L’organizzazione sociale e l’accesso ai monumenti tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro in Sardegna
Abstract
Durante l’età del Bronzo l’accesso ai “monumenti” fu limitato, sia per quanto riguarda i nuraghi sia per i centri cultuali che li succedettero. Le offerte che si rinvengono, ancora con la loro dimensione sacra, sono il risultato e l’espressione di una società gerarchica giustificata dalla “religione” e guidata dalla “ideologia guerriera”.
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291 L’organizzazione sociale e l’accesso ai monumenti tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro in Sardegna Liliana Spanedda1 - Juan Antonio Cámara Serrano2 Riassunto: La organizzazione sociale e l’accesso ai monumenti tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro in Sardegna – Durante l’età del Bronzo l’accesso ai “monumenti” fu limitato, sia per quanto riguarda i nuraghi sia per i centri cultuali che li succedettero. Le offerte che si rinvengono, ancora con la loro dimensione sacra, sono il risultato e l’espressione di una società gerarchica giustificata dalla “religione” e guidata dalla “ideologia guerriera”. Parole chiave: Religione; monumenti; necropoli; bronzetti; centri di riunione. Summary: Social Organization and Access to the Sardinian Bronze and Iron Ages Monumens – During the Bronze Age access to “monuments” was restricted, both in regard to the earlier nuraghi and to the later religious centers. The offerings that can be recovered from these last sites, even with their sacred meanings, are the result and expression of a hierarchical society, justified by “religion” and driven by a “warrior ideology”. Key words: Religion; monuments; necropolis; bronzetti; meeting places. Rispetto agli argomenti utilizzati per negare la gerarchizzazione nella tarda età del Bronzo (Araque, 2014), a proposito della proliferazione degli edifici rituali, separando la “religione” dall’organizzazione sociale, si segnala che: 4) In realtà anche nelle necropoli dell’età del Ferro (Bernardini 2011) si possono apprezzare delle differenze, sia per la scarsità di tombe con corredo (Monte Prama, Cabras) (Tronchetti 2005), sia per le differenze in metalli preziosi (Antas, Fluminimaggiore) (Zucca 1989), o altri oggetti come l’ambra, nonostante in questo periodo sia più frequente nei santuari (Bellintani et alii 2012). Anche con la loro natura collettiva, nelle tombe di giganti precedenti la loro stessa monumentalità e lo spazio esterno, l’esedra, destinata a cerimonie presuntamente a favore degli antenati, aveva suggerito il loro vincolo all’élite (Moravetti 1990). Sebbene esistano casi con scarso corredo come a Lu Brandali e a La Testa (Santa Teresa di Gallura) (Antona 2005), altri esempi dimostrano la differenziazione sociale, sia per i pochi individui inumati (12) come a Murisiddi (Isili) (Perra 2001), sia per la presenza di corredi in metallo come ad Aiodda (Nurallao) (Sanges 2001) o di altri elementi come l’ambra nelle tombe A e B, senza esedra, di Sa Sedda ‘e sa Caudela (Collinas) (Atzeni et alii 2012). In effetti si è parlato di mimetizzazione della gerarchizzazione (Stiglitz 2006, Perra 2009), perchè corredi rilevanti sono noti persino all’inizio dell’età del Bronzo (Ugas 1990). 5) Gli oggetti esotici e di lusso pur presenti, soprattutto in luoghi di culto, spesso hanno caratteristiche che si riferiscono ad attività pubbliche e non sono assenti dalle tombe, come si è visto. Per un certo periodo, come dimostrano le caratteristiche di alcune offerte nei pozzi sacri, la base della popolazione ha continuato a mobilitare le sue risorse nelle cerimonie, od almeno si è rappresentata portando ricchezza, mentre l’élite non aveva la necessità di dimostrare se non con la sua presenza (o rappresentazione in bronzetti) il diritto alla grazia “divina” (Lilliu 1996), appartenendo la maggior parte delle rappresentazioni femminili a quest’élite (Alba 2005). Non soltanto l’accesso alla parte centrale dei santuari era ristretto ma erano le élites quelle che controllavano i luoghi di culto (Ialongo 2013). 1 Departamento de Prehistoria y Arqueología. Universidad de Granada; e-mail: [email protected]. 2 Departamento de Prehistoria y Arqueología. Universidad de Granada; e-mail: [email protected].
292 6) Persino se le statue rappresentassero figure divine non bisogna dimenticare che questi sono la trasposizione della società (Scarduelli 2007), quindi è logico continuare a sostenere che una società gerarchica è dimostrata dai bronzetti (Tronchetti, Van Dommelen 2005). 7) La definizione di “monumento” comporta un carattere pubblico, sacro o profano (Redmond, Spencer 2012), con un accesso non generalizzato o differenziale, come si è visto in molte delle restrizioni negli edifici sardi della tarda età del Bronzo e la prima età del Ferro, date le loro dimensioni interne e i recinti (temenos) che li circondano e, come si può proporre per i nuraghi e i protonuraghi. 8) Per quanto riguarda l’assenza di differenze tra abitazioni e strutture specializzate che non hanno nulla a che vedere con il culto, non solo dobbiamo indicare strutture come le capanne delle riunioni (Moravetti 1992) o le rotonde con bacile (Paglietti 2009) ma anche indicare che il controllo sociale dall’ambito sacro è abbastanza frequente (Ialongo 2013) e di conseguenza, le differenze tra gli edifici religiosi e il resto sono piuttosto significative. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Alba E. 2005, La donna nuragica. Studio della bronzistica figurata, Roma, Carocci. Antona A. 2005, Il complesso nuragico di Lu Brandali e i monumenti archeologici di Santa Teresa Gallura, Sardegna archeologica. Guide e itinerari37, Sassari, Carlo Delfino Editore. Araque R. 2014, Social Organization in Nuragic Sardinia: Cultural Progress Without ‘Elites’?, Cambridge Archaeological Journal 24:1, pp 141-161. Atzeni E., Usai A. Bellintani P., Fonzo O., Lai L., Tykot R., Setzer T.J., Congiu R., Simbula S. 2012, Le tombe megalitiche nuragiche di Sedda ‘e sa Caudela (Collinas - CA), in La Preistoria e la Protostoria della Sardegna, Atti della XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (Cagliari, Barumini, Sassari 23-28 novembre 2009), vol. II-Comunicazioni, Firenze, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, pp. 665-670. Bellintani P., Usai A., Fadda M.A. 2012, Ambre protostoriche della Sardegna: nuovi dati su tipologia e possibili indicatori di lavorazione locale, in La Preistoria e la Protostoria della Sardegna, Atti della XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (Cagliari, Barumini, Sassari 23-28 novembre 2009), vol. III-Comunicazioni, Firenze, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, pp. 1163-1171. Bernardini P. 2011, Necropoli della Prima Età del Ferro in Sardegna. Una riflessione su alcuni secoli perduti o, meglio, perduti di vista, Tharros Felix 4, pp. 351-386. Ialongo N. 2013, Sanctuaries and the Emergence of Elites in Nuragic Sardinia during the Early Iron Age (ca. 950–720 bc): The Actualization of a ‘Ritual Strategy’, Journal of Mediterranean Archaeology 26:2, pp. 187-209. Lilliu G. 1996, The Sardinia of the nuraghi, Novara, Istituto Geografico De Agostini. Moravetti A. 1990, Le tombe e l’ideologia funeraria, in La civiltà nuragica, Milano, Electa, pp. 120-168. Moravetti A. 1992, Il Complesso nuragico di Palmavera, Sardegna archeologica. Guide e itinerari20, Sassari, Carlo Delfino editore. Paglietti G. 2009, Le rotonde con bacile di età nuragica, Rivista di Scienze Preistoriche LIX, pp. 335-354. Perra M. 2001, I monumenti preistorici e protostorici del territorio di Isili, in M. Sanges, a cura di, L’Eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo. Patrimonio di conoscenza e di vita, Muros, B&P, pp. 36-38. Perra M. 2009, Osservazioni sull’evoluzione sociale e politica in età nuragica, Rivista di Scienze Preistoriche LIX, pp. 355-368. Redmond E.M., Spencer C.S. 2012, Chiefdoms at the threshold: The competitive origins of the primary state, Journal of Anthropological Archaeology 31:1, pp. 22-37. Scarduelli P. 2007, Sciamani, stregoni, sacerdoti. Uno studio antropologico dei rituali, Palermo, Sellerio. Stiglitz A. 2006, La bella età dei giganti di pietra, Darwin Quaderni 1, pp. 56-67. Tronchetti C. 2005, Le tombe e gli eroi. Considerazioni sulla statuaria di Monti Prama, in P. Bernardini, R. Zucca, a cura di, Il Mediterraneo di Herakles. Studi e ricerche: atti del Convegno di studi, 26-28 marzo 2004, Sassari-Oristano, Italia, Roma, Carocci, pp. 145-167. Tronchetti C., van Dommelen P. 2005, Entangled Objects and Hybrid Practices: Colonial Contacts and Elite Connections at Monte Prama, Sardinia, Journal of Mediterranean Archaeology 18, pp. 183-208. Ugas G. 1990, La tomba dei guerrieri di Decimoputzu, Cagliari, Edizioni della Torre. Zucca R. 1989, Il tempio di Antas, Sardegna archeologica. Guide e itinerari11, Sassari, Carlo Delfino Editore.