoco di Paolo confolandofi con Gieft' Chrifto al meglio che poteua. Etpotel Proconfolo:smarndó per Tecla , & ella v'ándó con grande alle- - grezza, apparecchiata a patir ogni martirio per amore di Giefu Chrifto. fuo fpoío nouello. Et quando: Tecla gion- e cofi lieta;tutta la gente gridaua,vccidi il malefico ingannatore..El Proconfolo che vdiua volontieri le parole di^ Paolo.,l1o harebbe volontieri fafciato ;fe non per paura del popolo , & hebbe il fuo confilio. Et poi chiamóa fe Te« cla, & diffegli. Dimmi quale € la cagio ne che tu.non vttoi lo fpofo tuo Tamiro,ne feguitare el matrimonio,& l'nfan gà di queta città. Et Tecla (tana cheta, ma ftaua attenta ad afcoltare,& rifzuar daua quello che facesfino di Paolo,ve* dendo quefto Ia madre di Tecla; comia ció con grande ira'a gridare al Procor folo& diceua, Arde quefta: facrilega aclinczzo della piazza , accioche tutte lever —
TOEWAIOAD 0 3 le vérgini imprendoto a far falli-tie tali Imprefe; A quefte-grida il Proconfolo fpauentato;, die Ja fententia che P3oló fuffe flagellato; & battuto per tutta la Città , & poi cacciato fuori della terra, & dopo die la fententia;jche Tecla fuffe arfa nel mezzo: della piazza. Et allhora fi leu ritto il Proconfolo , & andonne in piazza con tutta la gente dietro pér vedere lacrudel morte della ferua di Chrifto Tecla;& la beata Tecla haueud maggior penfiero del fao padre fpiritualefanto Paolo, che nonhaueua. di fe medefima,& miraudo fra la turba vid de Iddio in figura ,& in fpecie di (anto Paolo federe infra laturba , & diceua infra f? medefiima ; quafi come ella non temeffe martirio confortando fz fteffa. 9 veggio ilmio maeftto Paolo: che m'afpetta , hor chitemoio. Etmentre. ch'ella cofi fi confortaua ; Vidde Iddiotutto andarein cielo , Ec confortata di quella diuina vifione, & certificata della dottrina di Paolo , & Confortáta in Chrifto andaua 2! martirio con molta allegrezza . Et ecco lefanciullee fanz ciulli ragunauano lelegne perardere labeata Tecla , poi la benedetta vergiz ne fu fpogliata ignuda, el Proconfolo, & molti altri lagrimauáno di pietà,& molto fi fs marauieliauang della fua tanta patientia & verti. E. effendo ac- . Cefo 1l fuoco;& quelli crudeli earnefci $
i ] Maple dp oett à 3 ^ à DISANTXKE vela voleuano mettere dentro , & T'e« cla piena di fede ftefe le mani al cielo, & entró lietamente nel fuoco ,il fuoco lifece cerchio & luogo, & cofi Tecla ftaua nel mezzo del fuoco, 8& nonera tocca dal fuoco ; ma piu tofto le daua refrigerio. Allhorail benigno Signor, ilqual mainon vien meno a coloro che fperano in lui, accrebbe 1a fede della iba ancilla . Et fübitamente vennero: tuoni , & baleni , & grandine, & tempefta dal cielo ; con acqua fi forte che in fü [a piazza,tanto era 1l tempo fcuro, che non fi vedeuano l'unoT'altro. Et di queíta grandine quaf tutti coloro. che aípettauano il fine di Tecla morirono;: il fuoco fifpenfe , & Tecla rimafe li-- bera fana & falua , & rineftisfi, & andaua per laterracercando di Paolo con grande confidentia in Dio,& in lui, ma. Paolo era ftato - battuto , & cacciato fuori della terra, & eracon Onofiforo,& conla moglie & con i figliuoli: per paura dcl popolo. s'erano rinchiufi in vno grande monumento antico & guafto & aperto, che era preffo alla città, & quiui molti di fterteno digiuni miracolofamente. Et come Dio volfe, vao de i fig!iuoli di Onofiforo diffe a - Paolo. Notci muoiamo di fame, il noftre padre non haanchora il modo da poterci daze del pane . Rifpofe Paolo & diffe, tien quefta mia tonica di fopra
: *OEGeOE xo. 3$ "& vendila & compra del pane. Et àns dando il fanciullo a venderla percom- Prare del pane, & effendo nella piazza . vidde Tecla. Allhora ilfancinllo fj maftroPaelo. Rifpofe il fanciullo & diffe; vien meco,& ti menerà a luijilquale molto fi duoledi te ,&ftiin oratione, & fempre prega Iddio per tej& ha digiunato già fei di, Allhora T eclaaccefa di grande defiderio di vedere il fuo €ononla tocchi , ne lifaccia alcinalet'one;peró che ellaéveramente tua an- . Cilla. Et Tecla eia drieto-a Paolo ,& Vdiua Ie fire; orationi, & egli nó vedeua - lei. Allhora. Tecla in feruore di fpiri- £o cominció forte a gridare et dite. I4- dio padre che facefti il ciclo et la terra, Ct Gicíü two figliuolo con [o fpirito.fan - tolo Yi lodo et singratio che m'haaes 6
f: DI$NENTÀA — te liberata dal fuoco; & trattami dal fal Jace mondo ,& d'ogni mio parentado, » o | & datomi gratia ch'io ho veduto el voftro gloriofo Apoftolo. A quefta uoce firiuolfe Paolo, & viddela, & diffe , SignorIddio che fei conofcitore de' cuori,padre.del noftro fignore Giefu Chri fto io ti lodo & ringratio,che cofi toftó me hai efaudito,& in llo ammonimen to Paolo,& tutti gli altri hebbenó del« la venuta di Tecla grandisfima allegrez za ,& haueuano cinque pani che haue: ua reccati quel fanciullo della tonica di Paolo,& haueuano dell'acqua, & certe herbe da mangiare, ma fopra ogni cofa la gratia di Dio era con loro, laquale fi fatiaua piu che tutte le niuáde delmós | do,& mangiorno congran charità fem: pre ragionando delle operationi di Gie fu Chrifto,& poi con grandifsima diuo tione,& con dolci lagrime fi pofeno in eratione , & renderon gratie a lddio; poi diffe Tecla a Paolo.Io ti prego che tu mi tagli. e capelli & paunij& io te fe2 guiteró in qualurique. parte tu. andrai non parendo io femina. Rifpoíe Paolo il tempo écattiuo , & gli lidomini (on corrotrti, & piu tófto atti a] male che al bene, perció non vorrei che tn riceueffivergogna, peró che tu fei molto-aui- tata del corpo, & apparente, & ancho potrefti hauere gran tertatione, & for fe non farefti fortea foftenere; & (areb^ I om m———À
Ti. TE*FCLA. — 16 be poi molto peggio che di prima , Et ecla diffe,io lio tantá fede in te,che fe tu m'infegnerai dalla parte di Dio,nin- Datentatione mi nuocerà. Allhora di(- fe Paolo, Tecla fatu habbi patientia; & riceuerai il fegno della croce, & del. la falute;& benediffela & diffzli » fitornatia cafa,che io non uoglio che tu v&- ga meco per il pericolo che ne potreb ; be feguire, & diffe a Onofiíforo , & alla fua famiglia ritornatiniin Iconio,& ringratioui di quello che m'haueti fat- to,& fempre ti voglio hauere raccomidato nelle mie orationi , & diffe alloro; ftatiui con Dío,io uo andare altroue,8z fare quel che mié comádato,& partisfi, & Tecla gli andó dietro, & andorno in Antiochia godendo pertutta lavia, & einpre raeionando di Dio;Et entrando 10 nó fo chi coftei fi fíiaj& non ho a fare. niente con lei, & raccomandolla a Dio b "6 2more, dinanzi 2 tuttala géte abbraccio Tecla. Allho- Ta Tecla fi difefe, a: adirósfi con lui for-
Ro EUN e-—c ES etm - bi SANTA temété nó volendoft lafciartoccare.Ft diffeli no.mi toccare,nóvolere far forza all'aucilla di Dio.T a non fai che io.fo8 di nobile natione fono delle principali d'Iconio,& pche io nó ho uoluto mari .to mi-fono. fuggita della mia città. Ma béche lei diceffe cofi,niétedWmeno nó l4 Jafciaua cóe pazzo di lei. Allhora Tecla pofe mano alla fua corona,e txaffegliela di capo , & gittolla in terra. dipanzi à tutta lagente, & anchora per forza gli fquarció i panni iu doffo; & cofiil con« fufe ,& fecegli gran. vergogna confidandofi in Dio, & colui cofi confufo a furia le diffe, & minacciolla, che fe ella non gli confentiffe , che l'accufarebbe per facrilega dinanzi al Vefcouo della cittá;& Tecla non fi curó di fue minaccie.Ondequefto impazzito Aleffandro. fe n'andó al Proconíolo,& accuíollas . €he l'era facrilega dicendo , che doue- - wa effere condénata ad effere data a di-. uorare ale beftie, peró che eralegge | & víanza in quella città, chequalunque malfattore. doueua morire era dato à | diuorare alle beftie feroci che le tenetano per propria cagione. Accufata che | ella fu, il Proconfolo la condánó ad effere dataa diuorare alle beftie , perche ella haueua confeffato,che ella era chrí ftianz,& che quiui a tre di doueffe mo« rire, Allhoraella il pregó che quefti tre el per fuo. amore la douefsi far ftare
TECLA. 20 Con quilche buona perfona & honefts, accioche ftefsi caftamente.Andó la vc- €€ per la città di quefta tanta afpra,& crudele condannagione . Ogni gente fi marauigliaua,& doleua di fi iniqua fententia,& masfimameate fi doleuano le donne. 1l piatofo Iddio infpir5 il Pro. confolo che le faceffequello che ella domandaua. Era nella città vna gentià he hauena nome Trifana, & erà vedoua , & po. co innanzi gli era morta vna fua figliuo la,laquale haueua: nome Falconilla , fu conceduta Teclaa quefta sentildon na,venuto il giorno che Tecla doueua effere data alle beftie quefta venerabile donna eli haueua pofto tanto amore, a figlinola f; bb ato aflai. Era menata E: Tc gb: ecla. manfueta alla giuftitia que]l; 3 51a ponendo giu ogoi vergo ta compaguia gli ando q alla piazza Tecla fi fu. bocca doue erano affe fime beftie, fra lequal neffa piu feroce di neffun'altra di quelle beftie,& la detta Lioneffa per d!là cota e bocca, tratta fuori la lingua leccaua glipiedi della beata Tecla.T] titolo de]
I NE E Df SANTA ote fit per fa terra , & fubite coperta d'una nugola di fuoco intorno intorno per tal modo che: non fi potea vedere; ne le beftie la toccauano.Furonui mei fe altre beftie piu fetoci,& ledonue che ftauano a uedere dubitauano di Te» . cla andorono & melffono in quefta ac* qua olio, nardo,che eta cofi nomato, & molti vnguenti preciof & balíamo;accioche di quefli odori le beftie. fufsino cauate di fonno, & non toccafsino Te cla. Allhora Aleffandro diffe alProcon folo,io ho tori ferocifsimi,leghianla fo - pra diloro; Diffe il Proconfolo fa ció che vuoi , che io per me nol voglio fare, imperoche io veggio tanti miracoli di coftei,ch'io non mene voglio piu im pacciare. Allhora il pesfimo Aleffandro fece venit i tori & fecela legare fut &t (otto e piedi, & fianchi di esfi tor fece metter ferri acuti(simi,accioche dí uentasfitto piu feroci perla pena , & vC cidesfila. Et come Iddio volíe quellt tori rappono tutte le funi , & Tecla rt mafe fciolta, 8 ftaua a cauallo in fu! detti tori, & esfi manfuüetamente ftauano come agnelli. Trifana regina ftau? in fü la porta,& vedeua ció che faceut? noa Tecla;& per il gran dolore ch'heb be, caddé tramortita in terra,& pare"? morta: & tutta la fua famiglia la piat; geua adalta voce come morta , & cof Cutta la città ne era fpauentata. Vede?
T^E-CHE Ab $4 do quefto Ale(fandro che Trifana gia- Ceua in terra €ome morta ( Come piacque a Dio ) gli venne vn timore nel Cuore ,& fubito fi leuó , & Ingenoce chiosfi dinanci al Proconfolo & diffe, ioti prego che tu habbi mifericordia di. me,& di tutta quefta città, lafcia andarquefta Tecla bettiale.peroche io ná voglio perire, & la città fia deftrueta, peroche, fe Cefare Imperatore vdira, a yperche io credo in Dio, & nel fuo figliuo]o Giefi pace,& & a difperati conforto »& aiuto, ancho piudico jcoloro che non credeno pu. ramente inlui non viténo,ma muoion femprelmai in eterno viuenoymorendo. muoiono viuendo nelle Pene eterna. li dell'inferno. Ecco Proconíolo quel. 9 che ioti dico, quello che io fpero,& credo ,& ru hai Veduto parte delle po. tétie del mig ligare Gie(a Cbhrifta.E;
DI SANTA | vedendo quefto il Procenfolofecerece - care gli fuoi ueftimenti, & fecela veftie — re,& quando Tecla fu riueftita;diffe, co lui che mi riuefti quando io cra ignuda fra le beftie,egli per fua pietà mi riucfta nel di del giudicio di veftimento di falu - te. Allhora il Proconfolo diffe al popo lo. Ecco Tecla che teme Iddio : & 10 ringratio Iddio dicendo. Vno lo Dio di Tecla verace & - mifericordiofo , ilquale ha faluata Tecla & liberata da tag ti pericoli .À quefte voci tuttala città tremo; & fübito fu annonciato a Trifaena,& Trifana molto firailegró, & fubitamente con una gran gente la dore era Tecla venne , & quando la vidde l'abbracció ftrettamente e dilfe. Hora credo io che i morti. refufciteranno, & au» cho credo che la. mia figliuola Falcos nilla viua,& tu Tecla che fei l'altra mia figliuola , viene nella mia cafa, & oghl - mia cofa ti daró,& voglio che fia tua.Et recla fe n'andó a cafa di rrifana con l& & come vertuofa & vera difcepola dcl: lo infiammato Apoftolo Paolo fi ripo* só otto di con lei, & in quefto temp? mentre che (tette occiofa fempre paf lata di Dio con grandisfimo feruore có Trifana , & con molte altre donne , ch* là veniuano a vifitare, & tanto fepp* loro ben dire, & predicare della fede che tutte lalciorono le infedeltà,& tute te credetteno in. Chrifto, recla chede fiderau
T E-C.L2A. d 15 fideraua la fiia pacej& di ritrotarf apie delle Apoftolo: Paolo fpirata da Dio; nonu volfe piu ftare con Trifana, & wartifsi da ei , & Trifana mal volótieri die icentia ; ma pur vedendo la fua volontà gli confeori, & Pregolla che prega( fc lidio perlei , & poi con la fua bencdittione fi parti , & mi(Tefi In camino & cercar il fuo maeftro apoftolo Santo Paolo, elqual ella tanto defideraua di vedere, & di parlarg];, Fueli detto che gli era doue ella cambio i [9j veftim&. ti in habito di huomo, Et quando fi vé. D€ a partire ( benche contra la volontà di Triana ) prima gli fece grandifsimi doni d'oro,& di argento, & raccomandofsi alle fue orationi ,& poilafece ac compagnare da eran compagnia di dóo- ; Be Vergini;& di giouan; verginipoi Te Cla fi parti, & rin ratió lac on lei, & partifsi q21o.. "non ti marauigliare , imperoche colui Che nella nita ti concedette l'Euange- 10,3 me l'ha conceduto nella üecefsità, Predicatio duno.c Leg.delle Verg,
DI SANTA aéanomé Hermete; & era chriftianos | & portaua gráde amore & reuerentia | Paolo. Allhora Tecla & Paolo fi pofeno a federe, & Hermete con loro, & la fua famiglia,e Tecladiffe a loro per or- . dihe cio che gliera intertenuto,& quá*. to Iddio Raueua dimof[trato per lei. Vdendoquefto Paolo ringratió Iddio . di tanti beneficii,& confortolla ia chri fto;poi le fece la fcufa , perch'egli Ia Iafció dic&do . Io fo che tu ti marauiglia* ftijnon penfare ch'iolo faceffe p altros che per maggior tuo merito;io.nó volí che tuti confidasfi tanto.in me , che tu noh ti confidasfi piu in Dio;maallhora tutta ti lafciafti allui, peró che non abbádona neffuno che fpera in lui, pregai pte, fiche maggior crefciméto di merito ti fu, che fe io fufsi ftato teco,perà che maledetto é colui che fi confida nell'huomo ; ma chi fi confida in Dio; non gli manca niuno bene . Onde rt^ trouandoti tu fuor della tua città, & - del tuo parentado , & d'ogni amico , t! rimafe fola la fperanzaio Dio , & eglltiaiutó ,& ti conferuó , & tu piu meri^ taii. Rifpofe Tecla fempre credet! cofi come tu di , & tanta fede hauevo id te , che ció che tu facefti, fu per mio. maggior merito;& non l'hebbi per ma* le ,benche io hauesfiin fu quel ponto* »-grande fofpetto della mia verginicà,m ^ eli che volíe nafcere: della vergine -— ^ à
. T COE, 1ó mi coser? ,& egli fempre fia laudato & ringratiato , & come ha cominciato - in me, cofifon certa che finità. Et rimate quiui con Paolo Tecla alquanti di;& pregauano Iddio per Trifana del- : a (ua gran carità che haueua hauuta à Tecla, poi cofi confortati Tecla, & Paolo in Chrifto,Paolo le diffe,figliuo la mia Tecla,la volontà di Dio,fi é,che tu ricorni in Iconio , & ella come perfetta: humile inchinó il capo alla ubidientia , & difpofefi andare,benche ma. lageuole gli pareffe,& parti(si da Paolo, & tutto l'oro & l'areento che Trifaba haueua dato a Tecla, Paolo il die. apoueri, & Tecla con honefta compaguia tornó in Iconio , & giunta che fa, fe n'andó a cafà di Onofiforo , la doue 'aolo.1a prima volta andó ,& pofeíia federe in quel luogo [a doue Paolo fio maeftro era feduto,& piangédo P diuotione diceua.Bepedetto (ja Giefu Chri fto,mio fignore,figliuolo del.sómo Iddio;che tantibeni,& gratie mi ha fatte, & jítae quella cafa la doue mi fu moftrato il vero Iume;tu fignor mio fei fta to i| mio aiutatore, e difenfore dal fuo. co grádifsimo , & dalle beftie feroci,tu fei Dio onnipotéte,e cofi recitaua tutte le cofee gratie che Iddio l'hauea fatte; ma Onofiforo,e tutta la fua famiglia fe - cion di Tecla grad'allegrezza e fefta del - la fnatornata,& tencramente la dimag- 1
E. DI'SANTA-* darono di Paolo& ella g/i fece la relatione. Et in quefto tépo mori Tamiro fpofo di Tecla;de!che Tecla nc ringra tió [ddio ; & trouó che Ia fa madre era anchora uiua,& Tecla 20dó a lei,& dif- (e, madre mia io fon qui;& voglioti dare vn'utile ,& buon. conficlio , auetío ch'io ho voluto:per me fe tt vuoi credere a Giefu Chriffo;che egli fia in cie* lo;peró Dio ilqual*dà falute a coloro che credeno in 1ni;& inai non li abbandona; fe vuoi-danari Fddio te ne. darà pérme; fe vuoi la tua figliuola., ecco mi,io fon qui , la madre nienterifpofe, ma ftaua quafi fuor di fe, sllhora T'ecla corpfidandofi in Dio diffe. Signor mio Gicfuytu conofci ogni cofa, & fai doue vuoi mensare le tue creature ,aintami, & vedendo che non poteva comuertire la madre;fi come vera di(cepola di Chri fto,& di Paolo lafció la madre, & li parenti , & la città propria , & andoffene viainunacittà che fi chiama Valenzd; & quiui con buona vecchiezza & (adtà vita con perfettione , & difpregeio do* gui cof» téporale mori ncl Signore Tddio , & auconne a quella eternale ao^ ria,laquale ella tanto defiderata;Sr cot tante fatiche, & difpreggio del mondo hauea guadagnata. La cui morte celebra la fanta Chiefaa di 24. di Settébr6 regnando il noftro Sig. Giefü Chrifto quale fia honore & gloria. Amen.
GmedE. Tem COLOÓMBA. — 27 Iicomiicia la legoeda della fantifsima .. Perginé e martire di Cbri er - ome ez parità , e Tnnocentia detouPe Cla re 3 El tempo: della nuoua Chiefa, nelqual regnaua l'errore de pa- -. XN gani , onde chi credeua in Chri. fto;o chriftiano fi nominaua;era da pagani prefo;battuto;& morto, Et in quet £6po, regnando Aureliano Imperatore di Roma,& era üelle: parti d'Oriente in vna città che fi chiamata Scenoua.. Er ueito Aureliano haueua gran fete' di !pargere il fangue de' ferutdi Chrifto, . &:.come Lupo fangüinofo paíto cor. 1euaa fpargere il fangue de Chriftiani, Ast eflendo 1n Scenoua adi 25.di De- €embre ne] di che"-chriftiani folennizdentia , & verti d'una: ine per nome & purità & j cti ta Colomba, facendola cercar fubito con grande diligentia;& trouatala, fe 1a fece rapprefentare dinazi. Er quefta in. nocentifsima vergine;& humile «oló. ba pura,& innocente infiàmata de] fuo- €o celeftiale del-Spirito fanto » Venne Attentaméte dinanzi all'Imperatore.l, - qual-confiderando lImperátore diffe es alla vergine «Quale é il nome tuo ? 3 *
5(—————————À Pr E e DI SANTA : rifpofe la vergine. Io dà ferui di Clirt fto,fono chiamata Colomba . . Allhorá diffe Aureliano, Quale Iddio adori tu? rifpofe la pretiofa coloba. Di vera fede non fi puo adorar fe non vno Iddio; . per laqual.cofa io adoro il vero , & immortale Iddio creatore d'ogni creatura Giefu Chrifto figliuol d'Iddio, & della vergine gloriofa Maria. Allhora rifpofe TImperatore cieco p infideltà,donzella tu fer inganata,tu nó adori bene,credi à noi;al cut uolere tutto'| módo vbidifce; rifpofe allhora la. fanta colóba. Io non poffo adorare altro Iddio;fe nó jllo iluale nel principio del módo creó alla am imagine l'huomoj;ilqaale accefo del noitr'amote, il fuo vnigenito;& con fuftantiale figliuolo , mandó a morire nel módo per viuificare noi peccatori. Al- ]hora Aureliano turbato, diffe alla donzella,non fai tu le leggi noftre,& gli fta tuti de gli nofiri Iddij,liquali noi mandàmo a día città.pochi di fono ? Colomba forridédo rifpofe;quali fono.AL- ora Aureliano pien d'ira & di ferocità difle. Che in noftra prefentia cutti 1 chriftiani adorino i noftri Iddij.Allhora rifpofe quella pura colóba, fono v0* ftri Dij fattia mano; che ogni huomo J! faccia il fao;ilquale piu gli piace, iquali fono dánati, & voi € loro adoratori 204 natioe códucono , iquali fono demon) «€ nó háno fentiméto ne mouiméto. No?
— COLOMSBA. . 28 fidebbeno quefti adorare ne chiama- 3elIddijche non fono; anzi fi congen- Bono ardere , & accioche di quelle lo- 10 Ículture dimofttinola pena che hanno nell'inferno;iquali con falfi inganni tiranole anime de gli ftolti alle loro perpetue pene. Fo non poffo ne amare, ne adorare fe non Giefu Chrifto imma. '€olato fpofo dell'anima mia ; ilqual mí chiama alla corte immortale & eterna, fotto il cui fpirito li angeli ftanno,la cui Amaeftà tutte le creature temeno & vbidifcono ,alquale fono tutti i demonij fuggetti, liquali voi chiamate voftrild. dijilqualé Chrifte morti&ca & viuifica per mifericordia, & danna per giuftitia, Aureliano vdendo quefta Colomba pie na d'ogni vercà no 380 per tuo fpofo, c pei tua fapientia & natuità, tutta la corte, & l'Imperio & xeggerà per lotuo configlio,& loggiun : $e per lufiighe Aureliano ,non fo chi tha condotta a tanta peruerfità, che fei nobilisfima , prudentisfima , & fpeciofisfima,& degna d'imperiale fpofo & .*&orona. Acconfenti dice l'Imperato- '€ 9 donzella , & confidera in quan« E
E DISANTEA Ü miniftro chriftiano perfetto;riconofcé* do ilfuo creatore & redentore Chrifto confefsà la fede in uocedinota & alt? dicendo.Io confeffo pienaméte, & cr& do che. Chrifto , ilquale.Colomba pre : dica. per fuo Iddio ;& fpofo,& uero Id dio,& non é altro Iddio . V dita 1a detta confesfione , l'orfa fi leuà dall'ufcios& polefi in vno cantone come le fuffe co fi comandato , & come donaffe al gio* uane il partire. Allhora.il giouane co? licentia; & benedittione della vergine Colomba diuentato. perfetto chriftis no ,vfci fuori fenza timore predicando con alta voce a tutto il. popolo dicedo. Noné altro Iddio che quello che .predicafanta Colomba;& quel folo adoro, & quello é mio Iddio;& lui coofeffo effere,per loquale non fenza gran merito quélia donzella con allegra méte;tanti, & tali perfecutioni & martiri; foftcane predicando ogni cofà che gli era auue* nuto.Allaqual voce molta gente hebbe grande diuotione & compas(ione a. faf ta Colomba, per tutto quefto l'orfa no fi parti, Vdédo Aureliano quefte noue le non mollificandofi ; ma indurato co^ ' me pietrail fuo cuore oftinato in cr* delrà come (trumento. & miniftro di bolico pieno d'ira,& di furore fenza cÓ* figlio o indugio,comádó a fuoi cauallit ri che menasíino quella nobile donzel legata dinanzi a lui& gli cauallieri af*
COLOMBA. . 2.32 dando con veloce corfo, venero al luo 9 doute oraua la vergine ,& vedendo fànta Colóba in oratione;& l'or(a pref. 9 a lei come füa ancilla ;& guardia, & vedendo l'ora cofi ardita& €roce, de. fiderofa della battaglia contro a cauallieri)folo afpettando il comandamento della donzella;& vedédola ftare cofihu IO auidità;& audacia a; furia, & diuentati tütti pauidi;fi per paura dell'orfa. sz fi per il miracolo che l'orfa fuffe qui , 6 Per la vertit della vergine Colomba, che ftaua con quell'or( come con vna 1 ndrieto;fug. ; che non era. ll'Imperatore areliano , Imperatore 55; Yi di flupia vi fusfino menan
" DISANTAS - Iomba , & l'orfa ardeffe...D i-fattoe nte mici peruerfi fecero intorno aquel luo co grandi(simi fuochi .. Effendo giàlà fiamma alta & grande , & cofi (enten* dofi l'ora pes faa natura preffo alla moF te, non fuggi, & nen fi parti da quella. innocente Colomba,& come per effet^ to fi dimoftraua , e[cfle piu tofto di mo rire conla vergine Colomba;che d'ab* bandonari2,& muggiaua & urlaua qua4 . dicendo. Quanta crudeltà à commcefia contra quefta vergine,& cofi moftraua hauer compafsione a: quella donzella come a vera fpofa del fno Signore Giefü Chrifto, & con atto fi sforzaua di metterfi tra le fiamme,& vendicare faatà Colomba , ma la vergine che afpett2ua contra dell'eleméto dall'altro elemento vendetta & vittoria,nó la lafciaua ufcire fuori contro a quelli impiifsi" mi miniftri , ma confiderádo l'effetto d€ l'oría,& fapendo per reuelatione che1 martirio fao fi approfsimaua ,& volene . do rimeritare l'orfa cominció la vergl ne Colomba a parlare con l'orfa come. fe l'orfa haucffg 1ntelletto humano ; diffegli del beneficio riceuuto da lei & foggiunfe il mio fpofo Chrifto come? mandó per me ti meriterà per me; hat sonceduto che mai t non fia ne pre! ne morta ; ancho morrai di tua nati morte,vattene alla felua ficuramente; perdoga a quefti crudeli cani , & laíct" mi nelle
€0LOMPA. m mi nelle loro mani, ch'io con gráde allegrézza defidero & afpetto il martirio, 'orfa che era per vbidire vdendo lavo ontà di fanta Colomba a morire; chinando il capo verfo la vergine mng- - giando, quafi lamentandofi che non di Propria fua volontà ; ma per vbidientia fi partiua da lei,fi miffe fra le fiamme, 8z fra la moltitudine; & aridoffene fenza impedimento alla felua. Et ardendo al. Ihoraforte il fuoco , & ftridendo den tro al fuoco l'oglio,8z 1a pece ceffando il tempo fereno , & chiaro , leuó fata Colomba gliocchi al cielo ; & diuotamente fi raccomádaua al fuo fpofo Gie fü Chrifto , & allhora di ratto apparue Pra il fuoco , che ige tto, V Aureliano queftà marauig]; audi il popolo cof; impaurito;, & fpauenta- to;& difcernendo che quefle cofe era. no operatione di Dio, no volfe Con tut to díto acconfetitire alle ragioni, & a] miracolo;ma come huomo iüdurato,gz Come porco ferito mettendo 3 ripenta. £lio ognicofa, pure che poteffe i] fuo intimo fatiare contro 4 quefta verc; incontinente mandó per lei
"000 DAGSANTA . venite dinanzia fe , & marauigliándofe diffe contra alla pretiofa vergine . ^7 incantamepti fono quelli cheyu fai, p* liquali tu incanti le fiere , & cofi lar & preflamente gliianimali anto: fero" cifsimi,& gli elemeriti vbidifcano»QU?. leé hella tanta auttorità , per laquale tu vinci tucti i noftriingegni,& tutta d noftra imperiale potentia? A quefta di mmandarifpofs la beata vergine. O quan teinfelice;é l'anima tua che tanto e act cieccata,che có tanti fegni nó ti muoU! -a eredere la verità della fede di Chrifto» anzi fei tanto. indurato , che per la tu perfidia credi quella del mio fpofo.chr! fto,che per mia difenfione adopera;fieno incanti di demonij;& io non fo nef» fna incantatione;anzi contradico a. tut "tele operationi diaboliche;.che per. g tuoi miniftsi contro a me fi fanno,& lo" Jo-fpero in Chrifto mie fpofo, ilqualé credo,& predico , & adoro mio Iddio» & eflo alle mie pene ,& fatiche dar? beato fine. A quefte: parole Aurelian? montó in foperbia; & comádó.alla vef gine dicendo.Lo ti comandó fotto pen? della morte , che áfto nome,cioé Chri* fto tu non ricordi ne nomini piu,& q! fto.éla feconda volta per zelo della fe de , rifpoíc (anta Colomba virilment? Tulupo rapace;, & crudele che per gregge delle peccorelle di Chrifto c9 rabbiofa fame tutto quato ti riuolgiP-
E COLOMSZA. | TOTT6;E per poter fignoreggiare & cóuümare tutti 1 fuoi ferui; & didfto nó ti Ttanchi,che anchora ogni di come lupo alamato fei piu feroce;eli tuoi fermo- ni peruerfi;& le tue parole inique fiano legge allituoi ferui; & efsi miferia te tuggetti offeruino i tuoi comandaméti, "fuorche me figliuola & ancilla , fpofa "del vero fol ciefu chrifto no Potrai mai con tue falfe 10 di 3 pazzia nó à do Flpoío; p ira & ftiz E Tec. . nefict , che h ino j da [ !gnuda menandola & uituperádo]a Per tuttà 1a ter ràcon vno bàditore, ch
X DI SANTA confiderando che ne per amore; ne Pf forza la potea rimouere del. fao fant 'roponimento;difperato di non: pote" a vincere, diffe alli miniftri . Mag di leuatimela dinàzi, ch'io fon uinto d$ lei, ma pure la fua mente tanto auida; fitibonda del fuo fangue,non puote ^0" ftenere che.effa viueffe,& pero comatt dà che la menafsino fuora dellacittà quiui le taglia(sino la tefta. Ov altez? , imperiale. O fortezza mondana.O d reliano Imperatore. O fignore del moe «lo , tu fei vinto. da. vna Colombellas: Adunque rimanti e Iafcia il perfeguitae re queíte donzelle.Lo Imperatore adus que data che hebbe la (ententia;fi parti ua tutto fmarrito & uinto; in quefta faa 1a Colomba volendo predicare la fua allegrezza,che haueua del martirio del la faa futura gloria , & la dünatione che ad effo Imperatore ne feguitaua, impe tio dall'Imperatore a preghiere. de b9* 4oni ch'erano con luilicentia de parar re, Aureliano quafi per imposfibile cre dendo che forfe per paura della mort acconfenti alla fiia volontà,& malage* uolmente le dette ta licentia del parl? re, & effa( nellaqual'era ogni paurasp* ta)non come doiizella fentétiata. a m* te; ma come nuova [pofa del cclefti?? fpofo parlo conallegrezza& diffe. J^ hai data la fententia , cheio fia martili* ata & morta; & io la riceuo con.g
CÓLOM5BÉA. 233 &e alleerezza;Rr niffüina paira ho di mo rire. imperoche quefta morte mi é vita, Jappi, che io vó alle nozze tanto defi- ; ratejlequali mi fa C hrifto mio fpofo, oram: menera nella fua Corte ,;non temo adunque quefta morre che mi ap. Patecchi; ma molto temo Ta morte eter nile , laqual da chrifto vero & giufto giudice, fententiata a te crudele & falfo tiranno'con i tuoi InQui & perierfi mj niftri, collocherati nelle: eterne , & importabili peue,quando vi dirà; andate maladetti nel fuoco cterno,cheé a parecchiato al demonio;& a 8! fioi fer ui. Rifeuarda adunque nel'üo!to mio; àccioche eu miriconofca nel di del giu. dicio;io ho folazza ;& tu hai piantof& amento;io con eli Angeli ; & tu coni ecmoni,io in cielo ; gt n 1o fpofa di Chrifto , & tu an; demonij foggetto, V dito Chebbe A te & tali mifiaCCie,&r témendole molto, figliferró 1a bocca,8 türti ; gli vennero meno,& al ellaveniffe 31 loco della m füo dolce fpofo Chrifto , & Ponendof in einocchione jn tera , ne lo-fpirito;& folo inte: CCua.Spofo mio dolcifsimo etefü chriz
"S DISANTMÀA. fto Iddio vero onnipotente immortale, & ineffabile;tu fai che per la confesfione del tuo nome fon'al póto della mor te , cócedimi adunque l'aiuto della tua gratia , fi-ch'io fia forte in quefti martt- 11j, accioche la feconda morte in me nó . habbi alcuna fignoria,& poi che io pet te Signor. mio Giefu Chrifto ho rifiutato ogn'altro ftato & grandigia e fpofo reale,& folo te ho defiderato,& folo ate amantifsimo mio fpofo ho riferua- to l'anima e'H corpo mio immacolato € folo peril tuo dolc'amoreé mi é dolce, & allegra quefta crudel morte ; & con gran defiderio l'ho bramata per venire alla tua vltima cena , pregoti mi riceua nelle tue fantifsime braccia. Dette que fte parole piatofe Chrifto,come nó volefle che eífa piu tarda(fe ,& defiderando di efaudirla fubito la chiamó dicédo. Vieni fpofa mia,vera Colóba mia, veni inhortum me(i,ueni coronaberis.Chia ma Chriíto fanta colomba,& dice.Vie- ni Ípofa mia,vieni colomba mia , vient nelgiardino eterno;vieni per la corona delle vergini .. Ecco fpofa mia icieli tt fon aperti , ecco iL choro delli Angeli, delle tue forelle vergini, & di tutti i beati ti viene a riceuere. Vieni fpofa mia , eccome Chrifto tuo fpofo che ti ono la corona fponfàle di vita eterna. Allhora fanta colóba vedédoft chiamarc per nome;& vedendo tutte le fue fo-
is LNCIA. v 3b zellevergini tutte. incoronate. Vedédo gli angeli,& gl'altri fanti gaudéti-& fe- 4láti& folo alpertdo lei. Vedédo chrifto fuo dolcifsimo fpofo ranto defidera- to,nó potédo piu ftare l'anima colcorpo di tratto ftefe il «collo al carnefice orando p Iuij& per tutti i fuoi percuffori dicédo. T u (ai Giefu chriftoche ifto pontoé molto defiderato , & dimádato contutto l'effetto , pche.ardeua deltuo amore hora m'hai conceífo il di tanto defiderato, Non imputare adunque a co ftoro inpeccatola mia morte , laquale tu mi concedi p tua gratia, fono ciechi, & te nó conofcono,e pero erano, Fiuita jíla oratione,& lo fpeculatore pcottédola,Giefu chriffo riceuette jlla fatitifsima anima nelle fae fantifsime braccia.cátando-effa. Lua chrifti fub capite-meo , & dextera eius amplexabitur me. Cofiin cielo entró [a fanta & vergiue Colomba nella corte di vita eter» na. Amen. r nomincia la leggenda,la uita,c paffione della vergine fant Lucia "martire del nofiro [rgnore Giefa Cbriflo. Econdo che filegge in vaa hifto. | S d'un pe pone C hebbe no- J me sáto Hippolito;poi che Deci Imperatore hebbe morto fanto ecd
H "at - DI SANTA: e mie dotti;che fono grádi io ti fo dóna del tuo patrimonio,& delle mie dotti, che ne facci ciocheti piace , ma la- Íciami innanzi morire & fotterrare il mio corpo;accioche nella mia vita non rimanga médica . Allhora la benedettà vergine Luciarifpofe cofi,quafi ridendo alla madre fua,8& diffe. Madre mia che mercede harai tu di quello che darai allatua morte ? fappi di certo , che Iddio à poco agrato il dono che l'huomo gli . &diquello che feco nó ne puo portare,onde fe Phuomo lafcia nella: fua mor te a Dio, o per Dio eglilaícia , perche egli nó lo puo piu vfare: madre mia fa fecodo ilmio configlio;dona a Dio mé tre che le cofe del módo fono intua libertà. Allhora 1a madre della vergine Lucia le diede licétia, ch'ella faceffe ció che lei piaceffe di cutte le fue cofe. : Come lofbofo di fanta Lucia accuso lei a Pajcbaflo Re di Cicilia , c come . fauta Lucia bebbe una grande que füione col detto 'Pafcbafio, o Oi che fu. tornata la vergine Lupe có la fua madre in Siracufa 1a- cominciorono a védere le loro ric '€hezze,& belle poffesfoni,& dare i da- Qàti a poueri di Chrifto,cioé a vedoue, ortani,& pupilli. & infermi. Lo fpofo di finta Lucia fi cominció auedere di quefte vedigioni;& maraui gliàdofene mol-
h- YYCTA." 20 to;pero che nó fapeua la cagione. Hora hauenne che lo fpofo di faata Lucia do . mádó vna ch'era ftata balia di fanta Lucia, & era perfetta chriftiana , & diffele fte parole. A me pare che tutti 1 poderi,& le poffesfioni,che io debbo hauere perLucia mia fpofafi védono,vorrei fa pere qual'é la cagione di tanta nouitài Rifpofe labalia di Lucia,& diffe cofi.La tua fpofa,& la tua focera vedono quefte. loro poffesfioni;perche per gli denari; he le riceuono della védita fi trouano a ricóperare inaltro luogo maggiori, . & migliori poffesfioni.Lo fpofo di fanta Lucia credendo che labalia parlaffe di poffesfioni terrene;incominció a ven dere con loro infieme;& poi vdendo lo fpofo,che tutti i poderi eran venduti, & neffuno nó era cóperato,fi fp:o la verità del fatto ; ciod, come Lucia haueua dato a poueri tutti quelli denari ch'ella haueua hauuti della vendita delle poffesfioni, fi che lo fpofo di' Lucia fortemente turbato fe n'andó dinanzia Pafchafio Re di Cicilia , & aceusó la fpofa;come ella era diuentata chriftiana;& come ella hauea lafciati quafi tutti dll beni, iquali egli doueua riceuere da lei innomede dotta. Allhora,Pafchafio mandó per Lucia;& feccla rappretentare dinanzi da fe ; di fotto nel fuo palaggio,nelqualeera vna grá piazza, Et poi che Paichafio iuebbe (éden la ade 4
DISANTA detta Lucia le comandó,che incontinéte doueffe facrificare a gli Idoli. Allho- 1a fanta Lucia rifpofe & diffe . 11 facrificio, ilquale € gratiofo dinanzi al noftro padre celeftiale, é di vifitare le vedoue, & gli orfani,& i pupilli, & gli altri poueri nella loro pouerrà,& necefsità. Et quefto facrificio io ho fatto infino aque fto pontojhoggimai non mi é rimafo,fe non lo mio corpo.Ie fono apparecchia ta di farne facrificio al mio Creatore. Allhora rifpofe Pafchafio,& diffe a Lucia, quefte parole che tu parli fono vane & pazze,và & dilli a tuoi chriftiani,a me,che vbidifco le d de' principi di Roma non le dire.Allhora rifpofe la be nedetta vergine Lucia & diffe,fe tu Pa- Íchafio vuoi vbidire a tuoi fignori,& có feruare le loro leggi,& io voglio vbidixe al mio fignor Gielu Chrifto benedettos& offeruare le fue (ante leggi , tu fai quello che ti piace, & io faró quello che a me piacera, & tu vía il cuo coufiglio,& io vferó il mio. Allhora fortemente turbato Pafchafio diffe a. Lucia, tu mala femina hai. fpefo tutto il tuo patrimonio co mali huomiui che te háno tolta la tua verginità,& hánoti tutta Vituperata;& poi parli cofi arditaméte. Mpofe Lucia , & diffe a Pafchafio , il , Tho patrimonio già ho ripofto in luo- £9 !Icuro, & mai non conobbi huomo che mi toglieffe;ne la purità del corpos
Lve€ra. 41 tie della mente. Rifpofe Pafchafio , & "diffea Lucia, io uoglio che ti mi dica, chi fono coloro. che P'hanno tolta ]a puricá dell'anima;& del corpo . Volontieri te lo diró diffe Lucia; voi fiete coloro che rompete la mentea gli huomi ni, peroche vuoi fate fare alle creature quello honore che debbe effere fatto al creatore.In quefto modo l'anima diuéta adultera , quelli huomini tolgono.la purità del corpo che amano pin vna delettatione carnale , & puzzolente, che nonamano la dolcezza della gloria del paradifo. Allhora diffe Pafchafio alla vergine Lucia,tu. parli molto arditamétema io tidico , che le tue parole fi refteranno,quando tu verrai alle battiture; rifpofe fanta Lucia,& difle a Pafchafio,& io ti dico,che Ie parole di Dio nó poffono mai reftare . Diffe allhora Pafchafio alla vergine, fei tu Iddio, che le tue parole non poffono mai venir meno? Rifpofe Lucia,io non fono Iddio ; ma fono füa ancilla,& recordomi d'una parola che diffe Chrifto alli fsoi difcepoli,onde diffe, Quando voi farete menati dinanzi alli Imperatori, & alli prin cipi del mondo parlate ficuramente , & non habbiate paura niuna , peroche in quel ponto non farete parlatoti voi,anzi farà lo fpirito fanto , che parlerà per uoi,& ammaeftreraui di quello che deb biate parlare. Rifpofe Pafthafio & | D H
A T DYISANTA diffe. Adunque lo fpirito fanto e in te? Rifpofe Lucia & diffe; & io ti dico; che qualunque perfona viue cafta, & pura;e cafa di Dio ,& lo Spirito fanto habita con lui.Rifpofe Pafchafio 8 diffe , & 16 ti dico, ch'io ti faró menare in jl luogo fozzo doue ftàáno le meretrici,& farotti tor? latua virginità,e la tua caftitá;per laqualcagione lo fpirito (anto fi partirà da te,& poi che lo fpirito fanto farà partito da te;tu non parlerai cofi arditaméte come tu hora parlitifpofe labenedet ta Lucia, fammi ció chetu poi; peroche il corpo nó fi puo inclinare a pecca re,& imbrattare,fe no é confentimento della méte;e fe tu mi pigliasfi la mano p forza,& có effa fi de(fe l'incéfo a gl'idoli tuoi,Iddio no l'harebbe per male,anzifiriderebbe. delle tue pazzie , & cofi ti dico,fe tu mi facesfi far villania,& vio lenza,& macolare il mio corpo,io peró nó perderó la mia verginità , anzi mi fi raddoppierà , peroche la mia volontà a quefte cofe mai s'inchinerà, Et ben dif- € Luciajperoche fecódo che dice fanto Agofítino, il peccato in táto & peccato, in quáto naíce del confentimento della volontà; & cofi diuiene dalla buona oberatione,che il bene intanto e vertuo- 0:& degno di merito , inquanto nafce alla volotà libera del'huomo con diletto;peroche il noftro Iddio, ae la volontà dell'huomo pofe liberamente di
LYCIA 42. poteri faluare & dannare-Poi diffe Lucia a Pafchafio figliuol del Diauolo, hor perche. indugi tanto, ecco il mio corpo e apparecchiato à ognt tormeto. Dell'opera marauleliofa del (birito faa Ez adoperata nella detta vergine fau ta Lucia-Et della fua diuota norte. Edendo Pafchafio , che per pa- " V roleegli non poteua viucer la : benedetta Lucia,anzi era da let vinto , mandó per li maluagi, & pesfimi huomini cheteneuano le meretrici a€* fozzi,& vituperofi luoghi ; iquali fecondo il loro pesfimo nome é cofa abo mineuole a nominatli ; ma fecondo la grammatica fi chiamano Lenones. Et poi che quefti pesfimi huomini furono venuti dinanzi a Pafchafio , diffe loro Pafchafio cotali parole. Pigliate quefta giouane , & menatela in quel luo- £o doue voi tenete l'altre meretrici, & -3nuitate tutto il popolo di quefta città al diletto del fuo cotpo , & fate che in cotale opera ella fia tanto. fchernita, che. io habbia nouelle , che ella tofto fia morta. Poi che quelli maluagei huomini hebbono hauuto il comanda. mento da^ Pafchafio , cominciorno a : Jufiagare fanta Lucia ,& (anta Lucia alle lor lufinghe non rifpondeua , ne
b. DISANTA bene ne male . Et vedendo quelli pesfimihuomini,che la Vergine non voleua andare có loro,le pofono le mani adoffo per forza , & voleuonla menare violentemente. Allhora lo fpirito fanto la fece diuenire fi graue, che per nefíun modo la poteuano mouere.Allhora tut ti coloro della corte di Pafchafio prouoreno la lorforza in Lucia per mutarla,ma quanto piu la tirauano , tanto ptu la grauaua lo fpirito fanto. Allhora màdorno per molte funi , & leggorono la benedetta vergine Lucia per la gola,& er le gambe, & per le braccia , & nella cintura , fi che tutta quafi l'haueuano coperta di funi,& attaccosfi a jlle funi grandifsima moltitudine d'huomi- ni& tutti tirauano , & quanto piu tirauano meno la poteuano mutare. Allho- . xa Pafchaíio mandó per molte paia di boui, & feceli tutti affettare perla piaz- 2a ch'era dinanzial palaggio , & perla ftrada faceua tirare la benedetta Lucia aquefti boui;& a tutti gli huomini , & quanto piu la tirauano,tanto piu lo fpirito fanto 1a grauaua , & meno la poteuano mutare, Allhora. Paíchafio man- &ó p i fuoi incantatori,comádádo a lo- TO ; che egli douesfino fare adoffo al- a vergine Lucia le loro íncantagioni 3 vedere fe 1a potesfino mouere per loro incantaméti, & el'incantatori poterno - aíTai Incantare , ma che potesftno mue ————— n! |
LvCIA. 43 tare S, Lucia non gia. Allhora Pafchafio hauena fi grande ira che tutto fi rodeua,& diffe cotali is . Che opere di demonio fon que e,che vna giouane fi piccola , & tenera,non puo effer mu tata da tanti huomini e da tanti buoi, Rifpofe la benedetta vergine Lucia & dif. Et io ti dico Pafchafio che quefte non fon'opere di demoni, anzi fon doni & gratie di Dio,& fe aggiongerai dieci mila paia di buoi non mi potrai mutare, & quanti piu ce ne menerai piu faró fer ma , & piu verráfio meno alla potentia di Dio,fecondo che diffe Dauid profeta, Alihora Pafchafio fece verfare fopra il capo della vergine vn grande vafello d'oglio,credendo per quelle ynture guaftarle fue malie, fe ella in alcun modo fuffe amaliata , per laqual cagione ella non fi poteffe mutare, Et vedendo Paíchafio, che per quel modo non la poteua mutare;fece ragunare vna grande catafta di legne d'intorno a fanta Lu cia,& feceui mettere fuoco, & nel fuoco fece gittate pece greca;& oglio , accioche fanta Lucia ardeffe piu tofto , & confumasfila. Allhora1a vergine Lucia parló,& diffe cotali parole. lo ho prefato lo mio fignore Iddio,che quefto uoco non mi faccia male , & che indu. gi alcun di la mia morte , accioche i fe. deli chriftiani non habbino paura per mia cagióe;e gli nimici di Chrifto habe
- 1 | DÍ SANTA bino allegtezza della mia morte.Pafchà fio vedendo, che in quel modo nólapo tea vccidere,fi turbaua che quafi era ful crepare per l'ira. Allhora vn fuo vicario -amico fuo vedédo la turbatione fua;per €ompiacerli fece ceflare il fnoco da l'un lata, & accoftosfialla benedetta Lucra conun coltello in mano, & dette nella golaa fanta Lucia , & paffolla dall'una parte all'altra , & fanta Lucia pero non perde il parlare ne la parola; anzi allhora inconiinció a profetare,& diffe cotaliparole.Io v'annoncio buone nouelle; che hoggimai la fanta Chiefaharà pace,peroche in 4fto di Masfimiano Imperatóre e ftato morto, & Dioclitiano é ftato cacciato di Roma ,8& come là. mia füora Agata 6 difenditrice della cit tà di Cattania,cofi faró io difenditrice della città di Siracufa;& dicendo Lucia cotali parole, ecco che vennero imbafciatori;& nella prefentia di Eucia; prefero & legorono Pafchafio , & cof: legato lo menorono a Roma;& come fü giuntoa Roma glifu'tagliatala tefta; peroclie i cittadini: l'haueuano accufa- to al Senato,come egli haueua riuendu tila giuftitia per pecunta. Et poi che Pafchafio ne fu menato il Vefcouo di iraeufa (i. paro , & venne con tutto il chiericato di quella città a faüta rucia, & portà con feco il corpo facrato del nostro fignor Gicfu Chrifto,& comin»
E. AG ATE. 44 ció la detta fanta Lucia dicendo cotal parole.Il corpo del noftro fignor Giefü Chrifto guardi l'anima tua nella gloria eterna. Állhor rifpofe tutto il popolo & diffe. Amep. Dopo quefte parole in quel medeáimo luogo la gloriofa fanta Lucia rendé la fua anima nelle mani de" fanti angeli del Paradifo,& i fedeli chri ftiani prefero quel fanto corpo,& fepelironlo in quel medefimo luogo, & feciongli vna bella Chiefa a riuereptia di fanta Lucia gloriofa, vergine;& martire di Giefu Chrifto. Amen, Xncomincia la vita & pas[ione di fanta Agata, vergine, c martire di Cbrifloe in prima della fua nobilta , et la maluagità , c la uiltà del Maladetto Q pintiano tiranno , ci» come procacció in molti modi di tirar. fanta Agata al fuopiacer, e prauo uolere L] ; aces. Eltempo che Decio Imperato- - N re facea inquifitione del teforo del (ito anteceffore,che fu Filippo Imperatore , ilqualeil maladetto Decio haueua ftrágolato a Verona fot. to ilíto padiglione , fecódo che fi cota nell'hiftoria di S.Lorézo.Volendo De- Cio dimoftrare ch'egli hauea vccifo il fuo anteceffore, perch'egli era chriftiae
DI. SANTA dunque voi ciechi perche fate loro ti« uerentia. Allhora Quintiano fi cominció piu forte a turbare , & diffe a (anta Agata. Derche ti vai tu piuriuolgendo con parole pazze & vane, o tu incontinente :facrifica alli noftri Iddij , o lo ti farà fortemente: tormentare .- Ec fanta Agata rifpofe & diffe, le tue pene; & glituoi tormentiio non curo ,perche , fe tu mi metterai infra le fiere faluatiche ; incontinente che vdiranno il nome di Chrifto ;diuenteranno: manfuete come agnelli,íe tu mi. farai mettere nel fuoco per ardermi , & gli Angelidel cielo mi daranno rugiada foauisfima ,laquale fpegnerà il calor del fuoco; fe tu mi farai battere & Íquarciareil mio corpo , io ho Io fpirito fanto meco , che mi farà fpreggiare ogni tuo torméto e pena. Allhora comádó Quin tano cheíànta Aeata gli fuffe leuata dinanzi , & che ella fufle meffa in vna pregione molto ofcura, Et dice la (antà [crittura;che fanta Agata andaua cofi alle&ramente alla prigione , come analie mai huomo a nozze delicate inuitato da füoi carisfimi amici , & fempre con allegra faccia firallegrauaa Giefu Chriíto nel (uo fanto martirio,
AGAT À. 48 'Come Q uintiano fece tagliare le amelle alla benedetta verginc fanta : - JV gata.Et come fam Pietro entró nel la prigioneet guarilla [aua et falua. L fecondo di,Q.uistiano come lupo IF fi pofea federe neila tua fedia, & fecefiapprefentarela gloriofa fanc Agata,e difíc. Vedi no ftiamo: in parole,riniega incontinéte Chrifto, & adora i noftri Idoli.Allhora rifpofe fant Agata, & difle.Io ti rifpondo brie-. vemente,ch'io voglio confeffare il mio Sienore Giefn Chrifto con labocca;& co i cuore,& gli tuoi demonij a neffun pot s adorare, Alihora il malastto Q'uintiano lafece fpogliare tgnu da;& fecele legare le "ids dietro, & poila fece leuar in alto in fa la colona, & fecela bartercon neruidibue,& zinc chogli fece arradellare ilcapo , & Ie braccia ,& le gabe. Et effendo 13 vergine cofi cormentat2,diffe.cofi aO uintsa. no,tu miccredi fare vn gran malt , & io ti dico che io mi diletto cofi in queíte ene, come l'htomo quando riccue vn. Loo melfo,che gli arreca dilettofe no ucHe,;come fala perfona che vede vn'al tra píona,laquale ha defiderata di vede. re per lungo tépo , & dicoti pit, come th vedi che il grano no: [é meffo nel. F'archa per infino a tanto che n6 à bene fcofio dalla paglia;e dalla Io!1a 8 caf
DISANTA l'anima mia nó potrà entrare nella gloria di vita eterna con palma di martirio, fe cu non farai lo corpo mio battere for cemente et tormentare. Allhora Quintiano maladetto,comádoó alli ferui fuot membri del diauolo , che tormentasfino fant'Agata, & che eglino toglieffe un paio di ranaglie,che non tagliasfino, & con le tanaglie prendesfino le mamelle di (an'Agata,& tanto le volgesfino 1n- torno intorno;che per forza le fuegliaffino dal petto,& fe per quefto modo no le potesfino ftreppare , che le tagliasfino col coltello. Allhora dui ferui di Quintiano prefero due paia di tanaglie; & con quefte tanaglie l'uno ftorceua le mamelle della benedetta Agata dallato dritto,e l'altro fi torceua la ma mella finiftra. Ec vedendo chea quel modo non le poteano hauere , peroche la vergine l'hauea piccole , che a pena le poteuano pigliare con le tanaglies * prefeno vn coltello , & tagliorono coa effo le mamelle di fanta Agata, & con le mamelle tagliorno vna parte della carne del petto di fant'Agata;perche in altro modo non le poteauo haueretan- to erano piccoline , il (angue facrato vícita del petto della beata vergine di ciafcuna vena, come fuffe vna vena d'ac bu Allhora fanta Agata fi rinolfe ver- o Quintiano , & diflegli cotali parole. O impio;o maluagio;& crudel tirano; come
A»G À T. Ay 0 4 - «ome non ti. fei vergognato di fartà4 gliare nel petto della donna quelle cofe., dellequali tu riceuefti il latte della madre tua,& fufti nella.infantia nutri- Cato? maio nó'me ne curo, imperoche . io ho due mie mamelle, lequali io confecrai a Dio nella mia fanciullezza ,1e- quali tu non mi potrai torre. Et quefte mamelle dell'anima intefe la benedetta Agata lo intelletto , ilquale ella defideraua fempre d'hauer, & la volontà or. dinata,con laquale ella fi eleggeua fempre il bene, colquale ella fecondo Iddio nutricauatutti i fuoi fentimenti. Al- Ihora comando Quiatiano, che la doucsfino mettere in una prigione molto Ícura , & che neffuno medico ui poteffe andare per medicarla,& che non le fuf- € dato mangiarefe non un poco di pa^ ne & d'acqua. Et ftando fant' Agata nel la prigione ofcura, nell'hora della mez- Za notte, venne vno bellisfimo maffaio, & haueua in mano vn vafelletto di medicine, & dinanzi alui andaua un gio uane ; ilqual portaua in mano ün grande cereo accefo , & que(to maffaio era fanto Pietro Apoftolo,& il gionane era vn'angelo di Dio , ma fanta Agata non. gli cenofceua. Allhora diffe fanto Pietro a fant'Agata , poniamo che il tirannohabbiailtuo corpo moltotormen. tato ; nientedimeno figliuola mia io ri dico , che tu l'hai nel fuo cuor molte Leg.delle vero,
&^ Dt SANTA pit tormentato con le tue parole, ché egli non ha te tormentata nel cor- . po5 & dicoti cofi, che io ero prefente quando ti furono tagliate le mamelle del petto,& viddi ben che tu ne poteut guarire,fi che apparecchiati ch'io ti vo- £glio medicare . Allhora rifpofe Agata, & diffe, Che fci tu, che fei venuto a me a curare le mie ferite? fappi che nel mio corpo mai non volfi v(are medicina car nale , adunque fconueneuol cofa farebbe;che io facesfi hora che fon preffo al- - la morte quella cofa laquale to non lio fatto" per tanto tempo. Allhora rifpofe fànto bierroj& diffs, A ata non ti ver gognare figlinola mia lafciami ti medicarc;peroche io. fon chriftiano. Allhora rifpofe fanta Agata, & diffe io non ho cagione di douermi vergognare da perfona del mondo , & fpecialmente date che fci antico;peroche il corpo éfi crudelmente fquarciato , che non e perfona,che di me poteffe hauere tentatione, & perófignormioio tirinsratio-mol- —— to del feruitio che mi vuor fare fenzz —— mi2 richiefta. Allhora rifpofe fanto Pietro , & diffe a fant'Agata, adunque perche non mi ti lafcimedicare? Rifpofe fanta Agata , perche io ho meco il mio ! fignorGiefu Chrifto, ilqual folamente conl fua parola fana tutte le infermifà quando gli piace , & tutto il mondo 59ucrna &' mantiene , (i ché, fe qucfte
cominció a forridere tà, & io ti dico chafe fon Ppoftolo di Chrifto, & fappiffemetiz vertu: I Sighorta fei fan: /& liberata, & pokche 1o hefle /dette quefte parole | Benedettà A gata frtrouó jue fuo petto cà le fus Iate , & in tutto il [uo Corpo come fufle douzella.Allhora fan« ta Agata s'ingin&kchk cotali parole;benseettg: mio fignore Giefü Sissiftos 1g l'Apoitolo tuo (ato Pete hii rendutele mie marmelle al mio petto ,& hai fanate tutte lepiaghe del mio corpo. $eguela veorte della eloriofa vergine, € bentdetta faut J4gata. Pru I N quel tempo che Santo Pietro : venne a vifitat fanta Agata nelía 7 prigione , venne nella prigione f grade fpledore,che le guardie che guar dauano la prigiore ,hebbero fi grsnde paura; che tutti fi fuggirono ,& lafeiarono li porta della grigione aperta. . Allhora vennero alquanti-buoni huo4 minialla prigióne ,& pregauane fant Agata,che ella fi doueffe fuegire;8: c3: pare in qualche parte. Allhora cifisfc fantà Ássta, & dile, Non piacs n 3 -
s DI.SANTA, cia a Dio ,cheio fuggala mia corona, & che 10 perda il manto: della mia. patientia , & ch'io fia cagione,chele guat die della prigione.fieno tormentàte. Dopo quefto di,Q uintiano fi fece rapprefentare fant'Agata , quando. Quintiano la vidde,le diffe. Giouane peruer, fa,io ti do per configlio;che tu adori gli ' poftri Iddij; accioche tu no riceua mag - fiori tormenti , che tu non hai hauui, Allhora riípofe fanta Agata , & difle a Quintiano, le tuc parole fono piene.di vento; che ua percuotendo l'aria.O vano & pouero fenza intelletto , & fenza fentimento,come vtioi tu, che io abban doni il mío fignor Iddio,che m'ha fana. ta,& liberata, & adori le pietre ? Allho. ra diffe Quintiano afant Agata,chi t'ha cofi guarita,dimmelo, Riípofe la vergine Agata;& diffe; hammi guarita, & liberata il mio fignore Giefu Chrifto, figliuol di Dio viuo & vero,ilquale men tre,ch'io viueró in quefto mondo , fem. pre il confefferó con la bocca; & con tutto il cuore. Rifpofe Quintiano, & diffe a (ant Agata, 10 voglio ptouare fe Chrifto ti potrà aiwtare .- É: allhora Quintiano fece apparecchiare vna gráde brace di carboniaccefinel fuo palaz- Z0 , & infra caiboni fece mettere. pezzi di pegola,& di pignatti,& di ceppt, ac- Cioche l'entrafle perle carni ,& poi fece fpogliare fant'Agata. ignuda , & gli
: AGATA.- NR: fece legate le mani , e piedi con cathene di ferro & fecela voltate fü per glt Carboni ardeüti,& tefti rotienti. Et métre ; che quel. crudelisfimo tormento fi dauaal corpo della benedetta Agata; venne uno grandisfimo terremoto fubitamente nellá città di Cattania , che párue che tuüttà la città profondaffe ; & parte del palazzo di Quintiano caddé, & vccife dui fuoi config lieri. Allhorail opolo di Cattania corfe armato al pahizo: di: Quintiano,& differo a Quintiano ..Per le peue , che tu daia fanta Agata,nioi fiamo tutti in pericolo di per dere l'hauere,& le perfone;& fe tu pon tene rimani,noi Carderemo , & la famiglia tua nel tuo palazzo Allhora Quin tiano per paura del popolo;e del terrenioto ; fece leuare Bac A ata di fu le bracij& cofrabbrufciata la fece mettere in prigione. Et effendo fantà Agata rimeífa nella. pregioie ella s'inginocchio in terra; & fece cotale orationd,& diffe. ^-^ - Oratione della gloriofa vergiue,et mar- / «tiredi Giefu.Chriflo fanta gata. (4^1 Ignore mio Giefa Chrifto,ilqua- S lein quefto módo tni creafti dal- 4. |; mia fanciullezza im quà , hai guardato il'mio corpo dà ogni diletto carnale;& hammi tolto tutto il diletto di quefto mondo, & hammi fatto vin- E 3
z^ DYGANTÀ E eere Ie pene de maluaggi tiranni,& donaftimi la vertà della patientia ,per la tua faüta mifericordia, ti priego che tu miriceua alla gloria tua del paradifo, accioche io poffa vedere con gliocchi dell'anima mia la tua fantifsima faccia. Et poi ché fanta Agata hebbe fatta que fta oratione, incoptinente la fua anima rédé a Giefu Chrifto,& and nella eter n3;& fánta gloria in vita eterna. Amé, : Come gli angeli di Dio pofemo vna pie- . tra ftritta da capo della fepoltura ... di [anta J4gata , e della morte. di — Q-uintiane, efr del miracolo di Mon- "jc T gli chriftiani che erano in Cat- H tania. fentendo , chc la benedetta «'fanta Agata era fpirata , & haueva rénduta ]a fua fanta anima a Dio;an- Carono con molto pianto;& diuotione. nella prigione, nellaquale giaceua mor - to quel fantisimo. corpo; & pofero quclla fantisfima vergine,et imbalfimarono il fuo corpo, & poi l'inuolfero in vuo bellisfimo drappo ,& fepelironlo in uno fepolcro di pietra di porfido, ora hauenne, che in quel tempo che hebbero fepelito il corpo della betieetta. Agata, venne per là porta del la città di Catania vn giouane , ilquae
&KéaTRc. 2 3o le ers veftito di feta , & era bellis&moy. & dinanzi da lui andatiano accopptatt ben cento e véti giouani;tutti veftiti di veftimenti bianchi come neue , tuttt bellisfimi,& quel giouane veftito di fe» ta andaua dopo Joro,& teneua vna tauola di marmo in mano. Et quando que fti giouani furono giunti al fepolcro di fanta Agata , il giouane veftito di feta pofe la tauola ch egli haneua in máno, a capo del fepolcro della benedetta fan ta Agata, & poi fubito fparicon tutta. la fua compagnia , & fecondo che dicono gli fanti , quello giouane che era veftito di feta, era l'angelo , ilquale haweua hauuta in guardia in quefta vita . Japerfona della vergine fanta Agata da Dio, & gli altri giouani erano altri angeli,che erano venuti in füa compagnia, & in quella tauola che recoing gli angeli era fcritte cotali parole. € Mentem fanctam , fpontaneam ,honorem deo , & patriz liberationem, Et quete parole fi fpongono cofi fecondo il noftro parlare. A «Santa Agata hebbe la mente fanta, rendé honore a Dio ,& farà liberatio ne della città nellaquale é nata. Il (econdo che dicono gli antt, chi diceffe quelle parole quando vede il baleno, . non potrebbe eílere percoffo da (aet. tane da fulgore. Sentendo il maladette Quintiano , che. fanta Agat
d DI-SANTA fono di Brettagna, & tornarono in Ine ' ghilterra,& renderono la imbaíciata da parte del Re di Brettagna , & di fanta Orfola fua figliuola, al Re , & al fuo figliuolo;laqual tifpofta riceuettero gratiofamente ; & furono affai contenti. Allhora Hereo figliuolo del Re d'Inghilterra (i fece incontinente battezza- - Xe,& prego il padre fuo che faceffe protacciare,fi che la fpofa fua fuffe fornita di quella compagnia delle vergini , che £&lla adimádaua. Allhora il Re nghi terra fcriffe lettere nel Reame di Francia,& in quello di Scotia, & nella prouíincia di Cornouaglia , & pertutto il fuo Reame,a Conti;a Baroni,a Prencipia Duchi;a Cauallieri , & fuoi amici, che fe egli il voleffe mai feruire , che gli doueffero compiacere di mandargli giouane vergini, & nobili in Brettagna a ftare in compagnia di Orfola figliuola di Mario Re di Brettagna;laqual doucua effere moglie di Hereo fuo figlio lo primogenito, Poi che le lettere furono mandate per gli detti Reami , eccoti venir la. moltitudine delle vergit afanta Orfola di diuerfe parti del mondo,tutte belle & nobili, & ben coftuma 16, € in arnefe, & bene accompagnate, da honefte donne , & da huominiloro parenti, fimigliantemente fanta Orfola uaffe di. Bretagna tutte le nobili verginti ,& miffcle in vno fantisfimo mo-
"en OR$0LA. $6 nafterio,(criffe ancho sáta Orfoía a vna fua. zia carnale Gierafina , laquale era Regina di Cicilia;che le douefle piacere di venire accompagnarla in. quel fan to vizggio. Et la Regina poi che hebbe riceuuto la lettera;incontinente fi mi(7 fe in mare, & véne in Brettagna;& con feco menó quattro fue figliuole vergi- ni,& un fuo figliuolo minore chiamato Adriano, & la prima diquefte fue filiuole haueua nome Harbilia,& 1a feconda Giuliana, & la terza Vittoria , 8c la quarta Aurea. Et in breue tempo fa finito il numero delle xi. migliaia de. vergini; & veniuano i baroni di diueríe parti del mondo per veder tanta bellez- 'Zaj& fi grande diuotione,& tutti laudanano & benediceuauo il nome del noftro fignor Giefa Chrifto,& p miracolo di Dio,nó era neffuno che di neffuna di uefte vergini haueffe volontà carnale, Sentédo fant Orfola,che infra álla mol titudine delle vergini n'haueua molte, h'erano pagane,comadó che vna mattina fi ragunasfino tutte infieme in vno grá prato pieno d'herbe;et di fiori,& in Gl prato era vn bellisfimo horto pieno 4 nobilisfimi arbori;e di nobil'herbe,et odorifere ;ilqual teneua i! Re per fua. dignità, & quando E res furono ragupate in quel luogo 1a dilet anta Of dola ali in fü ES fedia , bod le crapofta peril Re,quando nel p;a-
— DEISAENTAO — to fi uoleua ripofare,& quiui predicaus la fede chriftiana , quafi come fuffe vnd Apoftolo di Giefu Chrifto,& poi tutte quelle fante vergini s inginocchiorono innàzia fanta Orfolaj& votorono là loro verginità a Giefu Chrifto;& promit fono. :vbidientia a fauta Orfola, di mai non abbandonarla.Allhora fanta Orfola le benediffe; & diffe; cofortateui hog gimai in Giefu Chrifto ficuramente cópagne mie diletteimperoche in queftó di' vuoi fiate cogiunte cor dllo bellisfimo fpofo eternale & amorofo,delquale vedoue mai non farete;& congiungerdoui con lui , mai uoftra verginità not perderete,né mái pouere , ne inferme; ne tri(te farete; & nel fiio diletto amore fempre ui confortarete;& rallegrareté, & d'ogni pericolo ficure farete, Quado quelle fantisfimevergini vdirono dle parole dottisfime della dolcisfima bocc3 di anta Orfola;tutte leuoronole mà : ni al cielo,e lagrimádo benediffero Iddio fignor nfo Giefü Chrifto loro fantisfimo fpofo; che l'hatreua condotte à tanto laudabile;& gloriofo bene. . Come [anta Orfola [criffe al. fio (bofo,, figliuolo del Re d'1ugbilterra,cbe gli piaceffe uenire allei in Brettagna. . Vando fanta Orfola hebbere- Q cato tutta quella moltitadine 7^. delle Vergini al feruigio di X Dio
ORSOLA. $57 Dio ,ella (criffe vna lettera al figlinoló ücl Re d'Inghilterra fuo fpofo,& mandollo a pregare , che incontinente doueffe venira lei in Brettagna.Et riceuutala lettera,incontinente fi parti accom pagnate da nobili donzelli/& cauallieri. Ec quando fanta Orfola vidde il fuo ' fpofo il falutó con allegra faccia, & riceuettegli honoreuolméte tutti,& l'altro di parló con lui in prefentia del fuo padre;e diffe. Spofo mio diletto a m& € venuto in vifione,& in comandamen- to dalla parte di Dio; che innanzi , ché noi finiamo il noftro matrimonio, io và daa Roma con tutta quefta gente a vifitare la chiefa di Sáto Pietro,& di San- to Paolo,& de gli altri anti corpi , che in Roma fi ripofano; fi che io ti priego; che tu rimanga inBrettagnaincompa- - gnia del mio padre,& priegoti , che ti fia raccomandato,& fai che fe Iddio faceffe altro di lui,che il Reame rimarreb be ate di ragione. Allhora il uo fpofo inchinó il Dus diffe. Spo(à mia 1o fó no apparecchiato in ciafcuna cofa di fà re la uolontà d'Iddio , & la tuz,& queflo mi comandó mio padre;& poi fcrife al padre fuo,ch'eglt mádaffe dieci naui fornite di molta vettouaglia , & l'a]. HE nan) fini il Re Mane padre diian- . t'Orfola. Et dette a loro i copagniatanti buoni huomini,& übel quier aie bifognaua alla loro cópaenia , poniamo
"Dt SANTA che non ne bifognasfi , imperoche-gfi angeli di Dio andauano con effo loro alcuna volta vifibilmente in fimilitudi-- nc dibellifsimi giouani.Et entrádo fte vergini nelle naui có molti fanti vefcoti, Árciuefconi,& Abbati, fanti Chiee rici, che per diuotione andauano in lo- To copagnia,& altriandauano perco- - mandamento di Dio, Et entrando nel mare al primo porto che apprenderno fu vna città, che fi chiamaua Cologna nella Magna. Et effendo fanta Orfola in quel porto , l'angelo di Dio le diffe, che alla fua tornata in quel Inoco ella con tutta quella fanta cópaguia riceuercbbono rnorte & pasfione per amor di Gicfu Chrifto,& in qualüque parte capitauano áfte fante verginitutta la gen t€ Correua a vedere táta bellezza e diuo tione,ciafcuna pfona che le vedena por taua a loro vn'amor'honeft'e fpirituale, & molte dózelle vergini fi fuggiano da' padri , & dalle madri loro, & andanano có loro,& cofi faceuano molte fante ve doue che l'andanano a feruire, AI fine ( come piacque a Dio )fanta Orfola có. i fua fantisfima compagnia giunfero al porto di Roma. | Come il S. Padre fi fece incotroa S.Or«. fola marauigliadofi di tata dinotione, | EZ à quel tempo era Papa vno fanto,. huomo, ilquale haueua nomc. Cis
- " oR$f01LA. $8 HCO,& era nato del Reame di fant O1fola, cioe di Brettagna . Bt vdendo quefto fanto Papa; come fanta Orfola veniua a Roma, fe le fece incontro marauigliandofi di tanta nouità , teneuafs in grande gratia chi poteua albergare alcuna di loro;il fanto Padre le fece fta 1e tutte apprefío di f£. Et la notte feuente l'angelo di Dio apparue a que- o fanto Papa, & comandogli che egli fi partiffe da Roma , & accompagnaífe quella moltitudine delle fante vergini, imperoche infieme con loro riceuerebbe la corona del martirio , & hauuta la vifione, fi leuó la mattina, & fece ragunare il conciftoro, & in prefentia di cut tii Cardinali , & di tutto il chiericato rifiutó la dignità del Papato, & pregóji Cardiaali che prouedesfino alla Chiefadi Dio d'un'altro Paítorc , imperoche egli voleua andare in cópagnia di quelle fante vergini in qualuaque parte Iddiole guidaffe. Allhora fi leuorno. in pie i Cardinali, & pregoronlo che non faceffe quefto, impero poniamo ch'egli haueffe bona intentione,nientedimeno parrebbe che veniffe da non fauio configlio di volere abbandonare il Papatoper andare dopo femine in qualunque modo, elle fusfino buone, ma aon potero affegnar tante ragioni, che pero voleffe acconfentire , di ináz do che gli Cardinali, vedendo che il.
DISANTA c'e Papa era fempre piu fermo;aecettormo Ja fua rifiutatione,& fecionlo radere del catalogo de? Pontefici, accioche neffuno fi leuia rifiutare tanta diguirà. Et be ' ne éla verità;che'l fanto Papa phümiltà non volfe manifeftare la vifrone dello Angelo, che Tddio l'haueua:ammonito;& comandato,& poi che fantó Ci riato hebbe rifiutato 1l Papato fecondo la vifione dell'angelo di D'io;battez- ' zó tutte quelle vergini chenon erano: battezzate ;& poi comirició apparecchiare per andare a metterfi in mare có loro per tornare inuerfo la città di Cologna.Hauene che in quel tempo eram tornati in Roma due grandi Romani, & erado Pagani, iqualierano Capitanr dituttii Cauallieri ,che ftauano nellx: Magna perl'Imperio di Roma , & nec funo di quelli Cipicai icredeua. nella fede di Giefü' Chrifto, l'uno de' quali haueua nome Masfimiano , & l'altro: Africano, Et quefti Capitani fpiarono doue quefte fante vergini douesfino capitare. Bt (àpendo per certo, come doueuano capitare nel porto di Cologna,: dubitarono forte, & differo fra loro. Quefte giouani fono tutte bellifsime del corpo,& fono táte, che fe pernoftra fciagura elle fi maritasfino nella magna, elle conuertiranno prima iloro mariti alla fede di Giefu Chrifto , & poi diloro víciranno tanti 'figliuoli , & faranno
| ;0RS0LA. 59 fanti figliuoli chriftiani , che per forzg Gaccieranno tutta [a noflra gente della Magna, & peró. penfiamo arditameute fe.noi potiamo fare, che tutte quante fieno morte, Hauenne che in que! cempoun fignore di Barbaria,ilquale haueua; nome Giulio;haueua affediata quella cit:à di Cologna, nellaquale doueua capitare fanta Orfola con la fua compagnia,& quefto Ciulio era Pagano , & era amico & patente di quefti due Capitani,cioé Masíimiano & Africano, & haueua con feco nel''hofte gran molutudine di Barbari , & di Franciofi ,& di Tedeíchi Pagani , & haueuano alfediata Cologoay impero chela gente della cixtà eranochü(tiani,fi che quefti ma ladetti Pagani capitani,innanzi che fag 1a Orfola fi partifle di Roma,ícriffero a Giulio, che quella moltitudine de vergini douea venire a Cologna, & che egli faceffe per ogni modo , che le fuffino tutte morte,con tuttala loro compagnia;accioche per loro non fuffe deftrutto il nome, che fi haalli nofiri Iddij nella Magna. Et riceuuta Giulio la lettera, deliberó di far cuttoil loro volere. Et poi che quefte lettere toique fu rono mandate, & qucfte fantisfime ver. - gini entrarono. nelle naui, & con loro vientró il fanto Papa, X con lui due, cioe Vincentio,& lacobo Cardinali ,& Sulfino Arciucícouo di Rauéna,& Eo-
LA M 4 DiSANTÀ fatino Vefcouo di Luca , & Veícouo di Faenza, il Patriarca di Grado, & molti altri prelati, che fi partirono da Roma peraccompagunare il fanto Papa Ciria Co,& quelle fante vergini ,& leuorono levele;& miffonfi perl'alto mare,e fappiate , che molto grande miracolo Iddio dimoftró per quefte fante vergini, pero che quanto mondo cercarono; nó trouarono maihuomo , che di loro haueífe mala tentatione, o le diceffe vna parola dishonefta . Hora hauenne , ché nauigando quefte fanté vergini nelie cortrade di Cologra , 1o angelo di Iddio apparuead Herco fpofo di (ant'Orfola in Brettagna,& diffegli,che incontinéte fi metteffe in mare, fi faceffe incontra alla fua fpofa , accioche infieme con lei haueffe l3 corona del fanto mar uirio. Allhora Hereo fece battezzare la: madre fua;& la fua piccola forella , che haueua nome Florida,& infieme cor la iua madre, & cona fua forella, & con vno fanto Vefcouo di Grecia; che haueua nome Marculo,6 miffe in mare,8c ritrouosfi con Ia fua fantisfima fpo(a,8€ conl'altra compagnia nel portodi.Cologna. Hauéne che vna mattina all'alba del giorno i barbari che haueano affe. ciata la città di Cologna, guatdarono nell'alto mare , & viddero venire le navt di quefte (ante: Vergini fegnate fe- «endo che egli hauemano hauuto pet
| ORSOLA, X 6o lettere di quelli dui Capitani. Et ha- .Mendole conofciute s'armarono tutti juanti ; & lafciarono prima tutta que- a moltitudine delle vergini vícire del- Ie naui,&poi che tutte furono fcefe delle naui,quefti barbari con grande rumo re percoflero coftoro come lupi affamati , chi con laacie , clii con archi , && .chi conle fpade im mano vccidendo o- ni perfona , & prima vccifero il fanto apa,& tutti i prelati , && tutti gli altri huomini che erano andati in loro compagnia, & poi fi miflero infia Ie fante vergini; & quali decollauano,& quali di uideuano per il mezzo , & quali fendeuano infino al mento, & quali finembrauano , fi che per il campo fi vedeuano leloro fànte membra per terra, & il fangue loro correua Pcr il piano,come fal acqua quando pioue , fi che da mezgatetza iníino a nona,tutta quella (n ' ta moltitudine delle Vergini Rirótio: motte , fe non due fante Vergini l'una delle quali fu Santa Orfola, allaquale i Baroai rifparmiorono 1a mo:te pet la fua bellezza;& la prefero,& rapprefeataronla dinanci al loro. Signo re, & quando Giulio vidde fanta Or. fola cofi bella,fi fe ne rallesrá mol. to, peroche. per piu tempo. haocwa vdito laudare la fua bellezza ,& i (o gran fenmo. Hor diffe Giulio à (4. t& Orfela coca! parole , ponimo, che
jh IMUEANCEAUS S0 0 moftri padri Et anta Margherita rífpo: c impero1voftripadri degnamente: perirono alle pene dell'inferno;perche:. eglino crocififfero il Signor del cielo: & dellaterrayma egli permancin eter-: no;& il fuo regno non ha fine; Allhora: il Prefetto comád? con adirato animo; che l2 beata Margherita 'fufférinchiu^ fa nella. camera infino a tanto che egli alcuna mala: cofa: faceffe ; con làquale: egli le poteffe torre.la.fuaverginità ; Et entró quello impio Prefetto nella città di Antiochia, & fece facrificio al-' liidoli fuoi, & poi fi pofc a. federe nella füa iedia,& comandó chela beata Margherita gli fuffe rapprefentata ; 8c venuta dinanzi da lui,il Prefetto le.diffe. O vana donzella'habbi^ mifericordia del tuo corpo & della tua bellezza: accófenti a me, & adora gli miei Iddij; & 10 te daró molta pecunia,e harai me-- flo che tuttà ]a mia famiglia , & fanta: argherita rifpofe.Ben coaofce & b&- nc fail mio fignore- Iddio , ilquale ha conferuato; & con(eruala mia vergini. tà che tu conle tuelufinghe noa mi ' 1ugánerai, & nó mi potrai. mouere della via della verità;per laquale io ho cominciato andare;& andaró feruédo colii ,ilquale temeno i uenti: & la terra; ilmare,& ogoi creatura, Allhora il Prefetto diffz,fe tu nó. adori gli miei Iddij, il mio coltello lacererà le tue carni , &- . A . x
|. MARGCHITRITÀA ,. Ó4 pandesi le tuc ofía fopra: il fuoco ; ma etu vbidirai me , & adorerai'i miei Id» dijjil tuto corpo mi farà in amore, & dicoti cofi innázi a tutti'coftoro che fono qui prefenti , ch'io titorró per miamoglie,& quel bene:& quell'amor vorró a* té,che alla mia perfona. Allhora fanta: Margherita rifpofe ; il mio corpo he io: tutto dato:& uoglio dare al feruigio di: Giefu Chrifto figliuol d'Iddio onnipotente,accioch'io mi poffa ripofare co lui: nel fuo fantisfimo regno del cielo cole: fue fante vergini . Giefu Chrifto dette: fe medefime p noi alla morte;e nó dubi tó dimorire paoi,e pero no veglio dubitaredi morire p lut;ch'egli me ha fezguata colíuo sáto fegno.Allhora O lia: brio ebrio d'ira,& di furore , comàdó a fuoi vfficialiche la prédefsino,& face(-: ferla pédere in alto;& la battefsino du-- raméte có nerui le fue carni,& sàta Mar: gherita rifguardó il'cielo,e diffe.Signor: mio Giefü.Chrifto fieliuol d'Iddio vi: uo & vero, io ho hauuto Íperàza inte, perch'io nó poffa effere dánata,& i miei: 1nimici nó mi posfino fchernire, poche catti jlli c'hàuo fede in te,nó feráno códennati da teil tuo nome fia fempre be nedetto in fecula feculorü. Amen, Ee. ancho oró fanta Margherita,& diffe, Si. guorIddio habbi rilpetto in mejhabbi memoria di me,liberami delle mani de" mieiinimici,e dall'amaro torméto,libe-- NIS 4 |.
sami ch'io nonpoffa hauer paura di lui, mandami rugiada di fantità;& fieno fa-. nate le mie piaghe,& il mio dolore cef-. fi,& torni in allegrezza. Et álla oraua; & gli vfficiali le batteuano il fuo tenero; corpo,& il fuo fangue correa come acqua di viua fonte. Il Prefetto diceua,. credi a me,& harai ben fopra tutte l'al.- tre donzellej& peril molto fuo fangue,. che fi fpargeua,tutti jlli ch'erano pre-: fenti piangeuano , & diceuano alquan-: 'ti diloro;o Margherita molto ci duoledi tejimperoche noi ti vediamo ignuda effendo cofi battuto il corpo tuio,S& quá ta bellezza che tu hai, & che perla tua -fede-voi torre il tuo nome di terra,cre- . dialui , & hauerai molto bene, Santi. Margherita rifpofe. O maluaggi& pef... fimi confeglierihuomini,& femine andate alle voftre opere ; che Iddioé in: mio adintorio,che penfate voi ? fe quefto Prefetto fa tormétare illcorpo mio, per quetti tormenti l'anima mia firipoferà conle fante vergini , fappiate che per gli torméti del corpo l'anime fi fil- "n0, credete voi nel mio Iddio,ilquale € forte nelle verti ,& a coloro che lo feruono con l'opere, & col dritto cuo-.. re apre loro le porte del paradifo , ma 10 non voglio ybidirea vor, & non volio adorare gli vottri Idij fordi e mu-. tt fatti per mano de gli huomini, Et al. Pr efetto difíe,vergognati cane maluagi: gio,& :
. .» MARGHERIT A. 65 gio , &fai l'opere del tuo padre Sathanaffo,il fienor Iddioé mio adiutore ,8&.— fe la poteftà ha dataa te fopra il mio: Corpo , l'anima mia é libera da Chriftojla cui vertü ti dannerá nelle eterne pene con i tuoi maluaggi fpiriti, Allho-. 13 s'adiró il Prefetto,& comadó ch'ella fuffe fofpefa ad alto,& con aguti grosfi. le fuffe fquarciate le fue carni. Allhora. lavergine Margherita rifguardó il cielo,& diffe molti cani m'hanno attorniat2, & iconfegli de' maluaggi m'hanno. efaudita,ma tu fignor mio Iddio aiuta mi, & lieuati fignore , & libera l'anima mia dalle mani del cane , guardami anchora fignor mio dalla bocca del lione; & dal corno dellioncorno ; guarda & lua la mia humiltàj& cófortami Chris fto,S dammi fperanza.& vita , & che la m12 orationetrappasfi i cieli , mandami i| tuo fanto fpirito dal cielo , che mi fia adiutorio, accio ch'io poffa confernare la mia verginità , fenza veruna macula, € poffa ueder il nimico vinto;ilqual có. batte meco , concedi a me fienor mio Giefu Chrifto,ch'io vincail mio nimi- €0,& fia efempio a l'altre fantisfime ver gini, Et il tuo fanto nome fia fempre be. nedetto in feculafeculorum. Amen. . Et allhora gli tormentatori tormenta. uano il corpo fuo , il maladetto Prefet.. to fi copriuail vife col mátello,che per. lo fpargimento del fangue non poteua $
DooAPBDSAWTRIM C guardare y& fimigliantermerte faceua- 50 tutte l'altre perfone. Il Préfetto difz fe,ondeé ció Margherita che tà nó me -Vbidifci;& non hai mifericordia di tej& Je tue carni fono dilacerate per il n£fo- .giudicio? confenti a me, & adora i miei ANddiaccicche tu nó perifca cofi malamente,ma fe ei non mi vbidiratu moz .Hrai per.il mio coltello, & difperde- TÓ tutte letue offa , & diromperó tutti ituoinerui dinanzi a tutti. cóftoro che fono qui prefenti . Rifpofe fanta . Margherita , & diffe; .O. iniquitofo & feed canc ad ogni male, fe. io: [c haueffe pietà della carne mia ;fi come: . uu me conforti l'anima mia andàárebbe Allo inferno, come andarà la tua, io ho iato il corpo mio'a termenti , perche: Fanima mia fia incoronata in cielo "dal mio Signore Giefü Chrifto. :Allhos xa fi aduó. quefto iniquo Olimbrio; & comandó che fanta Margherita fuffe rinchiufa in. carcere , & erano fet-- e hore;qfi ui fu. meffaj& lei armosfi il: eis có il fegno della fanta Croce , & diffe.O fignor Iddio fempre giudicafti "Mi fapere coloro; iquali temeno la tua: grande giuftitia in quefto mifero mondoj& hábitzno in te, ilqual fei tutto fpe. ranza de peccatori ,& padre delli orfa- i confolatore de gli affitti , & verace iudice , lume dcl lume illumina me, & Priega per il mio padre che: mi haab«
- | MARGHERITA — 66 bandonata:come ftrana; ma tn Signor: Dio: non mi abbandonare ; rifguarda im. me;& habbi mifericordia di me : co-- tanda anchora ;che to poffa vedere il nimico; ilqual cóbatte meco, perche io: accia contro di lui giudicio : & poffa: fauellare a faccia a faccia có lui, che nó: fo:inche cofa io gli habbia fatto noci mento. Tu fei giudice de' viui, & de: morti:tu giudica intra me & lui ; con-« ciofiacofa che io fia ftata molto tur-: bata, & cruciata in quefta battaglia, peril. dolore delle mie piaghe , noi ti; adirar pero tu verfo di me: & non fia: .pér me fconfolata l'anima mià,& tu -fiaper me Chrifto la mia fperanza,pe« Xoche tu fei benedetto in fecula feculorum, Amen. Vno huomo,che haueua nome Ottimo , & la fua baila guar-- dauano per la carcere, per vna fineftrella , onde fe le porgeua il pane, &. J'acqua : & fcriueuano le parole della. . fua; oratione : & rifguardauano tutte lc. cofe follecitamente che vedenano . Et: ecco che viddero nella carcere vn dra- . gone horribile di variati colori:i ca-; pelli, & la barba fua pareua gialla ; & fuoi denti di ferro , & gli occhi fuoi ri-. . fplendeuano come Margherita,& delle nari víciua fuoco & fumo,& mandaua grandi fofpiri , & fopra il fuo collo era. alcun ferpente molto horribile , & an-: .€ho pareua che haueffe nella branca vn. F 6
m *DYSANTA coltello atdentej& vfcina gran puzza di lui;& füoco-per tutta la carcere. Et qfi Ja beata Margherita vidde áfta cofa , fi: feceilfüo volto molto enm , & ha-: uea gran paura;& in quefto il Dragone: ando fopra dilei,fi che pareua-che tutte l'offa fi rompesfino , & non fi recaua. a memoria quello di che ella hauea pre gato il Saluatore quando ella diffe , dimoftrami Iddio il mio inimico che có. batte meco. Poi fanta Margherita s'ia- £inocchió interra,& leuo le mani al. ciclo,& difíe.O Iddio inuifibilejilquale: ponefti termine al mare , & rutte le co-. fe vbidifcono il tuo comandamento , & mondafti l'inferno,& legafti il nimico, & deftruggeftila pedeftà;& la verti delgran Dragone. T u fignor Iddio guarda & habbia mifericordia di me,ch'io fono orfana,& fon prefa da molta tribulatio: nc, & nó permettere Signor Iddio,che quefta fiera pesíima mi ft auicini, & ancho ti piaccia,ch'io vinca il mio nimico c'gli fuoiinganni , perche egli combate te cofi contro a me. Al poftuto nó cre-- do ch'io gli habbia nociuto , & egli mi: sforza, & tiramia fe,perche io entri ne] la fia bocca,& volmi menare nell'infer. no.Q uando la beata Margherita diceua quefte parolejil Dragone aperfe la boc: €3,& prefela per il capoj& inghiottilla, Ma lavertiy della croce , dellaquale armó il fto corpo, f facendofi il fegno
MARGHERITA. — 67 della croce,il Dragone creppó in dieci: parti &ella n'níci fenza macnla neffuna. in quella medefima hora,quando ella fi volfe nella finiftra parte della prigione,: vidde vn'altro Diauolo federe , ilquale . €ra negrisfimo , che pareua vno faracino,e hauea legate le mani,& le gambe, Et vedendo la vergine Margherita cofiui;oro,& diffe.Signor mio Giefü Chri fto immortale, pietà infinita,colonna di: fede,& cominciaméto di fapientia perpetuale, Rede gli Angeli,fondamento forte;io laudo, & glorifico il tuo fanto nome, io ho veduta la mia fede fiorita, & l'allegrezza dell'anima mia; & viddi Ruffone demonio abbattuto in terra,& -viddi l'omicidiale morto, & la fua puzza dipartirfi dame ; & andato all'inferno, viddi quel Dragone abbattüto ,&. calpeftrato,& la fua puzza dipartirá da me,viddi il fuo veleno mortificato,& 1a fua rabbia ripofata ; viddi i] fegno della €roce di Chrifto rifiorire ; & viddi la mia fede germinare , yiddi il corpo pien di odore , & di foauità, Io Signor mio Gieft Chrifto per 1a tua gratia ho mor- 1o il Dragone;& abbattuta la fuperbia, & hauendo in te cternale fidanza, ren. do a te gratie fanto Re di te;che nó poj mai morire , perpetuale imperio; refg. gio de peccatorr, & anchora fei fortezza de nti martiri, & Sa]natore di tutse le genti che inte credeno, Tu (ej be-:
:-» -oo4DISANTE:S .sedetto & laudato in fecula feculorim:. Austido ella diceua quefte parole ,&; le fue oratiohi,fi leuó 11 demonio al me-: lio ehe potéà,& appreffosfi a lei,& dif- &)baftino ate quelle cofe che hai.fattos €cílati da me;ch'ioti veggio durare nel« la oratione. Io mandat il.fratel mio: Ruffonc in fimilitndine.di dragone; per ehe egli tinghiottiffe , & corrópefle la. tua verginità,& diftruggeffe la tna bellezza , & tu l'hai morta col fegno della fanta croce di Giefü Chrifto, & hóxa có la tua oratione vuoi vccidere me.:io tk priego che tu. cesfi da me... Allhorala: vergine: Margherita prefe il.demonio: per 1capelli,& battello in terra, & pofes. gli jl pie dritto in ful collo,e diffejio ho 1| mio Sig.Giefu Chrifto'in mio atuto-: 1io, ceffati della mia verginità maligno: & horribile;ceffati fiera iniqua;guarda-: tor dell'infernojio fonoancilla di Chri: fto ,& fon fua fpofa , & il fuo nóme fia benedetto in fecula feculorum. Amenz: Quando ella dicea (te parole , prefta-: mente apparue yn gran fplendore nele la carcere , & la croce di Chrifto parcvua alta per infino al Cielo;& vna coló.: ba ftaua in fu Ja croce, & diceua ; beata: téche defiderafti latua verginità di darlà a Chrifto,& d'effere fua fpofa,& predcfti il Dragone,& fpezzafti i fuoi détiz atc 6 apparecchiata corona di gloriay & ]e (antevergini del paradifo te alpete 4
^ MARGHERITA. — 6$ fano, &la béata Margherita rendeua lude & gratiaaIddio,& poi fivolfe verfo il demonio: e diffe,o demonio ma^ £h'io ti poffa rifpondere,& dirottelo,& : Lo» di Chrifto appare in te , per ilqual S l'opere ,& € ho fpef: perrapire l'anime degli huomini- Io combatto con giufti & hoaeciecaro:
3 0 o QWERSANTA.. . iquelli clie erano quiui pre(enti cadde- ,Fo iu terra, & lacolomba. Ja tocco , & diffe;Beata fei Margherita,che addimádaftil'oglio fanto;beata fei nelle tue oxationi , perche fcefti cómemoratione - di me,& giuroti perla gloria di miei an geli, che ti farà dato quello che dimandaíti,R di tutto farai efaudita: & di piu, che tu non hài addimandato ; beata. fei che hai fatta oratione per tutti.1 pécca- 'tori,& iti qualunque parte faráno le tie reliquie , & il libro della tua pasfione, . iquiui no entrerà fpirito maligno:ancho - vifarà pace c carítà fanta, & qualunque perfona nella fua oratione ti.chiamerà: troucrà mifericordia & remisfione de" fuoi peccati. Tu fei beata; & beato € íl 1uoco doue tu ti ripoferai:che ti & appa . recchiato,& io fon.teco ;che ti apriró Ja porta del Paradifo , & ella rifguardà coloro ch'erano quiui : & diffe tutti , vi ammonifco per il nome dcl grande Re de' fecoli,che vo: facciate memoria di me,& debbiate chiamare il mio nome, & raccomandarmi a Giefu Chrifto ; quantunque fia peccatrice,& io ho preato Iddio per uoi:che ui perdoni i voii peccati, Ie rendo laude a Dio, che mi faccia degna di venire alla Copagnia di giu(ti.Fatta l'oratione: fileuó,& diffc.Fratello togli la cua fpada:& fa quel. lo che ti é ftato comádato ch'io ho già vinto il mondo, Ecquello diffe io nem -
NAR OGHERTLUTA. 73 **oglio far quefta: pesfima cofa d'acel- "der 1a fanta di Dio : vergine di Chrifto . «Che chà fauellato, & pero non ti poífo Nccidere . Allhora labeata Margherita xdiffes(e.tu nó farai, nó harai parte meco - in paradifo.Allhora l'ufficiale có timor *tolfe la fpada;& có vna piccola ferita le taglio la tefta,dicédo.Signor mio Gicfu Chrifto ; nó m'imputare que(ta cofa peceato,& caddé in terra;& allhora vé- -nero gliangeli, & ftettero. fopra (anra Margherita benedicédo Iddio.Veniua. no i demonij;& erano tormentati;& di- *ceuano,vno é lo Iddio forte'& gránde della beata Margherita,& l'iofermi toc auano'il corpo della vergine; & beata Margherita, & erano guariti .. Allhora venero gli angeli con.le verti) del cielo ,& tolfero l'anima della beata Mar- : gherita, & portandola per l'aria cantaauo & diceuano , non ci d fimigliante neffuao fignore in Dio.San&us Sàctug Sanctus Dominus Deus fabaoth, cioe, . picti fon gli cieli & laterra della tua . gloria , Oianna in eccelás. Cioé, preghiantiche tu falui l'anime; tn che fei a tutti in alto Rex Ifrael , cioé ; di tutt color che dirittaméte veggouo Iddio, Vedendo li demoni le rciiquic.di (ania Margherita erano tormentati , et eli infermi «rato fsnati. Allhora vno che haueua nome Theo'zmo ,tolte 1c re. quie füc et po£to ia vna ca ceo che
eov 0 Yr SANTA — -hauea fatta molto diligentemente, & ' *portolla nella città d'Antiochia a cia- - fcaduna fanta donna , Quello Theottimo era quello che le porgeuail pane, & l'acqua quando ella era in carcere, & vedewa tutte le battaglie che la vergine hauea cótraal demonio : mandó adcho fecondo che fcriffe cutti i fatti fuoi, per tutte le chiefe de' chriftiani , affezmando tutte quefte cofc effere vere "Deogratias. Ámen. . " Incomincia la leggenda di anta Dorotbea vergine & martire del nostra - Signore Grefu Christo. ul * Élla preuíncía di Cappadocia nel IN: città di Cefatea , era vna riobieV lisfima vergine,laquale hauea nome Dorothea,laquale con ognipurità fcruiua a Dio ip fanti digiuni & cratio- ni & limofine. Quefta beata vergine per quefto modo meritó di venire alla corona del martirio. Tn quel tempo era ia Cefarea per Signore vn pesfimo pere fzguitatore de Chriftiani , ilqualé haue uà nome Saprizzio.ilquale vdendo come Dorothea era chriftiana: la fece venire dinanzi a fe, & domandolla come hauea nome. Allhora la benedetta vergine rifpofe,& diffesil nom. mio é Do. rothea ipofa diGiefu Chrifo. Et Sa-... prizzio dilfejio ti faro richiedere accio che tu facci. facrificioalli noftri Iddyj immortal
"^ pDOROTHEA. 73 immottali , (econdo il. comandamento. de gli Imperatoridi Roma. Et: Dorothea diffe. Iddio del cielo é il vero Im- - peratore;ilquale mi comanda che adori lui. Adunque fe egli me'l omandà,io debbo vbidire lui piu tofto che gli.Imperatori , iquali fono huomini mortali, Et Saprizzio diffe , io m aueggto che ta ti fei pofta incuore di. ftar ferma nella tua pertinacia,& che tü.vaüor morie có altri tuoi pari ; ma io ttconfiglio, che tu afcolrime,& fa (acrificij a noftri Iddij ,accioche tu fcampi i dari tormenti: Et Dorothea diffe : i tuoi tormenti fon: corporali :& glitormenti. dell'inferao fono eternal. Et Saprizzio diffe ,& pe-- .1o debbi tu temere gl'Tddij & fare lo facrificio , accioche eglino adirati non dannino.l'anima e] corpo tuoin pene eterne . Et: Dorothea diffe : io te l'ho detto o Saprizzio : ancho tel dico , che tu non mi potrai mat inchinare a far íacrificio 3 demoni, liquali tu chiami tuoi Iddij. Ahora Saprizzio adirato , diffe alli termentatori, ditiendetela & iccatela nella catattayaccioche ella per tormenti facrifichi a noftri Iddij,laqua! catallaera ena graticola di ferro , neilaqual fu potto (anro Lorenzo;& in quefta coral carafta erano pofti i fanti m:artiri e tormentati. Adunque la beata Do rothea diítefa & legata fopra etfa,di(l- a Saprizzio , fípacciati di fare cio che tu Leg.delle verg. G
a DI.SANMTA debbi', accio che io tofto veggia colui peril cui amore nó emails tormétata , & morta, Allhora Saprizzio diffe & chi éjcolnijilqual tu defideri di vedere ? Et la beata Dorothea diffe ; € Chrifto figlinol di Dio.Et Saprizzio diffc;& doue é quefto Chrido? Ec finta Doro: thea difle , quáto alla fua potétia egli à inogni parte; ma quanto alla fua humanità eglià in.cielo alla deftra patte del padrecon lo fpirito fanto doue fonle delitie del paradifo , doue fono d'ogii tépo i giardini ornati di pomi & dijfrut. ti, & di fiori celeftiali: quiui e giglt dano foauisfimo odore,le rofe fiorifcono, & cli frutti fon pieni di foauicà;8r i fanti di Chrifto fi ripefano . Et Saprizzio difie,el ci cóuien lafciare le vanità,g (a crificare alli nti Iddij , & vogliott dare vn nobile e bello fpofo,accioche tu nó muota,come fono ftàti glialtri Chrifti ni p loro ftulcitia.Et Dorothea rifpofe, | & diffejio no facrificheró a demonij gia mais& ouo nó préderó, imperoche io (on fpoíata a Gief: Xo, e tofto afpetto diandarmene i paradifo alle fne nozze. Come fanta Dorotbea fà leuata di fà la graticola , t mandata a due Cbrifliane viuegate : acciocbe la riuocaf- | fino dalla fede Chrifliana. A Ehora Saprizzio la fece leuare del- ^ Ma catafta, e mandolla a due chrittia-
| DOROTHEA. . . 74 he rinecate che haucuano nome Citta '& Califiz;accioche le facesfino rinegar Chrifto,fi come haueuano fatto loro,& promeffe a loro molti denari fe jfto fa cesfino. Allhora fte rínegate riceuettero (anta Dorothea in cafa loro,& differo a lei. Dorothea cófenti a Gíti giudici, & liberati del pericofo delle pene come habbiamo fatto noi,iperoche meglio e a te di nó pder qfta vita, accio clie t nó mtuoia innazi il tépo. Rifpofe Dorothea,& diffe,o donne, f? voi fufte - preparate a vdiril mio cófiglio,& a pea titi del voftro rinegamento , & del facrificio c'hauete fatto a el'idol, Tddiodel ciel ch'é pi& di mifericordtà vi ricz- - uerebbe nelle fue braccia,9: pdonereb- - beui il v£o fallo. Rifpofero , 1i fatto nro € fpacciato, iperoche nó potíamo ritor nar a Dio,pot ch l'habbi3mo rinegato, Alihora diffe. Dorothea,maggior pétó € difperarfi del'a diuina mifericordia,chi faciificare gl'ido!i.Adüq: nó vi difpera-: tcjina ritoraate al piatoto Iddio , ilq?& potéte,& ploneraai ogai vfo peccato. Allhora Cifta & Ca'itta fi gittorno ai piedi della vergine S.Dorothea pregádola humilméte,che pregaffe Iddio per loro che le riceueffe a penitétia, iperoche elle eran'apparecchiate a ritornare, PUO la verg.porothea fi gittó in ter raa farofone , e cólagrime peo Iddio diffe. O buon'Iddio,!lgl dicet ie nó G.:
DI SANTA . voglio Ia morte del peccatore ; ma che fi conuerta & viua, O fignor mto Ciefu Chrifto, ilqual diceíti, che gli angeli hanno maggior gaudio in ciclo fopra vn peccatore clie fi penta;che fopra nopantanoue giuíti;iquali non hanno pec- €ato , dimoitra Signore la tuapicté & mifericordía iu díte dóne,lequali il di: uolo s'é sforzato d'hauer nelle fue ma- ni , riuocalealla tua gregge , accio che per lor efempio ritornino a te color che adorano i falti Iddij , & cofi la veriil dias. gine Dorothea orando, Saprizzio mau- : € a cafa di quette donne , & fecele venire dinanzi a Ini infieme con fanta Do, rothea. Ergiunte che furono al palazzo,trafle da parte quefte duedonae,& - cominció a dimandarle fc haueffero anchor fatto riuolgere l'animo di DU oro4 thea. Allhora Citta & Calitta ad vna vo ce rifpofero;& differo, O dolorofe DOl, lequali habbiamo errato, imperoche te memo le pene & torméci cranfitorij, & habbiamo facri&ücato a gl Idoli vani, p laqual cofa noi pregamo Dorothea, & ella ct ha fatto bauer pentimento de no ftri peccati , accioche posfiamo hauer perdono dal noftro fignor Gie(ü Chrifto. Et détte quefte parole,Saprizzio fi ftracció le veitimenta di doflo , & con grande furia comando che quefte-don- ne fuffero legate infieme con funi, con * reni volte l'unaa l'altra, & meíle in E
DOXOTBEA. — . 7À . vno grande vafo di pietra che fi chiama ... Coppa:& quiui fuflero arfe, fe-inconti- . nente non facrificafferoagl'Idoli. Al. lhora Cifta & Califta gridorno , & di fero. O fignor noftro Giefu Chrifto riceui la noira penitentia , & dacilatua perdonáza,& in quefte parole,& in que fla Gantz confesfione,quefte due donne ftando ferme nella fede, furono meffe J mellacoppa,& effendo già accefo il fuo cod'intorno,& Dorothea effendo prefente, hauea grande eaudio di quelle anime racquiftate.Et tando quefte donne nel fnoco , & eflendo già preffo alla fiue; Dorothea grido,& diffe. O donne valorofe ; ponetemi mente, & rallegra- - teui meco,imperoche io ui ficuro , che Tl voftro peccato vi é perdonato,& fap- .piate che fenza dubbio voi hauete ritrouata ]4 corona del fanto martirio,laqual prima haueuate perduta per il voftro rinegamento.O ferelle mie dolcif- ; fime paffate diquefta vita ficuramente, " imperoche il padre noflro celeftiale Id . dio,vi verràincontro, & abbracciaraui con grande fefta,come fue fieliuole,lequal erauate perdute , & hora fiate racquiftate. Allhora Cifta e Calita,hauan do già pduta la parola, aperfero vn poco gli occhi , & mirorono S.Dorothea lachrimando , & porinchinorno i capi quafi come la ringratiafsino, & cofi paf farono di quefta vita; & audarono a vi- 3
DI SANTA. ta eterna . Morte che furno quefte dut; donne, Saprizzio comandó che fanta Dorothea vn'altra volta fuffe lenata 8& legata in una catafta. Allhora fanta Do rothea fecefi grande fefta &ijletitia,che le pareua ch'ella fuffe giunta al defiderio della fua diuotione ; ma Saprizzio credendo ch'ella s'infingeffe, & faceffe quefta letitia adarte , lediffe. Et che € cio che tu moftri cofi lieto volto falíamente;& cofi sforzatamente,& effendo pofta netormenti t'infingi di hauere tanto gaudio? Allhora Dorothea rifpofe,& diffe , mai in tempo di mia vita nó. x'hebbi quauta n'ho hoggi , & la prima cagione é queftaj/mperoche ciefu chri fto per me ha racquiftate due dóne mor. te; lequali il diauolo per te hauea rapite, dellaqual cofà tutti eli angeli fi rallegrano con la celeftial corte.La fecon da cofa;perche io mi rallegro é, perche io tofto m'afpetto d'effere con loro in quella beata gloria,& impero o Sapriz zio fa tofto di me jllo che vuoi fare;accioche io vada nel celeítial regno con E s fante dóne a giocodare. Allhora: aprizzio effendo ella legata in fü la ca taíta file fece porre a fianchi ardeate fiaccole;ma Dorothea piu.che piu fi rifcaldaua la faccia (ua contra 1l giudice, facendofi beffe di lui , & diceua.O Saprizzio , tu fei già reccatoa nullatu , & itor Iddj. Allhora Saprizzio adirato
DOKOTHEÉA: 76 la fece porre a terza. della catafa, & le fece battere la faccia con mokte gottate,& boccate,e diceuafia percoffa quel la bocca che mi fchernifce ; ma Dorothea effendo già tanto percoffa che i percotitori erano già ftanchi piu fi ralsod di grandisfima letitia. Allhora Saprizzio dette contra le la fententia in quefto modo, & diffe. Dorothea fuperbisfima pulcella , laquale non vuol facri&care a gli Iddij immortali , accioche viuasma piu tofto vuol morire,non fo perqual Giefuü'Chrifto crocififfo , io coniando che le fia tagliata la tefta. Et. letta la fententia , Dorothea gridó , & diffejio ti rédo gratie fignor mio Giefu -. Chrifto amatore delle anime , ilquale - 4i/inuiti al conuito del paradifo, & alla tua camera celeftiale .Poi Dorothea vícendo fuori del palazzo per andar'al martirio,vn Giudice auuocato che haueua nome Tecfilo , ilquale era ftato prefente quando diceua a Saprizzio,, che il fuo fpofo era in cielo ; & come Fue erano i grardini pieni. di. fori, & i frutti ind cotal Giudice moteggió, & ditle, Dorothea tu tene vai al tuo!fpofo in-Paradifo doue di che fono i giardini pieni di fiori , & di rofe, & digiglijo Dorothea dituil vero? & Dorothea rifpofe , & diffe , certo fi, Teofilo forridendo diffe. Precor duoque, che mi mandi delle mele, G
coge. P.eE.v* AN Toc pa già morta lafci ftare. con effo mecoó^ per infino al giorno delle nozze,& feco: liabbi Gionanni & Paolo che fono due miei fidelifsimi ferur,& in quefto modo: potráGallicano perquefli miei fami- ' " gliari conofcere 1 coftumi miei, & io p: mezzo delle fue figliuole potro. conofcere l'ordine & la conditione fua, fennofi tutte. quefte cofe fecondo che effa vergine di chrifto Coftàtia hebbe ordi: nato: & dalla partefua in lnogod'arra dea callicano Giouáni & Páolo euau: chi füoiiquali erano fratelli, & due fue figliuole.di Gallicano riceuette. Ia vere ine.Góftantia, lequali erano frammaeflrate nelle arti liberali che a;pena nel. "numero di molti faui homini fitrouaua.— vno fimile aloro, & era chiamata.l'üna di loto-Attica & l'altra. Artemia . Pre« fentendo-Conftantia l'aueatmento lo« ro leuando le mani fue a Dio diffe. .. - Oratione che la vergine conflantia: ficlinola di conftantino Imperadorefece a;Dio. : Ignore Iddio onnipotente ilquale S per-la-oratione: della martire tua Agnefa fanafti me. dallalepra , 8€ dalla infideltà, & liammi dimoftrata la: viadeltuo amore , & hammi aperto 13: manfione, & camere della madre. tuas nellaquale;tu fpofostu.piatofo redento? re,tu gouernato da Maria; tu generato fei da.Maria,tu lattato.da Maria; Bener : : À 4 Hi
CONSTANT rA D$ tiiihfieme con Maria tutte le cofe ,ta vero huomo nato di madte per tépo, tu vero Iddio generato.dal padre feuza t6 Po;tu generato dal padrefenza madre, - tu fecondola carae generato dalla m. dre fenza padre;tu rilénaftila perditione noftra;tuilluminato hat quefto mon: do, fei colut che daiillume zciafcheda no che vieueinquefto mondo;priegote;& credo intefecondo iltuo comam. daméto; & da te addotádoquello che: | jpmetti che dicefti;in nerità vi dico che - tutte quelle cofe Tequali addomádareteal padre nel nome mio vifaranmo da: te;peró fignor mio chiegeio che tu gua: dagni & conerta quefte due figliuole di- . Gallicano , & efo Gallicano,ilquale fi: ftudia torre me dá te cogiütazlla tua ca: ftità.O figaore aprila bocca mia 5 &le: orecchie de loro cuori; damm; laporta: delloro confentim&o; che tata verb conceda alle parole mie clie abomin.. .wole gli fia il carnalé matrimonio ; &a oc te defiderino di confecrarfi perilquale- - defiderio priegoche tanto amore pa. Íca nelle mentiloro, che al thalamo &: alaggio tuo celeftial;ftudij di venir co. mpadi d'olio accefe piene de: fiammede là charitàtua. Et rallegraadofi efredi hauere riceuatodalla: mifeticordia: uia luogo fra: le vergini prudenti nom . defiderino di hauere cofa terrena,ma te: folo co affetto. maturo. &. cordiale ani... * mmo.
2 DE SANTE mo.Quefta oratione féce fanta Cóftam tia fécondo:che da lei vdiamo; & fecon: do chi p fua mano fcritta noi leggiamo.. Hora. fécondariamente diremo come Attica & Artemia fürono-da Conftantia riceuute,& ammaeftrate,& final : mente-ridotte a difpreggiare il'mondo;. & con molte vergine dárfi agli fpiritua li tudijj& que(to breuemente dico per venire a fi alta pafsione-di martiri. Gio' uanni & Paolo, & fi per.narrare la gloria di Gallicano. Andando. Gallicano: & ritornaudo poi moltollegro , & ef^ fendo riceuuto có molto honore, & có: molta gloria , & có molto triompho da: Conftantino Imperadore ,& Conttan-- tia & Cofto fiio: figliuoli,& dà tutto il' Senito& popolo di Roma:Et in prima: . quan 'ointró in Roma; vifitó lechiefe- di (anto Pietro, & di Sato Pàoló,alqua: Je il padte de gli Iimperadóri diffe.Con: ftantino Gallicano tu quàdo andáfti al^ Ja battaglia; entrandó nel tempio de glt' Idoli (acrificafti-alli demonij; & hora: tornádo tu viacitore liai adórato Chri fto,& gli apoftoli füoi;Dimmi priégot onde équeftoadtrenimento: perche di vdirlo molto lio défiderio.Allliora Gal licano voltatoalló Imperadere diffe-- Effendo-io rincliiufo & effendódalla: géte Scitica in vna:città di T Hiracia det ta Filopoli,& molti de noftti morti t€ meuano.di combattere, peró che poc? gente
CONSTANTIA . 129 gente era meco & la parte delli aduer- . Wfarij era innumerabile moltitudine , 10 attendeuo a facrificare allo Iddio Mar te, ma tali facrificij. erano vani , di che prolongo io in parole, & crefceua ] alifedio de nemici , i tribuni miei:cauallie ri s'arrédeuano alloro, & 1o cercádo di függire , Paolo & Giouanni l'uno de quali é prepofito , & l'altro primiciero di Conttantia mia madonn:, & figliuola della clementia voftza , diffeno. Q Gallicano fa voto & prometti:a Dio - de! Cielo;che liberandoti tu:adorerai Chrifto;e credi che mai non fuftifi vin citore come farai hora, io conféffao fantifsimo Imperadore , che (ubito che vícite della bocca mia que(ta permifsione,apparue a me vno giouane di ftatura grande, & fonra l'homero fna gorraua vnà gran croce ilquale mi diffe. Togli. Gallicano il coltellotuo & feguitami & (eguitandólo io; ecco intorno ame cauallieri armati che mi'confortanano dicendo, lafcia combattere a noi;tu fo. laméteenttatran mici; & nella manodritta & finiftra. habbi il coltello nudo, & non reftare infino che venghi doue ftàil Re detto Bar . Et venendo io con. quefti cauallieri là doueera il Re , e(fo vedendomi s'ingenocchió, & chiedena perdono del fangue fio , niuno di loro: permiffe che fuffe morto,ma i cauallieri.che.con meco erano,mi: detteno legato:
Qo UBDE-SAON TUR gato il Re con due fuoifigli. Horam quefto modo della gente Scitica , tutta Daciacoti Thracia vé fatta tributaria. Etli tribuni conli loro cauallieri vden do.la vittoria volendo tornare a me,ma fe prima non fi faceffeno chriftiani non li riceueuo;& quelli che acconfentiuanodi conuertirf a Chrifto erano efaltati a digbità di piu nobili , & alquanti non volendo confentir, gli priuai della dignitade & vfficio nelquale erano Poiche cofi fuifatto Chriftiano mi votai.a Dio per innanzi ditenere c3ti- tà,& giamainon congiungermi al ma* trimoniosecco io rédo lo efercito tuo quattro cotanti maggiore, & hai la gen te Scitica a te fuggetta & tributaria, &- rw Lu asit poss sioe tutta Dacia & Thracialiberata. Piac- - - ciatia te. dunque di.confentire alla deuotione mía, fscheio poffa.fecondo il voto mio. attendere alia religione ; & : perfeuerare nella veritàlaquale perfettaméte io ho conofciuta. Allhora Cone ftantino Imperadore abbracció Galli« cano narrandogli la. mutatione delle due fue figliuole; & come s'erano de* fpon(ate in fanta verginità a Chrifto; 8 con loro molte altre vergine, & come nel principio della conuerfione opera uano le cofe de prefetti. Et con quefto parlare entrando lo Imperadore, co -allicano nel palaggio, venegli incon" tro Heleza & cóftátia figliuola di co9 L ftantz -
CONSTANTIA — 1390 . "ft&tinos& le due figliuole di callicano, €io? Attica & Artemia fpargendo mot te lagrime per l'allegrezza . Allhora ri-- ténero callicano,& nópermiffono che tornaffe alla cafa. propria,ma. come genero dello Imperadore tutti lo riputa- . uaano. Incominció effo a confiderare le fue figlinole come erano feruenti nelle laudi di Dio; & le vertuofe loro opera. tioni,8 haueuane mirabile allegrezza, S accefo dentro di molto'feriore fivo. leuapattire , ma l'Imperadore pregan-- doinhabitos& dignità confulare lo ri. tenne;poi fece liberi li cittadini di'Romi,eioécinque millia ferui,& a ciaíche duno donó cafe & poderi, .& molti be- ni delle ticchezze füe;lequali non S'ap- Mriidel e alle Rstinolc; donó a poue lo folamente Taíció alle (ue &olina. leledotidellamadreloso, |o. Suo Dopo quefte cofe callicano ando in. - yna città detta Hoftia perferuirea dio ilquale come-defenfore del feruo fuo dimoftró quéfto-miracolo:, Ws Quando alcuno prefontuofo-voleg. - fottoporreal commune ,. o veramente addimandaffe pegione dellecafe lequali callicano hauea ordinate ad vfo di poueri, fabitamente.era indemoniato, ; & quefto auenitia alli infideli, & quádo erano:
-»E& SANTE erano prefi quelli che. habitauano in ef-- fé cafe, & confltettia pagare danari permodo di pigione quelli che li conftringeuano;diuentauano leprofi,& patiuanodentro délcorpo grandi.dolori . Eteflendo e demonij addimandati di quefte cofe danano quefta rifpofta.Nóo po-. tranno gli attori ne baregli effere liberati da quefti pericoli, fe callicanonon: ' é cóftretto a facrificare a gl'idoli. Allhora perche neffüno era ardito di conftria: gere callicano,comandó 1o Imperadore ciuliano apoftata maladetto cheeffo facrificaffe a gli Iddij,o eflo fi partiffe di Italia, ilquale partendofiperuéne ad Aleffandria doue fi: accompagnó có molti confeffori del nome di chrifto.Et dopo.vnoauno andó ad habitarnelere - mo,& cofi già eremita & confeffore di chrifto fu prefo da Rauciano facerdote de gli Idoli, Et difpreggiádo eallica no di facrificare fü percoffo: nel petto con vn coltello , & fu fatto martire di clirifto; Et in quefto modo il gloriofo fanto Gallicano andó a chrifto , & nel nome füo fü edificata vna chiefa,nella- " Qual dimoftra Iddio molti miracoli & grandifsime marauiglie .. ' Fü nellacitrà di. Hoftia vno huomodetto Hilario,quefto riceuette ciuliano, quando lafció il monde come é def to,ilquale conftringeuano li. pagani Cit tadini di Hoftia a facrificare a gli 5^ 9,7
"CONSTANTIA. 3I lijiqnali Hilario difpreggiádo;entraro- 7no nella fua cafa , & duramente il batterono & percoffeno infino che il Ja- 'Íciorno morto , T olfeno li cliriftiani il Corpo fuo;& honoreuolmente il fepelirono,& é celebrato il fuo martirio nel. JAacittà di-Hoftia dall'hora in qui, à Morto Conftantino Imperadorefe- 'Condariamente mori Conftantia fia. &. 'gliuola, & peruenendolo Imperio a] diabolico Giuliano apoftata fatto Imperadore da 'Cóftantino nipote dí «Con ftantino Imperadore, & cieco di cupidi tà,di pecunia toglieuae patrimonij , & heredità de Chriftiani con grande violentia dicendo ;llvoftro chrifto dice nel vangelo,coliii che:nó Tenoritia ció t5 poflede;non puo effer mio diícepo lo.Onde fentendo Giuliano come-cio uannt & Paolo eunuchi di 'Conflaitia, foueniuano molti Chriftiani delle ricchezze che Conftantia hauea loro la- Conueneuole - ch a doranti e fami gliari,ciouanni;& Paolo diffono;Mentre che i deuoti Imperadori Conftanti.- no & conftantia & Cóflaritino loro nipote poffederono la dignirà dello Im. perio nella cófefsione, & gloria delno ftro Signore ciefü chriflo & del nome uo,fummo noi foggettia comádamenti loroji quali haueuano Quefta v(anza quado andauano alla chiefa peradorare,
D" psg 0$ AUNOTOR 3e Tddio,leuandofila corona. del Capa loro & ftauano ingenocchioni diftefi fopra laterra ; ma dapoi che il: mondo nonfu degno di hauer tali Imperadori. effendo esfi in cielo congli angeli,rima fe.Conftantino nipote di Conftaritino Imperadore;ilqual dette. a te la [edia de l'Imperio. Hora tu hai abbandonata la religione laquale era piena di virtudi,& feguiti quella.che non é feconde Iddio;per queftatua iniquità cefsiamo noi di feguitarti & fiamo rimafti.da o-. eni amicitia dello Imperio tuo ; pero- - che noi nó:fiamo chriftiani falfijma veri;vdédo-ciuliano la rifpofta loro, mau dó a dire. Sio nella chiefa fui ordinato chierico nó farei io peruenuto al grado pontificale fe io haueffe voluto?ma con fiderando effet cofa vana di abbandona re le cofe aeceffarie & vtili.& feguitat la pigritia & l'otio; difpofi l'animo mio eller huomo d'arme;& peril fauordelli Iddij fon'peruenuto alla altezza delle Imperio, & poi voi: douete confiderar che effendo fempre nutriti nella Reale cafa che glie debito che fiate a lato 2 me,& principali nella mia corte , &e voi difpreggiate i miei comádamenti,f 15 cóftretto di far.ch'io non fia difpre ciato da voi;Rifpofeno a queíto Pao^ o & ciouanni, roi non ti facciamo jm y dens 'jmperoche non pteponiamo a e talej& qual perfona , ma folo ipte poniamo
CONSTANTIA- 132 ..pontamo a te Iddio onnipoterite créztore delcielo:della terra, & del mare, & di tutte le cofe.che in effa fi conten- .&ono , non temiamo l'amicitiatua, ilquale fei huomo temporale,per non ia Correr nella inimicitia xlell'eterno Iqdio ;,& peró noi vogliamo che tu fappt che:giamai non verremo a vifitarti , ne '€on teco adorar nel palazzo tuo., -. 3Poi che ciuliano'intefe quefte paro le diffe a loro. Ecco ch'io vi dó dieci di terminé;perche riuochiati gl'animi voftrta piu faluteuol configlio & 'volontáriamente non conf(tretti, vogliative- Riréa me & fe quefto non vorrete fare, farete poi per forza conftretti aquello €he liberamente non fate. Rifpofeno che ru top, Q!anni, noi ti preghiamo Pale ime indugio di dieci di effer HR Eon traggia fin quello che diffe Giulio. di fare, Dopo a dieci di i mave:20; YOi vi penfate eífere tenuti mattir; da h ifti LE d : le parole adi Chriftiani. it opo'que- to,& diffe prp o con furia fi lenà drie e e;P'affate i dieci giorni fe ver- | "7*4 mie fbontaneamente faretea me . Cl amici;ma non venendo voi come manifefti nemici & ribelli riceuerete füpplicio | AIhorai ferui di chrifto Gio nannt & Paolo raeunando tutti e chri- 1201 diftribuirno quello che poteuano lafciare.& pertutto il tempo de'die *1c1 fenza intermisfione attendeuano a fare
$67 O57. &KWNATER 20 00 0. fuofila voce dinánzi a tutto il;conuittó &diffé;odi Lucretio tu hai morto fan-- tà Beatrice, & hai tolte le fue poffefsio" iti; maiotidico chetu fei dato nella po *teritia del diauolo & incontinente Lu- &retio diuento.paralitico;& comincià atremare;& fübitamente il demónio en 3troin lui;&clo:dibatté per fpatio ditre hote;& dopo tre hore l'uccife .: Et ve dendo quettotutti quelli: del conuitto hebbeno figran paura che tutti fügei- £onoalle'cafedi chriftiani,& tutti fr có DLIG CT 1 WT Propheta di Iddio; itquale heb-- * N benome Famulo, sel Reame'di Siria vno Re ;chehebbe nome ,Benadàb;puofe riella:cittàchefi chiama Damafco.[3 (uafedia;& al lato a quefta cit: tà évrlo campo diterra ; del quale cam | po(fecondo che dicono li fanti) cólfeil noftro Signore Tefi Chrifto 1a terra :«ellaquale form ilprimo huomo;£iot" | Adamo,& in jl medefimo campo Cai- 20 fece Ulprimio homicidio di Abelfiie gol « fratclle ZH.
mdp MÁAKXTRA SYN fratello nel cenipo che Pompeo di R9 - m3 coquiftà la prouiticia di Galilea, 8 quet di Giudea foto Ia fignoria de Tomani,poi perpiu anniera vno nobi lé huóme del Reame di Siriá delà fchia ta del Re Benadab, ilquale hébbe' no €ra (tato moltó fedele a Romani,emef 3 fia babbiamo hora rao quàdo Si. Xio venne a morte : diuife i.fu 4 laem,
wo DESAMITIA filem & a Mazia addalena lafció quel caftello chiamato Magdalo & a Martha lafció. Bethania ,ilqual caelo era di lungi da Hierufalem. tre miglia. Poi che Sirio mori, i fuoi figliuoli accom munorno:tutte Ie loro poffefsioni & ha bitarono in -Bethania la: piu parte del tempo, & Lazzaro: folamete attendeua 2l caualliere.; & Maddalena attendeua alle delitie. del modo. & aornareilfue €orpo,& Martha era vergine pura & ho ne(tifsima ,& haueuacuraatutta la famiglia alla malicia ipsam che co. fu; Chrifto & diceua fanta. Martha. frà Íc medefima,íc io poíTo teccare befieez (a mi i a
^o oAMDEAUNUMUES. . Ed mità de fuoi veftimenti fono. certa che io faró fanata dalla mia. fozza infer» Eiità , & quando ella hebbe cofi imma. Binato fi miffe fra la gente, & tocco il veftimento fiio eoe cioédel - noftro fignore Iefir Chrifto dalla parte di dietro , & come ella li hebbe tocchi; fi fenti perfettamente amata & forte, S &eíca della perfona come fuffe mai fe-. mina.Allhora fi riuolfeChriftoi dietro con vna faccia allegra,& diffe.Chi? fta ta quella perfona che mi ha. toccato? erche io fento di. me vfcire vert; & nem fapeua egli chi Fhanea toccato, ma per tanto. difie cotali: parole per vo: ler dimoftzare la eran fede di &nta Mar tha-Allhora rifpofero gli Apoftoli, & differo-quafi ridendo, Hor chi puo mae ftro fapere chi mens veditu che noi famo tra tante géte che perla calca & fretta Lis deae P Allhora Tefa | Chrifto guardà fantz Martha con. faoi Lac occhi &- mifericordiofi & «diffe gliuola mia la tua fede te hafatta. (a1. ua,& fanata& nó folamente latius perfona,ma hatti (nata l'anima;partiti. gimai conla pace di Dio. Allhora Sag.
Mer. iru à is ' . Chet ooo RSS AUNCTOA s f$ignoré: Grefu. Chrifto come egli ers ," Xenuto: per chiamare é peccatori a pe . / Bitentia . Et dopo quefta predica il no- ^ro fignorc.Eefu €hrifto: ando: 2 maa- , giarezn cafzdi Simone pharifeo;nellaquale andó Maria Maddalenaa piange -:$e'e fuor peccati ,& fanta Martha della allegrezza riceuuta dal dolce fignore , AoftroIehw Chrifto non ne volíe etfe- -:xefconofcente anzi ordinóia riüerétia | . di Chrifto la prima chiiefa & fece: fare , &naftatua di marmo nellaquale era aff gura'di Chhriffo, fecondo Ja fua grandez | ga& bellezza ;& queftafigurala pofe a piedidel'füo palazzo iri vna fua loggia; "Ba piedidi quefta figura Ie(n Chrifto fece vnbel'horticello dt herbe & di fto xiodoriferi & quando le herbe che Ra- ., Mano a piedi della figura di lefuclirifto 3erefceuato ranto.che toccaffeno le pia ..gature'dépanni füoi guariitane quelle .. "herbe quaft ogni infermità; & quando fara Martha non poteua dilettarfi del- Japerfena di Iefu cbrifto;ella fi diletta xa nella.füafigura,& adorauala facédo- » sgliriuerentia: Et la detta figuraéhogs - giin Parigi dinanzi alla.capella det Re «li Francia... La feconda cafa che Santa . «Martha fece fáre in'Bethania ariucren tia di Chiitto à vno bello albergo, nelqual Chrifto albergaua con fioi difce- . poli, & farità Martha erá priscipale a '&uocere & a fermirgli& poivoleua che | tutta
CEN d ui né uL utta/f2: famiglia vi s'ádoperaffe a Ed . Mirgli;& peró:dice Santo Euca; che eatrádo vna volta if e DET id Be Shania (anta Maria. Maddalená'freittiy . &fuoipiedi & vdiua le fue farte parote & fanta Martha perclie chrifto 8 füói — difcepolitiauefstnodamanegiare, in fr. . Tappareccchiare venne a chrifto & dif- |. £. Signore come non ponete mente 'allamia forella Maria che fiede in térta. & lafciami'tutta la fatica della cáfa»co. maddale ch'ella me aiuti. Soprà'quéfte ;parole dice (anto Agoftino,noé da'cre 'dere cliefantz Martha: hiaueffe^inuidia. alla Maddaleni , ma diffe tal parole: a hirifto, per due ragioni.Ea prima fa. . "Perche s.Niartha nó: poteua credér che tutto il mondo füffe fuüfficiente a ferui- 1e degnamente al: noftro: Signor Ie(a hti 9-- Ea feconda ragione fifi che: Martha pensó nel fuo:cuore , lea mii. . "forella me aiuta, poii fpscciarema piutofto& poi potremo elfere- a piedi del noftro Signore: Iefii Chrifto a vdie ze lefuefanteparole.. c 570000 6 ^: Secondo clie filégeenella hiftoria . sdifanta Maria Maddalena;poi che chiá fto:ne fir andato in cieloildi-della fua afcenfiore, Lazzaro ilquale dà Chrifie füarrefüfcitato, & Marchia & Maria Mad .dalena venderonliloro beni; 1a pecu nia poferoa piedi de eli; apoftoli ,ac- &ioche eglino:potefsino viuere in com | M 6 mune
&oc OBEGESANYSMS 9 omxme:có loro comc e víauza. fra !i chri; ftiani- Nel principio che fi. cominció a: leuare la fede di cliifto auenne che S. Stephano: fu lapidate-da Giudeiparte — :3€ dilcepoli diChriftefi partirono dk — lierufalem,& fparfonfi per diueríe par.— te del mondo, & li Giudei nó ardiuano: di dare la. morte'a Eazzaro: & alle iue fo: selle per paura de Romani;& ancho nó. . glivoleuano:tenere viui, fi che tennero: quefto modo", che, di: notte miffero in vna nauicella S.Lazzaro. & Mafsimino: ilqual fu de 72.difcepoli dichrifto& S. Celidonio che fu ilcieco nato illuminato- da chrifto;& sata Martilla férua: di: S. Martha laquale diffe a chrifto, beato: quel ventre che liportó.& quelle mamelle che tilattarono:, poi che quellefante perfone fürono«me(fe. nellaigauicella fenza.vela;& fenzavemo ,.& fenza: marinam; accioche qnelli: perifsino: ir mare(come piacque a Dio)vyno Ange-- lo.di(cefe dal cielo,& guidó:quefta nz» uicella in Proueozanelporto-di Marfiliajn prima che queíti gloriofi entraffero in Marfilia , quello:che di loro: auenne fi;raccontanellaleggendadi fan ta Maria Maddalepa ,fi che in que(ta: leggenda nop é:bifogno raccontare ne. 1ccapitolare, Aucne poi che fánto.Laz. 3aro fu (atto vefcouo di: Maxfilia, poi £he fanta Maria Maddalena fü entrata nel deícsto pex potese piu pxnamente * com
MANRTHA-- 239 €^ntemplare: |a dolcezza del paradifo« ne:quale deférto ftette tréta anni che el; 4.06-mangió cibo corporale ne beué, Ima quefta erz: ftato: cibo che ciafcuna: lora gli Anpgeli:del paradifole leuaua-- Do verfo il cielos, & del canto: Ioro: iI- ale faceuano dinanziallor creatore: :pafceua.. Et fanta Martha eforiofa f1 parti da Marfilia;& andó-in vn'altra cit tà di Prouenza nominata Achifr & pre dicaua:Ia fede di chrifto;che I2- gente diquella contrada era pagana. Erafi par-. titeyndragone delle parti di Spagna, & era venuto giufo per vno fiume che fi parte. di.Calfitia ,. & mette capo im vn'altro fiume di Prouenza, che f chia mz Rhodano;8 paffaua preffo a quella: Cit nellaquale prediczus: (ant2 Mar. thia,& quefto dracone dal me226.indrie- to erape(ce;& dinanzi ez dramone. 2r 1 er1 groffo:comevmo eràde bue. &- on. & affondaua.& poi mangiauagli lino. mini che trouaua & alcuna volta ftaua. in vna felua:che eraat lato. al.fiume., & pericolaua: chiunque vi-paffaua &. altradafrra EY (i 4
QU DEASENTO.. apet volerlo:vccidere;il dtagone fafcià- ^ia andare là puzza dietro , & gettauala: tra quella gente; & la fua fozzura ardeua cofroeni cofacome Ta füetta del cie
PT OROOTOUM ACROE ON A os n rjo , lilóro peccati.Et poi che fanta Martha hebbe fatto vccidereil Dragone;p có- - figlio.difanto Mabriea uus 'tande & bella chiefa à riuerétia n | murcd dla miestiet indi deme e latoa quella chiefa fe ordino vno moifflerio di (ante donue. Et era que(ta €hieí28z quefto monafterio' al ]ato a " quellafelua nellaquale fanta Martha ha wea trouato il dragone; & quiti habi- ' "tó;&c la fua fanta vita fu in tale modo nel monafterio; cio? che carne ne con dito di carneymai nó mangiaua;ne oua; -necaíco, & non beiiea vino, & fempre — digiunaua, & fettevolte il di& (ette 1a , mottes'ibgenocchiana,& per ciafcuna .. iquelie vdite,diceua vno pater nofter, , E vna &ue Maria, & ogni domenica (c amandauaa vna di quelle terze. che eramopreflo:al monaíterio,8 Prédicaua la párola.db Dio; & tanto-era ematiof ael leíne parole & nelle fue. [ante opere ^ *he ditutte le parti d'intorno cóyre 4. .-nolegente per vdire la firi fanta-predi €a.Hora auenne che. ptedicando. anta Martha invno grádeprato allato avn3 Città di Prouenza che frcliama Viano. :ne;& da altro: lato: del!prato:era i] fig. me del Rhodano; vnogtouane era.di là :dal fiume;& voleus'paffare. per vdire 13 ' predica fua vedeado il eioüane che tut «té le barchette erao dàlPaltro lato del fiume non potet: táto chiamare i pa& fegcieri
MS DE:SANTEA do alla fua figliuola il fo aimo lafigli uola confenti al configlio della: madre, U Onde-andando al detto luoco la madre con lafigliuola, có honefta compagnia & molto pregó quel fanto huomo:che: ;doucffe.configliare.quello;che foprale . 'predette:cofe haueffe a fare . Echauendo.la madre dette tutte le cagioni, per- -chevierano ite a quefto WELT | & Sinis molto era buono ; nt vtile: configlio per poter vietare molti perie .«oli & AE co (esi che ella isndnde marito. ottimo & copiofo ,.& tuttele. —— predette cofe fatce ceme ella domanda. . ya ma per niun modo non fi potrebbe. trouare 1 terra cofi eccellente, ma perà. diffe a Catherina. Io conofco vn huo- - ' mo fplendente ilquale fenzaniuna com paratione auanza in tutte quete cofe; & in molte altre la cui bellezza trappat fa lo fplendore de] fole, perla fapienza. delquale nó folamente le creature more talima tutte le cofe fou gouernate , le: ricchezze delquale continuaméte fi dif ribuifcono,& dánofi., nondimeno mai non fminuifcono ne vengono meno ; la cui gentilezza pon fi puo narraie. Et di cexdo quefte cofe;& molte altré di luis Vdendo il Romito a Catherina mutarfi la faccia,& anchora la mente, accenno alla madte che vn poco (i partiffe ; laqual ció facendo rimafe fola Catherina: allifincftruzza della cella di quello Ro: VES | mito*
ades C ATHERINA | T4 mito di- Dio per grande fpatio conlui. , — .Parlando delle foprádette: cofe difpu- : tando.Finalménte domandó- Catherie.- Ba;di chi figliuolo fuffequefto delquale - tante; & fi marauigliofe cofe hauea pac |. quefto € figliuolo d'una vergine nobilifsima.& gratiofa;& fenza eftimatione - humana che Vei e Rus M alla compaguiaz de gliimniortalicon l'aniz E o veftitadiftolaimmors ' tále Allhora Catherina diffe potreiio . Véder quefto giouane,delqual fi fatecco fe mipredichP Allaqual il lanto huomo .tifpofe;& diffe tuo potiai vedete,fe tu , . vorraiaeconfentire à mici co nfigli; Ri- — fpofe Catherina & diffe,conciofia cofa €heio ti veghio huomo (auio & buono & nóncredo che quefte cof ci nie le di cefsife elle'ion fufsino vere S mafsiz mamente vedendoti rifplendenresdi rag tà fapienzs di tanta prnden 23;& perque .. fla cagióone dando 1o fede alle tue paro ' le;fonoapparecchiata fempre di adempire, & mandare ad effecutione ció che , tu mi: dirai accioche io poffa metrirare di vederquefto fpofo giouane& magni fico fignore delquale tu mi parli, Alllio ra quefto fanto.huomo ripieno dt-mol- tà allegrezza fi parti, & arreccó vna tauolettaa Catherina nellaquale era dis pinta la imagine della vergine Maria |a quale teneua il fuo figlinolo ir braccio, laqua-
ust: BRTOSANTA 1daquale eta molto bella, & diffe a Catherina.Figliuolàmia queíta éla madre vergine;& quefto é il figlinolo, delquale tante cofe-t'ho dette, & cofi marautgliofe t'ho contare togliela & portala teco.a cafa nafcofamente, & fobriamen te quanto meglio potrai nella tua camo ta chiufo l'ufcioj& ferato quefta fera di votamente quella.donna la cui immagi | ne,e quefta il cui nome detto Maria con grande inftantia;& con grande riue renza , & diligenza lepriega che perla fua cortefia;& mifericordia ti debba;disoftrare il fuo figliuolo;io fpero che fe diuotamente, & fidelmente,e congran de inftantia tu addimanderai queflo;el la effaudirà li tuoi prieghi;& dimoftrerati quello che 1a tua anima defidera di vedere , Allhora fanta Catherina fu ripiena di molta allegrezza;& tolíe la ta*. voletta, & miffela fotto il mantello, & prefo comiato dal Romito,lieta.con l4 fua madre ritornó al palagio . La notte feguente Catherina fi rinchiufe nelfa: fua camera fola con grande diuotiones & con molte lagrime fi puofe alla oratione dinanzi alla detta tauoletta;& pre gandela humilméte;& con grande pian to che ella fi degnafi di adempire il fuo defiderio.Et (tando feruentemente alla oratione, icominció a pigliar fonno , & ecco la Regina del cielo,& della terr venir contanta luce & con tanto fplen: bu ore
Qo LICATMERIN & RCLIS dote;che non 6 potrebbeccontar,& ha- . ueailfuo figliuoloin braccio,ilquale tà * neala faccia fuavolta verfo la fua ma« dre,& le reniverfo Catherina; & a Ca. therina pareua andara lei da l'altra par te p veder la faccia del faciullo.Allhora il fanciullo fi riuolgeua da l'altra parte fiche pniun modolo poteua vedere in faccia,ma nientedimeno p quello tanto chi ie vedeua le patue di 1ncredibile bel lezza,la fua faccia rifplédeua di marauigliofo fpledore e bellezza. V diua cathe rina la madre che dicea al &igliuolo fuo *quefte parole, figliuol mio non vedi tu Catherina quant ella é bella e1 figliuo lorifpondea & dicea. Anzi € fozzifsima intanto ch'io no poffo guardare in lei, & anchora la madre dicea & vedi quantà fapientiaé in lei& quauta bella eloquentia;& il figliuolo diffe-Anzi & (tolta & fenza linguae fa parlare niuna ve rità ne intendere , & percio difdegno d'hauer famigliarità có lei. Anchora dif fe la madre;ofigliuolo non ti pare..Ca. therina nobile & di grande gentilezza3 Il figliuolo rifpofe anzi vituperoía & " vilifsima in tanto che nó degna di fcal Xare vna delle cameriere mie,ancho ag. - giunfe Ia madre & difle al figlinolo:Ec- .€o come Catherina é ricca & piena di letitia,& cofi abondeuole di tutte le co fe;che di meute ha bifogno, il gliuolo rifpofe , & io dico che ella à miferabile Leg.delle Verg. N pouera
(6C ES ILL C: NE poneratenudá;& infino che-ella faràiü .. tale ftato , & difpofitione per niun' moz. do'potrà venire al fuo intendiméto che. : ella yeggiala mia faccia iraperoche el-: - la non$ degna: Atlhora ]4. noftra donna: .- diffe,o dolcifsimo mio figliuolo potreb: . be Catherina fare-alcuna cofa onde d. potesfipiacere,áccioche diuentaffe de-. - gná di vedere la] faccia tua; nella quale: defiderano gli Angeli di guardare?Prie- | pot amanrifsimo tbio figliuolo che cu: l'amaeftri , o almeno dica a me quello: | €he ella poffa fare;accio che diuenti dee: gna di conofcere latua gloriofa vifios . ne. Allaqual domanda rifpofe ilfigliuo: | ]o veraméte potrebbe,impero che non: &conueneuole o dolcisfima madre mia: che date riuolga la faccia;& defiderando di efaudirti in tuttele tue dimaunde, & per lituoi preghi ti dimoftrerà il mo do cioe chella vada colui ilqual hieri : le dette notitia di te & di me; & fecon-^ do il fuo cófiglio faccia,& fe cio fa,vea ga vi'altra volta & manifefterommele- & tirerollaa me. Dette quefte paroledifparue la vifione,e Catherina tornata ^ in fe fortemente fi marauigliaua di quel lo:che hauea veduco & vdito & afpettà. do il di con fommo defiderio;accio che: potesfi finire quelle cofe che haueua apparate: nella vifione laquale fe l'era dimoftrata Et la mattina venente to^ gliendo feco alquapte honcfte donne torn
Clu. QSATHERINÉO —ud— . VOthà alla cella del detto fantó hitioneo- - Eitoffegli à piedi con: molte lachrime, - & cominció a narrare di Glle cofe che: "hatreüa vedute nella detta vifione pre - . gàdolo cheli doueffe dimoftrare-& c5: figliare di quelto chella: hauesfi a fare, . &ccioche potesfi meritare divederquel: — - ja eciofilsima faccia. Allhora q fam to huomo ripieno di molta allegrezza: . gli cominció a predicare, &adaprireli- — mifterij, & li atticoli della fede chriftia: na, & hauendola di cio ben ammaeftra-.. ta,& rinouata del anto battéfimo la riz - mandó al fuo palazzo confortandola at: tentaméte che douesficon fede, & coms. timoré perfeuerare in continua oratione,immperoche fenza dübbio' meritareb-. be di vedere [a defiderata promifsione.^ Catherina adunque hauend PbERe ci il veftimento vecchio;8z aft 25 lio di innocentia con 4d6? à torn al fuo palázzo. M "E 3 te;poftafi in orationd sella (i: ie " fu ftupefatta;onde 14 ve she laris u. ritornó col fuo figlidefaià br uale volgeua lafudwehdriofa faccid xatherioa ilquale rii Mv s fua tutta fu liquefata, Cà. dendo le parue cadere fgtatrs- 3i ni, Allhorala gloriofa virfge.) Taconfortó leuandola diterra . E tlan«: dó al fuo fig'iuolo dicendo. que o fte paro. le:Carifsimo;& dolcifsimo qiio feline 3: e:
To piaceti Catherina? alaqualeil figliuo lo.rifpofe .. Ecco. Catherina & fatta dinera cornachiabianca & caudida colóba, & 6 fatta difciocca fauia & dotta ,& di.vile, & diagnobile.€ fatta nobile, & digrande gentilezza,& di pouertá,& bi fogno é fata ricca , & ogni.cofa e abon deuole,& bora in tanto mi piate che fe ;ella mi volejio. confentiró ditorla per mia fpofa in perpetuo.Laqual cofa vd&- do Catherina fi gittó in terra diftefa có molte lagrime dicendo. Hor come farei 'o contenta.ancilla tua pur che jio meri tasfi di poter lauareii piedi a ferui delle ancille del mio fignore,& della mia ma donna. Allbora Ia gloriofa vergine Matia diftefe laua mano, & prefc 1a mano 4dritta di Catherina;& porgeuela al fuo Pgltuolo, & diffe. O dolcifsimo mio fi iuolo porgial tuo; anello, & con eífa a marit3;& prendila per tua fpofa;Lequi parole hauendo la vergine, Maria dette Iefu chrifto le porfe vno anello. , d'oro, nelquale era vna gemma di. mara Xigliofa bellezza;& con effo la fposó,& . diffe, ecco che io ti piglio per miá per-. « petua fpofa& peró non pigliare giamai ., altro fpofo.Dette quefte parole,Cathe . xinatorno in fe; & deftofsi,doue era fta taadormentata; & trouof(si nel dito vn* ; anello d'oro di grande valuta,& di mainnglialà bellezza; colquale lefu chri fto l'hauca fpofata , & daquell'hora in nanzt
TERMI manzi Cathe mondo,& a toil fuo. sforzo;& feruiua fdelmenteal fuo fpofo celeftiale, laquale il-decimo flautino ilquale trenta vnoanno tenne d'attorno ,ildetto Maffentio di fubita defiderio di idolatria pensó di perfegii tare & inchinarei chriftiani a priuati fa rificii de gli naccie;o per tormenti, & (lando riella. città di Aleffandria co tio per la battaglia difcacciato in ATetz ARTHA 16r rina in tutto renonció al tutte le fue pompe có tüt- (CX. Lu offe lachiefa. di Dio per ideli per prieehi,o permi mandó per que]. DA og. de
. sje prouincie d'appreffo che i. chriftiani . gdorasfino gl'idoli fuoi Iddij;& ftaua il i : «omandamento in quefta forma; Noi . j . «:Maffentio Imperadore aquelli che ino | "ftri comandamenti vbidiranno falute. omanda la noftraimperia: maeftade, | hetntti quelli che habitano nelle. noli dftre città ricchi & poueri venghino a | . 3moi audire la fententia della mia oratio | i ne fotto penadella tefta. 'Vditi li co- | snandamentidel Tiranno fu fatto il | , £omandamento generale al palaggio :del Re. Sedédo poi p tribunale coman " i 3x50 0D ROSAUNOTOA j - dà che tutti anda(sino al tempio di füoi li Addii,& quádo il facerdote ponefsi l'in «enfo in fu l'altare;S& l'Imperadore faz &efsifolenne facrificio incotinente tute i ti ingenecchiati offer(sino ciafcuno fe. li condo la fua pofsibilita, cioa che i rice chi offerifsino tori & agnelli, & i poue | ti vccelli viui.Poi l'Imperadore bene | igno OFtiato & circódato da molti canagtie- (onc, Offerfe cento e quaranta tori, poi il (pocos, Ne altri Principi ,& poi i Capitani 4, de cauaglieri:& é prefetri & eriburi & ies, Polti altri nobili perfone offeriuano if | .a-c piu che poteuano per compiacere al Ti Wi yanno; per laqual cofa s'udiuano per la I 'ittà varie voci d'animali , intanto che i pareua che la terra tremaffe , in quella città di Aleffandria era vna dónzella di anni diciorto ; laquale fu figliuola del Re Cof, & di lui non erano altri - | vw
^CATREIRINA — 10$ "&linoli ,& il nome delía donzella. era "Catherina, laquale "uerpaua la famis .. "lia che liera rimafa. dello-hauere del . sPadre;non che ella hauefsi molta fami- Blia;o donzelli, ma perche ella penfaus - *ffer male che la fama del padre , manaffe & poco feruaua a fe lauanzo,daua Apoueri& cofi viueua fpédendo il the "foro del padre & no voleua Catherina ' dire igiuochi;ne canzoni,ma folamen "te attendena alle fcritture diuine,& fa | fe, perche il padre nea fua pueritia JYhauena data allo ftudio, fi che inque. ifto tempo niuna fcientia falía la. volta» Az,& perquefto modo ftaua nel palaz- |..Bo del pad:e, faluando la fua verginie .ÀEt vdendo nel tempio de gli idoli iuit eniieromhe di molti e : SninÉrumenti, E €yrumore di Narij animali che Matientio 1 rt haueua fatti offerire a! tem Pio, tolfs con fecoalcuni della. fna famiglia. 8 preftamente anéó al tempio , n ale vidde alcuni che piangeuano.che dice- Mano che erano Chriftiani, ma per pau. ga aderauano gli Idoli vani plaqualco fa ella,ferita di dolore di cuore ftette a]. quanto fopra dife & tacitamente fece oratione a Chrifto , laquale fpirata per diuine miracolo andàarditamente nel €onfpetto del tiranno doue erano ftat molti animalli., & l'altre *t3 tutto ipt. bratatodi fangue di qvelle befie Geri 4 cams
19$ . — PD'RHSTACNOCPRNe j Iirà Rornaua quante ingiuriefa quefta vana fettà de chriftiani eccoil, princi pio: del fuo parlare che ella fia fattoxpia vnó hnomo che dà vno fuo difcepolo fi tradito, & condennato a morte; & non fe ne pote aiutare . A quefto rifpofe Ia vergine beata; jo ho cominciato drita» menté in colui che éprincipio& cagio ne di ttti € beni,& mediante ilquale id dio padre:creó il mondo;& per dire bre ue, egli écolüi percuiftanno tutte le -cofe create. Kifpofe quel auto , & dile feeglierafigliuol di Diocomc potee« gli morire » Eta vergine rifpofe il vo» ftro dübbio:mi parefferquefto clie fe e«- gli & Iddiojin clie modo poffeeffer liuomo;,mà in quefto fi moftra.[a grade.poffanza di D'io'clie non per arte magica: | ma per poffanza diuina rifücitàli morti drizza li zoppié leprofi monda, & fe tu . món creddi che facefsi quefto, tul puoí: "vedere dagli huomini farlo nel füo nome ,& fe egli non fufsi Tddio non po- "trebbe füfcitare li morti; & fe non fufst ftato huomo nonfarebbe potuto morixe.Et adunque chrifto Iddio;& huomo dlqualetartceuuto morte niela fua.car me, & có la füa dininità'ha vinta la mor €, fiche la morte non. vccife: Chrifto. "ma Chrifto vccife là morte, & maraui- -gliomidi te chepari liuomo.fauio, & nieghi chrifto effer Tddio delqualeino fi maeftri rendorto: B RSIQUE:. e MAN: lucia ella — uv iH " 44 Huan IN
- CATHERINMA. 106 della croce dellaquale vi fate beffej& t '&0.duoi teftimoni de voftri autori, & in Prima Platone che futáto fauio parlan do della diuinità di Chriíto , dimoftró il iuo fegno-clie douea venir & 12 Sibilla €tcelleteméte dimoftró Ia. Proprietà di quello fanto nome con la dignità della fua natura & della fua croce rende teft monianza . Ét in quefta forma dicendo bbeato quello Iddio che Préderà ne l'a] to legno & guarda che la diffe,efpreffa. mente lui effer Iddio & huomo, & dit. fe che egli era beato, perche douea ha- "er vittoria,vincendo la morte. Adunque fe voi negate lanoftra fede :eredetc almanco alli voftri maeftri, & non 'nieghil'uomo quello:che confeffa it :ne ti potrei dire piu. di » perche« patire. - pene della eroce?Diffe lavergiue Po »€ho in quefto hai fallato. Perche dubiri :perche medo.e Iddio ilquafe e immor «ale & non pro patire pena mnorende .affiffo in fü la croce , maio ti rifpendo, , €he. la diuinità nop. fenti 13 Pena della »€roce., ma fi [a carne.Fu adunque huc ; mo. crocififfo.& non iuinità;accio- ^€he colui ilquale haueua peccato. me- 3e e diante
DE SANTA : diante il legno;cioé l'huomo fuffe affif - fo:alegno,& accioche;colui ilquale vim ceu mediante il legno, cioé il demonio fufsi vinto pet il legno; & bene potea di ció per vüo: Angelo Otero. per altra via celefte ricomperare i] mondo, ma volfe che la vittoria fuffe con. certo: otdinejaccioche colüi che lisueua vin- to l'huomio;fuffe virito mediante l'huo: nio. Ét dicendo quefte & molte altre pa. role maraujgliati quefti faut non. fapeuàno quello.che fi hauefsino adire, ma contufi per virtu diuina ffauano cheti. Allhora lo TImperadore indegnato diffe congrande furore. O gente vile & da poco perche flate voi cosi?Siate vo . | forft vinti-dallé parole d'una femina? Rifpofe vno di loro: che fi chiamaua il -maeftro de eli altri, io ti dico quefto o Imperadore che: non fü mai niuino che non fe n'anda(fe vinto da noi, & confufoma in coftei e altra cagione;laquale dicendo Ta verità parla per fpirito diuinofi che'quefta vergine ci ha. condotti atanta marauíiglia & ftupore che noi n6, fiamo arditi di dire nu Em chrifto del quale ella predica, & dico auanti clie piu noi ci conuertiamo a lui feé'tuinon cimo(ftri per veri efperimen-- ti altra fetra di. Iddijeffer pin veraci. "NXdeudo quéfto lo Imperadore coman-. * dà che fusfino loro legatele manie pie — di& fafsino mefsi in grande fuoco riel etta (t . mezzo ^
CATHERINA:^ — 167 me270 della città.Et in quello che egli- DO erano tirati al fuoco diffe vno di lo: Io confortando;gli altri dapoi che il Si £nore Iddio ciha fatto tanto di gratia €he'noi conofciamo il.füonome , perz ' che noi vogliamo effere .battezzati innanzi che moriamo, & pregauano tutti la vergine, fanta che li battezzafsi;. Ai quali ella diffe non temete fortifsimi ca uaglieridi chrifto che la effufione del voftro fangue vi farà battefimo. Er det toquefto gli miniftri al. comandamens to dell'Imperadore legato loro le ma nic piedi li gittauano nelle fiamme del fuoco.Et p quefto modo quelli mar ,tiri andarono a chrifto a. di tredici di Nouembre, Et apparue vnotale mira 'colochenelor vefte ne t capegli heb. beno difefe dal faoco;& le loro facciz erano bellecome rofé fi che hare; piu tofto peníato.che dormiffeno che fufsi , no morti perTaquallcofa molri tiràno a Chrifto,& quelli Corpifurono fepelliti a notte da certi Chriftiani.Et veggendo il Tiranno Ia vergine di Chi fto effer nella fede di Chrifto ferma, & conftante ne.per paurane per minaccie turbaud , ne perluífsinghe voltarfi diffe; O generofa,& nobile pulcellao faccia .degna d'imperiale corona, configliati nella tuz giouentu , & fa (acrificio a]]i nofiri Iddij,& farai feconda Regina nel mio palaggio . La vergine di Chrifto fputuod $E5 quafi ficonuer
Sio BU AK TO . quafi ridend^ diffe non voler imperado : Je,n0n voler piu lufsingarmi a cof fate . €ofe;perche € peccato pura penfare,& '« habbi percerto che il. mio hghore Ieftt Chrifto me ha tolta per fua fpofa eglie. .. Ja mia gloria, eglie la mia nobilitade; eglie il mio amore eglie la mia dolcezza& fuauità eglie il mio diletto, allui | - mi fono data,& da lui non mi potranno ximouere promeffe ne tormenti,& tan- to faro piu grata nelfuo:cófpetto quar . ti maggiori.tormenti: portero perluis . Kllhora Maffentio di furore,& diiraine Jibriato comádoóa fuoi ferui che ella fufz $i fpogliata, & battutta coniícorpioni , diferro, & poi meffa in prigione ofcura. . €he ella non veggia riecielo ne terra, . boni fiadato ne bere ne mangiate pez Anfinoa. dodeci di , & ferrata nella prie gione ofcura;& di quefto la vergine gis ; non fi turbó,& Chrifto non l'abbando- " natia, perche mandó gli angeli fuoi dal . €ielo a confortarla equali faceuano grá " fplendore nella prigione fi che le gaur- : die che Ia gardauano molto fi maraui« gliauano. Et auenne che Maffentio. pet certe facende andó.a confini della pro-- Wiuncia, & la Regina meglie di Maffentio feppe di quefta crudelle fentenza co. mé la vergine Catherina era ftata bat* tuta.con duri fcorpioni, & meffa in prt- LR ofcura, & era flata condennata à tari (enza mangiarc.Et (enza bere. V4 dui ciini dendo *
; endo la Regina tale fentenza hebbe ."Brande defiderio di parlar alla vergine, ima temeua che il marito nol fapeísi, & .Penfando fopra cio andama qua & 1a fo. *o»5.' 7.7 7 la vergine dicendo a te Porfirio dito quello che mi moue à quefto. In quefta Botte mi pareua veder quefta donzella federtramolte denzelle con grande cla "fitadc;& huomini veftiti di bianco ftate d'intorno,&eio nonla poteuo guar- «lar nella faccia, & parea ch'ella mí comandafsi che io le feqe,c appreffo , & | Din vna eder des Teteuame. 4a 1n Capo dicen i0. Ecco Impera: gan té mandata daIefu Hu €€ per queita vifione i5 ho tatito defide Fio di vederla Che io non; 9ffo dormire - 'B€ pofarevna hora ; Rilpof: Porfirio, Madonna miaate ftail comandare , &z Ame l'ubidire, nó ci refta fe nonne che Pcr priegi,o per danari noi facciamo có. Aentire, & fenza dimora Porfirio fece «€hele guardie cófentirono & nella pri . ma vigilia della notte intr la Regitia con Porfirio nella Prigione , & inerzao .videno intorno alla vergine tàto fpl e. a. Ego? . ens do:e, che fPauentati Cadet in terra, & E fentirono.
ESL S LDXHSUAEN ARS. s s fentirono. vno odore fuauifsimo, ifqual molto gli confortó , alliquali diffe la. - fanta vergine. Leuate fufo,& non teme té,poi che Chrifto vi cliiama. Et leuaü dofi videro le vergini federe d'intorno a lei;gli Angeliche gli vngeuano le pia ghe con vnguento pretiofifsimo, & vid dono federglid'intorno vintiquattro fa ui antichi,le faccie di quali erano rifplé denti come il Sole , & di mano di vn di loro.la vergine tolfe vna corona fatta come oro;e milffela in capo alla. Regi? :nadicendo , Quefta éla Regina laqual ;jo domandáuo , laquale vogliamo che fianoftra compagniaalla noftra coro- .na,&.anco quelto cariagliere;ilquale' e con lei vogliamo incompognia.Detto quefto la vergine fatta cominció a cort. folare la Regina dicendo.O Regina ftà. diforte animo perche di quiatre di tu ahdraia Dio, & per non témere quefte breue pene che fono ouafi niente a. ri^. fpetto della gloria dell'altro mondo Ia* quale fi dà a quelli che portano pene: p amor di Chrifto. Allhora-Porfirio co- -fuincioa dimandáre che premij erano quel!i che Chrifto dà a fuoi cavagliert per quefti danai temporali. Rifpofe la, beata Vergine.O Porfirio odi,& intet di bené,quefto mondo é come vna prí^ gione tenebrofà , nellaquale non ci na i| Ícealcüno chenon conuenga morire maquella füperna patria laqnale. fi ac quiftà
007577 EATHERINXA — 169 quita difpregeido il mondo; e quella, Patria& gloriofa città; mai non vifi o-, Ícura la lüce, per alcuna aduerfità , && Quininon ce alcuna moleftia , ne t iftt^ tiama quiui fempre regna vna fempis terna felicitade di perpettia allegrezza, & quefto n5e niente arifpeto di quellochetu harai fe tà fatai "fidele infino alla fine. Dette quefte parolela Regi na& Porfirio fi partirono.dalla prigioné;& domandauano icauaglieri Regimna & Porfirio: in.che luoco eglino erano atidati;Rifpofe Porfirio fe voi volete fapere in che luoco fia andato , & fe volyorreté credere 3].mio configlio,vi farà vtilé,& gráde.benen'acquiítarete, & lafciareti gli 1ddolivani, iqualiper infino qui habbiamo adorari & 1l vero Iddio adorarete , ilqnale tutte le. cofe hacreate,& erano ptu di dugento.3 chi Porfirio diceua quete Parole;iqualitut ti fi conuertirono aGiefi. Chrifis - In quefto mezzo era guardata 13 prigione, fecondo il comandamento dello Inpe. adore, & perche háuega comandato il tiranno che dodici giorni,ella ftefsi fen za mangiare , mail celeftiale con(oí;. terénon l'abbádonó mai;ma colui che » pafeé Dauiello prophera nel lago di Leoni pafcé 1a, innocente vergine per . vnacolomba bianca mádata dal cielo, Et paffati eli dodici giorni , appárueil Signore Ie(u Chrifto con mojtitudine , y angel;
(xw BSESGSOASNOAS 0007 d'aigeli & di vergini & diffe allavergi*: ne. Catherina;Riconofci figliuola, rico nofciiltuo creatore, peril cni nome: haiincominciata dura battaglia fia con: - ftante,& non hauer paura, perche io fo. : Do con teco,& mai non t'abbandoneró;. & cofi dicendo faliin cielo. Tornato:: lImperadore allacittàdi À lleffandria,: | fifece rapprefentarela vergine & ve-: dendo la fua faccia tanto rifplendente;: laqual penfaua cheperillongo digiu- - no fufsi fmagrita , & afflitta, penfo chele fufsi ftato dato da mangiare occulta-- mente,& moffo a grande furore,coman : d3 éhe le guardie della prigione fufsis: | no tormétate,fe nó manifeftafsino che haueffe portato da mangiare alla don. ella. Allhoralà vergine beata, accios - che. non fuffe tormentato alcuno pet: fua cagione conuenne dire quello che: ellanon voleuache fi fapefsi,diffe adua * que al Tiranno. Io inuerita non ho ha-* uuto cibo dahuomo, ma hollo hauuto: da coluiche non abbandona li (doi fer-: wi nellafame,e nelle tribolationi , lui ^ m'ha pafciuta che fono fua ancilla;l'Im - peradore perche non pareffecrudele , - diffe alla donzella, fe a te piace di viue-^ 16,0 di morire, di quello che tu hai de-: liberato in quefto tempo; eti conuiene * fare dcl'e due cofe l'una,0 uero: che tu^ facci facrificio alli noftri Iddij & viue-* r4/0 nero che tu muoia con dura pena. : Rifpofe e
yas CATHEWINA 2 499. Rifbofe labenedetta vergine iohode- . T2t0 diviuere certamente » perche morendo per Chrifto mio dolce figno- I6510 acquifteró fa vita. AllhoraMaffe-: - Riino,comádó che la verginefufsi mor... fa per diuerfi tormenti ; & ecco veni-- . I€ v6O che fi chiamata Curatea capita- - no-della città, & il Re; cheda fe era: firiofo accefo a pin furore dicendo. o . Bade Imperadore non 1 vergogni tur .. diftare tanto tépo in tribolatione per |. vnafemina? Aícolta Tmperadore , ella ,. nouvede le horribil pene perlequalile: conuenga facrificare alli Iddij noftri. ma-comandache di qui a tre giorni fia-- nO fatte quattro riote;io vi ] órdineró;: & dalcanto di fuori d-]]e rüote & den-- - t0 fiano pofto chiodi o nghi,& appon: tate le razze di one ]te ruote fiano piene di ferri entis Br appreffo di àuez. fte ruote fa che fiia Catherina fpoglia . tajfi che ella Vegga il grande furor &E ilgrande empitodi uefle.ruote, ac. cioche lo ftridore de mouimentodj. quefta machina le faccia paura, & inchi . nilla ad adorare gli noftri Iddi & pque. fto modo viua , & fe purecllanonvor.. . Tà facrificare,ía meia in queftre ruote - tra gli ferri, & chiodi tanto taglieriti; 8. pet quefto modo che mai non fu vdirg tale.perifca per efempio de vli altri chri ftiant , & cofi Comandó il Tiranno che fusi fatto fenza dimora.Paffato il terzo di
to DOEISAUN TOA &heti feidegnato di colocarmi nel nit mero delli tuoi fantifsimi. ferui, io ti prego che p la tua infinita miferieordià tii mi facci quefta gratia che ciafchedueno ilquale fara memoria. della mia paffionejouero mi chiamá nella fua morte; euero in altrà fua tribulatione dellatua clemenza fia efaudito; & fngga da loro peftilentia;& fame, & triftitia, & infire moitade,& ogni tempeftade;Signor mio Yefu Chrifto io afpetto il tagliente coltellojioti prego, che tu riceua lo fpirie - to mio;& pcr le mani dellituoi fanti as | gus collocare nel ripofo. eterno: itipnanzi, che la. haueffe interamente Énita la oratione, eccó vna voce chefu ydita iu vi altra nuuolajl2quale diceuz, Vieni diletta mia vieni fpofa mia. Eccó che la porta dellà beata vita fi t &.co8 grande allegrezza aperta: Ecco che ilripofoeterno ti afpetta. Ecco che ti vie* ni incontro al.choro delle fante vergis: hi con.la triomphal coranaVieniadus - qoom affaticare piu in adomandar? ni, & gratie lequali tu. hai defideratéy perche io. promette turto quello ch& tit hai -addomandatoa: chiara. dinotae mente fefta dellà tua pafsione « lt fatta ucfla voce. inclinato il fuo collo diffe: cco-che io fono chiamata dal mio fie Báore Iefu Chrifto, tv miniftro none er pigro fa quello che t'éftato coman* €ato dal Tiranno.Allhora quello le - i ^ : (*] "T EL " -
00 SKEBRTHBBRINAS 174 dofi le taplió b tcíta , & apparfeno due " 3eirabili cole; l'una che favgue ; & lac- VÍci del fuo corpo infegao di-innocen. ; tia; & di virginità;T'ahra chedi-Augeli- tolíenoil fuo corpo;& in alto pex l'aria il portorno in ful monte Sinai, liquale monte da longi dal luoco dowe rice: wetteilmartirie venti giornate o piuj& inquelluoco fi fanno molti miracoli in : laude; & gloria dello onnipotente Id. dio;&cinfia gli altri vno bello rairacolg € che la fna-fepoltura fempre ftilla vna iuo d'olio; e certe ofsicelle minute e£ cono faozi con quello olio alcuna vol : tà lequali fempregittano olio ia ogni - arte che le fono portate delquale mol ti infermi vnti fono farti. La vergine gloro[a Catherina da Diefeigra. uc grandifsime.Luna cheChri i« fto nella prigione.La feconda che 1a fe ce Cibáre dal l'Angelo nella rigione, dodici di .La terza ch'clla vinfz tutti ]à tormenti.La quarta che del fuo collo v. fct latte quando ella fu ferita. La inta. ch'ella fa portata da li Angeli & lepolà ta in ful monte Sinai, del.ui (epolchro: efcic-continuamente olio virtuoío , I. ta ch'ella fece oratione a Iddio , che qualuaque perfona la pregherà deuoedens Au M: quello che di. RaBaera . I'er tutri gli in&niti (ecol; óeioli-umeie e. 8 n Me O4. Incomiacia
Dé SAWUA — x ieomincia la leggenda di fanta 4 - ferofina vergineyez primadella fua nati Witàs €» come e[fendo maritata fuggi a pito T00naSterio di. monachi in babito , Qbuomoerfecefimonacho. r^ V. nella città: di Aleffandria vno 4'gentil huomo; & honorabile & te L mente Iddio ilquale hauea nome * Paautio. Quueftohauendo vna gentile ^ &fanta donnaper mogliema ftesile,do * Jeuafsi molto di rimanere fenza herede ' perlaqualcofa egli;& Ila moglie mafsi- . fnamente: faceuano pregare Iddio:che - defsi loro'alcuno-herede. Et via vola - Panutiovüdédo dire che in yn certomo naffetio ératiohiomini di fantifsima vi t2j& grandi amici di Dio ;:& fperando . nella lor fántità fi difpofe:di parlare all'abbate di:quelmouáfferio-Et ha- . vendo detto alFabbate: & a monachi la fua pafsione & bifogno offerfe loro molta pecunia, & racomüdosfi molto .]oro; che di ci pregafsino 'Iddio pef Jui, ma poi dopo moltó-tempo haus :già con loro fatta molta amiftade , vi giorno pregó molto flrettamente l'ab^ ' bate di quelto fuo defiderio ,. cioé chepregafsi Iddio che gli defe & haueffe frutto del fuo ventre. Alqual l'abbate hauendogli: compafsione :confortollo imiolto ; daudogli:buóna fperinn gu ; i
*ysas ANTROSIWAU.. T1955 Tddiolo e(audirebbe,& partendohi Paz nutio l'abbate fi puofe in oratione pef Iui.pregàdo fingolarmente Iddio che li deísi frutto-del fuo matrimonio. Volfe Iddio efaudixe i preghi de l'abbate,& di Panutio, la dóna s'ingrauedó & partori al tépo vna fanciulla.Et hauendo Panu tio fede di effer efaudito,p la fantità de l'abbate crebbegli la dinotione & vedé Bo là anta cóuerfione fua & de fuoi mo nachi,connerfaua molto con oro ftanido quafi continuamente nel"monaftetio & vn giorno ancho vi menó 1a fuz donna , accio che l'abbate, & gli altri frati l'ammaeftrafsino & la benedicefz fino & poi in capo di fetteanpi lenarot 80 la loro predetta figtiuola dalla nutrice, allaquale battezzata gli pofe nome Anfrofina, & ralleerauafi molto di lei,pero che l'era bella & eratiofs ; Sz Dio;& a gli huomipk Et effendo Anfrofina già di etade didodicianni [a fua ma dre paísó di quefta vita. Et rima nende ilFpadrefolo coblei vederidola molto ingegnofa;& (ahis, cominció ad ipfe- Enare lettere ,ft che inbreue tempo el | verine fapientifsima & Titerata nelle fcritture mondane, & crebbe in tant& fama di virtu.di fapientia & di bellezza: che molti grandi Signori la richiefone, al.padre f oper fpofe.percliloro figli», Wolma Panutio, pereche: mal volo. tcr Ta parüua da (e | nog seconfenci- He O $^ .ua
ssp BIEÉS AONSOTOAÓ u2allelor domande ma pur poi doy alquáto tempo effendone molco richie: flo,& mafsimamente da vno molto potente;& gentil huomo ilquale glie la do. inandanaper vn fuo figliuolo; Confide tando Panutio che il parentado era grá difsimo,& che la fua figliuola era in età. che piu nori fi .conueniua indugiare , à. maritarla acconfentigh,& marito la fua figliuola.al figliuolo. del parentato del genul hüomo & dopo ,. & non molto: tempo effendo Anfrofina già in età di. diciotto anni Panutio Ia menó allo'pre "detto: monafterio , facendogligrandi . elemofine , & prefentolla allo. Abba» . te. dicendo. Ecco il.frutto delle tue ante & denote orationi , & hora quiui lo enata innanzij; accioche preghi Id« dio per lei, perche glie tempo chela vo lio mandarea marito , & da. Dio p tuoi preghila riconofco.O nde ti pr £9 che lati.fia racomandata che preghi Iddio perlei «he la faccia buonas cr pregan che l'ammaeftri. che vita el Ja. habbia a;tenere ... Allhora l'abbate Ja fece menare nella forzeftiera fuozi del monafterio & quiui cominció a parlare con lei della vertü della caftità, & della. | potentia , & del rimore di Die & flett€ Panutio có Anfrofina tre. di ne] predete. to monafterio,neIqual Apfrofina confi derando este rmalmente Ja. dewotione.de frati incantareyyeggiareyS prato io : ()
neo ANRIROSINÀS — 178 altri'effercitii fpirituali diceuzimfemie - Cama ;'beatifono: eoftoro perclie in Quefto mondo viuono come "angeli ,. oi ancorharanno vita eterna . Ee o tre di: volendo Panutio partire Anftofinz fi gittó a piedi dell'abbate rz. comandandofegli , & l' abbate. oró &z diffe.. Iddio ilquale conofce la creatus fa prima che naífca degnari d'hauer.cur2 di quefta tua ancillà fi che: meriti de hauer patte , & compagna ton tutti l$ eletti nel regno ; Ft dopo quefte paro le Panutio;& Anfrofina raccomandanz dofiallo Abbate , & a monacht, tornas ronfi alla città; Hora haueua Panutio in/víanza quando tíouaua alcuno dé monachi del detto monafterio alla cit» samenarfeliacaf3, 8& fire loro hoggc Fe 9C Taceomandare loro- Anfrofía S far far eorationea Dio per ler.-Ee liauendo di dello anniter(fario. della erdimtione dello: abbate del à | prédet«. to'monafterio ; nelquale il'monafterio: faceua gran fefta: mand l'abbate vno. monachoa vifitare Panutio,& richiedé dolo fugli rifpofto-da famigliari come egli nó v'er&. V dendo: Anfrofina che e. 9a vi monacho:delli amici del padre fe. celo chiamare afe; & feceli erande hoeicere eiehe afpettafsi che Pang senza t. 95 Softo ;S iu quefto mer, zo*entró in parole:con lui con grande diuótione;diffe priBnti dimi fare quá». COH S 6 — ti mo-
Eeroco.TWES SANTA C007 ti. monachi fiere nel monafterio ? Et quello rifpofe fiamo trecento cinquanta'due;Diffe Anfrofina;o abbate riceue te chiunque vole entrare ? D ifle ilmonico Sydts volentieri feguitádo Chrifto ilquale:diffe quello che vienea me nol caciero füori. Diffe Anfrofina;cantate voil'ufficto tuttrinfieme, & digiugate voi tütti;& mangtate egualmente? rifpofe il monacho:tutti cantiamo infi& me; ma ciafcino digiuna quanto,& co* me vole,accioche non per forza ma per fpontanea volotà ciafcuno ferura D10z Etpoi che hebbe ben addimandato d'o. gni lor vfanzadiffe Anfrofina.Grandif- | fimo defiderio ho hanuto di peruenir 3 queíta hone(Iz ;- & venerabile vitayma quefto mio patre: ilquale:pér vna yanas & caduca riccliezza del mondo: me hà pur voluta maritare, Allaquale rifpofe il monacho,& diffegli. Sirochia mia pof «he Iddio t'ha dato: quefto buono defiderio- feguita la gratia d'Iddio , & not permetter ché huomo faccia: vergogn al corpo tuo,& maéuli & imbratti tan ta bellezza,ma fpofatià: Chrifto bené* | detto ilqual puole perquefte cofe trame fitorie datti il regno def cielo;& Ia. con pagniade gli angelt;partitiadunque'of cultamente; & entrà imálcüna religior nejaccioche pofsi fcampare , lequalr pf | fole:ydendo Anfrofinz piacqueTr mole $0,.& dilfeglihor.chi mi tonderà pee | ————
eel. ANFROSINA 177 fóü vósglio effer tondata da fecolar;pe 29 cte hon mí terrebbeno credenzz.Riofeilmómacho. Ecco tto: padre fo ^e verra alla feffa;& ftaraui tre o quat. .*ro di, & tu inquefto mezzo manda oc €ultamente peralcuno de noftri nonachi,& farai come egli ti dirà, cli Iddio rimádera a lo ché ti fia debifogü to volentieri. Et in qu tio torna caía, & uotaméte r nafterio.Et in que(to mezzo, Anfrofina. fatta de oratione a Dio, che zselia che il padre mio 6, Spe o | | zl -
des D.R.S:A N T^ A : & tema I ddio pure niétedimenó lamifé — rapompa di quefto mo ndo-efféndo: mol tericco,& nonhauendo piu herede che me ha voluto maritarmi, & hor mi vole mandar amaritoyio per me nó vorrei im» trare nella bruttnra del mondo; ma defs dro vita religiofaj& temo deffer difübisdiéte al mio padre onde non quello che io. mi faccia;& qual via mi tenga; tuts tala notte paffata non dormtmá feme pieorata Dio.chemicófigliafsi/& aiuz tafsi & cóe efaudimi; prefi partito( cre^ dendo per fpiratione di-Dio)di. mandar alla:chiefa; & ikprimo-nionachochefr . trouafsi farloenireame,;& cófigliarms di qfto fatto , onde'fo che Iddio tici hz mádato,& pero ti prego che tumi cófiz — quefto fatto, & drizzi ne lavia del: 2 faltite. Allhora quel monache diffe fat figlinela miaclie Chrifto diffe nel van soe et nón rinoacia al padre alla m3 e; , affratelli;a figliuoli; & ancho a fe medefimo: non puo effer mio difcepolo nom fo:che ti poffa:direaltro:ft non che. — fc éredixli poter vincerTe tentationi del la:carne lafcia ftare ogni cofa, & fuggis & delle ricchezze del tuo' padre nonit$ cürdre che affai hereditroueranmo fees — glivorrà ecco li hofpitali,& li monafte rij;& le vedoue;& pupili;& le chiefe & pélegiinij& pregioni affat, lafeile i1 tuo pádrecáme vole, &a chi li piace; & tt , €tedi non. perder pero. l'ánima tua ,8€ yes Yi 2 " feguità
ac. 0 ANFRO SINAC 00178 fe&uita !a gratia che Iddio t'ba fpirataz ifpofe Anfrofna; & io'fpero & confi omrin Dio: & nelle tie orationi, che €ol fuoaiuto io faró fecóndo il ttto coi figlio,diffe il monacho fa che $(lo defi dcrio non raffreddi . Et Anfrofina diffe. & io cofi voglio far onde ti prego che - fpacciataméte mi tagli le treceice dam - mila tuabeneditione;& ora. per me. AL Ihora il monacho £atta Foratione arditamente li taglió:le treccie , &: oró ped lei,& diffe Iddio "i libera tutti eli fuoi fanti ti guardi da ogni male ,& do. po quefto quel monacho con grande lé titia tornó: almonafterio, & rimanendo « Anfrofina fola incomincio a penfare in fe medefima, & diffefe io mi fugeo ad aleuno monafterio dr done il mio padre rcàdo per me ; & tro. vandomi micaueràfüorrper forzzepe . jómi par di mutare habito,&z y modo dr huomo;, & fuggire ad: alcuno monafterio di momchi; Pero che quini non fi potrà inueftigare ne immag; lógo tuttàla norte.& la mattina ne] t& po andó a quel momafterio dou] padre €ra Coframato,& fece tichiederze 45 bà € zello di 31g . gio: ( Etcome Pacquea Dio. 5 mattina mede fima Pantin sera pe ag & tor-
££ - D. ^ 9A NCTÀA ; fuente frate A gapito nó facédoné: a (44 per niente'altriméte a frate Smeraglió, menó con feco Panutio: alla fua cella. Ét vedendo. Anfrofina il fuo padre co» nofcendolo incontinente;s inteneri,& - bauendo compafsione.allà fna tribola- . tione,fu tutta piena dí lagrime, ma Papurio non conofcédoJa; peroché la:fua . faccia era molto mutàta peri volti di ; giuni,& vigilie& lagrime; per lequalt :.S'hauca fi concia che fputaua fangue,& hauea perdutaogni bellezza corporale -&ancho peró che teneua il. capuccio della cocolla molto inchinato.in fu la faccia. Imaginanuafi Panutio. che. uel faisipua di cópafsione , & fattalora - tione fecódo l'ufanza, Anfrofina tempe rà il piato fuo, & poteft a feder co Panu .tio;e incominciolo a cófortare;e diffeli. Credimi che Dio nó difpregierà il tuo. piáto Ie tue elemofine & orationi, & .prieghi chai fatti fare, & fai p la tua fia gliuola, & certo fia che fe ella fuffe 18 itato di pditione dell'anima fua , Iddio te l'harebbe manifeftata,fi che ella a fe nonfacefsivergogna, ma credo indios . che buora via hara prefa, feguitandoil | - cófiglio del vagelio che dicea Chrifto «hiamail padre,& la madre piu che me -nó.€ degno di me, & chi no renuntierà «io che pofsiede nà potrà effer mio di« fcepolo.Confortati adunque. & nont dar maniconia che. Iddio puo fe eg! [5 i voirà
XQLANEROSENAS — 182 Verri mofirzrtela innanzi che tu moia;. &io P. m€ volontieri, ne preghero Id. dio,& ti ho molto raccomádato;e haué 9 cópafsione alla tua tribolatione 13- qualiimio maeftro Agapito piu volte m'ha detto, & hami molto raccomznda to diuotaméte dicédomi P a e dio p te cóe fan li altri frati &- aqualco fa io cóe gii tidifsi,auéga che peccaror ibdegno fpeffe volte ho pgato. Iddio €T ti dia buona parie tia & adépia iltuo defiderio'& di «e, &c della tva fipliuola fecódo:chefa che fc debbe effer il mes Blio;& p (to fon molto cótétod'hauer ti parlato;acciochie ti cóforti,e prenda - xófolatione.Dette áfte parole;acciochy pilmolto Parlare nó la potefsi conofce T6, terminó il fuo parlzre 8c Eieereis Da nutio.Et partédofi egli hebbe eráde.có pafsione;& intédi molto , & icominció a lagrimate;& partédofi Panutio tarnà all'abbate,e diffegli. Molto fa55. Cófortato,& edificato di dto ftáte; e verame *te ti dico che io mi parto cofi cofolato "coe s'io hauefsi veduta la mia figlinola Anfrofina,& raccomádofsi alle oratiohi dello abbate & de frati, Tornafi a ca fa,& ringratiádo dioe frate Smera glio, auéga che nó hauefsi bifogno di ftarin 'cella rinchiufo p la cagiáe di prima;pe TÓ chauea tofto pdura la be]fezs3 delta ronctip l'afpra penitétia cbe da *to;nódimeno táto f dilettaua dela pace E. e * & della
4 op ÉROSANTA , E & della follitudine ché-di.gratia fl ten£. ua di ftare rinchiufoj& cófi ftaua;Btef fendoui ftato anni. trenta otto peril pre - detto modo infermo amorte;& veneti» - do vnidiPanutio come foleua fpeffo al monafterio prégando lo abbate chegli facefsi parlare a frate Smeraglio,lo Ab — bate chiamo Frate Agapito fuo maé- - fro, & comandogli che ienaffe Panü- | tio a frateSmeraglio. Et entrando Pa- 1 nutio nella cella, & trouandolo infer- | mo;& cominció fortemente a piangere 3 & diceua.Oime oime lior douefonole . promeffe tue , & le dolci parole:con Íe- . quali-mi foleniconpforrare , & dire; che — io vederà la mia figliuola innanzich'io morifsi? B ecco mifero non folaménté . non veggio lei ma perdo te,delquale fo leuo riceuer gran confolatione & conforto. Oime chi me confolarà in quefta mia vecchiezza pofto io tanta amaritu- - dine? a chi andro ? chi mi corífolarà , &: configliarà? Trentaottoaani fono che. io perdetti la mia figliuola; & mai nofi - ho potuto faper alcuna cofa, & fempré | fom fta:o in fperanza di vederla,& male fimam:nte per li ttioi conforti , & hora. mi vegaio perder te che eri il mio cofi* foro & configlio , & lei nó veggio hof . veggio hoggimai ch'io nó la dcbbo p! - rii roue onderimango, & morirombt « fc onfo:ato hauendoó perduto ogni C9 for.o € fperanza, Et vdendo Ep EE m ZH
4^1. ANFROSINAS ^ i$; il padre cof; piangere;& lamentarfi do lotofamente gli parlo & diffe . Perche. Tüccidi;& darti tanta tribulatione difpe: Tandoti dimon veder Ia tua figliuola ? : Hor nonéIddiopotente in poterti con folare; & confortare? poni fine alla tii^ ' ftti, & confortati in Dio fpera che co me ioti promifsi tu vederai la tua figli ola innazi che tu muora.Ricordati co; :me Iacob Patriarcha poiche hebbepià toil fuo figliuolo Iofeph per morto, -ddpo lungo tempolo tronó;onde ci Pre ^go che ti cóforti;e che ftiazmeco tre di. Et ftando Panutio in queíto mezzo pen faua,& diceua forfe che Iddio gli ha riuelato qualche cofa della mia figliuola, €:dime pei che m'a detto che io afpetti infino al terzo di . Et in capo del terzo -€«ndáiffe Panutio-frare Smeraglio,ecco chio t'ho afpettato comé me dicefi; ,& | non:mi fon partito dal mornafterio ha mitua dire altro » Allhora Anfrofina detto frate Smeraglio conofcédo che in continente donea morirejlo chiamo infecreto; & diffegli, Imperochelo onni. . potéte Iddio ha finito il mio dcfiderio, & ha produtto a tine & a vittoria il cor- : fo della mia battaglia per la fua vertit ^€he me ha guardata gia ne uà alla cora. »nadella gloria laqua] mi é apparecchia. tà non ti voglio tenere piu fofpefo iu »fperanza di veder 1a tua figliuola. Onde s fappi che io fono la tua figliuo'3 A , fra Leg delle Verg, P fna
^e" CO» ROS AUONTA fina, S tu fe il mio padre Panut io eec -iche tho fatisfato della promeffa che feciche m'hai veduta in quefta vita mà 'Pregoti nonriuelare-ad altri quefto fat to,& nó permettere che altri lauiilmio. €orpo e faro morta fe non tuf. «he nefluno mi vegga nuda fe non tu a «uale fui da te creata , tu chiuderai cot Je tue mani [i miei miferi occhi, & quel la riuefti come ti piace;& perche io pro ^"mifsi alloabbate quando entraiin que fto monafterio che io haueuo molte poffefsioni,& che fe io ci potefsi perfe uerare che io le darei al monalterio ptt oti.che adempia quello che io promil- ,& fappi veramente che quefto & vene prega Iddioper me ,& dicendo quefte parole rende l'anima a Dio Et vdendo Panutio quefte cofe;& vedendola mor 'ta cofi tofto conmoffefsi dentro «tutt? idi dolore & di (tupore ; & cade in terr? itramortito . Et fentendo il buffo frat ' -Agapito corfe laj& trouidomorto fri te Smergalio,e Panutio tramortito m' «rauigliandofi di quefto fatto prefe de^ l'acqua & gittogliela nella faccaj8& cof -Mfortollo ,& leuolló in piedi & diffegl! "hor chaituo mefler mio Panutio? "quello rifpofe effendo tutto ebbro &* ' maritvdine;lafciami ftarej& morire qu : fappi chio ho vedute mirabil.cofe hog" -g5& I uandofi & parrendofrda Agi | K to cof* ' gabile;& fanto luogo & di fantifrati,& .
QOL ANEROSING : Mit t6 €orfe ad Anfrofinae gittoifegli'al of to C bagnandola tutta di lagrime-dicee ua. Dimi figlinola mia dolcifsima per- '€he non mi ci manifeftafti accio fufle rimafo quiteco-per fpontanea volontà?» 'f£uara meccome-mi fe ftata celata beata t€ come fauiamente ,& fotilmente hai » vintcleinfidie del.nemico ,& come (3. « facemente, & violentemente hai prefo. mendo l'abbate gittoísi con gran pian- . to alla faccia di Anfrofina, & diceuz.O he meritiamo di ve & co n gli .Et faceufrati con fepelirono el fatitifsimo corpo nel monimento degli abbati dando laude » & gratie a Dio ilquale in fragil femine ado Éra €ofi mirabili cofz ,& innanzi che fe fe pelliísi quel. fantifsimo Corpo, vno di :Saelli frati che haucna Perduto vno oc «hio gittandofegli »; Y2l:0 ,& bzccia,- dola pei diaotionc;n continente rihe5.- 3 be
Gyepo O9 K SSAONUERBAS 0C -xef'occhio bello, & chiaro: per il qual: -Amiracolo piu crebbe la deuotione,& Ia: ptuerentia de frati, &. dell'altre gentia: - quel fantifsimo corpo,& Panutio com-: punto da Dio granparte delle fue pof-: fefsioni dette al. monafterio, & tutto il xeftanteahofpedali;& a poueri & ad al ri luochi diuoti & pij, & fecefsi mona-' ) -€ho.In quel monafterio & in quella cel: Ja; & in quelletto ch'era ftata Anfrofipnaftette egli; & fece penitenza circa x. anni; & poipafsó di quefta vita có grag de fanitate, & li monachi il fepellirono allato.ala fua figliuola. Et in memoris :di quefto fatto il detto mopafterio: »"egnianno fefta,& anniuerfario & folen - 'ità della morte loro giorificato Dio padre col fuo figliuolo fefu Chrifto & ton lo fpirito fanto ilqual égloriofo in feculafeculorum. Amen. «5 T. Incomincia lalegeenda della glorié- Ja. vergine e martire di Giefu Chrifto fauta Cecilia gentilifsima Romana «-. uw Ecilia vergine fantifsima; effen« í ( ' do nata di gentil parétado,in Re I ma fu nutricata nella fede di.chrt «fo crefcédo fempre di bene in meglio, - «& ftandoincontinne & buone operae | tioni,& orationi, portaua ilcilictó it | fu le carni fotto le veftimenta di feta; Anuocando & pregando continuamen* | t€ Iddio,che [a (ua virginità confe | : "- ju 45^ M ,
A Apr CR ads. X* € c3NS fe& cei molti digiuni , i1 vángelis 1 Giefü Chrifto fempre portaua pel 0 petto.Hora auéne;ch'ella fu difpon:. 4t2a vno gétile giouanedi Roma mol - to fufficiente,ilquale era pagano,& ha: ueanome Valeriano, ilquale perla fna. bellezza;l'amaua táto clie il.fuo animo. non fi poten fatiare, ne pofare fe egli: non fi congiungefsi con let, Auennes - che furorie apparecchiate Ie nozze abó ? danti,con molti ftromcti;& canti;& fo». Jazzi,ma Cecilia quelli fuoni.& €anti: nonhaueuail cuore, tma folo:2 Dio; & . diceua.O fignore Iddiojio ti prego che . tu guardi il cuore e'l corpo mio;& raan . tielo fenza macula; accioche io:non fia - confufa fempre;hauendo;il duro cilicio in füle carni.Venuta Iz notte nellaquas le fu fola nelletto. col:mariro iuo, vos gioi appreffaze, ella non volens - dopitr ce are il füo intendimento diffe - almarito. O giouane; horam; aícolta vn puoco quello che io ti voglio dire; Se tu mi voi gijlrar di te tener credézay: 10 tt diró vno granecteto. Allhora V.aleriano'intoriinció a gitirate ; che pesneffuna cofa manifeftarebbe a perfona - quelló fecreto .. Et Cecilia diffe , iodho : con meco l'Angeló di Eddio , ilqual ca grande"fellecitndine guarda il.cerpa mio da ogni corruttione; & fe egli fenz tifsi che tu ti volefsi appreffare per ca, gione d'amore carnale, incontinente di 3 ' molüracbbe.
y Y E $AN TA moftrarebbg in te il fuo fürore , & pese derefti il fióredellaitua gratiofa giouen tima s'egli vedràche.tui miiamr có pur to.amore,coframerà te;cóe me, & mos ftreratti la fia gratia Valeriano diffe , fe tu vuoiche io ti creda , moftrami-que« fto Angelo:di Dio, & fe io vedró verae mente che fia angelo di Dio , io ti pr: metto di fare cio clie tí mr comanderai fe tu ami altro huomo; dicoti, che io tf vccidero te & lui.Cecilía diffe,fe tu. vot: credere a Clirifto;&ceffere vero. Chris ftiano,& farti battezzare, io ti dico che, tu potrai vedere l'Angelo.come io. Dif fe Valeriano;che mi purificlierà, accio» «lic tovegris FAneciorDiffe Cecilie vno vecchio. mint;accioclie: meritine di vedere l'an: £gclo.Diffe Valeriano, doue andremod ccrcare quefto vecchio»Diffe Cecilia, và tre miglia fuori dellaterra ,alluoce: che fi chiama viaappia, nelqual luocó: | trouerai.i poueri che: chieggonola li* mofina'a vtandantisde i.qualiiofio haue to fempre:cura ,,& fanno. bene gli miei fecretiqnando li vedrai;.darai.alloro la: mia.elemofina,e dicaialloro daimia pat: te, Cecilia. mi máda a voi; accioche voi. mi monftrate fanto Vrbano Papa, impe soche io gli. ho: a dire: certe parole da fua parte,& quando tu Io vedrai ,. digli eutte le mie parole ,& egli ti purifiche» "x mo£treratti ; & veftiratti. di. veftie V ilqual fapurificaregli huo. á mcenH ^
LC Eu E X As 186 menticandidifsimi co quali incótinen: t€ cüe tn farai intrato in quefta camera, vedrai. l'Angelo anto, ilquale. farà. diuentato tuo amatore come mio,& ogni. £ofa che gli vorai chiederetifara . AT lhora Valeriano and5; & fecondo gli fe gni che Cecilia gli diede , trouo. fanté. . Mitbano;papa, ilqual. ftaua: nafcofo per paura de pagani. Etquando: egli hebs be dette tutte le parole di.Cicilia, e lisingenoccliió & leu. le mani; al cie o- €6 molte lagrime & diffe ..O.fignor glo. riofo Giefü Chrifto feminatore di. ca-- fto configlio , ricogliil frutto: del feme: ilquale tu hai feminatonellatua. ancils. la.Cecilia;la uale come vnaape ti fere. uc;eccoche i]tuo fpofo Valeriano , ile qual'era feroce: come vn leone , ellalg. manda a te manfücto come vnagnello;, Et dette qfte parole, fubitaméte:ap at: ue innanzt alloro:.vn bellifsimo maffaio. . bianco veftito Civeftimenti candidifsi mi,& in mano teneua vn libro:critto di. lettere d'oro. Allhora Valeriano: per là: páura che hebbe, cadde in. terra: coma: morto,quefto venerabile maffaio. il 1e uo diterra;& diffegli ,: clie legge(si in. uelibro;nelqual fi conteneuano ques. € parole.Vno e il.vero Iddio, Vina e la. vera fede, Vno eil vero battefimo.Ving. Iddio padre e di tutti;ilquale lopra tuta. te le cofe;& in tutti aoi.Hauendo lette: Valeriano: quefto parole » il maffaio Ia; 4 dimandà
* |j 00 peE SAN. TUA jfa; Et poi che fü Dattezzato hebbe gra: cie da Dio, &'moltovidde l'Augelo di: Dio. Era in quel tépo prefetto.di Roma vao clie haueainome Dalmatio;huo: mo infidele 4 & crudele ,. ilquale quaft-- to potedera cantro alli Cliriftianit , fa-- cendo vccidere quanti alle mani gliene veniuano, & quando erano morti face-- ua gittaie li corpi loro nelle vie,& nel* le piazze, & fion li lafciauz: fepelire pet. piu ftraccio,& p.impaurire gli chriftia- ni.Valeriano:fpofo di Cecilia.có Tibur tio.fuo fratello àndátano là notte cela taméte,& có gráde diuotione fepeliuario quelli-corpi anti, & faceuano gran. ]imofine alli poueri cliriftiant che ftaeafo celàti per paura de pagani;per laqual: - €ofa fürono-accu(ati a Dalmatio prefet* to.Dalmatio'incótinente: li fece piglia: re;& demegli in guardia a: vno c Tiauca: nome Maàísimo, ilqual li meno allà;fua: .camera a guardargli; & Cecilia incótiméte.la. mattinaandó allà cafa doue glii €ràno a cófortargli:dicédo. Hora cauaslieri:di Chriftos iig dd cápo del: . la battaglia;cóbattete ft valéntemente,. . che liabbiatela corona eteinale , & iacótinente per comandamento del preefétto-fürono: menati füori di Roma 4: farli facrificare a gliidoli; Tiburtio ;& Valeriano vedéndo-gl'idoli fé nc fece no. beffe , &- difíeno s quefti idoli fono' pera morta fattapenmandi iuomo;& UK non:
. €*&Gp tra. He Bon fono iddij;& nó vogliamo fárloro: Huerétia,ma facciamo riuerétia: a Tefi cliriftojilquale € vero Diiofignore. def: cielo,& della:terra,& in.lu i'crediamo; p qual cofa.no volédo-facrificare amen, düe füronedecolati,& l'anime loro fur; Bo vedüte dagli angeli effer portate imi cielo;iqualtvedédo:i pagani: diuétorno: fideli Chriftiani; Cecilizandó [z^ notte: €ó li chriitiaoi ch'ella potenz liauer oce cultaméte,& có-orationis.& laudi diui. nedittotaméte fepellirono quelli: (anti: corpi:D'opo queffo Dalmatio prefettocomincióa cercar le poffe(sioni di; Valeriano,& di Fiburtio fece prédere fam. ta: Cecilia; accioclie eHà le: infegnaffe.. Et vedédo che l'era chriftiana; I lufin-- gaua:che negafsi Tefit Chrifto, & ado-- xa[ sili Idoliloro;8z (2 no.]; volefsiado rare,diffe alla fna:fami glia,fatelamelro: 'tormentare.Cecilia; vedédofi fra. tanti: cauaglieri che la guardauano ptermen: taria cominció-loro 2predicare, €:dire,, grade allegrezza: e ame ogni fupplicio» clie riceueró-peramor del mio creato . fe clirifto;ma di voi m'inerefee ch'io: vii Veggo:cofi vbbidienti:a tutti-iceman.- daméti de voftri maluagi'fignori; & n5; "wbbidir al! nofito Creatore: clie-vi. 4a; - yebbe Ia:eterpale beacitudine Coo... xo liauende:le mondane. compafítioni.]a: Puno, eaey con molte pianto, ak diee. mano « Qr pulcella Gentile Piarciarisg: Kg j : . volew
mehaitu sSomex&ella diffejio ho:xnome — ; € eec ilia;Dalmatio diffe dr che códitios / sr DUECSONUN T R0. voler perdere tanta gratid,8c morire'có fivilinente; Ciciliarifpgndeuz: O fto? ^. ti'que(to non e perdereanzi e cámbiàre ' il f3020 có l'ero;la merte alla vita'etef* na;la pená alla perpecuale gloria. Dis : cendo Cecilia quefte & altre fimili pae S . lé le guardie clie lateneuauo furono ' E * . comuertiti,&& comincioruo a'gridarez . Noi ctediamo veramente a Chrifto; 8 fámo fatti Sdeli/Chriftiani, perle tue veraci,& fante parole. Là notte vénnc farto Vrbario papaalla:cafa.doue Cic diaera guardata& battizzü quattro cÉ^ | j ro liuomirtiquali fi conuertirono alle faite parole di Cieilía;Rr alle fne moni | à. tioni. Quádo Dalmatio prefetto inte» — fe quefto-fatto;mandó per Ceciliaj& fe. - celavenire dinanzi da fe;& diffele cos» - nefeitu? Cecilia rifpofe, fono nata altá mentéfecondoquefto fécolo;& fono f deleChriftiana. Allora Dalmatio pre fetto diffe,hor nó fai'tu quáta e ]a mia potentia;che l'hai cofi per niente,faped do che ioo cofi in odio tutti chriftia nij& poteftà di vcciderli. € ecilia rifpó fe;la'vofita'potentia, & devoftri fimili ^ e cóme vno palla pienó di ve nto,ilqual efleuido forato folo có T'ago torna nien te. Dálmatio difle;noi fai tu che gl'Ine peradori Komani IHánno' comandatós , che fiato njorti tutti gli chriftianz - : EL au t RÀ SN ^ DENT E o. td
YE V6ENÍA 19 80" vogliono negar. Chrifto, & adora» . 1€ ]i potenti Iddii noftri»Cecilia rifpo- 3meglio e ben morire che molto viue. 1e.Dalmatio diffe;prendi qual piu.i pia. C650 adorate gli miei idoli & negare di . eílere chriftianao effere morta crudel- , mente,pcroche.tu mi fe accufata che tu , . induceftiil tuo fpofo;& il tuo cognato . a quefto errore, onde perderono le per a fone.Cecilia diífe,l'accufa di color che ^ me accufano ea me molto cara,& la pe. na di che tu mi minacci,mi e grande al-- legrezzajfi che di cio non temo.Dalmia tio diffe, come parli tu. con tanta fuper-.: bia contra di me;che procuro di fcapax..: ti da quefto pericolo fe io potefsi? Ce- -- ilia diffe , altro e effere füperbo che e gran vitio , altro e effere conftante , & orte qnando fi conuiene che e grá virtute,fpecialmente peramor del miofiuperbia , ma con fermezza della mia fede. Allhora Dalmatio la fecerimenare * alla fiià medefima cafa, & fecela metee-.- re in vn gráde vafo d'acquaj& difotto fe. : ce mettere grádifsimio fuoco;accioche cofi morifsi. Et effendo Cecilia inque. ^ fto bagno tutto il di,& la notte fempre : bollendo fortemente, ftaua allegra cos. me s'ella fuffe.i diletteuo! lnocolandag dofempre-Iefu chrifto fenza pena nif nà.Dalmatio vedédo duo fu forte tur. àt05& difle;non € da fta; €oléiinmal, - "
T boE SANTA te pene ;ben.veggio ch'ella non teme tórménto alcuno , andatelaa decollare: deutró a quel vafo.quella maga. Allhorá ihdó.vio,& detteli tre colpi;ftando els à fempre con le mani gíünte alla ora» tione,& lafciolla per morta, & partifsi. Lanotte veneno li chriftiani;& trouas ronla anchor vitia, & molto fi: marauizgliauano.Ceecilia diffe, Io ho-dimanda: toa Dio-di indugiare a morire , pero: he innanzi ch'io muoia , voglio la cafa. mia fare chiefà confecrata al'mio figno: 16, & predicar la fua fanta fede & li chri: ftianicon grande diuotione ricoglieua: Roil fingue delle ferite per fante reli quie... Et anta Cecilia cofi ferita. viffe: tre di predicando continnametela. gen. ée clie vi vbniua; & molti pagani ltuomi. hi & femine conuerti alla fede chriftiana, Infra i quali tre di vi venne fanto Vt bano Papa con li fuoi Cardinali é cleri . €ioccultamente,& quella fuacafa doué: fü martirizzata in fira prefenza confecro- Ja cliiefa laqualal di d'lioggi € vennera: bil chiefa in Roma.Poi clie labeata Cé:— £ilia-bebbe admoniti li: chriftiani , &^ conuertiti molti pagani orando,& laudando Iefu Chritto con li chriftiani irrfieme l'anima fua fü portata da gli Aageli alla eternal'gloria.. Et papa Vrba* no fantifsimo abchora egli venne cof tutta la chierefla;& Chriftiani oceultamente,& fepelironla.in quella chiefa c6 * grandé
EVOGENDA|) , 193 $randereuerentia doe Iddio dimoftra. molti miracoli per il füo amore. Amén. fu Chrifto - 1,7 XO mmodo Imperadore nel feti: $,,56itto alle eggidi Ro nauiordino,. & atutti dI! che *: ado pauano.ne] lar. te magica cüriofaméte pofé finej& non: pmiffe cle gli Giudei fufsino nominati. & ordinó che li chriftiani-ftefsino dala. gi d'Aleflindiia& effo. Philippo: pfetta, di Aleffandria auenga clie fufsiipiuami, £o de philefophi che aiutatore , & fufsi. auoreggiatore de gli Idoli;non di me.. no inteto alle füpfticioni; & offeruatio- ni de Romani;quelle come huomo lea. Je: ófferuaua ; nom concordando alla: regione , ma piu tofto;alle erdinatione 3 dii
ATO. 2 5E S ANTAÀ dd de Romani . Ét effendo perfettifsima- ' metitéammaeflrata Eugenia fua figliué* Ja della fcientia mondana;non folamen . te haueua. imperito a fingas latina;e la grecca,ma etiandie philofophia.Eaqual. Eugenia era dii nobile ingegno; &Áü capace , & di tale memoria: che cio che: effa vdiua dire;o che vita volta leggen:- do poteisicomprendere la ritenésa ne]- la memoria; Era Ia detta Eugenia bel- Tanellà faccia, & delicata nel corpo má. molto era piu bella nella mente. Et efz fendola detta Bugeon di età dia nniquindeci fu dimandata per fpofa dal fi ;liuolo di Aqnillino confolo di Roma, . Étefiendo dimandata da Philippo fuo. adre fe ella: volena acconfentire di.efer difponfata a coft nobile giouane Rà : . tnano,tifpofe Eugenia;& diffe, che non: &oleua,& foggiugnendo il padre le diffé;Figlittela mia;tu fe hoggi marin tem po; &: fei domandata per fpofa da pid . e nie; hora vuoi tu che io ti dia per pofaavno diquelli giouani che t'addi mádano?Rt hauendoft deliberato Euge. nis di offeruar virginità, rifpofe che n vdleua effer fpofáta a hiomo mortalec Rtleggédo vnà volta Eugenia nella fa^. cra fcrititra; le vene alle mani l'hiftorià: di (anto Paülo Apoftolo della dottrina elre dette a (iptà Tecla delf caftità, la* qual occultaméte leggéto ogni di pian - gei: Ecauctigasche' ella fu efotta à "ue cura.
a c " [. v r^ i ICY X "X p 195 &dta del padre, & della madre liqual Cano pagani, non dimeno con l'animo. comincio a effer chriftiana.k 2g dsl 'go vn.di i1 padre;& la madre che di gia: tta la lafafsino andare a vifitare le potfef^ fioni & le ville , & li Itochi füoiItquali. | rano nelli (uoi borghi di. Aleffandria ,, ne liquali füoiborghi habitauanoi chri - ftiani p il comandaméto ch'era ftato fati . €o loro.£t hauédo riceuuta la gratia del padre, & dalla madre di quello;che effa "gli haneua addimádato;preftamente fíli "3n ful carro có Proto & Iacintho equal Mifino della fua pueritia erà iti có leral a fchuola. Et andádo in ful carro nella villa& giungedo advn füo borgo doué "habitauano alquáti chriftiarii,vdi i detti €hriftiani falmeggiare,& cautádo:dicea :ho cofi » Siano confufi tutei coloro che : , adorno gl'idoli, s coloro che f; glor no nelli loro idoliiperoche tutti lido Ji delle gétifono demonij mal DDürd Iddio fece il cielo, & Ia terra. Et vden- 'do quefte parole Eugenia fofpiró ; 8 diffe a quelli dui fergenti iqwali efa ha- &eua con lei,cioé Protho,& Hiaciatho, lo fo che con meco infieme Ni fiate ammaeftrati di lettera latina;& erecca, Eledegne, & iudegae cofe , & Fatti de : a huomini habbiamo lette infieme;& - € fcritture,& detti di Philofophi, & fil; logifmi con grande, & vana fatica & j A -- : :] " €oà gráde ftudio da loro fac; ; & molti Ícropu
esto 0PB ROUSUAONOT A 200000007 fcropuli habbiamo veduti, & difprtatiy* & ancho tutti gli argomenti. di Áriftos tilé;& di Platone, & di Ideas;& la fetta de gli Epicuri,& l'ammonitioni di So- . cráte,& filen:io di Eliftoia,&.accioche in brieue io.compréda tutto quello clie. Canta il poeta,tutto quello che gltorza toti trouano, tutto quello che il philo &opho volfe dire & péfare,inqueítavna fententia fi conclude; laquale li chriftia: -icantando & ballando dicono, & voi; l'hauete-vdita,laquale fententia dice.co fi. Siano cófufrtutti coloro che: adoraho gliidoli;& che fi gloriano nelli loro Iddii;ma il noftro Iddio fece il cielo & laterra. Allhora Eugenia Proclo,8e Hiacintho feciono concordia infieme dellaveraj& catholica fede , per laqual eísi potefsino;perirenire alle fecrete có . fe della diuina ferittura ,& diffinirono tra loro vno animo di non. partirfi mai l'uno dall'altro ,& poi diffe Eugeniaa Ptotho'& Hiacintho;la vfurpata fignó ria del mondovi fece miei ferni , ma la fomma fapientia mi fara voítra forella: Siamo adunque fratelli fi come 1a diuit.a potentia ordinó ;& nó fi come fi vat ta l'aumana malitia. Andiamo infieme alli chriftiani , & per niffuna .cagione ci parciamo l'uno dall'altro , tódatemi pri ma li czpellij& poi fi come io ordinerà andr:mo alli chrifliani , maio ho vdito dire d'un vefzouo che ha nome Hele* ne
: BNSGIEGQNSI A 4 0104 mOo;delquale e quella habitatione, nella; quale fi odono di notte li chriftiani can. taral (uo Iddio;iquali quante volte not. ci fiamo paffati. habbiamo vdito falmeg Biare,ma( fecondo che fi. dicc) quefto fanto vefcouo'Heleno di molte, & và. rie occupationi e occupato. alle. fue 'Chiefe,& peró ha ordinato vn prete che, ha nome Theodoro propofto & maga 'giore acoftoro che atttendano il gior.. no,& la notte alle.diuine laudi,delqual Theodoro tante "mirabili cofe fi parra» no;& infra l'altre cofe fi dice dilui, che orando cacciali demoni, & illumina li ciechi,& fana el'infermi,ma certamente io ho intefo che alla congregatione . di quefto Theodoro quando. fi raguna infieme a laudare illoro vero Idd:o nó wuole;& non foftiene che femina alcu- ^0, 1:t cófiderando io-que- - fto peufo che mi conuicne tondare i ca pelii,fi che quando fi raccoelietapno a laudare il loro Iddio €i lafcino andare conloro, & a voi COuerra vcnire l'uno - dall'unolato del carro, & altro dali'al to,& gli altri andaráno innári.Et quando faremo gionti al luoco metteretemi 2 terra giufo del carro, & voto.che farà il carro ,fia mandato preftamente nella 'Città,& noi tre in habito d'huomo infie Ame ce n'andremo all'huomo di Dio; configlio di Eu enia piacque.a Protho & a Hiacinto, tla lequente notte fe- - iu, coudo ,
(st 0D E: SSASNS TUA Eugenia diffe, padre noi fianto cittadini di Roma, & l'uno diquefti miei fratelli hà nome Proto;& l'altro Hiacinto,& io Eugenio fono chiamato.allaqual il Bea to Heleno diffe; drittaméte fei chiama« to Eugenio , peroche virilmente como - lüomeadoperi,& perofappiche perre — uelatione.del Spirito fanto.noi ve deme mo chetu eri Eugénia femina del corz poma danimo: virile.come t" venit ua; & come:dtti duoi fono tuoi ferüi;il fidole fi ha degnato di riuelarmi come: gratiofifsimo habitaculo nel tuo corpo: li ha apparecchiato guardádo il premio: della virginità; & fchifaddo le lufinghe di quefto módo ingánatore;& fappi che la tuacaftità patirai molte cofe aduer jma colui alqtia! puratiéte,& intenta« métetifeidata non t'abàdonera, & pok.— firiuolfe a Proto, & Hiacinto & diffe loro. Nella feruitu de corpi vofai haut te tenuta gráde li bextà nell'animo, on« de mi parla il mio fignor Iefu chri(to 8e dice. Inuerità vi.dico,che io nó vi chias. mero feruiymaamici;itnperoche vi fiate — Cócordati con lo fpiritofanto;& d'um'a.— nimo hauete cófentito a faluteuoli ama eftramenti,& alla gratia di Chrifto ficte peruenuri, & riceuereteil trionfo dell&.— vittoria& il prezzo della compagnia di Chrifto. Quiefte parole parlo il beato. Heleno in mezzo di loro, & comando 4 ; Eugeniache fi fefsi cofii habito d'hua £m; v mo - e nw
Im EOCGOESNOIGA c 198 mo come l'era.; &.nonla lafció infino & tànto che infieme egl'hebbe battezzati & póililafciój8& ráccomandolli al mo-. Dnaiterio fi; come.efsi di gratia haneauo addimandato.Hor torniamo a quel tem. . ponelqual Proto;& Hiacinteandorno. via.con Eugenia. H carro emis. era am . data Eugenia con tanto;& fi folenne ap. parecchiamento 4 & li. Santi che.erano. andati intorzo alcarro-per..compagnia. di Eugenia tornandoindietro colcar- . ro voto giunfeno dinazial palaggio del. padre ; & della madre di Eugenia Et ve-. . dendolamadie-di Eugenia effer venutoil carro, & Ii fanti hebbe molta alle-- gucci ues ape fimigia inane Carro cr 1andare incontra: 3lla (a/figliuola Eugenia. Ettrouando: Fapparecchiamento in ful carro; & non; trouandoui la fua fielinola ;& vdendo. dalli ànti quello che era aduenuto., le« uo vn grido con grande pianto,& infies. me cor lei fimilmente leuorono gran. de vrla,& grida & pianti tutti quelli huo.. mini,& donne che erano con lei, in tan, to che tutta la città n'hebbe. admiratio. ne;& Ie perfone mafchi,& femine, grau; di & piccoli vdiuano come Eugenia'era, perduta ne: faceuano: grande. lamento, & pianto; Piangeuail padre la madre, laloro cara , & amata figliuola Euge-; nia.Piàgeuano li fratelli laloro Cara Rc. amata lorella.Pigeuauo li feruila loro, üt Ww. 4 — humi
Z4 D B5 ANT: Ai fhumile madonna, & tanto al loro benigna: Piangeua tutta lacittà, & ftauait dolore; & anguftia, & tribulatione -Et Philippo prefetto padre di Eugenia fe ée inquifitione per tuttala prouincia che egli fignoreggiaua della (ua figliuo Ja; facendo cercare per città , & per caftellajper ville,per bofchi & felue;& fu. per li legni del mare; & per monafteris di donne,& noritrouando la fua. figliuo ]a Eugenia; finalmente ricorfe alli indo uini, & incantatoridi demonij dicendo aloro che li douefsino. dire doue Euge nia fua figliuola fufsi arriuata; & accoz- .gáti che furono infieme quefti indouini, - & incantatori , & gittate che. hebbeno le loro forti, & le loro incantationi tuts ti s'accordorno infieme;& diffeno.a phí lippo prefetto come li dii: haueuano rà pito iti/cielo.con loro Bugenia fua fi gliuola;& Philippo credette a gli indo uiui,& incantatori quello che eísi dicee vano della fua figliuola. Et Allhora il pianto di Philippo fu conuertito in gatt dio & in allegrezza, & per la rifpofta dí quelli indouini , & fece fare. vno idolo d'oro (colpito alla figura; & fimilitudine della fua figliuola Rugenia;& fecelo confecrare fecondo il loro modo;& fecelo metter tra] numero de loro iddij, & cominciollo a venerare , & honorare, & nó facea minor honorea gl'idelo : della fua figliuola che a gli altri idoli co
YYGENIA | !99 €ofi voleua che füfsi adorata per Iddio Ia tutti li cittadini , ma Claudia madre di Eugenia di Anito ,& di Sergio fuoi. ratelli non poteua ritenere alcuna con folatione,ma ftaua in continuo pianto; & lamento , malabeàta Rugenia ftaua nel predetto monafterio vettita come huomo & con animo virile, & ftauaff afsidua alla diuina elettione , & ne digiuni parlari, e nelle operationi vitttiofe, fi che in breue tempo fece del cuore fuo vn memoriale,& vno armario delIx: facra (crittura come prima hauea fatto: de libri de poeti é de philofophi , fi che efía (apeua a mente quafi tutta la diuinà fcrittura.T anta tranquillità;& manfuetudine era nell'animo , & nelcorpo di Eugenia che tutti diceuano che effa era del numero delltAngelinon cono- Ícendo pero che la fufsi femina. Chi ha rebbe potuto compretidere che fufsi fe mina colei laqual la virtit di Giefu chi. fto, & la immaculata virginità cofsi di feudeua ? laqual (come 11 douea effer fa ticof2) l'amaua pit che perfona alcuna; Effa fi humiliaua a tutti; & la füa humil4 tà a tutti daua admiratione,& effa a tuttifi confaceua , confolaua il mefto , & col gaudente fi rallegraua , mitigaua lo adirato,& humiliaua il füperbo có le fue fante parole, & col fuo efempio, niuno prima diletera trouato ftar in oratione, Effa venne in tanta gratia,& ináto cos. nofci-
V PIS D B Ss AUN. TA aofcitmento di.Dio,che qualunque faf-? fipofto in dolore o ttibulatione;o fusi. infermo & elffa il.vifitafsi, incontinente.- ognidolore & infirmità andaua viag GC. ritornaualafanità;& ogni tribulatione. — per le fue. parole fi dipartiua daltribula.. to, Protho& Hiacintho i quali erano; in fua. compagnia feguitauano le fue ve ftigie,& erano in tutte le cofc feguita-. tori delle fue opesationi.Et il tezzo an. no nella fua .profefsione l'abbate ch'era. maggiore delmonaíterio meri -Onde a tutta quella congregatione parue che Eugenio fufsi fatto-loro abbate non,co noícendo che fufsi femina, Allhora Eu. enia fapédo di.fe medefima come era. mipa;dubito di quefta eletttone di nó far cofa iniufta de effere fatta maggiore, fopra gli huominiEt vedendo che tutti lapregauano che ziceuafi l'ufficio , &. . otendo fcampare da loro. preghi diffe. oro.Io vi prego fratelli che voi. mi tec. chiate qui preftamente il libro de vane, gcli.Et effendoli.reccato innanzi il det-: to libro diffe Eugenia . Quante volte fi vol fare alcuna cofa., e d'afcoltare prie ma quello che dice Chrifto. Veggiamo gius in; que(te. noftre. elettione It. uoi comandameti,& li ammaeftramen.- tj fuoi. attendiamo. Er aprendo-il libros. & cominciando a leggere trono quella. parola del vangeli(ta che dice. Dixit Ie: fus.difcipulis fuis, e poi piu oltre eges.
QoS 0 BVUGEONOI AP w | $00 S dice; Non fapete voi che li- Prigeipi- delle géti fignor reggiano color,di cui iro maggiori?ma appreffo di voi nott € cofi;ma chi fra voi vorra éffer maggio: . Ie,dinéti il minore, & chi fra voi vorra : effér Signore,diuenti feruo di tatti , Et: volédo 1o fare 1 voftri comáadamétidiffé Eugenia , A dare audiétia.alli vofttt preghi ho deliberato di riceuere l'uffi^ -€10 & effere priore fra voi.Et vdendo lb. comádaméti del fienore lio: deliberato; dipormi vltimo alla voftra.charita. Als liora li animi di quella: fanta congregas - tione fi zallegrorno grádeméte del coni fentiméto che Eugenia hauca fatto ti-« ceu&do l'ufficio del prioratoyma Eugenia tutte l'operevili del monafterio le qualietia foleua fare cóe pfona vile, & . poco humilméte;& álie&raméte, rieenctte à far cóe prima faceuz,e con - maggior feruore che primo tutte lefas ceua;cioe portare l'acqua alla eucina;&o. ptuttoil monafterio dóue bifognanay & fpazzaua il monafterio;e portaua uia: le inmmonditie, & nettaua 1duoghi brue. ti & fpezzaua le legne;e poi'cofifpezza: tele portauaalla cucina & 1 dlli luoghi doueb ifognaua, & aiutaua hi ifermi e. egni loro immóditia mondaua & netta, : uae fofteneua & cóportaua, Eteleffe la fua habiratióe € cella t dHocodouehar - bitauzil portinalojaccióche ella no mo; flrafsi effer maggior del:pottinaio.Ces eu Qu foe
Urs 98 SANTA eo ella procuraua follecitaméte la profettioneé de. frati & l'ordiue del falmeg: giare, & dellaudar Iddio fortemente — guardaua prima;terza, fefta,nona,ve^ Ípro,compieta, hore notturnali & mat | tutinale fi cautamente follecitaua che. ra li pareua offender Iddio fe alcuno S E ntl snae patio di tempo preterifsi per modo alcuno lenza laude di Dio;& in quefta o* perà cominció ad effere molto chara, & gratiofa a Dio;fi che mediante le luc operationi effa cacciaua li demoni de corpi indemoniati, & a ciechi rendeua il vedere,& a fordi l'udire,& a gli attrat ti l'andare, perchefon moltelefue ma. | rauiglie, troppo farebbe longo a natrarle tutte, ma delle. molte ne diró vna fotto breuità quanto potró , Vna nobil matrona di Aleffandria,laqual hauea no me Melantia, vdendo la fama di Euges | nia venne alleial monaftiero credendo come credeano gli altri ch'ella fufsi | mafchio, laqual Melantia era ftata infer ma di febre quartana piu che vno anno: Eteffendo la detta Melantia vnta di olio nella fronte dalla beata Eugenis - fubitamente ogni malatia fu andata via; | & fu perfetramente liberata , & fanatafi che con li fuoi piedi allegramente ri^ tornó alla fua caía,peró che la caía do* uc habitaua cra affai preffo' al monaftexio. Et eflendo Melátia guarita, & giot ta à. cafa fübitamente fece trouare tí " Wer (UM 1 napp!
2o EVGENIÀ 2f nàppi di argento pieni di moneta , & fe cegli prefentare all'abbate Eugenio: in. recognitione del beneficio che ella ha uta riceuuto; ilqual prefente l'abbate Eugenio non volfe accettar,ma rimandogliele indrieto , & mandolle a dire , Melantia noi abondiamo di tutti li be. ea LER prego che quefte cofe [e ia a.coloro che n'hanno necefsfità. Et vdendo Melantia quefta imbafcíata , c vedendo che la beata Eugenia non ha. uea riceuuto il prefente che effa li; hauea mandato,fi contriftó molto,& inco minció a pidgere;& poi fe n'andó al mo nafterio dell'abbate Eugenio con mag Bioridoni chenóo erano (tati eli primi, & ogni cofa gli prefentó , proferédo gli di dare ancora maggior cofe.Allaquale l'abbate Eugenio rifpofe humilmente, che non haueua bifogno di alcuna di. quelle cofe,& niffuna cofa Hceucdo Me - lantia fi parti dal monafterio, ben edifi cata, & daquella hora innanzi'la detta . Melantia f prefe per confüe Ef —— d tudine di: andare fpeífo a vifitare lo abbate,& Eu. genia per le fue virtudi,& peril fuo dol ce parlare non era conofciuta che fuffefemina,ma credendo che fuffe pur huo.. mo. Etingannata -Melantia della (ua. bellezza, & della giouentiy di Eugenia, & cadendo nella concupifcentia di ler. & non credédo effer (anata pla fua fantiráma per qualche altra. medicina che. -clla-
TEN p'€A SANTEM. i ella hauefsi fatta, pen(aua & poi ripete - ftia che la beata Eugenia: füffe cupi da;& volefsi maggiori prefenti , & piu: pecunia che:effa non gli hauena prefen: tato; & cominció a proferir maggiori. doni,& maggiori prefenti che prima he - quali doni;& prefenti labéata Bugenid — iButando con dolci parole diffe ch'effa: x clt detsia chi n'haueffe dibifogho , per3che il monafterio era abondante , &: non hauea: bifogno:, rimandollaa cafa con molte faute Pee parole. Etrii tornata che Melantia fu a cafa; & confir: derando per fa medefima come. era fta ta riceuuta dalla beata Eugeniainftiga: ta dal 'maledetto demonio declipo 2: - gpaggior pericolo , & ardendo de illick tà concupifcentia verfo-di Engenja.s ins. fiofe d'effer amalata, & mandó adire à . Eugenia ch'efa il pregaua che. li: piacé(Si-di-venir à vifitarla ,conciofia cofar ch'ellaera amalata;, & cofi idifcédendo : Eugeniz alli preghi di Melantía chari tatiuamente ando avifitarla.Eteffendo entrata nella camera di.Melátia dinanz al fuo letto,Melantia mandó fuori del« Ja camera tutta lafua famiglia ; & pol | cominicio a dira Eugenia, O Eugenio" di & notte dentro:a me veggio intolle- — xabile amore inuerfo di te, pregoti che ^ * n. piaccia.confentireal mio ardentede^ fiderio , io.-non poffo trovare s1cun It». medio alla mia. intollerabile. £iria s: fe ^ d. ti. í
| ESY-6 EON pk, 02:07 fi ion m'acconfenti;& bifogno,e.ch'io: . t facci ignore , & maggiore di tutto quello che io.poffedo,& ecco grandez- Za di poffefsioni, & infinite ricchezze,. €cco infinito numero d'oro, & d'argen. to,ecco infinito numero di famiglia, 8z- lagügnire della.mia natione e grandiísi-- . fsima-In quefto auno fenza. figliuoli: fonrimaía & fonorima(a vedoua, io o£ fero atetutte quefte cofe , & voglio: che tu ue fia figaore;& nó folamete di quefte cofe,ma etiádio dime medefima: . voglio chetu fia fignore & maggiore. — confenti pregotial mio detto & al mio defiderio,& no volere affligere & tor-- métarte medef(imo có táte varie & gra. uiaftinentie,ma piu tofto piglia cóíola.- t:0ne;& ripofo poi che tu il poi hauer fopra di me.Et dicédo Melantiaáfte pa: xol; & fimig]iáti a Gfte, !a beata. Eugenia có la faccia turbata, & cog. Damme tranquillo zifpofe& diffe.O Melatiala, nigredine tua, & il nome tuo fno teft moniapza della tua pfidia, gráde habita. colo hai. apparecchiate. da. te fteifa aL diauolo.O 1ngànatrice & fallace Melà tia partiti da ferui di dio,poche noi ado... .periamo.altriméti che tu nó'ti penfi , le tue ricchezze.habbino color che fono. - fiiltate,poche anoi diletta dimendi. care có chro;poche allat.e ricco chi có dripope rouen Fosceno adiu | Ipiicetia dlle.cofe che tu
$e DC SENTAÀ mo diffe. T epo é di parlare, imperoche if tépo del tacere é andato via,io defidera?- uà di vincere tutto quello che m'era ap* pofto con la folaloro parola;& có la fo* la loro.conícientia, & fatto di cofi fat ta accufa riferuara punire al'altifsimogiudicio, & la mia caftità pura, & netta: riferuar,& dimoftrar folaméte a colui a? cui io l'o offerta , ma accioche la falacé' audacia non fi glorij , & pigli ardire ne^. ferui di Giefu Chrifto; in poche parole: efprimeró la verità : Nó é vantaméto di vana laude, ma é gloria del nome dile- — fu Chrifto , tantae la vertü del 6me di: Gieíu Chrifto,che eriádio le femine pofte nel (no fanto timore acquiftano dignità d'huomo;& non fi trous diuerfitd: nella fede di Iefu Chrifto pche fia liuo-: moo femin; cóciofia cofa che il beato' Paulo apoftolo maeftro.é dottore dt tutti ]i chriftiani dica; che appretfo-Id» dio nó à differétia, o mafchio; o femina che fia. pero che in Chriftotutti fiamo vio.Io prefi có feructeanimo la norma & laregoladique(tofanto maeftro P30* Io Apoftolo;& c6 tutta Ja intétione del. l'animo io prefila imaculata vereinitàs la cófidétia che io hebbi in Iefu Chri ito,accioche in habito d'huomo femina. nafconde(sima effendo femina fortemé tein habito d'huomo infino a jfto pun to hoportato la virginità,laqual in chtV fio defidero(amente io bbc E T in ——m gegen mne — MÁS
- - * ! .. EN OGIENODAOA — 206 fmaqnetto püto ho:tenuta;&offeríiatá. al mio; dolcifsi mo fignor Iefu- Chrifto Et mentre che Eügenia:diceua quefte pa. role;& fimili a quefte-fi.prefe ilvefime to fuo dallato difotro;& flracciollo infi. no al petto.& Et flendo ftracciato il ve itimento moftrando le ca rni nudedimo. ftró a tutti quelli-ch'erano prefenti [7 me cra femina; &. come Melantia, & la fua famiglia fi métina falfaméte.di quel lo che l'haueuano accufztà,& poi Euge nia diffe al pfetto.O Philippofecódo la carne tu fei il mio padre;& Claudia àla mala madre, & á(ti due che fono allato ate;cioe Auito,& Sergio fono i mieifra X. telli;& fono Eugenia tua figliuola laqua € p amor di Ie(u Chrifto tutto il módo có le fue dilitie riiurai;8 come vili l'ho fprezzate;qfti dui che Íono qui có meco no Proto, & Hiacinto miei CÓpagni, iquali m'accompagnauano quando ido andauo alla fchuola . Il mio fieno; e. fu Chrifto mi e ftato tale , & fi benigno & buono aiutatore che per la fua mifaticordia mi ha fatta vincere ogni carna lità , peril cui feruigio io mi credo laciare ogni carnalità;al cui feruigio mi credo permanere infino alla ine. Et conoícendo. Philippo perfetto ]a fua figliuola Eugenia, & li fratelli lalor fos &li SCHEMA madonna cor(oro adei con 2ràde denotri inf tia di tutti li Popoli có pi Sin prefep- : | 'O. ptànto di letitia l'abbrac.
| Ast o5 ROSA ONTWO. f'abbricciorono , ma il padre tiom fi pa tea fatiate di abbracciarla & di bafíciar-: lajilquale lagrimando dicea.O figliuola sia Eugenia come fe ftata tanto n: cellata, & quáta amaritudine hebbi el tuo celamento , ma horá l'amaritudine: — mi é ritornata in dolcezza, & la triftitia^ ingaudio. Comáda figliuola mia altuo* padre quel che tu vuoi che io faccia. Et mentre che il padre diceua quefte paro: le,& altre fimili a quete ad Eugenta;fut Ó annunciato il fatto a Claudia fua mas dre,laquale conuenne a uello fpettacolo,& volendo & cono cendo la fua figliuola Eugenia corfe ad abbracciars ]a;& bafciandola con lagrime di letitia diceua. O figliuola mia Bugenia come t'ho io ritrouata, nó credendo mai pitt riuederti. O figliuola mia partafi da me hoggi mai ogni tribulatione, poi ch'io t'ho ritrouata.]E t métre che Claudia di ceua quefte parole tuerfo la fuafigliuo la Eugenia furno rcccati veftimenti di feta teffuti d'oro, & contro a fua volott tà Eugenia fu veftita di quelli veftimeit ti reali,& in alta fedia fu inalzata, & pO. fta,& da tutti gli popoli che erano pr^ — fenti fu fatto vn gran grido , & vna vo*- ce in cotal tetiore,vno e il fignore Gíe ^ fu Chrifto, vno eil vero Iddio de chrt.— J ftiani,& li Preti,& gli Veíconi liquall.-— con molto popolo de chriftiani ftau4* ro d'intorno a luogo douce doucuan? "Wu-uX—L E es Ie c] * REN
g n C-f'ecrpbTUA 2 2c i^ effer tormeritati , & morti li chriftianrs accioche quándo fufsino morti coloro che ingiuftamente erano accufati dalo ro fufsino tepelliti ; entrorno détro dal palazzo del;iprefetto doue Eugenia trió alméte eraftata pofta, & incomincior no a cantare vno Hinno;laudando il Si gnore& tutti ad vna voce catauano, & dicenano. La tua mano dritta. Signore € magnifica in virtu, la tua mano dritta ha fracaffato j nemici . Et effendo pofta . la beata Eügenia in tàto trionfo da tut. tili popoli ehonorata, & venerata,ma - accio che tátafeftra che faceuano li po polinon venifsi meno la proua della chriftianitade de ferui di Iefu Chrifto ; Iddio:mád5 vn fiioco dal cielo, ilquale f veduto da tutti circódare la caía nel la quale habitaua Melania & arfe la ca faj& Melantia , có tutta la fua famiglià; fiche in quelIuoco doue era la cafa pa. reua che noi vi fuffe ma; ftata edificata. cafa in quel di la chiefa (laqual era tara otto anni ferrata)s'apperfe.; & in quel di fu ribandito il popolo de chriftiani, ilquale molti anni era ftato sbandito,in quel di Philippo prefetto fi fece battez, zar con Claudia fua donna, & con. Aui to;& Sergio fuoi figlinoli , & furono renduri e priuilegii alli chriftiani,g poi - il detto Philippo mandó vnaimbaícia.. tà a Seuzro loperadorejnotificado li i. come il trafico de chrifliani in Aleffan- |. Leg.delle Virgo ORC aHa
, r; m — - UO CUM CECCUUEGC Wu €cE€-X oc p" í d 3 bi ^et D'*R^S$ A: N.T:.A^ dria farebbe molto vtileal commute; & peró douefsi piacere alla füa maeftà di fàre vno-decreto alli chriftiani che ef fi pote(sino habitare nella città doue era prefetto fenza perfecutione alcuna, & loIaiperadore Seuero confenti alla jinbafciata di Philippo prefetto , mandogli vno decreto che tutti gli. Chri- | | ftiani potefsino ftare per tutto-quello paefe fenza lefione,& da quella hora in nianzi tutra la città di Aleffandria fu fat tavna chiefa ad ognigenteera gaudio | & lctitia grádifsima, & ilnome de chr fliani fioriuayma pche la inuidia de cattiuie sépre inimicaalla fantità de buo pij& la malitia pugna cótra la verità,& ità per configlto diabolico ; alcuni | elli honorati huomini di Aleffandria . cultiuatori degli Idoli non potendo fo ftenere che il prefetto hauefsi réduti e priuileggi alli chriftiani andorno a Seuero,& ad Antonio Imperadori; & diffeno come lo ftato del cómune «era fta- to cáturbato da Philippo prefetto , il quale Philippo cóciofia coía che noue anni fenza riprenfione alcuna ne l'uffi^ cio hauefsi eruito il comune , hora nel decimo anno ha pduto tutto,& cóturbá moltoil comune; impoche le cerimo* nie delli noftri imortali Iddij ha lafciate,& utra lacitrà ha cóuertito alla c" tura d'un huomo ilquale fu crocififfo;& . morto da giudei;& effo Philippo có » | | t
— y - t] jhe .CAETOvYsLe GA.) ^ 208. tili ftoi fegtaci nó háno alcuna riuere . tia alle noftre leggi , eísi entrano nelli. tpij de noftri Iddij nó p volere honora. re 0 facrificarema p dire lor infinite be ftemie;& dicono che li noftri Iddij fo. no pietre iquali noi adoramo i fafsi fcul piti.Quefte & molte altre fimili parole a jfte furono dette in cóciftoro in pfen tia di Seuero;& d'Antonino Impadori daqquefti honoreuoli'& aftuti hitomini; Pregado poili Impadoriinicóclufione - che prouegghino fopra quefto fatto ;& poi (i ritornarono in Aleffandria. Et ef. faminádo Seuero, e Antonino Inpado ri le parole di quelli nobili cittadini di Aleffandria, e cófiderádo quello che im ortaua il loro detto;imádarono a Phi. ippo prefetto di Aleffandria cotali de creti;& comádaméti. À te Philippo pre fetto di Aleffandria & di tutto l'egitto, Ilnoftroanteceffore Cómodo Impatore nó cóe prefetto, ma cóe Re ti puo(z io, Aleffandria, & ordinó che mai tn ng hauefsi fucceffore infino atanto. che tq viue(si;onde defideràdo piu tofto di ac: crefcere che di fcemare il beneficio de] rioftro anteceffore Commodo Impera: dore riceunto da te,ftabilimo-& ordi. niamo, ouer che tu facci li facrificij & fiuerentia vfatealli noftri Iddij rima. nendoti. nella prefe:turà come tu. fei auero che lafciata la dignita della prefettura,ti flia có Ic tue jroprie poffe (- 2 fioni
02-7c 0pD/É C$ A'NOTAAO legge s'infiafe effere infermo infino 4 $ fioni: Et riceuuto c'hebbe Philippo pr& fétto di Aleffandria quefta imperiale - tanto che effo vendute le fue poffefsio- — ni & tutto il fuo hauere diftribuito; & . ! l dato per l'amore di dio:alle chiefe, & a. | oueri chriftiani della prouincia di A- leffandria& come'effo diftribuiua, & -daua lecofe temporali per lamore dt | Dio a poueri chriftiani, cofi eti dio fi diftribuiua,& daua la fana & fanta dot" trind'che vfciua della fua boccaallemé - ti pouere;& debili nella fede chriftia^ na. In quefto mezzo tutti i fideli chri ftiani di Aleffandria fpirati dal fpirito' . fantó di commune concordia ordinaro: no,& feciono il ditto Philippo veícouo,& ordinato & fatto pontefice duro nel vefcouado vno aniio & tre mefr; & dopo quefte cofe fu mandato dalli Imperatori Perennio all'officio della prefettura in Aleffandria, & venuto che fü Perennio in Aleffandria ; & riceuuto, che hebbe l'ufficio cercaua d'uccidere Philippo vefcouo & vedendo che nol potea vcci dere, peroche quafi tütta 14 città l'hauea inriuerentia , & portauiall amore, mandó à lui alcuni i quali s'in* - finfeno d'effer chriftianijaccioche luis | cidefsino.Et entrando allui;& ftando € fo in oratione il ferirono a morte;& e fendo prefi comé huomini mecidiali fi rono menati a Perénio prefetto ique
j EV GENIYIA 209 le Perennio fapendoil fatto come fta- . uajperoche efsi l'haueuano fatto di fuo. 'Volere;& di fio mandato gli fece mettere inprigione dimoftrádo come effo livoleua efaminare;&. procedere contro loro,8& dopo pochi di diffe , che gli XImperadori haneano loro perdonatos - & traffeli di prigione, & lafciolli anda- 1e,& Philippo vefcouo effendo cofi fe- | xito a morte viffe tre giorni.Et in quefti . tre giorni che effovifle non reftete mai di predicare & di confortate e cuori de bilialla fede di Chrifto. Etil fuo corpo fu feppellito preffo a Nitria doue la beata Eugenia fua figliuola l'haueua fat - to il monafterio delle vergiai , nelqual moenafterio Claudia moglie. di Philips po fece fare vn grande Sepolchro,& la feió'molte poffeísioni al detto monafte . qi0,accioche, fufsino al feruigio., & al - bifogno de pellegrini chriftiani iquali arriuano in quel paefe. Et dopo quefte cofe Claudia con Auito;& Sergio fuoi figliuoli cou la beata Eugenia fua figli. - aola & con Protho,& Hiacintho,& cá altri fideli , & f(ecrete perfone torno a. Roma, Et gionti ché furono.a Roma; tutto il íenato di Roma riceuetteno có. gaudio & grande allegrezzae figliuoli . di Philippo;& l'uno feciono proconfü lo in Carthagine , & l'alro mandorno . vicario in Africa,& labeata Claudia fi ftettein Roma con lat beata. Euges 3 nia
Qu DEGGERNUOM o Tiia;& con Prothoj& Hiaciptho.Dopo ' . Ànon molto tempo vennenomolte matrone,& virgini,& maritate; & védoe'à vifitar Claudia & Eugenia fuafigliolá, — . Etriceuédo buon cóforto,& fapto ammaeftraméto da lotoalcunefe ne tormiauano alla lor ca(a bene difpo(ta , & tutte cópunte, alcune altre fe ne torriaqmanoa cafa lafciando 1a cultura de ali T1doli,& tornauano alla fanta fede chriftiana, & la beata Bugeniafi fácea nota , & amicheuole; & amabile tutte quel. . le matrone & vergini che parlanano €ó , lei. Et parládo con loro le confortat . checredefsino a la dottrinadilefuchri — | ftój& che p amore di efi chrifto; perz — maneftino in virginità;laquale e vgualeali Angeli. De lequali vergini vnà ché era di fchiatta imperiale;laquale fra ueua nome Blafilla defideraua di (tare , molto con Eugenia ;ma p cagione del . nomedi Chrifto non póteua molto fre . quentare la fua cóuerfatione , ma mandollea dire per vno: meffo fidele che effa la douefsi ammaeftrare della reli PM ge fede chriftiana. Allhora la eata Eugenia chiámó a. fe Protho ;& Hiacintho,& dilfea loro.O amici mie armateui allamilitia;& alla caualeria'al" laqual vi chiama Chrifto) io vi dono Blafilla,& fotto nome, & dóno di pre* fente vi mádó allei;accioche voi la fac iate ancilla di Giefu Chriftó.. Qn i € ZA co
p ) . DmaQ. QEON OG EON XR A| — 218 fofi nobil preferite e-fatto-.dalla: beata ugenia a Blafilla, & Blafilla li riceuet 1€ come per famigli;& adoraua nel fe Creto quafi come Apoftoli di Chriflg, & quafi ad ogni'hora Blafilla fi taua có Protho,& Hiacintho, 8 tenevali ppiu intimi & fezuidori ch'ella hauefsi ;& di .Rotte quàco potea ftaua có loro in diii ni parlart & allegationi Cornelio papa iqual allhora erain Romaetfendo pte garo da Eugenia allegramenteandó a Blafilla,& confirmata neltimor di Dio jpcuráte la mifericordia di dio e la g£a, quaft ogni-notte vedeuano in. vifiohe infieme lei e la beata Eugenia, tuttele , Vergine , & vedoue haueano pfo p cón . füetudine;che quafi a modo: di corinen . fo veniuano alla beata Eugenia per il fao dolce parlarej& pla füa conuerfatione; & fanto Cornelio papadi Roma andando alloro parlaua loro di Dio;& ammaeftranalej& fra l'altre cofz diceua loro:che ogni fabbato fera douefsing. flare in oratione, & la dominica mattis. na in fa l'aurora de] di,le communicaua del.corpo & faugue di Iefu:Chrifto, pono vergine trouiorno Lefu Chris perla beata Eugenia;: O quante: fpofe trouo Iefu Chrifto. per 1a beata Blafilla ..O quante. vedoue fi confera: . norno a Iefu Chrifto in viduit fanta per conforto della beatifsima Clans dia madre di Eugenia, Q quanti gioa * KR 4 uani
puo DEGHAKEROCTARO 2. cadde alli piedi loro,& fpezzo(si fi mint$ ramente cheal poftuto nó pareua do^ | ue fasi ftato idolo;ma tutti li circóftan ti liqualierano ftati pfenti al fatto non riputorno che.quelto fufsi fatto ? vira ta diuina;ne per Ia (antità di Proto ,&C Hiacinto,ma piu tofto parte magica;e xx Vincétio prefetto di Roma comá dó che fufsino decollaji;& cof? li fece decollare & morire; Bt fatto quefto ib detto: Vincétio fi fece menare dinàzi la beata Eugenia; & incominció parlar có: Tei & adimádar delle fue arti magiche;: & la beata: Eugenia incominció a parla: re cóftanteméte có Vincétio & rifpondédogi-diffe.O. Vincétio io ti promet^ tos& vácomi.che l'arte noftra e piu force clie tuere. l'arti magiche , & il noftro macítro-ha madre fenza padre, & padre: fenza madre, & il padre. generó iital mo dosche al'tutto.no conobbe femina , & Ja madte il partori ital modo clie al tut to nó conobbeliomo . Quefto noftro maeftrodel'qualeio ti parlo ha vna fpo fa vergine laqual ogni -di: alui: crea. figliuoli inaumerabili,& già innumerabi li figliuoli.iha: partorito ciaftuno della füa carne,& la fua carne cógiugne;& ja amore l'uno" dell'altro al tutto pdurano;& in táto jategrità pmágono,che in ogni virginia & ogni cafticà;& ogui integrità della loro cógiuntione deriua & abonda,. Et vdendo quefte parole Vo Vincen-
^ coo LEVE ENTE / 2 . Vincentio prefetto della bocca di Eu: " genia fü tutto ftupefatto ; & accioche lImperatore nol fapefsi: dubitádo che forfe volentieri l'haueffe vdita pilparla ré tàto dolce & dilettewole che effo ha tiea comandato che ef füfsi trenta al- " tempio della dea Diana;accioche facri ficafsia quello idolo, & fe cofi nó facef fi fusi morta.Fu menata 2 beata Euge nia al tempro di quefte rdolo;& iu quel lIuogho era apparecchiato pfente a: Tei wnterribile e forte homicida,ilqual'car néfice et homicida diffe alla beata Eu genia.O Eugenia fcápa la vitztua & il patrimonio tuo;e facrifica alla dea Dia 52a,e fe tu nó farai cofijjo t'uccidero. At Ihora labeata Eugenia giunfe le mant mueme;e leuolleal'cielo; et cominció ad adorare,ec dire.O fienór mio;et Iddio mio ilquale conofee li fecreti del mio cuore, ilquale:1a mia virginirà net t0 amore;titerra referuafti, sanat dez gnafti d'accópagnarmi col tuo: figlinolo,e mio fpofo Tefu Clirifto , ecilquale iltuo fanto fpiritocofolatore dell'aniz me fideli in me regnare facefti; fia con meco. hora fignor nella cófefsione del. tuo fanto nome;accioclie fieno: cof tutti coloro: che: adoramo quefto Ido« lo ; etche fi ghorianonelHi-Toro facrificii , et nelliloro Idolf, Et mentre che la beata et deuota Eugenia: oraua,, fa o^ vno: grandifsimo. terremoto dal cielo -
p ER.$ANEY NA 2 cieloin quel loco,& fu fi grande che fe ce ruinare & fommergere li fondamen ti diquel tempio, & di quel idolo intal modo che nó vi rimafe alcuna cofa fe non foJaméte quello cotanto doue era la vergine Eugeniajlaquale ftaua dinan zia quel tempio che era ruinato,& pro fondato. Et quefte cofe furono fatte in vna ifoletta che fi chiama Licaonia , di nanzia coloro che feguitanano & rifguardauanv la battaglia della beata Eu enia, A quefto fatto corfe grande con cotío di popolo Romano,con varie gri da,alcuno diceua che ellaera innocen- -te;& alcuni altri diceuano. che ella era "vna maga incantatrice di demonii , & .quefte cofe furono annüciate a] prefet- to,& il. prefettoil fecea faper all'Imperatore.Et vdito c'hebbe lo Imperadore quello che la vergine Eugenia ha . ueua fatto, comandó ch'ella fufsi legataavn gran faffo, & gittata in Teuere & cofi fu fatto . Et fatto quefto incótinente il faflo tutto fi ruppe; & tritofsi,e labeata Eugenia andaua fopra l'acqua del Teuere fenza alcuna lefione;& a tut tili circóftanti fideli che credeano in Chrifto parea che, Iefü Chrifto fufsi con la beata Eugenia fopra l'acqua nel Teuere,accio che effa nó andafsi al fort do,ilqual Chrifto era ftato con. l'apo* ftolo (anto Pietro; accioche non affo" . gafsi. Et ftádo cofi fopra l'acqua ]a bea* | tà -
, BEVGENIA 215 ta eugenia,effa fu prefa , & tratta fuori dell'acqua , & poi fu meffa nella for- . Dace delle ftufe di Laterano;& come la vergine Eugenia vi fu gitadentro fübi- .tàmente Ie fornaci furono fpétefi & in - tal moda che il calor delle fornaci eittauano vro refrigerio allabeata Euge nia,& tutti gliincendii dellelegne diuéneno niente ,. & le dette fornaci feciono vnaíi grande caua & fi grande foffo che marpiu non fi poterno víare, &r fatto queítola beata Eugenia fu tol ta di quel luogo,& fu meffa in vna prigione tenebrofa, & fü comádato che in infino alli dieci di nó le fufsi: dato alcu no cibo, & none fufsi portato alcuno , lumefi cheal tutto fteísi ia tenebre, & mes fufatto . Et ftando Eugenia nella Certa prigione il di, & Ia norte l'abondaua táto fplédore che parea che la bea : ta Eugenia gittaísi raggi di fpledore, » : lar TC ESO "mE d apparuele Iefu chrifto in prigigne & diedegli paue biáco cóe neue;& difry; - fürata fuauita& diffegli, O Eugenia ceui il cibo dalla mano: mia, io fono il faluatore tuojilqualetuhaicotàtóama - to-có tutto il cuore;có tutta la méte, 8c CÓ tutte le forze tue, io ti riceuero t cie. loin quel di,nelquale io difcedendo in terra nacqui della Intemerata vergine Maria.Dicédo quefte parole Iefir chi. fto bededetto fi parti da gupgeri4. 2. ;. quel di della natiuità del - pis à del Signor fiumádato
"2f. D^E.SAN TA dato vno: carnifice alla prigione , dou era Eugenia;accioclie ferifsi,& vccidelfila vergine Eugenia, & cofifu. fatto; Andà il carnefice alla prigione ; & trouaudo Eugenia flare in oratione la ferna vcciltha: Laqualeffendo morta, fu tolto il fuo corpo da fideli chriftiani, & fa pofto non molto dilungi:da. Roma nella via: che fi chiama Latina jin vno fuo proprio luogo;nelqnale ella baueua gia fepelliti molti corpi fanti , & pianendo Claudia fua madre al fepolchro e apparue la fua figliuola fanta Eugenia,& diffele.O madre mia rallegrateui coh meco;peroche Chrifto m'hacollo- - cata tra numero delle vergini , & marz tiri, & il mio patre Philippo ha meffo | t2? nimero de patriarchi , & te madre mia.dominica che venne te riceuera nel gaudio fempiterno. Raccomanda alli miei fratelli euoi Ggliuen che guardino bene la fededi Iefu Chrifto , accioche efsi fano participi con noi aella gloria beata. Et parlando ellaquefte cofe fu átta vna fi gran claricà che l'occihio nó la poteua foftenere , gli augeli paffauan0,& diceano vn'himno a Dio con vo* ci dellequali non fi potrebbe contare il diletto, ma quefto folo s'intendena che il nome di lefu. Chrifto in quelle laudi rifonaua continuamente. am ni$ós jd i Comin b
THEPODOSrA 316 Conuiticia la leggéda difanta Tbtodo fia uergine ct» martire di Giefu Cbriflo. "& TBHltenipo de pefsimi Imperato N ri Dioclitiano , & Màafsimiano, X X molti chriftiani furono vccifi;& :perfeguitati p tuttoil mondo. Auenae .cne vn lor vicario ilqualefhaueua nome 'Wibano, fu mádato in vna città laquale ^ chiamaua Cefarea;& éra pofto a pfeguitare li chriftiani; & trouandone mol :ti li miffe in prigione pertormétarli, & poi vcciderli, & in quella città era vna | vergine bellifsima & gétile, laquale era di ctà di 18; anni & che era chriftianifsi majilfuo nome era Théodófia; il füo pa ^ Sano haueua piu figlitioli che lei, & es 09 ella comeli chriftiani eiano pfe Buttatt per fa fede di Chrfto.fü infima ta nel cüore da Dio a riceuer morte, & pafsione p Tui, & cóforrando ella fe ma defima, Chrifto l'apparue le notre iiA fione & cófortolla che nó temefs lpclie | fufsi molto tenera & delicata,& nó con ' fidera(si la fua getileza,& ricchezza rao dana.Et ella'efiéndo cofi canfortata nafcofamente fi parti dalla camera fua ge andoune alla prigione doue erano |i Chriftiani prefi; & dette certo prezzoalle guardie , accioche Ia lafciafsino rede un prigione a vifitare,& cófo ere ^r e nrilttati , concio fufsi cofa che ella fufsi Chriftiana Quelle guardie ve TEN dendo
sio aDOB OG AONSESDR dendo che ella era chriftiana la miffono ; riella pregione infieme con gli altri. Et entrando ella nella prigione diffe; riceuetemi per voftra compagna;accio che io poffa con voi guadagnare la corona della gloria, foftenendo martirio per - Chrifto.Allhora feciono tutti oratione 2 Chrifto che conferma(si il fuo cuore; & defsile gran fortezza;fübitamente ap parve vn fplendor nella prigione gtan- . difsimo;& fentitono tutti & riceuetteno grandifsimo conforto , & li parenti di. Theodofia con grande triftitia. l'andanano cercando , & nona poteuano 'tronate , & vno andó a loro & diffe co» me ella era nella. prigione de Chriftiami. Allhorail padre , & la madre , & gli .. altriloro parenti andarono.alla prigiowit ne:& vedendo la loro figliuolaincomin ciorno fortemente a plangere & diceano. O figlinolatutta la noitra ricchezza étua, & tu voi morir cofi crudelmentes & la(ciare noi picnidi dolore per te ? & ella diffe. Io;curo piu ilmio creatore che le voftre lagrime;& voi fate figno» ridelle voftre ricchezze,lequal io rifiur to per amore di colui che mi darà ric* . chezze che non verranno mai meno ,& per amore di lui defidero di morire. Ne dendo Vrbano quefto fatto incontinett — te fece menare dinanzi da fe Theodofi .Aromore per difaminarla&. incontine? 1€ ilromore andó per la città , &. tuti T re and m
.o CEDNCRENTEA. MAC ledónne;& pulcellevenneno aveder& — Theodofia.Et quando ella fu menata di rianzi al vicario la fua faccia rifplendea: come il fole; & tutta la gente fi marauigliaua della-füa'bellezzail Vicariole comincio adire . Ioti prego fanciulla chetü creda il mio configlio;& di parti - daltuo errore nelquale tu: fei. caduta p: la fanciullézza., & fcampa da molta peria. Io ti rendo a tuoi parenti fana e falua; & Theodofia diffe. Per neffuna cagione mi voglio pattire dalla humanitade del mio fignorIefu Chrifto, & fap: pi ch'io fono acconcia a foftenere ogni pena peramore del.mio fignore,& crea: tore,e non defidero che tu me lufinghi; 16 dico dinanzia tutto il popolo cheio: fon chriftiana, & ; : vbbi ot ; & impero fe tu voi vbbi: dire al comandame icc 99e fr "inei es eiadamento delli inperadortuobtu mi debbi vccidere ar i5 f : itae EN luca 3UCUT ouap pareceniata che tu facci: ftraccio di me & delle mie carni. Allhora il vicario Vr que cor ds à; o Vr banosdiffe; io non mi voglio troppo tofto adirare contra di tejimperoche tu fe giouane , & folle , fuole auenire che le: perfone ricche;& gen'ili fono toflo ar-.- dite a rifpondere,ma fe tu penfarai in te medefima,& crederai al mio configlio, . io ti fcamparó,& non guaftaró labellez za del tuo corpo, & Theodofia diffe, le rofe;,& i fiori paiona nel tempolor mol to belli,paffando alquanto tempo lalor bellezza fi diparte, fimigliantemente auiene
NT &pDER CS AGONCTA ^P u iene della bellezza delle. catni noftre; perche; o le fi corrompono p infirmità o le dinétano vili p vecchiezza..& Vba: no diffe.Io fon molto dolente, pche mi; pare che tu hai fermo proponimento di: morire, & di nó confentire a miei cófi-: gli, fetu voi credere , & acconfentirea: miei cófigli, io ho vn fol figliuolo, fetu. voi effer fua moglie; io amaro come ft gliuola.Allhora diffe Theodofia,fecodo. che il.cófiglio ébuó al corpo;cofi 6 mol to piu reo all'anima, & impero io n.tb voglio accófentire. Allbora Vrbano adt: rato diffe a fuoi ferui , menatela altroue: che io nó la vegga, & fpogliatela & bat: tetela duraméte con nerui durifsimi tà- to che il corpo fuo tutto infanguinate.: Et Theodofia diffe efsédo battuta,colui: che mi creó,mi conforta,nel mio tormé to,& renderàa te merito delle tue opere . Allhora il maladetto Vrbano difie a. fcrui (uoi,fcaldate le padelle piene di o lio & mettetela dentro qii bolle;& táto vi [Lia che tutta fi cófuümi, & i ferui facé do grà fuoco fotto le vafella dell'olio, ne(fun modo il poteano far fcaldare. Allhora Vibano la fece impiccare pli capelli nel mezzo della piazza , e fecela: guardar táto ch'ella morifsi,& ftàdo ellavn di & vna notte tutca Ia géte della cit tà l'andauaa vedere& ella li cofortaua: & dicea.'Timete, & amate Iddio có pu- 10 cuore; & guardateui dalle ree opera tioni,
nan C HOEODOSTA | 21$ ttontiperoche niuna cofa vtile al'liuo. mo fe egli perde l'anima fua. Et dicédo dfte parole vno andó correndo a Vrbano & diffegli. O fauio fignore pche indugila morte di quefta fanciulla ? io u dico che ella ha conuertita tutta (ta cit tà; & tuttala géte la fta ad afcoltare , & piangeno p lei.Vrbano vdendo Q(te pa-. role fu molto adirato , imperoche credenache fusi morta , & comandó con grande furore chela menafsino dinanzi . da lui. Etella effendogli menata innàzi ftàua tutta lieta come non hauefsi fotie nuta niuna pena. Alllhiora Vrbano pieno di furia la fece fpogliare, & tutto il cór po fuo fece lacerar,& ftracciare có pettini di ferro TOpicci : "n it ve do icwiri aci aceto;& có fale. Et ftà io m' allegro. molto: nel queíte pene ,&. ho. grande: baurdtche tu non fia piatofo di me, ma Pén oeni tormento che fài trouare ;& Védiiirbs la potentia di Iddio ti vincerà Allhorà il maladetto- Vrbapo. comandó che tutte le fue membra fufsino legate con legame di ferro, & fufsi metla nella pri- Bione;& tanto vi flefsi che ella morifsj, Et fatto quefto ftando piu di andatono alla prigione credendo che e[la (iffe morta, & intrati dentro trouarono tut. ti iferri rotti;& fpezzati ; & Theodofia ftaua in orationc diuotamente, ancho Ia mio éuore di