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Valeria Manari: l’architetto dei sogni

Trovato, Roberto

Abstract

Percorso critico sull’attivita’ di costumista e scenografa di Valeria Manari (1960-2008) dal debutto nel 1980 con il centro universitario teatrale a quello dell’impegno con il Teatro Stabile di Genova, dall’inizio nel 1985 al 1999, e della collaborazione con altri teatri in quegli anni

Full text

VALERIA MANARI: L’ARCHITETTO DEI SOGNI VALERIA MANARI: ARCHITECT OF DREAMS Robe o T o a o Uni e si à di Geno a RIASSUNTO Pe co so c i ico sull’a i i a’ di cos umis a e scenog a a di Vale ia Mana i (1960-2008) dal debu o nel 1980 con il cen o uni e si a io ea ale a quello dell’impegno con il Tea o S abile di Geno a, dall’inizio nel 1985 al 1999, e della collabo azione con al i ea i in quegli anni. Pa ole chia e: In en i a, mo imen o, conoscenza, du ili à. ABSTRACT C i ical e iew on he ac i i y o Vale ia Mana i ( 1960- 2008) as se and cos ume designe om he debu in 1980 wi h he Uni e si y Thea e Company (CUT) un il he commi men wi h he “Tea o S abile di Geno a” (Repe o y Thea e o Genoa) om ea ly 1985 ill 1999, and he coope a ion wi h o he hea es in hose yea s. Key wo ds: In en ion, mo emen , knowledge, lexibili y. In ques o con ibu o delineo un p o ilo c i ico dell’a i i à di cos umis a e scenog a a della geno ese Vale ia Mana i1 (24 ma zo 1960 -17 no emb e 2008).dal debu o nel 1980 con il Cen o Uni e si a io Tea ale (Cu )2 ad una pa e consis en e della quasi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 1 Dopo l’usci a, all’indomani della p ema u a scompa sa, di se e a icoli su quo idiani ligu i (E’ mo a la scenog a a Mana i di Giuliana Manganelli; Tea o, addio a Vale ia Mana i di S e ano Bigazzi e quella edazionale in i ola a E’ mo a Vale ia Mana i, ispe i amen e su “Il secolo XIX”, “La Repubblica” e il “Co ie e Me can ile”, 18 no emb e 2008, cui anno aggiun i il gio no successi o, semp e sul “Me can ile”, a i ma di Eliana Qua ini, L’addio a Vale ia Mana i, lo S abile pe de l’a is a delle scene e sul “Secolo XIX” Le me a iglie in scena di Sil ana Zano ello, il 21 e il 23 escono un ico do della sop a ico da a Qua ini anco a sul “Co ie e me can ile” e un lucido a icolo di Ma ghe i a Rubino, Vale ia Mana i. L’immaginazione in scena, su “La Repubblica”). Va poi segnala a l’inaugu azione nel oye del Tea o della Co e il 9 ebb aio 2010 della mos a, a cu a di Guido Fio a o, o ganizza a in collabo azione con l’Accademia Ligus ica di Belle A i, con l’esposizione di una scel a di bozze i e disegni della Mana i a il 1981 e il 2008. In quell’occasione è s ampa o un opuscolo di 8 pagine con b e i es imonianze di Ca lo Repe i, allo a Di e o e del Tea o S abile di Geno a, Emilia Ma asco, Di e ice dell’Accademia Ligus ica e Guido Fio a o. 2. F ancesco Della Co e e Wal e Binni, i ola i delle ca ed e di Le e a u a la ina e Le e a u a i aliana all’Uni e si à di Geno a, sono s a i anima o i, dal ’52 agli anni ’60, del Cen o Tea ale Uni e si a io del capoluogo ligu e. Su ques a o igina ia eal à da cui nasce à alcuni anni dopo il Cu si edano C. Viazzi, Tea o Uni e si a io. Il Cen o pe il Tea o dell’Uni e si à di Geno a, su “Rido o”, 1957, pp. 59-61 e M. Pa e nos o, Dalla “S aling ado del ea o” agli anni O an a. Il ea o a Geno a nel dopogue a , in M. Bo a o-M. Pa e nos o, S o ia del ea o a Geno a, Geno a, Cassa di Rispa mio di Geno a e Impe ia, 1982, ol. II, pp. 11-15. Il Cen o è s a o di e o dal ’52 al ma zo ’55 da Mau o Mancio i, dal ’55 al ’58 da Cesa e Viazzi, dal ’59-60 da Aldo Cane a o e Aldo Rossi, dal ’61- 62 da Sal a o e Di Meglio e Pie Paolo Pulia i o, dal ’63 dal solo Pulia i o, dal ’75-78 da Pa izia Monaco e da Ma co Salo i. Nel gennaio ’81 Robe o Tomaello (na o a Geno a nel 1957), a o e di p osa o ma osi all’Accademia dei Filod amma ici di Milano e pe eziona osi alla bo ega ea ale di Fi enze, insegnan e di educazione al ea o e o ganizza o e ea ale, icos uisce nel 1981 il Cu -Tea o dell’A eneo di Geno a, p omo endo una se ie di inizia i e ese a alo izza e la p esenza gio anile in campo ea ale e nel con empo a di ulga e p esso le nuo e gene azioni Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 2 en icinquennale ope osi à al Tea o S abile di Geno a, inizia a nell’85 e conclusasi a soli qua an o o anni pe un male incu abile nel 2008. Con ques o ea o è s a a pe en i e anni scenog a a e/ o cos umis a, collabo ando a spe acoli della s agione u iciale, a saggi annuali della scuola di eci azione3 e alle p opos e delle es e di Na ale della s essa Scuola dello S abile, con un impegno p o essionale e a is ico c escen e. Collabo e à assieme al ma i o anche a mol e app esen azioni, come scenog a a e/o cos umis a anche pe eal à e compagnie es e ne allo S abile geno ese. In un successi o saggio in ece mi so e me ò sugli spe acoli conclusi i del suo pe co so a is ico che l’hanno is a p e alen emen e collabo a e con il Tea o geno ese ad alles imen i semp e più impegna i i e ma u i. Dal 2000 al 2008 ques a o iginale a is a, la cui ope osi à è s a a ca a e izza a cos an emen e dall’ingegnosi à e dal igo e delle soluzioni, ha o e o il meglio di sé disegnando e ealizzando scenog a ie e cos umi p essoché unanimemen e app ezza i dalla c i ica pe l’al a quali à a is ica dei isul a i e la piena sin onia con il la o o del egis a, dei ecnici delle luci, degli au o i delle pa i u e musicali, nonché delle esigenze degli a o i. Dopo a e consegui o nel 1979 la ma u i à classica al Liceo D’O ia di Geno a, compie una p ima lunga e p o icua o mazione p o essionale sul campo dapp ima con Lele Luzza i4, che la po e à a la o a e alla Tosse, ea o di cui ha semp e conse a o un !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! aspe i educa i i e endenze o iginali della cul u a dello spe acolo, sos enendo la ealizzazione di es i poco conosciu i, a o endo l’a i i à di s udio, in o mazione e o mazione p o essionale, nonché o ganizzando con egni e assegne. Il Cu , collega o all’Uni e si à di Geno a, ope a pe s a u o, in acco do con di igenze scolas iche, en i locali, ope a o i u is ici e eligiosi, pe di onde e in Ligu ia il ea o di p osa nei suoi aspe i pedagogici, cul u ali e sociali. Nell’85-86 il Cu inizia a p opo e i isul a i dei labo a o i uni e si a i enu i nelle scuole supe io i, emb ione di ciò che sa à l’insegnamen o del linguaggio ea ale nei licei. Su ques a eal à, che nel 1994 di en a “Tea o A eneo”, si eda R T o a o, Compagnie e g uppi ea ali geno esi, in La scena e la pla ea. Pubblico e o e a nello spe acolo di p osa a Geno a e in Ligu ia (A i del con egno enu o a Geno a il 16 dicemb e 1994, Geno a, Is i u o G amsci e Regione Ligu ia, 1995, 54-56. 3 . A p oposi o della scuola ichiamo i pun i salien i del pa ag a o (pp. 88-90 di un mio con ibu o ecen e: I o Chiesa e le a i i à cul u ali del Tea o S abile, nel nume o monog a ico dedica o Chiesa, usci o su “La i ie a ligu e” nel nume o di se emb e 2014 e ap ile 2015). Un déplian del 23 giugno 1964, ci in o ma che lo S abile, in collabo azione con il Cen o Tea ale della ci à, nel dicemb e dell’anno p ima a e a onda o nei locali del Cen o Tea ale, so os an i al negozio di “Mondado i pe oi”, in ia Ca ducci 5, una Scuola d’A e D amma ica, che dispone a di un ea ino di un cen inaio di pos i do e si s olge ano ese ci azioni di allie i e a ie mani es azioni cul u ali. Alla conclusione del co so, allo a di e o da Ca anei, enne alles i o un saggio pubblico, cos i ui o da una sequenza di scene e poesie. La scuola, a cui si a ianche à p es o la ges ione di un labo a o io di scenog a ia, ebbe sede dapp ima all’Audi o ium della Fie a del Ma e do e u ono alles i i mol i spe acoli pe agazzi di elemen a i e medie, nel ’66 nel ea ino di Piazza Ma sala, alla ine degli anni ’70 in un appa amen o di Palazzo Cybo in Via del Campo, e dal ’92 nel complesso di Co e Lamb uschini. In una elazione da a a 18 se emb e ’73 Chiesa sc i e: “ La scuola di ea o […], è una s u u a di cui una g ande ci à come Geno a non può p i a si, pena ede con inua e ed acc esce si l’esodo di an i gio ani nel pieno io e della lo o o mazione. D’al onde, lo S abile uole e de e a inge e di p e e enza a o ze locali, in modo da inc emen a e anco a i pos i la o o che o e a elemen i geno esi; e pe a ques o ha bisogno di po e seleziona e e o ma e ques i elemen i”. Nell’81 Chiesa a i o na e a Geno a la Messe i, che in p ecedenza a e a collabo a o con lo S abile. G azie al suo la o o igo oso, appassiona o e gene oso la Scuola di en a nel gi o di poco empo s abile so o l'egida della Regione e della P o incia di Geno a, o ien a a alla o mazione p o essionale di quan i in endono la o a e nel ea o. 4 . Luzza i (1921-2007) è s a o uno dei a i scenog a i e cos umis i che possano de ini si a pieno i olo co-au o i dello spe acolo al quale ha collabo a o collabo ano. Il debu o a iene a Losanna nel 1944 con Alessand o Fe sen in Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 3 ico do mol o o e, e successi amen e come assis en e di scenog a i di assolu o ilie o, quali l’i aliano Gianni Polido i5, l’inglese Hayden G i in6, il ancese Guy- Claude F ançois7 e il cos umis a Jan Skalicky8, ques i ul imi impegna i in alcuni spe acoli dello S abile, La Mana i eso disce a ea o all’e à di soli en uno anni nel 1981 in due messe in scena pe il Cu di Geno a. In quell’anno nasce l’amo e pe il egis a Ma co Sciaccaluga9, con cui condi ide ino alla mo e un p o ondo sodalizio a e i o, umano ed a is ico10. Pe lunghi anni a ianca all’a i i à ea ale l’impegno di docen e di Elemen idi scenog a ia e di S o ia del cos ume p esso due is i u i geno esi, il Poli ecnico Geo ge By on, do e la olle nel 1982 Polido i e il Duchessa di Gallie a. Successi amen e insegne à Scenog a ia ea ale e S o ia e ecnica del cos ume all’Accademia Ligus ica di Belle A i del capoluogo Ligu e, chiama a da Emilia Ma asco e Raimondo Si o i. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Salomone e la egina di Saba, nel ’48 la o a al Tea o “Eleono a Duse” con E o e Gaipa e Giannino Galloni, nel ’49 è al Pos eleg a onico con En ico Ribulsi e ai Pa chi di Ne i con Fe sen.Pu la o ando mol o, a pa i e dagli anni Sessan a, in I alia e all’es e o, Luzza i non in e ompe à mai il appo o con Geno a. Uno s udioso, En ico Baia do (Il i o no di Giano, Cul u a e poli ica nella Geno a di Fineno ecen o, Geno a, E ga, 2002, p. 305), ha indi idua o e momen i signi ica i i nella sua ca ie a che lo ha is o collabo a e come scenog a o e cos umis a ad ol e qua ocen ocinquan a spe acoli. Il p imo momen o inizia con Lea Lebowi z di Fe sen, il secondo è segna o da Il lau o magico”, ’63, che loin oduce nel mondo dell’ope a, il e zo è cos i ui o da La donna se pen e di Gozzi (’79). Nel ’68 a e a inizia o a la o a e con Tonino Con e. Su di lui si edano e olumi: S. Ca andini e M. Fazio, Il sipa io magico di Emanuele Luzza i, Roma, O icina edizioni, 1980 e Emanuele Luzza i scenog a o, Geno a, To mena, 1996 e E. Luzza i, Dipinge e il ea o. In e is a di Ri a Ci io su sessan ’anni di scene, cos umi, incon i, Ba i, La e za, 2000. 5 . Scenog a o, cos umis a ea ale e cinema og a ico (1923-1992), collabo a con Luzza i nel 1950 all’alles imen o pe il Piccolo di Geno a di C is ina, di Schni zle , di e o da Gaipa. Realizze à al i spe acoli pe lo S abile di Geno a: nel ’56 Liolà, a ianco di Fe sen, cui segui à l’anno successi o Rico da con abbia e I demoni, ispe i amen e pe la egia di Gianca lo Sb agia e Luigi Squa zina. T a il 1970 e l’86 insegna Elemen i di scenog a ia al Dams di Bologna. Nei p imi anni ’80 Polido i si as e ì a Geno a, do e collabo e à col egis a Ma co Sciaccaluga pe lo S abile, di igendo dall ’80 all’82 l’alles imen o di e spe acoli: Lupi e peco e di Os o skij (no emb e’80), E lei pe conquis a si so ome e di Goldsmi h (no emb e ’81) e I due gemelli i ali di Fa quha (ap ile ’82). Nell’84 onda a Geno a p esso l’Is i u o By on la scuola di Comunicazione Visi a, in collabo azione con Luzza i e Raimondo Si o i. Ha dona o al Museo Biblio eca dell’A o e di Geno a il ma e iale di la o o a chi ia o du an e la sua lunga ca ie a. Su di lui si eda AA. VV., Gianni Polido i scenog a o e pi o e, To ino, Lindau, 2000. 6 . Lo scenog a o inglese (mo o a 70 anni nel 2013), onda o e con Lau ence Oli ie del Na ional Thea e , egis a di pun a della Royal Shakespea e Company e di e o e della Royal Cou Thea e , la o a pe lo S abile in edici spe acoli: Pe icle, p incipe di Ti o di Shakespea e (ap ile ’82), La b occa o a di on Kleis (no emb e ’82), Il pad e di S indbe g (o ob e ’83), Rosme sholm di Ibsen (ap ile ’84), L’ones o Jago di Augias (o ob e ’84), L’Alcade di Zalamea di Calde on de la Ba ca (ma zo ’85) La pu a ono a a e La buona moglie di Goldoni (ma zo e ap ile ’87), Robe o Zucco di Kol ès (maggio ’92), I ano di Cecho (maggio ’96, Un mese in campagna di Tu gene (no emb e ’96), Le alse con idenze di Ma i aux (ma zo ’98, e Il en aglio di Lady Winde me e di Wilde (o ob e ’98). 7 . Lo scenog a o ancese, mo o a 73 anni nel 2014, di e o e pe anni del Théâ e du Soleil, collabo a pe la egia di K ejca all’alles imen o de Le e so elle di Cecho ( ebb aio ’84), Te a sconosciu a di Schni zle (gennaio’85 e La con essina Julie di S indbe g (ma zo ’86). 8 .Il cos umis a slo acco la o a allo S abile, assieme allo scenog a o ancese, solamen e ne Le e so elle di Cecho e in Te a sconosciu a. 9 . Su Sciaccaluga (classe 1953), il cui debu o a iene nel 1975, si eda Mau izio Giammusso, Il ea o di Geno a. Una biog a ia, Milano, Leona do A e, 2001, pp. 219-233. 10 . Dalla lo o unione sono na i e igli: il 4 gennaio 1987 Ca lo, oggi a o e e egis a; il 29 gennaio 1990 Gio anni, do o e di ice ca iennale a Scienze poli iche p esso l’A eneo geno ese, e il 28 ap ile 2000 Ca e ina, s uden essa liceale. L’adesione alla Chiesa Valdese, che de i a dalla amiglia ma e na del ma i o, ha da o a lei, pu non c eden e, un amo e pe l’uomo che p escinde a dalle adici eligiose. Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 4 Il p imo spe acolo che ede la Mana i nella duplice es e di scenog a a e cos umis a è la agedia di Eschilo Supplici, nella inno a i a ma edele aduzione di Ful io Ba be is, uno dei miglio i allie i dell’au o e ole g ecis a dell’Uni e si à di Geno a, Umbe o Albini. L’ope a enne alles i a agli inizi di maggio 1981 nello spazio di ciò che es a a del Tea o del Falcone a Palazzo Reale di ia Balbi da Robe o Tomaello, nel duplice uolo di egis a e idu o e-ada a o e della pièce, di on e a ci ca ecen o spe a o i. Tomaello ha de ini o di ecen e con commozione la Mana i “g an la o a ice ba occa e me icolosissima”. Semp e Tomaello so olinea la geniali à della scenog a a che, pu do endo a on e ad un budge decisamen e limi a o e ad a o i non p o essionis i, si mos a capace di u ilizza e al meglio alcuni sacche i lucidi dell’immondizia, i ol a i pe accen ua e l’opaci à della scena in cui la icendasi dipana. Pe quan o conce ne i cos umi delle donne, po enzialmen e assassine, che danno il i olo al la o o, la scel a di a p e ale e il bianco, so olinea la sos anziale innocenza delle cinquan a iglie di Danao che odiano i cugini a cui e ano des ina e in ma imonio. Ad impe sona le sono unicamen e se e danza ici-a ici. La c i ica app ezza unanimemen e l’essenziali à del suo appa a o scenico. Un no is a che si sigla m.b. sul “Co ie e Me can ile” del 2 ap ile 1981 de inisce “ae ee” le sue scenog a ie. Tullio Ciccia elli su “Il la o o” del 3 maggio sc i e: “Le masche e, i cos umi e la p epa azione scenica cu a a da Vale ia Mana i” con e iscono “snellezza e immedia ezza allo spe acolo”, ca a e izza o da un sugges i o incon o a il mi ico e il sac o. Non a caso ques a agedia, che unisce in un elice amalgama eci azione, musica e danza, o iene un lusinghie o successo di pubblico e di c i ica, come comp o ano pa ecchi alles imen i, dapp ima nella Ri ie a ligu e, da Finale Ligu e a Chia a i, pe occa e l’Aquila, do e pa ecipa alla assegna delle compagnie uni e si a ie, e poi al e locali à i aliane Del 24 no emb e di quello s esso 1981 è poi il debu o della a sa in e a i, Magia ossa del d amma u go iammingo Michel de Ghelde ode, p esen a o pe la con incen e egia di F anco Famà all’O a o io di San Filippo di Geno a. La pa e del p o agonis a, l’a a o e a ido Ge onimo, un bo ghese benes an e, ossessiona o dalla passione pe l’o o alla quale sac i ica la moglie e l’anima, è in e p e a a da Tomaello, capace di ende e un pe sonaggio s aluna o, sensuale e olle. La scenog a ia della gio anissima Mana i iene anco a una ol a app ezza a. Da io G. Ma ini sul “Co ie e Me can ile” del 25 no emb e la giudica “o ima”. Aldo Viganò su “Il secolo XIX” del gio no successi o a e ma che la “scenog a ia in elligen emen e idea a dalla Mana i” con ibuisce a e idenzia e il “clima s a o” in cui l’azione si s olge. Anche E a Cascini sul n. 409 di Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 5 “Sipa io” del ebb aio 1982 de inisce “bella” ed essenziale la scena della Mana i. A lei si de ono anche gli abi i di scena, anche se ques a ol a è coadiu a a da Wal e Azzini, oggi cos umis a a e ma o nel cinema e nelle ic ions ele isi e. Anche ques o spe acolo è più ol e eplica o in di e se piazze ligu i del le an e e del ponen e, a cu a dell’En e Decen amen o. Esau i a l’espe ienza con il Cu , il 10 gennaio 1985 la Mana i cu a la scenog a ia di Bo ges, au o i a o del mondo, in elligen e mon aggio di ma e iali a i da a ie ope e dello sc i o e a gen ino, do u o alla penna di Ca lo Repe i11. Di e o da Sciaccaluga, lo spe acolo, anno a Gio gio P ospe i nella ecensione compa sa il 14 ebb aio sulle colonne de ‘Il empo’, è suddi iso “in due pa i: una p ima […] au obiog a ica, una seconda pa e li ico- an as ica”. A pa e alcuni gene ici i e imen i, ipo a i in mol e ecensioni, alla alidi à della scenog a ia, anno segnala e le no azioni di Sil ana Zano ello. La gio nalis a il 10 gennaio sul “Secolo XIX”, il gio no s esso del debu o, dopo a e assis i o alla p o a gene ale, desc i e in manie a de aglia a l’appa a o scenico, in ecciando conside azioni sulla scenog a ia e sui giochi di luce do u i a Se gio Rossi e S e ano Ci aulo: De Ce esa (l’a o e p o agonis a) comincia ad ambien a si a gli ogge i sagoma i, con as a i o s uma i da luci amb a e acciaio. Quella che ad un p imo sgua do può appa i e una ie a di San ’Aga a di sapo e e ò, è in ece una minuziosa ice ca ilologica sull’ambien e che ene a da e o compagnia alle medi azioni del g ande sc i o e a gen ino. L’a madio in legno biondo, icos ui o da Vale ia Mana i in edelissimo s ile ambu ghese degli anni Dieci, la s ampa di Pi anesi sulla pa e e e l’Enciclopedia B i annica negli sca ali, o a non sono più co pi es anei, ma es imoni di un mondo. Solo sul leggio che s a sul pun o più a anza o del palcoscenico, a des a pe gli spe a o i, l’a o e accenna ad una con es azione. Pe ché un leggio così sca no, p o iso io, a o di essenziali e po e e sba e e di e o che semb ano s ona e con u o il es o? Il egis a isponde che l’essenziali à di ques o ogge o in p imo piano de e ichiama e la con inui à con l’a ezze ia sulla quale s onda la s anze a e, ques a ol a, non ci sono obiezioni. Sol an o gli specchi dell’a madio e la lan e na magica es ano anco a ogge i mis e iosi. I p imi (c oce e delizia di Bo ges in dall’in anzia, pe ché l’au o e immagina a che po esse o un gio no ibella si al lo o e e no des ino di i le e e il mondo senza mu amen i, senza po e es i ui e immagini di e se) do anno gene a e, nel secondo empo del eci al, igu e igno e all’ambien e che hanno in o no; la lan e na magica in ece do à p oie a e nel p imo empo animali an as ici, di un gia dino zoologico che appa iene all’in anzia di Bo ges. L’e e o “specchi i le en i- e i aspa en i” è o enu o “applicando ai e i una ela ne a che può esse e a iamen e pe o a a dalle luci; pe la lan e na magica si sono segui i i ecchi modelli (se ne o a un esempio anche nell’ul imo ilm di Be gman, Fanny e Alexande )”. La scenog a ia – dichia e à anni dopo Ca lo Repe i, au o e del copione –“e oca a la s anza nella quale e a imme so Bo ges”. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 11 . Pe agguagli su Repe i si eda M. Giammusso, ci ., pp. 285-293. Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 6 Il 27 ma zo di quello s esso anno al Duse, sala di ci ca 600 pos i, la cui inaugu azione e a a enu a il 5 gennaio 1955, a in scena, pe la egia di Sciaccaluga, L’alcade di Zalamea di Calde on de la Ba ca, d amma izzazione della ende a di Ped o C espo, con adino benes an e e i o nell’ono e pe la iolenza subi a dalla iglia Isabella ad ope a di un capi ano di Filippo II. La Mana i i ma i cos umi assieme al egis a- scenog a o e cos umis a inglese Hayden G i in. Due c i ici, Ma cello Tu chi e Aldo Viganò, il p imo su “Il la o o” e il secondo su “Il secolo XIX” del 29 ma zo, de iniscono i cos umi “buoni” e “belli”. Un al o ecenso e, Da io G. Ma ini, nell’a icolo appa so il gio no p ima sul “Co ie e Me can ile”, a e a c i ica o con se e i à il egis a pe non a e a u o “il co aggio di esse e coe en e, senza ico e e a espedien i scenici in con as o, ol e u o, con i cos umi”. Semp e sua è l’ideazione dei cos umi di Re ò di Galin. La no i à del gio ane d amma u go usso con empo aneo, Aleksand Galin è in equilib io a i onia e malinconia, comico e pa e ico. In quell’occasione ien a sulle scene, dopo dodici anni di assenza, Elsa Albani, una delle maggio i a ici i aliane del pe iodo, nuo amen e a ianco del ma i o, Fe uccio De Ce esa. L’anno successi o al Valle di Roma un ecenso e che non si i ma, ma che quasi sicu amen e è P ospe i, app ezza sulle pagine de “Il empo” del 4 dicemb e 1986 “l’a monia dell’assieme” dello spe acolo, che me e in luce a i emi: la soli udine degli anziani, lo scon o gene azionale ed esis enziale a pad i e igli nella Mosca della me à degli anni O an a del secolo sco so e l’an i esi a i a in ci à e in campagna. Tu o ciò pe il me i o “dell’a en a egia, del gus o e del ga bo della scenog a ia di Gian anco Pado ani e dei cos umi di Vale ia Mana i”. P ima di pa la e dei saggi scolas ici p esen a i pe dieci anni assieme a Anna Lau a Messe i, pe mol i anni anima e guida della Scuola di Reci azione dello S abile, ip endo alcune i lessioni in ia emi co esemen e dalla s essa di e ice: Pe quan o igua da i saggi, la nos a idea e a di p esen a e dei e i e p op i spe acoli a u i gli e e i, p a icamen e ogni anno ci consul a amo e in en a amo come isol e e scene e cos umi nel modo più economico possibile (si sa cosa sono i bilanci di una scuola) ma anche più sugges i o e comple o. In quelle occasioni eme ge a la bella du ili à di Vale ia a u ilizza e le iso se dal ea o- idea a scene dipin e quando il ea o a e a so o con a o il b a issimo pi o e/scenog a o Gio gio Ma ini, men e pe i cos umi a inge a a un ecchio deposi o di cos umi smessi e spesso mal ido i che modi ica a, ada a a, as o ma a. E a di e en e ede e come la an asia iusci a a isol e e piccole o g andi di icol à. La s essa Vale ia si e a impegna a a cu a e e o dina e con an o amo e e p ecisione il deposi o dei cos umi c eando un ondo che u o a esis e e anzi si è ing andi o nel empo. Pe i qua o spe acoli in ca ellone la disponibili à economica e a maggio e e Vale ia po e a c ea e apposi i bozze i che poi eni ano ealizza i, ma non di ei che si no a a la di e enza a ques i alles imen i e quelli della Scuola, appun o pe ché la dedizione e a semp e la s essa. Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 7 Del maggio 1985 è il p imo spe acolo a cui collabo a pe il saggio annuale degli allie i dello S abile. La egis a, Anna Lau a Messe i12, con cui la o e à mol issime ol e negli anni successi i, me e in scena Qua o adimen i, collage di qua o di e si pezzi, che ichiamano immedia amen e l’a enzione del pubblico sugli eccellen i isul a i esp essi dalla Scuola di Reci azione, allo a di e a da Ca lo Repe i. Nel p imo empo e la o i u ono d amma izza i dal binomio Messe i- Repe i: Fu già in Venezia un mo o… di Gi aldi Cinzio, che ispi ò l’O ello di Shakespea e; DalleLe e e pe siane di Mon esquieu e Moza e Salie i di Puskin. Il secondo empo ede in ece l’alles imen o dell’ unico la o o speci ica amen e d amma u gico, La collezione di Pin e . A quan o ipo a la locandina, sono della Mana i le scene, i cos umi e i bu a ini. Come mi ha es imonia o la egis a, l’alles imen o scenog a ico enne isol o pe Gi aldi Cinzio con bu a ini che Vale ia cos uì appos a (O ello, Jago, Desdemona) e il ela i o cas ello (la enda die o cui la o ano gli a o i), pe il Mon esquieu […] con le omb e cinesi, pe il Puskin con appena un a oline o d’epoca). Il Pin e in ece ichiese una e a e p op ia ambien azione ealis ica pe cui il palco u di iso in due (la casa della coppia ma i o- moglie e della coppia gay) e nel mezzo uno spicchio des ina oalla cabina ele onica in s ada. Pe i cos umi, quelli dei bu a ini e ano mol o an asiosi, pe Mon esquieu u o si isol e a con sagome die o la enda, pe Puskin i cos umi e ano pieno Se ecen o, pe Pin e es i i d’oggi. A quan o pun ualizza la Messe i nella p esen azione, lei e Repe i e ano s a i s imola i “dal ema del adimen o a a o da Augias nel suo Ones o Jago in ca ellone al Tea o di Geno a” nella s agione 1984-85. Poco dopo la egis a aggiunge: E’ una p opos a che allo s esso empo spazia a di e se nazionali à (gli au o i sono un i aliano, un ancese, un usso e un inglese), e sop a u o a di e si s ili, la na a i a, la le e a, il d amma in e si, il dialogo ealis ico u i al se izio di a i gene i di adimen o: d’amo e, d’amicizia, poli ico, ino al adimen o pe eccellenza, quello assolu o di ogni e i à. Di ques o spe acolo abbiamo e ecensioni a o e oli, una edazionale, una di un c i ico che si sigla s.p. e una a i ma di Da io G. Ma ini. Alla ine del maggio 1986 la Mana i con ibuisce con le scene e i cos umi alla ealizzazione di Omnibus “Cou eline” 14, accol a di qua o dici scene b illan i di Geo ges Cou eline. Su mol i quo idiani alla Mana i è iconosciu o il me i o di a e e !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 12 .Anna Lau a Messe i, na a a Roma nel 1929, lau ea a in Le e e all’Uni e si à di Fi enze, diploma a in egia all’Accademia Nazionale “Sil io d’Amico”, pe decenni è insegnan e di Reci azione p esso la Scuola del Tea o S abile di Geno a pe cui ha cu a o l’alles imen o di u i i saggi di diploma. Ne è di e ice dal 1997. Ha s ol o a i i à dida ica anche in ambi o uni e si a io come Le ice di i aliano p esso il T ini y College di Dublino e come inca ica a di ese ci azioni di S o ia del ea o p esso la acol à di Magis e o dell’Aquila do e, insieme a Nicola Cia le a, ha onda o e di e o il Tea o Uni e si a io. Nel campo dello spe acolo, ol e a una se an ina di egie, ha al suo a i o un’impo an e espe ienza di bu a inaia p esso l’Ope a dei Bu a ini di Ma ia Signo elli. Ha ado o a i es i ea ali che ha poi messo in scena. Su di lei si eda R. T o a, Non ole o a e la maes a: con e sazioni con Anna Lau a Messe i, Noli, Nas usso Communica ion, 2008. Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 8 “a icchi o e i acizza o lo spe acolo” come a es ano due c i iche del 29 maggio 1986: la p ima sigla a con la sola p. compa e su “Il gio nale”, la seconda edazionale è pubblica a su “Il secolo XIX”. In ques ’ul ima si legge che “con l’appoggio degli agili elemen i scenog a ici di Vale ia Mana i” lo spe acolo o iene “un isul a o di simpa ico en usiasmo e di i acissima gene osi à”. Nel giugno ’87 l’a is a ligu e è impegna a come scenog a a e cos umis a in Quel agazzaccio dell’O es di Synge, di e o dalla Messe i. L’11 giugno sul “Co ie e me can ile” Cla a Rubbi, osse a “i cos umi e la scena hanno con ibui o a icos ui e l’ambien e, i colo i, l’a mos e a di un’os e ia nella sel aggia egione occiden ale dell’I landa ai p imi del secolo” in cui la icenda è colloca a. Aldo Viganò quello s esso gio no sulle colonne de “Il secolo XIX” a e ma che i gio ani a o i della scuola in e agiscono mol o bene con la “ unzionale scenog a ia” e i “bellissimi cos umi”. T a il ma zo e il giugno dell’88 la Mana i la o a anco a nel duplice impegno di scenog a a e cos umis a in due la o i: In e ni, eliceada amen o di due accon i di Sil io d’A zo i ma o da Ca lo Repe i, e L’ope a del mendican e di John Gay pe la egia nell’o dine di Sciaccaluga e della Messe i. Nel p imo caso Paolo Lucchesi su “La nazione” del 22 ma zo de inisce “semplici ed e icaci le scenog a ie, cos i ui e da una pa e e squa cia a da una g ana a pe Casa d’al i; e da un in e no o a a o, bo ghese, ma spoglio, con un’unica po a in Due ecchi. Os aldo Gue ie i su “La s ampa” del gio no successi o anno a: “nello spazio idea o da Vale ia Mana i, una ol a bianco e un’al a ne o, a a e sa o dall’elemen o sono o della pioggia, De Ce esa e la Albani” (pe la c onaca i due p o agonis i) “hanno o e o una p o a al issima della lo o a e”. Ma icla Boggio su “L’A an i” del 28 ap ile dell’anno successi o loda in manie a con in a le scene e i cos umi della Mana i, capaci di imp ime e “allo spe acolo cadenze da incisioni” in s e o appo o con le luci, le musiche e la sapien e o ches azione della egia. Paolo Ma ei e Lucio Romeo, su “Il gio nale d’I alia e “Il empo” del 3 maggio 1989, in occasione di una eplica al ea o Giulio Cesa e di Roma, conco dano nel giudica e in e mini lusinghie i il la o o dell’a is a ligu e. Il p imo de inisce lo spe acolo “Un ion o del ea o di pa ola in cui le sugges ioni della p osa aumen ano e iginosamen e g azie all’a ualizzazione in quel luogo oni ico, eso allusi o dalla bella scenog a ia di Vale ia Mana i, chiama a sul palcoscenico”. Il secondo anno a “Le scene e i cos umi […] da ano, a le ighe, il sapo e dell’epoca […] a mezzo a eal à e memo ia”. Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 9 Nel caso dello spe acolo della Scuola, ale a di e L’ope a del mendican e, il cui debu o a iene l’8 giugno 1988 A ilio Lugli sul “Co ie e Me can ile” e Mau o Mancio i sul “Secolo XIX” lodano il 9 di quel mese lo spe acolo. Il p imo sc i e: La scena di Vale ia Mana i ip oduce la casa-an o del ice a o e Peachum p i ilegiando gli ogge i, piu os o che il lo o con eni o e. Rimane così uno s ondo ne o, da ca e na indeci abile, che me e un po’ di pau a, ma che a anche capi e come al di là dei mu i possano o a si mol issimi al i piace oli ogge i, u i uba i ai icchi, ed anche un’a mos e a di calda sensuali à da a e na equen a a da bandi i e p os i u e. Nella c onaca del secondo si legge:“quel palcoscenico uo o, che inisce sul ondo in un’oscu i à di an o e sul quale calano gli scena i della p igione, della bo ega di Peachum e della a e na con un semplice ed esibi o gioco di co de, o a a in en i a (insieme ai cos umi) di Vale ia Mana i, è un’o ima soluzione pe delimi a e lo spazio scenico dell’ope a”. Nel giugno ’89 a lei si de e la i ma di scene e cos umi della pochade dell’aus iaco Johan Nes oy, Pe oglie si un cap iccio, in e p e a a dagli allie i dello S abile guida i con g ande piglio dalla Messe i. La Rubbi sul “Co ie e Me can ile” del 9 giugno è posi i amen e colpi a dalla “ga ba a i onia” con cui i gio ani in e p e i si muo ono sulla bella scena e sul modo di indossa e i cos umi disegna i dalla Mana i. Paolo Lingua su “La s ampa” di quello s esso gio no anno a: “La di e ice è s a a coadiu a a dalla elicissima scenog a ia di Vale ia Mana i, che si è di e i a, con un gus o s aga o a ip odu e sipa ie i, ondalini, pa a en i, ecupe ando o me, colo i e segni della me à dell’O ocen o, ca i all’Aus ia elix”. Lo s esso gio no Da io G.Ma ini, su “Il gio nale” loda “le po e e, ma in elligen i scene” della Mana i. Nell’o ob e ’ 89 a lei è a ida a l’ideazione e i disegni dei cos umi de I isici di Dü enna , da i al Duse pe la egia di Sciaccaluga. Un ecenso e, Lugli, coglie le peculia i à del la o o della cos umis a che è in piena consonanza con il la o o dello scenog a o Ezio F ige io, del egis a e dell’au o e della pièce. In e e i sul “Me can ile” del 20 o ob e Lugli osse a che i cos umi “assecondano” le scel e dei p imi due, chiudendo con empo aneamen e “ il simbolico ce chio a i eal à e agione p ospe a o” dell’au o e del es o. Gli al i ecenso i si limi ano a pochi e neu i accenni ai cos umi. L’unico ecenso e che li de inisca “discu ibili” è Da io G. Ma ini su “Il gio nale” del 21 o ob e. Del maggio ’91 è poi la messa in scena al Duse di Re ce o di Ca lo Gozzi con F anco Ca li a ianca o da alcuni gio ani di e i con abili à da Sciaccaluga. Della Mana i sono ques a ol a sia le scene e sia i cos umi. Un c i ico au o e ole, F anco Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 16 La bella egina di Leenane, commedia agica e g o esca del poco meno che en enne d amma u go anglo-i landese Ma in McDonagh, a conclusione di una s agione di eccellen e li ello, debu a al Duse nell’ap ile ’98, con la egia di Vale io Binasco e le scene e i cos umi della Mana i. A quan o pun ualizza la Rubbi il 17 ap ile sul “Me can ile, la scena “ ip oduce con accu a o ealismo la cucina ingomb a e diso dina a di una modes a casa di campagna i landese, ma nello s esso empo la isola dal palcoscenico collocandola come su un se cinema og a ico o, comunque, su uno spazio con enzionale”. Nella pa e inale della c i ica di Lingua, su “La s ampa” del 18 ap ile, la scena è de ini a “e icace e allusi a”. Pe pa e sua Masolino d’Amico sulle colonne de “La s ampa” del 26 sc i e che la scena è “semplice quan o e icace” pe un es o che ede il ion o dell’egoismo in uno scon o a una mad e aglien e, acida ed agg essi a, la se an enne Mag, e la di lei iglia qua an enne Mau een, donna oli i a ed ene gica, dispe a a, con usa e spie a a pe le so e enze oppo a lungo pa i e, che è innamo a a di Pa o, a ello del iolen o e acuo Ray. Ne isul a una pièce dai oni i onici e g o eschi. La Ci io, su “L’esp esso” del 27 maggio 1999, in occasione di una eplica al Tea o Qui ino di Roma, commen a: “In una scenog a ia ipe ealis ica ma come nega a da un ondale oppo neu o e ine e in e agiscono i qua o p o agonis i”. Lo s o pio di Inishmaan , nuo a godibilissima commedia di McDonagh, ol a di ecniche ea ali e seduzioni cinema og a iche, nasce da una icenda colloca a nel 1933 in cui comico e pa e ico si in ecciano di con inuo. La pièce, di e a e ado a da Sciaccaluga,debu a nel no emb e ’99. A quan o p ecisa la Rubbi sul “Me can ile” del 24 no emb e, la scena e i cos umi della Mana i con ibuiscono a isol e e “uno dei ompicapi scenog a ici più in ica i della sua ca ie a inc ociando le scene ea ali con quelle cinema og a iche, u ilizzando alo i e sugges ioni di luci e di omb e, nonché il gioco ipe i i o del ca ello che a a anza e e scompa i e la scena del negozio, co o di u e le passioni”. Anco a una ol a la scenog a a e cos umis a è in sin onia con la “scel a egis ica d’impagina e lo spe acolo a immagini cinema og a iche […] in quan o non solo c ea e e i insoli i di accos amen o a ecniche ea ali e seduzioni cinema og a iche, ma ende isibile il gioco d’in e e enze che esis e nel ea o a Lo s o pio di Inishmaan e L’uomo di A an, il ilm cul poli ico ed es e ico di Robe Flahe y che di enne subi o una bandie a del mo imen o indipenden is a i landese. In e e i, come sc i e la Zano ello sul “Secolo XIX” del gio no successi o, dal “ma e del ilm, a io a […], come in una dissol enza inc ocia a, l’in e no ea ale” della scenog a a, indicando “a a e so pochi ogge i al empo s esso ealis ici e simbolici, la quo idiani à paesana. Siamo in un mic ocosmo c udele do e alla menomazione dello s o pio non si concede nessuna indulgenza, do e u i i ono la pie à, pe ino e so se Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 17 s essi, come un sen imen o scon enien e”. Quello s esso gio no Lingua, su “La s ampa”, de inisce “eccellen i i cos umi” e “geniale” la scenog a ia della Mana i. Su “Il la o o” del 27 no emb e Mancio i, me endo in elazione il la o o del egis a e della scenog a a, chiosa: Il clima de Lo s o pio di Inishmaan è quello di un’i onia g o esca, di un’ana chia asso dan e e scombina a, al ol a di non deci abile salu e comica e poe ica. Una s ida pe una messa in scena di coe en e segno c i ico. Una s ida che Ma co Sciaccaluga può incame a e complessi amen e all’a i o. In an o, con la esa p ecisa in e mini di spe acolo della mol eplici à spaziale e empo ale del es o. Con l’ausilio di un’ingegnosa scenog a ia di Vale ia Mana i che aspo a in p imo piano l’empo io delle so elle Ka e e Eileen, elegandolo sullo s ondo quando un gioco di lenzuola in p imo piano unge da oceano, e di an o in an o i compaiono le immagini dell’Uomo di A an di Flahe y. Anco a so apposizioni ilmiche, pe accompagna e il iaggio dello s o pio a B oodway, con alcuni spezzoni di celluloide di i oli anco a in p oiezione nel 1934: da King Kong a F à Dia olo, da Sca ace a 42 s ada. Anche Quad i su “La epubblica” del 3 gennaio 2000 e la Ci io su “L’esp esso” del 6 gennaio, sono di opinione analoga. Il p imo sc i e: Sciaccaluga ae p o i o dal cambio di ambien i e dal ichiamo ilmico pe gioca e sulla spe acola i à; e lo so eggono le scene di Vale ia Ma i che con appongono al ba - ea ino pos o al cen o della icenda una se ie di d appi aspa en i con unzione di sipa i, di ele scosse dalla empes a, di sche mi pe p oie a i spezzoni di Flahe y da con onde e con la eal à scenica. La seconda pos illa: che la seconda pa e del es o “più p e edibile”, la egia “ce ca di soppe i e con l’aiu o della scenog a ia, un succede si di sche mi su cui sco e anche un b ano dell’Uomo di A an”. Pe quan o conce ne gli spe acoli es e ni alla S abile a cui ha collabo a o nell’a co di empo ogge o del p esen e in e en o, ne ipo o qui di segui o i i oli: con la egia del ma i o cu a nell’86 i cos umi di Esuli di Joyce pe la compagnia Tie i-Lojodice, de Il igliuol p odigo di B i en pe il Tea o Comunale dell’Ope a di Geno a, nel ’90 di Come i piace di Shakespea e al Tea o Romano di Ve ona pe l’Es a e ea ale e onese, e nel ’91 di Cy ano di Be ge ac di Ros and pe la Compagnia degli Incammina i. Sue sono nell’88 le scene e i cos umi pe Pane al ui di Tu gene pe la compagnia Ca lo Giu é, nel ’93 di Giù dal mon e Mo gan di Mille pe la compagine Pagliai-Gassmann e nel ’99 de Le ig i di Bona pe lo S abile di To ino. Nel ’87 a cu a i cos umi pe Il malloppo di O on, alles i o dal Tea o dell’A chi ol o, pe la egia di Gio gio Gallione. Nel ’98 poi i ma, su commissione della Fox & Gould,le scene di due es i di F ayn, Ala ms pe la egia di B ambilla e Rumo i uo i scena con quella del ma i o Negli anni successi i, che sa anno ogge o del p ossimo saggio la Mana i Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 18 la o e à due ol e con il gio ane egis a e a o e Ju ij Fe ini, pe le scene nel giugno 2001 di Schweyk nella seconda gue a mondiale di B ech e nel maggio 2004 dell’Alchimis a di Ben Jonson, e una con Ma hias Langho , nel maggio 2003, pe la messa in scena del Filo e e di So ocle. Tu i gli al i spe acoli la ed anno nuo amen e al ianco del ma i o: nel 2001 cu e à le scene di The Blue Room di Ha e pe la Fox & Gould e nel 2007 i cos umi de la Fed a di Racine, alles i a dal Tea o Nazionale di Spala o (unici spe acoli del pe iodo es e ni allo S abile); Un nemico del popolo di Ibsen nell’ap ile 2002; Elena di Eu ipide, se emb e 2003; L’illusione comica di Pie e Co neille e Mo e di un commesso iaggia o e di Mille , ap ile e o ob e 2005; Mand agola di Machia elli, o ob e 2006 e L’agen e seg e o di Con ad e Re Lea di Shakespea e nel gennaio e nell’o ob e 2008. La Mana i “è s a a un’a is a a igiana, ha osse a o lo s esso Repe i, do a a di an asia e c ea i i à che sape a me e e al se izio dello spe acolo. Nelle sue scene e nei suoi cos umi gli a o i i e ano benissimo”. A quan o osse a Bigazzi nell’a icolo ico da o nella p ima no a dell’a icolo ques a donna, capace di cu a e allo s esso modo la o o e amiglia, ha “ app esen a o pe lo S abile una igu a a is ica e p o essionale impo an e, cen ale, accan o alla egia, con cui dialoga e nell’alles imen o”. Pe pa e sua la Rubino nel ico do ci a o nella p ima no a pun ualizza: “la Mana i non ha mai de ia o dalla sua o a: ispe o pe il es o e sin onia con le scel e di egia. In ogni sua ielabo azione an as ica c’è un pe ché che spesso e gioco o za si allon ana dal na u alismo ma che lo spe a o e può semp e codi ica e”. Nella sua in ensa ca ie a di scenog a a e/o cos umis a, du a a soli en o o anni, ha pa ecipa o all’alles imen o di ol e cinquan a spe acoli: due con la Cu , dodici pe compagini es e ne e en o o con lo S abile, di cui dodici nei saggi della scuola di eci azione della Scuola e qua o negli spe acoli pe i agazzi in ca ellone nelle acanze di Na ale. T a gli al i me i i che ha, le a iconosciu o quello di a e sapu o ada a si ai di e si spazi in cui ha ope a o, isol endo ogni ol a di icol à che pe al i non sa ebbe o s a e acilmen e supe abili. Robe o T o a o Vale ia Mana i: l’a chi e o dei sogni, pp. 1-19 Re is a In e nacional de Cul u as & Li e a u as, 2016, ISSN: 1885-3625! 19 REFERENZE BIBLIOGRAFICHE Giammusso M., Il ea o di Geno a. Una biog a ia, Milano, Leona do A e, 2001, pp. 219-233 e 285-293. Pa e nos o M., Dalla “S aling ado del ea o” agli anni O an a. Il ea o a Geno a nel dopogue a , in Bo a o M. –Pa e nos o M., S o ia del ea o a Geno a, Geno a, Cassa di Rispa mio di Geno a e Impe ia, 1982, ol. II, pp. 11-15. T o a o R., Compagnie e g uppi ea ali geno esi, in La scena e la pla ea. Pubblico e o e a nello spe acolo di p osa a Geno a e in Ligu ia (A i del con egno enu o a Geno a il 16 dicemb e 1994, Geno a, Is i u o G amsci e Regione Ligu ia, 1995, pp. 54-56). Viazzi C., “Tea o Uni e si a io. 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