Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me. Osservazioni sul sublime e sulla logica dell’irrazionale in Kant
Abstract
«Duas coisas enchem o ânimo de uma admiração e veneração sempre nova e tanto mais crescente quanto mais frequente e mais demoradamente a reflexão se ocupa delas: o céu estrelado acima de mim e a lei moral em mim.” Com estas famosíssimas palavras escritas no papel e incisas em pedra, Immanuel Kant conclui a Crítica da razão prática. No presente artigo pretendo mostrar como esta frase está estreitamente ligada: 1) à doutrina kantiana do sublime e 2) à fundação da lógica do irracional na Critica do Juízo.
Full text
IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME
E LA LEGGE MORALE IN ME.
OSSERVAZIONI SUL SUBLIME E SULLA LOGICA
DELL’IRRAZIONALE IN KANT
Ma co Sga bi
(Uni e sidade de Ve ona)
«Due cose iempiono l’animo di ammi azione e ene azione semp e
nuo a e c escen e, quan o più spesso e più a lungo la i lessione si occupa
di esse: il cielo s ella o sop a di me, e la legge mo ale in me»1. Con ques-
e amosissime pa ole sc i e sulla ca a e incise su pie a, Immanuel Kan
chiude la C i ica della agion p a ica. Nella p esen e no a o ei mos a e
come ques a ase sia s e amen e connessa 1) alla do ina kan iana del
sublime e 2) alla ondazione della logica dell’i azionale nella C i ica del
Giudizio. Nel mio la o o sulla logica dell’i azionale nella C i ica del
Giudizio mi e o concen a o p e alen emen e sulla dimos azione che
Kan in ques ’ope a olesse o ni e una logica adegua a pe una eo ia più
gene ale dell’espe ienza, ispe o a quella elabo a a nella C i ica della
agion pu a2. A e o, u a ia, ascu a o di esamina e la do ina del
sublime pe almeno due agioni. La p ima agione e a che il sublime non
po a a nulla di signi ica i o al p oge o kan iano di un’elabo azione di
una logica dell’es e ica e della eleologia: «il conce o del sublime della
na u a non è così impo an e e icco di conseguenze quan o quello del
bello della na u a, e non indica assolu amen e nulla di con o me a ini
1 KGS, V, p. 161.
2 C . Ma co Sga bi, La logica dell’i azionale. S udio sul signi ica o e sui p oblemi
della K i ik de U eilsk a , Mimesis, Milano 2010, o a in e sione spagnola,
co e a e aggio na a in Ma co Sga bi, C i ica del Juicio, Maya, Mad id 2011. Pe
logica dell’i azionale, in endo quella logica che non ope a a a e so conce i
de e mina i o uni e sali, ma che giudica o senza conce i o a a e so conce i
analoghi. La logica dell’i azionale ha come campo d’applicazione u o ciò che è
lascia o inde e mina o dalle leggi che l’in elle o pu o dà a p io i.
Philosophica, 39, Lisboa, 2012, pp. 45-54
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nella na u a s essa»3. La seconda agione igua da a più s e amen e la
genesi dell’ope a s essa, pe la quale l’Anali ica del sublime semb a a
es anea a u e le al e pa i del es o e quindi non acen e pa e del piano
o igina io dell’ope a: «la eo ia del sublime [è] una semplice appendice
alla alu azione es e ica della con o mi à a ini della na u a
(Zweckmäßigkei )»4. Sono anco a con i o della alidi à di ques e due
agioni, u a ia, i engo che la do ina kan iana del sublime possa da e
un con ibu o pe la comp ensione della necessi à della ondazione della
logica dell’i azionale, sebbene non ne accia p op iamen e pa e, pe ché
del sublime non è possibile alcuna logica.
La mia ice ca pa e dalla p ima ase della conclusione della C i ica
della agion p a ica pe ché semb a de ini e in modo chia o i due campi
ai quali si applica il sublime: l’es e ica e la mo ale. Il cielo s ella o da una
pa e ca a e izza il “sublime es e ico”, men e la legge mo ale ca a e izza
il “sublime e ico”. Nel p esen e con ibu o non in endo esamina e le
somiglianze, le connessioni o le di e genze a ques i due ipi di sublime,
cioè di ques e due di e se mani es azione del sen imen o, o se essi in un
qualche modo si possano iden i ica e. Piu os o o ei p ende e in consi-
de azione come en ambi segnino la necessi à della elabo azione di una
logica dell’i azionale.
Nelle poche pagine conclusi e della C i ica della agion p a ica
Kan spiega il mo i o pe cui il cielo s ella o e la legge mo ale iempiano
l’animo di ammi azione e ene azione. In p imo luogo, a e ma Kan , il
cielo s ella o e la legge mo ale non sono qualcosa che ada ice ca o o
suppos o come se osse o qualcosa di oscu o o di ascenden e, ma al
con a io essi si p esen ano all’uomo con la «coscienza della sua esis en-
za»5. Kan s a pe ciò a e mando che ques i due ogge i di ammi azione e
ene azione si p esen ano immedia amen e al sogge o nella sua in e io i à,
insomma si i e iscono a quello che nella C i ica del Giudizio e à
de ini o come sen imen o i ale (Lebensge ühl), a a e so il quale
l’animo (Gemü ) di en a coscien e del p op io s a o6. L’a e mazione di
Kan è pe ò quan omeno singola e, non an o in i e imen o alla legge
mo ale, quan o al cielo s ella o. Il cielo s ella o non è qualcosa che il
sogge o o a den o se s esso, ma il sogge o de e alza e gli occhi al
cielo e mi a e le s elle in pa icola i condizioni empi iche, cioè di no e e
con il cielo limpido e senza nu ole. Insomma, se in un ce o senso la
3 KGS, V, p. 246.
4 Ibidem.
5 KGS, V, p. 162.
6 KGS, V, p. 204.
Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 47
legge mo ale è semp e accessibile7, il cielo non semp e lo è. Kan quindi
semb a ole ima ca e con ques a asse zione non an o l’aspe o ogge i o
che collega il cielo s ella o e la legge mo ale con il sogge o, quan o
l’aspe o sogge i o, cioè quei mo i d’animo che si innescano nel sogge o
quando ques o en a in con a o con ogge i quali il cielo s ella o e la leg-
ge mo ale. Il cielo s ella o e la legge mo ale p o ocano nel sogge o due
e e i oppos i, ma complemen a i. Da una pa e, il cielo s ella o s abilisce
la posizione dell’uomo nel mondo e la sua connessione con gli al i in i-
ni i mondi e con gli illimi a i empi. Dall’al a, la legge mo ale sancisce la
e a in ini ezza (wah e Unendlichkei ) dell’«io indi isibile» e della pe -
sona8. Il p imo susci a nel sogge o l’idea che la connessione con il mon-
do sia del u o acciden ale e con ingen e, la seconda, in ece, iconosce
l’uni e sali à del sogge o s esso. In modo più p eciso, p osegue Kan , lo
spe acolo degli innume e oli e in ini i mondi annichilisce l’impo anza
del sogge o nel p oge o della c eazione, men e la legge mo ale ele a
in ini amen e il suo alo e che si mani es a a a e so una i a indipen-
den e dalla sensibili à e dall’animali à che si es ende al di là dei limi i
della i a p esen e e so l’in ini o. Fino a ques o pun o Kan non ha
minimamen e accenna o al p oblema del sublime e po ebbe esse e leci o
dubi a e della elazione a il cielo s ella o, la legge mo ale e il sublime9.
Il pa ag a o successi o, u a ia, ap e con la dichia azione esplici a
della sublimi à (E habenhei ) di ques i due ogge i. Rispe o a ques i
ogge i, aggiunge Kan , «l’ammi azione e il ispe o possono s imola e la
ice ca, u a ia non compensano la sua mancanza»10. Si a a ques a di
una ase es emamen e impo an e sulla quale la Kan -Fo schung non ha
p es a o adegua a a enzione e che sugge isce due i lessioni che mos a-
no il successi o o ien amen o dell’indagine kan iana e in un qualche
modo la s essa s esu a della C i ica del Giudizio.
In p imo luogo Kan a e ma che la ice ca (Nach o schung) è s imo-
la a dall’ammi azione e dal ispe o, un’a e mazione ques a che può
esse e le a in s e a connessione e analogia con la l’a eggiamen o di
me a iglia che A is o ele desc i e come p incipio di ogni conoscenza11:
en ambi i iloso i, a dis anza di quasi due millenni, si i e iscono p op io
7 Come si ed à la p esa di coscienza della legge mo ale pe Kan non è così imme-
dia a, ma necessi a di una cul u a.
8 KGS, V, p. 162.
9 C . Kap Hyun Pa k, Kan übe das E habene: Rekons uk ion und Wei e üh ung
de k i ischen des E habenen Kan s, Königshausen & Neumann, Wü zbu g 2007,
pp. 200-206.
10 Ibidem.
11 In A is o ele c . Me aphysica I.2, 982 b 11-19. Anche Kan pa la di me a iglia,
KGS, V, p. 269.
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al cielo s ella o e agli as i come elemen o p incipale dello s upo e. Con
ques e pa ole, al pa i di A is o ele, Kan semb a ole so olinea e
l’esis enza di un’espe ienza p oblema ica, cioè un’espe ienza che pone
p oblemi che non sono dalla agione immedia amen e isol ibili e conce-
pibili, al imen i non sa ebbe o a a o p oblemi e non so ge ebbe alcuna
ammi azione e alcun ispe o12. I p oblemi che eme gono dall’espe ienza,
non de ono imane e ali, ma è compi o della agione ice ca ne la solu-
zione. Tu a ia, ale ice ca non può esse e semplicemen e so e a dai
sen imen i di ammi azione e ispe o, i quali sono una condizione neces-
sa ia ma comunque non su icien e pe la ice ca. Nelle ighe successi e
Kan a e ma che la conside azione del mondo iniziò dallo spe acolo più
bello che si po ebbe mai p esen a e ai sensi dell’uomo, cioè il cielo s el-
la o, u a ia, cons a a Kan , ale conside azione culminò nell’as ologia.
Allo s esso modo, la mo ale cominciò dallo s udio della pa e più nobile
della na u a umana e inì nel ana ismo e nella supe s izione. Kan è
p eoccupa o quindi dalla possibili à di cade e du an e la ice ca in o me
de ia e come l’as ologia, il ana ismo e la supe s izione che di igono i
sen imen i di ammi azione e ispe o e so una di ezione non app op ia a
pe l’animo umano. Kan semb a sugge i e dunque che l’uomo possa
cade e nell’as ologia o nel ana ismo o nella supe s izione pe ché in in-
secamen e mancan e di qualche cosa. Si a a di de ini e che cosa sia
ques a mancanza. Pe spiega lo Kan si i e isce ai p og essi che le scien-
ze na u ali hanno a u o dopo la scope a del modo co e o di in es iga e
i enomeni isici a a e so la ma ema ica. Ciò che manca alla agione,
cioè ciò che se e alla ice ca, è p op iamen e un me odo o una logica che
possa indica e la ia della sapienza (Weg zu Weishei ) che conduca alla
ondazione di una do ina della sapienza (Weishei leh e), di cui la scien-
za è solo una piccola po a che conduce ad essa13. Un’in e p e azione
adicale di ques e pa ole po a ad a e ma e che di on e al sublime la
agione non iesce a o ni e alcuna spiegazione pe ché mancan e di un
me odo, ma iesce a p o a e solo ammi azione e ispe o. Inol e, le s esse
pa ole di Kan sugge iscono la possibili à di una ondazione di una do i-
na della saggezza, che non è is e a alla mo ale, e che è più ampia della
scienza, la quale conduce ine i abilmen e ad un alla gamen o del conce o
di “espe ienza”, ispe o a quello o ni o nella C i ica della agion pu a,
che e a de ini o esclusi amen e a a e so il con ibu o de e minan e
12 Sulla p oblema ici à dell’espe ienza c . En ico Be i, La complessi à della agione,
in La iloso ia e la s ida della complessi à, La Golia dica, Roma 1994, pp. 142-157.
13 KGS, V, p. 163. T aduco Weishei con sapienza pe ché più ol e nell’Opus pos u-
mum Kan pa la della Weishei sleh e come doc ina sapien iae, c . KGS, XXI,
p. 152.
Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 49
dell’in elle o a ciò che eni a ice u o dalla sensibili à14. Kan ap e dun-
que decisamen e la possibili à di una nuo a iloso ia, la quale c i icamen-
e ce ca a e me odicamen e a ia a può da e una spiegazione comp ensi-
a della na u a e della mo ale, al di là di quei sen imen i di ammi azione e
ispe o p o oca i dal sublime. Si a a ques a di un’ape u a che Kan
elabo e à solo con la C i ica del Giudizio.
L’Anali ica del sublime ip ende i emi delle ul ime pagine della
C i ica della agion p a ica en ando di sis ema izza li all’in e no del
p oge o globale della C i ica del Giudizio. Il sublime è pe ciò in p imo
luogo accomuna o al bello. Il sublime, come il bello, non p esuppone un
giudizio dei sensi, come quello sul g ade ole, né p esuppone un giudizio
logico de e minan e a a e so un conce o, come quello epis emico o
quello sul buono. Tu a ia, il sublime di e isce dal bello pe di e si
aspe i. Innanzi u o, il sublime non si i e isce necessa iamen e alla
o ma di un ogge o, esso in a i si o a anche in ogge i p i i di o ma,
pu ché sia app esen a a una illimi a ezza alla quale nel pensie o i sia
aggiun a la o ali à15. Il sublime pe ciò si i e isce all’a- o male che è
illimi a o e inde e mina o, ma il quale de e esse e concepi o come una
o ali à. In secondo luogo il bello compo a di e amen e un sen imen o di
p omozione della i a, men e il sublime p o oca un piace e che so ge solo
indi e amen e, dopo il sen imen o di un momen aneo impedimen o delle
o ze i ali16. Il compiacimen o pe il sublime così ha a che a e non an o
con un piace e posi i o, quan o con l’ammi azione o ispe o, cioè con un
piace e nega i o17. Su ale di e enza Kan i o ne à più a an i quando
do à de ini e in modo speci ico che cosa sia sublime. A Kan p eme o a
esamina e la più g ande di e enza che sussis e a il bello e il sublime:
essa consis e nel a o che la bellezza della na u a implica nella sua o ma
una con o mi à a ini pe la quale l’ogge o semb a esse e p ede e mina o
dal Giudizio ed in ques o modo esso di iene ogge o di compiacimen o,
men e il sen imen o del sublime nella semplice app ensione è con a io
ad un ine pe il Giudizio ed è inadegua o pe la nos a acol à di esibizi-
one. Kan quindi sancisce in modo in equi ocabile che men e il bello è
comp eso a a e so la con o mi à a ini dell’ogge o, il sublime non è
comp eso a a e so di essa ed è an o più sublime quan o più essa iene a
manca e. La con o mi à a ini della na u a s ela una ecnica della na u a
che la ende app esen abile come un sis ema s u u a o secondo leggi, il
14 Ad esempio c . KGS, III, B 1.
15 KGS, V, p. 244.
16 KGS, V, p. 245.
17 Ibidem.
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cui p incipio, u a ia, non si o a nell’in elle o18. Tale con o mi à a ini
es ende il conce o gene ale di na u a da quello semplicemen e meccanico
a quello dell’a e, es endendo così anche il conce o di espe ienza s essa,
sebbene non con ibuisca a a o all’aumen o della conoscenza19. Nel
sublime iene così a manca e la con o mi à a ini della na u a, cioè il
p incipio a p io i del Giudizio s esso, secondo il quale la na u a iene
app esen a a come se un in elle o con enesse il ondamen o dell’uni à
del mol eplice delle sue leggi empi iche e che ha o igine nello s esso
Giudizio i le en e20. Venendo a manca e il p incipio del Giudizio s esso,
è chia o che il sublime non può esse e ogge o di alcuna logica, nemmeno
quella dell’i azionale che ope a senza conce i o a a e so conce i ana-
loghi. È pe ques o la do ina sul sublime della na u a non è così icca e
impo an e di conseguenze ed è una semplice appendice alla alu azione
es e ica della con o mi à a ini della na u a21.
Una ol a s abili e le di e enze a bello e sublime, Kan passa ad
un’analisi app o ondi a di ques ’ul imo. Il sublime è dichia a o come ciò
che è assolu amen e g ande, cioè come ciò che è g ande al di là di ogni
possibile compa azione. In a i, come si è de o, il sublime non si i e isce
ad alcuna o ma di un ogge o a a e so la quale esso possa esse e com-
pa a o o alu a o ispe o ad al i ogge i. Inol e, il sublime può esse e
al esì de o come ciò al cui con on o u o il es o è piccolo p op io pe
la sua incapaci à di elaziona si e pa agona si con il es o22. Se il sublime
non è sogge o al p incipio a p io i del Giudizio, esso non sa à in p imo
luogo comp eso e esp esso a a e so giudizi, ma piu os o in ui o. A a-
e so l’in uizione in connessione con l’immaginazione è possibile alu a-
e es e icamen e gli ogge i della na u a pe quan o igua da la lo o g an-
dezza. Pe egis a e in ui i amen e una g andezza nell’immaginazione e
pe po e la usa e come misu a o come uni à pe la s ima di una g andezza
median e nume i si ichiedono l’app ensione e la comp ensione.
L’app ensione è ciò che ci me e da an i al sublime e si es ende po en-
zialmen e all’in ini o, la comp ensione, u a ia, più a anza l’app ensione,
cioè an o più acc esce la g andezza del sublime, la comp ensione di iene
semp e più di icile23. O a, sebbene il sublime esp ima una g andezza
ispe o ad una o ali à, ale o ali à è comunque illimi a a e in ini a,
pe ciò l’app ensione del sublime s esso in quan o illimi a o impedisce
18 KGS, V, p. 246.
19 Ibidem.
20 KGS, V, p. 180.
21 KGS, V, p. 246.
22 KGS, V, p. 248.
23 KGS, V, pp. 251-252.
Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 51
qualsiasi ipo di comp ensione. Così nel momen o in cui si app ende
e e i amen e il sublime, non lo si può di a o comp ende e. Esso è
esp esso semplicemen e dall’idea della sua in ini à come se osse un’idea
della agione, ispe o alla quale l’immaginazione imane comunque
inadegua a24. Esempli icando, ico endo anco a una ol a al cielo
s ella o, Kan a e ma che non è dall’immensa quan i à dei sis emi plane-
a i e delle nebulose che sca u isce il sublime, ma piu os o s a nel a o
che nel p og edi e da piane a a sis ema, da sis ema a nebulosa, da nebulosa
ad uni e so, e c…la agione giunge semp e a uni à an o più g andi e la
na u a s anisce al cospe o di ques e quando la agione s essa de e
p ocu a e a lo o un’esibizione adegua a25.
Il sen imen o dell’inadegua ezza igua do al sublime e che igua da
la acol à di aggiunge e un’idea è il ispe o26. Tale ispe o, u a ia,
pe me e di in ui e la supe io i à della de e minazione azionale delle
nos e acol à conosci i e igua do alla capaci à massima della sensibili à:
la agione si ele a semp e e comunque sop a al massimo che la sensibili à
è capace di o i e. Il sublime si con igu a così come un sen imen o di
dispiace e de i an e dall’inadegua ezza dell’immaginazione ispe o alla
agione, ma nello s esso empo is eglia un piace e pe la supe io i à
s essa della agione e delle sue idee e so le quali l’esse e umano na u-
almen e ende. Il sen imen o di dispiace e p o oca o dall’inadegua ezza
si i ela pe ciò necessa io pe app ende e con un piace e il sublime,
sebbene solo successi amen e e media amen e. In ques o senso il sublime
può esse e conside a o come con o me a ini pe l’in e a de e minazione
dell’animo umano (die ganze Bes immung des Gemü s), al di là e al di
sop a dell’immaginazione e dell’in elle o.
Al sen imen o dell’inadegua ezza igua do al sublime co isponde
anche un sen imen o di impo enza delle acol à dell’animo nei con on i
dell’incommensu abili à della na u a. Ma come l’inadegua ezza delle
nos e acol à al sublime conduce al passaggio da un dispiace e ad un
piace e pe il iconoscimen o delle possibili à della agione, allo s esso
modo l’impo enza isica di on e al sublime della na u a s ela un po e e
di indipendenza e supe io i à nei con on i della na u a, g azie al quale
l’umani à della pe sona non iene umilia a ma iene piu os o innalza a27.
Il sublime non è semplicemen e ciò che susci a imo e, ma è anche ciò
che e oca una o za che ele a la agione al di sop a della na u a s essa.
A a e so il sublime si scop e quella na u ale endenza della agione a
24 KGS, V, p. 255.
25 KGS, V, pp. 256-257.
26 KGS, V, p. 257,
27 Ibidem.
52 Ma co Sga bi
supe a e i con ini del sensibile28, che è il ema p incipale della p e azione
alla p ima edizione della C i ica della agion pu a29. Tu a ia, l’ese cizio
della agione e il suo s iluppo sono a ida i pe Kan all’esse e umano
s esso come suo p incipale compi o: la endenza na u ale non sos i uisce
in alcun modo l’a i i à consape ole che l’esse e umano de e a e pe
s iluppa e la p op ia agione30.
La endenza e so il sop asensibile che il sublime a eme ge e è es-
imonia a secondo Kan dalla consue a app esen azione di Dio come se
nel empo ale, nella empes a, nel e emo o Egli esibisse la sua colle a.
Soli amen e ques i e en i sono associa i nell’animo umano ad un sen i-
men o di imo e. Tale imo e è do u o al a o che l’esse e umano è cos-
cien e di eca e o esa con la sua in enzione ip o e ole ad una po enza la
cui olon à è gius a e i esis ibile31. Il sen imen o di imo e si as o ma in
sen imen o del sublime solo nel momen o in cui sia ha coscienza che la
p op ia in enzione è mo ale ed è g adi a a Dio. Ecco che quindi dalla
coscienza della legge mo ale anche nella C i ica del Giudizio, così come
nella C i ica della agion p a ica, ha o igine il sublime. Ciò di cui si ha
coscienza in modo pa icola e è la con o mi à della p op ia in enzione
con il ole e di Dio e solo in ques o modo è possibile concepi e la legge
mo ale e l’esse e mo ale dell’uomo. Nel sublime la agione es ende il
p op io dominio, che è quello p a ico, in o za di p incipi mo ali32, sulla
sensibili à, sull’espe ienza, in modo ale da « a le [alla sensibili à] ge a e
lo sgua do sull’in ini o che pe essa è un abisso»33. Ciò ichiede che
l’esse e umano abbia s iluppa o le idee mo ali a a e so una ce a cul u a,
al imen i il sublime sa ebbe solamen e e i ican e e non ci sa ebbe alcuna
ensione posi i a ol e la na u a s essa. Il sublime è pe ciò conside a o da
Kan come quella elazione nella quale il sensibile, nella app esen azione
della na u a, iene alu a o ada o pe un possibile uso sop asensibile, cioè
mo ale34. Il sublime è così un ogge o la cui app esen azione «de e mina
l’animo a pensa e l’i aggiungibili à della na u a come esibizione di
idee»35. Tu a ia, spiega Kan , dal pun o di is a logico le idee non
28 KGS, V, p. 262. Qui Kan pa la di Bes immung unse es Ve mögens.
29 KGS, III, A VII, XIII. Qui Kan pa la di Na u bes immung de Ve nun .
30 Kan s iluppa meglio ques o conce o in Die Religion inne halb de G enzen de
bloßen Ve nun quando a a la dis inzione a umani à e pe sonali à, c . KGS,
VI, pp. 26-28.
31 KGS, V, p. 263.
32 KGS, V, p. 271.
33 KGS, V, p. 265.
34 KGS, V, pp. 266-267.
35 KGS, V, p. 268.
Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 53
possono mai esse e esibi e, in a i, la agione compie semp e uno s o zo
ano ( e gebliche Bes ebung) di ende e la app esen azione dei sensi.
Tale ano s o zo è p op io il sen imen o di i aggiungibili à che cos inge a
pensa e sogge i amen e la na u a s essa nella sua o ali à come esibizione
di qualcosa di sop asensibile36. Tu a ia, ques o ano s o zo ico da
che alla na u a nello spazio e nel empo, al di uo i del pensa e, manca
o almen e l’incondiziona o; esso ico da «che abbiamo a che a e solo
con una na u a come enomeno»37. Il sublime sancisce pe ciò quel limi e
pe cui la agione di iene conscia della possibili à di po e conosce e
de e mina e cose, ma non u e, e di do e in ece pensa e necessa iamen-
e al e. L’incondiziona o e il sop asensibile sono un gene e di ques o ipo
di cose che si possono pensa e, ma non conosce e. Il sublime ha, secondo
Kan , semp e un i e imen o al modo di pensa e (Denkungsa ) o di
conside a e la na u a, cioè ha semp e i e imen o «a massime in g ado di
p ocu a e a ciò che è in elle uale e alle idee della agione la sup emazia
sulla sensibili à»38.
In de ini i a si possono a e ques e conclusioni dalla do ina kan-
iana sul sublime. Il sen imen o del sublime ha una pa e nega i a e una
pa e posi i a: la p ima mo i ica l’esse e umano pe le sue limi a e capa-
ci à e pe la sua impo enza nei con on i della na u a, la seconda ele a
l’esse e umano e gli schiude la dimensione mo ale e del sop asensibile.
Sono due pa i complemen a i che do ebbe o semp e esse e coesis en i,
al imen i l’esse e umano sa ebbe comple amen e i e i o dal e o e pe
la na u a. Il sublime app esen a pe ciò una si uazione-limi e nella quale
la agione p ende al con empo coscienza della sua limi a ezza in campo
gnoseologico e la sua in ini ezza nell’ambi o mo ale. Tu a ia, nulla più
del p ende e coscienza accade nella agione pe mezzo del sen imen o del
sublime: sia ha una semplice e me a cons a azione dei limi i e delle pos-
sibili à dell’esse e umano che anno ul e io men e me odicamen e e c i i-
camen e conside a e.
La limi a ezza gnoseologica mos a inequi ocabilmen e che ci sono
in na u a mol eplici o me «le quali engono lascia e inde e mina e da
quelle leggi che l’in elle o pu o dà a p io i»39, cioè le ca ego ie e i p in-
cipi. Di on e ques a inde e mina ezza, che si i ela nell’inadegua ezza
della comp ensione di alcuni e en i na u ali, piu os o che al i, la agione
non si lascia sop a a e dallo sgomen o, ma isponde piu os o ice cando
un modo di pensa e, cioè una logica che possa da e spiegazione di
36 Ibidem.
37 Ibidem.
38 KGS, V, p. 274.
39 KGS, V, p. 179.