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Documentare, studiare, restituire la pittura antica. Lesperienza del LaRPA (2005-): risultati e prospettive

Coralini, Antonella; Fiorini, Andrea; Loschi, Irene

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Documen a e, s udia e, es i ui e la pi u a an ica. L’espe ienza del LaRPA (2005-): isul a i e p ospe i e An onella Co alini, And ea Fio ini, I ene Loschi Non poco è già s a o sc i o sul “Labo a o io di Rilie o e Res i uzione della Pi u a An ica (LaRPA)” dell’Uni e si à di Bologna1. Di con ibu o in con i- bu o sono s a i colo o che a a io i olo collabo a ano alle a i i à dida iche a p esen a e i modi e le inali à del la o o, d’in esa con i esponsabili scien i ici e so o la di ezione di ques i: dal 2005 chi sc i e, con Daniela Scaglia ini ino al 2014 e poi da sola dal 2015 in poi. Da e oce ai gio ani, lascia e spazio all’esp essione della lo o indi iduali à, aiu a li a dimos a e le lo o capaci à è semp e s a o un pun o d’ono e, anche quando, mol o spesso, il cos o, in e mini di ene gie e empo necessa i pe la e isione dei lo o espe imen i di sc i u a, è s a o mol o al o. Cambia egis o ques o con ibu o, che è s a o sc i o a e mani all’a uale Responsabile Scien i- ico e dai colleghi che negli anni più ecen i si sono oc- cupa i di e amen e delle due p incipali linee di azione del Labo a o io, ilie o e es i uzione. L’elemen o di no- i à non si limi a agli au o i del es o: che a ianca una più ampia con es ualizzazione del ‘modello LaRPA’ nel u o a poco a olla o se o e della dida ica dell’a cheo- g a ia della pi u a (sop a u o, ma non esclusi amen e, pa ie ale) al consue o aggio namen o sullo s a o dell’a - e delle sue a i i à, dalle scel e di me odo alle soluzioni ecniche, con un occhio i ol o ai isul a i e l’al o alle p ospe i e, del Labo a o io e dei suoi allie i. (A.C). 1. Ri-disegna e la pi u a: un p oge o (scien i ico e o ma i o) di lungo e mine Da quasi en ’anni il Labo a o io a pa e dell’o - e a o ma i a del Dipa imen o di S o ia Cul u e Ci- 1 Helg, Di C is ina 2011; Fio ini, Di C is ina 2020. 2 Vannie 2014. 3 Pe la de inizione di a cheog a ia, in sé e in elazione all’a cheologia e all’a cheome ia, Co alini 2009. il à (DISCI) dell’A eneo di Bologna, come na u ale complemen o dei p oge i di ice ca, e di o mazione alla ice ca, a e en i alla ca ed a di “A cheologia e s o- ia dell’a e omana”: na o nel 2005 come “Labo a o- io di Documen alis ica pe l’A cheologia”, si è mol o p es o specializza o nella es i uzione degli appa a i deco a i i, p ima, e della pi u a, poi. Il suo obie i o è o ni e agli s uden i le conoscen- ze di base e le abili à ecniche pe a on a e lo s udio della pi u a an ica, a pa i e dalla sua documen azione sino alla es i uzione g a ica, sia con ecniche adizio- nali che con i nuo i s umen i digi ali, passando a a- e so l’analisi au op ica e lo s udio di de aglio, da una pa e, e le indagini a cheome iche, dall’al a. Il isul a o auspica o è la o mazione di ice ca o- i, e di p o essionis i, in g ado di ope a e in manie a au onoma nella ca ena di azioni che dal ilie o condu- ce al es au o i uale delle o me e dei colo i di una supe icie dipin a, o di esse e, almeno, in e locu o i consape oli dei colleghi specializza i nel ilie o e nel disegno. Dal 2014, da quando la scuola ancese di s u- dio della pi u a pa ie ale ha conia o una de inizione pe la igu a del suo specialis a, si può anche di e che il LaRPA ambisce a in odu e i gio ani a cheologi in o mazione alla disciplina della oichog aphologie2. Ini- ziando dall’a cheog a ia della pi u a3. Il suo piano o ma i o si a icola in due moduli complemen a i, dedica i il p imo, p opedeu ico, al ilie o o og amme ico (acquisizione e a amen- o in o ma ico dei da i) e il secondo alla es i uzione g a ica, onda a sull’analisi e sullo s udio degli aspe i o mali ai ini delle ipo esi di in eg azione delle pa i pe du e. En ambi p e edono una pa e eo ica ed una 430 an onella co alini, and ea io ini, i ene loschi pa e p a ica, nella quale all’allie o iene chies o di e- alizza e un la o o indi iduale, al ine di consen i gli di e i ica e il suo in e esse e le sue a i udini. (A.C.) 2. Il ilie o o og amme ico Nel p imo modulo ( ig. 1) la pa e eo ica in odu- ce gli allie i alla conoscenza dei pun i chia e del ilie o o og amme ico: l’a cheologia dell’a chi e u a (con pa icola e i e imen o alla documen azione della s a- ig a ia mu a ia e delle ecniche cos u i e)4; il ilie o a cheologico (s umen i adizionali e a anza i)5; 3. le ca a e is iche ecniche della o ocame a digi ale6; la p esa o og amme ica e il GSD (G ound Sample Dis ance), o e o l’es ensione della supe icie app e- sen a a da un singolo pixel dell’o o o o)7; i me odi pe o ene e una co e a illuminazione dell’ogge o da ile a e ( ami e l’uso di omb eggian i e di lampa- de a luce con inua); il bilanciamen o del bianco e gli accesso i pe miglio a e la co ispondenza a i colo i eali dell’ogge o e quelli ip odo i nell’immagine o- og a ica (Colo Checke Passpo di X-Ri e); il sis ema di con ollo dell’inquad a u a ami e sma phone; il wo k low pe de i a e o o o o da modelli idimensio- nali. I con enu i delle lezioni sono il u o di espe ienze di e e sul campo, in pa icola e nell’ambi o dell’in e- g ale e isione e i acimen o dei ilie i o og amme ici delle supe ici e icali (pa e i) e o izzon ali (pa imen- i) dell’insula III della ci à an ica di E colano, nel qua- d o del p oge o “DHER. Domus He culanensis Ra io- nes”8: a il 2016 e il 2017 sono s a e ealizza e ex no o le o o o o di 50 supe ici (41 pa e i e 9 pa imen i), che, aggiungendosi alla documen azione già acquisi a a il 2005 e il 2015, hanno consen i o di comple a e, pe la pa e o og amme ica, la sezione dell’A lan e degli Appa a i Deco a i i di E colano co isponden e all’insula III (dal 2005 ogge o di uno s udio di de - aglio da pa e dell’A eneo di Bologna, in con enzione con la Sop in endenza di Pompei ed E colano e in col- labo azione con l’He culaneum Conse a ion P ojec e, dal 2016, con il CISA, Cen o In e dipa imen ale 4 B ogiolo 1988; Pa en i 2000. 5 Fio ini 2012; Fo e, Campana 2016; Med i 2003; Miglia i 2001. 6 Ang 2005; Maio 2007; Mi ulla 2012. 7 Goma asca 2004, p. 218. 8 Co alini 2020. 9 D’And ea e al. 2018. Sul p oge o DHER, Co alini 2017, con bibliog a ia p eceden e. di Se izi pe l’A cheologia dell’Uni e si à di Napoli L’O ien ale)9. Mai come in ques o si o a cheologico, e come an- che a Pompei, ci si è esi con o di quan o sia e o che la o og a ia è luce. Senza l’ausilio di on i a i iciali mol e supe ici sa ebbe o isul a e non documen abili, pe ia di un’illuminazione na u ale oppo debole, o poco uni o me. Pe ques o mo i o, in luogo del lash, si sono impiega e lampade a luce con inua, dispos e in manie a ale da o ene e un’illuminazione di usa e omogenea di u a la supe icie. Pe ga an i e la e- del à c oma ica delle o og a ie ci si è se i i del Colo - Checke Passpo , un accesso io che si ap e a lib o ed è compos o da asselli colo a i. Nella seconda pagina ha una a olozza di 24 colo i codi ica i e nella e za un iquad o di colo e bianco. I alo i RGB di ques i cam- pioni sono no i al so wa e di co edo al a ge , cosa che, nell’elabo azione dei da i, consen e di indi idua e e en uali di e enze con quelli memo izza i nell’im- magine. Il p ocesso di compa azione gene a un ile (‘p o ilo colo e’) che se e al so wa e (Adobe Came a Raw) pe compensa e e en uali di e enze e isualizza- e i colo i e e i i. Ope a i amen e, la sequenza delle azioni è la seguen e: si inizia ponendo il Colo Cheke a con a o con la supe icie da documen a e e – con- dizione ondamen ale pe la buona iusci a della co - ezione c oma ica – so o la s essa luce che sa à u iliz- za a nella sessione o og amme ica; si p osegue con il bilanciamen o del bianco (che si o iene inquad ando la e za pagina, ig. 2); poi si e e ua una ip esa della 1. Bologna, DISCI, Labo a o io di Topog a ia. Nel p imo mo- dulo, la pa e eo ica in oduce gli allie i alla conoscenza dei pun i chia e del ilie o o og amme ico ( o og a ia A. Fio ini) documen a e, s udia e, es i ui e la pi u a an ica 431 a olozza di 24 colo i ( ig. 3); in ine, si esegue il ilie o o og amme ico. In al modo i da i co e i i (calcola- i dal so wa e a pa i e dalla o og a ia dei asselli co- lo a i) si po anno applica e anche alle immagini della supe icie ogge o di in e esse. Pe documen a e la pa e e di un edi icio se ono, in p imo luogo, inquad a u e a piano e icale e il più possibile on ali. Pe soddis a e ques i equisi i è s a o indispensabile l’uso di un eppiede, che, inol e, ha ga- an i o s abili à in ip esa, iduzione del enomeno del mic omosso e – di conseguenza – la massima ni idezza di de aglio possibile. A ques e p ese anno aggiun e o og a ie con assi della came a a lo o con e gen i e o emen e inclina i ispe o alla supe icie ( ig. 4). L’in eg azione di p ese on ali e con e gen i aiu a il so wa e a comp ende e la eale mo ologia della su- pe icie, e i ando così e o i nella modellazione (quali alsi ‘spanciamen i’ o ondulazioni). Il ilie o delle po zioni di pa e e non aggiungibili di e amen e dall’ope a o e ichiede l’impiego di un sis ema di acquisizione più complesso. A E colano la o ocame a è s a a issa a sulla cima di un’as a elesco- 10 Sicu anza 2013; To es e al. 2012. pica di alluminio (al ezza massima 8 m) e connessa a uno sma phone pe e i ica e l’inquad a u a, a i a e lo sca o e as e i e le immagini ( ig. 5). Nel co so di speci ici incon i, lo s uden e iene in- odo o i ualmen e a ques a pa e di la o o sul cam- po, che a à poi modo di spe imen a e di e amen e nelle campagne di documen azione che il LaRPA ea- lizza annualmen e g azie al sos egno anche inanzia io dell’Alma Ma e . Al e mine della pa e eo ica, lo s uden e iene coin ol o in alcune a i i à labo a o iali che ichiedo- no un suo impegno in p ima pe sona. La p ima ese - ci azione, pe la quale ad ogni pa ecipan e si chiede di u ilizza e una p op ia o ocame a digi ale, consi- s e nella scel a dei se aggi più adegua i (dia amma, ISO, empo di esposizione e ocale) in unzione del- le di e se condizioni ambien ali. Nel secondo incon- o lo s uden e spe imen a l’elabo azione di o o o o con il so wa e Agiso Me ashape. Il lusso di la o o si compone di due s eps ope a i i: la ealizzazione del modello idimensionale a pa i e da una sequenza di sca i o og a ici (S uc u e o Mo ion), p ima; la c ea- zione della ‘ eplica’ i uale dell’ogge o, pe o ene e a i p odo i, il più impo an e dei quali è ce amen e l’o o o o. Come no o, il modello 3D è compos o di iangoli, che engono ex u izza i e add izza i sin- gola men e pe o ene e al e an i o opiani da com- po e in un mosaico, in modo da o ene e l’immagine comple a della supe icie (o o o o), con una p ocedu- a no a come add izzamen o di e enziale10. In gene- e, il ma e iale pe ques a ase applica i a è o ni o dai p oge i di ice ca in co so: così, nell’anno accademico 2018-2019 gli s uden i hanno esegui o ques o lusso 2. E colano, Pa co a cheologico. S uden i impegna i nelle ope- azioni p elimina i al ilie o o og amme ico: la calib azione del bianco ( o og a ia A. Fio ini, 2016) 3. Il a ge di colo i codi ica i impiega o pe una miglio e ip o- duzione c oma ica delle supe ici pi o iche 432 an onella co alini, and ea io ini, i ene loschi di la o o u ilizzando alcune p ese o og amme iche ealizza e a E colano nel 2016 ( igg. 6-7). Al e mine del p imo modulo gli s uden i hanno acquisi o le conoscenze necessa ie pe ges i e au ono- mamen e alcune a i i à di no e ole impo anza: da una pa e, con la piani icazione e l’esecuzione di un i- lie o o og amme ico (in unzione dei isul a i a esi, quali il g ado di ni idezza e la dimensione dei de agli d’in e esse); dall’al a, con l’elabo azione di immagini ada e al ilie o e o iale (o o o o) e alla icos uzio- ne g a ica degli appa a i deco a i i (a gomen i a a i nel modulo successi o). (A.F.) 3. Dal ilie o alla es i uzione g a ica Anche se la o og a ía è il me odo più a idabile pe ip odu e la eal à ma e ica e c oma ica della supe i- cie dipin a, una documen azione esclusi amen e o o- g a ica isul a insu icien e, pe chi oglia a e ice ca su quelle supe ici. Pe più agioni: a ques e, uno s a- o di conse azione non o imale dei manu a i, che iduce la isibili à dei mo i i deco a i i e dei colo i o appena isibili; o anche la isoluzione e le dimensioni non adegua e dell’immagine, che condizionano la leg- gibili à di quegli elemen i che solo la isione au op ica consen e di iconosce e. Le o o o o cos i uiscono la base di pa enza pe la ealizzazione di a ole al a o che es i uiscano il di- segno della deco azione della pa e e dipin a, mos an- done lo s a o di conse azione a uale e in eg andone le lacune ( ig. 8.a). Il p ocesso di app esen azione g a ica si a i- cola in più azioni, la p ima delle quali consis e nel icalca e di e amen e quan o isibile nell’immagine o og amme ica, oppo unamen e ido a in sca- la. La scel a della g a ica e o iale è mo i a a dalla e sa ili à del p odo o inale, implemen abile a più ip ese in caso di necessi à, e senza pe di a del de a- glio g a ico. Il p ocedimen o di ilie o e o iale pe me e di egis a e u e le componen i dell’o na o: i limi i della mal a e della pellicola pi o ica, i segni p epa a o i, le linee guida, i mo i i deco a i i, i g a i i. Ogni elemen- o, al ine di esse e acilmen e dis inguibile dalle al e, a eso con spesso i di e si, secondo un alo e nume i- co esp esso in millime i, modi icabile in elazione alla scala di iduzione e al o ma o di s ampa. F a i so wa es disponibili, l’edi o GPL Inkscape è semb a o sin dalle asi iniziali come il più adegua o, e ale si con e ma a dis anza di ol e quindici anni: i suoi pun i di o za sono il suo esse e un p odo o non p o- p ie a io, e il suo a e e un’in e accia mol o semplice, che può cos i ui e anche la base di pa enza pe l’ap- p occio a s umen i più complessi quali, ad esempio Adobe Illus a o , o anche Au oCad. Il so wa e Inkscape consen e di disegna e in modo di e o e ad al issimi li elli di ing andimen o su imma- 4. Schema di ip esa o og amme ica di una supe icie e icale pseudo-plana e (disegno A. Fio ini). In ques o caso l’in e a pa e e è ip esa in soli 4 o og ammi. Pe la documen azione di pa e i più es ese si ico e a un nume o maggio e di p ese ‘no mali’ (posizioni 2 e 3) in g ado di cop i e u o l’ogge o 5. Schema che illus a gli elemen i del sis ema di ip esa o o- g amme ica con as a elescopica (disegno A. Fio ini): un ope a- o e (2) osse a l’immagine asmessa allo sma phone dalla o- ocame a (3) pe o ene e la miglio e inquad a u a possibile; un secondo ope a o e (1) con olla che l’asse o ico della o ocame a sia pe pendicola e alla pa imen azione; un e zo ope a o e (4) con olla su able PC la quali à delle immagini sca a e documen a e, s udia e, es i ui e la pi u a an ica 433 gini che ip oducono la pa e e, siano essi o opiani, ilie i di e i o documen azione d’epoca, e di modi i- ca e libe amen e le dimensioni e la scala dell’immagi- ne inale. I ilie i, cui l’u ilizzo dei o opiani assicu a un al o g ado di p ecisione me ica, sono ealizza i in g a ica e o iale, che ga an isce massima p ecisione del a o e g ande libe à in e mini di iduzione o in- g andimen o. Alla ip oduzione di quan o isibile e iconosci- bile si a ianca, ol e all’analisi au op ica, il iesame delle on i complemen a i, quali desc izioni (p e- ziose quelle ealizza e a b e e dis anza di empo dal in enimen o) e ip oduzioni, g a iche ( ig. 8.b) e o- og a iche del manu a o in al i momen i della sua seconda i a, dalle quali possono eni e in o mazioni u ili pe una miglio e in e p e azione delle pa i meno leggibili e di quelle non conse a e. Immagini as e di quei documen i possono esse e inse i e nell’am- bien e di la o o, ipo a e in scala e icolloca e nella lo o posizione o igina ia sulla pa e e, pe poi esse e ogge o di icalco, ami e con enzioni g a iche u ili pe la lo o dis inzione dalle pa i de i a e dall’o o o- o di pa enza: ad un acque ello o ocen esco, o una o og a ia d’ambien e, non è possibile iconosce e lo s esso alo e documen a io che iene a ibu o ad un ilie o o og amme ico. Il con ibu o delle on i complemen a i di en a de e minan e nella ase successi a alla ip oduzione, cioè nell’implemen azione del disegno di quan o ico- noscibile con le in eg azioni elabo a e sulla base della e i ica di quelle on i e dell’esame dei con on i. Le in eg azioni engono ealizza e secondo e c i e i, in o dine dec escen e di a idabili à: la con i- nuazione, di linee ce e e dei mo i i ipe i i i, quali le bo du es ajou ées; la simme ia, in elazione all’asse cen ale sul quale si o ganizza la sin assi deco a i a del- la maggio pa e delle pa e i dipin e; l’analogia, con la deco azione delle al e pa e i dello s esso ambien e o con il epe o io no o, sia in uno s ile pi o ico, sia in un ambi o c onologico o e i o iale. Il p incipio guida es a la co e ezza ‘ ilologica’ del p odo o: di conseguenza, non semp e è possibile in eg a e la deco azione, o a lo ado ando u i i c i- e i. Il successo di ques a seconda ase del p ocesso di es i uzione di una pa e e dipin a dipende in la ga pa - e, ol e che dalla pe izia ecnica dell’ope a o e, dalla conoscenza che ques o ha del epe o io deco a i o. Pe ques o mo i o, il sogge o ideale, pe l’a cheog a ia della pi u a, è l’a cheologo di o mazione che ha pa- d onanza anche degli s umen i della g a ica digi ale. Il p odo o inale consis e in una a ola pe ciascu- na supe icie, con icos uzione della deco azione al a o ( ig. 8.c), sulla cui base possono poi esse e ealiz- za e ul e io i e sioni, in scala di g igi, o a colo i. Nelle a ole in scala di g igi, la a olozza del pic o , esa con 6. E colano, Casa dell’E ma di b onzo (III, 16), o o o o di pa- e e (A. Fio ini, 2016) 7. E colano, Casa dello Schele o (III, 3), ambien e 10. O o o o del pa imen o (A. Fio ini, 2016) 434 an onella co alini, and ea io ini, i ene loschi 8.a- . Pompei, Casa del Cen ena io (IX 8, 3.6.a), iclinio 41, pa e e es : a o opiano; b. ilie o g a ico manuale 1:20; c. ilie o e o iale; d. ilie o e o iale su o o o o; e- . es i uzione in scala di g igi e a colo i (P og amma Vesu iana, a. C. Pascucci, 2010; b. 2003; c. I: Loschi, M. Limoncelli, 2018; d- , I. Loschi, 2020) documen a e, s udia e, es i ui e la pi u a an ica 435 14 onali à di e se, iene applica a limi a amen e alle po zioni di pa e e in cui l’in onaco è e e i amen e conse a o, pe e idenzia e lo s a o della deco azione al momen o del ilie o ( ig. 8.d). Se si uole alo izza e la gamma c oma ica delle pi u e pa ie ali, si possono ealizza e es i uzioni g a- iche a colo i, al ine di ende e maggio men e com- p ensibile la o ali à della deco azione che non isul a app ezzabile, sop a u o pe il pubblico non adde o ai la o i, con la modali à in scala di g igi. A al ine nel p o ocollo LaRPA si u ilizza il so wa e di g a ica Pho- oshop, impo ando il ile della icos uzione al a o e si p ocedendo alla ealizzazione di campi u e e s u- ma u e ami e l’ausilio dei li elli di disegno ( ig. 8.e). Il ilie o e o iale cos i uisce inol e un’o ima base di pa enza anche pe il es au o i uale, come la colla- bo azione con Massimo Limoncelli ha con e ma o11. ( igg. 9, 10.a-b). (I.L.). 4. P ospe i e Chi a gli allie i in ende pe eziona si nell’a che- og a ia della pi u a an ica, seguendo il p o ocollo p o- pos o dal LaRPA o spe imen ando nuo e p ocedu e, o a un dinamico incuba o e, accan o al Labo a o io, anche nel p og amma Pic a agmen a (Documen a e, conosce e, comunica e la pi u a an ica), che, a i o dal 2013, è il u o più ecen e della lunga adizione di s udi della scuola bolognese di a cheologia classica sulla pi u a pa ie ale di e à omana, dalle ice che di Daniela Scaglia ini sulle elazioni a spazi e deco a- zioni nei p imi anni Se an a ai p oge i a ia i dalla ine degli anni No an a in ambi o esu iano, p oge i che, anche pe la icchezza del campione, hanno sin dall’inizio a u o nello s udio delle pi u e pa ie ali una delle p incipali linee di azione. O anche l’unica, come nel p oge o “A lan e degli Appa a i Deco a i i di E colano” (2005-) ed il p oge o “Alibi. Pi u e in Museo” (2013-), condo i en ambi in s e a collabo- azione con gli en i pe la u ela, gli Sca i di E colano 11 Co alini, Limoncelli 2020. 12 Co alini 2020, con bibliog a ia p eceden e; Co alini, Sampaolo 2020. 13 Pe Modena, Simonini 2020 e Lugli, Ti elli 2020. Pe Pompei, insula IX 8, Loschi 2020. 14 Così è s a o pe I ene Loschi in Spagna e ad Écija (Colonia Augus a Fi ma As igi), p oge o pe il quale si in ia, ol e che a Loschi 2021 e Mecozzi, Loschi 2021, ai con ibu i di A. Fe nandez Ugalde, I. Loschi e di I. Loschi e al. in ques o s esso olume. E così è anche pe i gio ani allie i e colleghi che s anno la o ando allo s udio e alla es i uzione g a ica delle pa e i dipin e dell’Insula IX 8 a Pompei: ol e a I ene Loschi, che è esponsabile della linea di azione a cheog a ica, Angela Bosco, Sal a o e Mancuso, Ma ina Lo usso, Nicolan onio Losacco. il p imo e il Museo A cheologico Nazionale di Napoli il secondo12. Come il LaRPA, e come il p og amma Pic a ag- men a, anche ques i p oge i hanno le p op ie adici nella o e ocazione documen a ia che dai p imi anni Duemila ca a e izza l’app occio della scuola bolognese allo s udio della pi u a an ica. La lunga espe ienza di la- o o nella egione esu iana, sul campione che ad oggi es a eal à di i e imen o ine i abile, e la lunga consue- udine con un app occio in eg a o, a a cheologia, a - cheome ia e a cheog a ia, hanno a o ma u a e in chi sc i e la e ma con inzione che ogni en a i o di ice ca scien i ica su ques a o ma di a igiana o a is ico debba onda si non solo sulla le u a in con es o dell’e idenza ma e iale, ma anche, e sop a u o, su una base docu- men a ia ogge i a, e quan o più possibile condi isa. E che ques a base debba esse e c ea a a a e so sis ema i- che campagne di ilie o o og amme ico dell’e idenza in si u e alibi (nei musei, nei deposi i) di e isione delle on i es uali ed iconog a iche, segui e da un pazien e la o o di es i uzione g a ica ilologica, e suppo a e dai da i o e i dall’a cheome ia della p oduzione. Da ques a medesima con inzione nasce l’a enzio- ne pe la p o essionalizzazione dei gio ani a cheologi, incen i a i dal LaRPA a ma u a e compe enze speciali- s iche di in e esse non solo la ice ca scien i ica ma anche pe il mondo del la o o. Che il LaRPA osse ucina di a- len i, nell’una e nell’al a di ezione, è semp e s a o l’au- spicio di chi sc i e. Uni o alla spe anza che quei alen i po esse o di en a e, quali espe i di a cheog a ia della pi u a, colleghi e coau o i nel la o o di edizione scien- i ica dei si i e dei complessi scel i come casi di s udio dei p oge i di ice ca (le insulae IX 8 e I 17 di Pompei; l’insula III di E colano; Villa So a a To e del G eco; Modena): spe anza ealizza asi, in qualche caso, in co so di ealizzazione in al i13. E al ol a anche supe a a dalla eal à, quando, a i mol i gio ani che hanno a a e sa- o il Labo a o io (dal 2005, non meno di quindici pe anno, ol e duecen o in o ale), c’è s a o chi ha scel o, con successo, di espo a e i p o ocolli e le p ocedu e del LaRPA in al i ambi i e con es i14 (A.C). 436 an onella co alini, and ea io ini, i ene loschi 10.a-b. Pompei, Casa del Cen ena io (IX 8, 3.6.a), iclinio 41, modello idimensionale: edu e dall’ing esso (a) e dall’in e no (b) (P o- g amma Vesu iana, M. 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