Funerali Antichi di diuersi Popoli et Nationi : forma, ordine, et pompa di sepolture, di essequie, di consecrationi antiche et d'altro
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FVNE R.ALI ANTI CHI Di diuersi Popoli, et T^ationi; FORMA, ORDINE,ET POMPA di iepolture,di efiequie,di Confecrationi antiche et d'altro, ‘Descrilh in ‘Dialogo da_< JrtLoatcCso r PoRJcMccj£/ da Castiglione c/irr-linc. . Con le Tùfure inT^ame dt Con Priuilegio^f ,Z juuuuuuuùSvl
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al magnanimo et VIRTVOSO sOTTAVIANO MANIN! TH0MASO "TORCA CCHI. ANNOSIper /’ hittorie molte particolari ufànzj ojjèrmndofyejjè njol te Magnammo S. 0TTAVI ANO, le quali raccolte da chi fole ejfer 3 .Jr rT nJnM.Ì fi trntja Fhunma curio f 3&mefiè infame in diuerfioccafìoni3fg, tempii fi trova tbuomo \<grmsQ0\ bauer come d’impromfifatto ^vnguitto polirne intorno aquelfiggete '70-TÌìddPone.o perpreghiere iamici3operche fieri recare al mondo qualche letnon non inutile ìalafiiarlo poi <vfcirfìtto la commune cenfura di chi legge. In questo modo raccolli io ita due libri di Ejfimpifilmili drittone: de quali mi trono hauer^un aiuoli bro mapparecchio: &dopo efifi ho dato alla slampa anchora alcune dire cofittefamem „^'! .. . rr p(n!,rmente da libri deli bistorte .neIle qua MecuUemif Mg'"«Mg*. dardina: nelle qualifiveggono rnfpreferitati inomi di molteperfine>che per altri nfiet Uhannofirmo lettere>informatiom3&cefi tali:cangi:firmi delle quali. &con numero grande cfhiforici antichi &moderni ho confrontato quella bistorta. In quefio modo ho raccolto con lunghe«mdi tempo et difiudw molti cofiumi di diuerfi popoli antichi ineporro‘T>a':«ano,chen,U’maglio,&nelteccellenztdetl ingegno mquella profiffiune mi ha maltharfir mandatele affinché cunofamlte,come mmntian, dilemmi: e, marni Sm fi,-vedute,adAlzano al S. Cmte Cefare Laccateli, mamica <*«•&»« fiJtLomod, -vera -vtrtu.O- de canefe bontà ,egh che moka e-verfito nellb, five ferma ilpregn,eragionamene cai-valarefa S. CarneiVeficfian, Cuauafuafide cbe'Vtmttaminatma^fattar.tfaragoneccnlaffiniatmnmteimhafa, afinivate darne cefi,aa' c«lofi col mera ielle Pampe, &farne perticala,- dona a SUche non parfarà telimomo élla ma malta affienane -verfi h,ma anchora de fifiatche mpar,,. dU,ugnerà,carne èfinafa, fi nelle dei,canon, malte lodi 7vs.fimmefiti-Dialofi ‘P™«"» "Mu,°*f“ 6ragionano: ilai, hanno tuona cagmmndel fuo mattona,ore Amcbafiadm,ih d la Lallier datiate le pani ornata i,-vir,u:&fero tacendo immanenteper non co. vedermi amatanta imprefiiactetterò per gran favare,.che ficome co ale, mene V. S, fiata moltifógni etamari, cord,almen,e, cafi d[accettar que,lamia piccola.fatua fi linamente: Lene due un altrograndma:® ale,,®-algenti, filmo S. Gtouanm Ghe Tarde, matto mi raccomodo. Udì ir.polAfienfioMaXXl.dt Maggio uu-Dt Vmma.
zFVNE%ALl cosénme,che paiono tantegioie, fiuetto montepropriamente dalla proluda féfifaoAce Natura vare ,che quiui acaualltero Jìa potto per concorrer con va altro ,che'loft %an mezo miglio dalla terra ;ha fimbianza piu tatto diptaceuole collina, che dijupera ho monte :macofi ripieno ,fé) di fronzuti caftagni ,gratiffimo cibo de’rusticani ha- Éitatorij &di pretiofì mofccitelli, &dtffiporki fichi ,/òauiJfime bevande, fé) antipafii delle fiondide msnfi ,che tramenato difruttiferi clini,rende piaceuol la pro- Jfittuta: (fij dalnome della natila,chefìtto glie fiutata}ha prefì nome del optante da finita .Fra quelito monte &la terra d*Alzano paffiaitfiume Serio ,figià torrente piu tatto che fiume non volejfi altrui chiamarlo :dal qualfi pefiano ottimi pefci trotte ,fé) temoli d’altre qualità, &cattano gli habitatori molte commoditi per gli edifici, della calcina ,&delle pietre. FDaUa parte di Mezzogiorno ela campagna, commodo rifioro con tàbbondantia delterreno agli affaticati cultori :talché non mancando aquella terra il monte,ne il piano -, ha molto buona aria ;ecommoda diJaluberiime acque,&graffia per le faporofi fé)graffi carni .Fragli altri molti,che nobilmen tehabitano quetta cimi terra;vno eil Conte fife fare LoccateUo :il quale battendo vaabella, &commodafan caffi afronte delMonte da'villa ;gode bella proffiettìux co fi del monte, come del piano ;cofidella verdeggiante&florida terra,come della chiara acqua :&tanto induttriofimente ècompartita,che da elafiuna Stanza -va- gheggia nanabella pittura,o defioriti prati, ode’fronzuti bffihi, odelle ffieffie habi talloni della villa .fuetto geniti’huomo d’animo ,&di nvirtù ,non può effier riputato adalcun’altro fecondo :percioehe eprudente ,genero fi ,&• ornato diAngolari qualità, &‘-virtù morali, proprie delnobilmente nato :(fif attendendo a•~vtta illujìre, non mira ad altro ,che alla virtù -, alla quale eapplicato .fiuefia egli bonora, fifiiene ,&fauorifie ,non pure adornandoffine tanimo ,ma largamente con le proprie facoltàbeneficandola. Ha il Conte fife fiere fra lìaltre fratte battute dalla cor tefie benignità delSignore H>10, configuro quetta,chefi e congiunto con una gentildonna dilanio virino fi qualità ,g-rgratie, di quante alcun altra de’ noBri tempi , &de’paffiati menti deffitr lodata .fuettiaeia Signora Lautnia Cuouo,figliuola del Conte Vtftjafia.no Cuouo da Somino ,catteIlo in Lombardia, non punto inferiore amolte fitta d’ftaira :ilqualConte eprincipale in Sonano ,&èCauaiher molto horroraio ,efé digran reputaliarne .Di lui ,&della Signora Antonia Tfota ,famiglia in "^Bergamo nobile ,&cha molti Caualhen degni d'efier celebrati; nacque quefta Signora Lauinia,di cui ragiono :la qualeper tacer le altre nobili parti ,che fino miei;ècofi gentile fiumana,gjratiofi ,piena di creanza ,&)opra tutto di religio fa bontà, &denotarne ,che inulta ogni huomo ahonorarla ,fé) ariputar felice il Conte Cefire ,con cui difinto amore econgiuntiffima -fiutiti effindo venuto Lafiatepxjfata.il Conte Veffiafano per vifitar lafiglinola, e’lgenero &entrato vna
*A TICH1. 3 evoltafra. I’ altre nelloStudio del Genero ,che èornato di molta quantità di libri, eòe congraffa ffiefi finta procacciando3 -&nociuto /òpra runa tintola molti difègni intagliati in rameifraudi altri diede di mano ad alcune carte ,cb io hatteudmandate per motlra al Conte Ce fare, nelle quali erano intagliati imodi ,tenuti da diuerfi popoli nelfipehre imorti anticamente .Perche r{ vagheggiato nunpezzo iartificio del dipano ,&dell’intagliojdomandò il Conte Veffiafiano al Conte Cejdre in queflo modo . CO.VES. di mano di chi finfatti tantofutilmente, ff) con tanta accurate^ ga aUntagli di queSle figure ?Se io ben riconofio teccellenza dellamano -, parmi che quefh habbiano molta conformità con quelli altri ,ch’io 'veggo qia -dell IJble piufa rnofidel mondo iStampati nelle Dejcrittiom fatte dalajoSlro SPorcacchi. CO.CES. Non nJingannate punto ,Signor .mio,delrjoStrogiudicio: peràoche deliiBejfa manofino ufciti qutSh, che quelli. CO. VES. ét chi ha fiampato quefiid CO. CES. Voi ntoleteforfè domandarprima cbigliha intagliati; poi che delle figure ragioniamo:pcrcicche fi di chi ha fiampato quejl opera molste intendere $ella s Slata Slampatàda njn nofiro cittadino ,originario qui della terra dAlzano, che eM. Simon Galignani da Sbarrerà honoratomereante di libri in àPadoua, ein Vinetia. CO.VES. fio non hoprimad’horafiputomai piu ,che SU.Smori fa ntofiro cittadino diAl%ano ;che àetre fiofinoio bene informatijfimo delle qualità fine honorate. Ma &gl’intagli di queSIefigure di cui mano 'vengono ì CO.CES. di Girolamo Porro PadottanoJgioitane chein que fiaprofefifonefa fiupire ognihuomo :peràoche eaccurato ,pattente, eintelligente :fi) (quei che maggiormente acorefice lo Stupore)effendo egli dimperfètta mitra docchi s -intaglia con tan ta Jottigliezga ,che può ejfere annoaerato fra quelli ,channo locchio acutiffimo . E" (come ho detto) di aiifia imperfetta :attejo che per nonfi qual difetto,hauendo macchiato la luce di'uri occhio ;quella dell altro epoi cefi corta, che finza laiu- to del enfiallo egli non ci mede molto lontano, fineSto galantuomo dunque 3 d’occhio cofi difettofo: èdi tanta acutezza, che intaglia, non pare con quefta, ma anchora con maggiorjottighezjZS di rviSla ;gia che in unapicciola quantità,&'< otondità di rame ,nonpiugrande ,che una gaietta Vindiana ,che fino quefie immutanti Salmi ,accomodandoci lefile lettere maiufcole$che non piu ètenuto per miracolofi beffimpio di colui, chefcriffe l’Iliade diHomeroin tantapoca carta,chefiotta rin chiufiin una noce: &qualunque acconciamente le legge ,quandofino Stampate, d'occhio molto acuto. AzCO.
FVNETfi AL1 CO. VES. j7n ogni tempo la Natura s'ha dilettato difar marattigue :e> bene Jfefofine fon cedute di quelle chefra Loro hanno battuto molta conformità ,come m parte prono per fi efifempi dellhiftorie il njostro Porcacchi in quel fio libretto dì ‘Paralleli ,odsjfimpi frinii, che diede mluce alcunianni adietro. Pero quando leggiamo di quello Stradurne, che uedetta, fando in Liltbeo promontorio di Sicilia, tutti tnatali Carthafttefi aunger uno, eh’ufimano deiporto di Carthagine ,{fi gli contattai (fi di Caitici'ate, chefece le formiche, fi! altri minuti animaletti d'auorio :fi di SSiirmende, che fece pur d’attorto un carro con quattro caualli, eh’una mofia lo caprina con tolii (fi una nane, che una pecchia, oape frmlmente la coprimi quando nel Landino fiprdl Canto XXIX. dell’Inferno di Danteftrouafritto, che Capocchio da Stira fi dtfignò nelle fitte unghie della mano tutta la pafifion dì CIEsv fri RISTO mitro Signore, fi Saluatore;non prenderemo piu tanta maramgfiàa, già che ^-vediamo boggial Porrofar cofiè tali, fiper ventura maggiori. CQ. CES. Oliraqueglavirtù, da tutti ammirata in quelgiomne, uie anchora fan ta alleggi ddnteHetto, chegli bufila l’animo difaresforzo alla Natura con Carte; facendo in vn tempo mede firmo volarper Caria daforfè trenta huominì. CO. VES* Come risolare ?per ventura deue efifo -volergli includere in qualche grafo peggo diartiglieria ,ben carico, dargli ilfuoco: il pud modo, fifitrouaffe <z>n pe%go di tanta capacità ;firebbe rinfilile. CO. CES. il Porro non ha cogl empi concetti: ma haformategran parte diunafa machina con molta fifiefa: nella quale filando molti buomini,&girando alcune rote, fa alla machina prender vento ,ffiìentarfi ficome dice efifio) per aria: èegli e°fi figgo in quefilo Immore, che crede non ‘-vedere il fine de gli annifioi,fiprima nenia. ‘vedutoilfine anchor di questa: il che perofirmo io, chefila capriccio ,(fi humore da nonfinirne quell'efito, ch'ei s’ha perfiafid . CO. VES. ghiesii <r Dìfigm, che voi bautte qui di mano del Porro dunque,per quanto comprendo cogl all rmprotnfi, fièno difunerali, oficome noi diciamo)mortorij: ma non comprendo in infilante, di qual mattone, ne in qual modo ogfiruati. Però mifarete corte fia dirmegli. CO. CES. Debitomio è. Signor Conte, vbidirmfimpre, non tantoper la fingotd- ?e ofifru&ntia, vn che io ntn ho ,e figgendomifiocero, ein luogo di Padre ,quanto perche le quarta ‘-vostre illusiri, efi •venerabili fin tali, che da chi non vi conofife, Vnfannoefifièr rinerito, ghiesiaprima carta dunque, che quivedete fi&perdo natemifi in quefiofamiliar ragionamento non vfi di dir V.S. perciocbe nonmfie etagocorifigetto, ma da non interrompermi il corfidel parlar nofico con alteraiìon dì perfineJjuefifacarta dico, èun modo,eh’ojfèruarono rfiomanì nelfiepelir imorti loro. COxs. fa ho pur letto ,cné iRomani battenano per codiurne di ardere icorpi morti
K!CHT. f ^ort’ il che nonfi vede offerita* in quello difigno. Ditemi dunque tmodi ,cb'tjfi tennero anticamente infittirli. CO CES. Imodi delfepchre icorpi dd morti prcjjo tfiomam hanno canato ni beScòmi»molti luoghi; co firn quelle parole di Pliniofi comprende, nelle quali di- C ebebabbruciarli in Temanonefiata cerimonia antica: atte fi che primaglifotlcr- C’ 0.mapoi che Zaccor fero, che imorti &finerrati erano mila lunghezza delle guerre cattati difètto terra, &dififipoln;alìbora diedero principio ad abbruciarli. Con tutto ciò in diuerfi maniere erano offeritati icostumi antichi; fi come mjien raccontato che nella famiglia de Cornell ninno fu abbruciato innanzi aSiila Dittatore: il quale cofizaolfi, chefifefatto alcorpofito, come coki, c'hsbbs paura dCejfir pacato delìisleifa moneta, della quale egli haueua pagato G. Mano. 6CO. VES- fi hj intendo :Siila battendo fatto difatterrare ilcorpo di Mano, perche non [offe degnato delThonor delfpolcro ;ordino Pop che lfioproprio fife arfo ; accìoche altri aliti non rendeffe ìiHejfò merito, cattandolo di fivoltura. CO. CES Leootarno anchora ,che fu trottato il corpo diNumaPempiitof folto m un cafone di Pietra :che dopo molti fecali da Gn. Terrano nel limicolo fu canato ^"CO. VES# Quello fu quattrocento anni dopo la moriedleffi Numa; ciò eflfn- »“>• !JL. Jl 7! 1f}*hin fisrri.nrhfi e.(V:nÌo rnsnutO 'UHI alpTlfltmO rrjenne ajcoprire .. , »• CO. CES. Di ciò 'Timo &Plutarco da diuerfi Anturi hanno tratto moitiparttco- Un per tacere bora M. Tullio, Lattando poltri. -Maìlufanz* diabbruciare icorpi,s refiò pre[fo iRomani, come hanno ojfimato alcuni,fino adempì degl Imperatori Anto- J in,pJaMoramolti ceffrom diabbruciarli^ tornarono di mom afferrarli. CO. VES. Trocediamo nelle noslre confideratiom ordinatamente: acciai he non A•rLenA rnnft/fi lènza regola,trattiamo il ragionamento, eoefacciamo. Pero ^innanzi ad ogni altra cofi}ricordatemi che modo ojfimafro gli antichiRomani, mm mchfphuLo era in tranfito di morte :perciecheparmi ricordare, eh ejfihaa.uano alcune particolari offe-manze ,che non mifarà dtfiaro tornane aintendere. rJCES.Fra iTornarli,filmo che fammalato commciauaa darei tratti; color eh'erano piu ’fretti parenti,feperò colui monnafra ifuoi; conia propria boccanceuecb eranopi j?jAArAA- ìnuJl fatue Tlmio, che di mouo pie SS rem[or lecito, chdjfiZ,accorgeffiro d'effer ueduti da alcun bicorno in quello eftrern .pa m to; comeperche non era comeneuole nonmofirar lorod cielo. Tuttamaa
€FVEKAL1 prohibitoper la legge mania (cerneferimmo ZJarrone ff Marcello )il poterferrare gli occhi a' Tadn,mentre che gli haueuano chiari &aperti algiorno chiaro,ffi meno mentre eh’erano in tranfito. Scriue 'Fiutano, che uolgarmenteerano chiamati incarnarti ,e i Lauandieri,prefil corpo ;lo lauauano,&iungenano- fcondo che umarnente figurato efrejfo uedete in quefla carta di difegno ,chenoi innanzi aUaltre hab biamo amano .€t fi ilcorpo haueua da abbruciar fi ;drizgcauano la pira,ocata fa di legne ,&d'altre materiefificondo la condition delmorto,già che ilgentdhuo mo tdplebeo, il nobile (fi lignobile non ha ueuan tutti lifejfa ufanza.
ANTICHI. 7 PRIMA TAVOLA SEPOLCRALE DE’ ROMA NI. I. 10. VES. Fin qui bene (fif con quell'ordine,ch’io cerco bautte rifpoHo : figuitatehora con ì’iftejfa ordinata, maniera di dirmi ,che modo offiruauanoydopo che il corpoera morto,lattato,{fi ajnto, inportarlo allapira ,(fi che cerimonia ufiuano in abbruciarlo. TficSfScritte Plutarco, che uedittano Ucorpo del morto di uè finenti bianchi e &poi Copra la PIra,o catasta diftendeuano Le uefa ,con molti unguenti,profumi, gf cefi tali. Indifucilano il mortorio con molta pompa, ffigliuoli, fiondo lifte fi, andauano con la tefta coperta dietro al padre ,come uediamo ,che in diuerfi luoghi d’Italia,&aaltrepromncie fino al giorno dhoggi anchofi coftuma nelleperfine de gli amia, de firmari. d’altri pm,omeno attenenti con diuerfi maniere .- CO-VES. fìuefio euenfifimo^infimamente nefunerah de Principi,odaltriperfi nao-o'i grandi,come ultimamentefi uide nell ejftquie delgran Carlo Quinto Imperato r cb donofà memoria,&delTPnnape Don Carlofitompote figliuolo del CatholicoSfi *Filippo
ri? VPf, E'KALl Filippo altri Principi dt’nofin tempi ,che con pompa reale fono siati accampa gnati alla (èpoltura: &quello medefimo ho ceduto ojferuarfi in alcuni luoghi della Thojcana,altrove a’funerali ordinarfi . CO. CES. Lefigliuole poi andauano coicapo /coperto sgf co'capelli (parfì: il qual cofiume (dice Plutarco)per none/fire ufto; emolto piu accommodato amouere il pianto:percioche per ordinano, njfin^a delle Bdonne era andar fuor di caf con la teliacoperta: al contrario degli huomini ,che la portauano difoperta :onde ne corrotti dice che s’ofieruaua difare al contrario di quanto era cosìurnefitto &ordinario. Tagliauano poi non dito al morto: &quello flmuano per fargli le/Jèquie. Indi iBeccamorti, che bhaueuano benlauato governato ;portauano il corpo alla pira. Jpuiui, come noe thaueuano pollofìpra, colui ch'era piu diretto parente, oamico del morto;moltate le falle al rogo;all'indietro <~vi gettaua nanafiacella accef, zìa accendeva ilfuoco. Si co funiam anchora a'piu <-veechi ,mentre che fi tiortaitano-, difonar.la tromba, &a'piu giouani ipijfari: &éMacrobio dice ,che ìcorpi morti s’accompagnavano allafèpoltùra cantando: credendofgli antichi ,che lanime dopo eh’erano fiiolte da legami del corpo ;tornaffiro alprincipio della dolcesega della Mufca-, cioè alCielo fìefo .Son molti, iquali uogliono, che quefo co- Bur.nefoffie preffo loro per lopinione,chebbero alcuni, che lanima fojfe barmonta, comefu Herofilo con altri firnfgitaci. COMES. Marniper ventura intorno aciò altro fn/o ;già ch'io ui ueggo penfierofi? CO. CES. 'Potrebbe fi addurre anchora questaltra ragione, chora mifiuiene:&* èche coBumaJfèro iRomani difonar la tromba àmortorfi, per denotar la chiara fama, &la celebrità del morto :ilqual (ignificaio èproprio della tromba. Ondei fipmani (oprai colmo del tetto ,che copriva il tempio di Saturno-, mettevano le figure de Tritoni trombetti marini, che tenevano le code raccolte ,(fij nafiofie :col qual (imbolo rziolenano dare aintendere, che Fhisìoria delle cofifatte dalla memoria di Saturno fino alla nosira età; era nota ,chiara, &celebre: ma quelle, che innanzi} aluieranficcefie; fi trovavano ofiure, incognite, &nafioBe nelle tenebre: il che era figurato per le code de’ Tritoni nafioBe. Coiremmo ancho dire (fi/off lecito mefcolare iriti profani co’feri) che quelfonar la tromba ,accompagnando i morti allafèpoltùra-, fioff'e unfegnoa gli afcoltanti d’eleuar la mente aDio,conofien do fèfieffi mortali, &momentanei. Percioche dove il Signore Dio commanda, ch’ogniprimo giorno delfettimo me fi con la memoria delle trombe fifiacciafilennità -, interpretano iTkeolcgi, che non veglia, direaltro ,fi non che noi debbiamo ridurci a memoria gli oracoli de’Profeti;penfàr totalmente alle uoci Euangeliche :fé) ricordarci delle prediche de gli Apolidi, che fino agufi di trombe celefii, il fono delle quali
'W NTIC HlP quali tra destinato eh*ufcijfe per tutti iconfini della terra. :(fi in quesla grufi, 'nei principio del mefe cantiamo con la tromba30>néSalmigiubiliamo aDio. Ipiffari parimente denotano il tempo de’Jacrijici, ffi difare oradoni per l’anime del mor- to quaf per mezo de fi venijfiro adenotar>che Dio era prefinte ;comefifitol fare nefintijfimì mislerij fifacrifici della Chiefi nofra Catholìca &Romana co l fùono de campanelli .éMa non ebene andare infierendo icofumiedenici co’ Cbri- Hiani . CO. CES. Horfù cedete con quanta rvaghezga &ornamento in quella tauolafa ejfrefo3lineato queflo cojìume3ch’io ubo detto; cofì dicoloro chepiangono fi che/ito - nano;come di colui che da fuoco alla pira3&del corpo eliabbrucia , &di coloro,cheglifiargano /opragli oda ri; già che anchor queflo nafiuano. ZB SECONfi
.VES. Ogni opra efatti con giudlcio, gj* con inteUigentìa :ma che co fa faeuano ejfi, dopo che lcorpo era abbruciato ? CO. CES. Cerne il corpo era abbruciato ,che da gli antichi eradet - _Ti_rTtT to Bufo;raccoglieuano ejfle ceneri,&Foffa in nan <-vafo:ilcbe era carico de gli amici CS' de parenti circodanti . CO. VES.. Aitanti che paffute piu innanzi;faà bene che mi rifluiate rvn dubbio, cbora mefìpragiunto;cioè in che modo,rifatto alle legno, all’altre materie, che ardendofi con fraaitano co’lcorpo morto ;era pojfbile che cosìoro fipejfero conofer le ceneri del corpo, emche. modo dallincendio, del fuoco fifluauano le of fi che nonfi confimajfiro ì CO. CES., Il ‘Boreacchi trottatofi quefiafiate aragionar di ciò ^vnafirain Zie-- rena incafi. dell. Eccellente. S. Girolamo Bra,oue. da cpuel gentil’huomo corte fera. fato.
AVf-T 1CHT. 11 /fato comitato, &bonoutoìnfieme coniEccellente S. Nicolo Co^a, dotto, -vtr- tuofò &di pratiefè marnerei diffe cheghantichi sfittano tele di ceno -.ino infuno, da Phnio chiamato rumo, pp) da’ Greci Asheftino,che non ordettano ,neji confumauano punto nelfuoco, liquefo Uno fcriue Plinio hauer *-veduto tanaglie ,che non abbruciammo onde flettano difintili tele far toniche funebri,che fparaitano le ceneri delcorpo abbruciato dall’altre. Trouojfi dico il Porcacchia fartefimomo aquei due pentiihuomini, che per quanto poteua comprendere, nafuano anchogiianticbt, fronda che del lino nomo faceuano ,di pigliar la pietra Amianto, &farne tele da inuolgerun corpi che doueuano effere abbruciati. Di quefia pietra (come firme efi nella defintùone delizia di Cipro)fi tronfino algiorno d’boggt mCifro-.&per effer dito(a, come Ulano icoloro la battutane ,&macerami: &poi con le altre iure filata; riducemno in telarneformammoficchi atoniche: ne.ue quali cucinano, oinuolgeuano ben bene il corpo morto, &poi lo mettemmo adarderfi. Bla tela formata diquefia pietra, di qualità fifatta, che non pur non abbrucia, ne puntofi confuma netfuoco ;ma quantofu -vi sia ;tanto piu dementa bianca , macchia purgai^ma. Questo conferma egli hauer ceduto ^fermenta omVincila in cafi deITIllusive &magnammo Signor Vettore Podocatbaro Candite Cipriotto Canno AMDLXVL che di quella tela haueua. Perciochehauendo quel Jirtuofo Signore definito nonfio libro,. che chiamaua Ritratto del fie gn°f\S °\ ft) effendofi curiofimente dilettato di -vederper queli'IfiL tutte le cefiaotao dejed'elfire offeritale; haueua trottato anche questa pietra Amianto, &fattonefar teìa ad Limite ejbenentie confermato, che nelfuoco non ardeua ;mafipurgaua, tfifiZa blondin quote dunque effondo inclufi il corpo ^poeterà fidatoreteuano le ceneri ,eh'erano (come ho detto) da ptu stretti parenti & Ziscolte &potei» nmnufo. Ciò fatto; da alcun parente dmorto -venuta lodato con qualche orationfunebre: la qualcompita, ffi datofine aogni ait^o ajj are, tZKzxtfff&is. ‘oz-r-tfr*. *atquahfcnmm alcuni, ibi sfavano dergerl Ìf!fiDato fa miti quelli ,ofi ai allaccigridavano tri «ohi VALE, ZAvVALE eh’ira ^Pigliar Uremiadal mòrto,. oggmgrxndo. No, con quii- ZtZnfratto ellrimo àciuanquiBi fimi, far(. Ma comimpUulurnefatto di raccoglier le ceneri,^ altre cofem questo dfigno. B*Tilt
,S FVNEXAL1 Et(òtto quellofin due m>erfi,<-vno ejjametro ,& mmo pentametro ^Sccouì dunque prouato a bastanza, che fino alle beftie fifaceuano gli Epitaffi. Ne reiterò di dirut per trapaffi,che benefieffò anchofi ne leggono alcuni ridicoli, eingegnofi come in Roma, &finora ha molte mjolte ojffruato il Toreacchi :mafra gli altri ingegnofi, &ridicolo equello in Dialogo del marito &della moglie ,c battendo fimpre contraffa l’un cantra l’altro mmalta-, ancho mfepoltura con quefìeparole htlgauano. OHE. HIC VIR ET VXOR NON LITIGANT. QVI SVMVS NON DICO. AT IP SADICAM. Hi CEBRIVS EBRIVS ME EBRIAM NVNCVPAT. NON DICO AMPLIVS. HEJ VXOR ETIAM MORTVA LITIGAS? Vedete quanto efaceto eingegnofi quello. IMa maengo bora atrattar de’funerali mjfiti far fi da finmani alle Vergini VeItali ,conuinte dadulterio ,fecondo che mi haueterichiefio :la qual cerimonia ebella ,&la ^vedrete qui intagliata per mano del Forco con molta accurata induilria. CO. VES. Voi CMi hctuete pollo in campo <~un altro figgetto :ilqual fin maago dintenderpiti alla fiìegata: &è, che ne gli Epitaffi antichi fcome hauete detto ) fi dichiaravano ancho ilegati,oUfiitefatte da difienfiarfit, come denari, fiorìelle , olio 3ftff.fimili altre cofi ma non mbattete poi detto, altro -.però dicbiarateui piu apertamente . CO. CES. Marcello Giurifionfitko dottiffimo nelle Pandettefittola Rubrica Ete annuis legata &fideicomrmjffs, dice,che mancerto ordinò, che ilgiorno delJuo na - talefiofferofatte le Edimfiom dr Decunont>fihe co fi maogliam dir quelle E>iuìfiont, ne dal Budeo, ne dall’Allato, ne da molti altriefiato dichiarato:mafilo (per quanto ho maeduto) dal Oauallter Maggicon l’aiuto dì quejììtre epitaffi.Il primo fi ‘'vede aComo: maper 1ingiuria de’tempi tronco, che equel che di fipra m/ho registraia.Tuttavia, non battendolo pofio alThora}lo metterò alprefinte,come e.. DIVI Di OLEVM. ET PROPIN.--3GDCCL praebeant. JTEM LECTISTERNI VM TEMPORE PARENTALIORVM EX -30 CC. MEMORIIS ElVSDEM VALERIANAE, ET APPI VALERIA. FIL. EIVS PER OF FI C. TES SERARIOR. QVOBANNIS PONATVR, ET PARENTETVR. 1TEM CORONAR MYRT. TERNAE ET TEMPORE RQSAE IVL. TERNAE EI SPONaNTVR MICATAE DESILITIS EX _0C. L. PROFVN DAN TVR. ÌTEM AP PI VR EYTYCHIANYS MARITVS ElVSDEM VA-
1 9 ANTICHI. VALERIANAE SCHOLAE VE XILLARI ORVM LARGITVS EST H-S XXX. N. L. CVIVS SVMMAE RED- D1TV QVODANNIS DIE SS. NATALIS EIVS ANTE STATVAM LECTI EX 3C. CCL. PONANT. SPORT. }C. CCL. INTER PRAESENT. SIBI DIVID. OLEVM ET PROP1N. PER ROSA M praebeant. ghtefio cheJègue èin Rafferma, &• èregifirato dal Volterrano nel libro x~ui. de* Juot Commentari Urbani, &dal Biondo da Forlì nel Lib. 2. di Roma Tnonfante, gr da altri: ma non troppo emendato. D. M. PL AVIAE. Q, F. SALVT. CONIVGI CARISSI MAE L. PVBLICIVS ITALICVS DEC. ORN. ET SIBI V. POSVIT. HI CCOLL. FABR. ti. K. H-S. XXX. ViV. DED EX QVO REDDITV QVOTANNIS DEC. COLL. FABR. fi. R. IN AEDE NEP. QVAM IPSE EXTRVXIT DIE NEPTVNALI ORVM PRAE SENTIBVS SPOR. >l-<. BINI DIVLDERENT VR. ET DEC. XXVIII. S1VE >!<;. CENTENl QVINQVAGENI QVOTANNIS DARENTVR. VT EX EA SVMMA SIC VT SOLITI ARCAM PVBLICIORVM FLAVONI, ET ITALICI FiLJORyM, ET ARCAM, IN QVA POSITA EST FLAVIA SALVT ARI S YXOR ElVS, ROSIS EXORNENHDE >l<. SACRIFICENT'QVE EX XXII. ET DE *EE1<^A ° IBI EPVLENTVR._0 BQVAM LIBERAL ITA - TEM COL. FABR. M. R. IN TER bEN; EMER1TOS OVOTANN1S ROSAS PVBL1CIIS SVPRA SE, ET FLAVIA SALVT. VXORE EIVS M1TT END AS EX XXXV. SACRIFICiVM'QVE facien- DYM DE XX. H-S. PER MAGISTRO SDECREVIT. il terzo èaRieti :il qualfìmiimente vi regifrero, per ruemrpoi al rimanente, & ÌJ",,t0 "Vftdmtl-IÓ SEMINIO VI VIR. AVO. MAC. IVV. AVGVSTALES PATRONO ET QVìNQ.PERPETVO OPTIME MERITO. HIC ARCAE A^GVSTALIVM se VIVO H-S. xx. DEDiT VT EX -REDDITV EIVS SVMMAE DIE NATALI SVO HI!. K. FEBR. PRAESENTES VESCERENT a•- • rT .OB DEDlCATiONEM STATVAE DECVRIO. ET SEVI RiS ,ET IVVENIBVS SPORTV rv EPVLVMET OLEVM c. A^n-1
FVVQ ERAli Mar di quelle tre infiriltioni fi nvede, comeposti innanzi agitoceli, Udichìarattorie del nostro dubbio; cioè che le Dmfionierano Sportede(queste erano,o denari, ocibipofiim alcune(particelle ,&difjgenfàie achi fi douem)denari,olio,crofte opezgi ehpane, mno,& altre cofi fatte largizioni,che iReptatori laficiauano a' lor Collegi], (fi Compagnie,o(come dicono aVmétia)Scole,oFraternite d’artefici, odi trafficami, &taluolta alpopolo,per il giorno dellor natale ,che dumi erafilenne &fe fimo, o •neroper ilgiorno annuale deda lor morte: accioche ogni anno in talgiornofio(fiero in lor memoria di ((enfiate. Etqteefié Diuifioni nonpurea Decurioni; maancho erano per teffamento Ufiiate da testatori a’lorfruìfatti liberi, comes’ha da altre infinmoniantiche: tal molta perfignodìallegrezzafiiron date dall’ImperatorRomano al Senato, aCamIUert,-&* alla Plebe, come s’ha da'molti luoghi di Suetonto ,di Cornelio -XCit0=&r daltri: maiorniamo alfatto notiro ,finzp piu moltiplicare per bora in (tuttorali, oin antiche infratieni. ^CO-V“S-Conmen dunque, che ragioniate defunerali, che i"Romanifacemmo alle cJergim Ve fiah: ma io non credo,che fiofi carico di nviolata religione, ocofilentia,fi di qufie <vergini miparlaste anchopìu copiofìmntequelche nefipete,ciò edelT'mfiìtutione, ac costumi, &d’altre co fé aeffe appartenenti,fin che "oemfie alfunerale. (~s-Le Vergini Vefiali,ficondo Dionigi Alicarnafio nellib.2 .Lido neiprimo, (A "Fiutano nella rutta di "Romolo&di Spuma;furono, come molte altre cofifiacre, instiunte da Numa T?ompilio. Altri nondimeno (comefirme Plutarco)fra iquali e Fupuò. Fiumano ose quefito cofiume(la affaipiu antico:percioche fermano,che ulne da Troia Vda Troiani, dopochebbero hauuto d/Palladio. Ghie fio pafiò prima da Troiani aLauinì]:dipoi agli Albani:fifinalmente a’Romani. Onde Virgilio nelficondo nellafila Eneide (crine, che Hettore ddpiufiecretipenetrali, cattò, (fi. configno aEnea con leproprie mani le bende, la poffinte Vefia, e’l fuoco eterno. Percioche aquefiìa "Dea era conficcata ilfuocoperpetuo,che mai nonfi(fiegneua :fi/ alla cufiodia dìejfi per mantenerlofismpre acce fi erano poste alcune Vergini fiacre. Chi fife questaDea Vefì'afino innate opinioni. Credono alcuni, ch’ellafa la terra: altri ilpurofuoco :&almiistejfi, che Opis, (fij Cibele madre di tutti gli Dei: le cui cofi fiacre, ciò èilfuoco, chefimpre ardeva,, conte Vergini, co’Deipenati,fi col Talladio da Eneafuro», p"?**— eia +rota nel Latto:dotte battendo edificato Lauimo $confiderò non tempio a Vefia: nel qual npofì queste, cofifiere. Dopo luiAffamo edificata Alba lunga;fabri co in r-una parte delmonteAlbano <~vn tempio,fitto alquale era bofihetU: dotte L:a> 0Sllui*mxdre di Romolofu ingravidata. Ora le ministre di Vefia offerperpetua ^verginità:perciochefu antico costume de’Latinifiegliere donzelle nobili,pgcaste, chefirmfferoa questa Dea: fi quello dicono alcuni chefuofferito ancao grmolo:liquide insinui,fisondo CAI. Varrone, castififime cerimonie difiacri-
'A TlCHl21 fidi- &drkzét°vntempioaVefiaieleffe le vergini VeBxli.Bemhe alm(amht) £„o)non Romolo, ma N,urna Tempio vogliono, che fi# auttor di quefi or CO.VES. Io ho opinione, che ifacrificij di quel,eVefial, goffro anuchffm,,ft/ £lungo tempo innanzi aTomolo:percmhe Ilio, oMeo madre de#/»™rgg“ £ à^corneichiaro pcrtifPiUm da vincane ®/ che Numafiffi pic che in Ro- ItZaDea drrefiafjè il tempio; a,refi cheffomolo per —.chela madre ha uva violato quei facnpcij; non curi mai dergerlo: freofile ordìnafje vn preferì, ° "numero divergine, affinando il modo, e’itempo dieleggerle, l’bonor che sbauejp lo- Tafàre.l* pialle Mnquenti, &finalmente infogna# lor poi da Romanifurono offeritale: ma innanzi aNumanon credo, che con '""Jet cJ‘Zfifiddh"fé# opzione, &apunto, quando mapparecchiata adirlo , mi Luenifle. Óra Urnafu quegli, ch‘edifici iltempo, diVefia informa «ffff’J* fóro fra-lTalagKo,e-l cL idpgùoffcondofamico ffodeTatim,^ degl, diede lco/èfiacre di Vefia,e’lfuoco perpetuo ad alcune uergimiacaocne ocufico iffeio- 'fovis. Sfonfarà male fra tante altre belle panicolanta.chevedtetanlandra dipiu, per qual cagione glianncbi confignaffero la custodia d, quefi., perpemilmentemuiolau, eincorrotti oforfèper aggjnere ^ feconda Ha per quefiomlfero, eheneltempio d.Vefia fieonfruaffe ilfuoco perpetuo f eMheeli antichi men, altro reputarono Vefia, chepurofuoco: opureperche Vefin ^,, ir., ó„nrévp Arimi, che mente altro dalieJacre uergt mfoffè cusiodito, che fuoco meUmgmmte./‘ di Velia fi confemafero altre cofef,crete, nmconofciute ne anche ff’Pffffg if ‘Uvernini Vedati, non efiendo lecito vederle, ne vèrte. Mtnfcnmput, ne ditU *_JJouli ron molto grandi: nano aperto ,& no, che m^f^fZfZifoM.Altrifilmarono, chevificuftodiffe ehiiìfò: ma non fifi. età che dentro uf-J p, per qual fi coglia uccide#- * ìne*e cenando diplacar la deità dì Fefla,con moltifaenfia cauamno dnmm fuòco da raggi MSole.accendendo fiamma pwaemrmcuUucon va v*fi^ .
22FVSf ERALl dacqua cppcfto alSole. Di quesìe Vergini il primo fu Numa, che n'elejfie quattro3 tutte nobilijfime,f£j patrìtie3Gegania 3Berennia3Canuleia}&Tarpeia ;alle quali poi3crefiiuta la città3per la moltitudine defiacrifìci3chefaceuano;dal Re Seruio TuL Ho nefurono aggiunte due altre: &cofi furono jet ‘-vergini Ve fall: il qual numero duro poifmpre fin che durò quel Sacerdotio. Quella che d’effi era capo fi chiamala <vergine Vestale majfima3come echiaro per quefa infiritiione. CLOELIAE. CLAV DIANÀE •V. V. MAXIMAE A. DI1S. ELECTAE. MERITO QV AM. SIBI. TALEM ANTISTITE^ KVMEN. VESTAE. RESERVARE. VOLVIT C OE LIA. NERVIANA. SOROR CVM. PIERI O. CONIVGE. AC. LIBERIS SVI S. OR ANTES. VT. PER. TOT. SAECVLA FACERE. DII. FERMITTANT. iuertite anchora queft’altra. EL. MANILIAE. V. V. MAX. CVIVS. EGREGiAM. sanctimoniam. Et. venerabilem morvm. disciplinam IN. DE OS. QVOQJTE. PERVIGILE!* ADMINISTRATIONEM SENATVS. LA VD ANDO COMPROBAVIT AE MILIVS. FRATER. ET RVF1NVS. FRATE R. ET FLAVII. SILYANVS, ET EIRENEVS. SORO RI S. FILII A. MILITIIS. OB. EXIMIAM ERGA. SE. PIETATEM PRAE STANTIAM. Q_V AE Ho trottato molti riti àiligentijfimamentefritti da L. zAntisiio Labeone3che appar teneuano all’elegger la ^vergine njesiale, cioè di che età doueua ejfire3di che padre, (fi/ madre, di che conditione3&qualità3chepriuilegij haueua,• e> d’altriparticolari non indegni :ma per non elfir difiuerchio prohjfo fuor de termini del principiato nostri ragionamento 3lafiiata ogni altra cofa da partei me ne ‘-verrò filo aquella jche appartiene adichiarar la prefinte tauola3intagliata cefi maestreuolmenie dal ferro . CO. VES. Io non comporterò mai, che mifrodiate particolari tanto notabili.G’ero imagmateui pur di darmeli,già che io firn rvago dafioltariì. Sfuri altro <~uka qnt> che et afioltis ftf cvoi amia requi(inanefate bora quefo ragionamento :ne a me nncrefie intender,cofi tanto elette-: ma quando bene altro ajcoltator quifioffi3 zsr di ciò hauejjè alcun tedio;andaffefì con fi)io alla buon barai perciocbs. amanofi Jw*xnofenna. in quesiti (fia,juor che mritenerconfila.
AT1CHL23 Co. CES. L.Antiflio Ubtme, eh Migcntifirumenlt fenffi del modo àpik.nj : io/.,nti 'urluirld. minor di (et anni, ne mag Qior di dieci. Ine miogna.ua tue t. //»«/*> wr? 1»foffe fumo Jcdinguata ,nejòrdd, ne in altra porte ài corpo SlTa ^”^ fa Che effà ,oil padre ieffa nonfifero emancipa,, ,tutto che <vmtodotl pam e mmpoteftì dell’arnie, fi ne il padre, «e la madrefiofero flati mfieruitu o impiegati mellercitij vii,: venuta pero mtamaficufiaia, fe hauejje hamtofireha. Che foni Baia tale. Che il padre fife flato, oFlamine, oAugure ode XV. dep„-_ un afare ificnfici, odefitte Epuloni,odeXalij. Le ffofe ancho delpontefice, & lé figliuole de Tubicini ficerdoti trombetti folenano effere queso ficer- Joth. G. Atteio Capitone ,<~vno de XV deputati afare ifiaenfia ,lafito fritto. , che non fi denteai ne ancho elegger la figliuola di colui, che non kauejje flanza ta Calia, &ch'era da ficufiarfi quella di colui, che non haueffe generato tre figlinoli - Ora la tergine Vestalefiubito ch'era fiata eletta, faccettata-, era menata neLa Va, te,ch'era dinanzi 4tempio dtVefia, &confignata al Pontefice :eincontinente co lei lènza emancipatane, %) finza altro mutamento era fuor della potefta del pd/e, faccmifiaua annerita difar testamento .Cfuma Pompilio prefirfie a»e rvergìni Vefiali trenta anni di castità: ne'quali njiuendo cafte, eincorrotte; maneo Amano le cofefiacre,fiaceuano ificnfici &• (altre cerimonie aVelta. JgueHo (Ùho di trenta anni era dtuifio in tre parti :pemoche ne primi dieci anm impara - nano: gli altri dieci mimttrauam ificnfici :fgli ultimi dieci infegnaua.no ad altre etmani. Paffuti itrenta anm haueuanopoteftà dimarrtarfi: &ad bora deportano te bende &taltre wfigne delficerdotto .Ma però fi legge che pochfitme fi maritaffero :&di piu ficnmno, che quefie che pnfiero manto fiebbero tante amerfità'mentre che afferò, che tutto il tempo della lor «uita confinarono infelicemente pentite, &piene di dolore &d’affanno, qrnfi che la DeaVefia facejft vendetta della ritenuta ingiuria, cottfarlefinire infelice fine agli anni loro ..er la qual cofa (altre ,indotte da queftì ejfimpi ;re fiarano rafie &pudieve alfirmtio di Veda, guardone morata alcuna innanzi alfine de trenta anni;era neeejfàrio in luogo della mortafifhtuirne un’altra. Dtgiorno aogmuno era lecito trat tener dcon quefie Vergini :ma di notte era prohibito aghhmmmt andar da ep. Guittefurono dal popolo Romano con molti &grandfilmi bonari honorate: il che. de'poteua confilare nel defideno di mantarfi, odibatter figliuoli.Pemoche elle erari tenute fiacrofinte ,#inuiolabilitafanano il littore: haueuano nel Circo, &agli altri flettacok il luogo pmhonorato &piu degno. Seperforte alcunofielerato mena to alia morte-,fi fife incontrato in runa tergine Vefide -, non era piu lecito farlo morire: maperò dia era co fretta agiurare dibatterla incontrato acaffo, ir r,on ad ar!e%
à F'VNE%AL1 „ei„ bella mtx- M“ F lcoa&muto hauefii incontrato alcuna detti, qum- 1llterz portata(u Ubara aliamomi non refiauaper quello d'effer fitto morire. Ora Ce la Acrome Vedale commetteteci qualche errore,, onegugentta dede cerimonie (òcre, omal* cuflodia delfioco perpetuo alei raccomandato, oqualche atropecca- to fimtki nuda era difiefafipra non lenzuolo ,&nel pmfinto ,efimoluogo élla cada dal 'Pontefice majjìmo le era dato con non flagedo di molte bufile. Maje acura portatalipoco pudicamente, perduta Ufra capiti -, eraconumta do,metto; con a,'Ja noergogmfittma &mifiabil maniera di mone era fitta morire. La legaua- ZZCopra Habara, &copertala ben difuori, che ne anche la voce d#fiteffi effer fintila; laportauano per metto la piazza dal tempio di Ve.Hafino aporta Colia, come morta, piagnendo ,parenti, ®> gluma. Dietro Uaniauano ^omefi fi oli altri Sacerdoti con grane malinconia finta pur dire nona parola. Prefio irta Collina dentro le mura della Città, er*nonpoggetto,ch*ncborboggtn>,fintede aman manca di chi noa alla porta: nel male era la fipolmra delle Vefiah impudici,, Omm era nmaflotte*fitto terra,'alla qualientrauaper wnabuca,calando- (ì oiuper nanafiala. In quefio luogo lacorrotta Vergine, fciolta da kgam, calcapZcoperto, dopo cheti Tontefi.ee majfimo bmeua detto alcuneparolefirete, einfere cl» fluirei Jacerdoti le haueua mollato le falle ;fola noenma ella dal carnefice mandatagiu: ffi poi lottate lefiala daogm parte dinego era ferrato fifim acciocne non pareli, che difame la wlefierofir morire; era pofio unpoco dipano. 4acqua, di latte',&d’olio, &era un letto rifatto, &una lucerna acceja. Ciòfitto iSacerdoti fiparimmo, &quelgiorno erafienatonettaCmaila qua* Slama - »(paurita fuor di modofiajfmanente che credeuanoefi, la pena Ma pronostico atutta la città tf aildRepubliea di grauififimafiiagura. he ustamente la Città haueua alcun giorno piti cordoghofo, ne pm rnfio di quello, nelqfiai fi puniua qualche uergine VeHale Ma e tempo homai ,che facciamo conjiderditone JgpYd, queilo intaglio, fatto aal Porro, che qui uedete 3cefi bène &• al uiuo efhrpff~ gVAR-
*a nticnt. tavola sepolcrale delle,vergini VESTALI IN ROMA, mi. O. VES. Io hho contemplino molto bene3&trà rìefce hello: ma. perche quello di fcorfo delle Vergini Vesiali m’aggrada [ingoiarmente3fg) non credo gran fatto 3che da molti Scrittori nella nofra lingua ne [afato trattato per ventura con tantapartitolar diligendo ,quanta pero amochefe ndhauete altro di notabile da dirmi in propofto di quelle Verginì; njoi me ne facciateparte: il che tanto piu mi firà grato ,quanto neonofio mquelli loro3molti ordini offruoti dalle fiere Vergini della Santiffima [elligion nofira3che noi Suore 3&g,Monache 3con nomi <~ueramente appropriatijfm.i3 domandiamo . CO. CES. Del modo dipigliar la Vergine Vefiale uoin battete aba[anza3per quel cldio rnicredafntefi :ne noe ne ha altra memoria antua3fi non che la primafu prefi da CNfuma Pompiliofecondo Re de"[emani. Tuttauia mojfi 3cof da molte congettureicome dal tefiimonio di JéfFabio Pittore in quel luogo3dotte cita leparsle3cb’erx DJolito
26 fvne a li fililo dire il -Pontefice maffimo,quandopigliano, la tergine Vefiale* Stimo che innanzi aNuma la prima risolta f'offe prefi. Leparole fin quejìe ,eh io per non leuar toro lo fflendor de!Tantichità, rvi reciterò latine . 3J SA CERDOTEM vESTALEM3fiuafiera facidt3qua. ìusfit, &Sacerdotem Vesìalemfacere prò pcpulo Romano Quintibus noti, quod optì- ,, ma lege fiat3ita te Amata copio . Qo. VES. Che rvoce equella zAmataì forfè il nome di quella fàcerdotefja ,che dal ‘Pontefice eraprefi aministrar, come dicono quelleparole, ificrifici, &banela liberta d’eleggere altra Vergine &Sacerdotejfia ì fio. CES. Cefi chiamaua il ZiPontefice maffimo colei, ch’ejfò pigliaua ;percioche la prima, che foffi maiprefi aquel mimHenoifu detta Amata: onde dalnome d’ejfit in quell'atto di pigliarle ,• tutte cefi le demminaua. Che quanto al re fio habbiamo riseduto difipra,che ninna delle quattroprefida SfumaPompilio, delle quali \Plutareomette inomi ;fu chiamata come quella .Onde di qui congetturate ,che innanzi aquelle quattro di Sfuma ,le Vefiali furono. Ora del pigliar la tergine Vtfial?fi troua la legge ZPapia: la qual ordina, che ad.arbitrio del Pontefice maffimo /eleggano delpopolo xx. vergini, delle quali mpublico afòrte finefaccia fcel ta .Maquestafòrte per la legge Topiha apoco a poco fuleuata noia. Percioche fi alcuno nato honoreuolmente fojfè andato a trouare il Pontefice maffimo, &gli ha - tteffi offèrto nmaftafigliuola alfacerdotto;pur chefaine Coffieruatiom della religio ne s'haueffi potuta pigliarci per gratin della legge Topdta,era prefi. CO. VES. ‘Per qual cagione ,oAffetto s’ufi quefia <~uoce Pigliare ,potendo fi dire Accettare ,Eleggere, oaltre tali ì CO. CES. Ter quello fidice, che la Vergine era prefi }prrcioche prefi. per mano dal Pontefice maffimoìera tolta ,come quafi fatta prigfionera mguerra ,a quelpadre, in cui potestà ella era, &menata <~ina. CO. VES. Onde traheuano elle il asino proprio ? CO. CES. Erano gommate affefi delpubhco: ne Commentari dAntifiio Eabeone, che campo fi in xij. tauole - yerafritto, che la Vergine ZIe fiale non era herede dalcuno ab ìntefiato: ma ibeni andauano in pubhco. CO. VES. Gfuanto tempo trottate asoi per Cantiche hifiorie ,che aurajfi questa ficerdotta in Roma? CO. CES. Fino al tempo di Theodofio Imperatore il orecchia :percioche hauendo egli abbracciato ardentiffirnamsnte il culto della pietà Chnfìiana. , g/ effondo fipra tutti glialtri Imperatori T^omani contrario alle anticheJupershtiom de 'gentiliirisolte chefìjfiro le •-zsergini Vefiali del tutto Iettate risia . CO.VES. Sfjn hebbe egli alcun contrafio dal Senato Ramano, ftfi da gli altri minifiri
lA NTrCHI. ** fnwiftri del Demonio, che focéna fio sformo per non lafiiare abolire triti 'vecchi isr deBrugger gl’idoli delfio falfo dogma? . CO. CES. Hebbe veramente: &per dichiararui con piu particolanta quefla hi fona; douete auertire ,c battendo Theodofio vinto %) vccifio maffimo Tiranno,, che atradimento hatteua amasio Grattano Imperatore prejfo Lione gfi tornatofine aRoma per trionfar del Tiranno dopo chebbe trionfato, (fif creato Honorio fiofigliuolo Imperatore; perfiafi al Senato Tornano, che focena ogni opraper ritener ìantica religione, che Ufficiati gtinganni, &gli errori mche era-, ucleffe abbrac dare il vero culto de Cbrfrani: il quale distrugge &Atterra tutte lefceleraggini. Ma niuno fi mojjè per le perfiafiom di lui, negando di poter po/porre iprecetti efr gli ordini de’loro antichi, alle nuoue inuentioni de' ChriBiam-, già che la lor Città per Coffèruanza de'lor riti Sera confèruata filila preffi amille &dugento anni: non fàpeuano chefortuna doueffe hauere ,fi ve nbaueffero introdotto altri migliori. InBb allbora ilpietofò Principe ,(fif Biffe, che laRepublica era molto aggradata dalle ffefe, che fifiaceuano per le cofifiacre-, dche non potendo il Senato difende re-, con vno edittofuron leuate innanzi atutte Caltre le vergini Veflali,iPontefici ,gli auguri, iXV. deputati afareifiacrifici ,ifienali ,ifiali) ,ifitte epulo- ni, altri fiacerdoti, dquali furon tolte Centrate publicbe &private: talché credendo apoco apoco la relligion Cbrfrana;furono abolite le fiperBaioni de gentili- aia che ifiacerdoti, perdute Centrate ,con le quali fioleuan nodrirft cM ahmen - tarfi. non haueuano piu alcun fifiragio ,&per neceffìtà convenivano abandonare il fiacerdotio. Diminuiffi anchora in queBo tempo Cauttontà del Senato fuor di modo: onde fi. Aurelio Simmaco huorno chianfpmo,prefetto di TfcmA andò ambaficiatòre agflmperatori Theodofio &Valenùmano il giouane, per tornare in prifii no Cantiche cerimonie, &maffimamente le vergini Vefidi :ma non efendo fiate accettate lefiue domande.;non potè ottener cofi che volejfie. Fu quefio Simmaco del Cordine de'Senatori, &(quelcbe aquel tempo era fra effri gradofupremo ,fi come ancbo fu fra ilor maggiori) pontefice dell’antiche cerimonie, augure, &de XV . deputati a’ fàcrifici, comefi può comprender daìTinfirittione allafiafiatua :&per ciò poco afettwnato a' Chrfrani, fecondo chele nature de gli huomini fono melma te al commodo proprio: &per ventura,fi prejfo tChriBiam haueffiepotutofiduar fi il fiuo luogoihaurebbe hauuto altra opinione. Cantra cofìui efidamarano con gran ve hementia prejfo gCImperatori il beato Ambruogio Zhficuo di Milano'in profa, & Aurelio 4rudentio in verfi heroici: &per le lettere Beffo beato Ambruogio aUTm perator Vdentintano gagliardamentefin ributtati tutti icolpi, che Simmaco haueua cantra noi tirati, come da effe, chefin due in quefio figgetto ,può ottimamente vederfi .Ora queBo equanto io ho hauuto che diruiin propofito delle vergi - D2ni Ve-
%k VVNEXAL1 di già eraflato afcrìtto nel numero de gli Dei: e> apprefiò erari portate quelle di tutti iCittadini Romani3che daflomolofino aquel tempo erano mai Hati mmagiflra- to: &fu ceduto portaruiflancho certafatua delgran IPompeo .Eranui filtra di ciò inpittura tutte leprouincie3&le natìoni3ch’egli haueua acquisiate 3oAggiogate . Dopo queflo pofito il lettoJopra non tribunal nelforo 3kauendo Drufl in ringhiera letto alcune cofli Tiberio fitto Jopra iroflri Giuli ];d’ordine del'.Senato lodo aquel popolali morta. Come egli hebbefornito 3color che prima haueuan quivi portato il corposdinuouo perla porta trionfalefecondo che lSenato haueua rifiuto »lo portarono* Erauipreflnte elfo Senato: il quale aiutava parimente aportarlo: fg) eranui ancho tutù gli ordini de'Caualheri3con le lor mogli: fg) apprejfi quefli ifidati pretoriana Fg tutu quelli altri3che alThora fi trouauano in fioma* CO. VES. Per quel3eh’io comprendo dalle ‘-uoflre parole3era difierentia dalTordi mdel Senato aquel de Cavallien: &parmi ambo chei Senatori precedejfro :ma3 ditemi,non erano efdtutti pentii’huomini ì -363 W CO. CES. Volendo noi 3ch’io di ciò <~zAragioni ;faremo troppo lunga dprimo noftroproponimento :&pero miparrebbe meglio rifrbar quej piu -vicino alfine delnoflro principiato difiorfi. gO. VES. Se uji rifirbate al fine3come dite ;potrà avvenir 3che mi fivenga alcun altro dubbio da domandami,eintanto io midimentichi di quello :la do- ve delprincipalpropofito noHro non epaura 3che ci dimentichiamo punto. "Pero feditemi quello quefltoul qual credo ad ogni modo>che con bremfftme parole nvoi rifiuterete * digit filone vfeggetto CO. CES* Sfon con quella bremtà3che rtndduìfite.* io menefedirò3quando conmen ripigliare ilprincìpio molto adalto* Càvia pergratta dumo fine aquelli pochi particolari delfilmerai d’Augnila:il corpo del quale fibito ch’era pollo fipral rogo piantato in campo àMartìo; primada tutti iSacerdoti era circondato3poi da Cattatile rù dpprefip da MagiHraii3ein ‘-ultimo '-vi, concorrevano tuttigli altrifidati 3ch’era no alpre fidio deIla citia: tquali tutti portavano quei premij della ‘-vittoria 3che ciafivno3militando con Ùlmperator nell’efiercito* per le [ve njalorofiprove >s’haueua me ritato: (srgligettavanofipralrogar dove poi iCenturioni3acce- fiatelefacelle3accen- devano, ilfuoco parte chiabbruciava; dailafimmità. del rogo molava finora tA- qmla3quafi che poriaffi Camma d’Augusto in Qelo. CO. VES* Voi battete bora dato fine aquanto havevate principiato :&però rifilastenu quanto ionu haueua;. domandato * CO, CES.. Anchor non aho io (come limate) impoflo fine :ma fin contento dì non -vi tener pmfifefi inqueflo <-voflro quelito. Dovete dunque Capere 3che Roma lo jondaiordella Citta,, di fioma3dopo che nefu creato Re; volto del. tutto lanimo a.
tA NTTcHI. .f* formar lo (lato della Città:&prima dinfitutto il popolo Romano in tre parti, eh' a chiamò Tribù: ciafunadelie quali volle che fio [fé diufi in dieci Curie,fi le Cune distribuì in Decurie. Alle Tribù prepofi tre Tribuni :aUe Cune trenta Turioni : &ade Decurie i^Decurioni ,preposti cofififragi del popolo Romano. Ciòfatto, partì il territorio di Roma mtre parti :vna dede quali applicò alpubhco :l’altra aSacerdoti: fé) la terza a’prliuti. finefiaparte che toccò dpruiatifu diufi per le trenta Cune mtrentaparti: &aciafiima toccò perforte lafia. Di ciò' parla Dio mai Ahcarnafio nelfecondo libro dtdefise hiflcrie,con qusjie paiole,fipero eglipar Ufi in lingua noftra. Diufi tutta la moltitudine in trepartii aciaf'unadeffe ordi nò vn Capitano ,quello ch’egli baueuaper idufh ijfimo, &pernobiltJ]irno. Dipoi di ciafiima diquefie trefece dieciparti :cM aogniuna diede ilfisoprefetto ,chefojfe va loro fi fimo. Gfiede tre chiamò Tnbu,ffi quefie dieci Cune: iprefetti di quelle Tri buni, {gfi dà quefìe Curloni. Furon di nucuopartite le Curie in Decune :eilprefetto d’egmuna d'ejfifu detto Decurione.Fatta quefia, &altre diuijìoni de’terrena ven ne acompartire ,con hjfempio degli Aihemefi,le genti in Padri,ein 'Plebe. 1di- fendenti de’Padrifuron detti Putriifi &quei deUaPlebe Plebei. Perctoche Romolo 'veduto d’hauere abafianz* fortificato la nuoua Città con lefiorzj ,&col valor de giouanii reputò che non{offe dipunto minore importanza ilfortificarla con l’aiuto delconfiglio: &per ciò diufi (come ho detto) il Popolo Promano daprincipio in dueparti :nelFuna delle quali mfiipiu nobili di {àngue ,i piu chiari per 'Virtù, quelli cheperprudentia,per modefiia, per bontà, &perfantità divoita auanzajfiero olialtri, ocbauejfirogeneratopiu figliuoli, ofiofierofiatipiu ricchi, &piupoffinti ,o finalmentepiu vecchi danni, &quefii chiamò Padri, (fi nell’altra inclufi tutta la moltitudine rimanente^he,comeformata dignobili dipcueri, fu detta Plebe. CO. VES. Per qualcagionefuron cofichiamati con quello nome di Padri ? CO. CES. Per molti rifletti. Ouero per amor dell’età}già che ejfierano ipiu vecchi delPopolo. Ouero per lafimiglianza della cura-, operche affegnauano dpiu deboli vanaparte delterreno ,&quefli tali riceuuti da loro fitto la 'or protezione ,fi curai erano da ejfi Padri enfioditi, (fi difiefi comefigliuoli .IPadri eran chiamati, &comtocati dConfighofcome diciamo noi)o alla Conciane avnper vno dal trombetta, che nel conuocarti <v’aggiugneua ilprenome di Padre aciafiunoi ma la plebe tutta era congregata aljuono dun corno dà bue. CO. VES- fin che modo erano dfifenfiti gli ujfià, eicarichi fra qnesh Padri, &la Plebe ? CO. CES. IPadri, &patritìj haueuan carico difarei fàcrifici: d’ejfèrcitarei fàcerdotij, ei mafifiratii dirender ragione, &inficme co ’lRe di trattar tutti inegoti/pubhci,cFdppartemur.no allofiato della Città.Mala, Plebe efiluja da queflecu- E2rei
,( FPERA L 1 re;èffercitaua torti da guadagnare attendata altagricoltura ,&> aguardarci beskami. SALa il Reper confettar la concordia di quefii ordini uolfi chefifacejfiro i patroni,eìclientiscioè coloro che difendejfiro le catifi,&cbauejfiro chigli difendere; percicche diflribuì la plebe,et piu debolifitto la clientela de’ricchi,et depatritij:ma in proceffo di tempo Tiberio Gracco tribuno dellaplebe disfece quefio nobdtemperamento diRepubhca. Ora lefamiglie, che difiefiro da queiprimi Padrifielti da principio da Romolo,furon dette T?atritte dellegentimaggiori, perfarle differenti da quelle altre , che ìRefiglienti; tirandole alla nobiltà,uolfirofimilmente afcriuerfra lepatritie: furon chiamate dellegenti minori. HOellefamigliepatritie dellegenti maggiorifurono eletti cento Senatori,che col lor con figlio amminìfìrajjero la Repubblica :percicche Romolo ordino, che ciafitma Tribu co uoti, o fiffragi creajfi tre del corpofio ipiu eccellen ti et mirrofi deglialtri.-onde uennero aejfir noue. Co/iparimente uolle che ciafiuna Cu ria,(equah(come ho detto)eran trenta,con btfiejjo modo eleggeff trepiu ricchi,pm buo nt,fipiuuecchi: talché le Curie nelejfiro 90 .eh’ aggiunti aprimi noue-,faceuano 99M effo poi adarbitriofio uaggutnfi baltro, che,furon cento,eletti del numero de Padri. fo.VES. TPerche nelejje egli cento filamente,&non piuì £O. CES- Forfiperche gli doueuaparere, che quefio numero bafiaffe aquella Città nuoua,&piccola :&forfèperche non uè nera maggior numero, che meritaff d’ejjère afiritto fra iSenatori. Ora degli altri che non eranofiati creati Senatori, tantopatritij, qmnioplebei Romolofece fielta di trecentogiouani, dieciper ciafiuna Cuna,1qua li affilìeffero alla cufiodia dellaperfinafia: (y* quefii dal lorprimo capitano, chiamato Fabio Cetere,furon detti Celeri: da che ne usnnepoi quello, (fi quelli che dogo Imfigui rono,Tribuni deceleri:benché altri uogliono,che fano cofi detti dalla Celerità delcor po. Àtutti, dico,quesh trecento fu preposto un Tribuno, 0^Prefetto de*Celeri :fi a ogni centinaio un Centurione:aogni decuria, 0decina un Decurione: talché erano ~on Tribuno,tre Centurioni, et trenta Decurioni. Co fioro effercitamno tane dellaguerra acaua!lo:etper cionemnner-o detti Camlheri,ch’era un ordine dimettofra lSenato , ejPopolo:etfitenuto il Seminario de’Senatori: ma laltra moltitudine rimafifìtto il nome di popolo,0diplebe. Mapoi lungo tempo dopo,che 1Refuron cacciati, ejfindofico mineiato aformar Senatori ancho della plebei da quefia injhtution di Romolo, eh*era compofia dipatritij ,et diplebei:furon tirati tre ordirti. Senatori,Cauallieri,et delvo poloti qualifuron poi diuerfxmvnte alterati con altri ordini, einflittiti: ma per bora iti bafiihauere mtefi,cbe Cord,ne eque(Ire,9de Camllieri era dimettofiralpopolosi Senatori, &quello che fippliuapoi il Senato, quando alcun ne ueniua meno,che non mi ar bene moltiplicare inpiu lunghe digreffonifaor delprimo notiro ragionamento. CO. V£S. NjÌfimo qui per difiorrer di quelche meglio ciuieneìn mentefin^a altro obligo: &mentre chefi trattano cofi cunofi,(fi dinjinu-, non pare ame gran fatto carico di rdhgion <uìotaia,allontanar fi alquanto dalprimo coietto, che fu inior-
^ANTICHI. 3-7 no al modo di[fèpelire imorti, come sha da quefiefigure del Dono. Et fecondo che dianzi miricordo batter dettoichi ha altro chefarei non aficoltudificorfinofin,&chi pure aficltargli defederai comportifiinpace cofigliuni,comeghaltri. SMa tornateper grana alfeggetto primo: nelqual diceste in attimo ched corpo d'Augufio era fiato abbruciato, &efio deificato, &fra gli Dei connumerato . CO. CES. Cornei’Aquilafuuolataal cielo, fortandofine(comeeffediceuano) tanima dAugufio adbabitarferagli Dei: ilpopol tuttofipartì, &ui re fio/blamente Lima Cv.a moglie,co Cauallienprincipaliper cinque giorni :la qualraccolte Loffa, et le ceneri delmaritoidiede lorfipoltura .Gli huominiperpochigiorni,comeficofiumaua, nefece^ ro ilpiantOi ma le matrone diordine del Senato,lo pianferojw anno. Or quefia èla ceri monta,eh’ufàuano in conficrargtImperatorr.et quefìo uogltonofìgnificar quelle medaglie d’imperatori, c’hoggi noi uediamo con quelpergolo ,cbabbiamopcfìo in difigno, ehabbia il fuocofitto, et con laquila, che dalla ama ènolatafuora: benché molte altrefi ne uezgono conbaquilafila,et colfuoco: altre con taquilafipra unapalla,quafi[opra il conue/fo delcielo:et altre in altra forma et maniera,pur con laparola CONSECRATlO CO. VES. Doue hauete njoi nveduto quefie medaglie tanto belle, &antiche ? CO. CES. In mano delMarchefi Lodouico Malaffima ,figliuolo del già Marchef Federico Capitano di cauaìli d[hot tempi di molta riputatione, &uirtu: il qual,fi lamorieimportunafuor di tempo non ce l’haueffi troppo tofio rapito;farebbe neUa militi* perusnuto afimmi gradi dbonari: a’ quali l’effimpio de gli antichiffirni fiuoi illufirfilmiprogenitori linatauano-, la naturai nvirtù dell’animo fino linfiammaua. CO. VES. finali medagliefirn quefie, sbattete ueduto preffio il Marche/e Lodouico? CO. CES. Io ne ho uedute quattro, ciò edAugufio, di Marco,fi di Lucio Vero,(fi di Pertinace :&quefie da quel nairtunfi ,&genero fi Signorefin con molta cura custodite fra molte altre illustri memorie d’antichità: delle quali ecurio famente ua go. Ho veduto(imìlmente in mano fa medaglie de VAarche fi SMaiafina, chefurono Vicari/ Imperiali in Italia,&gran SMarchefi di Thofeana: &da quello, non mai pienamente commendato Signore, con molta ffefà &fatica fino fiate trottate, (fi ho ra per memoria della grandezza dicafa fafin confiruate. Selene fino altra quefie in Vdine Città Metropolitana della patria del Friuli, piena di Caualheri illufirt ,fi d’huomim molto fetentiati &datti, fiate mostrate alcune, che, non ha molti anni, fu ron trouate aCtuidaldi Belluno: le quali nel lor dritto hanno la tefio. d’Antonino con le lettere intorno DIVVSANTONINVS3&nel rouefiio non Aquila ,po/lain cima durialtare di forma tonda,con linfirittione CONSECRATlO. CO. VES. Prejfò chi hauete njoi <veduto quefialtre ì CO. CES. JNVINETIA ne ho uedute in mano del cMagnifico Sig. Lo. renzo Mafia ,Secretano dell’Uluflrìffimo Dominio ,dotto,fedele, &prudente ein Veline prejfo il Sig. Ottauiano SMamni Cauallier tanto yirtuofo }tanto ge
,3 F P ERALl tde, &tanto gratiofi, (fif amoreucle ,quanto alcun altro Jche mai in vita voi flra potèHe cono fere .Mettetelo agli ejfircitij CàmUerefih: ;egli, rifé con leggiadria) &congratta: acquei delle letterei ferine in «ver fi , e/« profa con giudicio : maparticolarmente alìbora ,quando perfarprona della bellezza delfeto intelletto s •njorrà con pìaceuolezga> &con burla trattar di qualche leggiadro figgetto :perdo - qui rvoi ricono(cete alcunifbintt di viuacità, efirefficonparole tanto (ìgnifkaline , ^proprie3che nel molto ridere,conuiene anchoraftupirfì. SMe ne moHro anchora US. GiouanbattiBa cArigeni alcune di quefia mede fi'maforte,effóndo egli, eilvirtuofe figentile CàuaUìerTitianoVecelh da Cadoro in ZJinetta 3che da Ciuidal ne haueuano hauute3&neWifteffo luogo erano Hate canate. CO. VES. Cono(co ottimamente qttefii gentithuomini. fiprimo ho io fmprebattuto per genero f 3&vino etingegno: &l’altro per molto dotto3efientiato :gf fi che nelle tre lìngueprincipali Greca3Latina3&Thofianaferine con molta fita gloria: maall' bora maggiormente3quando egli tratta?dellefiientie 3nelle quali emolto (-verfato: eilterzo epieno di virtù, di creanza* &dlhummtà: fi èdegno figliuolo delleccellente &-valorofi M. VeceIlio: ilquale tutto che perfègmtato 3fipercef- fi da&’inuidia nimica della virtù inefee ogni bora maggior difi Beffo. Ma ditemi pervoBra fei coBumauafi ambo preffo immani di deificare ,oconfiorar le Imperarci,feondo chefaceuano glImperatori ( CO. CES. Si coflumamper certo: ma io non ho'già mai letto ilmodo. &la cerimonia, che sufafje: onde mi do acredere, elidiafiffe conforme aquella deglImperatori. Etficome ejp dopo la conficratione haueuan titolo di ZDiuij cofi effe di duine: laprima di tutte 3chefurono deificate ;fu Liuia AuguBa .SM, Mano Cotti da CaBiglione Armino Dottor dileggi molto celebre :{fi appreffio ornato difingolar corninone ahistone, &d’altre (virtù pertinenti agentiluomo honorato 3mapar- ticolarmente gran conofcitor dell’antichità, ha (-una medaglia deli*Imperatrice Sahi na Augni!a: nella qualfinoede /Aquila colfulmine, con l’isìejfo motto COSSECRATIO. Con tutto queBo douete fipere,che nel deificarle Jmperatrio-,fifa cena volarfuoradelpergola vn Panane, fi non vnAquilanomefi vede in mol te altre medaglie: fi maffimamente in quella d’argento di I(infima .Benché d'efi fi Fansima anchora fi veda: alcuna medaglia con l'Aquila ,(fif con la parola CONSSCRATIO:ilche io Bimo,chefofjèfatto:percieche dia kaueuadato l’Imperio dmarito, CO. VES. SMolto mqiud aque fiofinfio-, msffimamenteleggendofi, eh dia ad ar- /ir ‘il' anche $onerimi, a(Imperiai nonfinzjt qualchegrane carico di Marco Ant/'Ito maiito, hnomo peraltro lodat’.ffimo, tlquale perfitadendogh ghamie:, as -, t -Fàifima,fi mnvoleua farla morire, cerne quella che èadwteno bauetH
ANTICHI- 3? generato Conmodo, &preffo Gaeta sera mefiolata co*barcaiuoli, {fi co' gladiatori ì riffofi, che do non (t patenafare,fi nonfile refiituiua ancho la dote ;cioè tImperio - CO. CES. In '-una medaglia, uba per infirittione DIVA PAVLINA,fi mede la testa duna Donna attempata, coi nudo indietro, Cy* nelrouefito ha mnPauone» che fidafihienafilitene nana donna acattatiti fra leali, con tifieffe lettere SECRATIO. Ma in quell’altra,ciba DIVAE MAXIMIN AE. con la teli* ^ na Donna pollafra le corna anma Luna molte infoi ha per rotte foia il !T>auonfilo, conia coda aperta in rota, &con Ufiefi mjcnttion CO NSEcRAT 103& di quelle ancho mhanno mofirato quei due Signori TManino, Gr Arigone,^fermando che di tali fu cauata gran copia aCiuidal d.t Belluno yfi cofi daltre tali preffo altrifi netrouain molti luoghifra tcurio fidelle memorie antiche. fio. VES. Che cofi faceuam e]fo,àopo che bImperatore era Baio conficcato, & annoueratofra gli Dei ì CO. CEs* Gli conficrauano tèmpij. Sacerdoti chiamati flamini, compagni, o Sodali, che dal nome dellImperatore, odella moglie, ode’figliuoli, odellefirelle con fiorate, erano denominati, &quelli diordine del Senato,, cantaitano in quei tempìj alcuni hinni composti in honor del deificato, einfihuiuano giuochi. Etquefio coslurne hebbe principio da Giulio Cefire,m honor del quale fin mentre, eh era mino ,tefiifica Suetonio, chefufatto quello decreto .Le parole defi Suetonio fin da me artatamente lafiiatem dietro, &fi ne può uedere ancho nelprimo libro dell hifiorie di Cornelio Tacito.Ofelia ulta diAdriana prefio Elio Spamano,fi racconta parimente, che Adrianofidai Senato, arichtefia diAntonino ,chiamato Dino ,&glifu per fipoltura drizzato un Tempio aTozgitolo, eigiuochi quinquennali, il fiamme, i fidali, fi motte altre cofi, eh'apparieneuan quafi auno Dio.Coff Giulio Capitolino nella ulta di Antonino Dio, parlando della conficration di Faustina ,emajfii altri luoghi. SMa notatequeste anticheinfcritttom del Flamine dslDiuo Augusto» C. VALERIO. C. F. PAR MARIANO HONORES. OMNES ADEPTO. TRIDENT FLAMINI. ROM. ET. AVG PRAEF. QVINQ^AVGVR ADLECTO. AN. NON. LEG.III ITA LI C. SODALI. SACROR TVS CVLANOR. IVDICI SELECTO. DECVR.. TRI D; DECVRIONI. BRIXIAE CVRATORL REIP. MANT EQ_yO. PVBL. PRAEF. FABR PATRONO. COLON PYB LICE
FVNETf AL1 Qof, axchora qrnffaltra, dopo la qual uedaggmgner'o ma d-alcuna Urna, &j » paropine aquello faggeta, (gip goffro ad altro, NERONI. CAESARI GERMANICI F. TI. ÀVGVSTI. N. DIVI. AVG PRON. FLAMINI. AVGVSTALI SODALI. AVGVSTALI GhieIle •‘veramente delleBàonne AuguBe conficcate ,non flamini 3ma Sacerdotefie eran chiamate, &attendeuano/òpra tutto afar loro iSacrifìci. Di ciò fintite l'w/crit tiene3eh’ein njn antica bafi. DENTRIAE. L. F. POLLAE SACERDOTI. DIVAE AVGVSTAE POST. MORTEM D. D. Simili aqueflt fi leggono molte altre injcrittioni antiche di coforo 3chefurono deifica* ti: laflchierade quali èlunga &tediofà .• peròpìacendoui ,• paffliamo ad altro . CO.VES. Hauete njoi memoria,chefia Baio mai confecrato alcun'hmmo priviate3che nonfia fiato di dignità. Imperiale ì CO. CES. CN/nn ho letto daltri, che d'unfilo :&quello fu Antinoo 3gioitane fingolarmente amato da Adriano Imperatore:dal qualefu riferito nel numero de gli Dei. Quello gioitane, come teBifica linone,fu della citta Citmide 3detta Claudiopohdella Bithima, &e[fendo di[ingoiar bellezza ,• ^Adriano llhebbe infimma delilamò teneramente:talché come fu morto$lo confcro3aouemoiiì dal nome diluì edificò <~una Città :mandoper tutto ilmondo le Batue di lui-, gcf lefece adorare: ein oltre diffehauer !~veduioruna Bella ,eh era dAntinoo. Sta.ua olirad.i ciò molto ^volentieri ad afeaitar coloro 3che intrinficamente pratticauan fico quando gli notteSanano, che dello [finto dAntìnoo meramente nefife nata <-vna mtoua fieSa, pure all'hcra appafa: quafiche -cole fiefarlo allora concorrer con Ce fare:dopo la cui confici'ditone era Hata. <~vedutd la sieda piu bella dedaltre ,eoefu chiamata la Bella di Giulio. Trono olirà di cio3che Diocletiano, &Mafiimiano da Licinio ,f da AMafientio furono canforati, tutto che(fontaneamente hauefièro nnuntiatolTmperio, ff? fojfiro pnuatamente morti. fio. VES. Agguanto durò queBa cerimonia di conficrare 3odeificar glImperatori ì CO. CES. Fu cominciata (come ho detto) in Giulio fiefare 3ffi durò lungamente-, percioche io trono, che T-heodcfio ilgioitane, fFlacidio Valentmianc il terz.0 > fttrr.n chiamati Dadi il che fi legge nel Codice di GiuBìniano.Tene ècaero ,ch’io ho api-
ANTICHI 4* ho opinione* defilamele Cejfeqme foffiro lorfatte con quella pompa* &cerimoniafìlenne: percieche i(acrifici*1tempii* ifidali*eifammi uopo Co fantinofimo* che f offro* odel tutto leuati via, odifimeffi . CO. VES. Chefòrte dt rverfi eran quelli* che fileuano effir cantati ne funerali * omortorii ì CO. CES. Erano cantati aUfuon di pijfari alcuni verbiper lodare ilmorto:&que fit uerfi eran chiamati Ideme:nella proprietà figni ficaiwndel qual noeaiolo* io non curo diffondermi. "ZJoghono alcum*che Neniafojfe una E)ea* la quaie era invocata dalle Donne Prefiche con canto doglio fio* pfi lamentatole; acciocheal furieraifi trcuaff prefente:S*fuor deliaporta Niminaie haueua un tempio*che Eera conficcato , CO. VES. Et le donne Prefiche* chauete detto* che donne erano i CO. CES* Llhdiiete di già udito: ma da che tornate adomandarmene;fippiate* che fi mortua alcuno* che non hauejjeparenti* che lopoieffero lodare; conduceuano una* o piu donneaprezzo*che uenijfiro apiagnerlo: et quefie concerti lor rverfi rozj*et mal compofii* eh'eran le Nenie; cantando le lodi delmorto-fio piagneuano :&quando haitiano alodarlo* fiaceuan quefi ufficio tnnan%i aua cafa di Ita. Nna Donna era* cbemfignaua al!altre quello collume*&percoche ella daua ilmodo delpiagnere* &al!altre eraprepofta;pero la domandauano Prefica.Nefilamente cantaua*piangeua *eftnde- ua:ma ellafi Hracciaua ancho icapelli .Ora (come di /opra de accennato) bufarono ancho iE{omani diporre allefèpolture demoni le statue di diuerfi materie *che rapprefintauano alnaturale Immagine del definito: &queste non fi poneuano *finon a perfinaggipiu lUuflrì* che per qualche degna imprefi; haueffiro meritato honore* etglo riafipra fii altri buomim. Etpero Enmoparlando di Scipione *cuffi eoe iPopolo Romanogli baierebbe{ posto nanagrandefatua* &unagran colonna* c'haucffiparlato del limprefi da luifatte* ciò efoffefiata contrafigno della gran virtù di lui. CO. VES. Aquello1modo fi può concludere* che ancho le Colenne per tisleffio effetto fojfiro piantate* chele fatue . CO. CES. jfonpur lefatue &le Colonne*ma anchora iTempi: jinteri drigparo no ifiomani in honor de'morti . £Ò.VES. De Tempi] tfbattete ragionato nelle conficraiioni *dette apotheofi de glImperatori:però non accadevapiu replicarlo. CO. CES. Dnon ho nominato iTernpij per intender quelli de gl imperatori deificati :mafilo per fami noto* che olirà quelli* iTernani ficraron ITempi] ancho ad altri. L'efjempio nhauete di quel che fece la Plebe Romana adue Gracchi * ammazzati dalla fattion de'nobili* perche troppofiauonuano la "Plebe:laquale in quei luoghi *ette hebbero la morte; drizfiè capeIle, otempi]* mettendovi fatue *sfacen- donefacrfici ognigiorno con molta dihgentia. Di qui venne quel beldetto' di Cornelia Flor
F'V'N- E7^ALì lor madreiche icorpi morti de’fuoi figliuoli ,haueuano finalmentefipolture ,degne delle ‘-virtù loro. Pref/ò iGreci s'ha Ibefempio di quel che fece Alejfandro Magno, che domo lOriente, inhonor d1EfefiloneJuo fauonto. Percioche ejfiendo cofluì ‘-venuto amortei Alejjandro fece tofirè icaualli ,ei muli 3&rumare imerli delle citta: non 'volle che in campofifionajfero trombe ,oaltri mflrumenti :fi finalmente ordino,che come anemmeno P)io gli fojfirofatti diurni bonari, tgf ficrificu Negiuochifunebri fece interuemr tre mila biftnoni, tagliare apez^j tutta la gen- °°-e'Cu/pi, te/lficando, che le fdcrificaua per tanima dEfefilone ,efpefi dieci mi - 1trenti in farmettere ilfio corpo in alto infipoltura honoreuole .Co/iparimente 'i fittili la Grecia altari fifàcrifìcì dopo Umortea Lifindro, capitano di molta flirta prefio gli Spartani, eiGreci tutti . CO. VES. Doue, ein che modo in honor deporti eranpiantate le Colonne ì CO. CES. P{jlle fpolture ,&ne glialtri monumenti eran pofie le colonne , e>* lenotauano che quel tale, acui honor la colonna era fiata drizzata} /opragli altri iuomini sinafiaua pergloria. Sitroua anchora, eh elle eran pofle nellepubliebepia^ ze: di che, per tacer laltre ,fé ne veggon due anchora in Poma ,che fanno teftimonio della pojfanza &dello /flendor Romano, drizzate vnaaTraiano,&l’altra ad ^Adriano :in cima delle quali ,che fin molto alte $fi file commodamente per /canni, pofii dentro, (fi tirati achiocciola. Aquefle colonnefilettano appender - /i acune rvolte glifiudì neofiti in guerra da morti ,ficondo che nvediamo in quelle medaglie d'argento ,che iSenato dedico al Timo ve/fxfiano Augufto :doue e nona colonna, amezo della quale eappefi quello feudo ,che chiamano zAncile :ein cima isjfa ervn' urna con due corone di lauro,attaccate da amendue le parti. CO. VES. Sfon voglio la filar gufare bora quefla occafione di fiper propriamente, qualfofie in ‘verità la forma di queflofeudo, chiamato Ancile. Ferofarete contento dirmela . 'fu# e&kte CO. CEs. /I molto fieuerendo ,&molto degno dbeffir da noi ricordato Don 'Bartolomeo da Pagnacaiiallo .Abbate fi Procurator generale in Roma per la Congregation fida, gg ReSigio ndi Camaldoli ,fi bora digmjfimo Abbate della grande ,bella, &famafi Abbatta delle Carcere nel Padouano ,piena dbhmmini .illuda, &dbottime dtfiiphne-, mentre tiferà mRoma al graue carico ,eimportante, cho detto-, mando ademarca "Vinetta APorcacchi vna medaglia dbAntonino: neili qualfi -vede la firma di queflo Ancile, eh'edi figura ouale ,con vna tratta ciò èLinea . o CO. ves. Non èqueflo quello Abbate tanto valorofi, &tanto meriteuole ,che infiggo xdichiarare alPorcacchi quel luogo delFuriofi di M.Lodouico Anofio: do uè ejfi nomina nell'ultimo Canto Andrea
43 tA NTICHI. AndreAClarone, edMonaco Seuero? In quellAnnotaliene, fi mal non mi ricordo3mostrali Porcacchia che per lo Monaco Seuero fi dette intendere Don Seuero da Volterra monaco della Congregation Camaldoleje ,chefece la Jìta profefifiene nellhonorato Monafieno degli Angeli di Fiorenza: &non di quell’al tra lMonaco di CefìeUo3elialtri ha nvoluto intendere. Ghie fio Don Seuero Volterrano hebbe delicata maniera difrutere3come fimedein moltifiìioi componimenti: ma fipra tutto in quellafa leggiadrijfima Canzone alla Vergine- Madre digrafie. CO. CES. G)uefiaCanzone èquella ,che per mentura hauerete meiuta qui nel mio Studio3che d.a Vinetta mifu mandaia3fis’hebbe dal gmdiciofi Don Gregorio Macigni Fiorentino deli ifiefifo' ordine monafiico :il quale èpieno di molta bontà ^egmirtu: per le quali eamato 3efilmato da gran Trelati 3mìuendo egli mèta innocenttffima .Horcotefio Abbate apunto3che moi dite3equello ,di cui intendo: &fippiate3do egli emngranfggetto amaggiori bonori: de’quali s'ha egli ottimamente mostrato meriteuoie in otto o piu anni 3cheper la fitta congregatone eStato Abbate3&Procuratore in Roma. Eio quanto ame3difficilmente mifpnififlegare3 qualfiamaggiore in lui3la mirtu3ola humanita corte fia. fio. VES. Ella efImprestata florida cotefia relligtone permolti iUuSirì huomi - ni3che le hanno arrecato fiplendore3e> con la fintità della mita 3&con le lettere . tSlda ficome della Congregation Caffine fi, altramente di Santa GiuStina3Leone Vefeouo d'HoStia 3&altri antichi 3&de’ moderni Don Duro da Buggiam3ha fatto cronica3&nominato gli huormmfimofi3&fi come altre Religioni hanno hauutoloro Scrittori particolarli che con bilione, ocroniche le hanno illustrate ;cofi mi fiàpete moi direfi di queSia di Camaldoli alcuno habbia fatto particolar molume/ £O. CES. Io molto bene mifio dire3che Don Agostino Fiorentino 3monaco deitifiefifa profefifione3ha definito con elegantia3confatica 3<& con giudicio in latino Corigine3&lafondation di detta felhgione 3imitando apunto Leone HcShenJe 3 chauete nominato: ein queSia dalfitto primo Auttor San fornoaldo 3fìno al tempo prefinte, ha tòcco tutti ipriuilegi3&tutte le grafie3che mai le fieno fiate comejfie, de* luoghi3delTentrate3&de’doni3&ha nominato tutti iéMonaci dotti3<&* celebri3che nefino mfiiti dalfiàoprimo Auttorein qua .Et queflo Don Agofiino hafiritto quefSaltre operette3che moi qui medetei cioè queSia in lingua materna3ch’èia Trasiamone di San fornoaldo ,{fi qtieSSaltra latina 3che è la Vita 3eìmiracoli di San GiuSlo e> Clemente. CO. VES. fio ho meduto anchora3fi malnon mi ricordo3mnaltro libretto3nuo- tiamone mentito in luce3di Don Situano Raggi delTiflefijo ordine :il quale ha deformo dSacro Eremo de1Camaldoli 3molto accuratamente :fi per mio giudicio F2cotefia
/o FVEKAL1 Et dì ciò ancho a* tempi moderni Hofiafta da Rauenna friue il Giouio 3che fé ne guAdagno <rma: &in Fiorenza Jè ne mede non altra fifefi nel grande &fa-, mofi tempio di Santa T^eparata .Faceuanfi oliradi ciò gli Obelifi 3oTiramidi: ikhe fi ben foffe proprio de gli Egittiji <~uedefi anchara hoggi 3chefuron drizzate parimente in Roma>come èquella dt CeBio3&dlaltri,quantunque ancho dapaefi lontanilefìrànieri elle cifojfiro condotte:ein cima njeran pojle•> opalle di metalloy onsafi di dirnrjè materie con le ceneri del morto. CO.VES. Et le Baineich’eran dedicate ahonar d&mortk erano elle tutte $una eguaigrandezza ì .CO. CES. Elle eran diuer fi 3fiondo 3oimeriti3ogli humori de gli huomìni : percioche tali erano al naturale ,&tali /’eccedemno 3come fi legge in Herodoto che in memoria di Sefòfìri Re dell’Egitto furon pojle innanzi al tempio di Vulcano due Batue 3nona a lui3fi ama alla moglie,daltezza* di trenta gomiti: &quattro ahonor de’figliuoli di aventi gomiti Cuna. D’alcune altre ferine effi 3che il medefimo Seffiri le pianto di lunghezza di cinque palmi3in Ionia: nana nella rvia 3 che fi rva da Efefi inFocea: fi nana nella Brada 3che fifa dalla città di Sardi a quella di Smima. Co. VES *Vfimfietadornar qnefie Batue con armi 3con imprefè: ocon alcun altra cefi di figmficato ì CO. CES. Si zjfim certamente: emqmBe chefirme Herodoto3&ho nominate hora3fi può rueder chiaramente :percioche nella man ritta haueuano uno Brale ,o freccia 3fi nella fnifianon arco fornito :fi dall’una altaltra(palla, pendeua il turcaffiyal!nfinzji, parte dEgitto3(g'f parte drEthiopia :(g’f haueua lettere hierogltfiche: le quali figmficauano3che quel fécon le prepriefalle fBenne quella regione .Poco apprejfo recita liBeffi Herodoto lbtfioria, ofattola di Sethone Sacerdote deliEgitto3che unnfi ilfie Senachenb:(fi dice che per memoria gli fufatta nana fiatili dipietra con un topo in mano . Qò. VES* Et che uolcua lignificar queBo topo ? CO. CES. Senachenb fie diAffina uenne con grandffmo efferato centra tE- gkto: di cui era Sacerdote Or Re Sethone3pacifico3Or quietojOrper ciò da gli Egit iij battuto in odio :onde ninno nzoltefi guatarlo centra Senachenb. Cofirn poBofi a pianger innanzi al Stmolacro di Vulcanofio Dtoi saddormento nelpianto: fi'Vide infogno quel fDtOycbe lamio amuffire anim(finente centra inimicì con quelle genti 3che uotejfero (èguitarlo :percioche ejf glt manderebbe aiuto. Ubidì Sethone3fi con poca3fi non buona gentefilto in campagna :doue era occorf 3che neWefferato nimico de gli zAJfirt era entrata nana gr&ndiffima moltitudine di topifinalichi :iquali haueuan rof tutte le corde de gli archi loro3le frecce3le corregge
eANTICHI.** rem de gli feudi ,fé) le brighe de’cauaM. Onde meduùfi difirmaiUfi mfire in fuga, abandonando ogni cofa: talché per queUoaUafatua di lui fu patio il topo CO. VES. Lefepolture preffo iHommi fi poteuano elle far,come prejfo i*j Barba- - ri, che lefaceuanofmifiraiepergrandezzatefie fi ì. CO. CES. ZJoifipete ,che le 'Piramidi, delle quali ho fuggito ragionarla dtfa pra, fono d’inaudita grandezza, &d'ineftimabilfabrica, quando mifletterò mentintila hmmint afaticarle, menti anni continui, &mifu confiniate gran acnatezza, che tot sta murna. u. «7/*, ~jj **> . ùminori della loro datura. Et amrtM.d* ragionandotelo Me?««-«« tondo d’altre, che damile, chefono da la dal Ndo nel divelto de Bah,toma,am. miei,a lontane dalCa,rcìChe anchor hoggiapparfono, &fin dueijvnapw grande dàaltra: ma amendue d'un'tBefa forma co' lor cantom dmmafilo ,cofami» di larebezsa eguale, ampie nelle lor bajhma che apoco apoco fi vanno reSlrigncndo farfila cima, finche formfiono in ana molto acuta puma :la qualfero fimbra acuta achi siaabaffo :ma meffetto color che a» fino andati mama ,• dumo che net sla ama lastra..capace damma huomini. L'una delle quattro facce deìlabar edella pò, grandeèdi larghezgadt trecemo, &fmfaff, tanto che la ano fetta LÌ, che fa famiglio® vn quarto tanzi affermano che anticamente raL (baffi Jffendom per Ulunghezza dei tempo cnfimto intorno dterreno moltìpLJer Ufiaft, &minato, che ne fin caduti, effendo ella,ngran parte Zi! Atre malfa di quelle fi raccontano ,che ,o non curo{(negami mmu- Zamcnte &dtcef, che cinquanta miglia lontan da queSe verfi Scirocco Leuante fTZfinfdi mafa.Cefiparimentefife,e, ehe dLabennto ,che come le piramidi era fipolfade’ T{e,fu vnafabnea d!ececffuafiifia& granfila,fatta con mfale artificio: &£tacer quel iEgitto ,&di Canèa; aCaft an* anu- • TUfguqu fio. L Jjtto LA Lna r*v;naspirata eil Labennto, in tal maniera intricato, IbeZhuominintdIZuulluppanZ,finta poterfine [ùolgere .Sopra quego quadro che gu mommi ts Cp^tre fu icanioni: &quefa alla lorbefe, J famlafahanno LXXV. piedi di larghe ferina :^nondimeno le cime di miefon ferrate da non cerchio di bronzo, che e Ufi anana cupola, ocoperta che tur -le ricopre. 7>-i/ fio meta pendeuano piccoli campanelli ,attaccati ad fafafafairnoff, Zfffir de venti;faccum, , gan pe«tdamano
2FyERALI udire illor tintinno, ffifùono. Sopra la tondezza di quello cerchio eranfondate quat tro piramidi,d’altezza di cento piet [una: &Jòpra quellein un pianetto neranfindate altre cinque,daltez^afcomefirmono)tanta, quanto era il refiante cu tutta topo ra3ein quello modo la uanità &pazzia cerco diprocacciar fi gloria con quella ffiefa 3che nondouetta recar beneficiarne utile aper fina alcuna. Sapete altra di ciò del IMaufileo della reina Artemifia di Caria3da leifiattofabricare in honor di SMaufilo/m marito, eh eralargo dallaparte di Mezo giorno &Tramontanafijfintatre pie di3&di circuito gìraua quattrocento undici ,L’altezzafila era di uenticinque braccia3fg) dintorno haueua trentafit colonne. Da Leuante lolamro Scopa: da tramontana Rriaffi, da rnezo di Timotèo,& daponente Leocareyffi quella fu opera di tanta mae[ìria30* eccellenza) che mento dejfirpofia firaifitte miracoli delmoudo. Il fipolcro del Re Stmandtoin Egitto giraua un miglio &un quarto di circoito3&*baue ua la porta larga qrnfi due iugeri ,&alta quarantacinque gomiti), fatta di uarì) marmiì&* con molti animali, chefiruiuano per colonne,fg) con molte altre pazzie. Et fi che non uè incognito di che qualità effiefi fiofie ilfipolcro etAliatte, padre del Re Crefi in Lidia 3maramgltofifra tutted'altre opere de gli Egitti) 3&de Babilonij :il cui circuito edi due iugeri 3&fii dadi) di tèrra: &la larghezza è di <~un mi gho3fgfi cinque ottani: di che fi può legger prejfio Fierodoto nelprimo: il qualnondimeno nelfecondo conforme aquanto firme DiodoraSiciliano pur nel fecondo ; firiue che gli Egittij nbaueuan di trefini,jentuofi 3metani3&humihffimi :di thè non moccorre parlar piu in lungo: percioche ne diro fra poco :(fif tutto quello, che mho riferito bora;èperfar contrapefi ir paragone alle ffiefi ,che ci fateuano iRomani aquali era prchibito per le leggi, che lafipolitira nonfoffe maggiore di quellcbe dieci huommi, in tre ,oin cinque giorni hauejfiro potuto ergere: €> le pietre non fojfiro piu grandi ,che quella nella qualfoffe intagliato 1epitaffio- in lode deimorto. Et Lucio Siila promulgo nana legge,per la qual modera tuttequelle ffiefi: tanto che infame rvenne poi reputato Licinio barbieri, hmmo ficchi fi fimo, che firvolfifar drizzare nonafipolmracon groffiffime ffiefi :&quell'eia reputo che nonfifife maiHatafatta ainon piu indegna di quefia iciò èche rvn’huomo tacito rvile gntcejfè tanto realmente. Per findigniti della qual cofa fwronfatti dbkora quefh naerfi Latini. Marmoreo Licìnus tumido iacet,ai Oato paruo, ‘Pompews nullo. Credimus effe deos ìfgyc. Et atterrite, che lefigariurri de Romani eranfatte fuoradella Città di Roma; (fif (come nr ho detto) con poca ffiefi :la qual colìumafu offiruata ancho [nella Gretta da Pittato, <-uno de'fitte firn di Grecia, cheper legge ordino alfimi chenelfabritare ifipolcn nonfi poneffiro altroché tre colonnette :alcuni piu antichi furono con-
tA NTICHI. n contenni?uvafila -zolla di terrà, {g) e?un cefftiglio, reputando che quiut nonfi dotte fiero {pender tante lor /acuità, dotteper incommutabd legge di naturafiarno sforzati tutti adarriuare nana evolta . CO. VES. Se acoteHo s’haueffe aguardare ;fi dottrehbon piu xoHo le fipolture che le cafi ,fkbricarfitperbe ,0con molta ffefà; poiché mquefìe babitiamo poco,emquelle fèmpre .Cita come èrziero quel ch’hauete detto ,che t Sepolcri da fio?»anifiojjsro fiotti fuor delia Città ,poiché fi legge prejfi Plutarco nella -~uita di Pnblicola, ch'egli per ordine de’cittadini ,dentro della Citta apprejfò Velia fu fipolto ì CO. CES. r Douete fàper, che antica <-vfan%a fu difipelire icorpimorti principalmente nelle cafi: da che ne evenne la relligion de gli Deipenati, (fp Lari, per quefia cagione battuti in riuerentia da gli habitatori delie cafi, 0di ciò ètefìimomo Seruio Honorato /egra la cerimonia ^o/ata da Enea preffio ZJrrgiho nelfipelire il corpo mor- to di Mifino. TDipoifu leuato uia fimil rvfi, come brutto, 0empio: 0fu ordina- to ,chei corpi mortifofferófipolti fuor di Roma. Nondimeno le Vergini ZJesiah,0 gtImperatori fiomani aquefia legge nonfurono/oggetti; 0cofianchora coloro, cha ueffero trionfato$come il lor corpo era flatofuor della Città abbrucciato:poteuano batter nella cittàfi paltura. ‘Però comedi \Pubhcola, de Fabntij, od’altri taligvoi legge te, che in fioma/fiero fipolti;Jupponete immediatamente,che fo(firo fiati trionfanti,ftg haueffiro qualchegrangiouamento recato alia fiepublica. Per confermation di quanto <~uho detto; finite ^Appiano Aleffandrmo nobile hiflorico la cagione ,per la quale igentithuomint in fioma diffrczjtauano le leggi agrarie :0dice chefu questa :perciòche haueuan per male ,che le fipolture de lor Padri pajfajjèro nell altrui giwrifditttone:(fif quefto per nffetto delia pteta ,0delia reliigione .‘Platone anchora nelle fite leggi defimoprincipalmente tcampi Berili alle fipolture. Ma fra tutte taltre ragioni, 0altra il naederfine innumerabili alla campagna; emanifeflo ciò per gli epitaffi;tquali quafi tutti hanno in lingua Latina quejìe lettere /N AGR. P. le qualt fignficauano quanti piei di terreno occupafiè la fipoltura nel campo ,Et Vlpiano legiBa recita ,eh’Adriano Imperatore mtfi pena molti feudi d’oro da ejfère appltcatt al fifeo,acoloro che face/jero nella citta <~vn figoIcro. Sepehuano dunque tfiomant tcorpi ,ole ceneri de morti /òpra tutto lungo le sìrade maefire principali ,0majfimamente lungo la ‘zna Flaminia, 0la Latina: di che non occorre dubitare,non chefarpiu lunga grotta :acciocbe la Citta reflajfi grtua di quelcattino odore, 0di quella puzza ,ch’efie dalle fipolture :(g) Acciocbe qualunque di la paffajje ^viandante-, s’accendejfe con quelrieorda ali opre lodeuolij0piene di gloria. CO
„FVnEXAL1 Po VES. Et perche non dite -voi, deciociein enfi diguerra, icittadinifojjèro pm frànti al menar le mani, &<* cacciarei nimici, che non uemjjero aguadarUfifolm redelor Padri? ,.. v^. CO. CES. Cicerone <~ve naggiugne anche nmaltra ,eh eper aficurar la Citta da gtincendi), mentre che lcorpo s’abbruciami, .. CO. VES. Battete naoi cefi alcuna da dire mtorno agli Epitaffi>pw di quel che di joprafocofi mhabbiate raccontato ì CO. CES. gfion altro ,che quejìepoche fole tolte dall opimondì fiatone :ilqual ureo /critiche il titolo oepitaffio non eccedere quattro nier/ifag: Macche imandanti in unJùbitofaJJando; lo potejjero leggere: il che quantunque da Uifojjè detto, fecondo lufo Mafmcittà-,faalcune evolte ojferuato ambotULottai, come battete in quello HI rSTTVS EST RVFVS. PVLSO QVI VINDICE QVONDAM IMPERIVM ASSERVIT, NON SlBI. SED PATRIAE. fuefi altro ha un uerfo di piu, ùrfufatto piu toBo per epigramma ,che per epitaffio, mhonordi Mano Limo Stimatore, da cuifu edificata in Romagnala Citta nobdjftma di Forlì, patria del ualorofi ^genero fi S. Etimo Torelli, amatore (ffi fau - tordelle lettere, &diEtterati: peraoche Lucio Hermio fildato veterano, condujje nella uia Emilia una colonia difildati: Ùr da Ltuio Salutatore ,jotto ilqual contra Afdrubale haueua militato, chiamo il luogo della colonia Vico Liuto, cboggi edetto il Cafldluccio ,lontano un miglio da Forlìeinmezp della piazza pianto la iìatua di Liuto con queBi uerfi LIVIVS ECCE FVI ROMANVS, CON \nn ttF S HV1VS ET HANC VOLVI TERRAM COLVISSE QVIRITES MAGNANIMOS POPVLIS'QVE DEDI COGNOMEN ET ARiMA <T>* questi principierebbela Città, chefu detta Foro di Limo, hoggihforlì.Df po ^Platone nonpure iGreci\fiuok ma ancho inoftri Latini ,iBarbari tranfgredtrom quefiordine. Et eere fiuta (ufimza, chepiu toBofi debbanofare in profi ,che in uerfi,alcontrano diquelchefacevanogli antiebiffimi Greci. Congetturafì non imeno che dd.frincipio nonfiffiro molto lunghi gli epitaffi, come quelli chenon eccedemmo laforma &grandezza della fipoltura :laqual non uemua aeffir punto piu grande di quelch'era ilcorpo. Minorpci ueniuaa effir di quelli, cb’eran fipolti in ua (ì dritti inpiedi, oin colonnette-, epilafirelli, ocaffette piccole,oaltre tali. In queBi epi '_i/o .‘/^TT\ ^1^yf /'//i /> r>xA /> /rnarto. o0&ÌJ7fWÌ.Ct dLiCt4m ni) iombre dei morto, Zy* auri meonogu uei mj-ewau ,anumi ^j eran dedicate-, oponeuan lo Bàio Gemo, oaltrifimìh, comebauetein quello,aK in dijji difop't a, ein queflo ^^
ANTICHI ff GENIO. SOMN. L. DOMITIVS .L. L. ARGYRVS. LANARIVS DOMlTIA .L. L, MYRTALE S. P. D. D. DEDIC. K. IAN. L. CEIONIO. COMMO DO. ET. SEX. VETVLE NO. POMPEIAMO. COS. In quefiì altri noterete altri Dei,polli mprima? cioè del Sole inuitto, (ffi d’Hercole Santo: &quellifimilmentefìno antichi: &dHercoh Difenfire &d'altri molti. SOLI. INVI CT O ACRViM. T. POMPQNIVS. REPENTINVS. NOMENCLATOR TENSAR. 1VGARI $ S. P. D. D. DEDIC. XV. K. IVL MARVLLO. ET. AELIANO COS. OB. DEDIC. SPORT VLAS DEDIT. SING VL *II. KERCVLI SANCTO. SACR. pPOMPONIVS. noe ’tvs. votvm. SOL AMI COS. 'AC. bene .... *•*• HERCVLI. DEFENSORI PRO. REDITV. ET. ITV D. CLODI. SEPTIMI ALBINI. CAESARIS D. CLODI VS. D. L. FELIX ACTOR. CAES. N. D, D. Bene èla uerità che qteeflo dedicato aHenole Dfenfireèpiu tofio epigramma ,che epitaffio in honor di CIodio Alino Africano ,che guerreggio contraSeuero Imperatore: da cui quattro anni dopo in un fatta £arme fufiperato prejfo Lione d’ Francia.fyla notatequefi altro, DPI DIVINAE. ET. FORTVNAE PRIMIGENIAE. SACR IMP. CAESAR. HELVI PERTINACI S. AVG. V. S. C Cofne hoalcuni con Pinfcrittione aUa Vergine Diana3amercurio, al Gemofinto3 er ad altri. In quelli Epitaffifi coHuma poi(come intendere) di mettere il nome del morto3il cognome3Utribù, imagifiratt, &carichi, chahaimto, quanto emun- to- che giorno emorto, &altre particolarità fi fatte,c£io lafio da parte, nonhaue ? do intentane di uolerut infegnare afar gli epitaffi: &fi nepojfono uedere affai nel Libro de Ai Epitaffi antichi: da quali sintende effer nero quanto ho detto >&*ap- prende eoa lejfimpw (Ceffi la norma delformargli ,finga che nefianca Regnati pre
,4. F,VncETf ALI ceni: Et non refiere di dirai ,che Licurgo nel dar le leggi agli Spartani; non svolle che s’mtaghajf il nome del mortofuifpolcro;fi colui non era mono combattendo ux (orafamente per lapatria ,onon baueua fatto in guerra qualche notabil fèruitio alla fepublica .Voi trotterete ancbora nellefèpolture de gli antichi ffeffe njolte quelle lettere H. SM. H. N. S. chefgmfitano Hoc monumentarci haredes nonftquirite :il che denotaua, che ide fendenti di quel tale non battenano chefare in quellafpoltura . fo. VES. Hora io mi diuifi, che^voi habbiate dato fne atutto quelch’appartiene &Rottiamintorno almodo dì fpolire icorpi de lor morti;pero fraben Paffare aco fu mi dellaltre nationi. CO. CES. Nonfno aneborpemenulo aquelfin, che no bautte diuifto: anzf ultra che mi re fiano altre lor cerimoniejefratte da Polibio;ho da dirui ancbora ,che fornite del tutto beffquìe: sufauam dì fare ipafli, (gf le rvìferatìont funebri,checoferan chiamate. CO. VES. Trenate <rcei 3chei Romani coflumajfro ne'mortori difare ipatii ì fuefto ameparrà3&farà in effetto nuouo. CO. CES. Sfon ho io già trottato3che iRomanil'bauejfrogeneralmente in uf: ma ben trono3&eredo3che da alcuni fcofumaffe particolarmente; ilche melofanno creder quelle dittifieni3oforteIle3che nai narrai pocofa 3lafiate per teftamento alle compagnie,ofraternite;accioche ogni anno3neldi3odelfo natale}odeifiofunerale banchettajfro,fìcome battete intefi perii tre Epitaf, chefno aCorno, afa uenna,ffi aRieti. Prefo gli Atbemeffu mfiituito da Cecrope ,che come tl corpo eraflatofpollo in terra; gli amici3ei<uianifi congregafero amangiare ahonor del mono: ilche flriue Valerio Mafimo, cheparimente faceuano iMarfllief 3&fu cofume ancho degli Sctthi. CO. VES. Sftìa che occorre cercarnee flempi [orefiieri 3ftutto il giorno lo naediamo efere ^vfitoper molti luoghi della noflra Italia ? CO. CES. Fu ancbora njfito da gli antichi,che qualunque in njgtafife flato fifra gli altri rutile alpublice3&shauefe con la nairtu procacciato honortfiprerm: in morte3fipolto3odel publtco 3odel priuato con magnifeentia 3fife ancbora ccn giuochi3efettacohfunebri magnificamente honorato .Pero leggiamo3che iGreci in honor d*Archemoto infituirono antichi fimigiuochi mSfetnea,figià nonfi fero piu antichi quelli d'Acafo in ideo di The faglia. Cofì tgiuochi Isìhmijfurono infiìtuiti in memoria diSctrone amarrato daThcfo3&aTroia Achille altafpoltrirà di Patroclo glifece magnifici3fi come Enea aquella del Padre Ancbifi. Et non. pure igiuochi acannilo; ma ancbora in mare glifaceuano iGreci, facendo che le natti correferofk ZIinetta fi dice regatafero) alla meta, &fio. loro combatte fero .
ANTICHI- ir co VES Se altro mnhauete,che Jòggiugntrmi; dite bora la cmmomt tolta Xfidipercioche io intendo di ritornar da capo aquelle nofiro ragionamento, « fZL'LmenJ*™ molte cofe }«ceche poipm^dato pojfiate venere elle eert- 'n°7oxÉ. “slrm!'polibio nelfefio Libroin queflo modo, che ogni volt* eh'alcun de oh buominipiu dluBnèvenato amorte ,nel celebrar figli lejjiqiue, dfio corpo e 7*,npiazza aRostri conpompa, &con ornamento, alcuna volta ritto &al- {un’altra (mfm dirado) baffi, ft) coricato agiacere. Spamcircondato da tutto il popolo, il figlici dejfoje ne ha, che fi* in età da co fare, &fi trouineUaC tu, g {on ilpiu profilino di fan"oc. montato fu iRoftrnfa vn orattcne in. lode del morte, &dille prie da luifatte in vita; la qual mordanone, non pure acompagni di lui, ma anchora aehi punto non vmteruenne scommom klacrmte: ondedpianto fifa ma. anuj r,„__•:ì mnVf(ì Un. battuto Sepoltura, ft-J fon tot no intorno come nm tempio di legno. CO. VES. fDi che cofa efatta quella imagine ..> CO. CES. Imagmatem ch'ella fa di qual materia pm *v aggrada ,«di stucco,• di terra, odaltro ,che quello importa poco Balla che ella affomigha quanto p.ufi tu, almeno: vico* mirabile artificio colorita gr ombreggiata. Igiorni film. , ipdJpo, quelledafici, di legno, ch’io chiamerò Tempio :&adornano miubilmm- , UVtddlZhevolete creder voi, che fecero quelle magmi, in queflam*. nlaconfidate? Certo enecefano,per mioparere, eh elle hauejfiro qualche bel(igni .JL ,ldefiderio, che s’baueu* delumo: dipoi acaochei difendenti sinfiammalo Il acheli Meo uolfiro le loro ,magmi per infiammar ciafuno aquell ejfim. Zo lfo haueteprefifo Valerio Majfimo, che limagmedi Se,pione Afrncanoi,>mag pfi biffa nella facrefiii deltempio di G,omonimo maJfimo:&- ogni no ta che laft dUcScetnei:* balena icelebrar qualche nobile ufficio-, saccoftaua aquida,magma, 7pio domandano: tanto che uemua reputata ilfurarlo del,camp,doga. Ceti on. chlneUa Cuna era queUadl Catone .-«acche cefi quefi* infiamma#, Senatoria un Viaria Public alibertà.come quedaiCapitani adampltar limperio firmano .Leggiji auchoraicke'MAntoni :-fib ffi,per lafi** dottrina et uirtu Henne intanto riputane-
ft FVERA* LT m, che emendo egli Imperatore^ fidiceuapublicamenie, eh’all'bora, le parale di Fiatone ivanoadempite, cioè che ilmondofaràfelice, quando ifilofìfìfaranno patroni deltutto. Etpermearne etfu morto?fu. tenuto infame quel cittadino,che non bebbe timagine di Im in cafafita,o di metallofiolpita,oinpittura,per confruarperpetua la memoria di co hti3la cmmia non battern barntopiu lungo cor fi. Il contrario di ciò auuenne di Caio ìderone,^ di Dominano: la memoria de quali cercaron destinguere:perciocbeejf ha uemtnmeritato defer prima e fimiidelluniuerfilricordanza deglihuomini,che mortk Hauete parimente che Valerio IMe fiala Conflo nellaprimaguerra €artbafinefiy battendo e fiugnato CMeffina, ffi altre terre? fu ilprimo,,che in un quadrofaceffe dipigmrlaguerrayneHa quale baueua uinto ilRe Sperone, &la Sicilia: pfi Ufo fi mun lato*della Curia Hofiiliafianno CCC C XC. dell’edification difioma. Mache occorre andarne acercare efiempi Ioniami Hor non Ihabbiamo noi domestico,psf rvicino! Nellimofira Città di Bergamo nella Chiedi di Santo Aleffandrofilegge quefio bello epitaffio^ dìiargomento di quanto bora diceua. P. MARIO V©T. LVPERCIANO EQ^R. Q; PVB. OMN. HONOR. MVNI CIP AL. ADEPT. IVDICI. DE. SELECT. SACERO; CAENINEN. COLL. FABR. CENT. DEND. M. B.. PATR.O MI CVIVS EXIMIA LIBERAL IT ASPOST' MVLTAS LARGITIONES HVCVSQVE. EN1TVIT,, VT LVCAR. IimL REDEMPTVM AREP, SVA VNIVERSIS CIVIBVS SVIS IN PER.PETVVM REMITTERET. HVIVS TOT ET TAM IN GENTIA MERITA ITA REMVNERANDACExN SVERVN T, VT EFFIGI EM Ini. V. PERPETRA VENERATIONE CELEBRAREHT» L. D. D. D. Jfuefie ìmagim dunque fifattamente dalPromani nelle proprie cafèconfettiate ,come alcuno di quella enfi nvemua amorte,chefofi'efiato ornato dialcuna dignità: eran portatefinora neIlapompafunebre, ornate con le uefie confidari?o con leprete fie,fe batte ua no hamto imperioso diporporafierano fiati cenfiri-, otejjute d’oro fi eran trionfali : &cojiejjendofipra una carretta condotte yhaueuano innanzifafii,tefuri ,&ìaltre infegne di’magifirati,fecondo glihonori configuri nella Republka. Comepoi erano arriuati a.roSSri?eranpoSli afidare per ordine infidie dattorto :il che rapprefintaua belli[fimoflettacelo agiouani amici &d,efiderò fi diacquistar figloria ceti me%o della njirtu, delle operattorti illustri. Hormirate di tutta quella cerimonia aldifigno che rihafatto il Porro.
ANTICHI. f TAVOLA yLTIMA SEPOLCRALE DE' ROMAN I* Vili. jO. vEs. Voiche voi battete dato finta queBo difcorfò, io hdumi piacere ,che mi chiarifte alcuni dubbi,che mi domanderò ,O*fiper (-ventura parrà, che ciòfa njn ricominciar da capo; questo darà poca noia »perche nèragionamentifamiliari quefio fìtole interuemre .Dico dm^cb’cSmdt, nsffkto diputì dfipchrc imori,,untofifi riarda Marnine ò„™eZ«wchiamarlapopolarità ,che Ibmmo hauti all estremo l’altro huomo , quanto fifi ha confideratione allagmHitia relltgiofa, di cui efieeie ,già che bhmmo par che fa animaidiurno, ondeper cw negli epitaffi antichi (come bene bautte det- to) fitrouano quelle lettere di conficradone agli DeiMani, &quanto anebora mal to piu fi fi mira àChrittianis defederòfàpere,figeneralmente aqueBo atto di pietà ft uenwa in uniBeffi modo, cioè, fe (fecondoebauete detto efeere ufiato da’ Bimani) ancho Cairn natiom ufando questa pietà; piangevano imorti. fi 2CO.
tt ?VNEXAL1 diecigiornifeSia: (fj cìafcun magifirato,facendo ferie;bfignaua eh atiendeffi apiagnere: ilehe sha da Rerodotonel libro fifio. léMacedoni,quando piagmuano ilor morti, fi ufàuanoparimente icapelli: ilchefi legge chefecero ad Archelao lor Re, ]g) aEuripide Poeta tragico intimo loro amico. Quello medejìmo ufauano iVergi, tofando te mogli, eifigliuoli: ma di piu Sìracciauano leuefli, gefgettando strida altaria} portaitano icorpi appetire :ftffi il mortofoffe fato huomo illustre$tofkuano ambofi fhffi, ilor caualli, &tutti ibestiami .Simil pianto quafi nufauano gli Egitti] alla mortede’lor fe, Stracciandofi le rveSli, piagnendo, tenendoferrati i tempiiluoghi della ragione, <&(come dtffi)per LXXII. giorni ,imbrattandofi il -ufo difango,&nonfacendo fieStc felenni. Oltra di ciò gli huomini &le donne cinti con '-un lenzuolo fitto le poppe due uolteilgiorno sunifiono infense, gst* ruan no intorno per la città adugento ,otrecento alla '-volta ,rmouarsdo il pianto,ff) cantando con numero te nutria del Re. S’aftengono parimente in tutto queSìo tempo da mangiar cibi cotti ,da ber njtno ,fg) uà ogni apparecchiofòntuofi di tauola: non nufi.no bagni, non nmguenti, non letti rifatti, non atto venereo :ma comefi aciafii4.no foffi morto nonfigliuolo, fiandòper tanti giorni addolorati-, piangono. COMES. Gli Egitti] di molti altri ritiportano iluanto-.pg)pero none da maramglurppunto,fi ancho in queSlopano tanto ojfemanù: ma da chi hauete nuoi eSlrat- to questi particolari ?^-• CO. CES. Da Eliodoro Siciliano nel librofecondo dellefite hiSiorie antiche: ilqualeferine che mafi tifieffa cerimonia offiruano aliamone de’parenti fretti. Ho? come tf(Shanno poSìo tl corpo delmorto Re nell’arca-, pofano quell’arca innanzi alla bocca della fi pohuva: &quitti recitano breuemente ,come leggendo mun libretto, tutte timpfefi da lui fatte: &a tuttofin prefinti iSacerdoti, che ogni eofa buona apprettane, &cofifa ancho 'ripopolo: ma inviti] e filamano &non uogltono acconfin tirci. Onde alimene, che alcune rvolte mene ha tal uno ,che eriputato indegno dell’honor della fipoltura. Scrinano Luciano, &Sefio Emperico queSlo filo de gliEgitti], &delle fepolture loro}do ectiejficamuano a’ morti tinte * riora, poi litifiliitano. MJVta habbtate cura aqueSlo intaglio fatto dal Porro intorno afirmi-ufi: dopo ilquale nui fòggiugnero un’altro callume dimede fimi tolto da Herodeto,
ANTICHI. €f TAVOLA 'PRIMA SEPOLCRALE DE GLI EGITTI I. X. Mi ir -Mi O. V'ES. Uhi contemplata abafianzj :pero aruofiro beneplacito effsnetemì taltro lor costume, che da Herodoto hauete apprefo. CO. CES. Dopo le cerimoniefeidMteigli Egittijportauano il corpo del morto Perfonaggw,a cafa demo, cbatteva molte forme di legno dipinte %Jòmi?danza di morti,dimaggiore di minor prezzo: etfatto mercato dema defi fifacenano al corpo morto quefte cofe. Primacon inferro aruminogli cattavano il cernello per le nari delnafo,er riempivano il luogo ruoto dodori. Dipoi con runa pietra Etbiopica acvtijjima gli tagliammo intorno dfianchi, &delcorpo gli e ftralenano tutte le interiora,- lavando, &nettando diligentemente il corpo con rumo di Fenicia, &riempiendolo d'odoripelli, eincorporati mfìemei cioè mirra pura, coffa ,fg) altri odori,fuor che incenjo: &cofifirraua.no il luogo aperto ,facendolo cucire. Ciò fattoi lo temuanofetianta giorni infiale, &nonpiu: indi lauxtoloi tutto lo fiafciauanocon f afe di biffò, &lungevano di gomma :&cofi iparenti loferravano dentro in quellaforma dilegno, cbavevano comprato: (èjf quivi lo tenevano riposlojfeconda chepotete cedere in quefet altro difegno, I2
gFFERALl TAVOLA SECONDA SEPOLCRALE DE GLI EGITTI I. XI. O. VES. Jfanbattete dì fopra dettoyche ifie d'Egittofifaticarono lepiramidiper lorofipolturei Come dunquepojfiono Jìar quesìe contrarietà infieme ì CO. CES. fintarno aciò douetefàper e 3che coloro3iquali hanno rvedutofuoradelCairo lepiramidi,che difipra <-cfbo nominate;effì manife fiamente testificanoyd’hauerle trouate <-uote dentro3(fif dbattermmandatogente con torce acce fi. Cofioro all'entrar della porta bebbero runafiradapendente altingiù3tutta di mqrmo tifilo3Stretta lunga C L XXV.paffi: &non nnpoteuano andar3fi non carponi3oalmeno ben chinati. Incapo dejfa trottarono 'una camerafatta in njolta 3di grandezza di dodicipaffi* con due camerini attaccati. Nellagande era^unagranfipoitura3<&* dintorno ndbaueuam altrifipolcri piccoli :talchéfi tlìma3che nella gran - de il Re3ffi nspiccioli3oifigliuoli3ole concubine3oaltri talifiofiero riposti. tPer quefio
ANTICHI. 6? sio rifletto njengo aconfermanti fopinion, che diffi, che le Piramidi fojjerofèpolture de Re come tengono Herodoto, et altri: &fè bengli altri hdilettano altrifipolcri ,Jintende in venerale: perche le piramidi eranoparticolari achifi le fiabricaua .Tuttaum molti hanno opinione, chefojjero piu tofio fignid'honore, chefèpolture: ma benpofìifepra ifpoteri in honordi quei Re, che di gloria hauejjero auanzatogli altri.Gregorio Ch(fiazianzeno mefra di non rifiutarpunto bopinion datemi altri,iquali tengono,che le Piramidigoffro edificate da Giufippe Hebreo pergranai: &dice ,che il nomepare, che confinta alla cofi:già che queìlanjcce tt-jGv prejjb toro fìgmfica grano :(?) a oufiofi confronta quel che fi leggeprefifi Stefano, in quel chefin compitato da Hermolao Bizantino, eh’e(fèfurori dettefinalmente IR ,^Sv ,cioè dalgrano,chetafu ripa fioper tonfi fio di Giufippe Hebreo,quando l’Egittofu da careHiaopprejfio: &fino algiorno d’hoggi molti <-volgari le chiamano iGranai di Faraone. CO. VES. Horfiu Tornate bora,fida ciò noiflètèffedito adir di\ coloro ,che pian geuano imorti, con quali cofiumiglipiagnejfero,fìcome cominciajìe. CO. CES. Prima che torni aquanto mifate inHantia;piacciaui per grada afioi - tare un terzo modo tenuto da ùMicerino Refimilmente diEgitto nelfipehre nanafina figliuola, chefinza piu haueua:il che tanto piu quadra,quanto ue ne anchofiato fat- to intaglio,come vedrete. CO. VES. Io Di buoniffìma nvoglia fin contento :e> ìinHantia che <~yifieci; fu perche non credeuafifedito dalle cerimonie de gli Egiziq. CO. CES. Mtcerino fie dell’ Egitto, come narra Herodoio ,ottimo ,&clemente fipragh altri; patì queHa infelicità, c'hauendo egli -ima figliuolafola,fènzp altri heredi prestamente ne refìoprnio, effondo ella njenuta amorte :di che prefi il Re tanto dolore, che congrandijjìmipianti nefece damofranane. Rara -volendo darlefèpaltura f abdicar di legno ineorrotabile la figura dèunaguacco.: doro (?) dentro 'vipofiil corpo dellafigliuola .Jfuesla fiefura di svacca nonfiain piede, ma inginocchiata :&emolto grande. Dal collo indietro ecoperta dipanno feniceo, cioè di porpora :(?)fra le corna ha un tondo doro, come il Sole. Starincbiufi dentro aunferraglia, mirabilmente ornato :&innanzi le ardefimpre runa lucernapiena diolio odorifero :(?) da ogni parte moltiprofumi gettano continui odori. Ghaui apprejfio in figno d’honore èun’altroferraglia con parecchi Hatue di concubine, ài altezza di <~venti piedi perciafiuna: dichepoteteffetchiami in quejìointafiiu degna delTordinane;fece cE toila coperfe tutta di lame
„F?C ERAL1 TAVOLA TERZA SEPOLCRALE DE GLI EGITTI!» * XII. O. VES. Ella, per certo èmolto nyaga3&dilettatole: mafiguitate3 fi altro degli Egitti] ^vi reBd; onero ripigliate il primo ragionamento. CO. CES.Dicem delcofiume di’alcuni3che amortori]fi tafanano3o ^rademmo: fé) che ciò erafègno digran mefhtia: il che trono che firmimentefu sviato da chiesi]3&da moltibarbari. Ma nella Licia hauemnotanto in odio il piagnere3che non pur non fi njoleuan radere 3per non hauerfi tarilo tSf^po a ricordar delpianto,quanto penaua.no arimettere icapelli^ma effial mortoriofi^vesli nano njefhda donne :accioche mfafiiditi dalla dàfconueneuoUzg^a di quell habito j tantopiuprefli saflene fiero dalle lacrime. ICarthagmefi piagnendo fifracriattano icapelli3lifaccia: &)poifi batteuano ben bene ilpetto &le poppe .PreJJo t Romanifinalmente s’cffiruaua quefìo. Se colui 3cberaportato alle efiequie3haueua fimi, da luifatti liberi tutti queflifimi 3che amauario dlejfir cono fiuti piu fede* >
tA NTIeH1- 71 piagnendo la morte del patrone ;andauano innanzi alla bara,ocolcapello mcapo, ocon la tesìa coperta di bianca lana: (fif quefii quanti piu erano^tanto maggior gloria accrefceuano al morto. CMa le matrone Romane in tempo di pianto -Jafciauano flar laporpora, boro, &fi njefiiuano di bruno: ne mailo deponeuano finche non cejfiauail corrotto. £O.VES. Toi che èfedito del tutto quefio capo-, dichiaratemi bora quanto tem po fitenenano morti tcorpi, auanti chefofiero, ofipolti, oabbruciati. _ CO. CES. Io non miricordo inrfioHadi quefio quefito d’altro ejfimpio, eoe di quello de Greci: iquali temuano imorti dicìafittegiorni auanti, chegliportajfiro alla fipoltura, oad arderli, ffi altrettante notti. CO. VES- Abaflanza parmi ,che difipra habbiate detto in che luogo iRomani confiruajjero icadaueri, ole ceneri, {fi l’offa: pero rvorrei bora che Umide fimo dice fie de gli altri popoli. CO. CES. Voi mi chiamate apoco apoco afornire il nofiro ragionamento :per - cicche rvolendo rifondere aque fiadomanda $conuerro difioprimi quelle cerimonie, ch'io filuaua in rvltimo .Tutta nita quefio importapoco, pur che diamo, opei luna?, oper l’altrarvia,fine atal[oggetto,, fila adertiti ,chefi come di[opra ,quando mt domandarle di color che piangemmo imorti} noi parlai degli huomim aedafiera Bi-. biaccofi bora unendo agli Eihmci-, lafiero di dirut della grotta comprata da Abram nel campo Efron d’Etheo perfipoltura fa <ùr de fimi-, er c°fi del Pontefice Aaron, chefufipolto nel monte Hor;&di TMoife'neQa ualle della terra di Cftloab-, O* del Signor nofiro in njnfi palerònucuo intagliato nel[affo: mafilo rverro adire de gli Ethnicì: (fi? comincierà da Badiloni fi iqualifipeliuano imorti nel miete . . CO. VES. Questa era la piu dolcefipoltura di quante nefiprete mai raccontare }ma elfi lo doueuano forfè fare per confidarli lungamente, hauendo (come dicono molti )il miele ruirtu di confidar molto tempo .Et per cto mi ricordo batter letto nana beda rfiotta di Democrito :il qual domandato, mche modo uno hauejfi potuto uiuer uita lunga.;rfiofi: Con bagnar fi dentro di miele, &dijuo - ra umerfi folio. nnri^ir CO. CES. Voiparlatefifientemenìeemacotefiaelarfiofia Lucrale :£rbifogna confidorarla anchopiu in la, che la fior%a. C6. VEs. Affitterò dunque, che mi dichiarate quefio interior figmficato,eoe dite; &* certo mifarà molto grato. . . , CO. CES. Stimo ,che quela rfiofiauogha inferire ,eoe ianimo nofiro ha da efier mitigato con quanta maggior fiamiafiapojfibde, filandofimpreallegro, {fi del tutto cacciando dafi ogni acerbità ,&amaritudine, finza intrometterci mai cola, xbe lo effitlcerrfinafirifia ,oimpiaghi :(fif che il corpo con /ejfircitio habbia aeffir M~cm-
FVNE7? ALì .2 confalidato :altramentegli farebbe necejfario immarcir nel!ocìo. 'Ter confiermatìon di questo noi potrei moBraì',che l’olio eposto per l'ejjercitio :ma per grana parliamo de Trogloditi3de qualipocofa promif parlami. CoBoro eranpopoli aEtInopia, &con rvnmodo ridicolo confiruauano, ofepelmano ilor corpi morti:percioche la prima cofa con alcune legacce di pahuro legauano almorto le gambe al collo :e>poi lo poftuano fpra nmluogo eminente :doue agara tutti ridendo gli tiranano de’fijfi,fin che bhaueuan coperto: ein fine/òpra quel mucchio difijfi pianialiano nm corno di capra, &poi fi partiuanofinga mofirare alcunfigno di me- Buia3ne di pfifone •di che ueaetene il di- •- .figno.
TAVOeANTICHI.rj LA SEPOLCRALE DE TROGLODITI. XIII. f&O. VES. fuefìa èbene runa delle befha.li .ft) ridicole <-i>fàn^e3eh io credapoterne intendere: (fp nonJòJealtra've nefarache tauxnzi. CO. CES. Ipopoli della Frigia non dannofpoitura alor fàcerdotì, cgpÉll fiondo che agli altrifanno :ma gli mettono inpiedi in un luogo alto3 fatto dipietre daltezza di dieci braccia. CO.VES. Almeno hauejpro >-u fato dimetter loro <~vn bafone acanto3dapoter dare acanti oacciochefoferoparfitantiguardiani di pecore. CO. CES. Hor notate cjuefìa fìggi* jchufuano il/iacrooìj popoli ci EtInopia . Costoro daprincipio fèccauano il corpo morto 3oa njfb de gli Egittij 3oin altro modo: pp)poi lo copriuano di Bucco3odi gejfi 3&lo dipigneuano alnaturale quanto medio fapeuano .Et perche preffo loro il njetro edi certa materia , 3che agonalmente fi taglia3&fi iauorx} perofatto rvnpilaslro di dietro, tincauauano tutto di JKdentro
74 FVnEXAL1 dentro: &poi èfirraitano dcorpo morto, il qude*vi traluceua in mezg>, facendo bel <-vedereijenzjt chegettajfe alcun reo odore, ofigno di bruttura: maperofimpreparen «jé fimile al morto. QueBopdatiro eprefi da parenti pm tiretti, per ariamo è fitcuto in capi ,offerendogli le pnmitie di tutte le cofi,e ificrifici .Fornito lanno ,lo mettono poi d’intorno alla Città, gr nonfi neprendonopiu altra cura: il chefirme He rodato nelterzo, che con molta dihgentia fu intefi dagli Icthiofagi ,quando ^vtfurono, da lorofu riferito aCambifi. Nefirmeparimente Diodoro nel terzo libro della fùa Bibhotheca. CO. vES. Se cofì andate figurandofio temo che da qui innanzi non ci mancherà mai materia di ridere,tantofin ridicole quetie ufianze. dMa eeghpoffib'de3cheper fi fendopure in rifondere alla mia domanda ;rvoi <~vi fiate fiordato de* Greci in rvniutrfiale?lopure haurei creduto che almeno dopo iRomani hauetie hauu- to aragionarmene. CO. CES. Cofi fieramente Cordine, ffi Cintentìon mia :ma ei me Chauete alterato con le <uojìrepropQfìe .Nondimeno ^ve ne /parlerò di prefinte, fi prima lafiero che diate furiocchiata aquefio intaglio , TU-
%A .77 TICHL TÀVOLA SEPOLCRALE DE MACROBIL ‘ XIIII. •O. VES- Io tho rveduto con dilìgentia,Cj» mipiace .Vero èrimeffi nel uosìro arbitrio ilparlarmi de Greci,in che luogo cioè jflpelffiro imorti, CO. CES. Con breui parole crederò iofedirmidi quesiarifpotta ; nella qualefarete empito, che "volendo dirui illuogopropriamente, oue TrafwrlpcJlis ioparlando rvnmerfiimente di tutù-, noniofi: maprima nvi diro la cerimonia ingenerale,• fgfpoiparlerò d’alcunipopoli della Grecia inparticolare. CO. VES. Amepoca noia da lintenderlo piu in njn modo ,che in <~im altro :pero accommod.ateui da nooifìejfo. CO. CES. IGentiCkuomìnìprejfo ìGreci, come eran mordi non erano abbruciati quàfimaifoli: il che apertamente atestifica Homero. CO. VES. So doue miete nufiire: rvoi rvolete intendere (fi per cventura non erro)delfurieraifatto da zAchille allafpoìtura di ‘Tatroclo. KjCO
gi FV^ERALI parecchia detta morte $lieti andavano afattameliardente rogo: Cfi a’circostanti di cenano,che Befferò firn .Che le donne cveramente nefinttuan dolore ,&f arenari pianto, comeprive del lar Jafjìdio :e’i fimifacevano ipiccolifigliuolmi per <~vederfi abbandonati* %Ma cheghzhri tutti gli benedicevano,&non battevano lor punto muidiaggia che eran riputati migliori di tutti,& che con fretta cammafjèro aluoghi piu betti,piufintuofi, &agoder compagnie piupure gfi piu buone.Jguesìo medefmo telifco nifimi uerf Lucano, quando dijfi filici che fif almeareno afifltffi Lepire ardenti,o* nomi entro hj entrar o „ lnLadcty gentepure Indiana,firme Nerodoto, eh’amarranogli ammalati, ffifigli mangiami eil medefimo ufficio fanno le donne alaltre donne ,anchor ch’ette neghino di e(fin ammalate:&per quefio rifletto dice, che pochi preffo loro douentano <~vecchi.:(fiffipur dementano,fin fimìlmente amatati (fif mangiati, Sesìo r .Pirrhonio racconta di costoro costumi diverfì con quesleparole_alcuni deglIndiani e fiungo no tcorpi rmrtii acccochefiano deaerati dagli auoltoi. Trouanfipreffo ipopoli delIndia qpmfapìmù, che findetti (Brachmani: iquali con rmrabd coBan%afifanno beffi detta mone: ein quefio s’ejfircitano maramghofàmmte per di frettarla. E*notijfu ma i’hiBoriali Calano ,c’battendo rifilato di morirei di propria naolontà landò a cacciar (òpra nanapira: etfattole dare ilfuocoi con(ingoiarpanemia comportò diabbruciar <~viuo. Nicola ÌOamafenofloffio ehìBorico ferine dhauer ^veduto Zarma - yocbega Indiano>eh'effóndo uumto affaifelicementefirn Alhene dafe\medefimo sabbruciò, perdiera 'zaffo abafian^a :nelfipolcro di luifu firmo l’epitaffio dì quefio tenore , QVIIACEZA RM ANO CHE GAIndiano di Bargoa: ilqmlfeguendo ilpaterna costume de gl’Indiami da fi Beffò fifece immortale. Hor di qùefie cerimonie* che rzibo cefi ristrette in(ammano il 'Borro hafatto quefio bello> intaglio *
•ANTICHI. TAVOLA SEPOLCRALE DE GLI INDIANI. XVII. O. VES. Dunqueper quel eh'io comprendo ,-vi fono altre cerimomt ri/era da dir,che opinion dialcuni efiata, che quando ine LiMani rvemuanoV'morte;/abbruciarne col corpo dlefi\quei cavalli >quei fimi , c?* -una delle lite mogli, che glifofero flati piu cari: &che fra le mogia ffffifine y*ite per ciò nafceuagrane contrasto, -volendo ciafuna ejfer quella, chesbuu.ua e.a ardere. Altri dicono, che nonfilamele a’Re; ma ambo *'pnuati le moglifactuan limile homo re: ma io !battona Ufitate in dietro in bella proti: Qg bora pur-ve le ho raccontate. Qq VES /Refiaiti alcun altro ejfimpio da recitare intorno alla mia demanda del modo,eh’adornauano icorpi morti ?' ' . CO. CES. Non mi refiaaltro da dir ch'io miricordi,fuorché depopoli di Caria : Laiquali
Zf FVNEXA-L 1 iquali haueuamper filenne &bonoreuòlcerimonia ilfipéhre ifittati mlfti con lelm'o armi indoffi. MaiD(jfimoni,. come uno era ufiito. di iutafio Uuauano con acqua cal fi'* •..v> .-/•tr~ 1 *-/S'' i da, (&f fungenano conpreciojijfim unguenti: dipoi lo ueshuxm di bianco, &*filetti- no per fittegiornifiàluarlo, drizzandogli uriaitare, dotte tenemnó odori accejifipra ahonor dejjò. -• CO. VESP. Chefine diprefinti, &donifi[oleum fare amorti ?perche ho let- to, &noi ancho battete detto; chefoleuanfipehrfi con efifi molti prefittiti, CO. CES. Gli Albani habitatori delmonte Caucafiò, rnetteuan nelle caffi, oarche dèmoni certafiamma di denari, ocome altri dice grafiafimwi , con tutti gli arne fi fini predofi, non notendo dopo la morteJhauerfiper liHromento della roba aricordar di bit: maltri dicono, che non nella cuffia ,ma in bocca del morto poneuano una piccola m-ne'adi tre denari piccioli ;accioche arriuando alfiume da Caronte aimnperno; fida pner pajfiar la barca ,&pagare il barcaiuolo: che cefi teneuano efii CO. VES. Comincio acreder, che tutta ma nefiniiro dipiu belle, &piu ìidicote ; già che anchofimil pazjje intendo efferefiate ufate . Co. CE S. Ipopoli dellEthiopia, haueua.no unprincipal cofiume ,di raderfii capelli intorno alrogo, &tutti gliponeuano fibprdl morto; colquale abbruciamelo buoi, pecore, cattalli, &cani, {fifiopraui ffiar gettano olio ,&urna .Altri popoli chiamati Sidoni, o(come legge Siobeo) Sindi, tanti pefit damano alla fièpolturaai morto , quanti rumici eglihaueua infita iuta amazjjiti. Mafragli antichi Germani ,menare chefibpra alfuoco accefiò icorpi morti ardevano,fecondo ch’uno era, onobile, oricco, o poffnte;oli amici, eiparenti, eipiufiretti d’amore,odif angue; gettavanofipralfuotafòione. ,... .f fi CO. VES.- Fra queipopoli,chamuanperufànza diportare tmorti afipeare; nauete noi mai offiruato qualificfijero coloro, eh alia J1poliuva portafili oumorto .io haurei molto caro intenderlo. - CO. CES. Preffi ilfimani trono, dberano ifigliuoli quelli, che uefiiti abruno, por iauano [òpra le proprie[palle il morto Padre. Tùttauiafilegge, che M>aolo Emilio,do-^ p9il trionfo SMa.cedomeo,ejfiendo njfiito di n;ita-, fu dagli ambaficiaton de lMacedoni foprale(palle nell’efifequieportato allafipohura. AMetello ‘-ufirono quesiapietà,fittoentrando alla bara tfiùoi figliuoli: de quali tre erano Confilari, due Triarguii ,rvW Cenfino, fi faltro dPretore.Siila dittatore fuportatofiòpra lferetro da Senatori O*, dalle fiacre Vergini. Mia afioltate quefia bella nffoUa ,data da Diogene anon ,che lo domando, fi egli haueuafruitore, ofantefica: cfornendo egli detto di non batterne. alcunofcoluifioggiunfe: Chi dunque tt porterà afedirei Acm Diogene replico:fot ."haurà
T1CHLì 8S AOf hatiVd bìfò'mo di stare in quefìa Cafi. y.>~rr ' CO. VES. Non haueua ilbuonfilofòfi questofxHìdào in mente3di chi douejfepr urlo, 0no :ma temila perfermo,che alcuno, $r-votar la cafia, Cbaurebbe tirato,uova fe ben parmi batter muato, chegùfife data honoreuolfipoìtura .éMa poi cnane, e detto di color ,che portavano iditemi :Quali eran quelli ,che accompagnavano i CO CES. 1Greci affine che imorti nonfoffero deldomito honorfrodati-, fto glor~ maitanti che fifepelifèrofacevano da non trombetta pubicamente bandir leffequi*t «cloche MHcJJoneJfero abonomie. Etfiilmortofife Boto delprimo orarne do notili,# tk’trnM, cefi le donne, comegli huomtm vandauam sfitti di bia , &con le corone, »oh,.donde mteJU: &tutumdiffirentementepiagneuano. Lh,Bor,a de eludimi [bornie imefi, che la piu coro moglie gli accompagnaua ,abbrucia:- doli: tube facenano onebo le mogi, de’Tbroci, &de1Cete :le quali rnente; dalpiu Brettoparente alla fipolturaerano amarrate ,ein quel medefi / fiero conluifipolte. Etpoichéfino aqueBo propofitoìfu diro ambo la cerimoataae ^lli Scitbi,et de Gerrbi, per mostrameneezmdi/ègno,c‘hofra. quegl altri. C°™ t'f fi coBoro neera morto;cauauano 'zmagranditfimafojfa quadra :ipol fio ‘ tl corP°delTip.eauandone [interiora, &tMtoimtoriM intorno lincgauam,^^- lif'mforno Intorno eli recideuano le%raccia, ferendolo anebo nella fronte, f) nelnaà&con lefecce .Gettandolo da un canto allaltro nella manofinfra. Finalmentepur Yornauano onde prima [baueuon leuato ,accompagnandolo tutti coloro, cb e, ano, , SZCom atutte le natiom, alle quahhaueua ,1 Re in mafia commaniat « filZanfatto cedere slo fipeliuano in ultimo prego quelle cheneae pi» 'eBrenteparti habltauano, amando &con efi ponendo »‘hgfi piu bella dellefile concubinefil coppiere,,leuocod afinaio &»» fruitore, &alcuni canali, :<fr oltra di ciò parte che icorpi ardevano 5strangolavano intorno alrogo cinquanta de fioi •• •fruitori .
L^JO. VES. Tuffa (otesìacerimonia. apparife in quejìa tamletta intagii Scithi :fépero fie bene}che <~vi liberiate da piu ragionarnefin tanto;che d’ejjiftamotnpropcfito. Che difègno ecoteBoì La/datelo ueder,fi u-piace. CO. CES, £)ueCÌd di fógno èdellafpoìtura,ch’era data a'fe degli Scithi 3diuer- fa da quella^ chora hauete udita. CO. VES. o'-voi mi Uflateprima uedere ildipgnoi oneroprima recitatemicoteila ht/lona, che me nbattetepofio in defidene d’udirla . CO. CES. ÀV/ darfèpoltura afedegli Scithi,• fi teneua quefi*ordine. Uffpiantati tno in terra alcuni pali grJJtyféfedi :fpra iquali ne conficcammo degli altri in trauerfò: Qyfpra qttift mettemmo una cajfaanella quale era dentro il corpo del Re
ANTICHI. *T Re morto: ma Ucdjja eratantogrande, che nello (patio ctiattanzaux; resi fpeliuano dentro la concubina,il coppiere, il cuoco, pg) altri ministri, come ho detto ,che Slrangolauano,&con ejfi molte robe, &ntafi d’oro :O* di Jopra la coprmxno con -vn manto. Indi aconcorrenza <~vigettauanjopra della terra. Paffato tanno ;facevano quefialtra cerimonia .Strangolano cinquanta paggi del Re, che tutti eran nobili, &cinquanta beUifìmi camiti: &atutti cauauano l’interiora di corpo: &nettatigli ben bene$gli empienano di paglia gli ricuciuano in(teme. \Piantaitanopoi due legni in terra,chef arenano ^un'arco, &poco lontan da quefio non altro arcofi-mle: &co(t adintorno molti altri archi: ma che duefimprefojpro alquanto micini luna ad'altro. Sopra quelli archi mettevano <~vno dì quei cauadi pieni di pagita in quefio modo. Ficcauano <~un grojjò legno in corpo alcauado :per lo lungo glie lo faceuano pajfar dada coda al coda. Sopra ilprimo arcofaceuanopo/are il cauado con le(patte dinanzi: (/fifopra tfcondo con le cofe di dietro: ma le gambe, cof dmanzj, come di die tro penzolavano aba(fo. Le felle de’cauadi erano imbrigliate, pfi le redini erano legate dpah. Di poi/Òpra ciafuno di quelli cauadi metteuano nano diquei cinquxn* ta paggi Strangolati :aquali haueuanfocato aciafuno ^impaloper leparti di i ftto fino al capo: ma lapunta dijòtto del palo era ficcatafpra quellegno, chepajfatta perla corpo del cauado: &aquello modo gli xlafiauanofare ,facendo e fi ~vna magnifica, ma nana moflra di corteggiatori intorno al morto corpo delfie, che nella cafix era fpra quei legni . Hor e-vedetene il difgno, che mi domandane.
ss FV?C ERAL1 TAVOLA SECONDA SEPOLCRALE de gli scithi. XIX. rO. VES. Bora mi accorgo, che lo firangolamente de paggi èBaio lafiia to fuorain quel difignafrmo,per includerlo in quefio :ma io comfren .,• t . _ '.RtYphheeìlamcn ver <~uen §j|j do che <-voi bautte <vn altra figurain mano. Sarebbe clamai per aaen r'^jNluI turadi quelle,che pureappartengono agli S’citm? ^CoTcesT Voi Ch&uete indonnata: eioperpiu non bauer d’ejfi aragionarmi ho proposto éfiedimela bora:percioche trono, che alcuni altri Scithifideuorauano apa- Boi corpi deformarti. Maquelli che ne lorpaefi hannoperpetue nems'vfaxo impiccare ilor padrifra ifacci, pfi le nem, dtronchi degli alberi, conficcandogli in e/Ji: percioche reputano dishonefià, efieleraggineJìpelir gli in terra .ITaungente put * Scithia, detti ancho Tattrici co Re mortifpelifiono gli amicipiu cari deffi: &fipabbatte amorir qualche amico delfici aligera egliper mento di luifi taglia, otutto, o parte £uno orecchio.IdMaJfageti reputauano infelicijfiré» efùenturatijfimi coloro.
AfìCHI. ?9 che per infermità, oper malnafientefoffiro morti nel proprio lem :(ffp pero fi gettauano alle fiere 3&alle bestie ,accioche fijfro decorati. ‘Ter queflo rifletto come alcuno de’loro sauuicinaua alla -vecchiaia ^glifiannauano ,Cr tagliati in mittuzgi :gli mefiolauano con la carne delle pecore 3od'altri animali3Cr ataudio, fi gli mangiauano ,riputando ,che fio fieaffai meglio il deaerar(di e(fi, che la - filarli mangiar da,rvermi. Settmio Tertulliano attribuire questo bestiai cofiume alle genti del'Tonto: &dice che chi non fornifee iJùoi giorni aquesto modo; muore mxladetto. IColchi recitano alcuni3che nonf pelinano ilor corpi ,magl'impiccauano agli alberi. CO. VES. Questofipuò dir chefoffe nm ^vjò di fpelire in aria: dotte per mio aui - ì°> non accorreuafar molta ffefà in[abdicarfipolture. CO. CES. IDerbici 'Topolipur di Scithia ,fiannauano qualunque haueffe paffuto fèttanta anni; (fi poftolo dbanchetti;conuitauano gli amici, eiparenti d’ejfi, che ne mangiaffero. CO. VES. Faceuaf questoferuitio indifferentemente tanto aghhuomìni3quanto alle donne? CO. CES. ZJfauano alquanto piu di ageuolezga alle donne 3che agli (uomi- ni:perciockefelamente le fìrangolauano 3&fenza mangiarle altramente ;le fepe - liuano . CO.VES. Grandeageuole^za era quefta certo. f?Aa quelli che moriuano innanzi a, fttanta anni: eranofmilmente deuorati ? CO. CES* Eranofipoltiin terra: mafappiate che iCaffìf haueuan quafi altrettan- to in odio colorfcb'arriuauano àfittanta anni. CPercioche ghferrauano in luogofret- to, &quiui gli Ufiauano morir difame, offeruando che mudò defife lor da mangiare .Alcuni altri dicono ,che comefingiunti aquell"età;lo mettono in zsn lettuccio in mezo dbefebi: &quiui lo lafiano starfido, standofila-mente ifuoi aofferuare ilfine dellafiua rvita.Etfeper Centura sdbbatteffe a>volargli/òpra alcuno ^uccellacelo di rapina, che co lbecco fi con le ^unghie lo sbrana/fi .(limano che quel <-vecchio sbranato babbix configuito ilfimmogrado della felicita. CAIafi da cani,odallefiere foffero lacerati;gli reputano beati &felici: ma non già alpar di quelli, che da gli eccelli fino flati fimembrati. Etfi, ne da quefh, ne da quelli; gli piangono come fuenturatiffìmi. CO. VES. Jfue fa ^vfinza mipar che fafra tutte, -veramente la piu horrenda, Cria piu befilale:Cr non fio invaginarmi, ondefife dedotto quell’argomento difelicità da gli njcccllacci da rapina. Mafigurate. CO. CES. lBattilani,figltìircanigettauano ilor uecchi dcani:de qualiper que- Xeffetto nodriuano del pubiico gran branco :&r con <-vcce lor propria tran chU- Mmati
F-VE^AL1 matì Capìfèpolcrali. Scrtue San Girclamo3che S(icanore gouernator de' Batteinni per Altjjkndro Magno ;fecegrand’opra per leuar da loro quefio horrìhil co fiurne :e> che quafiper ciò neperde il regno3non uolendo ejfi acconfintirui.SAlarco Tulho dàce che inobili s’alleuauano cani aneloprmalamente 3riputandola ottima Jèpoltura :ma San Girolamo dice olirà quefio 3che ancbu rnczi uimgligettauano agli uccellacci :&cofi come dice Lucretio Vecon le ulne uifiere fiepolte Spjluiuo corpo. 1Tibarenificcano in croce quei uecchicchepiu da lorfinofiati amatidiche Selio Em pericoferine3chefanno ancho iTerfi. Gli Ejfidom hannofama di celebrar hjfiqmea’ lor padri morti3con canti3et con allegrezze poi multatiiparenti abanchettalo’den tifrac-ciano icorpi morti3&mefialatigli con carne dipecore(come diffide’dMajfageti) fi oli mangiano a’cornuti. Dell'offo del capo chefi chiama franto3(fi caluanafanno una tazza da bere, (fi lafiorni fon intorno intorno d’oro: il qualcofiurne uiene da altri attri buito aCelti noi lo leggiamo ejfierefiato ufiato ancho in Italia da’ Longobardi.Hero doto nondimeno di colorofiriue altramentefidicendo. Scorticano,fi mondano ben bene il capo del morto3&(indorano: (fi quefio ufino perfimolacro3&ogni annogli fanno ficrifichórfede maggiori. Gl’ tìiperborei comefin uenutì ueccht3&infastidio aIcr medefimi dipiù umereì mangiato prima3et crapulato (biennemente-,da certa bal- <gafiuanno alanciare in mare:& quefìa maniera diJèpoltura fi reputano per beatiffima.TfeU ifila di (oo nell deIle [ponto dicefi3chefufiat ta quefia legge3che iuecchi diffama anni[offro sfiorati a fornir la uita loro co’l ueleno: &quefio affine che ejfi poltroni non confumaffiro le uettouaghe de ua lent'huomini.Di tutti quefh Scithie fatto un difigno in quefìa tamia , comepotete da effa comprendere.
'r AT1CHI. 9i TAVOLA TERZA SEPOLCRALE DE GLI SCITHI. XX. O. VES. Se altri ejfimpi hauete per moflrarmì in che modo erano imorti accompagnati; io slaro adafeaitarli: altramente,nonne hauen do io ui faro altro auefito. CO. CES. éMirefta adire anchor de Calati : i quali dattano coraletteraaciafun morto: la qualefritta, &Jnggellata gli metteuano al 1 rogo3quafi egli fife per leggerla neITinferno. CO. VES- Et intorno aliapompa, (fi) all'ornamento funebre, che mi dite dipini CO. CES1 .CPoco meramente ho che dirui ,bauendouene copiofamente ragionato. IGreci aquei Capitanigenerali de loro efferati, chefifero morti in guerra;fixceuanopompafòlenne, (fi apparato reale; &dipoi gli amattuano intorno alrogo tutti i fidati,&glialtri eh’erano flatifitti prigioni ,&con t (fipecore <&• buoi: le quali pompefurono pero da Licurgo annullate. Ifiomani ,quando era morto alcuno de* M2nobili
s>8 F¥^*A FI^ TAVOLA SEPOLCRALE DEGLI ERVLI. XXI I. //.'///'/'/"///////' /////// ,V.'/ ////////// '' ;? r. O. VE 5. FUa ebeliti et paragon dell’altre: ma raccontate quella de r Perfì3che dite httuer tolta da Agathio . CO. CES. Agathio Scolastico Smirneo 3che ferine ’dopo r Procopio, grecita nelfecondo libro delle guerre de’Gothì , e> d3altre bistortefitte(bere: chei ‘Perfi per legge ofifieruauano di Inficiare icorpi de morti nudi3&le offa finta carne alla campagna,fifiarfiper li campii non effóndo lecitopreffio loro di cacciar li nefiotto terra, ne meno in arche. CO. VES. Almeno cofior non confiùmauam 'troppi denari in cerimonie, ne infar fintufie ejfiquie .éMa quei corpi damnatio ejfier deuorati dalle bestie Bando cofi ìnfipokì. £O.CEs. Efifi nongli lafiiauanofilar fiòprala nudaterra adaltro fine:percloche> fi come de Cafifiif bautte ardito 3haueuano per huomo tristo, &di federati coflurm
AT1CHI. 99 mi colui, che fólto nonfife fóto elettorato dagli vccetti, odàcani: £r lo reputata 'odeano eteftèr precipitato nel baratro in poter di qualche peruerfa demonio: eipa lenti %fauano di far di ciò gran pianto,firmandofi di non douere hauer mai buana fortuna,^ d’bauerperdutoognifieranzadtbene. CO VES.Per lo contrario dunque doueuano hauerper beato ,felice comi, che prettamentefcjjefiato deuorato. rCO CEsCofi èapunto: &l'anima di lui era hauuta in molta veneratione , Or fìmile quali anmo Dio,& degno AndareaCampi Ehfi. Jggfigiefi ebefiatmno dì balìa conditione &'Vile, mentre che Banano allaguerra;fifife ammalato, (ffp ridotto afieBremo; efififinza hauergli dato da mangiarquelgiorno; lopartanone alla foreBa &poBolo in alcun luogo, gl, lafiiammvnpezpp dipano, dell'acqua, &un baBone alato: acciochefirn eh’etpoteva mangiare, &barntrapunto diforzp, con quel baHonefidifendere dalle beftie, che v:en, feroper deaerarlo: etamemm che moki ne rana dettomi, nonbattendofiato dafoBentarfi: Mafiealcuno di quella infermitàRefi Ce marito,&ridottoti aenfi; non altramente da gli altri era guardato, che nelle Tra aedielombre,&atutti metteuanpatera tutti da effe ficampauano incontinente, comedalmaggiorribaldo di tutti gli altri, ocome dafi,rito infernale, ne lo lafciauano tornare dfiliti conforti], &affici,,fi,prima iMagi non tbauejfere purgato da a^Uamacchia, c’haueua contrattaper Ufietmio» doliamone,"ino hauejfi ot tenuto licenlia di poter viuere .Jéfiefio cofiume edall ,Beffo auttor confermato in queU-iBefifio libro, quando parla deUafiepoltura d, Mermeroe Re de 'Perfi, bacino tahJkmo. diarcoTullio nondimeno firme, chef hanno anche vfinza dincetterei corpi moni, accioche durino lungo tempo :Meparimente fi, attribuito agli ZfTiri. Strabenefirme Umedefimo: ma chefilo icorpi de Magierandatia efflrdeorati da ?li eccelli. MaCurilo dice, chele mogli, eifigliuoli de 1erfi mortupve- T* £bruno, ptofiuano: &Herodoto vaggiugne ,chefaceuantofare ancho P Ube(lie ilche vi dtffi, quando vKparlai di color che piagneuano imortitHor voi do te pepe•jj it,contentato di far dettarare icor- ^fcceUiZirìdfpefiif altri da conigli hannofatti mangiare :altripoigli hanno raccomandati alfuoco, altri allacqua, &altri alla terra. co.VES. Et di tutti quefli modi, vitromtc battere efifempi daprouar quanto ha. "‘“eacES. Cerne vorreBe ,ch’io macquiftaffifide pre/fio voi,finonhanefifi, ogli Cominciate aragionarmi di coloro, che dagli huemni erano deuorati, Ufundopero adietro quelli, chepocofa raccontale. x\ JLCJ»
100 FVEHAL1 CO. CES- Gli Effedoni Popoli dell'ultima Scitbia fanno come deMaJfagetiuìdifi p: eiNerbicigente dì Perfa-, reputanofógno di granpietà,et ufficio d'bonore ilmangiarpi corpi morti deiorpadri,oparenti. Copparimentefaceuano gli Riberni ,ccnuitando tuttigli amici amangiarne in unofilendido cornato: (fi chi piu deuoraua del corpo morto,pmera lodato. Ma di quelli che dalle beftiefaceuano deuorarli, non mifòtnene altro ejfimpio,olirà queic ho detto,che de Parthi: iquali haueuan per honoratifpmaf poliuro, tifarglipubicamente denotar dà cani,&dagli nuccelli:&poi cacciar loffa, diauanzauanfitto terra. Etfappiate che non eragran fatto inconueniente e fremo quefo atto difargli deuorar dà cani, [e vogliamo pero faluar qmfiufo con le ragioni3che alcuniglifaluano. CO. VES. Molto minore inconueniente dunqueera chegli huomwifégli mangiaf fóro-, poichéfinta controuerfia alcuna, thuomo eil piu degno di tuttigli altri animali- Macon quali ragioni vienfàluato copfatto loro vfòì CO. CtS* Pei quefo icani erano eletti infpolturadt'corpi morti3 percioche in mun luogo reputauano, chepiu acconciamentepotè fero eferfpolti icorpi degli huomini,che ne corpi di quelli3che rapprefentano la Fede,et lAmicitta :duefingolari ornamenti deltihuomo. Che il Canefafìmbolo di Fede, comprendetelo dalleparole di Platone nelPedone:douegiuraper il cane, quando reputa, che shabbia aofieruarfede, &portare ubi dientia acoloro,che nelle città hanno il gouerno delle cofè. Fede anchorafimo chelignifichi quella medaglia, cho veduto in mano del S. Cauallìere HoratioZlrbani ,refidente in Vìnetìa per il Seremjfimo S. Cofino de Medici ,gran Duca di Thofiana, ‘Principe dincomparabil prudenza, fi valore, &heroe da efier paragonato a'piu illuprì heroì dell'età antiche, &moderne. CO. VES. Ragioneuolmenteparlando della Fede hauete introdotto ilnome di cotefio illufire Cauallìere :perciocheficomeper tutte baltre uìrtufiatantiagentilhuomo di antica &nobiliffimafamiglia nell'antica {fi famofà città di Pifi, egli edegnamen teafirìtto nel numero, non diro de Cauallieri della TfiUigicn di Santo Stefano, ma in quello de' piu intimi alfio Sereniffimogran Tònica, cefiper la Fede egli edegno dì rfèdere anome di luipreffo ifupremi Potentati, come borafa preffo la Sereniffima fiepu hlìca di Vìnetìa .Ma qualmedaglia hauete voi veduta in mano d’effo ? CO. CES. Sappiate, Signor mio, che volentieri mifermerei adifiorrere ampiamenteper le lodi di quello virtuofi, (fi 1vero Cauallìere, per la fincera bontà ,per l'ufficio fa cortefia, per la modellili, &per le tante altre doti ,pertinenti alle fcientie, (fi 1all'arti liberali, che fino in lui ;fé non temeffi dacquistar biafmo di troppofio partiate, fi affezionato, come veramente mi trono effere.T?ero accennando con quella piccola mention, che di lui hofatta ,il molto che deurei ragionarne -, dico che la medaglia veduta inmano dieffo, èdì Caio Mamilio, ilqualefu per alquanto tempo d'ordine
ANTICHI. rei òordine del Senato Romano, Prefetto /oprati mettere iconfini .In questafi mede un Cane3chefa moflra d’abbaiarli: il che noifgnificare (come effongono idotti) che qualunque afimilcarico epreposto, deue[opra ogni altro riffetto e/fere auifato doffiruarprincipalmente lafede. CO.VES. Hauete nel Canepronaiola fede: ma bora in che modo ci prouereie lA- micitia? che èilfecondofmbolosche vaigli hauete attribuito. CO. CES. Hauendo nffetto allafede d'ejfo, epofìo ambo lepiu mite il Caneper iAmi cittadella qualfi ricercaprincipalmente la fede,come tefìifìcaMarcoTulho,pcf eparer di tutti idotti;etpoi 1animoprontiffimo arenderne il contraeambio,quandofa bifì gno.ét uolendo eliio uh reciti alcuni effempi famore et difede nel Cane;afoliate quato friuono Sliano et Rimarco. ZJn certo Colofonio andaua con unfùofiruo,et uncane ncl- 1Ionia aun mercato,alla città Tbeone:et fermando/il firuitor,c haueua la borfi cofi di,perfidisfare ddebiti naturali alquantofuor dàfiradafafiata la borfi in terrafenzf piu ricordarfènesandb alfùo camino.Ilcane refio aguardia della borfà,et ut dimorofn che ilpatrone eilfruitore,finza hauer copro nullaper macamento ai denarifornaiono in dietro,et lo trouarono con la borfifaina :doueperche nonhaueua mangiato,ne beuuto pmtofome hebbe redimitola borfafer la debolezza uenne amorte, fio fifenue Eliano . £O.VES. firnfiaedi quelle bifiorie,chanofimbid%a difauola:ma che dice Plutarco? CO. CES. Plutarco recita, chauendo Pirro trenato un cane, che tregiorni haueua cullodito ileadauero del fiopatrone}fecefipehre il morto, gommarperfi con mal ta cura quellanimale. Jfipn molto dopo auuenne, che "Pirrofece la raffegna dellegenti: eHando egli aquella moflra eli cane appreffi$sabbatterono apajjàr coloi o,c kaueuano ammazzato ilpatron del cane:il quale vedatigli, fùbitofiuto] uo< acontro, oro :ein tal maniera imperitelo, che Pirro &gli alfa hebbero [offetto di quel, cne fu: onde fatto prenderli, &con alcuni leggieri indici) effaminati; tovfffarono,&fu tono fatti morire. Vengono dopo quelli recitati molti alti iejfimpf difide, Oiami citta: mavoi di quelli per bora farete contento. C.VES. Doueuatepure anebo recitar quello del cane di Santippo nell ifiefjo Plutarco: ilqual Santippopadre di Pertele,haueua un cane,che nonpotendo /apportare il dolore,et lafirmo di uederpatire ilfiopatrone,eh’era montato in nauefinza efio; figetto in ma Jet nuotando raggiunfila naue,et fuportato in S.alamina. Mache direte voi eoe il fané da di Egitti) erapollo ancheper ilVeffillone per quel Beccamorto,chaueua cufodiade3corpifipolti? TPercioche tifando effi diferrare icorpi morti de Re mquelle forme di leano(altrifriuono di uetro) dipinte,et ornate,chepocofa ut raccontatale "poneuano alla cufiodta d'effe iBeccamorti,oLìbitmarij, che le corfiruaffero. Et que fio credo io, che uoghafigmficar quel cane,che fi uede anchor hoggi m-Roma mcafi de Maf fei (come mhafrittoil dotto3etcortefiS. Bafilio Paramano, medico delS. Caidma-, J----——-'di Como,
li* F' rVC B^AL1 di Como,con la cuiprudentia hor lafeconda moltafigouerna lo flato delle cofe di Sanità Cbiefà)& èpoflo con belhffimo artificio in <-vn cippo(per ufàr quella ^voce latina) agiacere:ma con la teda altaguarda rvn'mfcrittionejifegnata in quello modo. C. IVLIO VRBANO ET IVLIAE OPTATAE CONTVBERNALT, ET C. IVLIO VRBANO PECVLIARI FILIO TOST. (qui ela figura del cane) SVIS . CO. VES. Hor tornate adir di coloro,che faceuano deuorare icorpi de lor morti dalle belile,fe altripopoli ndha,che dofacefiero ,oliraquanto dicelìe de’Tardi. fCO. CES. IBrdemani3gtlberi, eiTaffidi gli effoneuano agli Auoltoì :aquali fi - milmente erandati icorpi de Tarebei, gente de’ (falchi :ma cofioro non effoneuano altri, che icorpi di queifidati <~ualorofi ,che foffro morti in guerra. Percioche chi per malattia, oper altro accidente[offe <-ufiito di <-vita; era abbruciato ,come poltrone, °enerato dagli altri. CO. VES. (fucsia ela ragion dunque ,che Ottamano nelfatto d’armene campi Pilippici, riffafe anano, che lofùpphcaua delia fèpoltura :Ella ehomaì in poter de gli njccelli. CO. CES. Stuellai ancho la cagione, che quelli Auoltoì erano da gli antichi Egit tì) pofh,(fffiguratiper ilmortorio, ofiuneral, che ^vogliamo chiamarlo: ilche miricor dohauerfintilo dire al Porcacchi, eh’etfioflenne <vn giorno trattando della natura di quello ruccello, infiemecdlS. Colonnello AleJJandro Spoluermi Cauallier di molto ua lore, d’altaprudentia, (fi difingolar cortefia al bello, Crdehtiofe luogo dellAlbarsila, eh’effioS. Colonnello ha mVeronefè: doue ejfindo ilPorcaccht andato con M.Valenano Cremi a"vifitareper cagion dhonore, quel nobile, honorato Signore; ctifcorrendo de gli '-uccelli di rapmì, ein particolare della qualità degli Sparmeri ,Cr de gli Afiori, de quali il S, Colonnello ha copia,per il diletto della caccia; paffiarono ancho aragionar de gli Auoltoì ,fiecondo che ageuolmentefipaffa d’un ragionamento in rvn altro .fiumi hauendo egli moBrato ,che l’Auoltoio denotati tempo dun anno, Criicento anni, che idodici apparfi aRomolo, quando dousua dareil nome alla città di fioma;figurarono che lImperio Tornano haueua adurar mille et dugento.annì(& trouafiin Paolo Diacono,ein Orofio, che fino aGenferico ,quando rumo Roma, erano fiorfimCC Vili.)trattofinalmente, che 1Auoltoiofiguraua ilfuneral de morti :per ciò era dedicato aMarte ,come queiuccello ,che abhorrifica ogni commercio eduli; maponga ognifio Buio intorno alle naccifioni ,&alle morti ,del le quali nuiue, Cr fi nodnfie: ilche diede cagion (come ho detto) adiuerfipopoli di
'tA r1cHI- 103 evalerjt degli AuoltoiperJepoltura de lor corpi morti }comeferme Siho Italico nel libro xtij. de gli Iberi. Tellure3<-vt perhibent3is mos xntìquus lotr* 3 Examina obfcents confùmit corporei ZJultur. CO.VES. guatiera» coloro, chefir costume detta patria gli darnno amangia-, CO. CES. Brami Lotofagi, gl'Icthio/agi: tqualifinta pr.enderfipenfkro di (cpoiuir.il gli gettauano in mare,dicendo che poco importaita, aqpjofiero iJ- /olti mterraioin acqua ,onelfuoco :ei'Peoni gli precipitavano nelfiume ,acuoche da oli acquatiti foffero dottorati. //.. CO. VE1glande s'abbruciavano ìcorpi-, ache fine Waggiugneuam colo, ,che prendeuan fimde affiamo, tanti odori, quanti evi gettauano ì rco.CES. ‘Ver vietar, che la pu^a della carne ardente non ofndejfe icirco Pianti: imperò evi metteuano ambo molto cipre/o ,circondandone aogn-mtotm .a pira: il The facevanoiGreci ,Virgilioferine che.fufatto alcorpo d, £ m°C0VES. Intendete moi per eventura di quel <3Vriandrò c'hebbe daTrafibolo rugonedjd che due é^^Aragona.guefio Fa,andrò fufigliuolo di
104 FVClfi EtA LI di freddo .'Terciocie non. le giomuan punto le meBi3con le quali era lìcitafèpoltai come quelle che non erano abbruciate. £t accioche egli di do le hauejje aPrestar fede; tefiimomo farebbe Baio quefio3che Perlandra hausua infornato il pane in mnforno freddo, fine fiacof. renunciaiaaT?eriandròiper queBofu creduta ;perciocie egli hdueua battuto chefar con <SMeh[fa3quando ella era morta: fiche colei lanetta '-voluto inferire in quelfio orneolo^quando[òtto nvelame delfornofreddo haueua effreffo quel fatto o feria .Onde Periandroper il trombettafecefar[àbito mnbando 3che tutte le donne di Corintio s’adunaffero neltempio dì Giunone: doue elle andarono benijfmo in ordine3come anonafefla. CMo eglifanoni entrar dentro ìfuoifgherrì -, tutte fènzp, alcun rifguardo le fece[fogliare3co(ìle nobili 3come lefrue :&fece portar quelle ueBiallafoffadi éMehj] aquitti con molte preci abbruciare ilcorpo di lei. Ciòfattoi mandò imede fi'mifi.ioi mejfi aquel![beffi luogo :&affiora Iidolo di AMehjfa gli riuelò in che luogo ildepofito delforestierofofjefiatopoBo. CO.YI.S- Apunto ella mipare mna di quelle hiBoriefihannoforma di menzogna: ma donando moìdir delle [epohure in acquai tredo che baBino gli effimpi dì color3che dauano ìmorti a mangiare dpefii . CO. CES. zAggiugnerete anelo aqueBì quella gente dì Scithia3chegli[èpelìua ne giacci3&nelle neui: ma Thalete hauendo opinioni offogni cofa fofje compoBa deacquai molle che icorpifoffiro poBifitto terra, accioche macquafi rìfiluejfero: &quefia opinionefu rinouata dagli Antonini Imperatori: iquali annullata bufando, d'abbruciare i corpii tornarcn di nuouo afargli /epehre in terra. Cofi Ciro prefio Xenofonte 3non in oro3ne inargentai ma in terramolle ejfer ripoBo. Magli Arabi3eiSabei nafiondeuano in terra fra lo Berco e’I letame icorpi de fie, &de Qapuani :eiTanebij tagliauano LteBaal Le morto3eindorandola bene le confacrauano mn tempio: eil corpo cacciauan fitto terra. CO. VES. Hauete mai offiruato il cofiims de Germani intorno al[èpelite 3fgfi de popoli della Gallio. ì CO. CES* De1Germani oTedefilifirìue Cornelio Tacito3ch’effinelfiepeiir non ha ueuano alcun ambinone :&chefilo offiruauano dabbruciare icorpi de gli huomtni illustri con alcunefirn di legne eletti[fime3appartate dallaltre :ma nel reBo non mantenenano odori,ne mefii [opra la pira3ocofa alcuna altra3fuor che larmi3elca- uallo. La fipoltura era[atta con rvn ceffiugho di terra3hauendo eglino in diffregio le ta -teffefi3chefifiaceuano con monito, nelleffiquie3pfi nefipoIeri. Cofiumauano di la o. entarfi&dòpiagnerpoco: ma ben confiruauono il dolore3el corrotto lungamente. Alle donneperò era lecito piagnere. IGalli3oFrancefifirme Cefàre nelfiBo de firn Qommentari3che fiaceuano ilor funerali alcontrario de’ Germani3cioè magnfici3&fintuofì: &mfòuano di gettar nelfuoco 3deue s'abbruciatiail mcrto3tutte
ANTICHI. *oi quelle cof, che in -vita filmavano, che/òpra baltre filif afferò piaciute, fino agli animaiti &poco avanti altempo di Ctfare ;ruifacevano entrare ancbo ifruì, eieagnetti, cheffpeua effer da lui flati amati: iquali hauvte prima le debite effequie; abbruciavano con lui .Maèdegno di maraviglia quel,che di loro fritte Pomponio Mela nel terzo libro. 'Dice egli parlando de’Druidi,ficerdotidi Francia ,eh*eff tengono, che tanimefiano immortali, &che neIFaltro mondo ci ìfrbata non altra rvita .Derò quandoftterrano, &ardono icorpi$tengono che quel medefmo modo di negociare, &di rifeoter credili, che s'ufi fra ininni di qua-,fofferui ancho di la: fi trovavano alcuni, cheper miuere nell’inferno wcompagnia de’loro ;^volentierifi mettevano nelfuoco con eff, &fi lafiauano ardere. CO. VES- Homai non credopiugranfatto,che noi refi altropopolo da nominare, per recitar nuovi modi difpelire. Tuttauiafalcun de Barbari,et antichi ut ricordate; viprego afedirvene :perciocie de fiero intendernepoialcuni altri,che noi domanderò. CO. CEs* Secondo che mi torneranno in mente:io cofnoe gli racconterò. Nell’fòle Baiearici, chefno Maiorica, Minorica ,come nono hatieua pagato ifùoì debiti alla natura-, con alcuni legnigli tagliavano il corpo in pe^etti minuti :&popolo in non noa/o;lo coprivanofito non gran mucchio dififfi. 1Traci ,de’quali non noidiff tutto, &maffmamentefra loro quei popoli, chefi chiamano Crefoni,fpeli fono coimanto quella moglie, eh’etpiù amava, ammazzandola. Maipiu nobilifri ue Herodoto ,che come eran morti;metteuan fuoraper tregiorni il cadauero, &amaz^ zando ogni di ammaliperficrifìcio; facevano conviti:poi attendevano afare ilpian- to: einnoltimo abbruciatoli corpo; lo cacciavanofotta terra,facendoglifpranjnpaggetto rilevato: ($f fìpi'a efa proponevano duelli di combattenti. Solino acapitoli xiiij. racconta de’ Trad altre cof, &Pomponio Mela moltepiu nel librofcondo al fcondo capitolo delfto delMondo. 1Giudei, fecondo Cornelio T’acito, hanno in ufi chjepelire, &non diabbruciare icorpi morti, aufinga dell’Egitto: tlche cmanfefio amboper li libri fiacri: &quefio medefimo co fumé vediamo hoggi e fer da loro parimente offanata, tuttochéfi'ano di ferfi, (fijfinza habitationferma. Sifa nondimeno ,&l’E- uangdio finùjfimoce l'wfgna,che gli profumano con drogherie ,gli ungono con dìuerfiunguenti, &gl'involgono in candidi knzuoh .Scrive Giufppe,eh'eff alcune volte vfuano difargrandifefnel fpelire iloro morti:(ff dico tante,che ipiu cimpoverivano. San Girolamo ci aggiugne quesio,cb'effpiangono il morto, falzf fi rivoltolano per la cenere, uefliti di ficco ,che fcondo lafuperHition de’ Farifi mangiano prima un cibo di lenti ,&nel pianto fi tagliano le braccia ,&fi fanno calvi :il che dal terzo capitolo di Gierernia ancho fi comprende .Si fpehua - no ne campi, &ferravano con --una pietra la bocca dellafpoltura. Hora nondimeno vediamo, chepofiiftto terra ;fi contentano filo d’un pilafiro,od'altra minar 0cofi.
!0i FV2VL, E^AL1 cofì> che vi fa posia[òpra :fé) taluno v’hapiu atto sche fi fa far qualche arca di rr.arrno. maquefiofia tuttigli altri ojferuarono iGiudei,che non Ufciaron mai alcun cadauerafne aneto di ninna, odi moriipergiu fatta, alquale non Befferò fipaltura. qpefami, poichéfumo tanto innanzi,da ragionar delmodo tenuto da Turchi. ^CO. VES. Voi meìhauete tolta del tratto,quando apunto mera menata la parola nellafi'amiti delle latra per richiedetene. Co. CEs. Soglionoiprincipali deTurchifabdicar fle lev fpollare in litogm aoue nonfafiata’mai verdura, in grotte, ein luoghi tali. Bene emero, che il volgo ha ancia icimiteri, otte fifiotterà^ficcano in terra due pilafrigno alla tefta, &uno dmedi del morto. Maigrandi, quando vanno afepoltura,fono,fecondo ilgrado loro accompagnati da'lorfacerdoti, che cantano quefie parole: DIO eDio ,&vero Dio, fef Magmannuncio di Dio. Portano il morto co lcapo innanzi, come ancho iGiudei, gr non co’piedi, come noi .Dietro gli vanno iparenti ,&gliamici, & dopo auèdli caualli che ringhiano, con alcuni hami al nafo :gf con queflifono grafitateper terra in fogne, &bandiere, con lance rotte, Gn cofetali :<sr talvolta caualli con lefelle al contrario. Maifie Turchefchi fìfabricano tempìj, effedall ,dquali lafdano oroffi entrateperfifiegm de poueri. Sogliono ancho per lopiufare, che intorno alle lor fipolturefanopiantatiplatani, altri alberi verraggianti, via e, g/ ogni f Qrtefherbe odorifere, di fiori. Vi mettono ancho ìloro epitaffi intagliati in marmo Alcune delle lorfipolture 1 fin al coperto,&alcune al dificoperto .Quelle definn ap4i, quafiogni di fon ricoperte con nuoui palijf :^maggiungono ambo di quei loro Turbanti, pieni divari fiori. Fornificono iTure® in tre gkrmperlofmdiorptan io: alcuni in otto, chiamando apago con loro ipa? enti fpgì amici, dotte fi raf° na di cofe conuenienti alluogo, &al tempo: ma le Donne, ciò eie magri ,le maga, gf le fonile, &altre tali non cejfano cefi toBo dalpiagnere: mafieffo vanno alla (epaltura, afare il corrotto, e'I piagnifiero. _.f- CO VES. Poiché di tante altre nationi haueteragionato; mi parre ^,Cjefa JJ motorio ami medefimi,fi anchora delle cerimonie ChnBiane non àceffimo alcuna cofa Pero in tante altrefatiche;non vifia grane anchor que fia . JCO. CES. *A»zj volendolo figmtar bordine, non pur non detto aggettarmi ai mediafatica, ma fon neceffitato aparlamene, accioche hauendo di tantialtri popoli raffinato ,non paia che iChnftiamfoli fiano diati anticamente priui di quefiafòlenne cerimonia, oche ne filano priui al prefinte :tanto piu effendoct queBo intaglio che vedete. TA-
iA !K^ TlCHI. -nr TAVOLA SEPOLCRALE DE3CHRISTIAN I. XXIII. «O. VEs. Cofiumauafì nellaprimìtiua Chiefà dì ftpelìr nel modo 3chefi ™cofuma hoggi rvniuerjctlmente da fedeli Catholiciì CO. CES. Del coflume della. Chiefàprimitiuafin ioper ragionami già, che il modo tenuto hoggi in <~vuiuerjale3ènoto :benché quello èdedotto da, quello. CMa quivipotrei recitare infimilpropofitoampieno 3ffj lungo difeorfo intorno ado fatto in Vwetia 3non fino anchor quattro mefi, ' 3dietro la Chiefà di San Vitale in ca/à del S. Leone Gidella Penamelo gentilhuomo di TSreftta :ma con effettogentiluomo difangue 3dianimo,3&dì dottrina :doue lungamente nefu ragionato . CO.VES. Se mal non mi ricordo3cotefio gentilhuomo efiercita in Vmetiala pròfijfion della medicina: &per trouarfanchor difrefia eta3&giouane; s’ba tanto di riputazione auanzato con la fuafcientia3&con lefingoìan ejferientie3quantofifofi ,02fi di