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Rosario della sacratiss. Vergine Maria ...

Luis de Granada, (O.P.), 1504-1588

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& .V ’* 9 tk I icO' rcs?'"* C 7 (y a. O O * v-A &J> '•' 1' '^X /7 ''*... -r ^X/ 7^ rc'Cr*~ c*y<?' ( — > 90* ROSARIO DELLA SACRATISS.VERGINE MARIA MADRE DI DIO NOSTRA SIGNORA. DALL’ OPERE DEL REV-P FLVIGI DI GRANATA DELL ORDINE DE PREDICATORI raccolto per il r-p-f-andrea gìAneti da •SALO DOTTORE THEOLOGO DELL' ISTESSO ORD, •> EPROVINCIALE DI TERRA SANTA, Liiiinhutihili OMARI AFLO 5 V1RCINVM VELVT :-.RO SA__ DAm SCVLPTO^ van VS INC I MA. MDLXXin CON DE SVP ERi ORI p AL REVERENDISSIMO PADRE MAESTRO GENERALE DI TVTTO L-ORDINE «* ' , '.•» DE PREDICATORI» Il P. Fra Serafino Caualli da Brefcia Olti Meramentefacrì è religiofi riti (Reueren-? dif simo Padre) àgloria, d’Iddio, &àcommme utilità dell’ animefono in dmerfitempi da’ no* Uri Padri ufciti ;come quelli deldiurnissimo Sacramento,Delfiantifi fimo Nome d’iddio contra le beflemmie e \A2fpcr- N Spergiuri ,nuouamente infittito in lj pugna, Quello della Crocea l’altro dell Annualiata, di etneigran Cardinale A*orrecremata ,oue conpia liberalitàfì fatua ogn'anno tanima e (thonorc di tante fanciulle ;Oaltri ,che in V queliti nojìrofacro A*empio della Àdinerua di Roma ,uediamo con mirabile concorfo edeuoùone de popoli fiorire ;ì quali ,ancor che tuttifieno (ficomefurono infatuiti)comefcor ta eguida defedeli ,nelpericolofo camino di quella ulta ,etuttifieno frati come tali dal mondopiamente abbracciati -, Quelloperò del Santifsimo dfOSARlO in particolar ho- nor egloria detta Saniifsima r Oergine,uediamo,ehesì comefu da btflejfofanto capo et autore dell'ordine fondato ;co fi con bordine se qudfipertutto difefo,eperpiufacile,epiu com mune ,epiùficuro mefzj) ,perfar quello camino da tutti indifferentemente ricevuto et of feruato ,fecondo che anco di tutti èpia epene ralauuocata eprotettrice quella gran zfMa- Tratia, che tante mite in effo deuotamente macchiamo. Efebea ,conforme alla com- commuti cohditionedellecofe.fi condo la uarietà de tempi ,efiato <ìue r0l rito ,berp,ìt ,bormeno infrequenza ed none :ne tempiperònofln (che chiamerò con . tro tufo comunefelici ,poi chefono corr ne de fegati )uediamo quefiafantifsimf de-, uotione di modopropagata ediffuja »certo èparte del Chnftianefìmo ,oue ella non fta ,, Iddio patta, giunta,# con incredibile affetta edeuotìone abbracciata da ogni lìaffo econdì non di verfané: dcommune utilità ebenefit CO de quali ,uedendo io V. T. ReuerendiJ.rima deftderofa di «edere quefio fante Rofano riformato ,eridotto adeuoti}breut, erifo w* il capì ,sì Ver l’ antico -, per eferefritto aJempiicipopoli di quei tempi ,bifognofo forje di qualche correttane ;comffancho perii numiy nuouamente ,non da noiufciti ,come altrui pianta.,bi fognofi de proprijcultori yejfen o nnì fuo pio uolef edefiderto amemuo comari 'damento etforla :mifon dtfpofio ,oltre ìèltgo tdebito miopropnoianchor che mimmomem bro di quefio illufire corpo)(e non di accrejce- Della Purifìcatione della B. Vergine >Mifterio quarto» ?? Oratione della Purifìcatione. 9* Quando il Faciullo Giefu sì fmarrl di xii anni,Mifterio quinto.?} Oratione dello fmarrimento di Noftro Signore. Rosari oDolorofo de iMifteri della Pafsionc &tnor te del Noftro Signore. 10 J Del’Orationc nel Horto» Mifterio primo. 1 Oratione fopra quello Mifterio de l’orar nel Horto. 11 3 Delle battiture eflagelli chehcbbeiì noftro Signore Giefu Chrifto alla Colonna,Mifterio fecondo. 1 1 S Oratione della flagellatione del N. Signore alla Colonna. 113 Della Coronatione di Spine di Giefu N. S. Mifterio terzo. 1if Oratione della Coronatione di Spine. 13 f Della Croce portata dal Noftro Signore al Monte Caluarfo, Mifterio quarto. 137 Oratione del portarde la Croce di Noftro Signore. 143 Quando il NS. Giefu Chrifto fù crocifìflo,Mifterio quinto. 14/ Oratione della crocififsione del Noftro Signore. 1^7 Rosario Gloriofo de’ Mifteri della Refurrettione, <& gloria di Giefu Chrifto. Della Refurrettione di Noftro Signore,Mifterio primo. Gradone della Refurrettione. De l’Afcenfione del N.Signore al Cielo,Mifterio feccdo. 'Oratione deli’ Afcenlìone di Noftro Signore. Del’ Auuenimento dello Spirito Santo ,Mifterio terzo. Oratione deli’ Auuenimento dello Spirito Santo. Dell’Afluntione della B. Vergine Maria, Mifterio quarto. Oratione dell’ Aftuntione della Beata Vera-ine. ~ Delia Felicità &gloria de Beati, M-.fterio quinto. Oratione per impetrar la gloria del Paradifo. Denota meditatione fopra i’Oratione del Pater nofter. Sette Oranoni alla B. Vergine per li fette dì della Settimana. 2er Comeshabbi da direl’Offitio del Santifsirno Rofario. Ifg \6l *73 *75* 181 183 I9r 293 20 1 203 217 219 t76 ILFINE. ALLIDEVOTI FRATELLI DI Q_V ESTÀ SACRA COMPAGNIA. DELL’ ECCELLENZA EPERFETT 1.0 NE DEL SANTISSIMO ROSARIO, Ede ìdiurni mifteri, che in quello modo di orare fi contengono . 4 P. I. On altrimenti che' le Rofe epiante, egl’arbori tutti ,non folo per fiorire efar frutti ,ma per poterli conferuar in vita,vcdiamo bifognofi d’eflcr piantati, epolli ài’aria ecielo aperto ,d’onde uien • loro ogni virtù cinfluffo:cofi noi miferi mortali,arbori non già rouerfciati fecondo ìFilofofi ,ma piu de gl’arbori nella terra immerfi ,non potendo pur penfare, non Bche \ \ &ROSARIO DELLA che onerar bene, fcnza l’aiutoe influito diurno, ne menoPconferuarfi in vita fcnza l’aria erugiada del ciclo ,dal quale ogni bene eperfettion ne mene, citrouiamo bifognofi di ftare àfimiglianza loro ,con gl oc chi alzati Tempre al cielo >d’indi chiedendo efpcrando aiuto. Conobbe la verità di quella dottrina il San- VfaUzo. to Re eProfeta Dauid ,&imperò dicea :leuaui oculos meos in montes ,unde uenict auxilium mihi :Auxihum meum adorni^ no yquifecit calimi &terranti» Ho alzato gl occhi miei a* .monti,donde mi verrà aiuto :ogni aiuto mio edal bignore ,ilqual fece il cielo ela terra .Quello medefimo c’infegnò ilSaluator nollro in San Luca,quan o Lhc.i i, dille :Oportet femper orare ,& nunquam defteere. Volen O dire ,edimollrare il continòuo bilogno, che habbiamo d’orare, efarci conofcere quanto neceflario e quanto vtile lìa quello dignifiimo atto dell’oratione» non Colo trà tutte l’altre operationi della chriftiana re ligione nobiliflima ,ma anco efficaciflimo mezzo per confeguire tutte l’altre virtù,per impetrar la grada,lon te di vita ,radice d’ogni perfettione ,per ottenere tutte le grafie edoni, per conquillare il cielo anzi l’illdfo Iddio ;conciofiache l’oratione che altro è,come dicono 1Santi ,che un alzare il nollro cuore àDio , mediante ilqualenoi ucniamo àcongiugnerci con elfo lui $che altro èche un eleuarfi l’anima l'opra di fé, efopra tutte le cole create, &unirli con elfo Iddio, con ingolfarli in quel pelago d’infinita fuauita &amore ìimperò che quiui (come dice San Bonauentura ) Iddio accende l’anima co’l fuo amore, &l’unge con la grafia fua ,la quale elfendo unta ,èalzata poi in fpiri- to, ecoli alta contempla, econtemplando ama, & amando gode, egodendo ripola, riceuendo in quello GEORIOSIS S» VERGINE. 3 fto ripofo tutta quella gloria maggiore ,che in quello mondo fi poflTa guadagnate. Di maniera che fi può dire ,che l’oratione fia una pafcua dell'anima ,vn diletto, un abbracciamento con Iddio ,un bacio di pace fra lo fpofo ela Ipofa ,vn labbato fpirituale, nel quale Iddio ripofa con effa ,&una cala di piacere fui monte Libano;doue il uero Salomone mena 1Tuoi diletti con ìfigliuoli de gl’huomini. Ell’è un remedio di faluatione per gl’errori ch’occorrono ogni giorno, & uno fpecchio chiaro, nel qual fi uede Iddio ,l’huomo ,el’altre cofe .Ell'è uriefercitio d’ogni giorno in le virtù ,una morte de gl’appetiti dei fenfo» &unafonte di tutti ìbuoni proponimenti ,edi tutti ìfanti defiderii .Elle latte per quelli che cominciano »cibo per quelli che di già hanno qualche perfettione, por- to di quelli che combattono ,&corona di quelli che trionfano .Ell’è medicina d’infermi ,allegrezza de gl'afflitti ,fortezza de deboli ,rimedio de peccatori,) piacere de giufti, aita de uiui ,fuffragio dei morti, &commun conforto di tutta la Chiefa. Ell’è una porta reale ,per la quale s’entra ,&ua al cuore d’iddio ; un’arra della gloria ,che ha da ucnire, una manna che in fe contiene ogni fuauità ,&una fcala ,aguifa di quella ,che uidde Iacob ,ch’aggiugneua dalla terra al cielo ,per laquale gl’ Angeli uanno Tempre difcenden do ,&falendo ,portando le noftre richiefte àIddio , &procurando la fpeditione de noftri negotii. Quando il figliuolo d’iddio Saluator noftro operò l’alto mifterio della gioriofa iùa trasfigurationc; perche altro credere douiamo,che l’Euangelifta lanto defcriua ciò clfere auuenuto mentre egli era àfare ora rione ,fenon per dimoftrarci la fuprema uirtù dell’o- B2ra- 4ROSARIODELLA oratione,che ha di poter trasfigurare l’anime nollre,&fa re, clic del tutto perdino la forma dell’huomo uccchio, efi ueftino del nuouo,che ècreato alla fembianza dIddio? Quello illeffo uolfe inferire il Signore,per quelle lob 39. parole, ch’egli diffe àIob :Vunquià per fapientiam tuamplumefeit accipiter ,expandens alas fuasad auftrum ? Foifc, che per ctua Capienza lo fparuierc muterà le piume ,quand egli nel mezzo giorno fi dibatte con 1ale? Marauigliofa cofa èueramete,che quello uccello per fua natura fappia lafciare le penne uecchie,& ueftirfi delle nuoue; &che per fare meglio quello effetto ,afpetti quando 1aria nel mezzo giorno èpiu calda ;accioche con quel caldo ,i pori fi uenghino ad aprire, &aperti che fono,dibattendo l’ale,ne getta le penne uecchie,dàdo luogo alle nuo ue,che già cominciano àrimettere. Ma affai piu degno di marauiglia e’1 uedere un’anima fpogliarfi d’Adamo , &ueftirfi di Chrifto, cagiare ìcoftumi dell’huomo uec chio, &adornarli di quelli del nuouo,effendo le forze della natura tanto grandi, quanto fono in effetto;&mol to maggiori alle uolte quelle del cattiuo collume, già confermato nella perfona. E‘ ueramente cofa mirabile il poter uincere due forze tanto potenti ,quanto fono quefte della natura,edell’habito confermato; &nódimcno quella mutatione tanto marauigliofa fi fa,fe l’anì ma deuota fi uolta fouente uerfo il mezzo giorno ,& quiui all’aria ne dibatte l’ale. Che altro uuole inferire il mezzo giorno,fenon alzare Io fpirito alla confideratione delle cofediuine, edi quella luce eterna, &àrag gl ardenti del nero fole di giuftitia ?Che altro lignifica il dibattere dell’ale all’aria ,fenon un effere quiui fuegliato, 8cintento àfollecitare la deuotione con grana , &con fauore dello Spirito fanto,có ftar quiui folpiran I gloriosiss. vergine. f do,& guardando adatto con affetti, &cont e i ^eru ^ ciclo,có isforzarfi datarli Copra d, Ce, &anco «F** tutte le cofc create 5Alfhorafpira per l'aria del m giorno la frefchem dello Spinto fanto,che co „^ do tcmpetato,& có un dolce mouliné ,Qf_ tutte le péne uecchie dell'antico Adamo,accioc p_ fiamo dar luogo alle nuoue delle virtu>c cqu % minciano àrimettere .Omirabile efublime sno d'iddio fole,di far quella diurna metamorfoh, col far di terra cielo,di carne fpimo,e di huomoDio.O uir tu nobiliflìma,qual cofa èche fenza te sotteghi,e qual èche per te fola nó s’impetri? Qual lingua potrà mai a pieno Sfprimere l’eccellenza,la uirtù,la forza, egl’ effetti dell’oratione? Qual miracolo s’è mai ueduto nel mondo per alcun tempo,che col mezzo dell’oratione ottenuto non Ita Qual maniera d, grana sottenne mai da Dio ,che l’oratione non folle aciò mezzana ?Quante fono fiate le uittorie che fi fono per boranone con - suite d’eflerciti gradi,edi nimici potentifiìmi ?Con uirmdell’orationei fanti Panarono gl’infermi, cacciatone) ìdemonii,vinfcro la morte,domefticarono le fiere,ipcfero le fiamme del fuoco ,emutorono la natura de gii clementi. Che piu?ci coméda boranone in tutta la ima fua il figliuolo di Dio fanto de fanmnellaprinmiuaehie fa gl’ Apoftoii ;tra ferro efuoco ìmartiri, ele punfimie verginelleme gl’horridi deferti gl’ Automi cPault; nelle religioni echioftri S.Benedetto, S.Domemco,S.Francefcomelle loro diuinifiìme opere efermi S. Giro amo, S.Agoflino, S.Thomafo, S.Bonauentura .Concludiamo dunque che l’oratione èmadre d’ogm uirtu,matresnade vitti, cófolatione di quella noftra peregrinartene, raccoglimelo dell’anima, fpecchio della cofcienza, °camino eROSARIO DELLA camino del cielo ,lume della fede >cibo della fperanza» acccndimento della charità ,&fuàuiffima unione, dello fpirito noftro con Dio . Ma quantunque l’orationi fieno molte ,molti ìmo di di trattar eragionar con Dio ,com’è Meditatione , Petitione, Rendimento di grafie ,elimili (fieno òdiuerfi ,òpur ne formino un perfetto euero) nobile & perfetto tra gl’altri parmi ,come rofa tra fiori ,il noftro facroRofario» quello diuin modo d'orare, econ templare ,non da huomini ,ma da l'ifteffa madre di grafia ,come uero mezzo ,per impetrar ogni grana riuelato &infegnato* Conciofiache le due fono le maniere deU‘oratione ,una mentale ,l’altra uocale (poco però tra fe differenti ,poiché l’effetto efteriore non aggiugne cola alcuna eflentialeà l’interno )comprendendo perfettamente il noftro làcro Rolario eluna e l’altra ,perche non lo chiamarono perfettiffimo $ Edalla uocale cominciado,come meno perfetta, qual piu degna epiu perfetta oratione può effere da lingua non Colo humana, ma ne pur Angelica formata di quella, che dal uerbo eterno in carne fu ànoi infognata, edell’altra, che dall’Angelo, edaElifabet, edalla fanta Chiefa crediamo compofta ,le quali fole il noftro facro Rofario abbraccia ecomprende ?Qual bene fi può defiderare ,equal male fi deue fugire ,che nella diuina oratione del Pater nofter non fiacomprefo ?La gloria del fuo fantiffimo nome, che prima efopra di tutte le cofc douiamo defiderare ,come fua diuina maefta amare,, quel regno eterno de cieli, il mezzo di confeguirlo, ìbifogni di quella uita, la remifhone de peccati, l’aiuto nelle tentationi, edifefa da tutti imali .Si come non fu, ne farà mai il piu perfetto GLORIOSISS. VERGINE. * perfetto oratore di quello, che non fol o.^" per lagrime ,ma co’l pretiofiflimo fuo fangu^ 1Pche tutti noi perdono ,eplaco la giufta ira 1> tuttauia moftrando le fue fante cicatrici hìwvocno noftro in cielo :cefi non è,ne Tara mai o^tionepiu degna ne piu perfetta, ne che tutte le pai 1P oratione' unicamente comprenda come que <. ue, ma ueramente Angelico faluto &orauone cui ogn’hora falutiamo ,emagmfichiamo la gloriofiflima Vergine noftra (ignora ,oltre le lodi fù e>c . fono grandiflime ,non cegli un rendimento di gratm di quel beneficio immenfo di noftra redentione , infiem’inficme humile ediuota pernione daiuto m quefta mifera uita, enel pencolofo patto, che tut habbiamo àfare àl’altra ì Alla mentale paffando tanto fublime ,tanto lodata da Santi ,epropria de perfetti, oue con un parlar mutolo ,econ interni fofpiri edefiderii del cuore ,1ani- ma noftra com’Aquila uolandofopra ìcie un q eterno fplendore s’affitta ,quello contempla emua, di quello fi pafee com’animale mondo ruminando ,e contemplando ìmifteri di noftra falute efede ,oue fi può trouar più perfetta epiu eccellente ,cene no ftrofacro Rofario,oueì quindici principali mifteri della uita di Chrifto noftro Signore, edella fualacratiftìma Madre fi contemplano ìEle la diuotione, che non èaltro che prontezza euìgore d’animo per operar bene ,eper adempir! comandamenti di Dio, e tutte quelle cofe che fono per fuo ferumo ,s eccita principalmente in noi (come cinlegna il no ro n selico eueramente diuin Dottore fan fhomafo) ala confideration delle perfettioni di Dip,e de fuoi benefici ; 8rosario della ••• netici ;Qual beneficio (1 può imaginar maggiore ,di quello della noftra redentione ,che elTendo no. Ino. inimici, fiamo flati riconciliati fecoper la morte de l’unico fuo figliuolo JCome meglio polliamo conofccrc quelle diuine perfettiom ,che confiderando, econtemplando quello pcrkttilnmo esemplare d’ogni virtù della uita del figliuolo di Dio ,veia imagine di Dio inuifibile 5fplendore della gloria, efigura della diuina Tua fcftanza ,candore di quella cterna luce,efpccchio fenza macchia ?Ne potendo noi in quefta uita mortale conofeere Dio ,fenon mediante le lue diuine opcrationi,e tanto maggiore cognitione nhabbiamo ,quanto elle fono piu alte &eccellenti , effendo certi ,che trà tutte le opere di Dio, la maggiore fenza comparatione el’incarnationc del figliuolo di Dio ,che quel uerbo eterno fia fatto carne ,che Dio fiafatto huomo ,per benefìcio dell’huomo, alla deita fuamarauigliofamente congiungendo in perfonala natura fiumana :douiamo effere certi anchora, cheperniun’altro mezzo òuia meglio potiamo conofeere Dio ,ele fue diuine perfettioni ,ne piu accenderli al fuo diuin’amore, (fequendo fempre la cognitione l’amore) che contemplando eruminado fem pre la uita del noftro Saluatore nel noftro facro Rofario diftinta emarauigliofamente comprefa. Equello Canti, èquel fafeio di Mirra della cantica ;Fafciculus myrrbn , dilettai meni mìbi inter ubera mea commorabitur ;che fempre douerebbe dimorar nel petto noftro la uita del noftro diletto fpofo Chrifto.^ Quello èI’arboro della uita, piàtato nel mezo del paradifo di fànta Chielà, ilquale •ha rami alti ebaffi, acciocheì grandi eìpicciolipoffino pafeerfene. Quell eil libro legnato ,clic fempre doureijio GLORIOSISS. VERGINE. ». ,, .n!1P a0èil manfucto doliremo cercar daprire .Qjieitoe Agnello,che doureffitno leguir in ogni luogo ..Q. Ito èil foauiffimo balfamo fparfo ,che da og P fpira odor di fornirà, d-humUtà ,di chanta, dideuo^ tione ,di compaflione ,di manfuetu »f^ tà,e di tutte l' altre uirtu .Quello eil n<> ftro fado ,enero Paradifò di deliri* oue altro non fi tra - ta ialtro non fi gufta ,altro non fi contempla »che la uita piu d'ogni rofa foauiflìma di Chriftoihor ifion gaudii ,hor le fpine de dolori, hot le fi ondi di gloria odorando,trattando,econtemplando,come peirruota egiro,ecome per uno fpirituale Zodiaco pattando di orado in grado,edi nuouo tornado areplicare co fem tcprodur nuouie marauigliofi effetmtal’hordi dcuo tiene,tal’hor di cópattione, tal’h ora d’amore,&altri fimiliioue con le due maniere boranone uocale emcn tale, come con due ale ,potiamo volar al cielo ;oue con ìtre ordini de diuini mifteri, gaudiofi, dolorofi, e gloriofi,come per tre uie delle fiacre virtù Theolo^ i, Fede, Speranza,eCharità, potiamo fialire aquella Tr - nità diuina efiublime ,oue co iquindici mifteri ePater noftri ,come co ìquindici gradi potiainofalire al facro Tempio, equiui con le cento ecinquanta Aue Marie, come co’lfalterio del Santo Re Dauid,cantare elodare il Signor noftro ,efieco infieme la Regina no fìra .Hor uenghino tutti di qual fi uogiia fiato al noftro fiacro Rofiario,poiché quiui coglieranno gli afflitti cmcfti rofie di foauita econtento ;caueranno i tabulati, acqua di refrigerio edi conforto; aceto di mortificatione epenitenza, ìpeccatori ;olio di miiericordia, ìpenitenti ;unguento di finita eforza, ideboli ;zucchero emel rofato ,ìgiufti efanti ;etutti , Ctutti 5'*' l i6ROSARIO DELLA Terzo ,ePaolo Quarto ,confirmorono tutte I’indulgenze concette da Tuoi prcdecettori, euen’aggiunfero molt’altre ,ifplicando che non s’intendeffero già mai riuocate fe di loro non era fatta efpreffa eparficolar mentione: edichiarando, che delle Compagnie, che con l’autorità de! Reuerendittimo Padre Generale del ordine de Predicatori fono iftituite* folo fi debba intendere. ..,,. PIOQuarto concette indulgenza plenaria perpetua àchivifiterà l’altare del lantittimo Rofario nella chicfa della Mineruadi Roma in ciafcuna fefta della Beata Vergine,cominciando dai primi vefperi ,contrito ,econfettato ,òcon propofito almen di confelfarfi al tempo debito :efimilmente indulgenza plenaria ,eremittion de Tuoi peccati àchi deuotamente accompagna la procettione ,che fi fa la prima Domenica del mefe . PIO Quinto di Tanta &eterna memoria àpia fupplicatione einftanza d’alcuni deuoti padri del Tuo ordine, conceffe indulgenza plenaria àchi nel giorno fantittimo dell’Annuntiatione deuotamente communicato dira il facro Rofario. Nel giorno della Na tiuità ,Purificatione, Vifitatione, Affuntione della fantittima Vergine,dicendo il facro Rofario, dieci an- ni, etante quarantene. Quaranta giorni ,ogni giorno, dicendo il facro Rofario; fette ogni uolta che deuotamente nominerai ìnomifantittimi di Giefu, edi Maria. Ecome deuotiflìmo di quello facro Rofario, confirmando &approuando in amplittima forma emodo tutte le grafie epriuilegii concetti da Tuoi predeceflori ,&altri prelati di Tanta Chiefa ,econcedendo libera facolta àquella compagnia facra di poter >* GLORIOSISS. VERGINI. ir ter rìceucrc qualunque lalfito, legato »donatione ,& oblatione ;per accender gli animi àsì pia deuotio - ne, concede per la prima volta àchiunque intrando ,&eflendo fcritto in detta compagnia confettato deuotamente,riceuerà il Santiflimo Sacramento all’altare òchicfa di detta compagnia, edirà vna parte almeno del Santiflimo Rofario ,indulgenza plenaria ; eì’iftefta concede ncH’vltimo di fua vita àdcuoti fratelli confettati ,ecommunicati .Nel giorno della gloriola Refurcttione di Chriflo, &Annunciamone, & Attillinone della beata Vergine, da diecianni ctante quarantene, àchi deuotamente communicato, dirà ma parte almeno del Santiflimo Rofario .Concede fette anni etante quarantene di penitenze ingionte ,e loro impolle ,àquelli che in tutte le felle ne ìmifteri delibero Rofario annouerate ecomprefc, deuotamente diranno vna parte almeno del Santiflimo Rofario .L’iltelTo àtutti quelli anchora ,che vna volta almeno la Settimana deuotamente diranno tutto il Rofario .Eàtutti ìdeuoti chriltiani ,anco che non fieno ferirti in quella compagnia facra, che deuotamente accompagneranno la Santa proceflione, / che fi fa ogni prima Domenica del mefe , pur concede fette anni etante quarantene ,come fi può vedere dal feguente fuo Rreue, chea pia confolatione de fedeli, m’è parfo di foggiugnere. DI>IVS PIVsPAPA V. v**vxv;vT, \ dperpetvam rei memoriam .Confueuerunt Romani Pontifices, &alij fanali Tatres pródectjTores noflrì cum bella corporalibus %ucl fpintuahbus premerentur ,autalijs tentatiombus uexarentur^quò facilius ab ittis euaderent, &tranquillaatem adepti, Deo quietÌHL& feruenitus inferuirent ,&itacareni :diuinam opem implorare ,& fandorimi fnffragia per fupplicationes yfeu per letanias depofeere yac oculos cum Dauide in montes leuare ycerta Jpe confidentesinde illis auxtlia ajfutura :quorum exempio addudus >& Spirita fandoyutpie creditaryafflatus beatus Domimela ordinis fra - tram Pradkatoru auUor, (Cuius inSlitutù.et regniamomi in minori bis epernia,expreffe profeffi fumusy)fimili qua mine temporìs cccafio neyquo Albgentium barefispartes Galliani &Itali# mifère crajfabatur y&tam multos excxcauerat faculares ,ut in domini /deerdotes ,&derìcos f&uiffìtne furerent :leuans in calura oculos,&monterà illimgloriofa Virginis M ari ab Alma Dei genitricisyqu#germanefuo tortuofiferpentis caput obtriuit cunUas harefes fòla interemit ,ac benedico fruffiu etus uentris mundum primi Tarentis tappa damnatum fairanit;&de quo fine bumanismanibus ahfcifus cft lapis iUe ,qui Ugno perenfila gratiarum aquas affluente)* prcdnxit: refpicics modim facilemyet omnibus peruium,ac admodutn piurn orari Ài* &precandi Deumy^pfarium 3feu Vfaltenum ehifdem beata Maria Virginis nuncupatum ,quo eadem beatifsima Virgo yfaiutetione Angdica centies yet quinquagefies yad numerimi Dauidici pfalttrij ripetila GLORIOSISS. VERGINE. *9 tifa •&ormone dominion ad quamlibet decimata curri certi: meduationibus totarn eiufdem domini ncftrt Iefu CbriSti uitam demcujlrantibus, interpoftta ,ueneratur ,excogitami ;excogitatum palanti* Romana Ecchjix parte: propagarne: orandique modo pradìfio per alTecla:beati Dominici fratres uideheet ordini: pradifit dmu gato , &ànonnulli: accepto,cceperunt Cbriftifedele: hi: meditiatwmbus accenft ,hi: precibu:infiammati in alio: uiro: repente mutaci ,barejum tenebra remitti ,&lux cattolica lidei aperiri;&ad hanc oramiformata prò locorumdiuerfitate fodahtates per firatres etujciem ordini: ad hoc àfui: fuperioribus legitime deputato: infìitui ,&confratre : in eis deferibi . jqos quoque illorum pradecefjontm utfligia fequeràe: ,militanitra hanc Ecclefiam diuinìtu: nobi: commifjam hi: temponbu: tot harefibu: agitatane ,tot belli:, prauisque hominum monto: airociter nexaiata, &affiifiam cernente:Jacrymabundo:fedfpeipieno: oculos in montem illum linde orme auxilium prouenìtfieuamu: ,&fingnlo: Chriflifìdele: ad filmile faciendum benigne in Domino hortamur, & moderali: :utque faciliu: modu: illc ab omnibus cura ca, qua decet,deuotionc ,c& menti: $relìgioni:quc Chnfìiaux finceritate altpiolia— tur ,anfioritati: noflrx parte: quantum nobi: ex alto conctditur ,fauorabilitsr, impaniente: ;Modum orandi <&precandi prpdifium , omniacme &fingala indulta ,indulgcntia: ,peccai orutn rennjjione: , relaxarione: ,iramunitate: >pnuilegia >&alia: gratin: per quoficunque Bpntanos Pontifices >prxdecejJores no(iros,<gr di ttx Sedi: etiam de Intere Legato: ?ac alio: ipofiolica adid aufioritatejiijfu.lto: ,iuxta precandi modum predifium, orantibus ,&Confraternitatibu: ,feu fodalitatibu:,(uh difio F^ofario infìituti: ,&iUarum ecdefij: feu alta - ribus ,aut Capellanij: ,nel Confratribu:,ac fodalibu: >tatti Motti proprio ,&ex certafeientia ,finte in genere ,nel in fbtck, quàm alia: quomodolibet ;etiam pluvie: concejja ,confirmata ,c2" innouata ; quorum omnium &fingulorum tenore:, &compendia ,prxfentibus haberi uolùmus prò exprefiìs &infertis ,cadetri aufioritale harum ferie perpetuò confirmamus &approbamus ,ac Oli: perpetua ,&inuiolabilisfirmitatis robur addecima:.'ìsfecnon potioripro cautelai prxtnìjja omn;aeifidem modo>&forma ,quibus concejja reperiuntar, mtìnwi fiwrtw/twj/p _/ir (WYlYlìhllC finCTJìljc CÌlVÌ fhfttlpì.’IlU C ( lo ROSARIO DELLA &prò tiwporcexiftente ipfius ordinisGenerali Alagiflro ,uel cius Ficario duntaxat deputato! ,in baitifmodifodalitatem feu confrater - nitatem Rofxrij receptis ,& defcriptis: Eccle/ias, altana ,&expCUas, huiufmodi uifitantibus ,necnon Deopreces iuxta Rofarij modimpradiCtum efundentibus ,quod omnibus ,et ftngulis indultis, in - iulgentijs ,peccatorum remiffionibus ,relaxxtionibus ,priuilegifs & ahjsgratìjs prafatis fruì ,uti >potiri &gxudere ,necnon eifdcm Confratemitatibus ,feu fodalitatibus,quod iUarum ad id deputati Confi atres omnia, etfìngala oblationes,et legala,fett donationes,aut aliai quo uifmodo >fhie in teflamento ,fine codictllis>aut alia ultima ,uel iiturttiuos uoluntate ,illis reliCIa , (jrerogata ,quacunque, quoteitnqut &qualiacunque,etiam fi jpeciali nota digita fint,percìpere ,exigere , leuare ,&in confraternitatum hniufmodi pios ufus coniterterc,etiam ordinarvi loci ,aut cuiufuis alterius licentia dtfiper minime petita» libere ,&licitepefjìnt .Et infupcr quò quifque ad fe numero Confratram prxfaiorum aggregandotipromptior et alacrior fiat :DeornitipotentisDei mifericordia >ac beatowm Tetri et Vanii apoflolorum eiufdcm auftoritate confìft ,omnibus &ftngulis Confratribus prr -1.c•|^|•JZ’ *••mi w r zrrrv Jrr»rr wtw in» *> •-^*ww j%, y»vhVcr wr l/r irv Vvr 9»> tUV nitatis percepcrint ,&imam faltcm c^inquagcnaìn Bgfarij recitauerint >&prò tranquillitate [auffa matrès Ecclefa orauerinti necnon qui in mortis articolo confìttati faluutris p£vÀteniÌ£i&viatici[aera - inviai» orcfnijjwiiziHymifzì ^vruutfì in lcfrano conce.' dimsts, &elargimur. Qui nero in die Rejurreftionis domini noHri lefu CnriBi,et Annuntiationis,ac vdffuwptionis,cìujdt7ii heatte Alària prtefatum Eucbarifiia facramentum fimpferm, &partali Rofluii ,ut prafertur ,recjtauerint,decersi annos ,&totidem madragenas .Eifdem autem confratribus ,qui in reliquis domini noftri le. fu chrifli ,& beala Maria Firginis prafatorum fefiis dichus ,;n quibusfacra ipfius Rofarij myferia recenfentur ,unam faltem Rofarij quinquagenantrccitauermt; necnon altfs omnibus &ftngulis utriufque fexus Chrifli fi. delibus ,etiam non confratribus ,qui in eiufdcm Rofarij pròceffone , qua menfe quolibet fieri confueuit ,deuots intcrf uerint ;&pariter confratribus prafztis>qui ipfum Rofarium integrum qualibet hebdomada deuote recitauerim ,feptem annos ,&totidem quadragenas de iniunffis[ibi painitcntijs ctiatìi wifcricorditcr iti dQtuìno relaxantus• Decer* GLORIO SISS. VERGINE. %i Becernentes Confratres &alios pr*fatos àquoquatn icjuper molcfla* ri ,Trafentesqne literas defubreptionis ,nel obreptionti ,aut nullità tis, aliane uitio ,aut intentionis nofìr* defediti notavi, arguì nel ittipugnavi ,&fub quibufuisfimilium ynel difìimMum gvatiarum renocationibus yalterationibus ylimitationibus ,fufyenfionibus >aut aids contrarqs difpofìtionibus comprebcndi non pojjè ;[ed quoties illa emanauerint 3totics in priflinum, &ualidififfimum Slatum reSlitutas >& dcnouQctiam fubpofteriore dataper ip[os deputatos Confratres eli - genda conceJJasyacperpetuò ualìdas ,&efficaces effe ?&fore3(uo[que plenarios &integros effeffus fonivi debere :&ita per quofeunque vidiccs, et comrnifjarios quanti autloritatefungen.etiam caufirum Volati jApoftalici \Auditores,&fanti* Bimana Eccleft* Catilnalesy fidata tis 9et eorum cuilibct quauis aliter iudicandi et interpretandi facilitate et au£iortiate,iudicari3et dijftniri debere ;ac ex nmc irritum et inanefi focusfuper bis àquoquatti quanti au&oritate 3feienter nel ignorantercontìgcrti attentavi .TsJon objlantibus quibufms apollohcìs,ac in prouincialibus 5et fynodalibus Concilijs aditisi generahbus ,usifjpccialibus conflìtntionibus, £r ordinationibus,ac Cancellavi* Apoftolics regniti *ditis ,&adendìs ,cattrifque contrari\js quibufeunque. Voiumus autem quodprétfentiutrajumptis manu alicuiusnotarij publti ci fubfcriptis ietfiglilo alicuius perfori* in ecckfìajlica dignitate confitiutA muntiti, eadem prorfks fides tam in iudicio >quam extra adbibeatur ,qu* pr&fentibus literis adhiberetur 3fi forent exhibit*3 nel ofìenfie. Bat. apudfanCÌHm Tet rumfub amidopijcatork, Qie XPII- Septembris.M. D. LIX, Vont.noiìri .Anno quarto. Ca* Glorierim DOPPO TANTI "E SI PRETIOSI tcforijdi due gandi ericche heredita fono partecipi ìdeuotì fratelli ,che fono fcritti in quella Compagnia (aera. Prima» di tutti ìbeni che fi fanno da tutte l’altrcperfonedi detta Compagnia:l*altra,di tutti quelli che fi fanno per l’uniuerfo mondo da frati Predicatori ;alla communione eparticipatione de quali fono dal moderno Reuerendiflìmo Generale di detto ordine benignamente di nuouo ammefife riceuutijcomegià da altri Tuoi predecelfori, fi come appare per le feguenti lettere patenti. dEtfimo ftbi dile&is .Vniucrfis utrìufque fexiis Chifiifiddibus fan&ijjìtni Fcfaiij focietatis totip atribus ,Deiparam Virginem dominarti noflram denoto hoc utnerantihus cultu ,Frater Seraphinus Caballus Brixien. facraTheologja profejp>r,actotius ordinisVrxdicatorum burnita Gtnerahs Atagijìer &ferHussfalutem, et atei-rum Jan&orum commmionem. Diurni (piritus unitasi ano fan 8aFedefu cattolica regitur,qnemadmodum efficit ,ut miequid in ea collatura efì,comunefit omnibus;&quacunque p.èfankeque ab uno fufcipiuntur,ea ad omnespemneant,& cbaritate(qua non quarti qua jua funi) omnibus profu: fiatique membruta totius corporti pitti ceps effe diamus,fic convarMu omnibus timentibus deum et cuTiodien tibus mandata eius ;Ita &una nofirum commutiti erigo unius fciluct captiti I 2) GLORIOSISS. VERGINE .* .«- capitis ac patris fanffifjìmi D* Dominici idem finis ac infiitutumDei fi lium* eiujque facratiffimam genitricem D. Ts(. diurno hoc[iugulariqutr cultu ueneradt atque colendi* quemadmodum ad inuicem [iugulari etia charitatis ncxu tanquam unius capitis ac corpons membra coniunge* rcdtbent ;ita &hoc unum efficere*ut nibil boni ànobisfieri nel ponderi exiftimemus*quod non omnibus commune effe intelligamus .Quayc prxdecejjorum nofìrorumuefiigia [equentes*et eorum atta firmantes: De nimia omnipotentis Dei mifericordia &liberalitate *deque 1aera- ti fiima eius matris Maria Virginis D. &noflrì ordinis fìngularis aduocatp &patronf*necnonfanfforum Dominicipatris noftri ,Tetri Martyrìs *Antonini *Thoma *Vincenti/, Catarina *ac exterorum [andorimi &Iandarum dei, pia intcrcefiìonc confi fu omnium mifiarum &facrtficiontm ,orationum ,prxdicationum *fludiorum* uigilia * rum *ieiuniorum* abfìinentìarum *peregrinationnm *obedientiarum, laborum* cgterorumque honorum ,ac meritorum *quaper fratres & forores noftri ordinis diuina bonitas in mando fieri dederit uniuerfo ; communionem &participationem libenter uobis concedìmus ,&piè elargimur :Vofque ad ipfius ordinis beneficia &fnffragia uniuerfa & [iugula recipimus ;admittimusque in ultapariter &in morte >ut multiplici fanfforumfuffragiorum prpfidio adititi* bic augmentumgratin* &infuturo gloriarci percipiatis xternam :In nomine patris &fili] & fpirìtus faneh* Amen* -In quorum fidem bis offici/noflrifi• giUo munitis propria manufubfcripfimus • Datum EpmxJnConuentu nofiro [auffa Mari* fuper Mintruam* Die ultima Marti j Ai. D*LXX III* Fr. Serapbinusqui [upra manupropria•T^egiflr. foLv* Afiumptìonìs noflrx Anno Secundo. F.Andreas Zancttus Salodien. Magifler Trcuincialis Terra fanffe* I A’ PIA ET VTILE CONSOLATANE de diuoti del Santo Rofario, feguono le ftationi delle chiefc di Roma, con le Tue Indulgenze per tutto l’anno ;lardandone per breuità moli’altre, che hanno altri giorni ,& alcune ogni giorno Aprima Domenica delI’Aduento èla ftatione alla chiefa di Tanta Maria maggiore, ou’è indulgenza di anni vint’otto nula ,&altre tante quarantene .Oltra di quello,la indulgenza della terza parte dclli peccati. Edi piu, in quella chieia in tutte le felle odia Madonna cla indulgenza di anni mille. La feconda Domenica dcli’Aduento èla ftatione alla chiela di fanta Croce in Hierufalem ,ou’è undici m>la anni d’indulgenza;& oltra quello,la indulgenza plcnai ia ditutti 1peccati. Efàn Silucltro ampliò la indulgenza . La terza Domenica dcll’Aducnto èla ftatione alla chiefa / GLORIOSISS. VERGINE *1 chiefa di fan Pietro ,ou’è indulgenza di anni uint’ot- to mila &altre tante quarantene. . Il mercordi delle Quattro tempora,che èdoppo la terza Domenica dell’Aduento, èla ftatione alla chicla di Tanta Maria maggiore, &u'è indulgenza d’anni vint’otto mila &altre tante quarantene. Et di piu ,la remiflione della terza parte di tutti li peccati. 11 venerdì delle Qjiattro tempora delTAduento è la ftatione alla chieTa di Tanto Apoftolo ,ou’è anni dieci mila d’indulgenza :&oltra quello, la indulgenza plenaria di tutti li peccati. Il Sabbato delle Quattro «tempora delTAduento è la ftatione alla chieTa di S. Pietro ;ou’è indulgenza d’anni vint’otto mila, &altretante quarantene. La Domenica quarta dell’Aduento èla ftatione alla chieTa di Santo Apoftolo, ou’è indulgenza d'anni dodici mila ;&oltra quello,la indulgenza plenaria di tutti li peccati. La vigilia della Natiuità del Noftro Signor Giefii Chrifto, èla ftatione alla ChieTa di S. Maria maggiore, ou’è anni vint’otto mila d’indulgenza, &altre tante quarantene :Edi piu ,la remiflione della terza parte di tutti ìpeccati. '? La notte della Natiuità del noftro Signor Giefu Chrifto nella Capella del PreTepio di detta ChieTa ,vi Tono anni vint*otto mila &altre tante quarantene ;Se oltra quello,vè Tindulgéza plenaria di tutti xpeccati. Nella Teconda mefla nell’aurora, ouero nel fardel giorno,èla ftatione alla chieTa di Tanta Anaftalìa,e vi Tono anni vint’otto mila, &altre tante quarantene d’indulgenzasdi piu ui cl’indulgenza plenaria di tutti ìpeccati. j ENel 3»ROSARIO DELLA ou’e' indulgenza d’anni quindici mila ;oltra quefto,la indulgenza plenaria di turni peccati. Il venerdì èia ftatione nella chiela di (anta Maria Rotonda, ou’e' indulgenza d’anni quindici mila. Il Sabbato e' la ftatione alla chiefa di S.Giouani Laterano ,ou’e' indulgenza d'anni quindici mila ;ela remiflìone della terza parte di tutti li peccatile due volte indulgenza plenaria. ,A. La Domenica dell’Ottaua di Pafqua ela ftatione nella chiefa di S. Pancratio, ou’e’ indulgenza di anni quindici mila ;edue volte indulgenza plenaria. Nelle Letanic maggiori, cioè' nella fefta di Tanto Marco ,e' la ftatione nella chiefa di S.Pietro, ou’e'indulcenza di anni vint’otto mila,& altre tante quarant(!nC *,„.. Nel di della Afccnfione di Chrifto e' la ftatione nella chiefa di S.Pietro, ou’e' indulgenza d’anni vint’otto mila,& altre tante quarantene. Nella vigilia della Pentecofte èla ftatione nella chiefa di S-Giouanni Laterano,ou’e' indulgenza d’an- ni quindici mila; Oltra quello, la plenaria indulgenza di tutti xpeccati. Nel giorno della Pentecofte èla ftatione nella chiefa di S.Pietro, ou’e' infinita indulgenza;Etanchor la remilfione plenaria di tutti ìpeccati. Il Lunedi doppo la Pentecofte e' la ftatione alla chiefa di S. Pietro invincula, ou’e 'indulgenza plenaria di tutti ìpeccati. Il martedì e' la ftatione nella chiefa di S. Anaftafia, ou’e' indulgenza d’anni vint’otto mila. Il mercordie' la ftatione alla chiefa di S. Maria maggiore, ou’e' indulgenza d’anni vint’otto mila,& altre GLORIOSISS. VERGINE. '& altre tante quarantene ;&di piu la remiflìonc della terza parte di tutti ipeccati. *11 giouedi èlaitatione nella chiefa di S. Lorenzo fuor delle mura, ouefono anni diciotto mila d'indulgenza,&altre tantequatantcnc;oltra quello la remifiione della terza parte di tutti ìpeccati ;&di piu la li— beratione di un’anima del Purgatorio . Il venerai èla Élationc alla chiefa di S. Apertolo, oue fono anni diciotto mila d'indulgenza, &di piu «» *J1f’j.&I 1mdulacnza plenaria. i'w'*'*-•' •>* *. *11 labbato èla fìatione nella chiefa di S. Pietro, otte fono anni’ diciòtto mila d'indulgenza; &altre tante quarantene ;&ancor là liberatione d’vn’anima gatorlo. I '•£ v k: Il mercordi delle Quattro tempora di Settembre, c là ftatione nella Cbielà di S.Maria maggiore, oue fono anni vint’otto mila d’indulgenza,&altre tante oua C/ X rantene ;ela remiflìone «della terza parte de peccati. II venerdì èla ftàtìpne nella chiefa di S.Apoftolo, doue fono anni diciotto mila d’indulgenza ,&di piu l’indulgenza plenaria. Il fabbato èla ftatione nella chiefa di Santo Pietro ,doue vi fono anni vint otto mila d’indulgenza ,&altre tante quarantene ;8$. ancor uiè la remiflìone della terza parte di tutti li pec - catJ . FDEL- DELL’INSTITVXIONE, PROGRESSO, RITI, ECAPITOLI DELLA COMPAGNIA DEL SANTO ROSARIO. CAP. III. NO dei due gran lumi,che quella eterna luceelelfe, efi compiacque di collocar nel cielo di Santa Chiefa per fcacciar dal mondo le folte tenebre d’errori, ede peccati, de quali in quell’età ftaua ingombrato ;fù quel gran Padre ,egloriofo Santo, prima che nafcelfc preuilto fotto figura di vn cagnuolo con vn’ardente facella in bocca ,egià nato apparendo con vna (Iella in fronte ,coli neli’vna ,come nell'altra apparitionc &ombra ,dimoftrando il fine, per ilquale egli era nato capparfo al mondo ,dico ,quel gloriofiflìmo eSatiflimo Padre fan DOMENICO, lafciando l’altro, non di manco fplendordi quello primo >il Beatilfimo Padre fan Franceteo . •Fa Quello P 3„ROSARIO DELLA Oucfto Santo dunque per fgombrardal mondo tante tenebre d’errori ed’hcrefie, dellequah non fono lepiu ofcurc epernitiofe, piantò quella ieliccc <. (aera vite della Religione de Predicatori, quale quan- to per 1‘vniucrfo fi iìa dilatata ediffufa ,quanti cquali palmiti habbi per ogni tempo prodotti, qual’odorc di bontà ,qual fapore di pura dottrina habbi tempre dato efpirato al mondo ,ecome uera ulte appoggiata àChrifto &alla fua chiefa ,che non può cadere 5perfeueri effequendo 5econfcquendo il fine, per il quale fìi piantata ,non occorre trattare in quello luogoWAVi X-r m^^ Piantò infiem’infieme perTifteflb fine, periftirpar l’herefia degi’Albigenfi, che ne Tuoi tempi andaua per ogni parte di Francia, &Italia ferpendo (come narra nel fuo Breue Pio Quinto di Tanta mcmoria)vn nobile &delitiofo Rofario, delquale hora trattiamo,per ri uelatione eiftì uttione della Sacratiftìma Vergine Nofbra Signora ,fi come piamente fi crede :iftituendo & ordinando quello diuin modo d’orare cmeditare ,à imitatione &eftempio del Salterio del Santo Re Dauid,di cento ecinquanta Aue marie comporto ,econ quindici Pater noftri per ogni dieci Aue marie diftin- to,in honore egloria della Santilfima Vergine :d'onde auuiene, che alcuna uolta èdetto Salterio di Nortra Signora ,che noi però Tempre chiamarono Rofario ;alle quali quindici partitioni òdecine (c,ome vulgarrnente fi chiamano) uolfe che corrifpondeflero,& infieme fi contemplaffero quindici principali mifteri della vita di Chrifto Noftro Signore ,edella fua Santilfima Madrcjfapendo molto bene quello deuotilfimo Santo >quanto importafie, equanto d* vita GLORIO SI SS. 'VERGINE 37 p'I, vita deffe ,la meditatione all’oratione ,quanto come care forche ftcftero ben vnite ,ccon fon Paolo dando proportionato cibo àtutti ,l’oratìone a' Tempiici , la contemplatione a' perfetti, a' tutti tutto farli. Et al Chriftiano,il qual non tanto di nome,quanto di ulta, fede, efacramenti da Chrifto dipende ,elauti perfetti one in quella uita, comelauera gloria efelicità nell’altra, confifte in piu perfetta &efpreffamente conformarli con Chrifto, come membro col capo, &per quello non mai fi dourebbe penlarad altro, parlar d’altro, Òconfideraialtro che Chrifto ,, eia fua uita fantifTima ,uolfe quello non mai àbaftanza lodato Santo ,che ben in tutto dimoftrò l’ardentiflima fete che hauea delle falute dell'anime , dargli un memoriale, un breue compendio della uita di Chrifto, unfoaue Rofario ,acciò lo porta-fife feco ,lo mirafte &odorafte fempre .Ecome meglio potea ifprimere la foauìtà ebellezza delia Sacratiflxma Vergine ,àcui èquello facro Rofario dedicato, che fiotto quello nome ?Come meglio ifprimere la uita di Chrifìo, edella Madre infieme ,come Rofario mifta di rofe elpine ,difoauitàe conten- to, d’afflittioni epene ?Cominciamo dal nafeimen- to ,ecco le fpine del prelepio ,ecco le rofe del cielo 3 icanti de gl’Angioli ,el’allegrezza deSanti Pallori: coli per ogni palfo della uita di Chrifto (correndo,tro uaremo rofe e{pine infieme. L’iftelfo dir potiamo della vera amica, ecompagna di Chrifto ,la diuinilfima fua Madre,che la diuinità imitando, mai abandonò il diuiniflìmo fuo figliuolo. Ecòme piu chiaro rapprefentar fi potea li tre flati di Chrifto, in uita, in mortele doppo morte anchora» edella Madre Santilfima > Poiché 53 ROSARIO DELLA ! Poiché» come nelle rofe fon fiori ,lp ine, efronde; coli partendo ilrofario tutto in tre parti, orolàrii che li vogliam chiamare, il primo Gaudioio, il fecondo Dolorofo ,il terzo Gloriofo ;l’vno àfiori ,l’altro alle (pine >il terzo alle frondi con iPpondentc climile ;nel primo, cinque principali milteri comprefe della Sacratifsima vitadiChrifto ;cinque dcli'acerbilfimafua padrone emorte nel fecondo ;enel terzo cinque della felicifiima fua eterna gloria. Hor quello diuin modo d'orare emeditare da quello gloriofilfimo Santo,eda fuoi figliuoli predica- to ,&infegnato apopoli per IVniuerlo mondo ,chi potrebbe dir mai 1marauigliofi effetti che operò nelle menti degl huomini ?qual fubitae marauigliofi mutation di vita fecero? Come nouo raggio elucc tacciando le tenebre de gferrori, eilluminando l'inteletto ,eri Icaldando l'affetto ,in vn fubito fi viddero gl huomini cangiarli-, cangiar collumi euira ,con tutti gl effetti eh operaio noi la diuina gratia, che con 1oratione (come $*e detto) comecon attilfimo mezzo s’acquilla; etrattando &odorando rofe, in che modo poteano gl’huomini ,fenon rendere buon odore ,etoccando fpine ,non rellar compunti ,edi v^tu edi grafie odoriferi eripieni ,hauendo feco & orando &meditando fempre il nollro facro Rolario ? .Succede co'l cempo(conforme alla conditione delle- cofe humane) che il nollro facro Rolario feccò poco meno, oper poca diligenza decoltori, oper il grande inuerno de peccati ,emancamento di charità verfo Dio .Nella Germania in fucceffo di tempo codl "uo»oda alcuni Padri dell'ordine denoti della Santifica Vergine,dalMeffa eccitati,ad effere colti uato GLORIOSISS. VERGINE. S9 coltiuato,cominciorono àpredicarlo, econ felice progrdfo &augtnento crefccndo, hoggidì sì per diligenza de coltori, come per la felicità de noltri tempi, ne quali piu che per i’adietro s’attéde alla riforma del mondo, feruitio di Dio, efrequenza de facramenti Se orationi ,fi vede di modo accrefciuto ,Se in frequenti edeuoti collegi ecompagnie ridotto ,con ordini eriti molto pii, che non èparte del mondo ,oue non fia con incredibile frequenza edeuotione abbracciato ,àlode egloria del Signor Noftro ,edella Santilìlma Vergine, con molto frutto &vtilità del- I'ani me ;per commodo cferuitio de quali feguono ìriti, ecapitoli di quella facra compagnia. I. Si come dii gloriofifiimo Padre, efondator dell’ordine de Predicatori fan Domenico fu piantato quello facro Rofarìo, &inftituito quello diuin modo d'orare; coli al Reuerendillìmo Padre Generale di detto ordine, fuo fuccelfore Se herede, tocca folo dare l’autorità elicenza d’inftituire Se ordinare dette compagnie ;fullituire edar licenza di fcriueree riceuere in dette compagnie, efar ogn’altro atto necdiario, come dà molti Sommi Pontefici e' Rato concello econfirmato:e di piu da Giulio Terzo ,Se Pio Quin- to, efprelfamente dechiarato,che le compagnie lenza licenza &autorità fua inllitilite, fieno nulle, &non godino indulgenze òpriuilegio alcuno. II. In tutti ìConuenti echide dell’ordine de Predicatori deue elfere quella compagnia facra, enon in altre chiefe, ellcndo propria heredità einllituto dell’ordine. Nelle città, callelli ,terre, òville, oue non e’ Conuentoò chiefa dell’ordine de Predicatori ,fi può mettere in altre chiefe ,con licenza del Ridetto Rcueren- 4c>ROSARIO DELLA Reuerendiiumo Padre Generale ,con quedo clic vnl fai compagnia ila per ogni terra eluogo >per fuggir 0oni confatone: eandando doppo ìPrati dell oi cline ad habirar in detti luoghi >cfacendoui efabricandoui Conuento echiefa, come aucri elegittimi hcredi, s’i-ntende fubito detta compagnia, altare, emolumenti’, &ogni attinenza deuoluta loro,&à loro trasferita. 111. /In ogni chiefa ,ou’c detta compagnia ,deue edere il fuo particolar Altare oCapella chiamata del lau- to Rofar io con denota figura oimagine della Santiflìma Vergine, ede ìmifteri del fanto Rofario :deuono edere ancora iRettori ecapi di detta compagnia ,per fuggir ogni confufione: deue elfere un libro particola re, oue fi Icriuino tnomi ecognomi di tutte le per- Pone della compagnia. HIP >(Quelli che hanno autorità elicenza (come s'è detto di fopra) di poter fcriuere ericeuer in detta copagnia, deuono riceuere& ifcriuere tutti quelli che dcuotamente lo chiedeno fehza premio opagamento alcuno,sì per edere cofa fpirituale efacra ,come perche tutti indifferentemente ricchi epoueri pollino go 4er di tanto bene, &anco per edere non in beneficio di chi riceue, ma di chi èriceuuco inftituita &ordinata la Tanta compagnia; &l’ edere in un luogo,euna foi uolta ifcritto ,balta. V. Nefoloì uiui, ma anco ìmorti,quelle pouere anime che fono in Purgatorio ,poflono edereiferittee fatte partecipi di tanti beni, Tempre che alcuno per pia adettione farà loro fcriuere, eper loro dirà il San- to Rofario. .... VI. Similmente, fe qualche perlbna farà dire da altri, per fc,il S. Rofario,pur cofegue, egode tato beneficio. •... Sono GLORIOSISS. VERGINE. 4» VII. 'Sono obligate tutte quelle perfone, che fono iferìcte in quella facra compagnia adire il Santo Rofario vna volta almeno la fettimana, eper loro commoditàfegli concede, che lo poflìno partir edire in cinque decine per volta,che fono cinquanta Auc Marie, ecinque Pater noftri: lafciando però perobliuionc òuero occupatione non fi pecca» ma fi perde il frut to,che fi confeguirebbe dicendolo,ela participationc de ìbeni,che fanno gl’altri fratelli . Vili. Celebranfi quattro anni uerfarii l'anno per l'anime de fratelli defonti nelle chiefe di efla compagnia, dietro le quattro folénità principali della Santiflìma Vergine,Natiuità,Annunciamone,Purificatione,& Alfuntione,à quali tutti deuono cócorreree trouarfi, acciò riftefia pietà fia ufata loro,pregando per quell’anime. IX. Ogni prima Domenica del mefe, fi fa deuota efolenne procdfione del facro Rofario doppo vefpro,alla quale tutti deuono per ogni modo conuenire,cosi per l’indulgenzee tefori che confeguono, come per ritrouarfi tutti ad honorare la Sacràtiilìma Vergine, auuocata eSignora loro, etutti uniti deuotamente implorare l’aiuto fuo. X. Scritti che ha il Sacerdote quelli che deuotamente chiedono d’entrar in quella compagnia,ripofta la corona òRofario fopra l’altare con la dola al collo, deue deuotamente benedirlo in quello modo. Sf. ^Adiutorium noftrum, &c. I£. Quifecitt&c. fy. Domine exaudi, &c. Ik. Et clamor, &c. Dominai Hobifcum. Etcum(piritu tuo. Oremus. M7VOT E7^_S , cSr mifericors Deus ,qui propter nimiam ebarìtatem, qua dilexifti nos,filium tmm ungenitum Dominum ncflrum lefum Cbriftum,pro redemptìone nottra de edis in terram defondere ,&de beatitfìnue GVirginia f 48 ROSARIO DELLA dknitate Ecclefraftica iiiftìtUt* munitis eadem prorfusfides in iudicio qtàm extra adbibeatur ,qua prafentibus littris adbiberetur ,fiforent exhibita,nel oflevfa .Datum Bgma,Jpud Sanlium Tetram fub amalo Ytfcatoris »Dieprimo aprili* :M.D.L XXII I, Ymtificatus T\ptìri Mnopr.nio. qx. GlorierÌHs. DEL- DELL’ORDINE, EMODO, CHE DOBBIAMO TENERE, PER DIRE EMEDITARE CON DEVOTIONE EFRVTTO IL SANTO ROSARIO. CAP. V. EPERnutrirci efomentarci in vita è di meftiero ,òdue uolte, òvna uolta almeno il giorno prendere il cibo per riftorare Thumido radicale ,che fenza alcuna tregua il calor naturale rode ecófuma; perche anco ogni giorno, òdue uolte,òuna uolta almeno, per conferuar in noi ì’humido della gratia, radice di vita,ed’ogni merito, il quale del continuo dal peftifero calore di concupifcenza, efomite , ia noi per il peccato congenito, viene àedere mifera- Hmente I So ROSARIO DELLA méte diminuito5econfumato,no fiamo folleciti di pafcere l’anima noftra, che pur èmolto da piu ch’il corpo, co’l uero fuo cibo (doppo quello diuimffimo del Sacramento) di deuote orationi cfante meditationi ? Et fe non peraltro, per quello folo dourebbono ìdenoti del fanto Rofario,per graui occupationi,che tenghino.vna breue hora del giorno piu còmoda loro ,c piu atta,ridurli ònella chicfa comune,ònella loro priuata danza,equiui raccolti deuotaméte dire vna delle tre parti almeno del fanto Rofario,& infiem’infieme contéplar ordinataméte ì(acri Tuoi mifleri, eli man in mano l’vn dietro all’altro di giorno in giorno ,edi nuouo ritornado come per ruota egiro dal principio. Ma perche quella parte della meditationeè molto piu difficile, èprima d’auuertire,che quatunq; fi polla fare òinnazi, odoppo, òmétre ancoffi dice la corona, fecódo eh: la mete fi troua piu difpolla einferuorata, feguédo pesò l’ordine della natura, che sépre palfa dal meno al piu perfetto, epiu difficile, lìdeue fare doppo 1oratione,poi che già con la uocale habbiamo in noi eccitato quell’ardor di deuotioner&attentione di fpì rito, che àuera meditatione fi ricerca .Equiui òletto in qualche libro ,òridutto eriuocato alla memoria il palfo òmillerio che’l deuoto ruminar ecótéplar uuo- Ic nel cuor fuo,dcue imaginarfi che quel millero fi fac eia innazi alui llelfo, figuradolo coli nella fuaimaginationerpoiche per limili cofe ci fu data da Dio, quella potéza:& sforzili dillar quiui prefente co un cuore j‘?1,^c?j?^oneuo^e>amorofo,&deuot°;contétandoli di cofiderar fimpliceméte &fenza difordinata fne culanone quel facrato millero,ch’egli tiene innazi co le principali circQltanze,che fono in effojlequali fono quattro* GLORIOSISS. VERGINE. fi quattro :come fé confideri un miftero della pa/fion di Chrifto,chi patifee, per chi patifee, la cagione della paflGone,& il modo del patire. Chi ?l'Iddio di maefta infinita .Per chi ?per limonio, ingrata efeonofeente creatura.Perche cagione ?per bota folaméte &miieri cordia. In qual modo? có gràdiflìtna humilirà,charità, mafuctudine,patit*za &obedicza.Quelle fono le prin cipali circoftanze che in quelli mifteri noi confiderar dobbiamo.Douc èmolto da notare,che quatuq; que fto Canto efercitio fia vnitaméce deIl*intelletto,& della uolontà, (percioche l'intelleto confiderà le cofe, &la rolófà le (ente &appetisce) tuttauia fi ha àtener maggior conto dell'efercitio della uolonta ,che di quello dell’intelletto pereffer piu utile.Perche molti letterati fono,che conofcono cofe affai,&gradi di Dioff quali con tutto ciò poco l'amano.Molti Filofofi (dice l’Apo ftoIo)furono già al mòdo,che conobbero Dio,& però non lo glorificarono,ne feruirono.Siche per tal cagione nò pretendiamo qui d’acquiftare tanto il conofeiméto fpeculatiuo di Dio (ancorché buono fia)qua to l’amore e*l timor d’effoff’horrore del peccato, il dileggio del mondo,&di fe fteffoffa letitia con lo Spirito Santo ,&l’intrinfeca deuotione con gl’altri fimili affetti, che fono mouimenti& opere della uolontà* nellequaii confifte il noftro bcne.Ma perche la uolonta (come s'èdetto)è una potenza cieca, che non può operare, fe prima non precede qualche lume ,ò operatione dell’intelletto, (qualunque ella fi fia) però ci feruiremo qui dell’intelletto,che illumini ,guidi ,& ecciti la uolontà aquelli fanti affetti &mouimenti.Di forte che ,fi come èneceffario l’ago per cucire ,non perche egli cucia ,(però che il filo al cucire piu fcrue) Ha ma perche ROSARIO DELLA ma perche fenza l’vno &l’altro non fi può cucire: coli èuccellano l’ufo dell’inteiierto per quello della uo loncàj porto cafo che quell’ufo, che principalmente pretendiamo fia della uolontà, quantunque la coitiparatione non fia molto fintile, eccetto, chetano ferue per l’altro .La onde fi come error grande farebbe, che l’huomo fpendelfe tuttoiltempo, &le fatiche fuenemezi, &lafciafìfe il finejcosì errano alcuni, che nel confiderare quelli diuini mifteri ,fi feruono piu dell’intelletto, che della uolontà ,&par che diano piu attenti, &piuftudino per predicare, che meditando per orare, &per porre affettione alle cofe di Dios talché per ifchiuare quello inconueniente,deue l’huomo affaticarli per applicare,quanto piu farà poffibile,ilfenfodellafuauoìontàa quelli millerii ,penfando in elfi con cuore humiIe,deuoto,pieno d’amore &di timore,ridotto eraccolto dauanti al colpetto di Dio ,co’l quale egli tratta ;&quello èil line, &il principale frutto di quello efercitio. Percioche gl’Angeli non diedero ,quando nacque il Signore ,la pace agl’huomini di buono intelletto ,ma fi bene aquelli di buona uolontà: nella cui riformatione confifte la fantilìcatione nolira ;poiché molte uolte uediamo che fi trouano alcuni buoni intelletti fenza buona uolontà, ma non fi troueràmai uolontà buona fenza làno intelletto. Ne fi deue dar acredere d’elfere obligato ,fi come egli ha recitato cinque decine òparti delfanto Rofario, cosi di meditar infiem’infieme tutti ìcinque mifteri corrilpondenti aquelle ,poiché ricercando la meditatione non breue ,ma lunga alquanto, emolto inteta edenota appiicatione,farebbe lungo, emolto ,, 'difficile : GLORIOSISS. VERGINE. fi diffìcile: ma deueil deuoto fermarli, oue trouapiu gufto ,eperfeuerare, quanto dura il caldo di deuotione, epiu predo meditar un folo millero con molto femore gufto, chefcorrerne molti fenza :fi come fi _ legge d’alcuni Santi, che fletterò le notti intiere, un fol punto ruminando econtemplando .Però in quefto bifogna che regola ne fia eguida Tifteflo fpirito di Dio ,il quale quella foauità egufto ci dona ,ecome naui fenza remi dobbiamo darci in preda all’aura fua diuina efoauc . Mafopra tutto» per l’ultimo punto èd’auuertire, -che come dalla Rofa piu d’ogni fior utile ,piu liquori cauiamo per ufo ediletto della noftra uita ;cofi lambiccando con fuoco di deuotione quelli facri milleri ,econtemplandogli come fi deue ,non folo acqua clagrime di cópaflìonen’efpremeremo ,come alcune perfone fanno ,lequali meditando alcun palfo della uita òpaflìon di Chrifto ,fi fermano in quello ,fenza palfar piu oltre ;ma frutti molto maggiori, epiu foaui epretiofi liquori coglieremo da queft*arboro della uita ,ecomporremo con quelle fante meditationi. Eprimamente polliamo mouere il cuor’noftro al dolore epentimento de noftri peccati ,meditando alcuno di quelli mifteri della uita, epalfione del noftro Saluatore; elfendo cofa certiflìma, che tutto quello , ch’ei patì, lo patì per li noftri peccati ;in modo che fe non fulfero flati peccati nel mondo, non farebbe fla- to confeguentemente necelfario un rimedio sì caro , etanto pretiofo .Di maniera che ìpeccati tanto ruoi, quanto miei, edi tutt’il mondo furono cagione di far prendere ,legare ,flagellare, coronar di fpine, &porre in croce Chrifto ;Didoue uedrai quanto fiaconucniente. f4 ROSARIO DELLA aenicnte, chetuti dolga della grauezza &maligniti de ttioi peccati, poiché cflì cagionorno al Signore taa ti dolori inon che forzafiero il figliuolo di Dio apatire »ma perche da elfi prefe occafione la diuina giufti tìa,ricercando tanta grande fodisfattione .Et nó folamente per abhorrire il peccatola per amore delle uir tùdouremo grandemente inanimirci con gl’efiempi delle uirtù di quefto Signore ,Iequali tanto legnalatamentc rifplcndono nella fila (aerata uita cpallione, che douremo affiffar gl'occhi in effe per rifucgliarc noi medefimi alla imitationc loro ;&particolarmente nella grandezza della fua humilità ,patienza ,obedienza ,benignità ,manfuetudine ,taciturnità ,&in tutte le altre. Et quefto èun modo de’ piu alti ,&utili per meditare la uita di Chrifto ,per uia d*imitationc<. Altre uolte, dobbiamo attentamente confiderare la grandezza del beneficio, che il Saluatore ci fece, contemplando quanto grandemente ci amò>& il gran dono che ci fecc,& quanto gli coftò, &tutte le altre circoftanzc di queft’alto miftero, acciochccosìpenfandocimouiamo humiliandoci adargli gratic,&lodi infinite. Et alcune altre uolte èneceffario alzar gli occhi alla cognitione di Dio ,confiderando la grandezza della fua bontà, milericordia, giuftitia,clemenza, &particolarmente della fua ardentiflima charità» laquale in opera alcuna di Chrifto piu nonrifplendc, che nella fua paflìone; pcrcioche effendo maggior fcgno d’amore il patir male per l'amico,che fargli bene; &potendo Iddio far l’uno,enon l’altro (di doue non haueuano gl’huomini intera notitia dell’amor fuo) piacque alla fua diuina bontà ueftirfi d’una natura,nel laquale egli poteffe patire ìmali ,ctanto grandi ,che ihuomo GLORIOSISS. VERGINE. ss l’huomo fi pcrefle del tutto certificare di quello amore :&per cambio amare Chriflo ,tanto quanto da lui èfiato amato. Puoianchora da quello confiderarc l’altezzadel diuin configlio, &quanto fu'lfe con uerienteil mezo ,che la lapienzadi Dio elefie per redimere il genere humano ;cioè lodisfare alle nolire colpe, per infiammarci alla charità, per fortificarci nella patienza, per liberarci dalla fuperbia, dalbauaritiae dalle dilettationi fiumane ,&per inclinare Panime noftrc'alla uirtù della humiltà,a dilpregiare il mondo, ad abhorrire il peccato,ad amar fa croce* &alimili altre •uirtù. Di forte che faranno fei modi di contemplar quelli facri milleri. 11 primo per uia di compadrone ,il fecódodi compuntione.il terzo dimitatione, il quar- to di gratitudine, il quinto d'amore,&il fello delfiammiratione della fapienza &configlio diuino.I primi di compalfione ecomputinone d'incipienti, gli altri d’amor egratitudine de proficienti,l'imitatione &ammiratione de perfetti ;dall’un all’altro faliremo alla fomma di perfettione, horl'un fior l’altro uferemo» fecondo che ricercherà il {oggetto, ene fumminiftreràla grada dello Spirito Santo, con laquale entrarono hormainel nollro fanto Rofario, cominciando a contemplare ifuoi facratilfimi mille- * *•-i- ,.*» .*• * +•• ni. NEL v NEL Q_V ALE SI CONTEMPLANO CINQUE MISTERI DELLA SACRATISSI MA VITA DI GIESV CHRISTO nostro salvatore. ELL* Annuntiatione dell’Angelo aMaria Vergine Noftra Signora. DELLA Vifitatione fua àElifabet. DELLA NatiuitàdelSaluatore. DELLA Purificatione di Noftra Signora. QV ANDO il fanciullo Giefu fi fmarrìdi Dodici Anni ,efu trouato nel tempio. IROSA- <54 ROSARIO DELLA ) per uirtù dello Spirito Santo, &non coopera d'huomo ?Di doue ciafcuna perfona debile potrà imparare acrédere,&confidarli Tempre nelle parole, &promeffe di Dio, auantunque al fenfo humano paiano incredibili. Confiderà con attentane quefìo dolce dialogo ,&con quanta humiltà ,&obedienza ella fi rimefie nelle mani di Dio ,dicendo .ECCO L A SERVA DEL SIGNORE. Ma fopra tutto è molto da notare! fanti mouimenti ,le compuntioni, il giubilo, le confolationi,& Tallegrezze ,dVeffer doueuano nel Tuo puriflimo cuore ;foprauenendo in quello lo Spirito Santo, con la incarnatione del Verbo diuino, co’l rimedio del mondo, con la nuoua dignità &gloria ,che quiui fe le offeriua ,&con tante grandi operati oni &marauiglie, che fumo reuelate, &nella perfona Tua polle in opera .Ma quale alto intelletto potrà capire, ò intendere ciò che in quello le auuenne ì ORA- / ORATIONE. ENDOTI infinite gratie dolciffimo Signor mio GIESV, che per me mifero peccatore uolefti fcenderedalla regale fede del cielo ,&dal diuiniffimo confpetto dell’eterno tuo Padre,&ucnire in quella ualle piena di miferie :&prender carne humana nel caftiflìmo uentre della pudica, &facrata Vergine tua madre .Pregoti humilmente,ò Signore, che ti degni di apparecchiare quello mio cuore per tua habitatione ;&per tale effetto addobbarlo » Se adornarlo di uirtù talmente ,che tu folo fempre in elfo lìa. Deh perche non ètale il cuor mio,che io meriti in elfo inuitarti; &in elio amoreuolmente riccuerti; &fempre poffederti èHor perche non poffo io infiammato del tuo amore,abbraciarti ,&ftringerti in guifa tale ,che giamai ,nè con l’affetto ,nè co’l penfiero da temifeparaflì ? KDELLA €7 DELLA VISITATICENE DELLA sacratissima VERGINE ASANTA ELISABET. MISTE RIO SECONDO. i'-'* 'AVENDO La facrata Vergine intefo jdall’Angelo, che la Tua parente Elifabet |nella Tua vecchiezza haueua conceputo Iun figliuolo,dice l’Euàgelifta, che fi par- :tì incontinente,&andò auifitarla :&entrata in cafa con ogni humiltà la falutò. Vdita c’hebbe Elifabet la falutatione di MARIA, fi molle nel ventre fuo il figliuolino, cfultando per fegno d'allegrezza^ in quel punto fu ripiena la madre Tua di Spirito Santo ;laquale con alta uoce rifpofe aMARIA, Benedica tu inter mulieres, &benedìftusfruttus uentris tui :Et unde hoc mibiut ueniat water Domini mei ad me? Benedetta fei tu K2tra * tfg ROSARIO DELLA tra le donne ;&benedetto il frutto del tuo uentre: Et da che banda ho io meritato quello gran fauot e,che la madre del mio Signore uengaa uedermi ? Qui fono da confiderare treperfone, oltre al Figliuolo di Dio ,dalla cui uirtù nacquero tali maraui°lie, il fanciullino Giouanni Battifta, Hltfabet,& la pietofa Vergine. Nel fanciullino confiderà l’infolito modo del fenfo, &moto, &giubilo; come pone il fu detto Euangelifla :perche in quello inftante aGiouanni Battifta tu accelerato l’ufo della ragione ; &CTli fu conceffo di conofcere quel gan Signore, che" quiui era uenuto :&l’alto miftero dclHncarnatione del Figliuolo di Dio; mediante le quali cole fu sì grande l’allegrezza, che riccuctte ianima fra ,che e°lifecequell’inufitato mododi falco, &mouimen- to corporale ,per Untenfo gaudio ,che fentiua il fuo fpirito .Didoue potrai conietturare quanto grande fufli quella luce ,&allegrezza ;poiché non lì potette contenere che nonridondalfe nel corpo ,&taccile miracolofo legno ,dichiarando la fua efultatione. Et di qui potrai conofcere, quanto fia grande il miftero ,&benefitio deH’incarnatione del Figiiuol di Dio; poi che con tal manieradi fentimento &riuerenza uolfe lo Spirito Santo chefuftì per quefto fanciullino celebrato :&confeguentemente ciò che far deggia un’huomo già prouetto ,fequefto figliuolino nelle materne uifeere chiufo, molirò tal fentimento, &cognitione. Confiderà poi nella madre fua Elìfabct, quanto grande fulfe l’ammiratione di quella Tanta donna ,per il fubito fplendore di così gran luce; cioè per il conofeimento delle gran marauiglie ,che quiui le fumo renelate : GLORIOSISS. VERGINE. 69 mielate: perche in quelfinftante in un modo ineffabilele fufatta rcuelatione quafi di tutto il miftero dell’Huagelo,& della rcdétione della generatione hLi- ni an a;poi che disconobbe che quella donzellagli? innanzi gli occhi Tuoi haueua ,era madre di Dio ,& che hauea conceputodi Spirito Santo, &che il Figliuolo di Dio era nelle lue uifcere ferrato :&cheli Meftìa di già era uenuto al mondo ;per la uenuta del quale il genere humano doneua effere ricomperato , Conobbe quiui anchora ch’era adempito l’uniuerfal defiderio di tutti ìPatriarchi, la predicanone de Profeti, «Scia fperanza di tutti ìfecoli prefenti, paffari ,&chedoueuan uenire .Qui-ui anchora conobbe Falco miftero della fantiftìma Trinità :Impero - che intefo che il Figliuol di Dio era concetto per uirtù dello Spirito Santo ,haueua da conofcere anchora la diftintione delle tre perfone diuin®, cioè il Padre, di cui il Figliuolo s’era incarnato ,&il Figliuolo ,. che haueua prefa l’humana carne ;«Se Io Spi^ rito Santo ,mediante la uirtù del quale il gran raiftero deli’incarnatione s’era effettuato . Hor conforme àquello, che dolcezza fentir douea quel pietofo cuore con Io fplendore di sì alti ,Se incomprenfìbilimifterii ?Se poi particolarméte confiderà uedrai la differenza che ètra l’ammaeftramen- to &difciplina di Dio ,«Se quella de gl’h uomini .Perche l’infegnar de glTiuomini altro no-nfà che illuminare l’intelletto ,fenza muouere la uolontà ;ma quello di Dio èdi sì gran uirtù «Se eflìcacia,che quan- to illumina Tintelletto, tanto muoue la uolontà a Pentirla grandezza di quelle cofe, le quali concepe, &capifce l’intelletto . Se tali ?» 'ROSARIO DELLA Se tali adunque &così grandi erano gli Iplendori del Tuo intelletto ,quali eflcrdoueano quelli della volontà Tua? però èda confiderai^ che ella haueffe letitia immenfa ,foauità eccefliua ,&incredibile am» mirationedi tali &fi grandi facramenti .Non èlin^* gua ,che con parole pofla efplicare il modo di tanto alto mirteto, &gaudio. Per ilchc in quello luogo conofcerpuoi quanto fiano grandi ìcontenti &do- ni di Dio in quella mortai uita, anchora uerfogli amici tuoi; poi che in tal modo gli uifita &recrea con fentimento ,&gufto di cole tanto marauigliofe. Tutto quello ci manifefta i’Euangelifta breuillimamente, doue dice, che la fanta donna efclamò con gran uoce: Perche conia uoce alta ci dichiara l’altezza &nobiltà dell’affetto ,&fentimento dal quale effa procedeua .Conofciuto adunque per tal uia il cuore di quella fanta donna, ingegnati di conofcer quello della gloriola Vergine, &le parole di quella marauigliofa canzone fpirituale, che quiui cantò fopra quello mirteto,. Rifguarda appreffo ciò che quiui doueuafenrirela Vergine con quella feconda confirmatione ,eteftirnonio delle grandezze &marauiglie che Iddio in effa operate haueua :&quali elfer doueano ifenfi ,& attritioni dell’anima fua ,le lagrime degli occhi, la letitia del cuore ,&la recognitione &gratitudine de* diuini benefitii ,quando cominciò il diuino cantico, Magnificat. Qjuanto maggiormente lodar doueua &efaltar Dio l’anima fua ,&quanto lo fpirito in Dio rallegrarli ,vedendoli da tanti doni circondata ?&di fplendori cosi mirabih?0 beata Vergine che dolcezza fentiui nel cuor tuo quando deuotaméte diceui quel Cantico GL ORIOSIS S. VERGINE. r* Cantico :Magnificat anima mea dominimi ,&exultauit fbiritut Lue» * tneus in Deofaiutari meo .Quia refiexit bumilitatem cincillà fu#;ecce enim ex hoc beatamme dicent omnes generationes .Quiafecit mibi magna qui potens eH,&fan£ìumnomeneius. None 2. noi altri conceduto dinueftigarle.ò penetrarle;mafi bene confiderandole marauigliarfene, allegracene reftarne ftupefatti. Ofelice forte de giuftì, che tanto altamente fono ui (itati. Se confidati da Dio .Confiderà anchoia, che conofcendo la Vergine molto bene la mifericordia, Se gratia di Dio, &il tnezo col quale s’acquifti, che ela humiita, finì il cantico ,dichiarando quefte due cofe. Perciò che hauendo ella così ben trattato Se praticato co’l mezo d’una uirtìi tale» non poteua in cofa alcuna fnodare &oprar meglio la lingua fua, che nelle lodi di lei: acciò che qualunque pedona defideraacquiftare la gratia diuina ,conofca cne per quella medefima uia dell’humiltà deue cercarla.Nè punto meno èda cófiderare la dignità &eccellenza della Vergine; poi che ufeita la uoce fua nella falutatione (che èda imaginarfi che diceffe: Dio ti falui, ò;Dio fia fempre teco ,òparole fienili) fubito d’hauerla EIifabetfentita,in qucll’ifteflo punto Iddio fù l'eco, con particolare °no modo,poi cheefla fù piena di Spirito Santo ;con la cui luce c(Ta conobbe benefitii &marauigliesì grandi .Tal che, fi come nel principio del mondo quando iddio ditte :Fiat lux; Gen.i cioè,Siafatta la iuce,& fubito fù fatta: coli quando la Vergine ditte ,OElifabet Dio ti falui, entrorono nell’anima fua la luce, &la falute infierne conia uoce * Et pero ri ide:Vtfalla cfl uox falutationis tua in aurtbus meis,exul tauit infamili utero meo. Anchora cheti modo ditali operationi futte differente ;perche l’uno fù comandando come ri ROSARIO DELLA come Iddio ,&creatore :&l’altro ,pregando come denota &Tanta creatura .Nella qual cofa uediamo quanto ci giouihauerla madre di CH RISTO per auuocata noftra ;&hauere in lei una particolare deuotione :poi che Tono di tal ualore, &autorità le parole Tue, che apportano falute :&molto più hora in cielo» che alThora in terra. ORA- 73 OR AT IONE. ENDOTIinfinite gratie dolciflimo Signor mio GIESV» che uolefti che la beatifiima Vergine (hauédoti nel uentre fuo conceputo) andarti avifitare la Tua parente Elifabet ;accioche la falutafi. fé ,&le aiutarti nella Tua grauidanza :nè ti fdegnafti Signore di (lare nelle puriflime vifcere di MARIA nouemefi. Concedimi il dono della uerahumiltài imprimendola neirintimó del cuor mio :accioche con erta io fia Tempre apparecchiato afar tutte quelle cole, che refultino in tuo feruitio .Deh fa Signore,che il cuor mio hab - bia Tempre in Taftidio le cofe mondane i& che Tempre fia defiderofo di pof- Tederti,& conferuarti. LDELLA lo ROSARIO DELLA fante apunire chi no t’ama.Sia tu Tempre benedetto òDio mio,che con tali catene m’hai predo; 5:che tali pefi hai podi nel mio cuore,per cofermarlo nell’amor tuo; eccitandolo &accendédolo col fuoco della tua charità, &benefitii ;&mi hai òSignore accurato, & confirmato nella fperanza tua; co farmi porre affettione &alfuefarmi a’ trauagli,alla pouertà, all’humiltà,al dilpregio del modo, &ali’amor della Croce.Ma remo uiamo alquanto gli occhi da quello fanto prefepe ;& uolgiamogli al teforo,che in elfo ènafcofo.Lafciamo la cera,& fucciamo gullado il fiedone del mele.Muouiti,ò Chriftiano,alla confideratione &cótemplatione della ineffabile foauità della mifericordia del Saluatornoftro CH RISTO: il quale fcgnalatamentc rifplende in tale età,etenerezza de’ membri Tuoi; &in quella figura di picciolo bambino ,che tanto apertamente fi manifella .Sta Iddio (dice un Santo) fopra’l petto d’una donzella,legato nelle fafee; alle mammelle attaccato,&fciolti ilacci, dillende le pietofe mani ; &ìbeati piedi fuoi,per cosi llretto letticiuolo,forride aguifa di bambino uerfo la madre Tua ,le fa fella col uolto,& co occhi allegri la mira.Et ueraméte quantuque egli fia un pelago di foauità, lo fa nódimeno mol to piu foaue la delicatezza delle Tue tenere membra . Quella èbene una incomparabil dolcezza ,&quella èuna pietà ineffabile, che io cófideri quello Dio, che mi creò,dferfi per amormio fatto fanciullo,&quello Vial»4Zi del quale prima fi diceua :Magms Dominus ,&laudabili s nimis. cioè, Grande eIddio, &lodeuole molto ,hora fi dica d*clTo.Picciolo eIddio,&molto amabile .Hor nauendo in tal nvoao rimirato il figliuolo, volgiamo gì occhi alla madre Tua ;che non èla minor parte di quello GLORIOSISS. VERGINE. 8* quello miRerotconlìderando 1* allegrezza»^ deuotione, le lagrime,&la diligenza di quella Vergine: &cotempia quanto perfettamente opero ìdue ofhtii, dt Marta,&di Maddalena.Rifguarda con quanta follecitudine &diligenza ferue in tutte le cole neceliaiie al fanciullino G1ESV:che nelle braccia lue lo prenderlo fafciarlo sfafeiado abbracciarlo ftringergli dà il latterlo bacia,& adora. Tutto quello miftero èpieno d’allegrezza :perche nilfun dolore ,nè ingiuria intcruenne in quel l'aerato parto.Nè quiui fù (diRe Cipriano) bifogno di bagni,nè di lauande ,che tifar fogliono quelle donne,che partorifeono; percioche alcuna uiolenza non haueua riceuutala madre del Saluatore,che partorì fenza dolore,lì come fenza diletto carnale conceputo haueua. Et quando fu il frutto nella fua Ragione maturo,cadde di quell’arborò ,che l’haueua prodottornè manco era necelfario trar per forza quello,che fe ftelfo offeriua .Non lì pagò in tal parto tributo alcuno;nè la delettatione,che proceduta non era ,poteua chiedere l’ufuraal dolore .Onde non era cóueniente ch’ella, che innocente era ,fuffe in damo, &ingiuftamente afflitta.Nè pennetteuala giuRitiadiuina,che il facro armario dello Spirito Santo fulfe aggrauato con la pena delle altre donne; poi che per na tura con elle lì conformarla,ma non per colpa.Gli ornamenti &le mafferitie di cala, che quiui mancauano, quantunque Hate ui fulfero,non farebbono Hate rimi rate da alcuno ,perche la prefenza del bàbino GIESV teneua occupati gli occhi non folo di Giofeppe ,ma di qual fi uoglia altra perfona ,che quiui Rata fufìe : perche nel rimirarlo, li feorgeua la fontina &uera effenza di tutti ìbeni: nè bifognaua mendicare da parte Min parte Si ROSARIO DELLA in parte ciò che in fejfola rapprefcntauala Tua onnip© tente fanciuIlezza.Si che non èda credere che gli caffè l’afììftenza, &feruitio degl’Angeli ;nè manco la prefenza dello Spirito Santo, che nella beata Vergine foprauennejin effa era,inlei il Tuo palagio eieffe doue ornaua quel tempio, che per fé fteffo dedicaro haueua;cufl:odendo,& conferuando il facrario fuo,honoraua il talamo verginale ,&allegraua con in domabili eonfolarioni quella benedetta anima,difcacciando da lei tutti ìpenfieri diftratti &vanijin modo tale che la legge della carne non lì opponeua aquella dello fpi_ rito, nè forte alcuna di repugnanza difturbaua la pace Se quiete del fuo cuore, il bambino poppando ,nelle materne braccia fi godeua del nutriméto ch’ei orendeua di quel latte prouifto dal Cielo: &iil fonte di quel facrato petto ftiilaua puriffimo liquore nella boc ca de! bambino GIESV. Sin qui fono parole di Cipriano .Dopo tutto quello potrai cÓfiderare,da una banda il caco de gli Angeli, dall’altra l’adoratione de’ paftori-.lodando luniucrfal Signore con l’uno, &adorandolo con Laitra: Imperò che, fe gl'Angeli con tan- to gran concorfo &deuotione laudano Dio,&di rg-, dono grattc dell’alto miilero della Fedendone/per il cui degniamo effetto dal del dffcefe ,non comprendendofiloro nel numero delle creature redente eh® hanno afari redenti? Et, fe effi ringratiano Dio; erandemece perla mifericordia &rifeatro d’altrui, che douralar l’huomo plift effa mifericordia,&liberatione£ ORATIONE. ENDOTIinfinite gratie dolciffim® Signor mio GIESV;il quale dalla facrata Vergine ,lènza dolore ,&lenza offender la fua verginale pudicitia fufli partorito »&porto come pouero,& partlìbile in un vile Prefepio: humilmente t'adoro &riucrifco. Pregoti perla tua infinita milericordia ,che continuamente tu nafca dentro amepernuouo, & accerto feruore di charità.Pregoti parimente che tu fia del mio cuore rtolo Signore ,vnico defide» rio, {ingoiare fbauità, &ferma fperaaiza. Ofelice me, rte io te fo- .lo cercarti ,in te foto penrtarti ,ete con ardente amore fidamente amarti. M*DELLA I della pvrificatione DELLA VERGINE. MISTERIO QJ/ARTO. INI TI ìquaranta giorni, che per comandamento della legge afpettar doueua la donna, chepartoriua, per purificarli ;dice hEuangelifta ,che la Vergine andò in Gierufaiem, per ofleruanza d’eflfa legge, ad offerire ai tepioilfànto bambino. Doue dal vecchio Simeone fu prefo in braccio ,ilquale haueua afpettato tantotempo quel giorno :&doueanchora G1ESV fù conofciuto ,&adorato da' quella Tanta vedouaAnna, la qual allhoraquiui fi ritrouaua. Qui primamentepuoi confiderare la profonda humiltà di quefta Vergine, chrefifendo dopò il parto Tuo rimafta vergine, &più pura, &netta chele ftclledel cielo, no fi fdegnò di fottoporfi alle leggi della purificatone, & offerire 84 ROSARIO DELLA offerire facrifitio,che folo s’apparteneua adonne non purificate .Onde uedrai quato fia differente la uiaper la quale caminano la madre &il figliuolo,dalle noftre ftrademerciò che noi altri uogliamo cfTcr peccatori,8c non uorremo parere d’effere tma CHRISTO&la Madre fuanon uolfero effer peccatori, &non fi fdegnomo parere peccatori. Perche del Figliuolo fi dice, che dopò gli otto giorni fi fottopofe alla legge della circoncifione, ch’era fegno di peccatore :&della madre MARI A, che dopò ìquaranta dì ,fi fottomeffegjla, legge della purificatione, ch'era facrifitio di donne ,che dopò il parto non fuflìno anchora purificate .Confiderà parimente la humiltà &charitàdel Figliuoidi Dio :ilquale in quefto medefimo dì Sofferte per noi nel tempio in foauiflimo facrifitio al Padre ;acciò che noi haueflìmo quefto nuouo titolo & ragione da comparire &allegare in tutte le noftre caufe,ie neceflità &petitioni: cioè d’haucrgli offerto per noftra parte,&offerirgli ciafcun giorno cosi ricco prc fente. Perche da quefto puoi confederare di quanto buonavoglia lafacrata Vergine offeriua quefto primogenito &fuo vnigenito al Padre eterno,per la falute del módo:come quella,ch’era piena di perfetta charità,& che tanto defideraua la falute dell’h umana gente ,intendendo ella maflìme il ualore& pregio dì tale offerta. Ma molto più èda confederare la prontezza &viuacità della uolontà, conia quale il Verbo eterno s'offerì al Padre ,per il rimedio de gl'huomini :come quello, che gli amò fi grandemente, e tanto defiderò la lor falute, che per elfi, uennedal cielo in terra; fi ueftì di carne fiumana ;.conuersò con effi ,&li cercò trentatre anni in quefto mondo .S’offerfe / GLORIOSISS. VERGINE. %7 fcrfc nel patibulo della croce;& la conuerfione &falute di effi, diceua ,che era il Tuo mangiare ,&il bere luo :He l’accefo delire delPbumana ledendone lo ma* nifeftò nella fete ,ch’ei patì nell’iftcffa croce :poi che tanto amaua &defideraua la falute del genere hurnano, che volontariamente perciò s'oSferle al Padre. GLI altri padri uedendofi agli eftremi biiogni, vendono iproprii figliuoli >etaluolta gli amazzano per foftentarfi con effi »ma il fuppremo Padre de’ fecoli futuri ,che anoi uenne dal cielo ,diede &offerì fe Redo per dar la uffa atuoi figliuoli .Rifguarda anchora,come la Vergine accompagnò queSofferta di tanto pregio con vn’ahradisìpoco valore iche furono quegli uccelli ,che comandauala legge ,ches’offerifìero, &donaffero al tempio* acciò che da quello tu impari avnireì tuoi poueri feruìtii coi ricchi di GIESV CHRISTO: àfine che col ualore &prezzo de’fuoi fiano accettati &apprezzati ìtuoi .L’hedera per fe Ileffa nonfale in alto ,ma appoggiatali aun arbore ,s’innalza quanto effo .Così s’innalzono lenoftre baile operationi ,fe con l’arboro della Vita piantatone! mezodel Paradifo della Chiefa, cioè CHRISTO noftro Saluatore, fi vnifeono .Vnifei adunque le tue con le fue orationi ,le tue con le lue lagrime, le uigilie& ìdigiuni tuoico’fuois & cfferifciliaDiO, acciò cheque! che per fe dello è diale pregio, perlai fia di gran valore. Vna loia gocciola d’acqua, per fe fteffa, altro non èche vn poco d’acqua ;ma gettata in un gran uafo di vino prende Subito vnefler più nobile ,&diuenta uino :&così le opere noftre, le quali per fe fteffe fono di poco valore, unite con quelle di CHRISTO douenrano di prezzo i ìi ROSARIO DELLA di prezzo ineftimabile >per la grafia che da hifteffò CHRISTO. Rifguardaanchora, che l’offerta picciola èdiTortore ,òColombi ,che per canto hanno il gemito :acciò che da quefto tu confideri,che la uita decanti in quefto efilio del mondo altro non òche uolare &gemere,perche dall'vno procede l’altro .‘perche dal uolo della confideratione ,ne legue il gemito della compuntione .Perciò che chi ua continuamente coniìderando la lontananza di Dio ,le miferie del mondo,la peregrinatìone di quefto confino ,ìpeccati, ìpericoli &le fraudi del mondo,com’effer può,che non uiua in continuo timore &gemito ?Et come può Tfal.41. ^arc c^ecol Profeta non dica: Fuerunt mibi lachryma mea panes die ac notte, dum dicitur mibi quotidie,ubi eSI Deus tuus ? Le lagrime mie fumo il mìo pane la notte e’1 giorno} mentre che all’anima mia fi dice;doue èil tuo Iddio ? Dopò quefto,confiderà la giade allegrezza che’l San- to uecchio Simeone hebbe uedendo egli &abbracciando il bambino GIESV: il qual gaudio fuperò ogn’altro affetto Se efultatione. Perciò che quando il buon uecchio (che haueua sì gran zelo della gloria di Dio,&della falute delle anime ;etanto defideraua di uedere prima ch’ei moriffe quello,nella cui contem platione fermandoli, refpirauano ìdefiderii di tutti ì padri; 8c nella cui uenuta confifteua la fàlute &redentione di tutti ìlecoli) lo uiddedauanti afe, &nelle braccia fue lo riceuette ;&per reuelatione dello Spirito Santo conobbe che nel picciolo corpicino di GIESV era tutta la Maeftà di Dio ;&in prefenza d’un tal Figliuolo vidde una tal Madre, che gaudio peliamo, ch’egli haudfe,uedendo due fplen dori tanto grandi,&conofcendo sì gran marauiglie ìEt che dire &fentir GLORIOS1SS. VERGINE. ** fentirdòuea ?Oche gran cofa farebbe Rata aueder quiui le làgrime degli occhi fuoi >ìfembianti &c varietà del uolto fuo ?&quanto deuotamente cantaua quei foaue cantico ,nel quale fi contiene la fontina dell’Euangelo ,dicendo, j^unc dimittis feruunituu,&é. Lue. OSignore,quanto fono felici coloro ,che ti amono &feruono $&quanto bene fpefi fono ìlor trauagli ;poi che innanzi alla paga della futura uita fono tanto largamente in quella remunerati &confolati ? Dopò che così confiderató hauraiil cuore del vecchio Simeone /affaticati per contemplare quello della fanta Vergine MARIA:&lo trouerai dall’un can- to pieno d’immenfa allegrezza &ammiratione ,vdendo le grandezze &marauiglie,che di GIESVfi diceuano; &dall’altro pieno di grandiffima meftitia* con tal gaudio milla, fentendo le dolorofe nuoue» che Simeone le profetizò delfiiftèlfo bambino »quando dille, ch’egli farebbe un berzaglio, al quale il mondo etutti gl’huomini carnali tirarebbono le fàette del furor loro ,contradicendogli con ogni lor potere :& che quello trapalerebbe alla Vergine il cuore con l’acutilfimo coltello del dolore .Perche adunque uolefti,ò Signore,che fi predo fi difeopriffe all’innocente fpofa tua una nuoua, chele fulfe un martìrio continuo in tuttala fua uita ?Perche non fìi talmilterio chiufo fotto la chiane del filentio ,fin tanto che uenilfe il tempo del trauaglio £acciò che ella all’hora fintamente martire fulle, &non fempre? Perche non ti contcntalli, òSignore ,che ella fempre Vergine fulfe, che uolelli anchora che fulfe martire $perche affliggi chi sì grandemente t’ama ?chi tanto fi ha feruito ?chi mai ti Fece cofa per la quale meritalfi calìigo $Certa- Nmente ROSARIO DELLA che contemplando la peifettione &bellezza di Dio ftramortiuano ufcendo di loro ftelfi ,etal uolta s’innalzauano da terra (come fi legge d’Antonio ,di Francefco, di Tornalo, &di molti altri fanti) quella gloriola Vergine, la quale haueua maggior charità &gratia di tutti ìfanti ,&che Tempre haueua damanti agli occhi il Santo de’ Santi ,che douea fare & dire ?Et quale &quanta allegrezza penfiamo ,ch’ella fentilfc nel fenlo del cuor fuo ?Sara gtamai pedona, che cfprimer lo polla? Di qui adunque potremo conietturare la qualità dell’altro terzo afretto che fegue :cioè, la grandezza del dolore, ledendoli priua di si gran telerò ;ricordandoli (come s’è detto) delle parole di Simeone, &della perfecutionediHerode, della morte de gl’innocenti, delTefilio d’Egitto ;&del timore d’Archelao :cofe tutte , che minacciauano ,&prometteuano gran trauagli. Scriuefi della madre di Tobia, che dimorando il fuo figliuolo in vn viaggio alquanto ,ella piangeua con Tob.io. amare &infinitelagrime, dicendo :Heu bearne fili mi ,ut .quid te mìftmus peregrinai ,lumen oculorum nofìrorum ,baculum feneffutis nottr# ,folatiura aita noSìrx ,fi>em pofleritatis ncflrx? cioè. Ofigliuolo dolciflìmo, òbaffone della nofìra vecchiezza, òlume de gli occhi noftri, òIperanza deila noffra pofterità ,òconforto della uita noftrajdou’hora fei,& perche t’inuiammo per il mondo peregrinando èSe ciò tanto premeua il cuore della madre di Tobia, che far douea la madre di CHRISTO? Et che comparatone può farli da madre, a madre, da figliuolo àfigliuolo, da teforo ateforo, da perdita aperdita ,da dolore adolore èHor in tut- to quel tempo ,che far douea la facra Vergine ,quali lagrime GLORIO SISS. VERGINE. tf lagrime effer doueuano le Tue ;quali gemiti, quali cù~ fcorfi,& quali orationi ?Dobbiamo noi penlare eh cla mangiale,beue{Tc,dorm!ffe,ò fi ripofaffe fin che tro uato non hebbe il dolcifiimo figli uol Tuo, ilquale olia •tanto amaua ?Polliamo imaginarci ch’ella diceue. Ofigliuolo,perche mi hai abbandonataMou’hora lei? douc mangi, òdormi? &doue tiripofi òfoaue& manfueto agnello?Come ti badò l’animo di trappaflare il cuore di tua madre con sì acuto coltello? Furono al Patriarca Abraamo conceduti tre giorni di tempo dopò il comandamento, chebbe di facrificare il figliuolfuoi accioche in rale {patio patiffe quel buon Padre il dolore ch’egli hauea da cagionargli la memo ria della morte dell’amato figliuolo.Et altri tanti fi die dero alla pietofilfima madre di CHRISTO ,afine che fofferiffe j1dolore cagionatoli dall’alséza del fuo ami tilfimo figliuolo.Oquanto affliggi,Signore,quelli che ami? Et quanca cura tieni di dar loro materia di meriti &di corone ?offerendogli tante occafioni di patire, d’orare, di temere, di fperare, d’humiliarfi >&di ricorrere ate Tempre in tutti ìtrauagli loro. Dopò il dolore della Vergine, confiderà la. diligenza, che ella tenne in cercare dello fmarrito gioiello :domandando in ogni parte d’elfo :&particolarmente (dice l'Euangelifta) lo cercò tra ìparenti &ami ci,& non lo ritrouò:acciò che da quello tu comprenda, che non fitruoua CHRISTO tra gl’affetti & carezze della carne &del fangue ,ma nella renuntiatione &mortificatione di tutte le morbidezze & delicatezze mondane. Quem docebit feientiam (dice il Profeta )<& quem intendere faciet auditum ?Ablaftatos a laSte» auulfos ab nberibus , cioè. Achi infegnerà Iddio Ola fua Vftl.M- Sen.iz, * Tfal.jo. 98 ROS Alio DELL A la fua fapienza ?achi riuclcrà ìTuoi miftcri ?Aquelli che il latte più non fuggono (piccati da* materni petti. Però fi dice alla figliuola del Re:MidifìUa ,& nide ;inclina aurem tuam,ir obliuifcerepopulum tuum, &domiim patris tui iir concupìfeet [{ex decorem tuum. cioè ,Odi ò figlia, &vedi, inchinale orecchie tue ;{cordati del tuo popolo, &il Re bramerà la tua bellezza. L’ifteffo uediamo detto &efequito in Abraamo ,quando che Dio li diffe :Egredere de terra tua, &de cognatine tua , &de domo patris tui ;&ueni in terrarti ,quam monHrauero tibi : faciamque te in gentem magnani .Oue chiaramente fi vede ,che Dio non tra la carne &fangue elàlta & aggrandirci fuoi:ma tutti quelli che da douero abbandonano la patria, &ìparenti, &fpogliandofi delle paflioni della carne, feguono la uia dello fpirito, la quale li moftra il Signore Iddio. Poi che non trouò la Vergine il fanciullo tra ìparenti >tornò di nuouo al tempio di doue s’erano partiti aricercarlo :&quiui trouollo tra ìDottori della legge; vdendoli (fi come già s’è detto) &interrogandoli molto làutamente, con grande ammiratone di coloro ,ch’erano prefenti :&quiui diflfe a GIESV: Figliuolo ,perche ci hai tu fatto quello? io &il tuo padre dolenti ti habbiamo cercato un pezzo. Hor tu fe cercar uorrai lo fmarrito CHRISTO, cioè il feruore della deuotione palfata ,& la dolcezza già guftata della diuina conuerfationc , non penfàrdi trottarla mai, fenonla cerchi, come cercò la Vergine, con gran dolore ,&diligenza. Dauid Profeta replico molti dolorofi verfi con pentiti &fofpiri in quel famofo Salmo della penitenza ,&poi al fine dille :I\(dde mihi latitiam falutaris tui ''& glqriosiss. vergine. &fc'rntu principali confirmame. cioè >Rendimi òSignore l’allegrezza della tua fallite >&confermami con lo fpirito principale .Onde prudentemente dille un religiofo Dottore, che ciò che niente colla, nulla uale :Et così ciò che molto uale, molto ci hà da collare .Qjiella gloriofa donna dell'Apocalilfe non partorifee fenza gran dolori ;acciò che tu per quello intenda che non confeguirai il frutto gloriofo della perfezione, fe non col dolorofo parto dell'afflittione .Perla qual cofa dice S. Bonauentura, che (regolarmente parlando) non uienc communicata alcuna notabil gratia aH’anime ,fe non mediante l’afflittione ,&oratione. Partefi il fanciullo GIESVfubìto co’ fuoi madre &padre, con eflì uà, &obedifeeeon ogni humiltà, &foggettionc a^,ue 5reacurc il Signore di tutte le cofe create .Humiliati adunque òpoluere &cenere ;&impara da quello elfempio ad obedire non folo aìmaggiori ,& eguali, ma aìminimi per l’amore di elfo CHRISTO . Ma che uuol dire che da un canto gli obedifee con tanta humilità ;&dall’altro, con tanta libertà riiponde loro; quando dice? Perche conto hauete di me cercato ?Non fapeui forfè cheneìle cofe ,che fono del mio Padre conueniua occuparmi? Acciò che tu di qui intenda ,come la Filofofia Chriftianasàinlìeme unire molte uirtù, che tra loro paiono contrarie: come fono la humiltà, &lamagnanimità; la grauezza, &la foauità ;la foggettione, 8c la libertà ;il fcruore, &la diferetione ;la giulH- tia ,&la mifericordia con altre limili .Et perciò quando la ragione, òl’honor di Dio lo richiede, debba il acro Chrilliano alzarli auolofopra tutte O2l’humanc ,oo ROSARIO DELLA ritornane cofe ,&porli lotto ìpiedi di tutte le crea* ture ,come faceua l’Apoftolo,ilquale conforme alla qualità de* negotii ,alcune uolte fi faceua come una formica;altre diueniua come uno elefante ;qualche uolta fi metteua fotto a* piedi de gl’huomini s &alcuna uolta s’eleuaua ,fopra tutto il mondo. ORA- * i lui ENDOTIinfinire gratic dclciffìmo Signor mio IESV>Quando la pietofa Madre tua,efiendo tu rimafto nel tempio con grande anfietà &maninconìa,ti uenne tre dì cercando :&dopò con grandi!» (ima cotentezza ti ritrouò nel mezo de’Dottori vdendo effi ,&interrogandoli molto fauiamente, &dottamente .OPe io in tal modo ate mi rendefli, &cosimi ti communicaffi che già mai da te non mi difuiafli, nè difeoftafli .Difcaccia, deh difcaccia.Signore,dal cuor mio ogni pigritia; remuoui da efTo la tepidità,la quale ate molto difpiace >&concedenti perfetta deuotione j&una ardente fete della tua giuftitia :la quale talmente poffegga il mio cuore, & le potenze dell’anima mia, che già mai non mi Patii ,nè bracchi di fornirti . ROSA- r IOJ NEL CLV ALE SI CONTEMPLANO CINQVE MISTERII DE l’acerbissima PASSIONE ET MORTE DEL SIGNORE. VAND0orò nell'horto » QV ANDO fu flagellato alla co* Ionna. CAVANDO fu coronato di fpine. Q_V ANDO portò la Croce al monte Caluario, CAVANDO fu pollo in Croce. ì lDEL- della OPv ATIONE CHE FECE IL NOSTRO SIGNORE IESVCHRISTO NELL’HORTO. MISTE RIO PRIMO.' ENVTO il tempo che il Saluatore haueua determinato d’offerirfi in facrificio oerla falute del mondo; fi come egli di ;"ua propria uoglia facrificar fi uolfe ,così con la medefima uolontà fe n’andò al luo go del facrificio ,ch’era la città di Gierofolima ,àfine che nella città, &nell’ifteffo giorno,che fi facrificaua il miftico Agnello ,fi facefle anchora il facrificio del uero Agnello ;&douetant’altre uolte erano fiati morti ìProfeti, quiui fulfe morto il Signore de’Proféti,e la Paffionefuafufie tanto più ignominiofa quàto ,Pil luogo \ / Xl-a ROSARIO DELLA Quella tanto grande ?che pefo così graue ?&qual !nfirmità ti fece fudar fangue? L'infermità ètutta noftra etu prendi il fudore di effa :l’infirmità ènoftra, etu prendi la medicina :Tul’aftinenzafacefti, &digiunaftiperle noftregolofità .Trarfangueti faceftiperfànarcidel noftro male. Prenderti la purgatone, che le malignità noftremerìtauano, beuendo aceto efele, & orando nell’horto in quella mortale angonia fudafti per amor noftro uiuo (angue .Hor che ti daremo noi Signore, in ricompenfa della conferitaci fanità con sì gran cofto del medico,&con tato poco dell’infermo ? Confiderà,òhuomo,quanto fei obligato aChrifto, riguardalo come per te fù circondato da tante anguftie,cóbattuto, &afflitto dalla prefenza della horribil morte,andando etornado da difcepoli al Padre, edal Padre adifcepoli,trouando da ciafcuna banda ferrata la porta della confolatione ;perche il Padre non afcol taual’oratione che per parte della innocentiftìma carne di Chrifto fe glifaceua. Idifcepoli in quel tempo dormiuano. Giuda &ìprincipi &miniftri de facerdoti furi olì &pieni d’ira &inuidia armati uegliauano, & oltre all cffere da tutti abbadonato^fu molto ma^^ior cola ,che abbandono fe ftefto :perche dalla parte fuperior dell’anima &dalla diuinità non riceuette alcun conforto. Onde l’eterno Padre diede bere all’amatiffimo fuo figliuolo, l'amariflìmo calice della paffione puro,lenza mefcolarlo con forte alcuna di confolatione* ORA- ORATIONE. ENDOTIinfinite grati e, dolcifìimo Signor mio IESV ;che approffmandolì la tua Paffione, cominciafti afpauentarti, dolerti ,tcmere,e diucnire ma-' ninconico,dimoflrando la naturai debolezza de tuoi fpjrituali membri per confolargli &ingagliardirgli con quella tenerezza, quando temeflìno òafpettaflìno la morte :Eprofilato in terra ,facefli oratione al Padre ,offerendoti totalmente alla fua difpofitione, dicendo che s'adempiffe in tute onò la tua , ma la Tua uolontà .Concedimi che in tutti lmiei bifogni io ate ricorra co l’oratione,& in tutto eper tut- to mi rimetta alia rua diuina prouidentia ,lenza dettone della mia propria uolontà ,nè d*alcun mio particolare intereffe ;che io non fugga mai le auuerfìtà, nè per effe mi ritragga dal cominciato bene;anzi le riceua con quieto, &ripofato animo, come dalla tua pi ecofa mano venutemi, etutte per amor tuo con humile emanfueto cuore le fopporti. DELLE / battitvre et FLAGELLI r CHE HEBBE IL NOSTRO SIGNORE ALLA COLONNA. MISTERIO SECONDO. VAL rapido torrente efiume, che da moltitudine d’acque, che da più parti concorrono ,ripieno egonfio, crefcendo apoco apoco,foprabonda in fine,& inonda &allaga il pacfe d’ogn’intorno con grand’impeto; tale, deuota anima, contempla il torrente rapidiffimo dell’atroce paflione del tuo creatore &Dio: vedilo forgere con tant’impeto efuria Q_ 2nel- ìt6 ROSARIO DELLA nclTalTalto eprefa che fanno nell’horto :vedilo credere da lui frollandoli efuggendo gl'Apoftolhche co me canali òriui poteano prefenti diminuir tal piena, nel condurlo ,nel ftrafcinarlo per publiche uie eftrade, nel ptefentarlo hor aquello,hor aqueft’altro tribunale :vedilo per tutto crefcere,per tutto riceuendo mille ingiurie &olfefe’vedilo da ogni parte ingroflare eriempirli in quella ofeura notte, in cui lenza ripolo da mille parti euie entrorono, ecrebbero tati oltraggi,tante afflittioni,e fcherni,e mille vituperi:vedilo ho ra,& attentamente conlideralo,che lo vedrai inorkiare &allagar d’ogn’intorno; vedrai da ogni parte feorrere fiumi di (angue; vedrai poco meno che allaga- to efommerfo da tant’acque quello che tutte Tacque ela terra &il cielo comprende, fenza efFere eomprefo, per tutto acqua di flagelli, per tutto riuie fiumi di fangue. .. Pallata già la dolorofa notte con tante ignominie nelle cafe de Pontefici ;dicono ifacri Euangciifti,che la mattina, chefeguì,a buon’horà menorono Chrifto legato acafa di Pilato ,ch’era Prelidente de Romani in quella Prouincia; pregandolo con grande inftanza,chelo condennalfe alla morte; &acculandolo cofloro con alte grida, allegauano contro d’eflo mille bugie &fallita: ftaua Chrifto tra quella confulione di uoci &romorijCom’un’Agnello manfueto nelle mani di chilo tondifee,fenza fcufarli,nè difenderli, &fenza rifponder pure unaparola,talmente che Tiftelfo Giudi ce ne reftaua molto marauigliato;vedendo tal grauità &filentio nel mezo di tanta confulione eftrepìto .Et benché il Precidente fapelfe,che tutta quella gétes’era mofla per inuidiai nondimeno lardatoli vincere dalla i GLORXOSISS. VERGINE- . *tr pufillanimità et«more humano, ordinò che l’Agnello innocentiflimo filile flagellato ,penfando con tale at- to di mitigare la rabbia de Tuoi nemici. Data la crude! commifiìone, ìminiftri della maluagità lo pogliorono nudo,&legoronlo fortemente aunaCoIonnarcominciorono aflagellare, &dilaniare quella puriffnna carne,aggiungendo percoffe apercofife ,piaghe apiaghe, &ferite aferite .Corfero ìriui del fang'ue per le fantiflìme fpalle (ino alla terra in più parti bagnata dei pretiofo fangue. ' Otremendo edolorofo fpettacolo ,de maggiori e più marauigliofi, che già mai nel mondo fi fieno uedu tìi chi pensò mai,che doueifero cadere battiture fopra le fpalle di Dio? Dauiddice. Altiflìmo èSignore, il luogo del tuo refugio,il male non fi auuicina ate :nò il flagello uerra nel tuo tabernacolo .Qual cola èpiù Iótana dall’altezza di Dio, che la uiltà delle battiture^ Qjjefto ccaftigo da fchiaui eda ladri. Baftaua auno , l’effer Cittadino Romano,per non effer fottopollo alle battiture per qualunque graue colpa: &nó dimeno il Signore de’ cieli, il Creator del mondo ,la gloria de gl’Angeli,la fapiéza,Ia potéza, ela gloria di Dio uiuo uiene ad effer cafligato có battiture. Io tégoper certo che ìchori de gl’Angeli,vedendo quello, rimanefiero llupiti di marauiglia; adorando l’immenla diuina bon tà,che hora fi manifeftauajpercheleal fuo nafeere eia pirono l’aria di uoci liete, acómendare quello trufferò, no hauendo altro ueduto che ìpannicelli,&il prefepiorche farebbono hora,uedédo le uerghe,e la Colonnata tu anima mia,allaquale tocca affai più quello cafo,che agl’Angeli, deui anchora più rifornirci, e con maggior attentione ringratiare chi per te patifee. '7 .,Entra Sai yo* <l8 ROSARIO DELLA Entra hora con lo fpirito nel palazzo di Pilato,mena con elfo tccoì gemiti, ele lagrime, delle quali bene ne haurai bifogno ,per quello che iui ucdrai & udirai .Vedi come quelli crudeli miniftri di giuftitia fpogliano il noftro Saluatore con tanta inhumanità, e* come egli fi lafcia fpogliare fenza aprire bocca ,nè rifpondere parola atanta feortelìa» chegli diceuano per ifchernirlo .Mira con quanta fretta legano quel fanto corpo alia Colonna ,per meglio hauerlo alor piacere, &in ogni parte che gli portale il lor feroce cuore. Vedi come il Signore de gl’Angeli ftaua quiuifolo tra tanti crudeli tormentatori, fenza hauereperfonacheparlafTeperluijòlo difendere ;nè anco ui fi uedeua occhio ,che moftrafTe hauere d’effo pietà. Vedi ,come già, cominciano afcaricarc fopradi elfo le uerghe ,èCopra quelle fantilfimc e delicate carni :emoltiplicando le battiture ,fi poteuauedere quel corpo caricarli di Iiuidurc, aprirli le carni ,emandar fuori il fangue ,che ftillaua per tutte le parti del corpo .Maggiore compalfione farebbe il uedere aperta la gran piaga che egli haueua Copra le (palle, doue fpecialmentefaceuano tutti ìcolpi. Io credo che quali fulfe profonda fino agl’olfi ,li che quali haurebbe finita la uita aquella Colonna, prima ch’egli giungelTe alla Croce. Finalmente tante furono le battiture ,che non fi uedeua più la carne ,che non fulfe rotta ,e.guafta , fi che hauea mutato la figura ,ch’egli hauea prima. Anima mia habbi compalfione del tuo Saluatore ;anzi di te ftelfa ;per la cui colpa ,egli foftiene sì fatti fupplicii .Moife comandaua chefulfero battuti ìmalfattori ,ma fecondo la grandezza della colpa fi conformane GLORIOSISS. VERGINE. formaffe la pena ;con tal conditione, che non pallaifero quaranta battiture: accioche fecondo ella legge ,il tuo fratello non ti cada auanti llratiato, egualco .Ma in te, òbuon Giefu ,il quale mai romperti la legge di giuftitia, fi rompono tutte le leggi di misericordia, èle rompono di forte, che in luogo di quaranta ,te ne danno cinque mila equaranta ,come lenificano alcuni Dottori Santi :Se un’huomo hauendo riceuute quaranta battiture, era guafto ;come doucua ftar il tuo Giefu, che n’hebbe più di cinq, mila? Oallegrezza de gl’Angeli ,egloria de’ beati fpiriti. Chi fù ardito amacchiare la uera innocenza ?Egliè manifefto, chenonfuron cagione di quello fuo mal trattamento ,ìtuoi frutti non già,ma ìmiei,cioè quelli ,che col peccato originale ,eco’ noftri attuali Gabbiamo commelfo. Certamente bifogna dire ,che l’amore cla mifericordia ti circondarono, caricandoti di quello così graue pefo .L'amore fece ,che tu mi delli tutti ìtuoi beni :ela mifericordia operò, che tu predetti fopra di te tutti ìmiei mali.Se aduque l’amo re ,ela mifericordia ti pofero tra quelli trauagli tanto rigorofi,& afpri ;chi potrà per l'auuenirc Ilare in dubbio del tuo amore ?Se il maggior tellimonio dell’amore ,èche l'amante patifea per la cofa amata, ciafeuno di quelli tuoi dolori farà un tellimonio del tuo amore. Tutte quelle tue piaghe faranno uoci celelliali, le quali mi predicano amore,emi dimandano amore .Efe tanti fono ìtellimoniidel tuo amore, quante furono le battiture iechi potrà dubitare di quella f >roua, con tanti teftimonii prouata ?Equal incicduità èla mia, la qual non filafciada tanti teftimonii •uincer^? L'Euangelilta Giouanni fi marauiglia dell’incredulità I20 ROSARIO DELLA l'Incredulità de Giudei ;cdice che hauendo II Signore fatto tra loro tanti fegnùper confermare la fua dottrina, non uoleifero darli fede nc conofcerlo ,come celierà il uero Meilìa promeffo nelle uccchie fcritturc .OSanto EuangeMa, lafcia di gratia di maraui- ^iiarti di quella incredulità giudaica ,emarauigliati della mia :perche non èminor teftimonio di amore il patire dolori per farci credere l'amore di Chrido ,che il fare miracoli, acciò crediamo in Chrifto. Efcgtic marauiglia c’hauendo egli fatti tanti miracoli, non crcdefiero aquanto diceua ;ci cagionerà maggior fi uporc ,c’hauendo egli riceuuto per noi cinque mila battiture, non potiamo piegare l’animo auedere ch’egli dami? Ma che diremo poi mettendo infieme tutte le battiture hauute alla Colonna ;con le fatiche della fua ulta ;lequali tutte nacquero da amore ?Qual cofano Signore,ti conduffe dal cielo in terra, fe non amore? Chi ti fece feender dal feno del Padre nel uentre materno, fe non amore? per lo qual ti ueftifti della noftra terra ,per participare delle noftre miferie, mouendotì aquello lo Spirito Santo ,che èueramente amore .Ghi ri pofe nella dalla, chi ti acconciò nel prefepio ,eri fece andar per Urani paefi ,fe non amore ?Ciri ti fecefudare, caulinare, uegliare, trafnottare >ecaminarfopra il mare ,eper la terra cercando le anime ,fe non amore ?Chi legò aSanfone le mani ,e ìpiedi ,chi lo uendè priuandoio di ogni fua forza ,e lo fecefchernire dafuoi nemici, fenon l’amore che portaua aDalida fuaipofa ?Ma ate ,uero Sanfone , chi ti legò le mani, eìpiedi? chi ti uendè,efpogliò d’ogni tua uirtù ,eforza ;ediedero in mano de tuoi nemici, perche có glilputi ebattiture ti offendettero, fenon GLORIOSISS. VERGINE. fc non l’amore che portaui alla Chiefatua Ipofa, &a ciafcuna delle noftre anime ? Finalmente chi ti difpofe aporti fopra la Croce dai capo apiedi tanto mal trattato ,con le mani inchiodate ,il petto aperto »ìmembri fenza giunture,il corpo languinofo ,le uene di fangue uote ,le labbra fecche ,la lingua amareggiata ,&il tutto conqualfato e guaito ,fe non l’amore? Chi harebbe potuto foltenere in fe lidio un tale ftratio,fe non amore ?Oamor grandilfimo, òamor gratiofo ,òamore quale fi conueniua alle uifcere &all’infinità di quello che èinfinitamente ,buono &amoreuole, anzi tutto amore; poi che uolontariamente chiamò la morte,&abbattati do il fuo uenerabil capo, &raccomandando lo Ipirito al Padre,lo feparò dalla fua carne;& ci dimoftrò chiaramente ,che gl’era quel buon Pallore ,che ha pollo la uita per le Tue pecorelle ,&non hà reculàto elferc crudeliffimaméte battuto;& che prima fuffero difgiunte tutte le giunture de fuoi facratilfimi membri,edipoi fulfero con acuti chiodi trapaflati econfitti nella Croce. Si che, anima fedele &grata ,habbi Tempre memoria di quella charità eccettua, conia quale cosi benignamente il tuo Creatore, effendo innocentittmo ,fi efpofe per amor tuo atanto ignominiofa morte .Allarga anchora il cuortuo ,riempendolo di charità, &trafigge &trapalfa con il chiodo dell’immenfo amordi CH RIST O,tutti ìtuoi fentitnenti,Tempre contemplando l’acerbilfima fuaPattone . Hauendo noi dunque, òSignore ,tanti etali teftimoni, perche non crederemo che tu ci ami? Effendo cofa certa che non hai mutato nel cielo quel cuore pieno di charità, che tu haueui in terra. Tu non ti affo- Rmigli Jlf rosario della dicare,mifericordiofo nel riceuere ìpeccatori^ pron- to nel perdonare. .n, Hauendo mirato il Saluatore in quello modo,con diletto di ueder così perfetta figura; uolta giacchia mirarlo nel termine, in che hora egli fi troua, ueftito per ifcherno di porpora,con la canna in mano in luogo di fcettro ,con quella horribile diadema in capo , gnocchi morti nella tefta, la faccia di morto macchiata di fangue, &imbrattata con gli fputi che li corrono per la faccia ;confideralo denti o, efuori. Il fuo cuore ècon atroce dolore attrauerfato ;il corpo pieno di piaghe ,abbandonato da fuoi difcepoIi,perfeguitato da Giudei ,(tracciato da foldati ,fprezzato da Pótefici,vilipefo da quel Re iniquo, accufato ingiù ftamente ,&abbandonato da ogni fauore humano. Non penfare aquello come acofa pallata ,ma come aprefentc: non cornea dolore alieno ,ma come atuo proprio ;poneti in luogo di chi patifce,e confiderà quanto farebbe grande il dolore ,fc in parte tan- to fenfitiua,come èil capo ,t’affl igelfcro molte acute Ipinc ,che penctralfero fino agl’offi .Ma che dirò io? foffcrircfti tu una folafpina, anzi per mio credere, tu non potrcfti foppo! tare la puntura d’una uefpa :Si che ti puoi imaginare quanto fiero dolore fentilfe quel delicatilTimo corpo con quella nuoua maniera di tormento . Ofplendore del Padre ,chi t’ha così mal trattato ? 0fpccchio fenza macchia della diuina maellà,chi t’ha tutto macchiato? Ofiume cheforgedal Paradiso delie dclitie ,econ le tue acque rallegri la Città di Dio: chi ha turbidato quelle ferene ,edolciacque? 1miei peccati ,òSignore ,l’hanno turbidato ,efi fono GLORIOSISS. VERGINE. 119 no afciutteperlemic maluagità; dolente me, pouero, emiferabile :Come macchieranno l’anima miai miei peccati, poiché gli alieni hanno tanto afciutto la chiara fonte $Imiei peccati, òSignore ,fono le fpinecheti pungono. Le mie pazzie, fono la porpora cheti fcanna, eleualapelle trahcndotela .Le mie hipocrifie efintioni, fono le uillanie, con le quali ti fprezzarono .Imiei habiti pompofi ,fono la corona, con la quale ti coronarono; fi che io in ogni cofa fono la cagione de tuoi dolori .II Re Ezechia purificò z.Varal. zv il tempio, che era fiato da gli empi profanato,&mondò ogni (porcina, cheui era nel torrente de cedri. Io lono il uero tempio de’ demonii profanato ,&fporcato con infiniti peccati ,&tu (ei il fiume puro de cedri ,il quale con le tue acque foftenti tutta la bellezza del cielo.Ma poiché ui fono gittati tutti ìmiei peccati ,efli non fi ueggono più ;percioche per il merito di quel’ineffabil charità,^ humiltà ,con la quale t’inchinafti ariceuerefopradi te tutti ìmiei mali,non fo- Iamente mi liberarti da efli, ma mi facefti anchora par tecipe de tuoi beni .Tu ,pigliando per me la morte, mi deftila uita ;perche prenderti la mia carne, mi detti il tuo fpirito; perche pigliarti fopra di te ìmiei peccati ,tu mi derti la tua grafia. Si che,ò Redentor mio, tutte le tue pene fono mio teforo,e ricchezze .La tua porpora mi uerte ;la tua corona mi honora ;le tue lividure mi abbellifcono ;ìtuoi dolori mi tengono in deiitie ;le tue amaritudini mi foftentano ;le tue piaghe mi fanano ;il tuo fangue mi aricchifce ;il tuo amore m’inebria. Il che non èmarauiglia, perche l’amore eccefliuo che mi portarti ,ual(è per inebriarti di defiderio di cauarmi del peccato ,eti fece rimanere Scome '1JO ROSARIO DELLA come Noe,nudo &addormentato .Si che co! zelo di efti la canna in mano>e con la compaffio ne della mia perdita, uolefti portare quella corona . Fornita quella coronatione, &ìcrociati fopradetti popolo, . Se per inuidia procurate la Tua morte,uedetelo mtale flato, che non lo potete inuidiare,ma piu tollo hauerli pietà .Voi temeuate ,che lì Eie effe Re; ma uedetelo hora tanto trasfigurato,che apena par ch’egli fia luto mo:che temete ubi di quelle mani legate ?òuero che peggio defiderate che fi faccia aqudVhuomo,battuto tanto fieramente? Hora puoi intendere,anima mia,per qual cagione il Saluatore fu condotto fuori cosi mal concio.Il Giudice penfandò che baflaffe aplacare ìfu ribondi Giudei, il inoltrargli Giefu tanto trasfigurato, fi che per pietà s’inteneriffero quei duri cuori ,glie lo fece uedere tanto ini fero .Eda quello fi può uedere, quanto fia pericolofoal Chriflian o,il non hauer corapafiione a’dolori di diri(lo :effendo tali (per quanto dimoftrò effo Giudice)che doueano ballare aplacare cuori canto feroci. Perche, dotte èamore,èdolore :lì che non può dire che porti amore aChrilto,colui che non hà di lui compaiIìone,ueggédolo tanto sfigurato. Se gliè colpa così graue il nó cópatire aChrifio;qua- to farà maggiore l’agumentare ìfuoi martirii3&aggiugii crii dolóri adolori?N5 fi può inoltrare maggior cru deità, che hauédo moftrato il Giudice aGiudei Chrifto tanto mal trattato ,udire da elfi fieri nemici quella crudel rifpolla.’Crocifigilo.Crocifigilp.Se fu tato* gran de la crudeltà 4e Giudei, quanto fara maggiore quella d’un 0 GLORIOSISS. VERGINE. ut d'un Chriftiano, che dice conl’operc quel medefimo, benché non Io dica con le parolc.Perche S. Paolo dice: Colui che pecca, di nuouo crocifìgge il fìgliuol di Dio. Cioè ,che quanto èperlai ,l'oblighcrebbe di nuouo amorire, fe la pallata morte non filile badante. Come hai tu,ò Chriftiano ,cuore emani per crocifìggere tante uolteil Signore in quello modo ?Dourefti confiderare,che fi come quel Giudice apprefentò quel la figura tanto dolente aGiudei ,uedendo che non ui fufie altro mezo più efficace ,per Ieuarli da quel furore, uedendolo in tanta miferia,siche non dimandaflero la fua morte:così il Padre eterno l’apprefènta hoggi atutti ìpeccatori;conofcendo ueramente, come èrimedio potete,per feparar grhuoinini dal peccato, mec cerli auati fimil figura. Penfa dunque,che egli la ponga ate dauanti; eche ti dica :Eccoti l’huomo .Guarda queft’huomo com’è inai trattato ,efouuégati che gliè Iddioje che ftà come Io uedi per il peccato del modo. Penfa aqual termine ìpeccati del mondo hanno condotto Iddio. Guarda come fù neceffario fotisfar per il peccato,e quitto Dio abborrifea effo peccato :perche egli trattò fi malamente la faccia del fuo figliuolo per diftrugger il peccato. Confiderà qual ucndetta piglierà Iddio del peccatore per ìTuoi peccati; poiché egli la prefe tam’afpra nel fuo figliuolo per gli alieni. Confiderà finalmente il rigore della diuina giuftL tia,elamalitia del peccatoci quale tanto fpauentofamente rifplende nella fàccia del figliuolo. Q_ual cofa fi potrebbe fare, la qual meglio moueffe l’huomo atemer Iddio,&abborrir il peccato,che queflaèParmi che Iddio fi portaffe uerfo l’huomo ,come la buona madre con la trilla figliuola, che comincia adifubidirla ; S2perche ,mROSARIO DELLA perche non le ualendo le parole reprenfiue,nè le battiture, uolta Hra cótrafe lidia; edandoli molte guanciatc ,fi ftraccia la faccia eìcapelli :Dopoi così trasfigurata, fi moltraalla figliuola, accioche ueggendo ella, cofa tanto ftrana ,conofca la grandezza del fuo fallo ;la qual per non uedere la madre in queli’affanno,filieuida commettere sì gran fallo. Potiamo dire che Iddio prendeffe quella maniera di rimedio,per calli gare gThuomini,mettendoli innanzi la fua diuina dmaginc; che èla faccia del fuo figliuolo tanto male trattata, esfigurata :perche non hauendo potuto con tante riprenfioni ,ccaftighi màdati per bocca de Profeti, fare che fi feparalfero dal male ,almeno fi fcoltaffero dalle trille opere per compaflìone di quella diuina figura: fi chefeegii perl’addietro metteua la mano acafligare gl’huominijhora uiene ametterla in fe mcdefimo :efu quella fegnalatillìma proua ch’egli fece per ritrarre l’huomo dal mal fare. Percioche, quantunque Tempre fiaftara graue colpa l'offender Iddio ; tuttauia dopò che CHRISTOprefe tal figura ,per diltruggere il peccato; oltre la grauezza folita del pec* cato, egliè una grandiflima ingratitudine,ecrudeltà. Horaperfeucrando acontemplare in quello palfo, oltre che ui s’impara ad abborrire ilpeccato,fi può me defimamente pigliare gran uigore d’animo per fidarli in Dio ;confiderando quella medefima figura, la qual fi come era potente amouereì cuori de grhuomini; così ualeua per mouere il cuore di Dio .Perciò deui confiderai ,che la medefima figura, la qual mollrò il Saluatore agl’occhi del popolfuriofo, ladimollraa gl’occhi del Padre pietofo,coI fangue tanto frefeo ,e corrente ,come era quel medefimo giorno .Quale imagine GLORIOSISS. VER. GINE. i?j imagine può eflere più efficace aplacare ginocchi del Padre ,chela faccia metta del fuo figliuolo ?Quello èil propitiatorio d’oro .Quello èl’arco di colori diuerfi ,pollo tra le nuuole del cielo, con la cui uifta fi placa Iddio. Qua fifatollarono gl’occhi fuoi. Qua fu forisfatto alla diuina giuftitia .Qaà fù reftituito il fuo honore .Qjià fe gli fece tal feruitù ,quale alla fua grandezza fi conueniua .Hora dimmi, òhuomo debole edi poca confidentia ,fe in quello patto la figura di CHRIS TO era tale, chepoteua intenerir ì cuori de fuoi nemici ,quanto più potrà placar gl’occhi diuini ,cioè del fuo pietofo Padre ?maffimamente che il figliuolo patiua per Hionore &obedienza di etto Padre fuo ? Fa comparatone da occhio aocchio, da perfona aperfona ,euedrai quanto più fecura tu tieni la mifericordia del Padre ,appuntandoli quella figura, che non hebbe Pilato quella de Giudei ,quando che gli moftrò quel uolto trasfigurato ?Onde tu ,òanima deuota ,ingegnati di ritrouarti prefente atal dolorofo fpettacolo, contemplando con attentione la figura di CHR IST 0,la gloria del Padre ,&lo fpecchio della fua bellezza,condotto per moftrarlo aquel peruerfo popolo .Confiderà quanto dishonorato. &abiet- to ftar doueua nel mczo di quella iniqua gente con nette da fcherni ,con le mani legate, con la corona di fpine,con la canna in mano ,col corpo tutto liuido , flagellato, imbrattato &fanguinofo:Et rifguarda quei uolto diuino gonfio dalle percotte, imbrattato dalli fputi, tutto punto dalle fpine, rigato &arroflùo dal fangue, parte fretto, &parte fecco &inncgrito; & rimira il Tanto &manfueto Agnello ,che per hauer le mani Ì34 ROSARIO della mani legate, non poteua nettarli ìrighi del lingue j' che giù per gl'occhi correuano; onde ìduoi celefti Iu mi ecliffari,& quali accecati erano, &come un pezzo di carne diuenuti .Et finalmente era tale l’effigie di GIESV,che ei non pareua quello che egli era ,nè manco pareua huomo ;ma un uero ritratto di dolori ctormenti ,fatto per mano di quelli crudcliffimi dipintori ,&del trillo Prefidente ,accioche fulTe auuocato di CHRISTO, nel confpctto de Tuoi nemicala fanta trauagliatiffima &dolorofa figura. Adunque in tutte le tue orationi ,etentationì piglia il Saluatore per ifcudo tra te ,eDio, &apprefentaloauanti alui,dicendo: Eccoti l’huomo ;Cioè. Eccoti Iddio quell'huomo ,che tu cercaui già tant’anni, perche egli fi faceffe mediatore tra te, eì peccatori. Eccoti qua l’huomo tanto giulto, quanto alla tua bon tà fi conueniua :etanto giullitiato ,quanto la noftra colpa meritaua. Habbi adunque pietà di noi,ò Signore.Et acciò che tu polli meglio far quello,ferma gnocchi nella faccia del tuo CHRISTO. Etu Saluatore, emediatore nollro ,non ceffare di apprefentarti a gl’occhi del Padre per noi .Et hauendoti uellito d’amore per offerire ìtuoi membri al manigoldo che gli tormentaffe ;così degnati di apprefenfargli al Padre eternojacciò che per tuomezo egli ci perdoni . ora: UT ORATIONE. ENDOTIinfinite gratie» dolcilfimo Signor mio 1ESV; che dopò le tante ri ceuute battiture,&il tanto fangue fpar- .fo, t’ingiuriorono con diuerfi ebrutti modi ,Se uituperofi ;&per tuo maggior dishonore,ti ueftirono di roda uefte,ponendo fu 1di- uin capo tuo ilrauàgante corona di pungenti fpme, & nelle tue fante mani una canna in cambio di icettro re°alei &infinocchiandoli fintamente nel tuo confato ,ti falStauano ,dicendo :Dio ti falui Re de Giudei. Imprime nel mio cuore, òSignore, una continua memoria delle tue dolorofe paliioni ,&ferii cilo con la faetta della tua ardente charità ;accioche io te folo ami ,in te mi ripofi ,&in te folo fempre penfi ,&mi quieti >&alcuna tribulatione, anguftia,ò perfecutionedate giamai non mi feparino .Non mi reputi io auiltà> d’dTere infiemetecoauuilito & deprezzato . m DELLA della croce PORTATA DAL NOSTRO SIGNORE SOPRA LE SPALLE AL MONTE CALVARIO. MISTE RIO QJ/ARTO. ONeffendi) giouato cola alcuna, di quanto il Giudice s'era perfuafo ,&haueua fatto efequire; diedelì finalmente, la Tentenna, che doueffe morire l'innocente .Et acciochc da ogni banda fe gli accrefeeffe il dolore &il tormento ;ordinorno ìfuoi nemici ,ch'egli fteffo portaffe fopradiluiil grauc legno della Croce, fu'l quale haueua da effer crocififfo. Prefero dipoi quei crudeli il Tanto legno ,che (fecondo che fi fcriue) era alto quindici piedi; elo pofero fapra le fpalle del Saluatore :il quale per le affUttioni ctrauagli di quel giorno cdella notte,che pallata era» -»•;T&per t4«rosario della ro fame quella parola pane, pane, con una dolce, & lacrimeuole uoce ;con laquale commuouono le paterne uifcere, talmente che fanno loro dare del pane. La onde,ò padre mio, io come uno de’ tuoi figliuoli, di anni grande, di meriti piccolo ,coftretto dalla necedita, &dalla fame con la ragione che hanno ifigliuoli, ti chieggio òPadre il pan mio ,cioè il nutrimento di quella uita ,che tu mi dai .&perche in me fono due foftanze ,l’una corporale, 1altra fpirituale > io per ambidue ti chieggio quello pane .Per la corporale ti chieggio il pane della terra: &pei *a fpn ituale ti chieggio il pane del cielo (eh eil panedelli Angioli)! quali come creature fpiriruali d’altro mantenimento non uiuono che di te flcflo ,che lèi uero ci- Exod. 16. bo del[ef0ftanze fpirituali .Sì che. Padre mio, io che fono flato un tempo nella terra di Egitto, nelle crapule, &nelle mondane dilettationi ,difpregiatihora ci bi tali beftiali ,fofpiro ,&chieggio quello angelico Vfai. 77. pane ,che dal ciel difeefe :Quello cerco, quefto uoglio, &quello domando .Ograda inellimabile ?O mifericordianon più udita, l’Iddio de gl’Iddii,il Signo re de’ Signori, il guiderdone de’ Santi, il gaudio de gli Angioli, il nerbo del Padre ,la fapienza eterna ,la luce del mondo, &il Sole del cielo, èfatto cibo mio. Hor che cofa debb’io più delìderare, òapprezzare ì Siano pure, òSignore,da me lontani ìmondani diletti *, poi che ho trouato un così diletteuole ,delicato , &pretiofo cibo :ilquale ,anchora che io non poffa riceuere Tempre facramentalmente ,almeno douerei riceuerlo fpiritualmente, dimorando lo fpirito mio Ceco per amore, &continua memoria .Veramente gran marauiglia è,che il cuor humano non fi disfaccia /é CLORIOSISS. VERGINE. *4t cu tutto nella dolcezza di quello cibo. &poi che,ò buon GIESV, ti Tei fatto mio cibo,& mia rcfettione, te folo mangiar uoglio: &di te folo con ddìderio cÓ- tinuo hauerò femprc fame; perche, fe il folo odor tuo èfofficiente amantenere tutto il mondo, quanto maggiormente farà la tua rcfettione ?Se mediante la parola della bocca tua, tutti fiamo nutriti ,&uiuiamojquanto maggiormente uiueranno le anime con la facramentale refcttione del corpo tuo ?Come non fi diftruggono(Signore)tutti ìcuori notiti nella tuaprefentia $come non s’allegra in te l’anima mia,tanto che dimentichi fe ftelfa, &ogmaltra cofa per amor tuo? Se le cofe terrene, &anche le imagini,& figure folamence loro, occupano alcune uolte tanto il cuor mio, che fanno ch'io di te mi dimético; come no mi prende rà fi ftrettamente la uera,& reale prefenza ,che per tuo amore mi faccia diméticare di tutto il mondo infieme? OPadre celeftiale, dacci hoggi quello pane, accioche hora,& fempre lo polfediamo .Ricordati (òSignore) che quello pane,l’unigenito figliuol tuo Io chiama co tidiano; &ci comanda che lo domandiamo hoggi. Perche cofi faffretti,òdolce GIESV,di Ilare con noi altri, che ci comàdi che fia chiello hoggi no afpettando adomattina ?Che hai tu conofciuto in noi, che ti habbia fitto imbriacare deH’amornollro ,che adomani afpettar non uoi èSe cofi ti conllringe l’amore, che ci porti, che no uuoi differir punto il tempo della uenutatua, ma fubito uuoi habitar con noi ,no guadagnando tu di quello alcuna cofa; quanto maggiorate noi altri, che fiamo uiii.fimi uermi ,eteco tanto ingoffo guadagniamo, doueremo affrettarci di llar teco, che feiilfommonollro bene, fpecchio fenza 1imacchia MiROSARIO DELLA macchia ,&allegrezza de gli Angioli ?Se poi che ,ò GIESVdilcttiflimo »fecondo quello che qui dimo ltri, non uuoi differire quefto negotio ,noi anchora in modo alcuno allungare no lo uogliamo: &comari dandoci tu chehoggi ,&non un’altro giorno lo domandiamo ,noi fenza punto di dilationetì chiediamo hoggi quella gratia, conferma fperanza d’hauerla hoggi .Percioche ,fe altamente fuffe, la dottrina tua non hauerebbe la fua confeguenza ,che chiedendo noi di ordine tuo il pane hoggi ;hoggi non lhaueffìmo: Si che,poi che noi altri ti defideriamo al prcfente, ti uogliamo fubito polfedere ;&che tu parimente hai quefto medefìmo defiderio >uieni incontinente ne’ noftri cuori ,ìquali grandemente ti bramano. Tu fei Signore imbracato dell’amor noftro ;& il noftro cuore èebrio del tuo. Il pelo dell’amore, adunque èquelloj che conduce noi ate ,&te ànoi. Hor concedimi, Signore, che l’anima mia da ogni impedimento fciolta ,ti abbracci con sì grande amore , che tra le braccie tue fi uenga meno ,per l’odore della tua ineffabile foauità; &poiché ti contenti Signore ,che ogni giorno ti chiediamo ,perche uuoi ftar Tempre con noi ,noi anchora defideriamo ftar reco ;nè mai partirci date, foauiffimo cibo noftro, &diletuffimo fpofo delle pure anime. DIMIT- GLORIOSISS. VERGINE. MJ 2)IMITTENOBIS DEBITA noflrafJìcHt &ncs dtmìttmus de- '' bitortbus noEri s . Buon GIESV, quantunque benignilR- mamente, &con grande inftanza ti offerifeaa noi in quello pane d’ogni giorno; tuttauia ,io temo dMccoftarmi ate .Temo il cornuto della Regina Eller, &che £/fcr. j non mi auuenga quello ,che ad Arnan auuenne ,che e(Tendo da elTa inuitato alla menili Tua, fu da elfa per li Tuoi delitti poco dipoi fatto impiccare. &anchot che, òSignore, quella no fia la tua intentione :temo nondimeno per la mala difpofitione mia ,&per la moltitudine de’ miei peccati ,ìquali fono moltiplicati più che le arene del mare .&chi potrà numerare gl’infiniti, &uani penfieri miei ?le mie cattiue opcrationi ,& dishonefte parole? Sei giudi apena fanno raffrenarla lor lingua; ìpeccati d’ommiffione, &negligenza chi fìa che contarli polfa? Che farò io. Signore, in tal con flitto ?Doue da un canto tu alla menfa tua mi contisti, gl'Angioli ad effa mi chiamano ;&la fame mi fpmgea dcfìderarla. Dall’altro canto la moltitudine de* miei peccati mi ritira, &sbigottifce.Rifoluomi adunque, poi che mi concedi che io ti chiami Padre,di uo.v ler ricorrere ate, con pentimentimento, &cuore di figliuolo, achiederti perdono dt*miei peccati, ìquali giallamente io chiamo debiti: Perche debitore èuno dell’altro ,quando glirubba ciòch’è Tuo. &poi che noi con ogni cola noflra fiamo tuoi ,le quali cofe bali aucuamo 144 ROSARIO DELLA urliamo da impiegare in feruitio tuo(che non folo orlornato nonThabbiamo ,anzi con tutte t’habbiamo offefo) chiaramente fi conofce, cheti liamo debitori del feruitio ,&delì’honore,che negato ti habbiamo . perdonaci adunque,Signore,quelli noftri debiti ;poi che ci comandi, che ti chiediamo quello perdono . Omarauigliofa clemenza del noftro Iddio, che hauen dolo noi in tanti modi difpregiato >&cambiato per cofe uilij con tutto ciò egli Hello ci offerta che gli domandiamo perdono :&eflendo egli l’offefo >c’inuita alia pace. Non usò Iddio tal mifericordia con gli Angoli, che peccorono :per ilche Hanno,&flatàno lem pre nella malignità loro .&poi che tu(Signore)hai di oià riceuuta sì gran fodisfattione de’ noftri debiti, nel l'angue di CHR ISTOtuo figliuolo, &ci commandi chiederti perdono :perdonaci tutte TofFefe noflre, fi come perdoniamo noi acoloro,che ci hanno offdì. Ofelice offefa, che dopò dielfere perdonata, merita d’elfer propofla nel giudicio d’iddio per ottenerci il 7perdono. Per laqual cofa nó dobbiamo noi attriHarci, quando fiamo offdì ,òperfeguitati ;anzi dobbiamo rallegrarci ,&desiderare tali cole :perche perdonando noi Taffete ,che fatte ci fono ,più facilmente haueremo il perdono de’ noHri peccati.Ne habbiamo adubitar mai che quefla allegatione >che qui c’inlegna queflo giudice noflro ,&auuocato nó fia di gran 'i.fgg.is .pregio nel cofpetto tuo :Per laqual cofa ilReDauid fopportò tanto uolentieri ìbiafimi, &Tingiurie di Semel, che io malediceua,perche conofceua bene qua» to ciò gli gioualfe ariconciliarli con Dio. ET V> GLORIOSISS. VERGINE. ET NE NOS 1 N C DVCAS JN tcntationem ,fed libera nos a malo, aAmen . He mi gioua (ò Signore) ufeire de’ debiti uecchi, fé sì prefto ne’ nuoui entro ?Che gioua (dico) alattarmi le mani per hauer maneggiato un morto, le dopòd’eftermi lauato,a toccarlo ritorno? Per tanto,òSi gnore, fé tu permetterai che noi fiamo tentati per noli rahumilcà ,per noftro elTercitio ,per noftra patienza ,per noftra corona ,&finalmente, perche uedendoci afflitti ricorriamo ate come anoftro Padre. Non permetter Signore, che noi fiamo uinti nella ten tatione; perche la debolezza noftra ètanto grande, chefenza la gratia tua cafchiamo Tempre :&poi di hauer riceuuta la gratia, non potiamo perfeuerare in efta fenza tuo particolare aiuto :perche àmolti fi dà la gratia, che non fi dà loro la perfeueranza .Tu puoi molto ben uederele contradittioni ,&gl’inimici, che habbiamo .La carnee noftra nimica domeftica, familiare ,continua, &piaceuole. 11 mon do èfraudolente, bugiardo ,etraditore. 11 demonio ècrudele, forte, aftuto,& molto elTercitato nel cobattere.Hora ftando io(Signore)cra tante armate fquadre dinimici, etra tanti fautori della noftra carne ,etra tanti foffocatori,& perfecutori dello fpirito; che fia di me, fe tu da me ti parti ?Che fa? àd’uria fmarrita pecorella tra tanti lupi? d’una sì debole creatura tra tante nimiche fpade ?&che far qui deggio, fe non chiamar te mio Efa. 53 . 7•/:’;/ Ito, Y[d. 24, Vfal.69- l5fai. 12. 118. *. Con. Dan. 9. u*ROSARIO DELLA tc mio Padre, come fa il rondinino figliuolo della ron dinella? &gemere come colomba ?&che far debbo, fe non alzare gli occhi miei a’ monti ,da' quali mi uer là l’aiuto? Ate adunque alzo gli occhi miei,che ftai ne’ cieli :Ate Iddio mio alzo l’anima mia ,&in tc fpe io,nonfia io confalo: Attendi Signore nell'aiuto mio ,&non tardare di [occorrermi .Sin quando rimuouerai da me l’afpetto tuo ?Sino aquando mi dimenticherai tu Signore ?Sino aquando trionferanno dime! miei inimici? &quanti giorni eli uita reftano anchora al feruo tuo? Quando farai tu giuftitia de" miei perfecutori ?quando mi uederò io in tutto liberato da loro, per uenirmene ate uclocemétc ?quando farà, che ninno da te mi difuii ?quando morrò io a tutte le cofe, &ame fteflo per fuggirmene ate ?quando porrò ogni cofa in oblio, per tener fempre fermi in te ìfenfi ,&ìpenfieri miei ?quando mi faranno infipide, &uili tutte le cofefuoradi te ?quando farò io per mia uolontà tutto tuo ,come io fono per giuftitia ?OPadre di mifcricordia ,Iddio di tutte le confolationi ,ufa meco quella mifcricordia talmente, che io muoia atutti gli appetiti miei, ame fteflo ,&a tutti ìmiei nimici ,&che io ate folo uiua? OPacherò Re, òSignore ,òfommo ben mio ,òcentro dell’anima mia ,uiua io in te ;in te mi ripofi ,&non habbia io altra gloria, nè altro teforo, fe non te .Tutte quelle gratie ti chieggio Iddio Padre noftro >per CH RISTO tuo unigenito figliuolo,ilquale ènoftro auuocato, noftro lacerdote ,noftro facrificio ,&dauanti al tuo diuin cofpetto ,noftro interceftore .Perche noi (come ben dille il Profeta) non habbiamo ardire di porgerti le preghiere noftre ,perche ci confidiamo nella GL ORI OSI SS. VERGINE. 447 nci!.i noftra giuftitia, ma fi bene nelle mifericordie tu. ,&ne* meriti dell’iftdTo CHRISTOtuo figli* nolo ;poi che tutto quello, ch’egli in quello mondo fece ,&patlj tutto fu per nollro amore. Onde per erto ti preghiamo ,che damo da te mifericordiofilfimamente l'oc cord ,&liberati .Per l’iftelfo figliuolo Cen. tuo, credili tutte le cole :&dopò d’elfere perdute, per il medefimo le ricrearti. Per lui crearti l’huomo a tua imagine, &fomiglianza ,&per quello gli reftitui- Gen• fti la medefima imagine, &fimilitudine :perche e*b è fondamento della noftra giufiitia ,la cagione de i meriti noftri ,l’intercelfore delle noftre orationi, l’auuocato delle noftre caufe ,&il principale appoggio delle fperanze noftre .Per lui adunque,òSignore, ti chiediamo tutte quelle grane ;poi che quello, che non ci fi deue per giuftitia noftra fola ,l’ottenghia mo per grafia fua:&non hauendo cofa in noi ,°per laquale meritiamo d’elfere da te rilguardati,in efio. ha* uerai da rimirare aliai. Sedai canto nollro mancono ìmeriti ,auanzano dal fuo .Si che per effo ti chiediamo ,&lupplichiamo ,che in noi tu uoglia honorare lui ;perciò che quello ,che dài anoi, lo dai a GIESVfigliuol tuo :perche tutto quello ,che fi dà a’ membri ,fi dà al capo di elfi membri .&fe noi dalla banda noftra non habbiamo che offerirti, per non comparire uoti nella prefenza tua, ti offeriamo il tuo figliuolo ,con tutti ìtrauagli, &le fatiche fue, &coi feruirii ,ch’egli ti fece ,cominciando dal prefepio fino alla croce, che di tutti ne participiamo noi anchora ;&con quelli titoli ,pegni ,&ragioni ti chiediamo ,òPadre nollro, mifericordia per giuftitia :cioè, Giuftitia, feal figliuol tuo rifguardii Mifericordia, fe noi 1 H$ROSARIO DELLA lMn.i6, noi miri .efopra tutto rifguarda ,òPadre eterno, che uenghiamo atemàdati dal tuo figliuolo, che ci cornai! dò che noi chiedefifuno in fuo nome ,&ci diede parole conofciute ,lequaìifono quelle, che qui pronunciate habbiamo :Piacciati riconofcerle che del figliuol tuo fono ,neilequali fi tratta della nollra reden tione. Ricordati che quando la buona donna Tacuite chiefeal Re Dauid perdono per Abfalon figliuolo del medefimo Dauid, fubito ch’egli Teppe che tal pernione era Hata ordinata da Gioab Capitano generale del fuo efferato ,di buona uoglia concclfe quanto gli fu domandato :per laqual cofa l’iftelfo Gioab nèringradò il Re Dauid, confdfando che àlui haueua fatta la grada ,&non alla donna, che chiella l’haueua.Hor poi,Signore,cheio fono inuiato qui dal tuo figliuolo; &che egli èfiato quello ,che mi ha infegnato aparlare in quella maniera àte ,elfo èche per me ti chiede ;&alui dai ciò che àme dai ,&egli te ne renderà grafie, &lodi eterne. Luc.it. Ricordati anchora,Signore, che non condennafii , anzi laudarti il cattiuo difpenfatore della tua facoltà, per elferfi acquifiato degli amici, acciò che l’aiutafTero ,&raccettalfino in cafa loro, nelle neceffità fue .Io adunque, che fono il più pouero di tutte le creature , &che ho molto più male fpefa la robba tua ,mringegno d’accoftarmi al tuo figliuolo per ualermi di elfo ; acciò che, elfendo io tanto pouero di meriti ,fia foccorfo &aiutato da’ Tuoi, epoiché tanto importa il comparite dinanzi al tuo cofpetto, non hauendo in compagnia nollra il noflro fpiritualc fratello Beniamin(ch’è Chriftotuo figliuolo) Io conduciamo qui in nollra compagnia; apprclentandolo dauantia te, acciò GLORIOSISS. VERGINE. *4* acciò che per lui liamo benignamente da te mirati, & nceuuti .E,tu unigenito figliuolo d’iddio ,che parimente fet figliuol dcll’huomo ,diftendi fopra noi il manto tuo, poi che ate s’appartiene di coprire le nudità ,pouertà ,&rniferie nolire; & non uo* ler dinegare ìdoni tuoi ìquelli, che ti hai eletti per fratelli >Se compagni deli’iftefla tua natura . SETTE ORATIONE SECONDA. *• DDIOtì falui, òMaria foaue ,che col Canto fpofo tuo Giofeppe ,elfendo tu de licata donzella, &grauida ,andarti in Betlehem àpagare il cenfo,che uniuerfai mente pagaua ciafchuno .Dammi gratia che io patientemente fopporti le miferie di quefto eC- fìlio :&ch’io Tempre appetifea ,&defideri la celefte Betlehem, doue èil ueropane di uita Chrifto G1ESV Calure noftra. Iddio ti falui,òMaria foaue,che ftracea dal camino» quado alla città di Betlehem arriuafti, non trouafti albergo alcuno .La onde eleggerti una pouera ftalla, & quiui ti pofafti, &partorirti il grà Re della gloria.Re^- gi, òVergine, &gouerna tutte le affettioni dell’anima mia; acciò che uitiofamente niffuna cofa ami ,&niffuna accetti difordinatamente ;ma come pellegrino , &!foreftiero in quefto mondo io appetifea, &defideri tempre reterne habitationi ,&in Dio folo ponga ogni fperanza ,&ripofo mio. & Iddio ti falui Maria foaue, che fenza dolore ,òdetrimento della tualimpidiffima ucrginità partorirti la falute del mondo ,&l’allegrezza del cielo .Tu Vergine fei ,&unitamente madre :Tu il ucro Tempio di Salomone: Tu l’Arca,&fantuario d’Iddio:Tu la porta ferrata \ V GLORIOSISS. VERGINE. M7 ferrata >che uidde Ezechicl :Tu l’ horto chiufo ,&il figillato fonte del cclefte fpofo .Empi ,òAuuocara noftra, il cuore ,&tutti ìfenfì mici della gratia tua : acciò che io rinouato con quello uiuo foccorfo,uiua d’una tal uita, che al figliuol tuo :&ate lidia piaccia. Iddio ti fàtui Maria loaue, che rinuolgelti GIESV frutto del cado tuo ucntre in poueri panni} &nel pre fepio lo pofafti .O' feil mio fpirito folle tanto occupa to nell* amor tuo, &l’anima mia tanto inuaghita della purità della tua uita ,ch’io diuenilli come un piccio Io ,&rinato figliuoli o;&che in qual lì uoglia tribo Iati one io mcritaflì elfere da te aiutato ,&co* tuoi benefici ricreato . Iddio ti falui Maria foaue, che col latte del utrginal petto tuo nodrifti il dolcefanciullo Gl ESV} &nelle braccia tue duramente tenendolo, &dolcemente baciandolo, humilmentc &riuerentemente l’adora fìi. Concedimi, Regina del cielo, che dopò le fatiche, ctrauagli di quella uita ,l’aiuto àme uenga dal feno della tua pietà materna ,&che io da te ricreato col latte della fpirituale confolatione ,di fpregi ogn’altro piacere di cofe tranfitorie . Iddio ti falui Maria, che dopò! quaranta giorni prefentalli GIESV tuo figliuolo nel tempio }douc il lanto uccchio Simeone lo riceuè nelle fue braccia , cantando quella dolce canzone ;la quale poi mefeolò con amari pianti ;dichiarandoti ,&profetandoti ì trauagli ,&le perfecutioni ,le quali hauer doueua il fantiflimo figliuol tuo ,dicendo eh’ egli farebbe il col fello, cheti trapalerebbe il cuore. Pregori, òdolce Signora, che mi conceda gratia ,che io imiti con patienza coli longa crocei acciò che con dia io riceua LI humil- \ Lue.t. tX9ROSARIO DELLA humilmente, &conrtantemente tutti ìtrauagli, che mi •darà il Signore j&che con tale efletnpio io riconofca la grafia, che in elfi da lui mi uiene .; Iddio ti falui Maria foaue, che auilata dall’Angiolo te ne fuggirti col tuo figliuolino in Egitto >per liberar lo da Herode ,che (come infuriato Leone )con infidie cercaua di farlo morire .Amezza notte ti partirti , ete ne andarti dall’ Angiolo inftrutta,in Egitto: doue fette anni dimorarti ,tra’ popoli barbari ,&, infedeli , poucra pellegrina, &foreftiera. Dammi gratia, òMa ria, che io ti accompagni in quelli pietofi uiaggi: imi tandoti nella patienza ,humiltà ,&pouertà :uiuendo in quello mondo come confinato, &pellegrino. Iddio ti falui Maria foaue,che andando co’l tuo fan ciullo GIESV, che alihora era di età didodici anni al tempio ;fenza colpa tua lo fmarrifti ;&cercandolo con gran diligenza ,&doglia ,lo ritrouafti con tuo grà giubilo,&contentezza, che co’ Dottori dilputaua. Concedimi ,pietofa Vergine ,che quando per colpa .mia io perderò la gratia della diuotione, con gran diligenza la cerchi; Se ritrouatala con miglior Audio, &cura la conferui :per erter fempre più preparato nelle cofe ,che concernono il feruitio del mio creatore, Amen. ORA- / I ORATIONE TERZA* ODIO ti falui foaue Maria ,che sì diligentemente nutricarti ,&alleuafti nella fuatenera età il Saluatore del mondo : &dopò nella fua giouenm, &uirilità quando egli predicaua deuotamente lo ^guitti. Dammi grana, chcdifpregiate tutte Jecofc mondane, ti ami, &feguafemprè; &per la tua prefentia tuttauia io fofpiri . Iddio ti falui Maria foaue, chefentifti grandiflima patitone per gi’immenfi dolori ,&perfezioni ,c*heb be l’amato tuo figliuolo :&penetrò fin* all’intimo del cuor tuo ecceflìuo dolore per la fua ignominiofa,& crudeliflìma morte .Concedici grafia ,chel’ifteffoSi gnore io fempre lodi,& ringratii,per tutto qucllo,chc per me egli fece,&patì: &che per amor fuo io habbia còpalfione di ciafchuno,che trauagliato,& afflitto fia. Iddio ti falui Maria foaue ,la cui beata anima fu tra palfata dal coltello ;quando tutta piena di lagrime, oraui al piede della fua croce; rimirando con pietofi occhi le ferite ,&il fangue del fantiffimo tuo figliuolo, che per me patiua. Concedimi, òfontana di grafie, che con elfo teco, a’ piedi della croce io fedelmen te perfeueri ;&che con deuoto cuore celebri la paffionc dell* unigenito figliuol tuo, mio Redentore. L1zIddi® sóo ROSARIO DELLA Iddio ti falui foaue Maria, ch’elfendo tu mede-fi- mamente croce uicina ,fentifti dalla propria bocca del tuo figliuolo quella dolorofa parola, eh ei dille :ODONNA,Ecco qui il tuo figliuolo :raccomandandoti nella fuaalfenza, pietolamente, all amato fuo difcepolo Giouanni: prouedendo in tal modo tedi figliuolo, &lui di madre. Vederti anchora, ch’egli haueua granfete; nè ti fuconcclfoil potergli porre pur’ una gocciola d’acqua :&per mag gior pena uedefti dargli aceto, &fiele .Vedeftilo, dico, con intenfilfirao dolore morire; &palpargli con la lancia il fantilfimo coftato :la quale ferita ,elfo non fentì ,che morto era ;ma ben fentilia il materno, afflitto, &pietofocuor tuo; ilquale quantunque perle cofe del mondo, folfe come morto, era, nondimeno più che uiuo perii tormenti, pafiioni,! &dolori patiti dall'amato tuo figliuolo. Per tutti quelli dolori adunque ti prego, òVergine fanta ,che tipiaccia ferire il cuor mio con la compalfione ,& memoria di tutti 1dolori ,che il mio Redentore per me patì :&farmi partecipe del frutto ,&merito di elfi :acciòche per colpa ,&difetto mio io non perda quel rimedio ,ch’egli per grada fua mi ha racquieto . Iddio ti lalui Maria foaue, che tanto felicemente rallegrata fulti da GIES Vtuo figliuolo nella fua miracolofà, &defiderata Refurrettione :& parimente dopò la fua gloriofa Afcenfione al cielo al Padre eterno, furti da elfo alfunta fopra tutti gli Angelici Chori, in una regai fede: come ben fi conueniua à te Regina &Signora di tutte le creature .Pregoti, ò celefte Imperatrice ,&ncftra piilfima madre che ti degni GLORIOSISS. VERGINE. %6i degni tener fedel cultodia di tutti noi fedeli ,Se intercedere per noi dauami al tribunale dell* amanuffimo figli uol tuo :acciò che quando uerrà àgiudicare! uiui, &morti, noi fiamo perii preghi ,&intereelfioni tue liberi dalla morte eterna :&chiamati , &polli alla delira fua in compagnia di quelli, che uiuono ,& regnano ne fe coli de’ fecoh ,& letnpre mai, Amen . ORA- Tm 6 1 ORATIONE QVARTADDIO ti falui,eccelfa madre di Chrifto» &dopò Iddio tra tutti ìSanti fantiffima Vergine Maria ,che con uerginità di ma-» dre,& co maternità di Vergine miracolo famente generarti GIESVChrifto Sai uator del mondo. Tu Tei tempio gratiftimo di Iddio» Sacrario dello Spirito fanto.Tu camera gloriola della fantiffima Trinità .Per gratia del Signore tuo Muoio uiuono tutti gli habitatori del mondo. Iuiui fi ricreano con elfo teco, &con la memoria del tuo Tan- to nome fi rallegrano fanime de* morti .Por»i ©An uocata noftra ,gli orecchi della tua pietà ,°aìle prcgh^c d, quello uii feruo ;&coraggi della tua fanti ta sbandirci la moltitudine delle tenebre de miei nec cari; talmete che àbeati,&puri occhi tuoi io piaccia Wl° tl . 1^1 . ul »bemgna madre di mifericord.a Wdio uTaim reparamee delia gratia »&del pèrdo no, Chifiache non rami? che nontihonofi te non fi raccomandi ?Tu nelle coTe dubbie fella no lira luce, negli affanni noftra confoiatione nell’an guftie noftro conforto ,nelle fatiche noftró rbofo ne* pencoli ,etentationi fedele aiuto T. m- • genito tuo figliuolo, rei falute certi! Jpe?2* che per la lorfanta ulta diJgonoW,d££‘.& fcrui 1 I TI %. « GLORIOSISS. VERGINE. *«) feruìtuoi .Raccomando, òMaria, airimmenfa tua pietà l’anima ,&il corpo mio .Reggimi, gouernami, cuftodifcimi, infegnami, &defendimi in tutte le hor-e, &momenti ,tu che lei il uero refugio della aita mia. Iddio ti falui fala magnifica, &nfplcndente palagio dell’eterno Imperatore. Tu fei quella amabile donna, pietofa, prudente, generofa, &leggiadra,che fola degna fei deflere fopra tutte le creature riuerita,& honorata. Tu fei quella Regina del cielo, che come l’ Au rora rifplendi; bella come la Luna; eletta come il Sole ;terribile àidemoni come l’armate fquadre d’ una bene ordinata battaglia .Concedimi, Vergine grati o- •fa, che nelle procelle del mare di quella mifera uita io habbia fempre àte gli occhi miei uolti ;àfine che di- {prezzate tutte le cole uifibili mi muoua alla confideratione de!gradi &perpetui diletti deli’eterno regno . Iddio ti lalui ,òrilucente fìella, Se chiarifiìma luce Maria ,della quale nacque il uero Sole di giuftitia Chrillo Saluatore noftro. Tu fei uergine,°fopra le belle bella, anzi il uero elfempìo dei’honefià &delle gratie ,che con gli occhi tuoi benigni risguardi ìfedeli ,&obedienti figliuoli della Chiefa Catholica in qual parte del mondo fiano .Il nome fanto tuo recrea gli affaticati ,&fianchi. Il tuo fereno fplendore rallumina iciechi .Il feaue odore delle uir tu tue rallegra ìgiufti. 11 benedetto frutto del tuo uer ginal uentre fatia, Se contenta ìbcati.Tu ,òMaria, do pò il Sign ore la prima fei, che meriti le lode de gli Angioii, &de gli huomini. Prega, oVergine gloriofa,per me ;accio che io da’ preghi tuoi aiutato meriti uedere, &fruire lo Iddio de tutti gli Iddii, eSignore delli Signori in Sion ;che èla gloria eterna. Iddio 1 I -ROSARIO DELLA .Iddio ti fallii >òmadre di clemenza, &di confo- Iatione :mediante la quale difeele al mondo la benèditionc celefte, &la grada della perpetua felicirà .Di te Maria prefe carne, &del tuo uirginal uentre ufcì il fanciullo GIESV, unico autore della falute noAra :il più foaue ,più bello ,&più nobile di tutti ìfigliuoli de gli huomini .La tua religiof* memoria, confola gli afflitti :La tua Tanta contemplatione,rallegrai fanti :La tua perfetta innocenza ingagliardifcc, &inanimifee al bene ìpeccatori ,Impe- -tra per me, òMaria uergine, perfetta purità di cuore s Se collocami nel numero di quelli, che dal tuo figliuo lo ,& da te amati fono . Iddio ti falui ,òclementiflìma Vergine, chiara più che il Sole, più lucida che le ftelle, più foaue che il balfamo ,più bella che le rofe, &più bianca che il giglio, Fontana del Paradifo ,Pozzo di acqua uiua, Trono del uero Salomone, Vafo puriflìmo,& d’ogni brutezza, &amaritudine noto, &di bontà, Se confolationc pieno .Il Signore ti creò uergine .Il Signore ti clefleperhumil ferua.ll Signore ti amò come digniflimafpofa. Tu fei dell’humana generatione gloria, bellezza Angolare ,&ornamento dell’ut niuerfo .Non leuarc da me peccatore gli occhi della tua tnifericordia ,anzi d’immondo, eh’ io fono, piacciati impetrarmi gratia eh’ io diuenghi mondo; di peccatore,giufto ;di pigro,diligente ;&di tiepido, &arido, feruente&deuoto. Iddio ti falui ficura fpeme di quelli ,che di fe ftelfi nonfifidono ;polfente protettione &aiuto di tutti gli abbandonati ;Madre di charità, alla quale non nega GIESV Chrifto per gloria fua, etuohonore coft / ~GLORIOSISS. VERGINE. *6f eofadi quello, che gli domandi.•& ciò che 41 uuoi, egli adempie. Tu, Maria ,tieni le chiaui del teforo celeftialc *Più honoraca fei che ìCherubini ;più fublime cheìSeraphini .Tu honore &gloria del gene rehumano .Ogni età ,ogni gente ti benedice ;etutte le creature lodano il tuo fanto nome .Sei elàltata fopraì Choride gii Angioli; &limile alla Primauera ti accompagnano ifiori &le rofe , &le frefee uerzure delle ualli. Sanami, òbeata Vergine, &farò fano; & magnifìcherò ,&benedirò tene’ fecoltde fecoli, > * &Tempre mai, Amen . i I j7sROSARIO DELLA Te intenfamente ami l'anima mia ;&licra nelle Iodi tue s’impieghi, &occupi .Tu fei fiorito tala- ; model celefte fpofo .Tu diletteuole paradifo de gli Angioli, camera de’ diurni facramenti. Tu figliuola, madre, &fpofa di Iddio . Tu Tempre fii la mia fpeme, tu refugio ,conforto, &confolatione della uita mia. Amen. rJ.HR TA QfCC IjrC.W AìVTr ORATIONE SETTIMA. VERGINE Beata ,&gloriola; come potrà comparire Toratione mia innanzi àte ,fé la gratia ,che io meritai hauere mediante la paffione del mio Redentore, ho perduta per colpa della malitia mia?Nondimeno, quantunqueio fia federato peccatore ;uedendo, che la domanda mia ègiufta, ardirò pregarti ,che mi afcolti .ORegina mifei icordiofa ,io ti fupplico che per me preghi il tuo fàcratiffimo Figliuolo ,che per fua infinita bontà ,&mifericordia fi degni perdonarmi.Et fe ciò negato mi uiene perii demeriti mici, fiami almeno conceduto ,acciò che io per difetto mio non perifea colui ,ch’egli creò àfua, imagine, &fimilitudine .Tu fei luce nelle tenebre: Tu fpecchio de* Santr-Tu fperanza de* peccatorbogtù / gente ti benedifee ;ciafchuno afflittoti chiama-. Tutti ibuoni ti contemplano ,Tutte le creature in te Vallegranojgli Angioli in ciclo con la tua prefènza,l*anirre del purgatorio con la tua confolatione, gli huomini. in terra con la tua fperanza :Tutti t’inuocano ,etu à tutti rifpondi ,&per tutti preghi .Or che far deggio io indegno peccatore per ottener la grana tua ìlpeccati miei mi conturbono; ìmiei demeriti mi affliggono i&la malitia mia.mi fa diuenir muto. Pregoti Ver-, Nngine *74 ROSA RIO DELLA ginepretiofà, per limmenfo dolore, cheTentifti, quan do ucdefti il tuo diletto Figliuolo auuiarfi caminado con la Croce addoffo ,fino al luogo della morte, che ti piaccia mortificare tutte le pa(fioni,e tétationi mie ; acciò che per malignità mia non fi perda colui, ch’egli recuperò col Tuo pretiofilfimo {angue. Et le pietole lagrime, che Tpargefti ,feguitandotu fin’alla Croce, fian oTempre nel cuore, &nella mente mia :accioche penfàndo io in effe, ne ucrfino tate gli occhi miei, che ballino àlauar le macchie de’ miei peccati. Qual peccatore hauerà tnai tanto ardire di comparit efenza te auanti àquell'eterno giudicejil quale, anchor che fia humile ,&mifericordiofo ,ènel caftigo giufto ?Che Tara di me, òbeata Vergine, Te ciò ch’io ho fmarrito per il mio peccatolo lo ritrouo per tua interceflione? Gran cofa certo ti chieggio, hauendo io fi grandeméte errato :ma picciola poi in comparatone della tua bontà, &uirtù. Quello che dimandar ti poffo ènien te ,riTpetto àquello che tu dar mi puoi .ÒRegina de gli Angioli,emenda la uita mia,& ordina tutte l’opere mie, in modo tale, ch'io meriti (Te ben peflimoTono) effer da te aTcoltato, con pietà. Dimoftra, òMaria, la tua miTericordia nel rimedio mio :accioche ti lodino ìbuoni ,&in te Tperino ìcattiui .Idolori che Tentiffi quando patì I’amanti/fimo tuo figliuolo, Redentore mio GIESVChrifto ,mi fiano Tempre dinanzi àgli occhi :&la tua pena fia il cibo del mio cuore .II foccorTo tuo nò m’abàdoni,l apietà tua non mi manchi: Di me non fi dimentichi la tua memoria .Se ru, òglo riofa Maria, caTcar mi laici jchi fia che mi Toftenti? Se tu in obliuione mi poni ;chi fia che di me fi ricordi ? Se tu ftella del mare, &guida de gli erranti, non mi illumi- / 'GLORIOSISS. VERGINE. »'. »**_*» lumini, che ha di memifero? Non mi lafciar tentar dall’inimico :&fe tentato farò ,fa ch'io non cafchi:& fe per forte cafeo ,aiutami ,acciò che io mi folleui « Chit’inuocò giamai jò grati ofa Signora, chetunon l’efaudiflì ?Et chi gratia ti chiefe ,che non l’haucfle ? Et qual mai ti feruì ,che con grande liberalità rimeritato non futfe ?Fa ti prego, ògloriofa Vergine ,che il cuor mio infe fentaquell’intenfo dolore, che tu nel tuo fentifti ;quando leuato di Croce il pretiofilfimo Figliuol tuo,nelle tue braccia lo riceuefti: riguardati do quella imagine fua fantifsima da gli Angioli adora ta ,&da’ trilli offefa, etemuta; &uedendo lo ftrano modo di crudeltà, con la quale l’innocenza del giudo fodisfece alla difobedienza del peccatore .Panni (ò mia Regina) uederti nell’atto, che all'hora ftaui con le braccia aperte ,con gli occhi languidi,& lagrimofi ;col capo inchinato ;col uifo pallido ,&fmor- to ;fentendo maggior tormento nel cuor tuo ,che nif funo nel corpo fuo giamai fentiffe .Nelle orecchie mie rifuonin tempre quelle dolorofe parole ,le quali m’immagino, che dir tu doueui acoloro,che ti miravano :OVOI TVTTI, CHE PASSATE PER LA VIA, attendete, &confidente, fe dolore èal mondo,che pareggi quefto mio,Accio che ,mediante quelle, io meriti efferdate efauditp .Trapaffa, ò Veroine eratiofa, co quel coltello del dolore l’anima iìquale pafsò la tua ,all’hora che nel Sepolcro riponetl^flagellato corpo ,in più pam difgiunto. & morto deltuo fantifsimo Figliuolo :accio che mi ricordi che terra fono ,&che àetfa terra reftituir debbo ciò che da lei ho riceuuto :acciò che nonm’moanni la uana, ecranfitoria gloria del prefente fccoio. »Hab- / -1 6ROSARIO DELLA GLORIOSISS. VERG Habbia io Tempre in compagnia mia la contempla-* rione della folitudirie tua, &in quella notte mafsune, nella quale in te non uiueua, Te non il dolorejbeuendo l’acqua delle lagrime tuc,& magiando il pane delle tue atisofciofe meditationi.- accio che piangendo le an°uftierche patini in terra ,io meriti di uèder la gloriatcheacquiftàft'i in cielo, nc fecoli de fecoli, Amen. Zitto l'Of fitto del Santifsimo Rofario, Hfi dica come (jPtellQ della ÌSlattuila }mutando elnome di Natiuità,in Feftiuitd. RE:# ISTR O *ABCDEFGHfKLMNOPQ_R STVXYZ. Aa Bb Cc Dd Ee FfGg Hh li Kb LI Mm Nn. Tutti fon duernbeccetto A,& No,che fon mezzi fogli» \.IQ f' |r\ \t?V» >*' \ IN ROMA, MDLXXI IL Appreffo Giufepper de gl’Angeli ,•> m-J? fé #" •') <ir m /