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Per una concezione immanente della catastrofe : verso un’ermeneutica dell’emergenza

Bertin, Mattia,Aquilué Junyent, Inés,Ruiz Sánchez, Javier

Abstract

Il paper vuole spostare l’approccio di gestione del rischio da un modello di amministrazione del costruito e soccorso dei civili verso un modello di governo partecipato della salvaguardia delle relazioni e del capitale sociale. A partire da una lettura dell’emergenza come la manifestazione violenta di caratteri propri di uno spazio urbano, e, per questo, riconoscibili anticipatamente, approfondiremo la questione della rimozione del rischio. Attraverso la descrizione dei casi di Bijlmermeer, L’Aquila e New Orleans, vedremo i limiti di un’ideologia del pianificatore come fondatore e salvatore. Sosterremo la necessità di passare da una visione tecnica e professionale a una visione ermeneutica e collettiva della rappresentazione urbana del rischio. Riconosceremo nella tradizione del pensiero ermeneutico un efficace strumento per la mobilitazione dei soggetti chiamati in causa da un evento, chiamandoli a descrivere anticipatamente rischi e potenzialità del loro territorio, preparando così il sistema a rispondere autonomamente. La tesi sostenuta dal paper è che un approccio processuale e laboratoriale alla pianificazione dell’emergenza a livello urbano, che parta da una rappresentazione ermeneutica e collettiva dei rischi e delle risorse, porterebbe notevoli effetti in termini di costruzione di una reale cultura del rischio, aumentando sensibilmente il livello di resilienza di un sistema territoriale.

Full text

1 Pe una concezione immanen e della ca as o e. Ve so un’e meneu ica dell’eme genza. Ma ia Be in Poli ecnico di Milano DAS U - Dipa imen o di A chi e u a e S udi U bani ma ia.be [email protected] Inés Aquilué Junyen Uni e si a Poli ècnica de Ca alunya / Ba celonaTech UPC Depa amen d'U banisme i O denació del Te i o i [email protected] Ja ie Ruiz Sánchez Uni e sidad Poli écnica de Mad id UPM Depa amen o de U banís ica y O denación del Te i o io ja ie . [email protected] Abs ac Il pape uole spos a e l’app occio di ges ione del ischio da un modello di amminis azione del cos ui o e socco so dei ci ili e so un modello di go e no pa ecipa o della sal agua dia delle elazioni e del capi ale sociale. A pa i e da una le u a dell’eme genza come la mani es azione iolen a di ca a e i p op i di uno spazio u bano, e, pe ques o, iconoscibili an icipa amen e, app o ondi emo la ques ione della imozione del ischio. A a e so la desc izione dei casi di Bijlme mee , L’Aquila e New O leans, ed emo i limi i di un’ideologia del piani ica o e come onda o e e sal a o e. Sos e emo la necessi à di passa e da una isione ecnica e p o essionale a una isione e meneu ica e colle i a della app esen azione u bana del ischio. Riconosce emo nella adizione del pensie o e meneu ico un e icace s umen o pe la mobili azione dei sogge i chiama i in causa da un e en o, chiamandoli a desc i e e an icipa amen e ischi e po enziali à del lo o e i o io, p epa ando così il sis ema a isponde e au onomamen e. La esi sos enu a dal pape è che un app occio p ocessuale e labo a o iale alla piani icazione dell’eme genza a li ello u bano, che pa a da una app esen azione e meneu ica e colle i a dei ischi e delle iso se, po e ebbe no e oli e e i in e mini di cos uzione di una eale cul u a del ischio, aumen ando sensibilmen e il li ello di esilienza di un sis ema e i o iale. Pa ole chia e: U ban egene a ion, esilience, pa icipa ion. Le pa ole della c isi. La c onaca degli ul imi dieci anni ci pa la semp e più equen emen e di disas i u bani causa i da iolen i e en i na u ali: allu ioni, sicci à e u agani hanno inc emen a o di nume o e di in ensi à, a scala globale come nel nos o Paese. A ciò si aggiungono e en i ca as o ici consue i pe il nos o Paese, come e emo i e ane. Pe decenni abbiamo pensa o che la ges ione di un e en o di ques o ipo osse da demanda si ad un se izio di socco so ecnico di apido in e en o, inunciando a p ende e in conside azione la ques ione del ischio nello s iluppo del pensie o sulla piani icazione, o a semp e più ci acco giamo della g a e mancanza che ques o ain endimen o ha po a o. Il piano d’eme genza comunale, s umen o u banis ico dedica o a ges i e l’inso ge e di ca as o i, pe come pensa o oggi, si è dimos a o inada o ad an icipa e il ischio ed o ganizza e la ispos a. Spesso si a a di un documen o incomple o, che app esen a poco a ondo le debolezze e le iso se di un comune, e che non necessa iamen e iene s iluppa o a pa i e dai ischi p incipali del comune pe cui è ealizza o, e anche nei casi in cui esso è più comple o, dà una desc izione della ci à a pa i e dallo spazio isico, a ando la popolazione come g uppi di sogge i da spos a e in campi in a esa di un isanamen o edilizio. Come ed emo si a a di un e o e ideologico che ha po a o p oblema iche no e oli nello s iluppo u bano con empo aneo, e che ha c is allizza o si uazioni di ensione capaci di blocca e il ecupe o di una ci à colpi a pe decenni. 2 Accan o a ques a pe icolosi à la en e, piani ica a in manie a poco e icace, è da accos a si un g ande enomeno pa allelo e connesso: l’inc emen o di si uazioni di ischio u bano lega e alla congiun u a economica, a ma ginali à, esclusione, inoccupazione e diminuzione ne a della spesa sociale. È in co so un signi ica i o disin es imen o sul li ello e i o iale da pa e del Paese, in un momen o in cui la ques ione della sicu ezza è ile an e come non accade a da decenni. Appa en emen e si a a di enomeni inconciliabili, ma solo pe ché l’app occio con cui engono p esi in ca ico è basa o su una sepa azione a l’o igine delle ensioni su cui qui ci in e oghiamo: la sicu ezza e i o iale, spesso poco de ini a dal pun o di is a ema ico e pe cepi a come compos a da g andi ambi i di e en i, può esse e ile a in manie a uni a ia a pa i e dalla de inizione di disas o pe come ado a a dai sape i espe i di socco so. La Wo ld Associa ion o Disas e Eme gency Medicine, chiama disas o «ogni e en o che ha un impa o nega i o sulla salu e e la sicu ezza di una colle i i à ed è ca a e izza o da e aspe i: è un a enimen o che ichiede assis enza e iso se aggiun i e pe la ges ione e il socco so, p o oca un ingen e nume o di pe di e umane, e app esen a un «pun o di o u a» nella elazione a le pe sone e il lo o ambien e». (Pie an oni, P a i, 2009: 14) Come ediamo non i è qui nessuna di e enza a ischi na u ali, ischi sociali o ischi ecnologici, bensì l’accen o è pos o su un’analisi e meneu ica del e i o io dopo l’e en o. D’al a pa e gli s essi e mini p op i del campo in ques ione non sugge iscono, né e imologicamen e, né pe de inizione, una sepa azione di ques o ipo, p o enien e più dalla p assi che da uno speci ico s a u o on ologico. Il e mine ca as o e, de ini o in manie a chia a da René Thom nel 1980, si i e isce a quelle discon inui à che po ano un sis ema a ompe e epen inamen e un equilib io, app esen abile come una con inui à, in a esa che si s abilizzi una nuo a con inui à. (Thom, 1980: 54) A li ello e i o iale, in p esenza di una ca as o e, ossia un cambiamen o epen ino di un sis ema in una di ezione angenziale alla con inui à, pa liamo di eme genza. Il e mine eme genza è signi ica i o in ques o ambi o: pu essendo a a o spesso come sinonimo di in usione di un e en o es aneo, in eal à es imonia e imologicamen e l’esa o con a io. Eme genza, in a i, de i a da ex-me go, ossia l’appa i e, il eni alla luce di un enomeno già di pe sé p esen e in un sis ema. Un’eme genza che non iene con olla a e no malizza a in empi b e i può po a e ad un pun o di non i o no pe il sis ema e i o iale a e o, quello che qui sop a abbiamo de ini o come disas o. La domanda che de e guida e la ges ione di un e i o io di on e al ischio de ’esse e pe an o ques a: come posso idu e la iolenza dell’e oluzione della ca as o e a inché non si p oduca un disas o? Come posso p epa a e un sis ema e i o iale, un comune, all’a en o di un possibile e en o? Vediamo qui, nel seguen e schema, una app esen azione uni a ia di quan o ino ad o a desc i o. Figu a 1 | Rapp esen azione dell’e oluzione della ca as o e e del uolo dell’in e en o in eme genza. Fon e: Elabo azione degli au o i. 3 È necessa io a e luce su ques a ques o app occio ideologico della con empo anei à,1 che o ien a i conce i di sicu ezza nel campo della piani icazione u bana, pe comp ende e come isponde e alle ques ioni pos e qui sop a. In un momen o di così g ande ischio è necessa io idiscu e e l’ideologia del piani ica o e come onda o e e sal a o e, pe comp ende e in che modo p ende e in ca ico la ques ione della sicu ezza in manie a inalmen e e icace. Complessi à e sicu ezza, il ain endimen o di Bijlme mee . Dal pun o di is a della ondazione sono mol i gli esempi che po emmo accon a e, e degli esi i di ques a p ospe i a abbiamo da anni g a i no izie di c onaca, con un ne o peggio amen o nello sco so anno. T a ques i abbiamo scel o il caso di Bijlme mee , in Olanda. Nel 1965 u p esen a o ad Ams e dam il piano pe il nuo o qua ie e di Bijlme mee , un dis e o p oge a o secondo le p emesse u opiche del CIAM2. La p opos a pe la nuo a es ensione, annuncia a come la ci à pe il u u o,3 e a un dis e o p oge a o ad o o chilome i dal cen o, un g ande sa elli e esidenziale, che scomme e a sulla g ande scala (blocchi esidenziali s iluppa i in al ezza e g andi spazi pubblici), pe un uso colle i o degli spazi semipubblici e pe la sepa azione delle qua o unzioni basila i dell’u banis ica mode na: abi a e, ci cola e, la o a e e di e i si. (Men zel, 1989) Con una s u u a ia ia basa a sulla ge a chizzazione e sepa azione del a ico, Bijlme mee enne cos ui a come una ci à a i iciale, chia amen e de e mina a pe la ge a chia delle sue s u u e. Il piano e a s a o s iluppa o so o le p emesse di una igida analisi e so una p ospe i a di socie à ideale, dis acca a in un de e minismo u opico. Mos a a un’inapp op ia a a i udine di ce ezza e sicu ezza di on e ad un u u o che non po e a esse e ce o né sicu o. La s u u a u bana e la sua mo ologia i le e ano la sua igidezza e l’assenza di una complessi à spaziale. Così la piani icazione di Bijlme mee si basa a sulla p e isione di un u u o ed un compo amen o sociali quasi condu i is i, c is allizza i in una s u u a igida, incapace di e oluzione, p odo o di un eccesso di sicu ezza impo a a in un disegno assolu amen e de e minis a della ci à. Figu a 2 | La ci à del u u o: edi ici e s ade ele a e nella Bijlme mee in cos uzione, 1971. Fon e: Bijlme museum. Sebbene gli spazi u ono p oge a i pe esse e abi a i da amiglie olandesi di classe media, già a pa i e dall’occupazione del p imo blocco esidenziale nel 1968, la eal à dis ò mol o dall’immagina io cos ui o da Sieg ied Nassu h, l’u banis a inca ica o del piano. Rapidamen e l’a ea si con e ì nel dis e o più con li uale dei Paesi Bassi, un qua ie e a li o da un sis ema sociale oppo ince o, che des abilizzò la s u u a di quella che a ebbe do u o esse e la ci à del u u o. P oblema iche sociali come d oga e c imine condusse o ad un aumen o della iolenza, e con essa della pau a e dell’ince ezza. La concen azione di una classe socioeconomica ca a e izza a da g ande p esenza di mig an i, inoccupazione, un g ande nume o di amiglie monogeni o iali e single con e i ono il u u o u opico di Bijlme mee in un’illusione onca a. Le amiglie olandesi di classe media non conside a ono il qua ie e come ada o alle lo o 1 Sul conce o di ideologia nell’Occiden e con empo aneo si accia i e imen o in pa icola e all’ope a di Sla oj Zizek Dalla T agedia alla Fa sa. Ideologia della c isi e supe amen o del capi alismo. (Zizek, 2010) 2 In o iginale in ancese Cong és In e na ional d’A chi ec u e Mode ne, onda o nel 1928 a La Sa az, S izze a, da un g uppo di una en ina di a chi e i, ed o ganizza o da Le Co busie e Sig ied Giedion. Si dissolse nel 1959 con il CIAM XI. 3 Om de oekoms an 100'000 Ams e damme s (Pe il u u o di 100'000 abi an i ad Ams e dam) e a il i olo della pubblicazione del Comune di Ams e dam pe la di usione del p oge o, c . Gameen ebes uu Ams e dam, 1962. 4 necessi à, né an omeno al lo o gus o, (Van Kempen, 1986) p e e endo ad esso al e zone della ci à. Si p odusse una chia a di e genza del u u o p e is o dal p oge o, cos ui o pe soddis a e spazialmen e una composizione sociale che lo s a a i iu ando. Alcuni blocchi so i ono g a i de e io amen i, e u ono luogo di con li i ed agg essioni, in pa icola e quelli adiacen i alla s azione della me o di Ganzenhoe , la quale, inaugu a a nel 1980, si con e ì p es o in uno dei cen i di dis ibuzione della d oga ad Ams e dam. (Ibidem) Il deg ado dello spazio pubblico peggio ò pe l’assenza di in es imen i di man enimen o dei luoghi pensa i pe la colle i i à, che, essendo mol i, necessi a ano di una g ande spesa, ene ge ica e sociale. (Hommels, 2005: 127-172) L’u opia del colle i o e della g ande scala u ono economicamen e i ealizzabili. Du an e gli anni 1970 e 1980 il depe imen o dell’a ea aumen ò, acendo sì che nel 1992 osse necessa io un piano di inno amen o u bano che includesse non solo un p og amma di azioni sociali, ma anche la as o mazione di g an pa e del cos ui o. Si p omosse l’abba imen o del 60% delle s u u e, sos i ui e da nuo i edi ici e sis emi ia i a scala ido a. Il nuo o piano s adica a il conce o o iginale, e con e i a la nuo a Bijlme mee in una s u u a spaziale e sociale mol o più complessa. La sicu ezza con cui si cos uì il piano o igina io a e a alli o, con e endo Bijlme mee in dis opia. Figu a 3 | Demolizione dei blocchi di Bijlme mee , 1998. Fon e: Bijlme museum. La la a ice e la bicicle a, due p ospe i e oppos e di igene azione pos -eme genziale. Il 6 Ap ile 2009 un iolen o e emo o colpisce la ci à de L’Aquila, causando 309 i ime, ci ca 1.600 e i i e ingen i danni. Il modello d’in e en o ado a o discende da un p incipio simile a quello della cos uzione di Bijlme mee : un uomo al comando, una scala ge a chica e icale e linee guida p ecise e uni a ie pe icos ui e p ima possibile la ci à nella sua dimensione isica, o e poi ipo a e la popolazione. Pe a e ciò la ci adinanza iene e acua a, il cen o chiuso con e i me alliche e eso inaccessibile. Ogni decisione in ques o senso è s a a p esa con p ocedu e d’u genza ed eme genza, ossia bypassando il po e e amminis a i o, il conce o di app esen anza e senza il coin olgimen o della popolazione. (Be in, 2014) «A L’Aquila e negli al i cen i colpi i dal e emo o u e le decisioni sono s a e accen a e nelle mani di pochi, si è de o. E non solo nella ase che seguì immedia amen e il sisma, ma anche in quella successi a ... La pa ecipazione è s a a inesis en e, so oca a ... sia quella dei ci adini, sia quella degli o gani della app esen anza poli ica». (E bani, 2010: 5) Men e il Go e no decide cosa sa à del cen o s o ico, la popolazione iene asla a in complessi di condomini dis ibui i nel e i o io ex a-u bano, e che la P o ezione Ci ile con un ac onimo chiama C.A.S.E., complessi cu a i nel minimo de agli dal pun o di is a dell’a edo, ma o almen e p i i di unzionali à sociali e di capaci à di ges i e la complessi à di un sis ema e i o iale. 5 Figu a 4 | P oge o C.A.S.E. a L’Aquila, 2009. Fon e: e seng.i . «Alla maniacale cu a degli in e ni (sa anno poi p esen i u i i com o : dagli ele odomes ici, come il ele iso e a sche mo LCD, la la a ice, la la as o iglie, il o no ele ico e il igo i e o con il congela o e, a componen i d’a edo quali di ani e pol one in essu o o ecopelle e ende colo a e) co isponde la o ale assenza di se izi colle i i ... L’accen o è pos o sulla casa, piu os o che sulla ci à, sul bisogno indi iduale che p e ale e annulla le esigenze della colle i i à e i alo i sociali». (F isch, 2009: 36) Come pe gli aspe i scenog a ici, così anche la cu a degli in e ni l’a enzione è o ale ed al de aglio. Gli appa amen i engono a eda i come se si a asse di case pe le acanze, ogni cosa u ile a da e una pa enza di casa allo spazio p i a o è dis ibui a in ognuno degli appa amen i ealizza i. «Nel a empo le comuni à icinali p eceden i sono disg ega e, e L’Aquila con inua a c olla e, sia isicamen e,4 sia socialmen e: delle 1800 a i i à economiche che si s olge ano in ques a pa e della ci à: negozi, s udi p o essionali labo a o i, piccole imp ese a igianali non e n’è più nessuna». (E bani, 2010: 91, 140) Figu a 5 | San Pie o a Coppi o, L’Aquila, 2016. Fon e: o o degli au o i. La si uazione oggi, nel 2016, è quella di un in o no pe iu bano non connesso, p i o di a a i a e di luoghi della sociali à, in uno s a o di poca lessibili à e poca complessi à che può acilmen e nei decenni po a e a si uazioni di ma ginali à. D’al a pa e, come ediamo nelle immagini, il cen o s o ico è poco di e so dalle o e dopo il sisma, pieno di mace ie in a esa di decisioni e g andi piani mai ealmen e s iluppa i. 4 «Qualcuno ha s ima o che dei 4 milioni e mezzo di onnella e che anco a a ma zo del 2010 in asa ano le s ade, 1 milione osse s a o p odo o da ap ile a dicemb e del 2009». (E bani, 2010: 13) 6 T a la cos uzione di Bijlme mee e la icos uzione de L’Aquila dopo il e emo o del 2009 i è una p o onda linea di con inui à. In en ambi i casi la le u a del e i o io è quasi comple amen e alascia a pe isponde e in ece a degli ipo e ici bisogni s anda dizza i della classe media, desc i i secondo la cognizione ideologica dominan e in quel momen o, con e e i pesan i in e mini di danni socioeconomici al e i o io do u i alle sempli icazioni ado a e. Diame almen e oppos a u, in ece, l’espe ienza di Ed Blakely nella igene azione di New O leans dopo l’u agano Ka ina del 2005. Quando Blakely a i ò in ci à, nel gennaio 2007, «New O leans p a icamen e non a e a amminis azione, ed e a quasi o almen e p i a di pe sonali à ci iche che guidasse o la igene azione ... L’o an a pe cen o della ci à e a dannegga o ... Ci ca 200’000 case e ano s a e dis u e, mol e dai en i ciclonici o dalle piene do u e al allimen o delle di ese con o la acimazione id ica, mol e al e, più len amen e, nelle se imane p eceden i all’eliminazione delle acque s agnan i». (Blakely, 2012: 4-5) Il compi o a ida o a Blakely e a di icos ui e la ci à dopo l’u agano, ma egli ipo izzò che, pe capi e la causa dei danni così ingen i del disas o, osse necessa io capi e in che s a o e e a la ci à p ima dell’e en o, in buona sos anza legge e il ol o del luogo più che l’e oluzione del enomeno. Da una p ima analisi iconobbe un e i o io «in s a o isico debole, che pe de a abi an i dal 1960, con un de e io amen o dello s a o isico delle abi azioni». Un sis ema id ico allimen a e. L’assenza di p og ammi ope a i i pe la ipa azione s adale. Un sis ema scolas ico «semplicemen e spezza o, non e icace, già ce amen e nei da i del 2004». (I i: 5) Blakely impos ò il p ocesso di igene azione a pa i e da una le u a colle i a e p ospe ica della ci à, che, a a e so un p ocesso e meneu ico e l’a i azione della comuni à locale, po asse ad un iconoscimen o delle uni à minime di in e en o capaci di sos ene e il ecupe o innanzi u o socioeconomico, e so una successi a icos uzione isica colle i a dello spazio u bano. Pe comp ende e in quali qua ie i sos ene e quali modi iche Blakely o ò i ali due necessi à: conosce e gli abi an i, e conosce e i qua ie i s essi con l’aiu o degli abi an i. Pe a e ciò o ganizzò un p og amma di gi e in bicicle a a cadenza se imanale, a cui do e ano p ende e pa e gli abi an i dei qua ie i, i disas e manage s e gli amminis a o i comunali. (Be in, 2014, p. 61) Egli in buona sos anza s a olse l’app occio ideologico che qui abbiamo chiama o del onda o e e del sal a o e, a on ando la ques ione non come un me o a o di olon à di un ecnico che agisce a li ello edilizio pe un cambiamen o sociale, ma con un app occio sis emico, coin olgendo popolazione e app esen an i nella conoscenza e nelle asi decisionali. Così acendo p omosse, a pa i e da una le u a e meneu ica complessi a dello s a o dei a i, un uolo del piani ica o e come in e p e e, che pa ecipa alla piani icazione della ci à dando ad essa conoscenza dei p op i limi i e po enziali à, ga an endosi così di on e all’impossibili à di indi izza e con ce ezza lo s iluppo u u o, dando spazio alla complessi à, a o endo l’au onomia della comuni à nel suo pensa si colle i amen e. Con o il piano ecnico. Complessi à ed e meneu ica pe una comuni à esilien e. S iluppando quan o dimos a o da Blakely, in sos anza, po emmo pensa e agli s umen i pe a o i e la ealizzazione di comuni à esilien i, pa endo da una consape olezza di usa dei ischi di uno speci ico e i o io. Non si a a ce o di un’idea nuo a: da più di dieci anni o mai o iamo in le e a u a i e imen i alla necessi à di ipensa e la iduzione del ischio u bano a a e so pe co si di go e nance, supe ando un app occio ecnico-o dina i o, cos uendo «pe co si inclusi i di cos uzione delle decisioni, chia e pe cos ui e il consenso e l’impegno delle pa i sociali e dei ci adini nella iduzione del ischio». (Lewis, Mioch, 2005, pp. 51-52) Ques o elemen o po ebbe po a e al duplice isul a o di p epa a e la ci adinanza al ischio e onda e le s a egie di in e en o su una decisione colle i a. Sino ad o a, pe ò, ques o p oposi o imane quasi esclusi amen e pu a le e a u a, senza un ipensamen o p a ico dello s a u o dello s umen o, senza p opos e ope a i e che po ino ealmen e a decisioni condi ise, e senza mu ua e quei cambi di p ospe i a ope a i negli sco si decenni dai sogge i che pa ecipano alla ges ione dei disas i. «A inché la pa ecipazione possa esse e eale, è necessa io idisegna e ealmen e la s u u a poli ico- amminis a i a, pe guida e un’e icace implemen azione di ques a s a egia», (Ah ens, Rudolph, 2006: 216) a e ma ano dieci anni a Joachim Ah ens e Pa ick Rudolph. Ma, pe a e ciò, è o se necessa io abbandona e quell’ideologia del piani ica o e come ecnico onda o e e sal a o e, po a o e di un sape e ce o più che media o e di elazioni e po enziali à, che anco a adomb a il pensie o a o no a ques o s umen o. A al p oposi o Lewis e Mioch a i a ono ad a e ma e che «s iluppo della comuni à e iduzione della ulne abili à sono due aspe i di un medesimo p ocesso… È ondamen ale pe an o in eg a e la iduzione del ischio in ogni piano di s iluppo, giacché l’uno senza l’al o non possono sussis e e». (Lewis, Mioch, 2005: 51) Quan o qui si p opone è di ide e mina e la o ma dello s umen o u banis ico dedica o a ques o scopo, il piano d’eme genza comunale, come cus ode di un pe co so di e meneu ica e i o iale, che, coin olgendo 7 la ci adinanza ed i co pi in e medi, iconosca e desc i a i pun i deboli di un sis ema e s iluppi iduzione del ischio ed in e en o a pa i e dall’a i azione delle iso se locali, pe po e ealmen e a a e le c isi non come «e en i es e ni alla no mali à», bensì « imappandole come e en i p op i di un sis ema u bano». (Medd, Ma in, 2005: 44) Sos eniamo quindi la necessi à di ide ini e lo s a u o on ologico del piano d’eme genza comunale come un p ocesso pa ecipa o di iconoscimen o e meneu ico e di cos uzione di comuni à, inalizza o a una mappa u a del e i o io di on e al ischio, in ogni suo aspe o isico e sociale, e da cui de i i una app esen azione capace di ie oca e e ichiama e apidamen e e i e p ocessi in caso di eme genza. Sos eniamo inol e, in ques o cambiamen o di ma ice, la necessi à di ascende e la isione pa ziale della ques ione della sicu ezza, eliminando la sepa azione a ischi isici e ischi sociali, nella con inzione che ogni ques ione lega a all’e oluzione di una ci à sia innanzi u o una ques ione ci ica, socio-economica e elazionale, o i anche dei g andi isul a i che ques o ha po a o pe quan o igua da i sape i speci ici lega i alla ges ione di un disas o. A a e so la alo izzazione dei sape i locali, delle conoscenze e delle iso se speci iche degli a o i di un e i o io, una le u a dell’uso degli spazi e delle elazioni che li abi ano, un’analisi delle na azioni che esso a di sé, è possibile iconosce e quello che l’e meneu ica u bana chiama il ca a e e p o ondo del luogo. L’obie i o di un p ocesso di ques o ipo è non dispe de e la complessi à che ca a e izza uno spazio u bano, e che, in si uazione di ensione, può po a e a de ia e p o ondamen e da una p e isione linea e (ca as o e, e imologicamen e) a a a a olino pa endo da una le u a del cos ui o e dei me i agen i ambien ali. Bibliog a ia Ah ens J., Rudolph P. M. (2006), “The Impo ance o Go e nance in Risk Reduc ion and Disas e Managemen ”, in Jou nal o Con ingencies and C isis Managemen , no. 4, ol. 14, pp. 207-220. Be in M. (2014), “Ci à al limi e. Pe una a azione u banis ica del disas o”, in CIUR - Cuade no de In es igacio!n U bani!s ica, no. 94, pp. 3-73. Blakely E. (2012), My S o m. 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