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Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me. Osservazioni sul sublime e sulla logica dell’irrazionale in Kant

Sgarbi, Marco

Abstract

«Duas coisas enchem o ânimo de uma admiração e veneração sempre nova e tanto mais crescente quanto mais frequente e mais demoradamente a reflexão se ocupa delas: o céu estrelado acima de mim e a lei moral em mim.” Com estas famosíssimas palavras escritas no papel e incisas em pedra, Immanuel Kant conclui a Crítica da razão prática. No presente artigo pretendo mostrar como esta frase está estreitamente ligada: 1) à doutrina kantiana do sublime e 2) à fundação da lógica do irracional na Critica do Juízo.

Full text

IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME E LA LEGGE MORALE IN ME. OSSERVAZIONI SUL SUBLIME E SULLA LOGICA DELL’IRRAZIONALE IN KANT Ma co Sga bi (Uni e sidade de Ve ona) «Due cose iempiono l’animo di ammi azione e ene azione semp e nuo a e c escen e, quan o più spesso e più a lungo la i lessione si occupa di esse: il cielo s ella o sop a di me, e la legge mo ale in me»1. Con ques- e amosissime pa ole sc i e sulla ca a e incise su pie a, Immanuel Kan chiude la C i ica della agion p a ica. Nella p esen e no a o ei mos a e come ques a ase sia s e amen e connessa 1) alla do ina kan iana del sublime e 2) alla ondazione della logica dell’i azionale nella C i ica del Giudizio. Nel mio la o o sulla logica dell’i azionale nella C i ica del Giudizio mi e o concen a o p e alen emen e sulla dimos azione che Kan in ques ’ope a olesse o ni e una logica adegua a pe una eo ia più gene ale dell’espe ienza, ispe o a quella elabo a a nella C i ica della agion pu a2. A e o, u a ia, ascu a o di esamina e la do ina del sublime pe almeno due agioni. La p ima agione e a che il sublime non po a a nulla di signi ica i o al p oge o kan iano di un’elabo azione di una logica dell’es e ica e della eleologia: «il conce o del sublime della na u a non è così impo an e e icco di conseguenze quan o quello del bello della na u a, e non indica assolu amen e nulla di con o me a ini 1 KGS, V, p. 161. 2 C . Ma co Sga bi, La logica dell’i azionale. S udio sul signi ica o e sui p oblemi della K i ik de U eilsk a , Mimesis, Milano 2010, o a in e sione spagnola, co e a e aggio na a in Ma co Sga bi, C i ica del Juicio, Maya, Mad id 2011. Pe logica dell’i azionale, in endo quella logica che non ope a a a e so conce i de e mina i o uni e sali, ma che giudica o senza conce i o a a e so conce i analoghi. La logica dell’i azionale ha come campo d’applicazione u o ciò che è lascia o inde e mina o dalle leggi che l’in elle o pu o dà a p io i. Philosophica, 39, Lisboa, 2012, pp. 45-54 46 Ma co Sga bi nella na u a s essa»3. La seconda agione igua da a più s e amen e la genesi dell’ope a s essa, pe la quale l’Anali ica del sublime semb a a es anea a u e le al e pa i del es o e quindi non acen e pa e del piano o igina io dell’ope a: «la eo ia del sublime [è] una semplice appendice alla alu azione es e ica della con o mi à a ini della na u a (Zweckmäßigkei )»4. Sono anco a con i o della alidi à di ques e due agioni, u a ia, i engo che la do ina kan iana del sublime possa da e un con ibu o pe la comp ensione della necessi à della ondazione della logica dell’i azionale, sebbene non ne accia p op iamen e pa e, pe ché del sublime non è possibile alcuna logica. La mia ice ca pa e dalla p ima ase della conclusione della C i ica della agion p a ica pe ché semb a de ini e in modo chia o i due campi ai quali si applica il sublime: l’es e ica e la mo ale. Il cielo s ella o da una pa e ca a e izza il “sublime es e ico”, men e la legge mo ale ca a e izza il “sublime e ico”. Nel p esen e con ibu o non in endo esamina e le somiglianze, le connessioni o le di e genze a ques i due ipi di sublime, cioè di ques e due di e se mani es azione del sen imen o, o se essi in un qualche modo si possano iden i ica e. Piu os o o ei p ende e in consi- de azione come en ambi segnino la necessi à della elabo azione di una logica dell’i azionale. Nelle poche pagine conclusi e della C i ica della agion p a ica Kan spiega il mo i o pe cui il cielo s ella o e la legge mo ale iempiano l’animo di ammi azione e ene azione. In p imo luogo, a e ma Kan , il cielo s ella o e la legge mo ale non sono qualcosa che ada ice ca o o suppos o come se osse o qualcosa di oscu o o di ascenden e, ma al con a io essi si p esen ano all’uomo con la «coscienza della sua esis en- za»5. Kan s a pe ciò a e mando che ques i due ogge i di ammi azione e ene azione si p esen ano immedia amen e al sogge o nella sua in e io i à, insomma si i e iscono a quello che nella C i ica del Giudizio e à de ini o come sen imen o i ale (Lebensge ühl), a a e so il quale l’animo (Gemü ) di en a coscien e del p op io s a o6. L’a e mazione di Kan è pe ò quan omeno singola e, non an o in i e imen o alla legge mo ale, quan o al cielo s ella o. Il cielo s ella o non è qualcosa che il sogge o o a den o se s esso, ma il sogge o de e alza e gli occhi al cielo e mi a e le s elle in pa icola i condizioni empi iche, cioè di no e e con il cielo limpido e senza nu ole. Insomma, se in un ce o senso la 3 KGS, V, p. 246. 4 Ibidem. 5 KGS, V, p. 162. 6 KGS, V, p. 204. Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 47 legge mo ale è semp e accessibile7, il cielo non semp e lo è. Kan quindi semb a ole ima ca e con ques a asse zione non an o l’aspe o ogge i o che collega il cielo s ella o e la legge mo ale con il sogge o, quan o l’aspe o sogge i o, cioè quei mo i d’animo che si innescano nel sogge o quando ques o en a in con a o con ogge i quali il cielo s ella o e la leg- ge mo ale. Il cielo s ella o e la legge mo ale p o ocano nel sogge o due e e i oppos i, ma complemen a i. Da una pa e, il cielo s ella o s abilisce la posizione dell’uomo nel mondo e la sua connessione con gli al i in i- ni i mondi e con gli illimi a i empi. Dall’al a, la legge mo ale sancisce la e a in ini ezza (wah e Unendlichkei ) dell’«io indi isibile» e della pe - sona8. Il p imo susci a nel sogge o l’idea che la connessione con il mon- do sia del u o acciden ale e con ingen e, la seconda, in ece, iconosce l’uni e sali à del sogge o s esso. In modo più p eciso, p osegue Kan , lo spe acolo degli innume e oli e in ini i mondi annichilisce l’impo anza del sogge o nel p oge o della c eazione, men e la legge mo ale ele a in ini amen e il suo alo e che si mani es a a a e so una i a indipen- den e dalla sensibili à e dall’animali à che si es ende al di là dei limi i della i a p esen e e so l’in ini o. Fino a ques o pun o Kan non ha minimamen e accenna o al p oblema del sublime e po ebbe esse e leci o dubi a e della elazione a il cielo s ella o, la legge mo ale e il sublime9. Il pa ag a o successi o, u a ia, ap e con la dichia azione esplici a della sublimi à (E habenhei ) di ques i due ogge i. Rispe o a ques i ogge i, aggiunge Kan , «l’ammi azione e il ispe o possono s imola e la ice ca, u a ia non compensano la sua mancanza»10. Si a a ques a di una ase es emamen e impo an e sulla quale la Kan -Fo schung non ha p es a o adegua a a enzione e che sugge isce due i lessioni che mos a- no il successi o o ien amen o dell’indagine kan iana e in un qualche modo la s essa s esu a della C i ica del Giudizio. In p imo luogo Kan a e ma che la ice ca (Nach o schung) è s imo- la a dall’ammi azione e dal ispe o, un’a e mazione ques a che può esse e le a in s e a connessione e analogia con la l’a eggiamen o di me a iglia che A is o ele desc i e come p incipio di ogni conoscenza11: en ambi i iloso i, a dis anza di quasi due millenni, si i e iscono p op io 7 Come si ed à la p esa di coscienza della legge mo ale pe Kan non è così imme- dia a, ma necessi a di una cul u a. 8 KGS, V, p. 162. 9 C . Kap Hyun Pa k, Kan übe das E habene: Rekons uk ion und Wei e üh ung de k i ischen des E habenen Kan s, Königshausen & Neumann, Wü zbu g 2007, pp. 200-206. 10 Ibidem. 11 In A is o ele c . Me aphysica I.2, 982 b 11-19. Anche Kan pa la di me a iglia, KGS, V, p. 269. 48 Ma co Sga bi al cielo s ella o e agli as i come elemen o p incipale dello s upo e. Con ques e pa ole, al pa i di A is o ele, Kan semb a ole so olinea e l’esis enza di un’espe ienza p oblema ica, cioè un’espe ienza che pone p oblemi che non sono dalla agione immedia amen e isol ibili e conce- pibili, al imen i non sa ebbe o a a o p oblemi e non so ge ebbe alcuna ammi azione e alcun ispe o12. I p oblemi che eme gono dall’espe ienza, non de ono imane e ali, ma è compi o della agione ice ca ne la solu- zione. Tu a ia, ale ice ca non può esse e semplicemen e so e a dai sen imen i di ammi azione e ispe o, i quali sono una condizione neces- sa ia ma comunque non su icien e pe la ice ca. Nelle ighe successi e Kan a e ma che la conside azione del mondo iniziò dallo spe acolo più bello che si po ebbe mai p esen a e ai sensi dell’uomo, cioè il cielo s el- la o, u a ia, cons a a Kan , ale conside azione culminò nell’as ologia. Allo s esso modo, la mo ale cominciò dallo s udio della pa e più nobile della na u a umana e inì nel ana ismo e nella supe s izione. Kan è p eoccupa o quindi dalla possibili à di cade e du an e la ice ca in o me de ia e come l’as ologia, il ana ismo e la supe s izione che di igono i sen imen i di ammi azione e ispe o e so una di ezione non app op ia a pe l’animo umano. Kan semb a sugge i e dunque che l’uomo possa cade e nell’as ologia o nel ana ismo o nella supe s izione pe ché in in- secamen e mancan e di qualche cosa. Si a a di de ini e che cosa sia ques a mancanza. Pe spiega lo Kan si i e isce ai p og essi che le scien- ze na u ali hanno a u o dopo la scope a del modo co e o di in es iga e i enomeni isici a a e so la ma ema ica. Ciò che manca alla agione, cioè ciò che se e alla ice ca, è p op iamen e un me odo o una logica che possa indica e la ia della sapienza (Weg zu Weishei ) che conduca alla ondazione di una do ina della sapienza (Weishei leh e), di cui la scien- za è solo una piccola po a che conduce ad essa13. Un’in e p e azione adicale di ques e pa ole po a ad a e ma e che di on e al sublime la agione non iesce a o ni e alcuna spiegazione pe ché mancan e di un me odo, ma iesce a p o a e solo ammi azione e ispe o. Inol e, le s esse pa ole di Kan sugge iscono la possibili à di una ondazione di una do i- na della saggezza, che non è is e a alla mo ale, e che è più ampia della scienza, la quale conduce ine i abilmen e ad un alla gamen o del conce o di “espe ienza”, ispe o a quello o ni o nella C i ica della agion pu a, che e a de ini o esclusi amen e a a e so il con ibu o de e minan e 12 Sulla p oblema ici à dell’espe ienza c . En ico Be i, La complessi à della agione, in La iloso ia e la s ida della complessi à, La Golia dica, Roma 1994, pp. 142-157. 13 KGS, V, p. 163. T aduco Weishei con sapienza pe ché più ol e nell’Opus pos u- mum Kan pa la della Weishei sleh e come doc ina sapien iae, c . KGS, XXI, p. 152. Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 49 dell’in elle o a ciò che eni a ice u o dalla sensibili à14. Kan ap e dun- que decisamen e la possibili à di una nuo a iloso ia, la quale c i icamen- e ce ca a e me odicamen e a ia a può da e una spiegazione comp ensi- a della na u a e della mo ale, al di là di quei sen imen i di ammi azione e ispe o p o oca i dal sublime. Si a a ques a di un’ape u a che Kan elabo e à solo con la C i ica del Giudizio. L’Anali ica del sublime ip ende i emi delle ul ime pagine della C i ica della agion p a ica en ando di sis ema izza li all’in e no del p oge o globale della C i ica del Giudizio. Il sublime è pe ciò in p imo luogo accomuna o al bello. Il sublime, come il bello, non p esuppone un giudizio dei sensi, come quello sul g ade ole, né p esuppone un giudizio logico de e minan e a a e so un conce o, come quello epis emico o quello sul buono. Tu a ia, il sublime di e isce dal bello pe di e si aspe i. Innanzi u o, il sublime non si i e isce necessa iamen e alla o ma di un ogge o, esso in a i si o a anche in ogge i p i i di o ma, pu ché sia app esen a a una illimi a ezza alla quale nel pensie o i sia aggiun a la o ali à15. Il sublime pe ciò si i e isce all’a- o male che è illimi a o e inde e mina o, ma il quale de e esse e concepi o come una o ali à. In secondo luogo il bello compo a di e amen e un sen imen o di p omozione della i a, men e il sublime p o oca un piace e che so ge solo indi e amen e, dopo il sen imen o di un momen aneo impedimen o delle o ze i ali16. Il compiacimen o pe il sublime così ha a che a e non an o con un piace e posi i o, quan o con l’ammi azione o ispe o, cioè con un piace e nega i o17. Su ale di e enza Kan i o ne à più a an i quando do à de ini e in modo speci ico che cosa sia sublime. A Kan p eme o a esamina e la più g ande di e enza che sussis e a il bello e il sublime: essa consis e nel a o che la bellezza della na u a implica nella sua o ma una con o mi à a ini pe la quale l’ogge o semb a esse e p ede e mina o dal Giudizio ed in ques o modo esso di iene ogge o di compiacimen o, men e il sen imen o del sublime nella semplice app ensione è con a io ad un ine pe il Giudizio ed è inadegua o pe la nos a acol à di esibizi- one. Kan quindi sancisce in modo in equi ocabile che men e il bello è comp eso a a e so la con o mi à a ini dell’ogge o, il sublime non è comp eso a a e so di essa ed è an o più sublime quan o più essa iene a manca e. La con o mi à a ini della na u a s ela una ecnica della na u a che la ende app esen abile come un sis ema s u u a o secondo leggi, il 14 Ad esempio c . KGS, III, B 1. 15 KGS, V, p. 244. 16 KGS, V, p. 245. 17 Ibidem. 50 Ma co Sga bi cui p incipio, u a ia, non si o a nell’in elle o18. Tale con o mi à a ini es ende il conce o gene ale di na u a da quello semplicemen e meccanico a quello dell’a e, es endendo così anche il conce o di espe ienza s essa, sebbene non con ibuisca a a o all’aumen o della conoscenza19. Nel sublime iene così a manca e la con o mi à a ini della na u a, cioè il p incipio a p io i del Giudizio s esso, secondo il quale la na u a iene app esen a a come se un in elle o con enesse il ondamen o dell’uni à del mol eplice delle sue leggi empi iche e che ha o igine nello s esso Giudizio i le en e20. Venendo a manca e il p incipio del Giudizio s esso, è chia o che il sublime non può esse e ogge o di alcuna logica, nemmeno quella dell’i azionale che ope a senza conce i o a a e so conce i ana- loghi. È pe ques o la do ina sul sublime della na u a non è così icca e impo an e di conseguenze ed è una semplice appendice alla alu azione es e ica della con o mi à a ini della na u a21. Una ol a s abili e le di e enze a bello e sublime, Kan passa ad un’analisi app o ondi a di ques ’ul imo. Il sublime è dichia a o come ciò che è assolu amen e g ande, cioè come ciò che è g ande al di là di ogni possibile compa azione. In a i, come si è de o, il sublime non si i e isce ad alcuna o ma di un ogge o a a e so la quale esso possa esse e com- pa a o o alu a o ispe o ad al i ogge i. Inol e, il sublime può esse e al esì de o come ciò al cui con on o u o il es o è piccolo p op io pe la sua incapaci à di elaziona si e pa agona si con il es o22. Se il sublime non è sogge o al p incipio a p io i del Giudizio, esso non sa à in p imo luogo comp eso e esp esso a a e so giudizi, ma piu os o in ui o. A a- e so l’in uizione in connessione con l’immaginazione è possibile alu a- e es e icamen e gli ogge i della na u a pe quan o igua da la lo o g an- dezza. Pe egis a e in ui i amen e una g andezza nell’immaginazione e pe po e la usa e come misu a o come uni à pe la s ima di una g andezza median e nume i si ichiedono l’app ensione e la comp ensione. L’app ensione è ciò che ci me e da an i al sublime e si es ende po en- zialmen e all’in ini o, la comp ensione, u a ia, più a anza l’app ensione, cioè an o più acc esce la g andezza del sublime, la comp ensione di iene semp e più di icile23. O a, sebbene il sublime esp ima una g andezza ispe o ad una o ali à, ale o ali à è comunque illimi a a e in ini a, pe ciò l’app ensione del sublime s esso in quan o illimi a o impedisce 18 KGS, V, p. 246. 19 Ibidem. 20 KGS, V, p. 180. 21 KGS, V, p. 246. 22 KGS, V, p. 248. 23 KGS, V, pp. 251-252. Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 51 qualsiasi ipo di comp ensione. Così nel momen o in cui si app ende e e i amen e il sublime, non lo si può di a o comp ende e. Esso è esp esso semplicemen e dall’idea della sua in ini à come se osse un’idea della agione, ispe o alla quale l’immaginazione imane comunque inadegua a24. Esempli icando, ico endo anco a una ol a al cielo s ella o, Kan a e ma che non è dall’immensa quan i à dei sis emi plane- a i e delle nebulose che sca u isce il sublime, ma piu os o s a nel a o che nel p og edi e da piane a a sis ema, da sis ema a nebulosa, da nebulosa ad uni e so, e c…la agione giunge semp e a uni à an o più g andi e la na u a s anisce al cospe o di ques e quando la agione s essa de e p ocu a e a lo o un’esibizione adegua a25. Il sen imen o dell’inadegua ezza igua do al sublime e che igua da la acol à di aggiunge e un’idea è il ispe o26. Tale ispe o, u a ia, pe me e di in ui e la supe io i à della de e minazione azionale delle nos e acol à conosci i e igua do alla capaci à massima della sensibili à: la agione si ele a semp e e comunque sop a al massimo che la sensibili à è capace di o i e. Il sublime si con igu a così come un sen imen o di dispiace e de i an e dall’inadegua ezza dell’immaginazione ispe o alla agione, ma nello s esso empo is eglia un piace e pe la supe io i à s essa della agione e delle sue idee e so le quali l’esse e umano na u- almen e ende. Il sen imen o di dispiace e p o oca o dall’inadegua ezza si i ela pe ciò necessa io pe app ende e con un piace e il sublime, sebbene solo successi amen e e media amen e. In ques o senso il sublime può esse e conside a o come con o me a ini pe l’in e a de e minazione dell’animo umano (die ganze Bes immung des Gemü s), al di là e al di sop a dell’immaginazione e dell’in elle o. Al sen imen o dell’inadegua ezza igua do al sublime co isponde anche un sen imen o di impo enza delle acol à dell’animo nei con on i dell’incommensu abili à della na u a. Ma come l’inadegua ezza delle nos e acol à al sublime conduce al passaggio da un dispiace e ad un piace e pe il iconoscimen o delle possibili à della agione, allo s esso modo l’impo enza isica di on e al sublime della na u a s ela un po e e di indipendenza e supe io i à nei con on i della na u a, g azie al quale l’umani à della pe sona non iene umilia a ma iene piu os o innalza a27. Il sublime non è semplicemen e ciò che susci a imo e, ma è anche ciò che e oca una o za che ele a la agione al di sop a della na u a s essa. A a e so il sublime si scop e quella na u ale endenza della agione a 24 KGS, V, p. 255. 25 KGS, V, pp. 256-257. 26 KGS, V, p. 257, 27 Ibidem. 52 Ma co Sga bi supe a e i con ini del sensibile28, che è il ema p incipale della p e azione alla p ima edizione della C i ica della agion pu a29. Tu a ia, l’ese cizio della agione e il suo s iluppo sono a ida i pe Kan all’esse e umano s esso come suo p incipale compi o: la endenza na u ale non sos i uisce in alcun modo l’a i i à consape ole che l’esse e umano de e a e pe s iluppa e la p op ia agione30. La endenza e so il sop asensibile che il sublime a eme ge e è es- imonia a secondo Kan dalla consue a app esen azione di Dio come se nel empo ale, nella empes a, nel e emo o Egli esibisse la sua colle a. Soli amen e ques i e en i sono associa i nell’animo umano ad un sen i- men o di imo e. Tale imo e è do u o al a o che l’esse e umano è cos- cien e di eca e o esa con la sua in enzione ip o e ole ad una po enza la cui olon à è gius a e i esis ibile31. Il sen imen o di imo e si as o ma in sen imen o del sublime solo nel momen o in cui sia ha coscienza che la p op ia in enzione è mo ale ed è g adi a a Dio. Ecco che quindi dalla coscienza della legge mo ale anche nella C i ica del Giudizio, così come nella C i ica della agion p a ica, ha o igine il sublime. Ciò di cui si ha coscienza in modo pa icola e è la con o mi à della p op ia in enzione con il ole e di Dio e solo in ques o modo è possibile concepi e la legge mo ale e l’esse e mo ale dell’uomo. Nel sublime la agione es ende il p op io dominio, che è quello p a ico, in o za di p incipi mo ali32, sulla sensibili à, sull’espe ienza, in modo ale da « a le [alla sensibili à] ge a e lo sgua do sull’in ini o che pe essa è un abisso»33. Ciò ichiede che l’esse e umano abbia s iluppa o le idee mo ali a a e so una ce a cul u a, al imen i il sublime sa ebbe solamen e e i ican e e non ci sa ebbe alcuna ensione posi i a ol e la na u a s essa. Il sublime è pe ciò conside a o da Kan come quella elazione nella quale il sensibile, nella app esen azione della na u a, iene alu a o ada o pe un possibile uso sop asensibile, cioè mo ale34. Il sublime è così un ogge o la cui app esen azione «de e mina l’animo a pensa e l’i aggiungibili à della na u a come esibizione di idee»35. Tu a ia, spiega Kan , dal pun o di is a logico le idee non 28 KGS, V, p. 262. Qui Kan pa la di Bes immung unse es Ve mögens. 29 KGS, III, A VII, XIII. Qui Kan pa la di Na u bes immung de Ve nun . 30 Kan s iluppa meglio ques o conce o in Die Religion inne halb de G enzen de bloßen Ve nun quando a a la dis inzione a umani à e pe sonali à, c . KGS, VI, pp. 26-28. 31 KGS, V, p. 263. 32 KGS, V, p. 271. 33 KGS, V, p. 265. 34 KGS, V, pp. 266-267. 35 KGS, V, p. 268. Il Cielo S ella o Sop a di Me e la Legge Mo ale in Me 53 possono mai esse e esibi e, in a i, la agione compie semp e uno s o zo ano ( e gebliche Bes ebung) di ende e la app esen azione dei sensi. Tale ano s o zo è p op io il sen imen o di i aggiungibili à che cos inge a pensa e sogge i amen e la na u a s essa nella sua o ali à come esibizione di qualcosa di sop asensibile36. Tu a ia, ques o ano s o zo ico da che alla na u a nello spazio e nel empo, al di uo i del pensa e, manca o almen e l’incondiziona o; esso ico da «che abbiamo a che a e solo con una na u a come enomeno»37. Il sublime sancisce pe ciò quel limi e pe cui la agione di iene conscia della possibili à di po e conosce e de e mina e cose, ma non u e, e di do e in ece pensa e necessa iamen- e al e. L’incondiziona o e il sop asensibile sono un gene e di ques o ipo di cose che si possono pensa e, ma non conosce e. Il sublime ha, secondo Kan , semp e un i e imen o al modo di pensa e (Denkungsa ) o di conside a e la na u a, cioè ha semp e i e imen o «a massime in g ado di p ocu a e a ciò che è in elle uale e alle idee della agione la sup emazia sulla sensibili à»38. In de ini i a si possono a e ques e conclusioni dalla do ina kan- iana sul sublime. Il sen imen o del sublime ha una pa e nega i a e una pa e posi i a: la p ima mo i ica l’esse e umano pe le sue limi a e capa- ci à e pe la sua impo enza nei con on i della na u a, la seconda ele a l’esse e umano e gli schiude la dimensione mo ale e del sop asensibile. Sono due pa i complemen a i che do ebbe o semp e esse e coesis en i, al imen i l’esse e umano sa ebbe comple amen e i e i o dal e o e pe la na u a. Il sublime app esen a pe ciò una si uazione-limi e nella quale la agione p ende al con empo coscienza della sua limi a ezza in campo gnoseologico e la sua in ini ezza nell’ambi o mo ale. Tu a ia, nulla più del p ende e coscienza accade nella agione pe mezzo del sen imen o del sublime: sia ha una semplice e me a cons a azione dei limi i e delle pos- sibili à dell’esse e umano che anno ul e io men e me odicamen e e c i i- camen e conside a e. La limi a ezza gnoseologica mos a inequi ocabilmen e che ci sono in na u a mol eplici o me «le quali engono lascia e inde e mina e da quelle leggi che l’in elle o pu o dà a p io i»39, cioè le ca ego ie e i p in- cipi. Di on e ques a inde e mina ezza, che si i ela nell’inadegua ezza della comp ensione di alcuni e en i na u ali, piu os o che al i, la agione non si lascia sop a a e dallo sgomen o, ma isponde piu os o ice cando un modo di pensa e, cioè una logica che possa da e spiegazione di 36 Ibidem. 37 Ibidem. 38 KGS, V, p. 274. 39 KGS, V, p. 179.