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La "Torcia" : Un ulteriore tentativo di modellazione semplificata dell'interazione torcia-girante

Fanelli, Michele

Abstract

Mentre abbondano gli studi sia teorici che sperimentali sulla cinematica e dinamica della torcia nel diffusore a valle della girante, sono piuttosto scarsi i contributi sull’interazione tra la torcia ed il campo di moto all’interno della girante, malgrado sia certo che tale campo di moto viene distorto dalla presenza della torcia, perdendo l’uniformità circonferenziale che è caratteristica del regime a pieno carico (cioè in condizioni di circolazione nulla –‘zero swirl’- all’uscita dalla girante). Il presente studio si propone di affrontare il difficile problema ad un livello di modellazione matematica semplificata, costruendo per tappe successive un campo di moto a potenziale che soddisfi alle presumibili condizioni cinematiche in presenza della torcia. L’ipotesi che consente di elaborare un modello di questo tipo consiste nell’ammettere che nella girante, sotto condizioni di carico parziale, la portata non si riduca in misura uguale per tutti i canali interpalari, ma un certo numero di canali tenda a conservare una portata prossima a quella della condizione di pieno carico, mentre nei canali restanti si instaurano condizioni di portata fortemente ridotta (o prossime allo stallo). Imponendo che tale configurazione ruoti stabilmente con la stessa velocità angolare di precessione da cui è animato il filamento vorticoso della torcia si riesce a chiudere matematicamente il problema. Il modello in questione permette di fare previsioni che potrebbero essere verificate da opportune indagini sperimentali.

Full text

POSIZIONE DEL PROBLEMA, RICHIAMO DEGLI STUDI PRECEDENTI P eceden i ice che dello sc i en e sulla mo- dellazione ma ema ica del enomeno della ‘ o cia’ allo sca ico delle u bine id auliche ipo FRANCIS unzionan i a ca ico pa ziale si e ano concen a i dapp ima sulla s u u a del lusso nella pa e in- iziale (‘cono’) del di uso e (1988-1989), poi sul meccanismo di ecci azione del ‘d a ube su ge’ che si e i ica in condizioni di o cia ca i a a (1997) ed in p esenza di ‘gomi o’nel di uso e. In- ine il con ibu o più ecen e (2001) app esen ò un p imo en a i o di modella e in modo assai sempli- ica o la complessa in e azione a il mo o nella pa e iniziale del di uso e ed il mo o all’usci a da- lla gi an e. In a i è uo di dubbio che in p esenza di una o cia eccen ica il mo o nello spazio in e no all’usci a della gi an e (e nella gi an e s essa) iene dis o o, pe dendo la simme ia adiale che esis e a pieno ca ico, o meglio in condizioni di ‘ze o swi l’. Tu i ques i s udi e ano mo i a i dall’oppo u- ni à di s iluppa e modelli ‘globali’, i quali cioè, senza in eg a e le equazioni del mo o (NAVIER- STOKES) in una complessa geome ia idimen- sionale e empo-dipenden e, endesse o a collega e a lo o i pa ame i mac oscopici del enomeno ai ini da una pa e di giunge e ad una più sin e ica iden i icazione dei pa ame i isici signi ica i i, da- ll’al a dello s iluppo e en uale di modelli dinami- ci ‘a blocchi’ dell’in e o impian o, des ina i ad in- daga ne le condizioni di s abili à complessi a e nei quali compa isse o, anco a una ol a, solo pa ame- i globali, come è senza dubbio oppo uno se non necessa io pe e i a e g a i complicazioni. Il p esen e con ibu o mi a a ip ende e, su ba- si più accu a e e isicamen e plausibili, il p oblema già a on a o nella memo ia del 2001, e cioè a mo- della e la s u u a cinema ica del campo di mo o nello spazio in e no all’usci a della gi an e (sezioni di passaggio a la gi an e ed il di uso e) in p esen- za di una ‘ o cia’eccen ica. 27 INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 Riassun o: Men e abbondano gli s udi sia eo ici che spe imen ali sulla cinema ica e dinamica della o cia nel di uso e a alle della gi an e, sono piu os o sca si i con ibu i sull’in e azione a la o cia ed il campo di mo o all’in e no della gi an e, malg ado sia ce o che ale campo di mo o iene dis o o dalla p esenza della o cia, pe dendo l’uni o mi à ci con e enziale che è ca a e is ica del egime a pieno ca ico (cioè in condizioni di ci colazione nulla –‘ze o swi l’- all’usci a dalla gi an e). Il p esen e s udio si p opone di a on a e il di icile p oblema ad un li ello di modellazione ma e- ma ica sempli ica a, cos uendo pe appe successi e un campo di mo o a po enziale che soddis i alle p esumibili condizioni cinema iche in p esenza della o cia. L’ipo esi che consen e di elabo a- e un modello di ques o ipo consis e nell’amme e e che nella gi an e, so o condizioni di ca ico pa ziale, la po a a non si iduca in misu a uguale pe u i i canali in e pala i, ma un ce o nume o di canali enda a conse a e una po a a p ossima a quella della condizione di pieno ca ico, men e nei canali es an i si ins au ano condizioni di po a a o emen e ido a (o p ossime allo s allo). Im- ponendo che ale con igu azione uo i s abilmen e con la s essa eloci à angola e di p ecessione da cui è anima o il ilamen o o icoso della o cia si iesce a chiude e ma ema icamen e il p oblema. Il modello in ques ione pe me e di a e p e isioni che po ebbe o esse e e i ica e da oppo une indagini spe imen ali. Palab as cla e: Tu bina F ancis, Ca ico pa ziale, To cia, In e azione o cia-gi an e, Modellazione ma ema ica, Mo o a po enziale, Vo ici à concen a a. Michele Fanelli. Ex-di ec o de CRIS-ENEL Spa. Consul o . Via L.B. Albe , 5. 20149 Milán, I alia. E-mail: [email p o ec ed] A ículo ecibido el 5 de sep iemb e de 2002, ecibido en o ma e isada el 20 de no iemb e de 2002 y acep ado pa a su publicación el 9 de ene o de 2003. Pueden se emi idas discusiones sob e el a ículo has a seis meses después de la publicación del mismo siguiendo lo indicado en las “Ins uccio- nes pa a au o es”. En el caso de se acep adas, és as se án publicadas conjun amen e con la espues a de los au o es. LA “TORCIA”: UN ULTERIORE TENTATIVO DI MODELLAZIONE SEMPLIFICATA DELL’INTERAZIONE TORCIA-GIRANTE Michele Fanelli Anco a una ol a, come già negli s udi del 1989 e del 2001, ci si i à la gamen e a modelli di mo o ‘quasi o unque’ a po enziale, nella spe anza che ques i possano abbas anza edelmen e app ossi- ma e una con igu azione ‘media’ del campo di mo- o, da cui siano s a e il a e le componen i u bolen- e e le pe u bazioni a moniche ad al a equenza (quali ad esempio quelle lega e al passaggio delle pa- le mobili della gi an e da an i alle pale isse del dis- ibu o e)1. Ques i modelli, nel lo o dichia a o ca a e e di en a i o eu is icamen e i ol o a p opo e schemi sempli ica i ma plausibili della complessa s u u a del campo di mo o indaga o, hanno al esì l’ambi- zione di cos i ui e una possibile guida conce uale alla piani icazione ed e e uazione di ilie i spe i- men ali; ques i ul imi, come semp e, sono in de ini- i a l’unico elemen o p oban e pe acce a e, espin- ge e o modi ica e i modelli ma ema ici che l’in ui- zione isica e l’applicazione di leggi ondamen ali possono sugge i e al ice ca o e. Linee ondamen ali del nuo o modello: la dis o sione del campo di mo o nello spazio in e no alla sezione di usci a dalla gi an e Nel con ibu o FANELLI, 2001 sussis e ano almeno due mo i i di sca so ealismo nella modella- zione del campo di mo o in ques ione: ai ini della de e minazione delle eloci à adiale e angenziale della o cia il lusso in usci a dai a i canali in e pa- la i e a implici amen e suppos o esse e uni o me nel senso ci con e enziale (la po a a essendo, cioè, i- do a in ugual misu a in u i i canali) e l’asso bi- men o della po a a da pa e del di uso e e a app e- sen a o da un unico pozzo concen a o posiziona o sull’asse ( a l’al o ques ’ul ima schema izzazione del modello compo e ebbe, a igo e, l’ins abili à de- lla posizione adiale della o cia). A dispe o di ques e de icienze, il modello in ques ione pe mise di in a ede e alcune ca a e is i- che in e essan i, a cui la p obabile endenza ad una dis ibuzione non uni o me della po a a ido a a i di e si canali in e pala i, di modo che si po esse ipo- izza e che il mo o ce casse di conse a e la piena po a a (e quindi l’usci a adiale) in alcuni dei canali, a spese di una si uazione di po a a o emen e ido - a, con p obabile s allo del lusso, nei es an i canali. Lo sc i en e decise pe an o di ce ca e di s i- luppa e un modello che, ispecchiando la endenza appena desc i a, endesse a imuo e e i di e i ac- cenna i p eceden emen e. Nel nuo o modello pe an o il pozzo concen- a o sull’asse iene impiazza o da una dis ibuzio- ne con inua, ma non adialmen e simme ica, di pozzi su u a l’a ea cen ale in e na alla sezione di usci a dalla gi an e, e a le condizioni impos e al mo o i è quella che su una pa e dei canali si ea- lizzi app ossima i amen e la piena po a a (usci a p essoché adiale). Al o c i e io guida nello s iluppo del nuo o modello è s a a –come del es o nei con ibu i p e- ceden i- la ice ca della massima semplici à. Fo mulazione ma ema ica del nuo o modello Come accenna o, all’in e no della sezione di usci a dalla gi an e (assimila o ad uno spazio cilin- d ico di aggio R) si ipo izza, nel piano gene ico pe pendicola e all’asse di o azione, l’esis enza di una dis ibuzione con inua, non uni o me e non azi- mu almen e simme ica2, di pozzi che nel lo o com- plesso asso bono la po a a ido a n.Q0, con n<1 e Q0 = po a a di ‘ze o swi l’pe uni à di al ezza della sezione di usci a dalla gi an e. La dis ibuzione con inua di ‘pozzi’ipo izza a all’in e no della sezione di usci a dalla gi an e (ci- lind o di al ezza he di aggio R) si è assun a come da a, in coo dina e pola i ρ , ϑ con cen o sull’as- se di o azione, dall’esp essione 28 Michele Fanelli INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 1Il p esen e s udio a inge anche alle conside azioni ed al modello s iluppa i dallo sc i en e nella memo ia ‘La luidodinamica delle u bo- macchine: il dualismo i o azionali à-ci colazione’ p esen a a al con egno di Ba eno dell’Associazione Id o ecnica I aliana (FANELLI 1993). Si enga con o che la p esenza di una o cia, cioè di una o ici à concen a a, lascia suppo e di pe sé che i sia sca sa p esenza di o ici à dis ibui a, ossia di u bolenza; dunque la p e esa di app ossima e ques o campo di mo o con un po enziale non appa e a p io i assu da, (1) (2) do e 0 ≤ρ ≤R; il co isponden e po enziale del mo o nel piano anzide o, ale che , ale so o ques e ipo- esi: e le co isponden i eloci à adiale e angen- ziale: [nelle (3) e (4) si è omesso il pedice pozzi al sim- bolo del po enziale Φ]. Aques o campo di eloci à occo e aggiunge- e quelli causa i dalla o cia, di ci colazione (con m dell’o dine dell’uni à) la cui posizio- ne è pe o a incogni a, e dalla ci colazione ‘scom- pensa a’ lungo quella pa e della sezione di usci a dalla gi an e in cui la po a a dei canali in e pala i è o emen e ido a e quindi il lusso in usci a non è adiale. Le linee ad ugual alo e del po enziale (2) so- no a igu a e in FIG. 1 pe la pa e a simme ia a- diale ed in FIG. 2 pe la pa e emisimme ica is- pe o al diame o o izzon ale: Le equipo enziali di FIG. 1 co ispondono alla si uazione di ‘ze o swi l’, ossia n=1, in cui l’usci a dalla gi an e è adiale e la o cia è assen e; in ques a si uazione non i sono al i con ibu i al po enziale nello spazio in e no alla sezione di usci- a dalla gi an e, come isul a dalle eqq. (2), (6), (9) ponendo n=1. Nella seconda componen e del campo ( . FIG.2) la eloci à adiale si annulla pe nella pa e in e na a ale aggio la eloci à ha componen e p e alen e e so l’al o della igu a, men e ha componen e p e alen e e so il basso nelle pa i es e ne e icine all’asse y, cosicché nella pa e al a si ende a co egge e il de ici di po a a nei canali in e pala i, nella pa e bassa ad agg a a - lo (s allo pa ziale). 29 LA “TORCIA”: UN ULTERIORE TENTATIVO DI MODELLAZIONE SEMPLIFICATA DELL’INTERAZIONE TORCIA-GIRANTE INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 2La dis ibuzione non simme ica isul an e si è assun a la più semplice possibile, cioè con dis ibuzione linea e ispe o alla coo dina a y=ρsinϑ , . (1); l’in ensi à è ale da ipo a e la po a a p o enien e dai canali in e pala i si ua i all’azimu ϑ = π/ 2 al alo e di ‘ze o swi l’. (3) (4) (5) Figu a 1. Equipo enziali del p imo addendo a II° memb o di (2) (componen e a simme ia adiale di Φpozzi ). Figu a 2. Equipo enziali del secondo addendo a ii° memb o dell’ eq. (2) [componen e emisimme ica del po enziale Φpozzi a meno del a o e (1-n)]. Figu a 3. Equipo enziali di Φpozzi , eq. (2), pe n =0.75 (campo asimme ico a pa e il con ibu o della o cia e della ci co- lazione ‘scompensa a’) , . (3); In FIG. 3 sono isualizza e le equipo enziali del campo isul an e dalla so apposizione del po- enziale di FIG. 1 con quello di FIG. 2. In oduciamo o a il con ibu o della ci cola- zione ‘scompensa a’, che ende a ip is ina e il a- lo e di ci colazione ‘no male’a o no alle pale della me à supe io e della igu a e a diminui la ul e io - men e nella pa e in e io e (s allo pa ziale). A ale scopo in oduciamo un anello di o ici dis ibui i, lega i alle pale, di ci colazione an io a ia nella pa - e supe io e ed o a ia nella pa e in e io e, di in en- si à p opo zionale ad y= ρ. sin ϑe di in ensi à a- le da ipo a e la ci colazione a o no alla pala che si o a all’azimu ϑ = π / 2 al alo e co ispon- den e alla condizione di ‘ze o swi l’. Dopo in oduzione di ques a ul e io e co ezio- ne (ma anco a senza il con ibu o della ‘ o cia’eccen- ica) il po enziale del mo o assume l’esp essione: e le co isponden i equipo enziali, pe il caso pa icola e n = 0.75 ed m = 1 , sono app esen a e in FIG. 4: Res a o a da inse i e il con ibu o della o cia eccen ica, . (5), ma p ima è necessa io de e mi- na ne la posizione ( ,α) all’in e no del ce chio di aggio R. Ciò si consegui à, analogamen e a quan- o a o negli s udi p eceden i ( . FANELLI, 2001), imponendo le due condizioni seguen i nel pun o: (la o cia o bi a su un pe co so ci cola e s abile) eloci à an- gola e di p e- cessione, causa a dalla o cia, della dis ibuzione di o ici ‘scompensa i’ ( . sop a) lega i alle pa- le (il sis ema di so gen i e o ici gene a o e del campo di mo o segue la o cia nel suo mo o di p ecessione nel empo). Ques e due condizioni, da impo e u ilizzando il po enziale (6) pe esplici a e l’esp essione di V e Vϑnelle (7), (8)3, assicu ano, nei limi i delle a ie app ossimazioni in odo e, che il campo di mo o si ‘au o ip oduca’con con inui à nel empo, uo ando con la eloci à di p ecessione ω T[che isul e à de- e mina a in base alla (8)]. Le linee cos i uen i i luoghi geome ici lungo cui è soddis a a la (7) pe m= 1 ed n= 0.8, 0.7, 0.6 sono app esen a e in FIG. 5. Si no i che all’in- e no di ognuna delle cu e è V > 0 , men e all’es- e no si ha V < 0 , il che assicu a che la posizione della o cia sulla cu a è s abile. La (8) si esp ime in ia app ossima a come se- gue: e in FIG. 6 sono ipo a e le cu e lungo cui so- no soddis a e an o la (7) quan o la (8*) pe m = 1, n= 0.75 . Pe quan o osse a o sop a, dei due pun- i di in e sezione delle cu e in ques ione quello coinciden e con l’o igine degli assi è ins abile, quindi solo l’al o è da p ende e in conside azione. Dall’esame delle FIGG. 5 e 6 si conclude che l’eccen ici à della o cia c esce al diminui e di n; 30 Michele Fanelli INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 (6) (7) Figu a 4. Equipo enziali del campo dis o o, a meno della o cia eccen ica, pe n = 0.75 ed m = 1, . (6) Figu a 5. Linee lungo cui V = (∂ΦS.T.)/∂ρ= 0, . eq. (6), pe m =1 ed n =0.6, 0.7, 0.8 pa endo ispe i amen e dalla cu a piu’ es e na. (8) (8*) inol e la eloci à di p ecessione isul e ebbe (pe m = 1) pa i a ωT= (1- n). ω0, do e ω0è la eloci- à angola e della gi an e. Ques i isul a i non sono in con as o con le isul anze spe imen ali. Con l’in oduzione del po enziale polid omo della o cia, assimila a ad un ilamen o o icoso e icale, il po enziale o ale all’in e no dello spazio cilind ico di aggio R assume in ine l’esp essione: Le equipo enziali di ques o campo sono ap- p esen a e in FIG. 7 pe m= 1, n= 0.75. Esse isul- ano dalla combinazione delle equipo enziali di FIG. 4 con quelle do u e alla sola o cia ( ascio di e e uscen i dal cen o della o cia, che è il pun o indi idua o in FIG. 6). In e p e azione isica; in e p e azione geome ica app ossima a Si è così cos ui o un campo di mo o che is- pecchia app ossima i amen e le ca a e is iche des- ide a e. So ge na u almen e la domanda come si possa acco da e ques o campo, che p esen a un in- pu di po a a dis ibui a lungo la on ie a cilind i- ca (componen e adiale), col campo a simme ia elicoidale ( . FANELLI, 1989) che è a o a app e- sen a e app ossima i amen e il mo o nella pa e in- iziale (‘cono’) del di uso e, a p e alen e compo- nen e assiale, in cui la on ie a cilind ica è in ece impe meabile. Poiché en ambi i campi, nella nos a schema- izzazione, sono app esen a i da un po enziale, la ia di usci a più immedia a consis e nell’ipo izza e che in un b e e a o ( z1 ≤z ≤z2, con z2-z1< h ) de- lla pa e più bassa dello spazio cilind ico di al ezza h qui conside a o si abbia una ansizione g aduale (ad es. con legge linea e in z) a i due po enziali: [ . (9) pe ΦTOT e FANELLI, 1989 pe ΦCONO]. Ciò co isponde isicamen e ad una ansizione del mo o da un asse o p e alen emen e adiale nella pa - e al a dell’usci a dalla gi an e ad un asse o p e alen- emen e assiale nella pa e bassa, cosa pe e amen e coe en e con l’e e i a s u u a del lusso medio. Con ques ’ul ima schema izzazione il p oble- ma di app esen a e sin e icamen e sia l’in e azione o cia-gi an e, sia la ansizione al mo o in p esenza di o cia nella pa e iniziale del di uso e a ebbe o- a o una soluzione app ossima a di p imo en a i o. 31 LA “TORCIA”: UN ULTERIORE TENTATIVO DI MODELLAZIONE SEMPLIFICATA DELL’INTERAZIONE TORCIA-GIRANTE INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 Figu a 6. Localizzazione della o cia pe m = 1, n = 0.75: la cu a elli ica piu’ piccola e’ il luogo dei pun i do e V = 0 , la cu a elli - ica piu’ g ande e’ il luogo dei pun i do e la eloci a’ di p eces- sione della o cia uguaglia la eloci a’ angola e media dei o ici lega i alle pale della gi an e. la o cia si si ua pe an o all’in e se- zione delle due cu e (escludendo l’o igine degli assi). (9) Figu a 7. Equipo enziali (in osso) del campo o ale [ . (9) ] pe m = 1, n = 0.75 ; in ne o le equipo enziali della sola o cia4il e - so di ci colazione e’ an io a io. 3 Cioè a p escinde e dal con ibu o della o cia s essa, che come no o non in luisce sulla endenza al mo imen o del ilamen o o icoso. 4 Il pun o di localizzazione della o cia è quello di FIG. 6. (10) pe z1 ≤z ≤z2 Ap oposi o del po enziale ΦTOT , . (9), la sua app esen azione g a ica in FIG. 7 sugge isce un’in e essan e in e p e azione geome ica, ce a- men e non alida in gene ale (cioè pe qualunque alo e di n, . ol e) ma u a ia assai sugges i a dal pun o di is a isico. Si osse a che le equipo enziali di FIG. 7 so- no so p enden emen e icine, pe la ga pa e del lo- o accia o, ad a chi di e ol en i di ce chio ( . FIG. 8); inol e la dis anza a due equipo enziali succes- si e, pu non isul ando cos an e, non p esen a a- iazioni eccessi e sull’a ea del ce chio di aggio R. Sulla base di ques e osse azioni, si può esse e in- do i ad esamina e quali sa ebbe o le ca a e is iche di un ipo e ico mo o a po enziale in cui le equipo- enziali osse o a chi di e ol en i di ce chio (gene- a e da un unico ce chio di aggio τ assai mino e di Re cen a o p esso l’asse della o cia ) uni o me- men e dis anzia i a lo o; il che compo a che il campo di eloci à es e no al ce chio gene a o e consis e ebbe di e o i eloci à di modulo uni o - me V τ ed a en i di ezioni u e angen i al ce chio gene a o e. Ques o modello e à indica o nel se- gui o, pe b e i à, con la locuzione ‘modello ad e ol en i’; occo e p ecisa e che, men e es e na- men e al ce chio di base delle e ol en i le equipo- enziali segui ebbe o le p ede e e ol en i equispa- zia e, all’in e no del ce chio s esso, di aggio τ , si ipo izza, nel caso la o cia non sia ca i a a, un mo- imen o o a o io igido (quindi non a po enziale e con o ici à dis ibui a uni o me), a o, a pa e le dimensioni, a app esen a e la o cia, la cui eloci- à pe i e ica sia cong uen e con la eloci à uni o - me del campo es e no desc i o (in e mini di equi- po enziali) dalle e ol en i equispazia e. E’ acile ede e che in un campo così de ini o esis e, all’es e no del ce chio di aggio τ , un sis- ema di pozzi dis ibui i di in ensi à: do e α τ ( con α ≥0 ) è la dis anza del pun- o in cui si alu a la densi à dei pozzi dis ibui i dal pun o di angenza della di ezione di V τ al ce chio di aggio τ ; ed è al esì acile e i ica e che l’in eg a- le della densi à (11) es eso all’a ea comp esa a il ce chio di aggio τ ed il ce chio di aggio Rugua- glia la po a a en an e a a e so la ci con e enza di ques ’ul imo ce chio. Quindi assegnando un’oppo una spazia u a alle e ol en i (ed una oppo una posizione al cen- o del ce chio di aggio τ ) è possibile app ossima- e una dis ibuzione non uni o me di po a e di en- a a lungo la on ie a cilind ica, così come deside- a o; inol e assegnando un oppo uno alo e al aggio τ si può a sì che la ci colazione del mo o igido di o azione in e no al ce chio di aggio τ uguagli quella della o cia, . (5), ossia In de ini i a si può cos ui e in ques o modo un modello al e na i o a quello is o nei pa ag a i p eceden i, ma non oppo di e so da esso, che o - e il an aggio di una più sin e ica de inizione ge- ome ica; si ede inol e acilmen e che le compo- nen i o izzon ali di ale mo o, essendo di modulo cos an e su u a l’a ea del campo di mo o ( anne il ce chio di aggio τ ), soddis e ebbe o al p incipio della minima ene gia cine ica, che si sa esse e is- pe a o in gene ale nella luidodinamica5. Il a o che il campo qui p opos o si a icini ad un mode- llo che soddis a ale p incipio suppo a, a pa e e de- llo sc i en e, la plausibili à isica della soluzione app ossima a cos ui a nei pa ag a i p eceden i. 32 Michele Fanelli INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 (11) Figu a 8. Con on o a una delle equipo enziali di ig. 7 (in osso) ed una e ol en e del ce chio di cen o b (in blu) – il cen o eo i- co della o cia coincide col pun o A (12) 5 In eal à, pe soddis a e igo osamen e a ale p incipio occo e ebbe include e nella alu azione dell’ene gia cine ica locale anche la componen e , il che po e ebbe a do e modi ica e lo schema ‘ad e ol en i’ onde e i a e in eg ali di e gen i ( Vz → ∞ pe α → 0). e icale della eloci à, Al o an aggio del modello in ques ione con- sis e nell’assegna e una sezione ini a (anziché pun i o me) alla o cia. E’ e iden e pe al o che il ‘modello ad e ol- en i’non po ebbe esse e acce abile che in un is- e o in e allo di alo i di n; bas i osse a e che pe n → 1 (e cen o del ce chio di aggio τ coinci- den e col cen o del ce chio di aggio R) secondo a- le modello le eloci à ende ebbe o sì ad assume e di ezione adiale, ma con modulo uni o me anziché p opo zionale alla dis anza ρ dal cen o del ce chio di aggio R, come de e in ece e i ica si in al caso. Più in gene ale, un esame compa a o delle p op ie à geome iche dell’e ol en e e della cu a gene ica o ma a dalle in e sezioni ΦTOT = cos an e a cam- po della sola o cia e campo de ini o dal po enziale ΦS.T. mos a che le due en i à geome iche possono esse e simili solo se la componen e linea e in ρ sin ϑ del secondo campo è di en i à non ascu abile is- pe o alla componen e a simme ia cen ale. D’al a pa e, se si ade isce al conce o che il mo o enda ad accos a si al ‘modello ad e ol en i’, pu ché ques o sia compa ibile coi incoli cinema i- ci e dinamici, pe soddis a e al p incipio della mi- nima ene gia cine ica, l’osse azione p eceden e po ebbe ‘spiega e’ quali a i amen e pe ché la o - cia eccen ica si mani es i s abilmen e solo in un is e o in e allo di alo i di n: pe al i alo i, lo schema ad e ol en i isul ando incompa ibile coi incoli, e ebbe o p e e i e al e con igu azioni ci- nema iche. Commen i, oppo uni à di nuo e ice che Il modello qui p opos o, anco ché ce amen e di p ima g ossolana app ossimazione, p esen a il an aggio di o ni e ‘p edizioni’ che do ebbe o esse e acilmen e e i icabili (o alsi icabili) spe i- men almen e: così ad esempio l’eccen ici à della o cia in unzione di ne la sua posizione ispe o ai canali in e pala i in egime di s allo pa ziale ( l’is- pezione delle FIGG. 5 e 6 mos a che la o cia do- ebbe p ecede e i canali s alla i di un angolo com- p eso a ci ca 135° e ci ca 180°6) po ebbe o esse- e susce ibili di e i ica spe imen ale. Inol e il modello p esen a o consen i ebbe di s ima e la dipendenza della spin a adiale ( o an e con la eloci à angola e di p ecessione della o cia) e del endimen o7dal pa ame o n, e di con on a- e ali p e isioni, anco a una ol a, con le isul an- ze spe imen ali. E’ e iden e che mol e delle assunzioni a e nel cos ui e il modello in ques ione sono c i icabi- li e po ebbe o esse e susce ibili di a inamen i in successi e elabo azioni; così pe esempio sono dis- cu ibili an o l’ipo esi che pe ϑ = π/2 si ip is ini- no esa amen e, nel co isponden e canale in e pa- la e, la po a a e la ci colazione della condizione di ‘ze o swi l’, quan o l’ipo esi che la dis ibuzione di pozzi en o l’a ea ci cola e sede del mo o sia linea- e in y anziché segui e una legge più gene ale. Somma io e conclusioni Si è cos ui o pe appe successi e ( . FIGG. 1, 2, 3, 4, 7) un modello ma ema ico app ossima o delle dis o sioni nel campo di mo o all’usci a della gi an e di una u bina F ancis a ca ico pa ziale, ba- sa o sull’ipo esi che la cinema ica in ques ione pos- sa esse e mediamen e app esen a a da un mo o a po enziale e che men e alcuni dei canali in e pala- i endano a man ene e la po a a e la ci colazione di ‘ze o swi l’(usci a adiale o p essoché ale), al i canali in e pala i si o ino in condizioni di s allo pa ziale. So o ali assunzioni si sono ica a e an o le esp essioni app ossima e del po enziale quan o le condizioni pe l’esis enza di una ‘ o cia’in posi- zione eccen ica, s abile adialmen e ed anima a da un mo o di p ecessione egola e. Le conclusioni de- llo s udio, pa zialmen e s iluppa e nume icamen e, appaiono susce ibili di e i ica spe imen ale. Sulla base del modello p esen a o si sono s iluppa e con- side azioni aggiun i e a anzando l’ipo esi che il mo o così modella o app ossimi le condizioni di ‘minima ene gia cine ica’all’usci a dalla gi an e, il che, se con e ma o, con e i ebbe c edibili à al mo- dello s esso (pe ul e io i conside azioni sul mode- llo ‘ad e ol en i’del § 4 . APPENDICE). Si i iene che le basi del p esen e s udio pos- sano o i e u ili spun i pe app o ondi e la com- p ensione del complesso campo di mo o esis en e all’in e no della sezione di usci a dalla gi an e in condizioni di ca ico pa ziale; non i è dubbio pe al- o che siano necessa i a ale scopo al i s udi e so- p a u o e i iche spe imen ali. 33 LA “TORCIA”: UN ULTERIORE TENTATIVO DI MODELLAZIONE SEMPLIFICATA DELL’INTERAZIONE TORCIA-GIRANTE INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 6Ques a conclusione con as a con quella di FANELLI, 2001, da cui isul e ebbe che l’angolo in ques ione sia comp eso a ci ca 35° e ci ca 40°; la FIG. 7, pe al o, po ebbe sugge i e un di e so alo e, dell’o dine di 90° ci ca. 7Il modello p esen a o in ques a memo ia appa e in g ado di spiega e meglio, in con on o all’ipo esi della dis ibuzione uni o me in u i i canali in- e pala i della po a a ido a, il man enimen o di endimen i su icien emen e al i pe n<1 che si osse a nelle u bine F ancis. LISTA DEI SIMBOLI USATI appo o a la po a a ido a e la po a a di ‘ze o swi l’ po a a di ‘ze o swi l’pe uni à di al ezza dello spazio cilind ico a alle dell’usci a dalla gi an e al ezza dello spazio cilind ico a alle de- ll’usci a dalla gi an e aggio dello spazio cilind ico a alle de- ll’usci a dalla gi an e coo dina e pola i nel piano gene ico no - male all’asse coo dina e ca esiane nel piano gene ico no male all’asse coo dina a ca esiana pa allela all’asse in ensi à pe uni à di supe icie dei ‘poz- zi’dis ibui i nel piano gene ico ope a o e di Laplace appo o a ci colazione della o cia e Q0 po enziale gene a o dalla dis ibuzione dei ‘pozzi’( . sop a) po enziale senza il con ibu o della o cia po enziale o ale po enziale nel ‘cono’del di uso e eloci à adiale eloci à angenziale eloci à assiale dis anza della o cia dall’asse azimu della o cia eloci à angola e di p ecessione della o cia eloci à angola e della gi an e aggio del ce chio gene a o e delle equi- po enziali nel modello ‘ad e ol en i’ densi à dei ‘pozzi’dis ibui i nel modello ad e ol en i eloci à angenziale alla o cia nel mode- llo ad e ol en i senza a iazione ciclica coo dina e pola i cen a e sulla o cia angolo a il aggio angen e alla sezione d. o cia e il aggio e o e dall’asse de ini o nel es o (APPENDICE) a o e di a iazione sinusoidale delle e- loci à angenziali a o no alla o cia RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Angelico, G. e Fanelli, M. (1997)– On he Exci a ion Mecha- nism o Pa Load D a Tube Su ge in F ancis Tu bi- nes, 8 h In e na ional Mee ing o he IAHR W. G. on he beha iou o hyd aulic machine y unde s eady os- cilla o y condi ions, Cha ou, 18-19 Sep . 1997 Doe le , P. (1982)– Vo ex ope exci ed oscilla ions in he d a ube o F ancis u bines wo king a pa ial load ( hesis, in Ge man), 1982 Fanelli, M. (1989)– The o ex ope in he d a ube o F an- cis u bines ope a ing a pa ial load: a p oposal o a ma hema ical model, appo o in e no ENEL/CRIS, 1988; pubblica o sul Jou nal o Hyd aulic Resea ch, 1989 Fanelli, M. (1993) – La luidodinamica nelle u bomacchine: il dualismo i o azionali à-ci colazione, Associazione Id o ecnica I aliana, Cong esso Nazionale Macchine e Appa ecchia u e Id auliche, Ba eno 25-28 Maggio 1993 (pagg. 209-250) Fanelli, M. (1996) –Some p esen ends in hyd aulic machi- ne y esea ch, In i ed Lec u e a he XVIII IAHR Symposium on Hyd aulic Machine y and Ca i a ion, Valencia, 1996 Fanelli, M. 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(1940)– Powe Swings in Hyd oelec ic Po- we Plan s, T ansac ions ASME, Vol. 62, 1940 APPENDICE Il modello ‘ad e ol en i’: s iluppi ma ema ici e conside azioni c i iche Che lo schema ad e ol en i equispazia e, così come succin amen e p esen a o sop a, sia eccessi- amen e sempli ica o si ica a a l’al o dal a o 34 Michele Fanelli INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 n Q0 h R ρ , , ϑ J x , y z q ∇ — 2 2 m Φ F pozzi Φ F S.T. Φ F TOT Φ F cono V V ϑ J Vz α a ω w ω w 0 τ q τ V τ ρ τ , , ϑ J τ ϕ j = = 2 2 . . π p − - ϑ J τ γ g ϑ J 0 0 β b che in esso la eloci à angenziale isul e ebbe nulla, e quindi non si a ebbe il mo o p ecessiona io della o cia. Il modello do ebbe quindi quan o meno esse e co e o in oducendo una a iazione ciclica in ϑ dell’in e allo a due equipo enziali consecu i e ( . anche FIG. 7). Nel modello così come enuncia o sop a si a ebbe o le elazioni seguen i: in coo dina e pola i ρτ , ϑτ cen a e sul cen o della o cia (si è pos o a bi a iamen e Φ S.T.= 0 pe ρτ = τ , ossia sul con o no della sezione della o - cia; il po enziale in ques ione sa ebbe adialmen e simme ico ispe o al cen o della o cia); do e ϕ = 2.( π - ϑτ )e ϑτ = 0 sulla congiungen e il cen o della egione cilind ica sede del campo con il cen o della o cia; è qui l’eccen ici à della o cia. Manca, a chiude e o malmen e il modello ma ema ico, una elazione analoga alla (8*), da o che non è possibile, come ci a o all’inizio di ques a APPENDICE, esp ime e una eloci à di p ecessio- ne della o cia; in a i il po enziale (A.1), essendo a simme ia adiale ispe o al cen o della o cia, non gene a eloci à angenziali della o cia s essa. Se si olesse s iluppa e il modello in odu- cendo una a iazione ciclica della dis anza a equi- po enziali successi e [ . eq. V = V0. (1+ β .cos ϑ 0) qui so o], si po ebbe o usa e le elazioni seguen i: a) elazioni geome iche - equazione pola e dell’equipo enziale gene i- ca, con polo nel cen o della o cia: ( ϑ 0 azimu dell’ equipo enziale gene ica all’in e sezione con la se- zione della o cia di aggio τ; l’o igine degli azi- mu è sulla congiungen e il cen o del ce chio di aggio Rcon il cen o della o cia) -in e sezione dell’equipo enziale col ce chio di aggio R: azimu ϕ : - aggio e o e dal cen o o cia: ; eliminando ϕ a le due ul ime elazioni si ica a α ( ϑ 0)sul ce chio di aggio R; sos i uendo nella penul ima elazione si o iene ϕ ( ϑ 0); in oducendo ques ’ul ima nell’ul ima equazione sc i a si o iene ρ τ( ϑ 0) -angolo γ a il aggio angen e alla sezione o cia e il aggio e o e dal cen o del ce chio di aggio Rda o da: do e α = α ( ϑ 0), . sop a ; si ica a γ = γ( ϑ 0) b) elazioni cinema iche: -ci colazione o cia: 35 LA “TORCIA”: UN ULTERIORE TENTATIVO DI MODELLAZIONE SEMPLIFICATA DELL’INTERAZIONE TORCIA-GIRANTE INGENIERÍA DEL AGUA · VOL. 10 · Nº 1 MARZO 2003 8 La (A.1) si ica a in eg ando la 9 La (A.3) si ica a in eg ando la do e (A.1)8 (A.2) ; (A.3)9 , (V0, τ incogni e)