Per una definizione dell'impianto urbano di Salonicco da Cassandro a Galerio
Abstract
Vitti, Massimo
Full text
PER UNA DEFINIZIONE DELL'IMPIANTO URBANO DI SALONICCO DA CASSANDRO A GALER10 Massimo Vitti Roma ABSTRACT The limited Hellenisticfindings and the persistence of the Roman and Ottoman streets' plot, over the Hellenistic one, confirm the existence of an cchippodamean,) town planning with blocks of 58,5 x 102 m. Inside the orthogonal grid are already known the Serapeion, the Agora, the Gymnasium and some houses. The Roman rule kept unchanged thefunction of the Hellenistic areas. Two principal building phases were typical of the Roman period. The first phase, between the end of the 1st century B. C. and the beginning of 1st century A.D., is characterized by an Honorary Arch and a Temple dedicated to the imperial cult. During the second phase, between the Antonine era and the 3th century A.D., besides the redevelopment of the Forum, the most important public thermal complexes and also a new city wall have been built. At the beginning of the 4th century A.D., Galerius constructed an architectonic monumental complex near the SW side of the city, based on a Palace, an Octagon, a Basilica, a Circus, a Mausoleum, an Arch and the Rotunda. Salonicco rappresenta una delle fondaziomi ellenistiche pih importanti della Macedonia con complesso sviluppo urbano sia in epoca romana che bizantina. Cassandro, OLXLOT~S di Salonicco, adeguandosi alla politica di nuove fondazioni intrapresa in Oriente dai diadochi di Alessandro, sviluppb in Macedonia un ambizioso prograrnma urbanistico, a cui appartengono, oltre Salonicco, la fondazione di Cassandria e la nuova pianificazione urbanistica di tipo c<ippodameo>> di Pella. I1 temtorio dove sorse Salonicco non 5: solo ricco di abitati preistorici ma anche di numerosi agglomerati urbani di epoca arcaica con contunith di vita fino in epoca ellenistica1. La fondazione di Salonicco, dovuta a un si- ' Per gli agglornerati preistorici vedi, REY, L., <<Observations sur les prerniers habitants de la Macédonien, BCH 41-43, 1917-1919, pp. 91-109, GRAMMENOS, D., aIIgo'ifft~@t~~i otntopoi o~qv O~ooahovixq, A~d~wpa O~croahovinqn. Ae~a~oloyia 7, 1983, pp. 8-10
necismo di 26 xopoi del golfo Termaico, come ci informa Strabone2, deve aver assorbito un gran numero di questi centri urbani. Al 316-15 aC, data a cui si fa risalire la fondazione di Salonicco, si deve l'impianto urbanistico della citt13. La datazione dell'impianto programmatico4 alla fase iniziale purtroppo non 2 avvalorata che da pochi elementi archeologici. Si tratta di un impianto del tip0 ippodameo con una scansione degli isolati per strigas. I1 riconoscimento della suddivisione schematica degli isolati si deve al Vickers che, basandosi quasi esclusivamente sul catasto turco del 1917, propone un modulo approssimativo di 100 x 50 m5. Dal 1972, anno della pubblicazione dell'articolo del Vickers, sono stati effettuati (e in parte pubblicati) numerosi scavi di emergenza mentre parallelamente i: notevolmente incrementata la letteratura archeologica in coincidenza soprattutto dei festeggiamenti dei 2300 anni dalla fondazione della cittl. Si sono creati, cosi, i presupposti non solo per definire pib precisamente i1 modulo degli isolati, ma anche per tentare una lettura piii puntuale della zonizzazione della cittl e soprattutto per individuare ed annalizzare gli interventi urbanistici e architettonici del periodo romano. A Salonicco, di fatto, la fase ellenistica molto spesso 2 stata cancellata dalla ricostruzione romana e bizantina e solo raramente gli archeologi hanno e AA.VV. O~uualovixy, pp. 13 e SS. Riguardo ai rinvenimenti di periodo arcaic0 e classico all'interno della cittl di Salonicco vedi BAKALAKIS, G., aOeepaiosu, AE I, 1953-54, pp. 221229 e BAKALAKIS, G., <(IEQO Atov6oou xal rpahhtxa Gehpeva otq Oeuoahovixq>~, Ancient Macedonia IU, 1983, pp. 31-43. Per i ritrovamenti, invece, nei dintorni di Saloniocco vedi AA. VV., Zivdog, Kazaloyog zyg 'Exfi~uyg, Salonicco, 1985, SISMANIDIS, K., ((TO aexa~xo vex~otarpeio 95 Ayias IIagaaxeu(s Oeaoahovixq~. nehtq naeouoiaoq nat nehtes exttp(aet~n, AMHTOX, pp. 787-803, TIVERIOS, M., ~Outeaxa ano to Kagapnou~vaxqn, AEMO 1,1987 (1988), pp. 247-260. (<Elta ~~uuahovix~~a Kaoaav6~0u xtiopa Bv ahhots rettagdrxovta xai 4 'Eyvatia 8605. Bxxwvopaoe 6b thv xoh~v &no Eautoú yuva~xo~ OEUU~~OULX~S, (P~hhxou 66 toc 'Apirvtou 6uyargos, xa6ehhv ta Bv KQOUU~~L nohiopata nat ta &v t6 Oe~paiw xohno negi xai eixout xai oauvo~xiua~ ei5 tv. 4 6t pqtgoxoh~~ t45 vcv Maxe6ovia~ Bati. t6v 6b ouvotntu6~ta6v qv 'Axohhwvia xai Xahaatea xai OÉgpa xai ragqoxos nat Ahea xai KLOUOS [...I>> Strabone ViI, 21. Per le diverse edizione di Strabone relative alla descrizione della fondazione di Salonicco vedi PAPAZOGLOU, Villes, pp. 193-194. Questa datazione si basa sull'opinione che Cassandro abbia fondato Salonicco un anno dopo i1 suo matrimonio con Thessalonika (317-16 aC), figlia di Filippo I1 e sorellastra di Alessandro Magno. Una diversa datazione viene proposta da MIKROGHIANNAKIS, E. I., ((To xohtttottxo Éeyo tou Kaoadrv6gou~, Ancient Macedonia 11,1977, pp. 225-236, che ritiene Salonicco, insieme a Cassandria e a Tebe fondate dopo i1 305 aC. Per la definizione del termine ((programmatico>> vedi SOMMELLA, P., Italia Antica. L'urbanistica Romana. Roma, 1988, p. 243. Vedi VICKERS, Hellenistic, pp. 156-170. Per quanto concerne la fase romana vedi del10 stesso autore ((Towards a Reconstruction of the Town Planning of Roman Thessaloniki>,. Ancient Macedonia I, 1970 pp. 239-251.
avuto la possibilith di individuare costruzioni ellenistiche, per 10 pic in stato molto frarnrnentario. Quindi, per quanto concerne l'impianto urbanistico ellenistico e la sua rete viaria bisogna far riferimento soprattutto alla fase romana. I1 rinvenimento di strade romane i: lirnitato6, ma sufficiente per individuare gli assi principali della citth, se si tiene conto anche della morfologia del terreno e del fatto che i1 catasto del 1917 (antecedente alla nuova pianificazione urbanistica della citth) ricalca i1 tracciato viario dell'antico impianto urbanistico. Quindi dall'esame di una carta topografica del periodo della dorninazione otomana, emerge chiaramente che la citth era ed i: attraversata orizzontalmente, con andamento parallello al mare, da due arterie principali, le attuali via Egnazia e via S. Demetrio (assi B e F nelle fig. 1-3). L'antichita del tracciato di tali assi viari, testimoniato da scarsi ritrovamenti di lastricati di strade romane, i: confermato dal rinvenimento di edifici prospicenti questi assi, ma soprattutto i: attestato dalla coincidenza dei due assi con le rispettive principali porte della citth in uso fino al periodo turco7. Parallela a queste arterie i: un'altra strada, documentata da piil rinvenimenti, che attraversava anch'essa tutta la citth da SO a NE (asse D nelle fig. 2 e 3)8. Tra queste tre strade vi erano altri assi viari paralleli ai precedenti e al mare9. La distanza interassiale che intercorre tra la via Egnazia e la via S. Demetrio i: di circa 410 m, mentre i1 tracciato dell'asse che corrisponde all'attuale via Filippou i: equidistante sia dall'asse B (via Egnazia) che dall'asse F (via S. Demetrio)l0. La distanza che separa questi due assi da via Filippou i: di 204 m, cio2 la lunghezza di due isolati. Possiamo Vedi VITTI, ~~0~~080p~~ó u~idw, dove b stata effettuata la schedatura dei resti archeologici e la loro ubicazione su,una carta archeologica in scala 1:2000. Le schede pertinenti alle strade romane sono contradistinte dai nn. 49, 50,51,57,60,62,67,81, 83, 86, 107, 118, 127, 128, 130, 136. ' Le porte turche cornispondono a precedenti porte bizantine, a loro volta impiantate su precedenti romane. La Porta d'Oro e la porta Cassandreotica sono in relazione all'asse B (Egnazia), la Porta Litea e la Nuova porta d'Oro sono in comspondenza all'asse F (via S. Demetrio) (vedi fig. 2-3). I1 tracciato di questa antica strada b ricalcato dall'attuale via Filippou. I rinvenimenti di lastricati sono stati effettuati in pib riprese. Vedi BAKIRTZIS, C. H., aD'une porte inconnue des remparts occidentaux de Thessalonique)), BalkSt 14, 1973 p. 306, ADelt 25, 1970, pp. 365-366, fig. 3-4, tav. 312 fi-y, ADelt 29, 1973-74, pp. 681-682, fig. 8, tav, 495 y-6, ADelt 30, 1975, p. 247, fig. 2, tav. 164 a-fl (nn. 51, 60, 118 nelle fig. 2-3). Tale ipotesi trova conferma nell'analisi del catasto turco e nei rinvenimenti archeologici. Vedi in particolare l'asse A (via Ermoii), l'asse C (via Ptolemeon), l'asse D (via Olimpou), l'asse G (via Cassandrou) nelle fig. 2-3. 'O In questo computo metrico l'asse dell' Egnazia (asse B) coincide con il lato sud della sede stradale romana, vale a dire che l'antica sede stradale risulta inclusa negli isolati ubicati a nord dell'asse. La stessa situazione sembra essere attestata anche per la via S. Demetrio, dove l'asse F coincide con il lato sud della ricostruita sede stradale antica (vedi fig. 2-3).
Fig. I. Carta archeologica di Salonicco
Fig. 2. Salonicco. Carta archeologica su base catastale turca con ricostruzione dell'impianto ortogonale
Fig. 3. Salonicco. Carta archeologica con riporto delle isoipse e ricostruzione delle sedi stradali romane
quindi affermare che la distanza interassiale che intercorre tra le strade orientate SO/NE, comprese tra l'attuale via Ermoti e via Cassandrou, i: di 310,9 piedi attico-eginetici (32, 8 cm), corrispondenti a 102 ml1 (fig. 2). Ortogonali a queste vie erano altre strade, delle quali, in parte, i: stato possibile individuare i lastricati tramite scavi di emergenza. In particolare i: attestata l'esistenza, anche per la persistenza del medesimo tracciato viario delle strade turche, di due strade romane. La strada attestata da piG ritrovamenti archeologici corrisponde alle attuali via Gennadiou e via Nikolaou (asse n. 16 nelle fig. 2-3). I1 percorso di questa via romana i: documentato dal rinvenimento del suo lastricato in piti punti: a sud dell'Egnazia12, lungo i1 lato orientale del foro13, a est delle terme pubbliche di S. ~emetrio'~ e, per ultimo, a SE e a NE della chiesa bizantina del Profeta Elia15. La parte del tracciato a monte della basilica di S. Demetrio, dato che le curve di livello diventano molto fitte, probabilmente si avvaleva anche di tratti con scalinate, per facilitarne i1 percorso16. L'altra strada che delimita, insieme a quella ora descritta, i1 for0 i: quella i1 cui tracciato i: ricalcato dalle attuali vie Papagheorgiou e Karpola (asse n. 12 nelle fig. 2-3). In via Papagheorgiou i: stato rinvenuto un tratto di lastricato compres0 tra due edifici17, mentre in via Karpola i: stata individuata parte della stoh orientale del foro, i1 cui lato esterno si trova sullo stesso allineamento del lastricato precedentemente ricordato18. Lastricati di una terza strada, parallela alle precedenti, sono stati rinvenuti in via Antigonidbn (asse n. 4 nelle fig. (2-3)19. La distanza che intercorre tra i due assi delimitanti a est e a ovest i1 for0 (assi nn. 16 e 12) i: di 713,4 piedi attico-eginetici (234 m), mentre tra l'asse n. 12 e quello n. 4 intercorre una distanza di 1426,8 piedi (468 m) (fig. 2-3). La distanza di 234 m corrisponde alla larghezza della piazza inferiore del for0 e alla larghezza della piazza superiore comprensiva dell'odeon, ed b " Con l'adozione del piede attico-euboico (29,4 cm) si hanno 346,9 piedi mentre se si adotta i1 piede romano (29,57 cm) si hanno 344,9 piedi corrispondenti appunto a 102 m. l2 ADelt 26, 1971, pp. 382-384, fig. 6-8, tav. 380 a-y, 381 a-6 (n. 86 nelle fig. 1-3). l3 KAMBOURI, A~,pÓaio xtiapa, p. 97, fig.6 (n. 67 nelle fig. 1-3). l4 ADelt 16, 1960, p. 223, ADelt. 25, 1970, p. 377 (n. 128 nelle fig. 1-3). j5 ELEFTERIDOU, K., KANONIDIS, J., NALBANTIS, D., ~~Xoa~ctxÉ~ avaaxacpb~ O~aoahovixq~~, AEMO 2, 1988 (1991), (n. 127 nelle fig. 1-3) e ADelt 24, 1969, p. 303, fig. 9-10, tav. 313 a (n. 130 nelle fig. 1-3). l6 L'attuale dislivello tra i1 tratto di strada individuato presso la chiesa di S. Demetrio e quello a NE della chiesa del Profeta Elia 2 di circa 30-40 m. (vedi fig, 3). l7 ADelt 25, 1970, pp. 372-373, fig. 9-10 (n. 57 nelle fig. 1-3). l8 ADelt 25, 1970, pp. 362-363, fig. 1, ADelt 29, 1973-74, p. 658 (n. 61 nelle fig. 1-3). l9 ADelt 25, 1970, p. 375, ADelt 29, 1973-74, p. 691, tav. 499 (n. 49 nelle fig. 1-3) e ADelt 25, 1970, pp. 375-377 (n. 50 nelle fig. 1-3).
equivalente alla larghezza di quattro isolati di 178,3 piedi (58,5 m)20. Tale rnisura, oltre a ricorrere piuttosto regolarmente tra gli assi viari perpendicolari al mare attestati dal catasto turco, b ulteriormente convalidata dal fatto che la distanza tra l'asse n. 4 e que110 n. 12 corrisponde precisamente alia larghezza di 8 isolati, ciascuno di 178,3 piedi (8 x 58,5 = 468 m)21. I1 modulo di 50 x 100 m proposto dal Vi~kers~~ appare quindi sostanzialmente corretto. Oggi perb grazie ai dati in nostro possesso siamo in i1 grado di proporre, per l'impianto urbanistico di Salonicco, i1 modulo piii preciso di 310,9 x 178,3 piedi attico-egineti~i~~ (fig. 2-3). Come abbiamo gih accennato l'impianto urbano di tip0 ippodameo, caratterizzato da un modulo di 102 x 58,5 m, sebbene sia giunto a noi attraverso le evidenze archeologiche d'epoca romana e i rimaneggiamenti di epoca bizantina e turca, b pertinente alla fase iniziale della citth, cio2 all'epoca della fondazione di Salonicco da parte di Cassandro. Questa ipotesi & suffragata dalla constatazione che le structture romane presentano generalmente 10 stesso orientamento di quelle ellenisticheZ4. Inoltre b stato osservato che le citth greche con continuith di vita in periodo romano mantengono sostanzialmente invariat0 l'impianto urbano precedente. Emblematico & i1 caso di Dion, nella Macedonia stessa, dove la rete stradale romana ha ricalcato i1 tracciato ellenistico preesistente. Cib si deduce principalmente dal fatto che le porte romane sono state ricostruite sopra quelle ellenistiche, rispettando i1 tracciato e la larghezza delle sedi stradali pree~istenti~~. L'estensione ricoperta dall'impianto ortogonale, compres0 all'incirca tra le attuali vie Cassandrou a nord, Gladstonos a ovest, Ermoii a sud e Arrianoii a est, b di circa 10011 10 ettari (fig. 1). L'estensione della citth ellenistica doveva essere quindi ancora maggiore, se si tiene conto della mor20 La larghezza di 58,5 m degli isolati corrisponde a 197,8 piedi romani e a 198.9 piedi attico-euboici (29,4 cm). 2' L'asse n. 4 coincide con i1 lato est della sede stradale romana (vedi fig. 2-3). 22 VICKERS, Hellenistic, p. 160. 23 I1 piede attico-eginetico (dorico) comsponde a 32,8 cm. Si & optato per questo tipo di misura metrica in quanto questa appare maggiormente attestata nell'area macedone rispetto al piede attico-euboico (ionico) comspodente all'incirca al piede romano (cm 29,4-29.6). Per le corrispondenze del piede atttico-eginetico, vedi STEFANIDOU-TIVERIOU, EQEVVU, p. 191 e nota 10, SIGANIDOU, M. <<Ta teixq rqS iihhhasr, AMHTOZ,. Salonicco, 1987, p. 777 e CHRISOSTOMOU, P., aN&t ti)p/30t utqv n~hhaia xhea)), AEMO 1, 1987 (1988), p. 154. Vedi pure PANTERMALIS, Streets, dove alle pp. 14-15, viene analizzata la misura metrica in uso a Dion in relazione anche con il piede ionico e dorico. 24 Vedi in particolare i1 caso del Serapeo dove le strutture di epoca romana presentano 10 stesso orientamento degli edifici ellenistici (BCH 55, 1921, pp. 540-41). Vedi pure ADelt 29, 1973-74, p. 670, fig. 11 e p. 674, ADelt 40, 1985, pp. 232-233, ADAM-VELENI, ELLT]VLUTLX~ at0~~EiCl. 25 STEFANIDOU-TIVERIOU, EQEVVU, pp. 194-195.
fologia del sito e del percorso delle mura romane e bizantine. Sebbene i dati attuali circa la citth ellenistica siano scarsi, i: tuttavia possibile delimitame l'estensione e individuare la funzione di aqcune aree. Per quanto conceme i limiti della citth ellenistica, non deve sembrare azzardata l'ubicazione della linea di costa a sud dell'attuale via Ermoh, all'incirca all'altezza dell'attuale via Tsimiski (fig. I). Infatti l'individuazione di alcuni tratti delle fortificazioni risalenti al 254-268 dC all'altezza di via Mitropoleos, i: indicativa del fatto che la linea di costa in questo periodo si trovasse all'incirca all'altezza della via suddettaZ6. Inoltre, bisogna escludere dall'estensione della citth ellenistica l'area che successivamente sarh occupata dal porto constantiniano nella parte O della citth e la zona immediata a O del complesso galeriano. In questa zona, probabilmente, bisogna individuare i1 porto romano precostantiniano e forse anche quello ellenis tic^^^. I1 limite occidentale della citth in epoca ellenistica non doveva differire notevolmente da quello della citth romana e bizantinaz8. A una tale conclusione induce i1 fatto che a soli 200 m dalle mura romane occidentali, lungo la via Karaoli (Dikitiriou) (n. 47 nelle fig. 1-3)29, i: stato individuato i1 Serapeo30, ubicato probabilmente ai limiti dell'area urbana, ma comunque all'intemo di questa31. Inoltre tale limite i: comprovato anche dalle necropoli ellenistiche occidentali, individuate immediatamente a ovest delle mura romane (necropoli del Vardar e di ~amona)~'. 26 Si deve tener presente che l'espansione della citti verso mare i: proseguita sia in epoca bizantina che moderna. I1 rinvenimento di alcuni tratti delle fortificazioni, risalenti al 620-630, in via Koromill32 e 34 ha confermato che queste erano a contatto con il mare (ADelt 22, 1967, p. 397, Maxadovixá 9, 1969, p. 161). In epoca moderna la citti b avanzata ulteriormente verso il mare fino al limite attuale. 27 Vedi nota 83. 28 G. Velenis, che ha studiato in maniera approfondita i1 percorso delle mura ellenistiche (VELENIS, Tai~v, p. 7-29), non si b pronunciato nguardo al percorso delle stesse sul iato occidentale. 29 L'ubicazione puntuale del Serapeo b stata definita solo recentemente, dopo l'esposizione nella sala del Museo archeologico di Salonicco di una carta archeologica realizzata con i dati inediti in possesso della Soprintendenza archeologica. 30 I1 cornplesso di edifici che facevano parte del temenos sacro appartengono per lo pih alla fase romana. Pertinenti alla fase ellenistica sono alcuni blocchi in poros del10 spiccatto di un tempio prostilo e forse una cripta individuata al di sotto di un sacello romano (VITTI, ~oleodo,urxÓ u~id~o, scheda 47). 3' E irnprobabile che i1 Serapeo si trovasse al di fuori delle mura ellenistiche. Innurnerevoli sono gli esempi di Serapei rinvenuti all'interno della cinta muraria. A riguardo cf. KATER-SIBBES, G. J. F., Preliminary Catalogue of Serapis Monuments, Leiden, 1973. interessanti sono i casi di Stobi e Filippi (op. cit. p. 90 n. 498 e p. 89 n. 497) ma particolarmente indicativo b il caso di Demetrias, dove il Serapeo, come a Salonicco, b sito <<in the neighbourghood of the town wall south near Pagasain (op. cit. pp. 88-89 n. 493). 32 ADelt 19, 1964, p. 334, fig. 6, tav. 381 a-P, ADelt 23, 1968, p. 334 fig. 7, tav. 381 a-F, ADelt 32, 1977, p. 197, fig. 2-3, tav. 126 0.
porre, se i1 tempio era sito in questa zona sin dal VI secolo che gli architetti di Cassandro nella zonizzazione della citth abbiano rispettato il carattere dell'area mantenendone invariate le caratterische funzionali. Da dati pih labili possiamo individuare la funzione ricoperta dall'area centrale della citth, compresa tra le vie Egnazia, Venizelou, Cassandrou e In questa zona, corrispondente all'area del foro, al di sotto degli edifici romani sono stati rinvenuti resti di costruzioni e reperti mobili di epoca elleni~tica~~ che avvalorano che in quest'epoca l'area doveva aver ricoperto le medesime funzioni svolte in et8 romana. Fondamentale per la detenninazione delle caratteristiche funzionali dell'area appare la scoperta di una iscrizione datata al 60 aC, proveniente dall'area del foro, la quale si riferisce espressamente all'ag~rh~~. Possiamo, quindi, individuare, all'incirca nell'area del for0 romano, forse con minore estensione rispetto a questo, l'agorh di Salonicco. I1 carattere pubblico di quest'area appare, comunque, avvalorato dal rinvenimento di altre iscrizioni e, in parte, anche dal tipo di edifici romani impiantatisi in seguito nell'area in questione. I1 rinvenimento presso la basilica di S. Demetrio di una iscrizione riportante nomi di ginnasiarchi e di efebi70 insieme alla constatazione che la basilica si b installata su di un notevole complesso termale pubblico del 111 secolo dC non lascia dubbi sul fatto che in questa stessa area in epoca ellenistica, era ubicato el ginnasio della citth7', annesso probabilmente al10 stadio. Quest'edificio, essenzialmente noto dalle fonti t~de'~, i: stato e continua ad essere oggetto di opinioni contraddittorie, e ancora non sembra che vi siano dati probanti per una sua localizzazione puntuale. Alcuni studiosi 10 pongono a occidente delle Terme di S. Demet~io~~ mentre altri 10 ubicano 66 In tal caso ci si potrebbe chiedere se si trattava di un tempio appartenente alla cittl preesistente di Therme oppure ad un santuari0 extraurbano. 67 L'area occupata dalla piazza superiore del foro corrisponde a quattro isolati, mentre quella inferiore a otto isolati (vedi fig. 2-3). 68 Si tratta di una scalinata monumentale appartenente a un'epoca antecedente a quella romana (agorl ellenistica?) rinvenuta presso i1 portico ovest della piazza superiore (ADelt 37, 1982, p. 280, AA. VV., Oeaaalovixr], p. 27) e di un Atlas in poros riutilizzato in un muro di epoca romana (ADelt 22, 1967, p. 386). 69 I.G. X, 2.1 n.5. 70 I.G. X, 2.1, n. 4 del 95-86 aC e MAKARONAS, Ch. <~Ano TUS o@yavhoe~s vbov T~S Oeooahovixqsn, Eniasr]povixi Enetseiq @iAoooqixtjq Zxoliq A~iazozaleiov l7avsniaz~iov Oeaaalovixr]q, 6,1950, pp. 293-297. 71 Op. cit., pp. 305-308 con bibliografia. 72 Vedi gli Atti di S. Demetrio dove i principali passi relativi al10 Stadio sono: P.G. 116, 11681172 (Biblioteca di Pontius), P.G. 116, 1173-1 184 (Anonimo), P. G. 116, 1185-1201 (Simone Metafrasta). Per l'edizione e i1 commento critico di questi vedi LEMERLE, P., Les plus anciens recueils de Miracles de Saint Déméfrios, Le texte, Paris, 1979. Le commentaire Paris 1981. 73 SOTIRIOU, BaaiAixvj, pp. 34-37, XYNGOPOULOS, A., EvppoAai eiq tr]v tonoy~apliav tr]q Bv~avtivrjq Oeaualovixr]q, Salonicco, 1949, pp. 23-38.
a sud delle tess se^^. Diversa opinione b stata espressa da S. Pelekanidis e G. Velenis. I1 primo basandosi su un passo della vita di S. Demetrio, che riporta <<to 6Éat~ov TO xahozipevov oza¿hov>>, tende ad identificare 10 stadio con l'Odeon scoperto presso i1 lato orientale del for0 (n. 66 nelle fig. 1-3)75. Invece G. Velenis e P. Adam-Veleni sono dell'opinione, sulla base di rinvenimenti effettuati a occidente del palazzo galeriano, che fosse ubicato nell'area de la chiesa di S. Sofia i1 teatro-~tadio~~. Per i1 momento, comunque, la localizzazione piu plausibile rimane quella a sud delle terme di S. Demetrio. Vari fattori avvalorano tale ubicazione: la conformazione del terreno che facilitava la realizzazione delle gradinate sul lato nord77; la corrispondenza dell'edifico turco Fethiye Carni, sito sul lato sud della Basilica di S. Demetrio, con la chiesa di S. Nestore 78 e la notizia riportata dagli Atti di S. Demetrio secondo la quale la Basilica fu costruita tra 10 Stadio e le terme79. L'identificazione proposta dal Pelekanidis deve essere esclusa perchb si basa su di un passo della vita di S. Demetrio non attendibile, dal momento che riporta i giochi del pentatlon sicurarnente non piu praticati nel IV secolo dC, epoca alla quale si riferisce i1 passo. L'identificazione dei resti rinvenuti in via Apellou con un edifici0 pubblico, benchb appaia attendibile, b ancora prematura, poichb i dati in nostro possesso sono troppo esigui per poter stabilire con certezza che tip0 di edi74 CHATZI IOANNOU, Autvyeapjia, p. 58, TAFRALI, Topographie, pp. 123-125 e pih recentemente VICKERS, Stadium, pp. 340-348, SPIESER, Thessalonique, pp. 93-96, e BAKIRTZIS, Ayoea, pp. 264-266 che ubica lo stadio sul terrazzamento della Biblioteca o della Basilica di S. Demetrio. 75 PELEKANIDIS, OÉat~ov, pp. 122-133. 76 I resti, individuati in scavi di emergenza nel 1986 e nel 1988, consistono in un muro con andamento curvilineo con scala di accesso ricavata nello stesso e in una serie di pilastri con andamento parallelo al muro stesso. Gli autori, identificando questa costruzione con <<TO 6Éat~ov TO xaho6pevov aa6~ov~, ritengono che essa si estendesse fino alla Basilica di S. Sofia (ADAM-VELENIJVELENIS, Pwpaiitd Oiarpo, pp. 246-250). 77 In questo caso dobbiano presupporre che lo Stadio avesse solo gradinate sul lato a monte dell'arena, soluzione costruttiva che trova riscontro in realizzazioni di questo tipo sia di epoca classica che ellenistica, vedi EAA VII, pp. 466-467. 78 Per la conispondenza tra l'edificio turco Fethiye Carni e la chiesa di S. Nestore vedi TAFRALI, Topographie, p. 189, VICKERS, Stadium, pp. 342-343 nota 2 e BAKIRTZIS, Ayopa, pp. 264-265. Secondo gli Atti di S. Demetrio (P. G. 116, 1184) la chiesa di S. Nestore fu edificata nello Stadio per venerare i1 martire eponimo che, con la benedizione di S. Demetrio, uccise, nel corso dei giochi gladiatori, Lieo, gladiatore prediletto da Galerio. 79 P. G. 116, 1184. Vedi anche la scoperta di un affresco nella Basilica di S. Demetrio in cui appare un'iscrizione integrata da SOTIRIOU, BauiLix4, p. 208, H ArIA EKKAHZIA EN TQ X[TAAIO] che, perb, non 2: da considerare probante per la localizzazione dello stadio nel medesimo luogo dove sorge la Basilica perchk, in un successivo stud~o di THEOCHARIDIS, G. I. aH Ayia Exxhqaia EV TO Zta6ico. NÉata ~ZO~JELS ni nahato6 neo~hfiparo~n, M~L~rt-jpa ELS tq-v pvrjpqBauiLiov Aaoúesa, Salonicco, 1975, pp. 203-239, 2: stato dimostrato che I'iscrizione deve essere integrata <<H ArIA EKKAHZIA EN TQ X[IPMIQ])>.
ficio fosse. Appare, quindi, ancora fuori luogo l'identificazione di questi resti con l'edificio riportato dagli Atti come <<66azeov TO nahoOp&vov (~za6iov~~~~. Dati di recente acquisizione risalenti all'epoca ellenistica gettano nuova luce sull' estensione della citth e sulla funzione ricoperta da alcune aree. I1 rinvenimento di strutture relative a case nell'area limitrofa all' agorh (nn. 60,74. 129 nelle fig. 1-3) e a nord di essa (nn. 133, 137, 138 nelle fig. 1-3) fa supporre che intorno all'agorh, fino all'altezza di Via Cassandrou, si siano sviluppati i quartieri abitativi ellenisticigl. Quattro pilastri appartenenti ad un grande edificio ellenistico, forse una stoh, in gran parte demolito in epoca romana, rinvenuti durante 10 scavo di una propieth sita all'incrocio di piazza Navarino e via Palamh, sono forse da ricollegare ad un edificio pertinente al porto ellenisticoS2. L'ubicazione del porto ellenistico a SO del palazzo galeriano era gia stata avanzata da Ch. Bakirtzis che, basandosi su alcuni dati archeologici, pone in questa area i1 porto romano pre-costantiniano ed avanza l'ipotesi che esso ricoprisse la medesima area di que110 ellenisticog3. Con la conquista della Macedonia da parte dei Romani, Salonicco dal 168-67 aC diventa capoluogo della seconda p&~iGa, mentre dal 148-7 o 147-6 aC diventa sede del governatore della <(Provincia Ma~edonia,,~~. Sebbene Salonicco rivesta particolare importanza politica e militare durante i1 periodo repubblicano non b attestato, per quanto riguarda questa eth, nessun rinvenimento archeologico di qualche interesse. Dalle fonti si evince che gli eventi politici dovettero sicuramente comportare una qualche attivith edilizia. Cicerone, che en occasione del suo esilio (58 aC) risiedette a Salonicco per circa sei mesi, ci fornisce alcune scarne notizie riguardo al quaestorium85 e alle fortificazioni della citth. Egli constata in merito che si trovavano in ADAM-VELENIIVELENIS, PupaijtÓ Otaz~o, pp. 244-246, propongono come identificazioni alternative, quella di teatro, e quella di anfiteatro. Per i ritrovamenti di strutture ellenistiche, vedi ADelt. 25, 1970, pp. 365-366, ADelt. 29, 1973-1974, pp. 674,681-682, ADelt. 33, 1978, p. 234, ADelt. 35, 1980, pp. 362-364, ADelt. 40, 1985,232-233, ADAM-VELENI, EAAqviuzi~á uroix~la, p. 227 (nn. 60,75, 113, 115, 133, 137, 138 nelle fig. 1-3), mentre per reperti mobili vedi ADelt, 25, 1970, pp. 368-371, ADelt, 30, 1975, p. 274 (nn. 103, 118, 134 nelle fig. 1-3). s2 ADAM-VELENI, EAaqvluZ~~á utoix~la, pp. 233-235. Riguardo al problema dell'esistenza di un porto precedente all'epoca constantiniana vedi BAKIRTZIS, Oaláuuia oxúeouq, p. 321, THEOCHARIDIS, BL~ALOXQL~~~, pp. 380-381 e VITTI, 170A~o8op~~Ó ux.68~0, pp. 45, 121-123. 84 Vedi per i1 nuovo status politico delle cittl della Macedonia GRUEN, E. The Hellenistic World and the coming of Rome 11, pp. 184,433-435 e le note 199 e 202. CICERONE, Pro Cneo Plancio XLI 99-100, dove afferma che pernottb alcuni giorni nel quaestorium.
condizioni tanto malandate da obbligare la popolazione, durante le scorrerie delle tribii trace, a rifugiarsi sull' acropoli e a f~rtificarla~~. I1 toponimo Khpxog, con i1 quale Cameniate identifica i sobborghi orientali della ~itth~~, deve risalire a quest'epoca e connettersi con la scelta di Salonicco, da parte di Pompeo a sede delle forze democratiche, dei due consoli e dei circa 200 senatori che erano fuggiti con lui da orna^^. Se consideriamo che i1 toponimo Kdrpxog corrisponde al latino Campus si pui, avanzare l'ipotesi che a Salonicco esistesse un'area al di fuori delle mura orientali ellenistiche destinata alle esercitazioni militari come i1 Campo Marzio a Roma. Al 42-41 aC dobbiamo far risalire la costruzione di un arco, ora scomparso, presso i1 lato occidentale della citth, conosciuto con i1 nome di Porta d'Oro. Si trattava di un arco monumentale (arco di írionfo?) eretto dalla citth di Salonicco in onore di Ottaviano e di Antonio in seguito alla vittoria da loro riportata nella battaglia di Filippi (n. 37 nelle fig 1-3). Oltre a questo monumento, noto attraverso le litografie e le descrizioni dei viaggiatori del XIX ~ecolo~~, possediamo dati relevati alla evoluzione urbanistica della citth tardo repubblicana e proto imperiale solo da notizie indirette e ritrovamenti sporadici. Tra essi degno di nota 2 i1 rinvenimento, nella zona adiacente a via Stratigou Doumbiotou, di una statua di Augusto risalente al periodo tiberianogO, di una acefala di Claudiogl e di una testa femminile identificats con 86 CICERONE, De Provincis Consularibus 11, 4 <<Macedonis[ ...I a barbaris[ ...I vexatur, ut Thessalonicienses positi in gremio imperii nostri relinquere oppidum et arcem munire coganturn e CICERONE, In Pisonem XXXIV, 84, ~<Thessalonicienses, cum oppidum desperassent, munire arcem colgerunt)). I due termini oppidum e arx sono pertinenti a due distinte parti della cittl: oppidum si riferisce a tutta l'area urbana compresa nelle mura, mentre arx si riferisce alla parte pia difesa dell'oppidum, l'acropoli. Infatti a Roma notiamo come con arx si identifichi la parte maggiormente protetta del Capitolium (vedi COARELLI, F., Roma, Roma, 1981, PP 26,36). 87 CAMENIATE, J., De expugnatione Thessalonicae, ed. Bohling, Berlino, 1972 e TSARAS, G., iwávvov Kap~viátov uzyv ákuur] zr]~ @~uua~ovixyq, Salonicco, 1987, pp. 37-38. THEOCHARIDIS, Bi/3Lio~eiula, p. 376, fa presente che i vecchi Tessalonicesi chiamavano ~Kápxom i1 quartiere intomo alla Rotonda. Da collegarsi a tale evento b l'emissione di una serie di monete di Salonicco dove sul rovescio 6 raffigurato i1 tracciato teleturgico del primigenius sulcus. L'Eforo G.TOLJRATSOGLOU, u0 Ilop~c4~o~ orq O~ooahovixq. H YO~LO~~TLX~ pae~ueia., AMHTOX, pp. 889-890, che ha studiato questa serie di emissioni ha dimostrato che tale raffigurazione deve interpretarsi come rappresentazione della dichiarazione di una determinata area come ager publicus per l'elezione di nuovi consoli, conformemente a quanto afferma Cassio Dione (Storia Romana 41, 43, 1-5). 89 Vedi HEUZEY, L., DAUMET, H., Mission archéologique de Macédonie, Paris, 1876, pp. 272-273 tav. 22 bis e COUSINÉRY, Voyages, pp. 27-29. 90 Vedi BCH 63, 1939, p. 315, AA 55, 1940, pp. 265-266 e RUSCH, A., aKaiserzeitliche Portrat in Makedonienr, JdI 84, 1969, pp. 131, 133 n. P38 e BAKALAKIS, Vorlage, p. 677. 91 BCH 82, 1958, p. 759 e BAKALAKIS, Vorlage, p. 677.
quella della Dea Roma92. Tali sculture, raffiguranti i membri della famiglia giulio-claudia sono pertinenti alla decorazione scultorea di un edifici0 pubblico. Dobbiamo supporre che si potesse trattare o del templum divi Cesaris, eretto i eth aug~stea~~, e noto da un'iscrizione rinvenuta cinter rudera muri orienta li^>>^^, oppure del templo di Zeus Eleuterio e di Roma, noto da un'altra i~crizione~~. I1 rinvenimento di statue, raffiguranti membri della famiglia imperiale, pertinenti al culto dell'imperatore96 e della Dea Roma, all'altezza di via Stratigou Doumbiotou, in prossimith del Serapeo e dell'area in cui sono stati rinvenuti gli elementi architettonici del tempio arcaic0 attestano che questa zona predestinata sin dalla fondazione della citth ad area sacra pubblica, mantenne tale funzione durante i1 periodo romano. Ai primi secoli dell'impero deve appartenere, e con Augusto deve connettersi, una statua femminile su prua di nave (ora perduta), che si trovava sulla torre Naumasia Ko~lé~~. Essa, la cui ubicazione originaria non b nota, b stata ritenuta9* parte di un monument0 onorario, forse dei rostra, commemorante la vittoria di Augusto ad Aziog9. All'epoca degli antonini-severi risale, invece, uno dei principale prograrnrni architetonico-urbanistici della citth. Esso consiste nella realizzazione di un for0 articolato su pia piazze, la cui costruzione si protrasse anche nei seguenti decennilo0. L'articolazione dell'area forense su diversi livelli evidenziati da muri terrazzamento fu pianificata con una configurazione ur92 PANTERMALIS, D., (<Zum romischen Portrat im Kaiserzeitlichen Makedonien*, Klio 65, 1983, pp. 161-162. 93 Per la datazione vedi EDSON, Ch., ~Macedonia I. State Cults of Thessaloniki,,, HStClPh 51, 1940, pp. 127-133. 94 I. G. X, 2.1 n. 31 del 27 aC-14 dc. +a stele fu vista da DUCHESNE, A.; BAYET, Ch., <<Mission au Mont Athos,,, Bibliotheque des Ecoles Francaise d1Ath2nes et de Rome 86, 1876, p. 53 in occasione delle demolizioni delle mura adiacenti a Porta Kalamarii. 95 I.G. X, 2.1 n. 32 datata a prima della fine del I dc. Da questa iscrizione appare che associati al culto erano anche i aPolaio~ EuLeye~a~,,. 96 L'esistenza di un culto imperiale t ulteriornente avvalorata da alcune iscrizioni che riportano i nomi di sacerdoti preposti al culto di Augusto e di Adriano (I. G. X, 2.1 nn. 181,270). 97 Questa statua vista da BEAUJOUR, F. DE, Tableau du commerce de la Grkce I, Parigi, 1800, p. 31, fu ritenuta la personificazione della <<Tyken della citth, mentre CLARKE, E., Travels in Various Cauntries of Europe, Asia and Africa, Londra 11, 1818, pp. 448-449, credette, invece che rappresentasse la sorella di Alessandro. 98 VICKERS, Hellenistic, p. 166, nota 71 suppone che si trattasse di un ((naval victory monument,, di epoca ellenistica. 99 Tale ipotesi B stata proposta anche sulla base della coniazione di una serie di monete dell'epoca di Augusto commemoranti la vittoria di Azio (TOURATSOGLOU, Münzstatte, p. 11 nota 31). 'O0 La datazione del for0 t controversa. Sono state proposte due cronologie: una della seconda meti del 11 secolo dC e una del 21 1-230 dc. Quest'ultima appare per ora la pih plausibile. Vedi a riguardo VITTI, ~O~EO~O~LXÓ 0~68~0, pp. 90-92, ove vengono elencati gli elementi archeologici comprovanti le rispettive cronologie con la relativa bibliografia.
banistica simile a quella delle principali citth dell'Asia Minorelol. Queste piazze, bencht: si adeguassero alla conformazione del suolo, in alcuni punti richiesiero l'intervento umano per procedere al livellamento del terenolo2. I1 for0 si articolava su di una piazza superiore ed una inferiore. La piazza superiore, ancora oggi parzialmente visibile, originariarnente di 145 x 90 m103, era circondata da portici sui lati ovest, est e sud. La stoh sud si ergeva su di un duplice criptoportico con funzioni, anche, di muro di terrazzamento. Sul lato est, separato da un portico vi era l'Odeon, che faceva parte del medesimo programma edilizio severiano104. La piazza inferiore conosciuta in epoca bizantina con i1 nome di M~yahocpÓ~o~~~~, era di dimensioni maggiori rispetto alla superiore -230 x 150 me in comunicazione con quella attraverso una gradinata messa in luce presso i1 lato est del criptoportico. I1 livello di calpestio di questo era alla stessa quota della piazza inferiore in modo tale che si venisse a costituire a questo livello una specie di portico sul lato nord della piazza inferiore. Da porre in relazione con questa piazza 6 forse i1 complesso monumentale, ora in parte al Louvre, conosciuto con la denominazione ebraicocatalana Las Incantadas. Probabilmente questa monumentale stoh i1 secondo piano della quale era decorato con pilastri figurati, costituiva l'ingreso monumentale alla piazza inferiorelo6. Questa piazza si affacciava sulla via Egnazia con due esedre costituenti una quinta monumentale all'intero complesso architettonico del forolo7. La piazza inferiore non era alla stessa quota 'O' Vedi con la medesima configurazione di agori chiusa, le agori di Mileto, di Magnesia al Meandro, di Taso (MARTIN, R., Recherches sur l'agora greque, Parigi, 1951, pp. 5,8 e SS.). Vedi in Macedonia, con la stessa configurazione architettonica 1'Agori di Pella (AA. VV. IIiLLa x~wtivovaa twv ae~aiwv Maxsddvwv. 30 ~edvia avaoxagjlj~ 1957.1987, Salonicco, 1987, pp. 19-21) e di Filippi (SEVE, M.; WEBER, P., ((Le c6té nord du forum de Philippesn, BCH, 110. 1986, pp. 531-536). 'O2 I1 livellamento della piazza superiore 6 documentato dal ritrovamento, in saggi effettuati presso i1 lato SO, di materiale ellenistico al di sopra &i que110 romano (ADelt 22, 1967 p. 386, PETSAS, Ph., NH ayoea tqs O~ooahovixqg, AAA 1,1968, p. 160 e Maxsdovixá 9,196667, p.vO). 'O3 E stato possibile individuare le dimensioni della piazza superiore i quanto sono note, come precedentemente osservato, le strade perpendicolari che la delimitavano sul lato E ed O (vedi fig. 2-3). 'O4 L'Odeon 6 stato datato recentemente all'epoca severiana dalla STEFANIDOU-TIVERIU, Th., ((Ta ayahpata tov Movohv ano to w6sio tqs Oeooahovix~g, Eyvatia 2, 1990, pp. 73-122, in base alle quattro statue di Muse rinvenute all'intemo dell'orchestra dell'odeon facenti dell'apparato decorativo della scena di questo. 'O5 P. G. 116, 1176. 'O6 Questa ipotesi 6 stata espressa da BAKIRTZIS, AYOQ~, PP. 261-262. Ancora oggi la funzione e la localizzazione puntuale di questo edifici0 permane problematica. 'O7 E stata rinvenuta solo un'esedra sul lato est mentre I'esistenza di un'altra presso i1 lato ovest 6 proposta dal BAKIRTZIS, AYOQ~, p. 261 nota 20, ipotesi condivisa dalla AVRAMEA, A., Thessalonike, Tabula Imperii Romani, Lubiana, 1976, p. 142 e da TOURATSOGLOU, Miinzstatte, p. 13.
dell'Egnazia, ma a un livello superiorelo8. Cib si evince dalla presenza di una scalinata individuata davanti alla Las Incantadaslo9, e dalla presenza di un doppio criptoportico, parallelo alla via Egnazia, sirnile a quello della piazza superiore, rinvenuto a sud della chiesa Panaghia ChalkeonllO. La piazza inferiore, come quella superiore, era circondata da colonnati. I1 portico sul lato nord era costituito dal criptoportico, mentre l'esistenza di un portico sul lato ovest trova conferma sia nelle fonti che in alcuni ritrovamenti archeologici. Infatti gli Atti di S. Demetrio"' riportano l'esistenza di una stoh con i1 nome di Xcthxeu~~xfi"~, mentre a pochi metri a nord della chiesa Panaghia Chalkeon sono stati rinvenuti mosaici probabilmente appartenenti a questa stoh1l3. La piazza inferiore sia per la ricca decorazione architettonica (Las Incantadas Esedra, etc.), sia perchb era in diretta comunicazione con l'arteria principale, la Via Regia, ricopriva un ruolo piii importante nella vita della cittb rispetto a quello della piazza superiore. Al medesimo programma architettonico severiano appartengono gli edifici pubblici, anch'essi disposti su terrazze, indiviuati nell'area irnrnediatarnente a nord della piazza superioreH4. Tra questi bisogna ricordare la ~iblioteca"~ e le terme pubbliche di S. Demetrio116. Queste ultime, ubicate sulla terrazza superiore, si impiantarono su un precedente complesso pubblico di epoca ellenistica: i1 ginnasio. 'O8 Non conosciamo la quota della sede stradale antica dell'Egnazia, tuttavia i1 rinvenimento di un tratto di strada perpendicolare ad essa (ADelt 26, 1971, pp. 382-384, fig. 6-8) e la quota dell'esedra (vedi VI~I, ~~'OAEOSO~LXÓ U~ÉSLO, scheda 85) sono indicativi per l'antico livello della sede stradale dell'Egnazia (vedi nelle fig. 1-3 i nn. 85-86). 'O9 La scalinata fu rinvenuta dal proprietario della casa ebraica quando volle scavare un pozzo tra gli intercolumni della stoh sita nel suo giardino (COUSIN~RY, Voyages, p. 33). "O Vedi per l'esistenza di questo criptoportico BAKIRTZIS, AYOQ~, PP. 258-259. "' P.G. 116, 1176. I1 nome di questa stoh si 5 conservato sia nella denominazione della chiesa che si trova presso I'angolo SO della piazza sia nell'omonima via (Chalkeon) presso la quale, secondo CHATZI IOANXOU, M., Aotvyeaqia, p. 64, erano ubicati gli artigiani che lavoravano i1 xahxo~. Per la scoperta di questi mosaici vedi EVANGELIDIS, I., H ii'avayia twv XaAxcwv, Atene, 1955, p. 5 e dello stesso autore EAAqvixá 14, 1955, p. 160. In queste pubblicazioni non vi sono fotografie pertinenti ai mosaici, per cui non si 6 in grado di constatare se il motivo decorativo era simile a quello delle stoh della piazza superiore. I1 dislivello esistente tra le terme di S. Demetrio e la piazza superiore b notevole (circa 35 m), tale da rendere necessari0 per l'installazione di edifici di una certa mole, quali le terme di S. Demetrio e la biblioteca, opere di terrazzamento. Nel caso della biblioteca queste sono state individuate nel corso di scavi di emergenza. Cf. BAKIRTZIS, Ayoeá, pp. 262-263, nota 25 e KAMBOURI, Aqpduio xtiupa, pp. 85-98. 'I5 Nello studio della KAMBOURI, Aqpduio xtiupa, pp. 103-104, vengono individuate e datate le fasi edilizie dell'edificio e proposta una ricostruzione. 'I6 Vedi PELEKANIDIS, Ocat~ov, pp. 126-127 (n. 129 nelle fig. 1-3).
Tra i1 11 e III secolo dC, e in particolare in coincidenza con l'esecuzione del prograrnma severiano, notiamo un'intensa attitivith edilizia che si manifesta nella costruzione di abitazioni e di complessi termali sia pubblici (Terme di S. Demetrio e terme del17Acheropoieto) che privati 117, che sorgono sia intomo all'area forensell* che a nord della ~otonda"~. L'attivith edilizia di tipo abitativo, attestata intomo al foro120, e a nord e a nord-ovest della RotondalZ1, giunge all'apogeo nel corso del 111 secolo dc. I mosaici geometrici e fig~rati'~~ di queste abitazioni comprovano tale attivith e attestano una notevole crescita artisticalZ3. La medesima densit2 distributiva delle terme con le abitazioni comprova un incremento demografico che oltre ad essere attestato dai dati archeologici b confermato sia dalle fonti che ricordano Salonicco con il titolo di <<Mq~~Ónohq~'~~, sia dalle iscrizioni che rispecchiano l'aspetto cosmopolitico che la citti andb acquisendo in questo periodolZ5. Le scorrerie barbariche all'intemo dell'Impero, e in particolare quelle dei Goti del 254 e 268 dC, sono all'origine della realizzazione di una nuova cinta difensiva. Le nuove mura di Salonicco, costruite nel254 dC, durante la prima invasione dei Goti, e rinforzate nel268 dC, in occasione della seconda incursione di questilZ6, ricalcano in linea di massima, i1 percorso di "' ADelt 26, 1971, p. 387, ADelt 29, 1973-74, p. 687, nn. 112, 121 nelle fig. 1-3. ADelt 24, 1969, pp. 298-300, ADelt 25, 1970, pp. 371-372, ADelt 29, 1973-74, p. 681, BCH 55, 1921, pp. 404-405, PELEKANIDIS, OÉaz~ov, pp. 126-127, BAKJRTZIS, C., aPopaix6~ hout~hv xal q A~a~@onoir(tos O~ooahovixqqn, Ancient Macedonia 11, 1977, p. 310-328, corrispondenti ai nn. 45, 56,71, 81, 87, 129 delle fig. 1-3. Il9 ADelt 26, 1971, p. 387, ADelt 29, 1973-74, p. 687, nn. 112, 121 nelle fig. 1-3. I2O ADelt 21, 1966, pp. 339-340, ADelt 25, 1970, pp. 365-366, 373-375, ADelt 26, 1971, pp. 382-384, 387-390, ADelt 27, 1972, p. 505, ADelt 29, 1973-74, pp. 681-682, 691-693, ADAM-VELENI, ELAT]VL(~ZLX~ (TZOLXE~~, pp. 231-233, conispondenti nelle fig. 1-3 ai nn. 52-53, 59,60,70,74, 77, 80, 86, 133. 12' Vedi ADelt 20, 1965, p. 410, ADelt 24, 1969, pp. 303-304, ADelt 26, 1971, pp 385-387, 390-393, ADelt 29, 1973-74, pp.661, 682-684, ADelt 31, 1976, p. 244, corrispondenti nelle fig. 1-3 ai nn. 95, 114, 123, 125. '22 I1 mosaic0 pib ricco que110 rinvenuto in via Socratous (ASIMAKOPOULOU-ATZAKA, Katahoyo, p. 223) raffigurante i1 ratto di Ganimede da parte di Zeus, Apollo e Dafne, e Arianna a Nasso. Altri pavimenti musivi di abitazioni sono stati rinvenuti in via Antigonidon (ADelt 25, 1970, pp. 371-372), in via Singrob 30 (ADelt 25, 1970, pp. 373-374) e in via P. Patron Germanob 24 (ADelt 29, 1973-74, p. 661). 12' Per i mosaici vedi ASIMAKOPOULOU-ATZAKA, Katahoyo~, pp. 223-224 e WAYWELL, S. E., <Roman Mosaics in Greece~, AJA 83, 1979, pp, 303-304. '24 Strabone VII, 13. Vedi PAPAZOGLOU, Villes, pp. 193 e 206 per l'interpretazione del termine M~t~Ónol~~ mentre per la densitl demografica delle cittl ellenistiche cf. GIULIANO, Urbanistica, p. 200. 125 Vedi TOLTATSOGLOU, Miinzstate, p. 17 per accurata analisi delle fonti epigrafiche pertinenti l'argomento. '26 Vedi per la datazione delle mura SPIESER, J. M., *Notes sur la chronologie des remparts de Thessaloniquen, BCH 98, 1974, pp. 507-519.
quelle ellenistiche incorporandone parte del trac ciat^'^^. I Tessalonicesi utilizzarono per la costruzione delle fortificazioni materiale di spolio, in parte blocchi parallelepipedi di poros recuperati dalle precedenti mura ellenistiche, in parte stele funerarie del 11 secolo dC delle necropoli romanelZ8. L'attivith urbanistica ed architettonica raggiunse l'apogeo tra la fine del III secolo e l'inizio del IV secolo dc. L'evento politico alla base di tale sviluppo edilizio b la scelta di Salonicco quale capitale dell'Impero Orientale da parte di Galerio, daprima Cesare durante la prima tetrarchia (293305 dC) e successivamente Augusto dal 305 al 311 dC (seconda tetrar- ~hia)'~~. I1 prograrnrna urbanistico-architettonico galeriano consiste principalmente nella realizzazione di un vasto quartiere presso i1 lato orientale della citth con funzioni prevalentemente pubbliche. L'attivith edilizia del periodo in questione non si limita solo a quest'area, ma si manifesta in quasi tutta la citth. Presso la piazza superiore del Foro sono attestate la ricostruzione dell'Ode~n'~~ e la ristrutturazione dell'area adiacente ad esso131, nella zona a este a sud del serape~'~~ e nei quartieri compresi tra l'area forense e i1 complesso galeriano b accertata la costruzione o i1 restauro di ~ase'~~. I dati archeologici comprovano anche un'intensa attivith edilizia relativa alla costruzione e la restauro di complessi termali pri~atil~~. 12' In occasione della costruzione della nuove mura, l'estensione della citti fu notevolmente ampliata verso est, con l'inclusione nelle fortificazioni dell'area extraurbana, dove, cinquanta anni dopo, sari edificato i1 complesso galeriano. lZ8 Vedi, ad esempio alcuni blocchi con iscrizioni rinvenuti inglobati nelle mura romane che fomiscono un sicuro teminus post quem (I. G. X, 2.1 n. 319 del m dC, nn. 567-568 del E-ur secolo dC). Iz9 MAZZARINO, S., L'lrnpero Romano, Bari, 1980, pp. 596-599. I3O La funzione di questo edificio come odeon t stata messa in dubbio perb le dimensioni e i1 ritovamento di un'iscrizione QAEION EK OE[MEAIQN] rendono certa tale identificazione. Vedi a riguardo VITTI, ~~EO~O~LXÓ 0x68~0, pp. 54-55 e la scheda 66 con la relativa bibliografia. 13' Gli interventi galeriani comportarono la chiusura degli intercolumni del portico prospiciente 1'Odeon e la costruzione di alcuni ambienti a sud del medesimo edificio. '32 Vedi per gli edifici construiti nell'area in questione in questo periodo ADelt 25, 1970, pp. 373-374, ADelt 26, 1971, pp. 387-390, ADelt 29, 1973-74, pp. 653, 658, 693, ADelt 30, 1975, p. 246, MARKI, E., <¿Eva2 ~~ZIW(JT;OS OXT~YOYLXOS vaos mq ~~uuaho~í~q~~, Makedonikh, 23,1983, pp. 117-133, ADelt 40, 1985, p. 233. Nn. 42,43,44,46,53, 137,138 nelle fig. 1-3. 133 Vedi a riguardo ADelt 29, 1973-74, pp. 661, 663-664, 666-670, 681, ADelt 30, 1975, pp. 247, 371 e Meletes, pp. 155-162, ADelt 31, 1976, p. 244, ADelt 32, 1977, pp. 195-197, ADelt 33,1978, p. 234, ADelt 35, 1980, pp. 362-364, ADAM-VELENI, EAA~VLOTLX~ UZOL~E~~, pp. 231-233 corrispondenti ai nn. 73,75,93,95, 105, 115, 118, 133, 134 nelle fig. 1-3. 134 Vedi a riguardo ADelt 24, 1969, pp. 298-300, ADelt 26, 1971, p. 387, ADelt 29, 197374, pp. 654, 673, ADelt 31, 1976, pp. 241, 264, ADelt 29, 1973-74, pp. 654, 673, 678-681, ADelt 34, 1979, p. 275, ADelt 35, 1980, pp. 360-362, ADelt 38, 1983, pp. 265-267, corrispondenti ai nn. 69, 71, 89, 121, 126, 131, 132 nelle fig. 1-3.
I1 complesso galeriano rappresenta senza dubbio l'intervento piG imponente non solo per la complessa articolazione architettonica, ma anche per le innovazioni urbanistiche apportate all'impianto originari0 della citth. La realizzazione, con liberth di progettazione e di pianificazione sul lato orientale della citth, fu resa possibile in quanto, dai pochi dati archeologici in nostro possesso risulta che quest'area non era edificata ma era, fin dall'epoca ellenistica, destinata a sepolture e quindi aliberan. Sono state, infatti, rinvenute tombe ellenistiche nel tratto compres0 tra la Rotonda e i1 palazzo imperiale e ceramica ellenistica nell'area del pala~zo'~~. Inoltre i1 rinvenimento di un forno ellenistico in via Filippou 91 sembra confermare che quest'area non era compresa nel pomerium della citta. Galerio, quindi, e la sua équipe di ar~hitetti'~~ edificarono una superficie libera di circa 10 ettari, delirnitata a est dalle mura del 254-268 dC, a nord dalla Rotonda, a sud dalla linea di costa'37 e a ovest daíle attuali vie Vironos e P. Patron Germanou (vedi piante 1-3). La realizzazione del programma galeriano, che apporti, alcuni cambiamenti funzionali, costituisce una delle tappe fondamentali nella evoluzione urbanistica della citth. Caratteristica saliente dell'intervento galeriano b la progettazione del nuovo quartiere in maniera tale che questo nsultasse armonicamente legato al precedente tessuto urbano. I1 legame del ccnuovo>> con i1 ccpreesistenten si ottenne con i1 mantenimento del medesimo orientamento degli edifici gih e~istenti'~~ e con la prosecuzione degli assi viari dell'impianto urbanistico precedente. Per 1'Egnazia si dovette ricorrere alla realizzazione di un tetrapilo che ne permettesse i1 cambiamento di orientamento, adeguando quest'arteria ai <(carceres>> dell'Ippodromo. I1 tetrapilo, infatti, consentiva, come avviene nella maggior parte dei tetrapili del mondo roman^'^^ un cambiamento di '35 Vedi nota 38. '36 Non possediamo nessuna notizia sull' architetto o l'équipe di architetti che progettarono i1 complesso galeriano. Labili indicazioni vengono fornite da M. Cagiano de Azevedo, <<I1 palazzo imperiale di Salonicco,>, Felix Ravenna 117, 1979, p. 9, che riportando un'ipotesi avanzata da H. Trop scrive: ula stessa disposizione interna del palazzo ariegerebbe inoltre consuetudini persianen. '37 I1 mare durante i periodo tetrarchico giungeva fino all'altezza dell'attuale via Mitropoleos (BAKIRTZIS, OaAáocr~a, pp. 295-297 e SPIESER, J. M., aNote sur le rempart maritime de Thessalonique>>, Travaux et Mémories 8, 1981, p. 478). Vedi nelle fig. 1-3 i nn. 1-8. '38 Gli edifici del complesso galeriano presentano un orientamento conforme a quello della cittP preesistente (123O-l24O), mentre risulta divers0 quello degli edifici situati a sud-est del quartiere galeriano (143O-162'), sebbene appartengano anch'essi al10 stesso periodo (ADelt 25, 1970, pp. 366-368, ADelt 29, 1973-74, pp. 663-664, 666-669, ADelt 39, 1984, pp. 214-216, corrispondenti ai nn. 91-93 nelle fig. 1-3). '39 EAA I, p. 590, e le pp. 592-598 dove viene presentato un catalogo degli archi deli'Impero Romano tra cui anche i tetrapili.