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L’arsenico nell’antichità e ai giorni nostri

Marco, Ottilia de; Camaggio, Gigliola; Stifani, Serena

Abstract

L’argomento di questo lavoro è stato suggerito alle autrici dal ruolo negativo che attualmente l’arsenico sta svolgendo, quasi sempre in maniera del tutto naturale, avvelenando le acque che vengono a contatto, all’aria, con le rocce che lo contengono. Il fenomeno, quasi certamente presente anche nei tempi passati, è stato rilevato recentemente in diverse aree del globo, anche come conseguenza delle attività antropiche, soprattutto in Bangladesh dove decine di milioni di persone consumano abitualmente acqua con un alto contenuto di tale sostanza. Si è voluto analizzare il ruolo che questo metallo ha avuto nell’antichità studiando i testi di autori classici che lo trattano, a volte con nomi diversi come Orpimento o Sandracca, e si è visto che esso, pur essendo tossico, è stato usato anche come farmaco. In tempi più recenti le sue applicazioni sono aumentate soprattutto in campo industriale. Lo studio vuole mettere a confronto gli usi del passato con quelli attuali e rilevare gli effetti ambientali da essi generati.

Full text

L’ARSENICO NELL’ANTICHITÀ E AI GIORNI NOSTRI O ilia D E M ARCO *, Gigliola C AMAGGIO **, Se ena S TIFANI *P o esso e eme i o ** P o esso e O dina io Dip. Scienze Geog a iche e Me ceologiche Facol à di Economia Via Rosalba 53, 70124 Ba i – I alia Abs ac L’a gomen o di ques o la o o è s a o sugge i o alle au ici dal uolo nega i o che a ualmen e l’a senico s a s olgendo, quasi semp e in manie a del u o na u ale, a elenando le acque che engono a con a o, all’a ia, con le occe che lo con engono. Il enomeno, quasi ce amen e p esen e anche nei empi passa i, è s a o ile a o ecen emen e in di e se a ee del globo, anche come conseguenza delle a i i à an opiche, sop a u o in Bangladesh do e decine di milioni di pe sone consumano abi ualmen e acqua con un al o con enu o di ale sos anza Si è olu o analizza e il uolo che ques o me allo ha a u o nell’an ichi à s udiando i es i di au o i classici che lo a ano, a ol e con nomi di e si come O pimen o o Sand acca, e si è is o che esso, pu essendo ossico, è s a o usa o anche come a maco. In empi più ecen i le sue applicazioni sono aumen a e sop a u o in campo indus iale. Lo s udio uole me e e a con on o gli usi del passa o con quelli a uali e ile a e gli e e i ambien ali da essi gene a i. In oduzione L’a uali à di ques o me allo è de e mina a dagli e e i noci i che esso s a p o ocando all’ambien e e alla salu e umana quando lo si o a p esen e in soluzione nelle acque, des ina e ad uso po abile, pe inquinamen o do u o a cause na u ali o/e, sop a u o, ad a i i à an opiche. La sua impo anza al di là della con ingenza pa icola e del pe iodo, che s a alla mando le popolazioni di alcune zone, come ad esempio il Bangladesh, ma anche quelle di u i paesi indus ializza i, comp esa l’I alia, è lega a alla e sa ili à del me allo ad a e e mol e applicazioni indus iali. Il se o e chimico è quello che u ilizza maggio men e i suoi compos i pe la p oduzione di inse icidi, de olian i, s e ilizzan i dei e eni, pigmen i pe e nici, smal i, e i colo a i, ecc. Mol o usa o è s a o, sop a u o in passa o, nella p oduzione di p odo i a maceu ici alcuni dei quali si sono i ela i in segui o ossici; a ualmen e l’a senico in ques o se o e è u ilizza o con mol a cau ela anche se alcuni a maci a base di a senico si s anno i elando mol o e icaci nella cu a di ce e o me di leucemie e di al i mala ie come ad esempio quella del sonno. Lo scopo di ques o s udio è quello di analizza e le applicazioni dell’a senico e dei suoi sali in campo a maceu ico, nel passa o, sulla base di quel che ne hanno sc i o gli s udiosi classici, e di con on a le con quelle più ecen i ela i e anche al secolo sco so. Un pa icola e in e esse iene i ol o anche agli e e i ossici che le applicazioni in as i se o i indus iali p o ocano all’ambien e e di conseguenza alla salu e umana. L’A senico L’a senico è un elemen o chimico di nume o a omico 33 e simbolo As. E’ un L'a senico: gene ali à L’a senico è un me alloide ed un no o eleno; il suo nume o a omico è 33 e il suo simbolo As. Il nome de i a dal e mine pe siano Za niked un me alloide. che uol di e o namen o giallo. Tale e mine u ado a o nel g eco an ico nella o ma di a senikon (áρσενιχόν) (Ma ioli, lib o V). In na u a l’a senico na i o si o a sol an o in piccole quan i à, c is allizza o in conc ezioni g igie. I mine ali che lo con engono sono il Realga As (As 2 S 2 ), di colo osso, l’O pimen o (As 2 S 3 ), di colo e giallo limone e l’a senopi i e (FeSAs), l’unico u ilizza o indus ialmen e. Pe secoli l’a senico è s a o usa o pe usi c iminali. Fu no o ai G eci p ima del 500 A. C. e Ippoc a e (460-377 A. C. ) lo usò come imedio es e no, pe le ulce e. Nell’o a o secolo un alchimis a a abo Jabi ibn Hayyan (721-815) no o in occiden e col nome di Gebe , u il p imo ad o ene e l’a senico bianco, iscaldando il Realga e si pensa che p op io a pa i e da ques o pe iodo si cominciò ad usa lo come eleno da pa e dei c iminali pe la sua mancanza di odo e sapo e o colo e ma ca i ispe o agli al i eleni. Fu solo nel 1836 che James Ma sh, un medico scozzese, mise a pun o un me odo, mol o sensibile, d’iden i icazione della sos anza. Nel Medio E o, du an e la pes e, mol a gen e pe p ese a si dal con agio, po a a amule i al collo, con enen i a senico. In epoca i o iana u usa o da mol e donne come cosme ico pe da e un aspe o più bianco ed e e eo alla pelle del iso. Si c ede a, inol e, che, p eso a piccole dosi pe lunghi pe iodi, po esse miglio a e la espi azione. La soluzione di Fowle , che con iene l’1% di a seni o di po assio è s a a mol o usa a in medicina con o l’asma, dal 18° secolo ino alla me à del 20° secolo, e i compos i o ganici a senicali sono conside a i i p imi a maci an ibio ici. Du an e la II gue a mondiale è s a a usa a, come gas ossico, l’a sina (As H 3 ). Pu essendo no o, come si è is o, dall’an ichi à, pa e che sia s a o Albe o Magno, nel 1250, ad isola e l’a senico elemen a e dai suoi mine ali e, nel 1649, Johann Sch oede che in en ò due me odi di e si pe p epa a lo. Nei p imi anni del ’700 N. Leme y ile ò che l’a senico me allico po e a esse e p odo o iscaldando il iossido di a senico con sapone e po assio. Dal 18° secolo le p op ie à dell’a senico u ono su icien emen e no e pe classi ica lo come un semime allo. L’a senico nei empi an ichi L’A senico, come si è de o, è un elemen o che ha a u o una lunga s o ia nella i a dell’uomo ed è u o a di no e ole in e esse pe le sue applicazioni e i suoi e e i colla e ali, spesso dannosi. No o in dall’e à del b onzo nella cui composizione en ò insieme al ame, u poi dagli alchimis i u ilizza o, semp e insieme al ame, con la spe anza di o ene e a gen o, pe poi giunge e all’o o. Gli sc i o i an ichi u i lo ci ano pe le sue p op ie à e apeu iche, cosme iche, pigmen ose ma anche ossiche. Ippoc a e, u uno dei p imi ad indica e i sol u i di a senico, ossi e gialli (il ealga e l’o pimen o), come umigan i (Pa ing on, p.33). A is o ele (384-327 a.C.) a e ma che la d oga chiama a sanda aké ( ealga , disol u o di a senico) è es emamen e dannosa pe i ca alli e u i gli animali da i o; iene somminis a a in acqua e pe cola a. Poiché la sanda aca pa e esse e insolubile, o se A is o ele si i e isce al ealga b ucia o, con ciò si ha il p imo i e imen o all’ossido a senioso, ma il es o è piu os o oscu o. “L’o pimen o (il isol u o di a senico), si dice che colo i i capelli di osso e l’o pimen o giallo miscela o con la e di calce è u ilizza o pe ques o scopo”. (Pa ing on, p. 101-102). Teo as o (372-288 a.C.) nel suo a a o “De lapidibus”, dice: “Alcune pie e, come il ealga e l’o pimen o se b ucia e e as o ma e dal uoco danno luogo ad esalazioni di umi secchi” (Pa ing on, p.133). S abone (1° sec a.C.) desc i e il ealga p esen e nel Pon o, la o a o dagli sla i che muoiono a causa delle esalazioni elenose emesse dal mine ale (Pa ing on, p.133). Plinio (23/24-79 d.C.) a i e imen o all’uso dell’o pimen o pe a e l’o o; il suo colo e, così simile all’o o, a e a indo o l’impe a o e Caligola a a ne onde e una g ande quan i à. L’o o che ne o enne u di o ima quali à ma solo pe ché, p obabilmen e, l’o pimen o usa o e a mescola o alla e a au i e a che lo con ene a. Il endimen o u mol o basso e l’espe imen o non u più ipe u o. Plinio, igua do alla p o enienza, dice che “si es ae dalla Si ia ad uso dei pi o i, dalla supe icie del e eno, ma è agile come le pie e specula i” • (Plinio, Lib o 33, p.55) Della sand acca Plinio dice che ”si o a nelle minie e d’o o e in quelle d’a gen o (Teo as o de lapidibus 51), ed essa è miglio e quan o più è ossa, quan o più è o e il suo odo e di zol o e quan o più è pu a e iabile. Essa de e ge, a es a, iscalda, e ode, ma la sua quali à p ecipua è di esse e se ica. Applica a con ace o colma le macchie dell’alopecia; si aggiunge ai medicamen i degli occhi, p esa col miele pulisce la gola, e ende la oce limpida e cano a; p esa come cibo con esina di e ebin o è un g ade ole imedio pe l’asma e la osse; su umica a insieme a legno di ced o, il solo apo e gua isce le s esse a ezioni”. Plinio pa la anche di una specie adul e a a di sand acca che ”si o iene dalla biacca co a nel o no. Il colo e de e esse e osso i o” (Plinio, Lib o 39, p. 335) Dell’a senico (sol u o giallo As 2 S 3 ) Plinio dice che “ha le s esse p op ie à della sand acca ma è più ene gico; pe ques o en a nella composizione dei caus ici e dei p epa a i depila o i. Fa scompa i e anche le unghie inca ni e, i polipi delle na ici, i condilomi e ogni al o ipo di esc escenza. Lo si os a pe aumen a ne l’e icacia, in un aso di e a nuo o inché non mu a colo e” (Plinio, Lib o 55 e 56 p. 283-285) Diosco ide (60-78 d.C.) nella sua Ma e ia medica al capi olo 79 del V lib o pa la dell’o pimen o che è di due quali à: “L’o imo è il c os oso che sia di colo d’o o, che non sia meschia o con al e ma e ie & che si enda olen ie i in squame, come è quello, che nasce in Misia d’Helespon o. … Ha i ù cos e i a, & co osi a: abb uscia applica o, & induce l’esca a con b ucio e, & iolenza: isol e le c escenze della ca ne, & a casca e i peli. Della sanda acha di cui a a al cap. 80 dello s esso V lib o dice che “ha le i ù medesime dell’o pimen o & così pa imen i s’abb uscia. Inco po a a con agia, iempie di capelli i luoghi cal i: & meschia a con pece, a cade e l’unghie scab ose. Un a con olio, gio a a i pidocchi: meschia a con g asso, isol e le pos eme e picciole. Gio a, inco po a a con olio osado, all’ulce e del naso & della bocca, & e al nascimen o delle pus ole, & alle pos eme del sede e. Dassi insieme con ino mulso a colo o, che ossendo, spu ano la ma cia. Fassene umen o insieme con agia, & ogliesene il umo pe una canna, alla osse an ica: lambendosi con mele, ischia a la oce, & dassi in pilule a colo o che non possono se non malage olmen e espi a e”. • Te mine con cui Plinio designa abi ualmen e la mica (c . la desc izione a XXXVI 160sgg.) ma al ol a anche il gesso. Al capi olo 29 del lib o ses o Diosco ide i o na a pa la e della sanda aca e dell’o pimen o e dice che p esi “pe bocca, causano dolo i, & odimen i in olle abili di s omaco, & di budella. Al che si socco e, dando a be e u e quelle cose, che mescola e con esse, possono spegne e, & le a ia l’acu ezza lo o & a e il co po lub ico, & solubile, come è il succo della mal a, & del mal a isco: pe ciò che ambedue sono lub icissime medicine”. Ma ioli (1501-1577) con e ma le no izie da e su ques e sos anze, aggiungendo ad esse l’a senico sublima o che dà gli s essi sin omi, a cui anche “una se e insoppo abile, asp ezza nella gola, s u u a di ia o, i enimen o d’o ina, & lusso di co po con sangue simile alla dissen e ia. Al che si de e o ia e (come benissimo insegna Diosco ide ) con le cose un uose & leni i e, e pa imen i con alcuni c emo i, & mucillagini di alcuni semi……con olio di mando le dolci, & con b odi g assi di gallina, ma il e o an ido o anche secondo Pie o d’Abano, è il c is allo di mon agna macina o so ilmen e & da o a be e al peso d’una d amma con olio di mando le dolci”. Ma ioli aggiunge che pe lui “il più alo oso an ido o con a la mo i e a na u a dell’A senico, è la pol e e del se enissimo P incipe Fe dinando A ciduca d’Aus ia”la cui na u a e composizione non è p ecisa a. Gli sc i o i a abi pa lano anch’essi dell’a senico e dei suoi compos i, ipo ando spesso quello che e a già s a o sc i o dai lo o p edecesso i. Ibn al Bei ha ci a al-Razi (865-935) che nel “Mansu y” pa la dell’a senico come di un eleno mol o a i o al quale non si può s uggi e e che lo si comba e con gli s essi mezzi usa i con o il me cu io. Nel “Lib o delle P op ie à”lo de inisce una sos anza che p o iene dal Ko assan e che aggiun o a una pas a a mo i e i opi che la mangiano e anche gli al i che sen ono l’odo e di ques i co pi mo en i. “L’inges ione di a senico sublima o p o oca coliche in ense, ulce e di na u a maligna all’in es ino e bisogna allo a be e dell’acqua calda con del gileppo a più ip ese ino ad esse ne sa u i, poi acqua di iso, acqua d’o zo e ogni al a be anda del gene e, e icace con o le ulce e in es inali ecc.”. Ishak ibn Am an (mo o nel 1249) ipe e le p op ie à ene iche dell’a senico u ili ad uccide e mosche e nello s esso empo quelle depila o ie: “se si i u a l’a senico osso, lo si iduce in pas a con es a o di giusquiamo e de e con ques a si izionano le ascelle, i peli si dis uggono e non inasce anno mai più”. Ibn Bei ha , alla oce A senico (1336) dice che p esso gli abi an i dell’I aq è de o “la e a che uccide”. Gli si dà anche il nome di “ eleno dei opi”. Nel Mag eb lo si chiama “pol e e dei opi”. (Lecle c) Nel medio e o e nel inascimen o u u ilizza o come pigmen o colo an e dai pi o i e si cominciò a p odu lo anche a i icialmen e, acendo eagi e lo zol o con il ealga , come a es a nel suo “Lib o dell’A e” Cennino Cennini (1370-1440). L’o pimen o u usa o mol o da Gio gione, (1478-1510) da Gio anni Bellini (1430-1516) e da Lo enzo Lo o (1480- 1556/57) (B usa in). L’o pimen o ol e ad esse e elenoso isul a a mol o di icile alla macinazione che si consiglia a di a e (Cennini) usando del e o i a o sia come coadiu an e alla pol e izzazione che pe l’essiccazione inale. L’o icina del e o, a Venezia, di en a così il cen o dei ma e iali colo an i e l’o pimen o es a un colo e basila e pe la pi u a eneziana. (B usa in). Ol e a ques e applicazioni, l’a senico con inuò ad esse e usa o come medicamen o sia pu e con la cau ela necessa ia ichies a dalla sua ossici à. Il suo uso più ecla an e è imas o nella s o ia come eleno (il eleno dei e e il e dei eleni) des ina o a pe sonaggi celeb i come ad esempio, Napoleone Bonapa e che sa ebbe mo o be endo, pe un ce o pe iodo, ino addiziona o col eleno dei opi, somminis a ogli dal Con e Hen y de Mon holon. Fino ad o a, pe ò non sono s a e o a e p o e ce e anche se consis en i quan i à di a senico sono s a e ile a e nei capelli dell’Impe a o e. I nuo i me odi di analisi hanno iscon a o una di e sa concen azione del me allo nei capelli (nella pa e es e na del capello o in quella in e na) il che non ha pe messo di a e ma e con ce ezza l’a elenamen o, anche pe ché i capelli delle sue so elle Paolina, Le izia e Ca olina con ene ano una quan i à di a senico che oggi sa ebbe conside a a esponsabile di una ossici à c onica. (Rico del) (Lin, Henkelmann) L’A senico nei empi mode ni L’a senico nei empi mode ni, g azie anche alla sua ca a e izzazione più de ini a e allo s iluppo della scienze chimiche, della medicina, delle conoscenze a macologiche, me ceologiche e ecnologiche, si è a e ma o in a i campi di u ilizzazione. Nel 1786 il do o T. Fowle a e a osse a o il gio amen o che i suoi pazien i ae ano dall’uso dell’a senico in caso di ebb i e di ce alee spo adiche. Il liquo e di Fowle u pe ciò u ilizza o anche come onico pe u o l’o ocen o e ino agli anni ’60 del no ecen o. Nel 1910 Paul Eh lich (1854-1915) p epa ò, insieme al giapponese S. Ha a, il p imo a maco chemio e apico a base di a senico, il Sal a san 606, pe la cu a della si ilide. Ques o si i elò ben p es o oppo ossico pe esse e ado a o in e apia pe cui, successi amen e, Eh lich mise a pun o il Neo Sal a san e poi lo S o a solo. Nel 1908 Eh lich a e a ice u o il p emio Nobel pe il suo la o o sull’immunologia e dopo u ip opos a la sua candida u a pe il Sal a san. Con empo aneamen e un al o compos o a senica e, l’A oxil, e a s a o ado a o nel a amen o della T ipasonomiasi (La mala ia del sonno) (Ma mo e Sace do i). Un a maco a base di iossido di A senico, il T isenox è s a o ecen emen e in odo o nel me ca o, in I alia, e si è i ela o capace di po a e a gua igione ol e l’80% dei pazien i mala i di leucemia p omieloci ica acu a. (Kiss). In A ica anco a oggi il a maco più usa o con o la mala ia del sonno è l’A sobal messo a pun o negli anni ’30 e lancia o sul me ca o negli anni ‘50 del no ecen o. Anche in medicina e e ina ia la Sind ome da Fa ica C onica (CFS) iene cu a a con hiace a samide sodica, un compos o o ganico di a senico i alen e. Nei cani, a a i con ale p odo o pe ia in a enosa, si è a u a una gua igione comple a dopo 7 gio ni. (Rizzi). L’a senico o a impiego anche nel se o e cosme ico: è p esen e, insieme al piombo nei osse i e con il me cu io e il cadmio nei make up pe gli occhi. A li ello comuni a io, la legislazione ha ie a o l’uso dell’a senico e dei suoi de i a i nei cosme ici con la di e i a base n. 768 del 27/7/76 che disciplina la p oduzione e la comme cializzazione dei p odo i cosme ici (modi ica a nel co so degli anni), ecepi a dall’I alia con la Legge n. 713 dell’11/10/86, do e nell’allega o II igu a a le sos anze che non possono en a e nella composizione dei cosme ici. L’a senico è usa o in g andi quan i à nell’indus ia e a ia, pe elimina e il colo e e de do u o alla p esenza di impu ezze a base di compos i di e o. Insieme al piombo si usa pe la abb icazione di leghe ada e alla p oduzione dei pallini da caccia. Se e alla abb icazione di componen i o oele ici, di semicondu o i (a seniu o di gallio) che possono esse e u ilizza i come componen i pe mic oonde, nei diodi LED, componen i di le o i DVD e pe ada au omobilis ici. L’a senico è p esen e nei p ocessi gal anici e di incisione all’acqua o e, pe la p epa azione di de oglian i e di alcuni ungicidi e an ipa assi a i, pe i uochi a i iciali (i colo i bianchi o blu in ensi), nell’indus ia chimica ( eagen i e ca alizza o i), in quella concia ia, in quella delle e nici, nello s ampaggio dei essu i. Combina o col c omo e il ame (Ch oma ed Coppe A senic- CCA), è usa o, inol e, pe la conse azione del legno con o inse i, unghi, e mi i e al i o ganismi. (Nebbia) (Mon agnani e Al. ) (EPA). La Di e i a 2006/139/CE modi ica la Di e i a 76/769/CEE igua dan e l’impiego dell’a senico e dei suoi compos i come biocidi pe il a amen o del legno; nell’allega o 1 della Di e i a del 2006 si ie a l’impiego di ques i compos i nel a amen o del legno, delle ca ene di imba cazioni, di qualsiasi appa ecchia u a o impian o o almen e o pa zialmen e somme so, ecc… Il legno a a o con soluzioni di ipo ame, c omo, a senico (RCA) può esse e comme cializza o se è des ina o ad usi p o essionali e indus iali al ine di sal agua da e l’in eg i à s u u ale del legno, pe ga an i e la sicu ezza delle pe sone o del bes iame (pon i, s u u e po an i di edi ici, sis emi di p o ezione dalle alanghe, nei pali delle linee ele iche e di elecomunicazioni, ecc). Inol e il legno comme cializza o pe imballaggi do à eca e la dici u a “s e amen e ise a o ad usi e impian i indus iali, con iene a senico” (GUUE 29-12-2006). L’uso di ques e sos anze, sia pu e in manie a con olla a, in an i se o i indus iali ha e e i de as an i sull’ambien e, in pa icola e sulle acque. L’inquinamen o p o oca o dall’a i i à an opiche aggiun osi a quello na u ale de e mina o dallo sco imen o delle acque a le occe del mine ale, è un enomeno di g ande a uali à che s a u bando la i a e la salu e di in e e popolazioni come in Bangladesh do e decine di milioni di pe sone, be endo acqua con enen e ele a e concen azioni di a senico, p esen ano g a i o me di in ossicazione. Secondo l’O ganizzazione mondiale della sani à le acque po abili non de ono a e e un con enu o di a senico supe io e ai 10 µg pe li o; le no me eu opee, in ece, consen ono una concen azione di 50 µg pe li o. In I alia la legislazione a uale a i e imen o al Dec e o del P esiden e della Repubblica 2 ebb aio 2001 in a uazione della Di e i a comuni a ia 98/83/CE in cui il con enu o di a senico nelle acque po abili passa a 10 µg pe li o. Di a o, poiché in nume ose a ee del e i o io i aliano, l’a senico è mol o di uso, (Rigan i, Bu e a) e poiché gli en i ges o i non si sono adope a i pe me e e in a o impian i di imozione di ques o con aminan e, si a i e imen o ad una de oga empo anea, pe l’acqua e oga a dai pubblici acquedo i, con alo i limi e da 20 a 50 µg pe li o (Rigan i). Nume osi s udi hanno collega o gli e e i pa ologici sulla salu e umana all’assunzione c onica di a senico a a e so le acque po abili do e è p esen e, in o ma ino ganica, an o come a senico i alen e che pen a alen e; il i alen e è il più ossico. Le p ime mani es azioni di ossici à si mani es ano, anche dopo mol i anni, a li ello cu aneo do e appaiono a ee di ipe pigmen azione e che a osi e alle es emi à con la cosidde a “mala ia del piede ne o”. E e i più g a i igua dano l’inso genza di umo i della escica, dei polmoni, della cu e e dei eni. Al i e e i pa ologici non cance ogeni, igua dano il sis ema endoc ino, ca dio ascola e e neu ologico (Bu e a). Mol i s udiosi e mol e aziende indus iali si s anno occupando di ques o g a e p oblema, pe me e e a pun o sis emi di imozione dalle acque. I me odi a uali più u ilizza i sono lega i a p ocessi di p ecipi azione, di adso bimen o, di scambio ionico e a memb ane; a ques i sono da aggiunge e quelli che s u ano l’a i i à di alcuni mic o ganismi e ba e i che appaiono mol o p ome en i pe l’a eni e (Be benni e Al i). Un g uppo di ice ca o i dell’Uni e si à Le T obe di Melbou ne, coo dina i dalla mic obiologa Joanne San ini, ha scope o che un pa icola e ipo di ba e i iesce a as o ma e l’a seni o ossico e le ale in a senia o, innocuo pe la salu e umana e degli animali. La ice ca, sponso izza a dal B i ish Council e condo a in Aus alia, Bangladesh e Bengala occiden ale ha s udia o 13 ipi di ba e i e uno di ques i, l’N 26 è in g ado di mangia e a senico ed espelle e a senica o (New on). Pe la p ima ol a, dall’Uni e si y o Geo gia, è s a o messo a pun o un sis ema pe imuo e e l’a senico dai e eni median e pian e gene icamen e modi ica e. Il nuo o me odo, secondo quan o è ipo a o nella Ri is a Na u e Bio echnology, consis e nell’inse imen o di due geni, p ele a i dal ba e io Esche ichia coli, nella pian a dell’A abidopsis: la pian a, così modi ica a, è in g ado non solo di olle a e l’a senico, soli amen e le ale pe ques o ege ale, ma anche di asso bi lo dal e eno (New on). Conclusioni L’a senico es a un‘impo an e ma e ia p ima pe mol i se o i indus iali, comp eso quello a maceu ico. Le sue p op ie à, pa icola men e ossiche, con ibuiscono nel mondo di oggi, a ende e l’ambien e, già pesan emen e inquina o da al e sos anze chimiche, a ol e del u o in i ibile. Quando il eleno iesce a con amina e l’acqua po abile e i e eni des ina i all’ag icol u a esso en a nella ca ena alimen a e e aggiunge ogni esse e i en e con e e i de as an i sulla lo o salu e. Come si è de o, alcuni popoli sono pa icola men e a ischio e mol i milioni di pe sone p esen ano sin omi di g a e in ossicazione. Gli e e i noci i non ispa miano nessuno dei paesi indus ializza i pe ché oppo as o è il campo d’impiego di ques a sos anza. La s essa I alia, come si è de o, si o a in di icol à specialmen e in alcune zone (Campania, Lomba dia e Vene o) do e la concen azione nelle acque è mol o più al a di quella del alo e limi e di 10 µg/L. Al i casi igua dano l’a elenamen o del iume Me se, do u o alle acque p o enien i dall’ex minie a di Campiano (G osse o), e delle acque delle Piane di Sca lino e Follonica do e sono s occa i i iu i speciali con enen i a senico (Nebbia). La imozione è abbas anza di icile e cos osa nonos an e i a i p ocessi spe imen a i e p esen i sul me ca o del mondo indus ializza o. Nei paesi po e i (bacino del Bengala e Bangladesh) la popolazione è cos e a a ico e e a me odi cosidde i “casalinghi” basa i, ad esempio, sulla locculazione, la coagulazione e l’adso bimen o, p ima dell’uso ( a amen o al pun o d’uso). In conclusione l’a senico può anco a conside a si “il e dei eleni” ma non più “ il eleno dei e” esso colpisce u i: gli abi an i dei paesi icchi e quelli dei paesi po e i. Di esso, comunque, è di icile a e a meno. Bibliog a ia M.P.A. Ma ioli “I disco si di M. Pie o And ea Ma ioli nei Sei Lib i di Pedacio Diosco ide Anaza beo della ma e ia Medicinale”. In Vene ia app esso Vincenzo Valg isi. 1568, lib i V e VI J. R. Pa ing on, “A His o y o chemis y”, London MacMillan & Co L d, New Yo k – S Ma in’s P ess, 1970, Vol. I, Pa 1 G. Plinio Secondo “S o ia na u ale” Vol. I 1982, Vol. II 1983, Vol. III 1985, Vol. III Pa . 2 1985, Vol. IV 1986, Vol. V 1988, Einaudi edi o e, To ino L. 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