[Sacra congregatione concilii Rm̃o P. D. Lambertino secretario Hispalen. Archidiaconatus / pro R.D. Ferdinando Martines de Auila Summarium]
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Num. tai; Exasnen quinque On Luigi de Salzeda, & Azioma per la grazia di Dio » Zellium fattam #7, © della S. Sede Apoftolica Arciuefcouo di Siuiglia del 2 ordine Rewerè Confeglio di fua Macftà &c. conuenendo al feruizio di Dio difmi ArchiepiÈ all'adempimento del noftro Paftoral Miniftero fapere, Jcopi Hi/palen.de | © verificare tutte le circoftanze , che interuennero ; proce-. ponentiam de cri= i derono, efeguirozo nel cafo, nel quale diedero morte è rOno 7 | L i I mine bomicidii t D. Girolamo de Medina abitante che fù della Città di Xepatreto rs | tez della Frontiera di quefto noftro Arciuefcouado; Quali fario in Perloné | furono gli Aggteffori, e fe trà quelli fù vno D. Diego Vil- | lauincenzo natiuo della detta Città concorrendo lui folo è | detto homicidio ;. fparando arme da fuoco , ò egualmente | conaltriinducendoli, e portandoli con le fue perfuafioni | econfidando nella buona cofcienza ; zelo, verità ; giuftifi- | Catione, e prudenza di D. Diego Camaco Gallo Sacerdo- | te Curato diS. Giovanni de Laterano della detta Città gli Commandiamo , ordiniamo; e gli diamo facoltà sche è de Inve necellaria, e fi richiede acciocche auanti il Nfotatoj | Che farà di fua maggior fodisfazione proceda alla verifica- | tione di quanto fi è riferito ,efaminando perfone più veri | diche, erchecon maggior individualità poffino deporre e foprala publica voce , efama» quale conclufa ; cela ‘ri> Ci: metta allenoftre mani. Dato in Siuiglia alli 19. del. mefe di Gennaro dell’anno 1724, (Gi GG} rbuigiArciuefconodi Siuiglia. (0° -Pericommando dell’Arciuefcouo mio'Signore. D. Emantele de:Vrrunaga Segretario. Ia Gittà.de Xerez de la Frontera alli 2 r.diGenuaro 1724: 1 Signor.D. Diego Camacho Gallo Curato più antico delle Chiefe di detta Città, & attuale della Cappella di. GioVanni.in. Laterano auendo vifto la Commiffionie delPEccellentifsimo Signor D. Luigi de Salzeda, & Azioma Arciue= | {rouodi Siviglia mio Signore diretta à fua Signoria perle | diligenze a che riferi(ce , diffe , che l’accattaua;, &.accettày Kun fuoadémpimento vfando della Giurifdizione ,che fua iggoria ci delega nominò per Notaro per attitare D. Chri= de ftoforo de) Torres Cantieras Notaro Maggiore de Tefta- | Menti dellaidetta Città };e commandò ; che il detto Nota» te novfichità Da Diggo-Camacho Triano; è D. Michele» Girolami de Me dina, è Di Giouonnie D. Francefco Guttice ez; Od DI Antonio Beato Sacerdoti acciò comparifchino A auanti Hicronymi des. Medina. %r : È
e cc ina na_nne “Tare certa difbdiaratione fotto iI icommunica maggio=, te; € cosllo proiedé, € commando » e fi fottofcrifle fora ; Signoria di'che dò fede. ARA Diego Gamacho Gallo, Chriftotoro de 'Parres Contrieras Notaro . | Nella Città di Xerez de la Frontera nel giorno mefe , &c ame no fopradetti notificai l’atro antecedente à D. Diego Triae ;| o no Gamacho, è Di Michele Girolamo de Medina e Morales;; è D. Antonio Beata de Roxas; à D. Giouanni je DL Francefco Guttiorez Sacerdati nelle loro Perfone; di che, dò fede è Chriftoforo de Torres Cuntstti Notaro. i ;Nteewa Nel giorno 22, Gennaro dell'anno 1724, auaoti {ua Si noria. PAeRTTAOI il Signor D. Dico Camacho Gallo Curato più antico dIeR een Chicfe di detta Girà, & attuale della Cappella di S, Giouan= | pi de Laterano Giudice di commiffione in virtù di quella $ Eh na che và :in.principio di quefti atti comparue D.Dicgo fiano | ; Paigi MIUHANM!* Gatmacho Sacerdote abitante della d, Città nella! ftrada di Piernas; quale conofco , di ché dò fede 3 & avanti faa Si=' | cod 3 & alla mia prefenza giarà in verbo Sacerdotis po», ftafila mano ful petta , e promife di dire la verità, &'inter= — rogato fapra.il contenuta della precitata Commiffione dif fe; che fî ricorda beniffimo ; chenel giorno 3 che fù'trona=' A to morto nel mezzo la ffrada de Bifcacheras Di Girolamo de Medina Eftupinan, e Cuesita Villauincenzo , corfe ino Deponit de publi» quefta Città la voce publica , che l'havenano occifo Di Frael | ca vece; © fama — cefco Ponze de Leon, e D. Diesode Villavincenzo Ghierico” homwicidii peirati ‘© di Ordini miuori e che con quefti i accompagnò D. Ago= è D. Didaco de: —ftina de Efpinofe sla qual voce fi confermò con efferfi rifu= Fillauincenza è giati li predetti, & affentatili da quefta detta Città, esà il . | ib'Feftimonio y che è publica, e notorio nella detta Città , ” che li Parenti del d, Defonto fempre ebbero inimicizia» cou li fopradetti trà foggetti per auer verificato che furonogl’Aggreflori, finche doppo qualbbe tempa il detto Da Agoftino de Efpinofa fodisfece alli Parenti del detto Defonto facendogli fapere, che nella notte , nella quale fiam=' mazzò il detto D. Girolamo; lidetti D. Franicefco, e Da Diego chiamarono il dì D. Agoftino ; ‘accioche foffeandata àifpallo con.elfi laro s came de fatto: fece fin à tanto ches arriuoroho al luogo, doue ammazatono il d. DL Girolamo” A 6. ue * done id. D. Agoffino fopra V'intentione delli prefati. Di aguftinus de Es. Francefeò., e Di Diego non potendo diffaadergli, ò eat sfpinofa vocatus Liv i su è rime E rire oe pinto L° pe Los pas Pi ì piis
‘verificito li Patenti del Defonto , che quando fpararotio li “due ’firi, con quali 'Amaiazzarofio @ Finonava il d.Don ‘quelto che hà depolto E quello): che Sa îu'otdine‘a quanto gli Gi è domalidatas e la Werita Motto ibpelo del Tuo giura mento, eche effeado necefanio fi vatifità in quanto ha depofto ; e la fottofcriffe , come anche Sua Signoria , diches D. Diego Gamacho Gallo» D. Diego Triano Camacho LO © Chritoforo de Torres Contreras Notaro . Nella Città di Xerez de la Frontera ne! giorno &c. ‘comnaruè D. Agoftino Beato de Roxgas è larmes Sacerdote‘abitan» te della detta Città Arada della Poluera gi irdin verbo Saterdotis:poftali la mano ful\petto fecondo la legge , € pra» ‘îvife di dire la verità, Wintertogato Comvidione, che va in princivio di quela informazione, difie, che nell'anno palfaro 7712. nel mefe di Luglio fecondo gli pare fi ricorda sche nel ‘giorno che fi trovo morto D. Girolimo de Medina tu-publico in quetta Città , che l’ammazzarono D. Francefco Poate de Leon, e D. Diego de Villivj icerizo Chierico ‘d’Ordini minori, la qual voce fi conf.rimò delta fuga » ‘chie Irfopradetti pofero da qu: fra | Città ,.e perche in effa fi diceua » ahe fi era cagionato il det- "o hogcii dall'daer poche notti prima id. D. Girolamo auutò va diffurba con li predetti D. Francefco , e D. Diego perio fcandots., che dal ino li medemi parlando da vna ferrata con la pente di fua Cafa , € parimente sà il Teftimo- | mo } chegli accompagno nella detta note D. Agoftino de | Eipiniofa, \eche li Parenti del Defonto fi fono mantenuti féaza l’î ticonciliatione con li predetti fino è tanto che paf: fato quello tempo , Pon- &e'ae Romi e fe l'habbiand fatto conil detto Don Diégo “nonlosì; E quefto che hà depofto e publico, € notorio 7 | publica voce; e fama in quefta Ciità, ecosì lo dichiara » fotto il pefo del fuo giuramento , e che effendo neceffario fi ratifica inquello , che hà depofto , e lo fotroferiffe , come sa anche Sua Signoria di che dò fede. 2 | __‘ D. Diego Camacho Gallo . |’. D. Antonio Beato de Roxas faimese . . | —_. Chriftoforo d* Torres Contreras Notif0 e sro 6 Nella derri Città di Xeres &c. nel detto giorno &© compare ue D. Michele Girolamd de Melina xé Morales abitante di quefta detta Città Sacerdote , e giurò in verbo Sacerdotis in conformità della legge è € promife di dire la verità, & in= A % tere, - Pe | Rae “Agoltino molto ditinte dal Go, doùè'glitirarono ; e che, fopra il tenore della fi riconciliarono con D. Francefco PonÉfa intentio nes’ DD. Francifci de Ponce , © Didasi de Villadintott tia de ovcidendo . Hicronymua “de Ndedina curame cos diffuadere, fed nor porsi DI Sccundus Teltis ,* Depenìt de publi= ca voce i fame Ì hemicidii patrati è DD. Frunctjco de Ponce, & Di dico de Viliauin=. centio « Adducit caufamo bomicidit fuiffe> propter ebiurgai rionem fattanza | noBtibus praccdì sibus è Hierony - mo de dedina ve ci[o dd:Francifto Porre © Dida» code Villawincen gio repertis ino amatoriig Collo= quits. © Tersius Telit a
SILE: CERO Tefiatur de pue blica voce, & fuma > bomicidij. Patratt. è DD, rancifea de Pon 60» © Didaca de illawincentio , Deponii noblibas Orecedentibas Hieronymus de Iedina occifum tiomeni cum DD; roncifco-Ponce, © Didaco del. lawincentio .G Deponit de publi €a voce ’ 0, fama bomicidij patrati CF LIL Franci. feum de Ponce eg. — Didacumdge ViiVauincentio,. H Teltatur. de conUenttone ortgyg=. 71045 Precedens 3bus jugey Hicro VIALI Occifum , S rAncifcum) MILIIOT Didacî de Villanincentio Oecifores ‘9 QUE CoMtenzio degje 00/071 Homijcje dios I > fe babuille conten=- Ferrogato fopra il tenore della precitataCommiflione diffe, che nel giorno ,. che fù ritrovato morto D, Girolamo dee Feginel Publicò ju quela Città, che chi l'uccife furono Det Frangefco Ponce de Leon, e D.Dicgo di Villauincenzo Chie rico d'Ordini Minori, Ja qual voce fi confermò dalla fuga» che li fopradetti prefero da quefta Città se perche în efla fi «dicena che il derro D.Frnncefco , è D.Dicgo gurugno cautm aleane nosti prima della fua morte il 9, D. Girolamo ageuo Shi, AGHto com li predetti: D, Francefeo, eD, Diego un difurbo, € dice il teftimonio, ché li Parenti del derto Defonto fem «| pre fono ftari nell’intelligenza), che il detto D.Francefco 3 e D.Diego occifero il d,Don Girolamo, perche verificaros no a ehe ad un medeffmo tempo fi Jpararone due tiri, & ches Quefto, che hà depofto è /e verità publica > E motorio tn quer fia Città, e quello, ché sà fotto il pefo del fv0 giuramento, e che efiendo neceflario fi ratifica in Quello , che hà depo» CdC i D.Diego Camacho Gallo, D, Michele Girolamo dc Medina, £ Morales, Chriltoforo de Torres Gonrreras Notaro . Lt Nella detta Città di Xeres nel giorno &c, comparue D. Girò uanni Guttierez Sacerdote abitante della detta Città nella Md » firada de Bifchocheros, e giuro in verbo Sacerdotis,fecone do il coftume, promife di dire la verità , & interrogato fon | Prall contenuto nella Commiffione Precitata, diffe, cheè publico » 0 motori in quefta Città , che D. Frantefco Ponce de 4.com, e D. Diego di Zillauincenzo Chierico d'Ordini minoris occifero D, Girolamo de Medina , perche fi sà, che queftf. cauforono fcandalo continuando molte notti à parlare com perfone della Famiglia del detto D.Girolamo da vna ferrae ‘ta dello fua Cafa > fopra di 6he il detto D. Girolamo ebbe cone tela coni) dettoDiFrancefto, e D, Diezo poche motti primao — della fa morte ye perche li detti D.Francefco e D,Diego fi ‘edero immediatamente alla fuga da quefta Città, douce anche è publico, che li Parenti del detto Defonto fono.ine formati, che li derti due ammazzarono il detto Don Giro» Jamo con due Tiri, che gli Jpararono ; ‘Da che rifulta , ghe li detti Parenti fempre fono ftati in inimicizia con'li detti De +; sancelco , e D,Diego , 6.52 il Te/timanio, che li detti Parens (a CATE fi de » €./0 fottolerife come anche Sua Signoria di che dò e I o niri rt IR nn de
Mn Mn "ren _—"——-— o lo.Porncey e non gli cofta:; fe la detta riconciliazione gl'abbie- "a fsta conil ditto Dot Diego. E chie quefto scheltià depo-, è queltanto, chesà inordine à quanto gli fi è domaudato; & è publico ; e notorio in'quefta Gitrà ;.&.é la, verità, îtto il pefo del giuramento, e.che effendo neceffario fi.ra-. lifica in queta depofizione, e la fottofcrifle , comeanche», Ra Signoria, di che dò fede. btrieo KIA D.Diego Camacho Gallo. . suora D.Giouanni Guttierez. LA getfizelisi Chriftoforo de Torres Contreras Notaro. Mibito immediatamente auanti &c. comparve D. Francelco Giu/eppe Guttiérez Sacerdote abitante di quefta detta Città, Nel}a ftrada de Bifchocheros giurò nella forma.douuta , Promife di dire la verità, & interrogato fopra iltenore» della Commiffioney che và in principio di quefti atti; diffe, che nel giorno, che:fitrouòmorto 'D. Girolamo de MeD. Francefco Ponce de Leon) se (Dow Diego de'lillauincenzo Chierico di Ordini.Minori con due tiri vebe ad on'ifie[fo.temdo gli ‘Sparorono $i quefta publica voce yi efama perfe uera, € dura finad oggi in quefta detta: Città, € /! confermò? fubito: con la fuga, che da quella ambedue prefeto, €. 07 le diligendes che lidetti due'banno fatto pervwiconciliarii comli ParenUdelidetto Defonto; it che sà il Teftimonio ; aner confeguito:il detto D.Francefco Ponce ye non.sa fe il detto D.Diethe fù publico, e notorio in quefta Città; ‘che nella notte, Agoftino Efpinofa lidetti.D.Francefco;e D. Diego; fenzab. fapere perdoue y&à qual fine lo portavano ; e sà il TeftiMonio sche fù publica in quefta/Città la derra Compagnia, maggiormente, che fubito fi verificò, efu publico, che» Francéfco, e D: Diego non potendogli rimouere fe ne parti ze | Siliò con.li Parenti del Defonto'} e: perche verificorono efÉ fercertos che il detto Don Agoftino non concorfe alla i morte; E che quefto, che hà depofto è la verità fotto il pe- > del fuò>giuramento ; ‘e che effendo neceffario ineffo fi er velo fottofcriffe afieme con'fua Signoria y di che» 0 e, | : LT i : | Di Diego Camacho: Gallo; ‘D.Francefco Giufeppe Guttierez. Chiftoforo de Torres Contreras. A Su» iierduano al:preferite riconiBliati-con itrdetta Don Kngnes-.! lina /î publicò in quella-detta Città» che ?hewewano vccifogo fiéè riconciliato è ò nò 5 E fimilmente sà il Teffimonio). ‘che ammazzorono il detto D. Girolamo, accompagno D.. Quando feppe il detto Agoflino l'intenzione delli predetti Don Zlilafciò ; per la qual cagione di lì à poco tempo:fi ricon-. i Reconsiliazio ca Corfanguinci; Defunbti ebsenta v fuit per D. Fran. cilcum.Ponccs: du nullatenss verò per D. Didacum. Aduerfariuti Quintus Tefis. - Deponit de publica voce, E fama bomicidi] pesrati è DD.Frd- ‘cifco Ponce, © Didaco de Villauincentio. Francifcus Ponce,€3 Didacus de Villawincentio occifores fecerunt diligentias pro obtimenda è Confanguineis Defun 6i reconciliatione, folus Fran cifcus Ponce cav obtinuit. Auguftinus de E/pinefa vocasus in auxilium cura uit remouereDD. Francifcum Pomne ce, © Didacum de Villaaincene zio ab intentione, © & animo occiden= di Hieronymuw de Medina.
Por “ac rr ie eco Num. 20 Subito immediatamente il detto Signor Gouertiatore ftando Declaratto Alanella detta'Cafa fece comparire auanti di fe D. Maria Giur rie Jofepha des. è feppa diMedina vnadelle quattro figlié di D. Luigi de» Medina filia AMedina’ dalla quale avanti di me infrafcritto Scrivano fù loyft Medina'at- © ‘riceuuto il giuramento per Dio) e fopra vo fegno di Croce. reflantis Didac@ informa legale , & auendolo fatto ; e prometfo di dire lab de Villevincenverità effendo interrogata per il capo di Proceffo di quefti sio, Francifcà «atti, e fopra quanto s'era proueduto in quefto giorno dal de Ponce otcidife ’dSig-:Gouernatore, nici i va Hicronym& MAeDiffe , che quello che pùol dire; e dire e dichiarare in ordie dinam. ne à quanto fi domanda, fiè, che faranno due anni poco och piu,ò meno che hà fatto l’amore con la Dichiarante Don» Diego de Villanincenzio &c. e Don Francefco Ponzo dev Leon &c. con D. Auna Medina fua Sorella nel qual tempo gl’anno dato parola di maritagio alla prefenza di D.Luigias *.—». e.D. Bernardina de Medina loro Sorelle.; e di Bartolomea | de Palenzia, e di Maria Rodiquez Serue della loro Cafà 7° | con il qual motiuo venivano è parlare conla Dichiarante y : e con la detta Anna Sua Sotélla Ja maggior parte delie not=. Peas ». tili predetti D. Diego de Villauincenzo s e D. Francefco! ® Ponze, e nella: medema conformità vennero è parlare, doppo la mezza notte del giorno 20; di quefto mefe , e con . effivenne facendola. fcorta dietro di-loro D. Agoftino de: % ‘ Spinola, e Efpinofa &c. effando parlando con la dichia’ ns i rante, € Sua Sorella prefenti le dd, Bartolomea de Palene. zia , e Maria Rodriquez ; come fempre to faceuano , fenza” che quelli Je vedeffero fopra il'modo; e «quando avevano: da maritatrfi; e rifpoftogli che la:dichiarante sie Sua Sorel= la non difponevano:cofa alcuna fenza licenza.; e permiffio= ne del loro Padre con il quale potevario per tal’effetto pars lare, effendo citca vnora doppo lamezza notte del detto: giorno difle il detto Don Agofino de Sdinola che ftava nella Strada de Bifcochieras:alli detti. D. Diego; e Don | Francefco ; che ftauano parlando con la Dichiarante, e Su® Sorella nella Feneftra , che riefce, e corrifponde alla Strada deCaraquel=/icn Gente = e fentendolo (ene andiedero | doue ftava il detto D. Agoftino;; e la'Dichiaranite: ye Sua ‘ Sorella ferraronola feneftra trattenendobifi in quellacoB le ferue &c.e di li à poco tempofentimo parlare con li.dd. . D. Diego; e D. Francefco, e D.Agoftino; D. Girolamo de Medina Zio della Dichiarante , eda lid brewe:fpazio di I Didaeu = Vil tempo fentirono alcuni fpari che intimorirono la Strada; ® I print 3A 2 dip e non fentirono lamentati perfona:veruna È 4A “on IO sflello puntov'accoferonoli ; biu Francifium Pon, . punto s'accoftorono li fopradesti alla Fenefira; de s5 ati i CZ
FM «*X(ÈA n LI n t€@—@—@—@—@—@—@"—1=mà2121n1n11111—111——————_—_11n1___1n121uz1tm—————È————@——@— ig frana v'ediffero abbialso a umazzato il Zio delle Voftre ce dixife Marie VIE i Vignorie D. Girolamo già fiamo perfi vogliono lor altre SignoIofephe Medina re vcnirfene com noi altri , fopro di che rifpofero chenò ye con cos occidiffe Hic- ; quefto nell’iftefo ifftante fe de partirono fugendo per detta” ronymuavi Medin Strada di Caraquel verfo le Taraffana ; fecondo il calpeftio, mame I the'faceuanoi; e la Dichiarante s e Sua Sorella, e le fetue G titirorono alloro Appartamento ; &effendo in effo entrati ih fuo che ftana fenza lume gli dimandò il' detto Di Luigi loro Padre, che fava colco in elfo s che fpari fon ftati quefi, alcherifpofero non lo fappiamo è mella Strada pare x. che fiino ftati, & effendofi colcate con ledd. loro due Sorelle fecretamente fenza che lo fentiffe il toro Padre gli harrorono s quanto era fucceffo , e paffato, e che per timo=. : cre;e paura non volferodir cofa alcuna aldetto loro Padre | “&c. enonsà, nè puol dire qualdelli trè ammazzò il detto ‘fuo Zio il quale fapena il predetto amoreggiamento per la frequenza che è tutte 'horedi:giorno, edi notte palleggiaci ua la detta Strada &c. e quefto è quanto pafsò , è la verità 2A n fotto il pefo del fuo giuramento &cr i | x } i to ” i sa 1 i Uibito &c. detto Signor Gouernatore fece comparire D.An_. Nun.3 da de Medina &c. alla quale:&c. fotto il pefo del fuo giuDeclarazio Anng bat ento en aaa È Medina attefta» Diffe che quello ye puol dire in ordine à quello ; che pli i dotis Didacum dev manda fi è} che faranno due anni poco più, omeno ; che Z'illauincontio , ‘Dov Francefco Ponce de Leon &c. hà amoreggiato conla & Francileum Dichiarante con il fine onefto di maritar(i con efla,e D.DiePonce occidiffe» w06 da Villauincenzo &c. hà fatto l’ifteffo con D. Giufeppa Hicronymé Mer Maria di Medina forella della Dichiarante, & ambedue» dina. hanno dato alla Dichiaraote , & alla detta fua forella parola di matrimonio alla prefenza di D. Luigia» € D. Bernar- ‘dina de Medina forelie parimente della Dichiarante ; € di Bartolomea di Palenza , € Maria Rodriquez ferue della. fuacafa, conla qual libertà lifopradetti paffeggiauano per la fua firada di giorno ) € di notte fuor d'ora, & adore in- | folite d'effa per vna feneftra d’vna fala è pianterreno della | detta fua cafa y che rifpondernella rada di Caraquels e» . cdoppo la mezza notte di jeri 20. del corrente. vennero à — parlare con la Dichiarante , € fua forella dalla detta fenefira) e ftettero parlando fopra il modo € quando voleua- | nodifporre di loro maritaggi » fopra di che gli rifpofero la | Dichiarante e fua forella è che effe non difponeuano cofa» | verùna, e-che parlaffero con il loro Padre con il quale l’'hauevano datrattare, la qual conuerfatione pafsò alla pre» fenza delle dette Bartolomea di Palentia; € Maria Rodri= 4 quez
anti tri quez , che fanaro con la Dichiarante, econda detta iva forella conforme { mpre |’ sieguirono, feuza che li cetti D. Diego, e D, Francetco li vedefero , ecomefli venne a (Quella notte. per fargli l3 (corta dietio, e guardargli le» fpalle D, Agoftino de Spinola, &'Efpinofa &c.1l quale ftaUa-ritirato. in occafione, che ftauano parlando Ji predetti D, Diego, ve D. Francefio verfo-la ftrada de’ Bifcocheros ’ de ellendo circa vn'ora dopo la mezza notte gli dille il dete to Agoftino alli predetti D, Diego, e D, Francefco = Zien &ent6= per lo che (iritirorono dope ftana il detto D. Agos: fino , e la Dichiarapte , e fia forella ferrorono la fenera, - trattenendofi in effa in compagnia delle derre ferue.3 e dop- \ po poco tempo fentitno parlare con li detti D. Diego, Don Francelcose D:Agoftino; D, Girolamo de Medina zio della Dichiatate,quale riconobbero dal fuono della vacese n6 pos terono per effer la d.feneftra ferrata co vprire quello di che B parlauano,& à breniffimo tempo fentirono dui fpari da fuoDI ro deVil: ©©M0on fentirono lamentarfi perfona alcuna, immediatae si A rc n ne cotta mete Saccoftorona alla d fenefira li fopradd.D.Diego;e D.Frde Ieuincentio, © celco , e differo alla Dichiarante, O alla fua forella abbiamo Francil/cuwPon= TELI JRS JESI Gar La sr ammazzato il loro zio, giù famo perlî vogliono lor Signore ves © ce dixile Anne E CA SROA, i Medine fe occimivfene con noi altri fopra di che gli rijpofero di nò,perlochè fe diffe Hicrenymb ‘he partirono Via fuoédo perla Rrada del Caraquel verfo le Man Taraffanas, ela Dichiarante con Ja detta fua forella intie > | morite da quello ch'era fucceffo Giritirorono al loro appare. tamento , & effendo entrate la detta Dichiarante , e fua fo» | rella entrorno nel fuo, cheffana fenza lume con tutto flenzio , e fegretezza per ritroparfi inefso dormendo il der= | to D Luigi de Medina fuo Padre , il quale goa le vidde em, trares &ofsergando, che ftauano fueglie gli domandò, auere intefo quefti fpari ) che hanno intimorito la cafa ; che {pari faranno cotefti, e gli rifpofero; pare che fiano ftati nella ftrada ; ela Dichiarante, e la detta fua forella fi colcorono con le dette D. Luigia » € D. Bernardina , alle quali congran fegretezza affinche il detto fuo Padre nonle fen» tifse raccontorono quello ch'era fuccefso &c. e non sè} né puol dire quale delli tré riferiti, ouero quali furono, che gli diedero morte &c, Che è quanto &e,. S cal 4 è Num:4,. | Subito &c. Luigia de Medina &c. allocusi I; | SECRR oo pla de Medina &c, allo quale &c, fi 1 pefo Declaratio Aloy. del fuo giuramento ce, LIRS CSA z eMedine at Difse , che quel che puo! ra , i rà de ‘une al Difse, che puol deporre fopra à quanto gli fi è doci Didacii mandato fi è che D.Francefco Ponze dj ini via D.Die- . EE , go di Villanincenzo &c. fono molti giorni,che hanno amo» v'Erancifeuma FebgIato di giorno, edi notte con Ds Maria) e D, Anvad LR A A ; de è ,
-le Medina-fue-spretfey&abanti; &ralla prefnzadell DiPover d0/diffe 5 «chiarante., e di D. Berngrdina de Medina-parimente tua» Firronymi Ades tforella minore; c di Bartolomea di Palenzia,s, e Maria Rodira +» | ‘driquez ferue della fua cafa ,D, Francefco Ponce diede pa- «tola a D. Anna di maritaggio ; &ildetto D. Diego di Vil» ‘davincenzo alla predetta D. Maria; € fotto quefte paroles »andanano frequentemente è parlare con le fopraderte ad thoreincongrue della notte, e fuori di tempo per la fene- + ftra della fala ; che'riefce nella ftra del Caraquel, e nella, ‘notte del giorno 20, ftettero le dette due forelle parlando dalla detta feneltra conli predetti D. Francefco , e D. Diego» ela Dichiarante, e la detta D. Bernardina fi ritirorono “el loro appartamento ; € letto retando conle dette fue: I ‘-forelle le vredette Bartolomea de Palentia, e Maria Ro- | I «driquez, & efsendo vn'ora circa dopo la mezza notte fenI | \tirono alcuni fpari d'armi da fuoconella ftrada, per lo che | «molto s'impaurorono la Dichiarante, e la detta Bernardiima fuaforella, &à breuiffimo fpazio di tempo entrorono »neldetto appartamento. le dette DMaria; e D. Anna fue - Lorelle tutte impaurite » e fentendo D. Luigi Medina fuo «Padre efser fueglie le riferite, il quale ftaua nel detto ap- | partamento , domandò.che fpato è ftato quefto; e gli rifpo- - fera ynon lo fappiamo, pare che fiaftatata nella ftrada, & ‘eflendofi colcate molto fecretamente » affinche fua Padre mon lo fentiffe , le dette D. Maria,» e D. Anna differo allaz | Dichiarante; come ftando parlando dalla feneftra con li detti D. Francefco » e D. Diego; D. Agoftino de Spinola , SB Efpinofa\che andava con effi gli aueua detto , ‘che veniva a gente, perilche s'erano ritirate dalla detta feneîtra eche | ‘effe l’aucuano ferrata trattenendofi dentro d'effa, e che fene — tifono detto Girolamo de Medina lorozio parlare con li fopradetti, quale conobbero beniffimo dal fuono della voo sese che molto repentemente aucuano fparato s e cde li 44, | D. Dicgore D. Francefco erano ritornati alla detta fenefira, ra e ferrata come ffaua l’aucua detto abbiame ammazzato illoro | zio D. Girolamo digià famo perfi è vogliono lor Signore ve- > wire comnoi altri? e che l'haucuano rifpofto di nò Gc. e che» | honsà nè ha intefo dire y quale delli fopradetti ammazzò | il derro fuo Zio, cheé quanto &c. | O tua " Num.5s: Subito &c. auant il fadetto Giudice &c. D. Bernardina de» Declarazio Ber: Medina &c.. alla quale &c. fotto il pefo del giuramen= $.0rdinéMedinig to Bc... dr atteftantisDida= | diffe, che quel 3 che puol dire inordine è quanto iglifi do» camwde Villauina manda fi è che D. Francefco de Ponze &c. D.Dicgo di Vilcemtio, © Freni Saudi aes PI lar Se sd
lg Svbitoimmediatamehte &e. D, Luigi deMedina&ci 4 \}:Eflendofifatto giorno ‘chiamorono y:& abbufforono la, portà 3 |. della fua cafa non fo chi dicendo à voce Sig. D. Luigi apra . ix V+S.la porta, cheanno ammazzato fuo fratello D. Giro”: .*8YA8" (28. damo alle quali voce s'alzo ,&aprila fua porta, e vidde», Sia se morto nella frada il detto D. Girolamo fùo fratello vici; nola fua cafaje quafi dicontro al vicolo del Caraquel cone tiguo al muro dellacafa della vedoua del Miniftro Senato», rio Biagio Lopez con fuo-Feraiolo, e cappello fua fpada ; € fenza piftole;effendoni concorfa.la gente lò portorno den». Num.12. tro:la fuà cafaldoue:ftaua morto, e che vn.fa altra.cofa &CDiligentia fata Subbito immediatamente in quefta detta notre -Sua Signoria Demi D. Domidetto Sig. Gouernatore accompagnato, & affiftito da meo mici Didaci de» —pirefente!Strimapo dal detto Sig.Luogotenente maggiore; © | VilIcuincentio ...;. delli fuoi;minitti Gi portò con tutta diligenza alla cafa; che Si. | fù abitazione di'D. Michele Fernandez de Villauincentio di gia Defonto di contro la Parochia di S. Marco; che e quel« la dell’. abitazione di D. Diego de Villauincenzio, reorins, quefta Caùfa,:&eflendo entrato.in;efla;, e vifitatala tutta. fenza ecettuare cofa veruna ne anche gl’appartamenti » €; ftanziole più recondite, & occtilte, & in effa non.fù potute, | t0 auere.il detto D. Diego ad effetto di porlo, prigionenel® — la Carcere reggia di queta Città conforme fi. coman anel: Decreto antecedente, & affinche cofti fi pone perydiligens — i ‘2a &c. E oNMIpi 1) IRR re rttrat a sha? bî Alia dilizentia» Nella Città di Xerés.&c. nel detto giorno &c..del detto ate fatta inV. Con- © no 1712.il predetto Sis. Gouernatore in adempimento | UenRLu S. Marie dell’ordinato nel Decreto antecedente coll af:[fenza e. Mercedis dere-' portò contutta dilizenza al Convento della Madonna dele — periendo Didac& >. da-Mercedede i-Padri Calzidi extra muros diquefta detta de-V'iMasincene Gittà, & effendo entrato ineffo y e fatta ambafciata al Pas | fig... dre Commetidatore vfci fua Riuerenza al quale diffe fuae n: Sighotia sche veniva à cercare nel detto Conuento gli Ret di quefta Caufa, per il che la Sua Signoria, € di Sig. Luogo* tenenté maggiore; &'alcuni Mibiftri avendote lafciati altre di.guardia nella Portatia, e Porta della Campagna del dete to Conuento fi principid à vifirare coll’affiftenza del prefes «te Scrivano; e del detto Commendatore il prefato Conueir .to dalla Cella del detto Pi Commendatore profequend® fino à riconofcere } e perquirere tutte le altre delli fuoi Rer rligiofi, e ChiefaSagriftia Chioftti ;.e Magazzeni , Cuccine Lio ig e-tutte gl’altre Stanziole publiche,. € Rito n ari eruar cofa afcuoa «del detto Conuento yesli.dd. \ nonfurono potuti ritrouarfi ineffo &cs, & affinche coti!! | pone per diligenza &c. | E {us | +, Fees cai
tutta diligenza al Collegi Sta | &ellendoentrato.inello , e fatta fare ambafciata al Padre eflo era il Pref - ledifle Sua Signoria, che veniua a cer hi Rei di quefta caufane da Sua Signoria, e dal detto Signor | Luogotenente maggiore, & alcuni miniftri avendo lafciata | cuftodita la Portaria, porte della Chiefa, e Porte, che chia- | mano del Campo del d. Collegio non. furono potuti trona= | reLlidetti Reiper l’effetto, che fi.contiene nel Decreto al- | tecedente, &.affache colti fi pone per diligenza && Seq i diliget uifitio ta Ra in Collegio, : » din LL #3 Mora À i Sequituralia diligenzia,fcu perq |. &Ecclefia PP.Gefuitarum Nella Città di Xeres della frontera alli 22. del mefe di Luglio | dell'anno 1712, Sua Signoria il Signar D-Diego Errera &c, || Gomernatore &c, & auendo vifto quefti attia e ehe dalloo | diligenze antecedenti cofta efferfì cercato D. Francefco |. Ponce de Legn:D, Diego de Villauincentio » € Don Agole. | no Spinola; e Efpinofa Rei diquetta Latta | |. della Madonna della:Mercede de’ PP. Calcati, e nell Tk | legij della Madonna della Vittoria, e Compagnia de'PPe - del Gesù ad effetto di eftraerli da quelli a e non fi porerono | trovare, comandò, che fi fpedifchino lettere requifitorie | alleCattà V. (pa: z CH “La diam x È. st | que faranno ritrovati fi catturi no, €’ mettano Carce rati im | ciafcheduna delle loro-Carceri n & acciochée Ji fi fequeftrie + de é | nonutti quelli.beni ; che gli.firanno ritro ; | immediatamente, che.{eanno carcerati di condurli el ao | Reggia Carceredì quefta Citra, fpederido per rall'efferto ‘equifitoria idella.colpa, ». che; fara necelfaria » € per ine Perfone Ecclefiaftiche gelofe nella quiete spet quanto da alcune Perfone Ecele | Luiggi, e Don Aluaro de Medina fratelli di Don >? | mo de Medina defonto ve D. Ferdinando de' Medina fa | Nepote per.la morte del detto Don Girolamo cor loro feno | timento dolore, & afflizione concernendo queta depen» “gensciltoioa ponto d'onore per riguardare quello delle | figlie del detto D, Luiggi di Medina fi ritrovano con qual» a iovanni , e D. Antonio Pone Francefco Ponce de | «be riffentimento contro D. Giouanan! ce de Leon Fratelli Padre , e Zio di D. etc Leon Reo di quelta Caufa, e contro Di Schaftiano ta Sia ba 004) E fubbito immediatamente nel detto giorno 4 mefe, & anno» Alia perquifitio predetti il riferito Signor Gouernatofe&G. fi portò cons falla in P.Collee ollegio. della Madonna della Vittoria, £/0 S.Maria. de Vittoria de repe= Correttore diffe vn Religiofo di non trovarti in Cafa je che riendo Didacum dente in luogo del d. P. Correttore, alquade Pillauincene “ch à cercare nel d. Collegio #50» uefta Caufa nel Conuento” le, e Luoghi doue conuenga affinche douun= Num.23, Deeretum prote pedisione littera= rum circulariue pro capicudie gre44 ° i uati proteftando. | quefta Republicafi.è data à Sua Signoria notizia», che Po: ina fx on Girola= sta stà VA” GIRARE RR EA O TT a str pro, Pg
Num. 14. Edifla ad comParenduw . 1 nola, & Efpinofa Padre di D. Agoftino de Spinola &a < .- econtro, Da Gionanni di Villauincentio vno delli venti- “i quattro di quefta Città fratello diD.Diego di Villauincet- ; centio parimente rei di quefta Caufa , e da quefta mala iptenzionata volontà, e riffentimento ne poflono deriuare — trà lifopra riferiti delle queftioni, rumori; e difturbi,e da | quefti maggiori anche difgrazie , & inconuenienti ad effeta to diouiarli, e sitardarli non oftante; che contro li fopradetti non fiafi giuftificaro eflere ftati complici della morte del detto D. Girolamo comandò , che li detti D, Giouan= ni, e D. Antonio Ponz D. Sebaftiano de Spinola; & Efpie nofà , D, Giouanni de Villauincenzio D.Luiggi D.Aluaro, e Don Fernando de Medina fiano catturati e pofti prigio+ ne helle cafe delle loro abitazioni notificandogliritenerle | per carcere , e non contrauenghino fotto pena di due mila ducati per ciafcheduno applicabili per le fpefe della guere ra, eparimente per gli effetti, che averanno luogo glifi © | _! pongono, oltre la detta pena due guardie per ciafchedi cosìlo prouedé 3 e fottoferiffe conil parere del Sig. Luo gotenente maggiore &c. (00 + Psa MO In quefto giorno di 22. del mefe di Luglio di quell’anno di 1712»fi fpedirono le requifitore ordinare nel Decreto an= stecedente in ricerca delli Rei di ‘quefta Caufa'&c. D. Gio= #i : dif ryoniroai è wo « E doppo le riferite cofe fi portorono; e ft fecero aleri dinerfi «Decreti, diligenze tanto per la cArcerazione delli detti rei «nella derta Città de Keéres della’ Frontera} e fi fpedirono «Giuerfe requifitorie per le detre carte; ‘e non furono pos tute auere quanto nelli fequeftri, che fi fecero dellélegiti= ne delli detti Rei , e dal detto” Goliérogtore” ill tre def mefe d’Agofto del detto ‘ahhiò paffito 718% provedede! creto, nel quale trà l’altte' cofe commanidò, che fichia* maflero li detti Rei per Editti ; e Bandi nella folita forma $ &in virtù del detto Decreto furòrio chiamati per mezzo di trè Edirti-, e Bandi ; ‘e hon ‘colta ‘efferfi ‘prefenta? to.veruno delli detti Rei, e palati ‘li'rermini ‘delli detti Editti delÌderto Gouernatore fi provede atto riel'qualerco* mandò dare, e diede copia al PromotoreFifcale del Regio Fribunale della desta Gir s dal quale'gli fi fece l’accufa 3 e diefla, e della detta caufa fi comandò dar-copia alli detti Reis.il quale Decretofi notificò nella Sàladell'Vdienza del detto. Go nernatore ,.e fù riceuuta la detta caufa ‘è prona i0 forma , e con il termine di fei giorni communi'alle Partiy e con
CC 9 [°‘°’r’OeIiIii.—+-+-+—+——lP»ll.rrr è ‘ttontuttii peli pil quale fu horificato pie nel derto rermafe 0 190 be di prova fuaono ratifigazi Li Tefimoni) del derco Some Mario e. UR RATE ar % A LI \ é os Li. OT mac ò Num.re. Nella lite , ecaufa criminale &e. vifto il Proceffo, e tutto Sensftia OR quello, che detto vfo fù neceffario per la fua determina» Zis/01,à Gub.Xe | Bione:&e, evifto &c, Trouo attefi li meriti della caufa alla yes contra Dida= | qualemi rimetto ; che devo condannare, e condanno li cu de Villanine detti D, Francefco Ponce de Leon, e D. Diego de Vilianicezzio, © Frane | mentio yacciò che douunque faranno ritrovati, fi catturi» gj/6um Ponce » | no ,eportino carcerati alla Reggia Carcere di quefta Cito à “ta ; e così carcerati fijno da quella eftratti in forma di Giu» | ftizia foprale mule, e condotti per le publiche ; e folire, | "ftrade fino adarrivare alla Piazza dela Arenal, douedìi | ‘mio ordine farà fatto vn palco, e fapra di quello comando, chefijno decollati nella forma ordinaria, fina tanto, che naturalmente fijno morti; e dal detto palco niuna Perfona | “habbia ardire di Ienarfi fenza mia licenza; e mandato fotto | penadell: vita > Ja qual efecuzione.d; giuftizia s'efeguifca | “mella forma riferita per cotarmi la Nobiltà delli detti Don | Francefco Ponee deleons e D. Diego de Villauincen» i zio&c.&inolrre condanno li fopradetti in cinquecento È | ducati, ovali applico à'diftribuzione delli detti Signori Re- | fidenti, e Lvogotenenti Criminali della degtà Regia Cane | cellariz, € di più li candanno due mila ducati ch’applica alle arti aggrauate} & offefe per gl’effetti, che vorranno i feruirti d’efli &c, E per quello,che risuarda il detto Don» «Agoftino de Spinola , & Efpinofa lo condanno è feruire | 6. Maefta il Re noftro nella Piazza y e Fortezza di Ceuta pet il'tempo; e fpazio d'anni otto nella Piazza, e pofto che | gli s'affegnarà dal Capitano Generale della detta Fortez» za &cyS in oltre o condanne in ducento ducati con la mea | demaapplicazione alli detti Signori &c., e con quefta mia | Sentenza definitivamente giudicando così lo pronunciage ecomanda &c, * 1 “- D.Diego Herrera Dauilla, Licenziato D:Alonfo Radiuey de Coria n pan P Num.16. Nella lite ; che palla trà il Fifcale di Sua Maeftà con D.Frauns Senzentia confirà i ” 55 3, cefco Ponce de Lean, D. Diego de Villauincenzio, e Don rasoria Senten= Agoftino de Spinola, & Efpinofa in loro affenza, e conTieCopitli aRe tumacia 5 Troviamo ; che D. Diego de Herrera Dauilla, gio7ridunaligra Gouernatore della Città di Xeres de Ja Frontera &c. nella 445€. Sentenza definitiua s che in.effa diede; c pronunciò, a quale -
nale &e. condanto li detti D; Francefco Ponce de L eòf » e D. Diego de Villauincenzio acciò douunque foffero tro0% ste Sa mati fi catruraflero &ce e ftando così prefi fuffero eftratti it | formadi Giuftizia &c. fi atriuafle alla Piazza de la Arenals. -doue ftaria fatro va palco,e fopra efli fariano-decollati &Ce. & in oltre condanno li fopradetti in cinquecento ducati» n ti, ch'applicò per le parti offefe &c. e perquello; che. “27 riguardaua il detto D. Agoftino de Spinola, & Efpinofalo condannò» che feruiffe Sua Maeftà nella Piazza, e Forteze za di Ceuta &c,e parimente fo condannò in ducento duca? ti con la detta applicazione &c, € parimente li condann® «nelle fpefe proceflali.«&c. Giudicò, e Sentenziò bene conferOp miamo la detta Sentenza. in quanto, che il derto Gouere _natore condannò li predetti Reinelle dette pene corpora» quefto., che fijno perla Camera diS.Maeftà , e fpefe di | Giuftizia &c. e la riwocamo in quanto,condannò li derri Rei nella detta pena di due mila ducati per le Parti offefe. > e con quefta noftra Sentenza definitiva così lo pronuacias mo, e comandiamo con le fpefe, | | A i Ds Francefco Hernandez Redillo, | » D. Girolamo Francefco.Delgados | ; :: D, Emanpele de Orfega.. | É - } ii i wi 500 Efhig& Ri Domini, Num. 17: Sapplex libellum traditum à Dida . co de L'illavinee, zio pro declarationg ipfum von incidiffe imirre= gularitatema » 1712, cam manendo afiociatns ab alijs Amicis quadam note in publica Via fubtùs feneftras quarundam Nobilium; ac honeftaram muliesum cum cifdem honeftè colloquens ‘ aduemiteodemitempore, Patruus earumdem; ftatimgne» e interroganit quinam eilent ipfi ante fuam domumadftane tes , & quid expeterent, cui fuit vrbané refponfum non.ma: nere in illo !oco pro aliquo patrando flagitio; & per confeA quens effe fibi tutum.ingreffum ad propriam Domum, © «Lr Wade licet Vir ille debuiffet pari vrbanitate fe gerere, doch’ipplicò è diftribuzioye della Sala , & in due mila duca= Clericus Didacus Nicolaus de Villauincentio Ciuitatis de Xes ses Diecetis. Hifpalen. humillimé. exponit » quod de dnse “» PA die ® mumque ingredi , tamen irrationabili faccevfus ira in cole | vio tumeliofa in ipfos verba proferens;paruum fclopum; quem Vitae]: dudtds clam geftabar aduersùs ipfos emifit, fed inutiliter; Bigubunti iva Venumwnus ex confocijs.timens periculum proprie vite ee abfque vllo Oratoris Confilio; neque inflammatione alium 1&uzn pari fclopo aduersts aggiefforem fubitò emitrenda O illum RISE, + w /
i Miur fauciauit, &malo ciusfato vitam cum morte come. MURA E RE Rx praefata fa4i lincera ferie cuincitur, quod Oratorineques: dolo a neque excogitabili culpa homicidij} Reus } feù Cops. ‘perator dici valears & per confequens canonica ]rregula» ritatis cenfuram contrazilfe yidearur, proprer quam nog | minùs ab Altaris Mibifterio excludi perpetuo debcaty ‘quam è ‘beneficiorum affecutione repelli, nam ad haiuf= modi pene incurfum pernecefse requiritàr di&um ; vel fas | Bumiendens de fui narutdad alterjus sieccem, &homici» dium; ideò humilliméè precatur declarati Qratorempro faGo de quo agitur nallimineurrife Irregularitstem, cuni tx difpofitione Sac, Concilij Tridentini /e/).24: dei Reforay 6ap.7» claré appareaty: quod pro incurrenda pena frregus laritatis ex canfa homicidi} requiratur, quod illifir'volis tum ibi = Qui fua voluntate bomicidium peratraneritomni ddine, Beneficio, Oficio Ecclefiaftica: perpetuò careat 3 Que omnia cum defiar in preenarrato «fa@o non videtup Jocus pena, ne finecrimine, criminis penam Iuere contra \dmne luris diGamen cogature. i ererigitat \SILTIRC ” (00 Pi; &Rfri Domini, © ua. Num,38. Um acce piffem preces introziufasE. V. exbibitas pro parte /nferimazio fat. | Didaci Nicolaide Villauincentio ClericoCiuiratis de Xeè Vie,Gen,, ins fez dela Frontera huius Diecefis, fimulque Decretuma 944 declaratur È. V, decreai , vel indi fieri fide dignorum Teftium Info jp/u:m audiuilfe 2 Tharioncm fuper contentis diAarym precumy dea, que perfonisEcclefia. confiftit, certum elle ompe; quod'in digtis precibus conte (licisDidacum de Retur, di@oque Didaco Nicolao :non .ipteruevit.erimeh Villaujnettig no | homicidij in difis precibus expreffati, nec yerbo, nec .fuiffe complicerm confilio ; nec confenfa 4 necalio modo; Huper quo prater 407/654] nulla» diAam informationem certum fuit mihi veritatem aliquifatta mentione | Bus Eeclefiafticis Perfonis de diGa Vrbe extraiudicialiter Ve paZlicaluguitotam quod pro comperto habeo, diuque in Domino. vaficione,S de SÉ. ltatis = Hifpali 15+ Aprilis 1720: Humil. E.V.P.deofculory tentigs capisaliby | D, Hldephonfus de Baeza ) & Mendoza Vic, Gen, PRRTONE RCA Na Num,19, ( i Lai Supplicatio porUli Fm Pater. Cum Archidiaconatus de Keres nuneupa» re?aSan&i(fmo ‘Us Ecclefie Hifpalen. Jide quo aliàs fune per obitumu @Fernando Mar Tuoadam loanns Manroy illius dum viueret ivitimi Pole sizez de obtinen- “Tris extra RominamCuriam de Menfe Sedi Apoftali. do prouifiomem Sa leleruato Defuniti vacante cuidam Didaco de Villa» Archidiacomates uin» certo modo,
bea, A uimentio affertoCilerico Apoftolica Auftoritate prouifu® feù prowideri mandatum fuit ex eo, quod dius Pidacus tunc in Habita, & Tonfura Clericalibus non inceden$ — fue falutis immemor Deique' timore poftpofita Homici* dium in perfonam cuinfdam Laici, feù Clerici di&i Die daci Patrui aliàs Confanguinei ; vel Affinis Collateralif. perpatrauity & fubindè ob crimen huibfmodi per.definie tivam certi illarym Partium ludicis competentis Seo: tentiam in contumaciam contra di&um Didacumlatam> Capite damnatusfuit, pofmodumverò habito pro pare! | te di&i Didaci SanAe Romana Ecclefie Cardinaliume Decretorum Concili} Tridentini Interpretum recurfu fue per declaratione Irregularitatis , quam dictus Didacu$ propter homicidium prefatum fe incurriffe pertimefce* . bat idem Didacus nulla tamen de lata in eum defuper Sen* | tia huiufmodi faQà mentione minufque vere expofitis om? mibus , & fingulis Homicidij ab eo, vt prafertur perpas trati qualitatibus; propter quas lrregularitatem predi @am verè incurrerat ab eademCongreg.fe Irregularitatem patratà minime incurriffe cenferi nulliter obtinuit'ob Irregularitatem, &incapacitatem huiufmodi ad huc,.vt prius Di, aut alias certo alio modo vacauerit, & vacet.ad prefenss | Supplicat igitnr humiliter SancHitati Veftra deuotus ile È lius Orator Ferdinandus Martinez de -Auila ‘Presbytef Nobilis Hifpalen. Ciuitatis ,, vel Dioecefis dida Ecclefi®. | i Hifpalen. Portionarius , quatenùs fpecialem fibi gratia | - faciendo Archidiaconatum pradi&um qui jn dicta Eccle* fia Dignitas non tamen poft Pontificalem maior, nec ille | qui oculus Epifcopi dicitur &cs per ynum &c. cum claufu” i lis opportunis &c. t b) | Die 12. Decembris 1724» | Emibentifimo Pro-Datario = Petruccius oa. Citetur Iluftriffimus Dominus Didecus de Villavinceb!!9 exaduerfo Principalis ad videndum relaxari fupplicat!®‘ nem fuper.prouifione certo modo Archidiaconatus Hifp® - Jen, prefentatam, & decretum &c. ad primam diem E fiante Illuftrifimo Domino Ferdinando Martinez dl Auila. 3 fi Relatione fafa comparuitD,Ioannes Baptifta Centellus PIO" curator petijt, vt fupra +. Ex tunc Eminentifimus Dominus prafixit rerminum duoru” menfium citato ad expediendas Litteras Apoftolicas no! Prouifionis Procuratore prafente omni &ce. Die
e pia 492 | » Die 20. Februari) 1725 «| Eminentiffimo Pro-Datario = Petruccius e tetur Dominus Ioannes Baptifta Centellus exaduerfo Proe curator\aflertus IIuftriffimi Domini Ferdinandi Mattinez de Auila ad videndum prorogari terminum ad effe&tuni, ‘expediendi Littèras Apoftolicas &c. &c, Inftante IMaftrif= fimo D.Didaco de Villavincentio . Lé tlatione fata comparuit D. Autonius Gerardus Procurator petijt , vt fupra. Lei do ttunc Emipentiffimus Dominus prefixit terminum triuma menfium proximorum Procuratore, exaduerfo prafente. | du SA Die 26. Maij 1725. «+ Eminentiffimo Pro-Datario = Petruccius È itetur Dominus loannes Baptifta Centellus exaduerfo Pro» ‘curator affertus Illuftriffimi Domini Ferdinandi Martinez dè Auila ad videndum prorogari terminum &c, Inftante» Uluftrifimo D. Didaco de Villavincentio , elatione fa@a comparuit D, Antonius Gerardus Procurator petijt, vt fupra. (ILE X runc Eminentiffimus Dominus prefixit terminum duo» ‘tam menfium Procuratore exaduerfo prafente 0 pi U i Num.20. idacus de Villavincentio Clericus de anno 1712. homiciSopplicatio Ade ‘dio caufaliter ab altero ex focijs patrato interfuit, prouerfarii pro no- ‘prer quod à Curia. Laicali nulliter ,, & in contumaciam #4 pronifione, ©" ‘poena Capitali damnatus fuit , habito deindè recurfu ad dilpenfatione. Congregationem Concilij pro declaratione , an Irregupis laritatem contraxiffetsab ca prodijt Decretum fub die 13. AxsT e lulij 1720. attenta relatione Ordinari); Oratorem non Supplicatio. pro. ‘incurriffe Irregularitatem ; deindè verò de Archidiacoabfolutione. a natu Cathedralis, previ)s fuis Teftimonialibus Ordinari} 54450c/a1t Hifpalen. poft premiffa obtentis Apoftolica Auftoritate» in forma gratiofa fibi prouideri obtinuit. Verum quia in A&Au pofleffionis, feù executionis Litterarum ab aliquibus dubitatum fuit di@um Didacum propter Sententiam hulufmodi licet nullam aliguam infamie ‘notam incurriffeo> + B ìdeò Orator ad cauthelam fupplicat pro abfolutione ab £#us Pro-Das ©mnibus pramiffis cum difpenfatione ad Ordines, & Benesorius remifit ficia, ac nova prouifione dii Archidiaconatus fru@us 24. fupplicasionerza iftributionibus 1200. ud Sac. CongreAd Sacram Congtegationem Concili) . gationem Emi-
Num.2T. pifcopi Hifpaleme tranfmiffa Sacre Congreg.Concilit In que export Sensentiam capi* talem lata contra Didacum de 7 illavincentio effe certamy© in religuis fe remit tere ad informazionem Archidiaconi V izzaron SSio tranfmifSam = - , de î Num. 22. 'Relatio Reutrendi(faivArthiepi= ScopHi/palennù V pèr ad bontSaci Congregationem tranfmi(fa » È fecuritatem confcieptia noftre, ac ipiius Pruiti; oppor-.ial| ‘Adiun&enoue preces;Ferdinandi Martinez de Auila » que DAL RE. PP. apparebit:; Supponit:ètiam.me ipfum Capitulo re. ' lg Emincati(Fmà} & Reucrendifmi Palres . i Epifiola Archie Ex precepto EE..VV. circa in adiunttis precibus canteptas «(0 « è 34 ‘ n) ) “ Sa i #0 ES) & x i odi 4 È Bad TI fatistaciam allerere debco , quod quando per Didacum_ 4 | cpp cei din gf eda 13 Cie LI Li CUTTIOLO CR: 1424558 Villauincentium de Gerciunfi Archidiaconatu prouifum. fil ali Ae ù ù è Li è ; da Rici . GL Ei go ì Ù4 e | ad capiendam pofleflionem Bulla in Capitulo fuit prefen-.. tata , orta de Irregularitate contratta ,& abfolutione non. | obtenta quaftione informationem de falti enarrati veritate.. — fumere feci s. ipfamque ad faciliorem dubîi expediticnem> è | Capitulo exhibui, 8 quodtam Capitulum, quan Ego ad “tunam, immò neceflariam relatiohem de conformitate | Sane Sedi facere duximus per medium igitur JoanbisAne, tonij Vizarron Archidiaconi Hifpalenfis fupradi&ta Bulle Executoris Iudicis comprehenfiva totius fai expoli-. ‘tione Saniffimo. Domino Noftro fa&am nihil amplius pro Wtraque: parte certum exprefioné dignum relitum. | fuite perda n 99 Audio -ipfum Didacum Villauincentio Scententiam Capitalem. in Seculari Granatenfi Tribunali aduerlus îpfum (inau= | ditum tamen ) proZarare confeffum fuifle» que quidem cere sh sa eff, ob quod vtile iplius copiam tranfmitrere nona. dusph sui ti girone si | Neque aliquod. pro. adimplemento pracepti sobedienti@. mex iniun&o dicere habeo femperque omnia fau&iffima, EF. VV. Domino precot., die prima Februar) 1725» |». sid 01, ni cia PP. Afechiffmus i: asia Ludouicus Archiepifcopus H Daga zia ifpalets;... sq up gbtsssi rane ie BR 200 kb ide uno Eminentiffimey © Reucrendi[fime Domine. | e a AT e Dt ST a t eri $, ‘exchenignitate BE.PP, Goncilij Congregationis mihi comi ‘njiffe.fuot,:cettitadine maiori ex parte carent; Supponunta enim:me fumere fecilfe Infotrmationem trefdecim Teftium. de veritate faicirca homicidium pattàtum.in perfonama: Hieronymi:de Medina pro fecuritate mee, confcientia p. quod quidem alienum à veritate eft; folùm enim. quinqu® examinati funt Teftesi, qui de fama publica depofuere , vE ‘mififfe, quod eriameftincertum);pavci enim. éx ipfo met es:confidentialegerunt: Hacifalis.qualis.informatio cuok :folùm ad meam meliorem cognitionen» capta fit nunquan* in aRisapparuir} fecreta., 8 penè. extraitdicialis exiftità fed Joanpes Antonius Vizzarron Litterarum Apoftolica” rum Executor camluftravit, degue ipfa in fua totius fatti come i e
nr CTD comprehenfiua relatione Sacre Gongregationi mentionem | >» fecit; Caterìm quod ipfa informatio fuerit caufa , qua» | morum Capitulo adimpediendam Didaco poflefionem, fimilitér certitudine caret,, Solum enim ferypolofa aliquo» . tum Capirularium confcientia in ipfa vaga faGi notitia tre- | Pidanit multò anterior. tali Informationi; In qua dubia — Conftitutiope predi@arum Litterarum Bxecutor EE. VV. | Sonfaltationi, & di@amini iuftum effe arbitratuset. Vidi | Ego, & approbaui predi@tam confultarionem , & quando” Pla. Sacra Congregatio 16. Decembris 1724, me de hoc | Regotiointerrogauir ad ipfam relationem me remifi, Sed | Be.dintiùs negotium tale protrahatur in incertum, ne à ‘attibus intereffe habentibus in fatto. aliquid nouum que» lidie fupponatur remitto inclufas.copias tam informatio» Risinflu meo capta, quamrelationis per Joannem Anto» a È cum Vizzarron Sacre Congregationi tranfmifle , ex qui- ‘Usa &exalia ad inftantiam D, Didaci de Villauincentio lulu meo recepta juftificatione anno pro%imo praterito »- quam ipfe forfan exhibebit Sacra Congregationis Cenfure | Suidentèr conftabit nullam Authoris homicidi) conftantem fimameffe, fed femper in incerto manere; Quod Ferdi» Randus de Medina Nepos Occifi coram Me occafione Vifi- ‘ationis in mea Dioecefî comparuity meque fupplicauits. Vt'operam darem ; ne Didacus Villauincentio in hanc Par- | lemredijffer: certum eft , fed cum Hifpalenfis Ciuitas adcò tteta Xerenfi» in primaque predi@us Didacus iam poli obtentionem Archidiaconatus per plures menfes commorats fit, minimè periculumin.diuturniorem Refidentiam iu- ‘0 ; Necaliud habeo, quod proferam E.V.cui omnia fayIfîma precor è Domino... ...° |. by Datum Hifpali 16, Mattij 1726. o AddiGiffimus tini I Ladauisvi Archiepifcopus Miloglese Nom: 33: 50 D, Francifcus Presbyter Notàrius &c, fidem facio &c, Zeftes deponentes \paliter hodie &c: cum effem in Zdibus D, Ferdinandi Didacuy de File attinez de Anila &c,fimul cum D, Iofepho Plata ,& Do» Sauincentio terne duo Toanne Leon Amos &6, intrauit Famulus di&i D.Fer= pore commifis de Sedi dicens D.Ioannem Bafilium Lopez deValmafeda. Viéri incediffe in fu Dam publicum Criminis Ciuitatis de Xeresy ante quem. Habita militari... Vin SaUfa » que fequuta fuit contra D, Didacum de Villabho optio me prefente &c. fimulac cum di&is DD. lofedic Se Plata» ‘& Ioanne de Leon &c. auditum fuiffer à me da à dio Toanne Bafilio &c. poftquam intrauit ad ho= ftium