Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giornali e nelle dissertazioni
Abstract
Castellani, Carlo
Full text
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giornali e nelle dissertazioni CARLO CASTELLANI" 11 risultato, per molti versi inatteso e spesso sorprendente ottenuto attraverso lo studio diretto delle fonti di alcune opere di Spallanzani, ci ha spinti ad intraprendere una ricognizione, il piu possibile sistematica, dei manoscritti del naturalista di Scandiano, attualmente conservati presso la Biblioteca «A. Panizzi)) di Reggio Emilia. Ci siamo infatti resi conto che solo una analisi approfondita dei «giornali» consente di sorprendere, nel momento stesso in cui comincia a prendere forma, il pensiero piu autentico di Spallanzani, nella sua integrita ed originalita, e il primo coagularsi delle sue piu genuine concezioni scientifiche. Alle opere a stampa tutti questi elementi giungono infatti filtrati, qualche volta addirittura rifratti, comunque modificati in misura maggiore o minore dalla pausa di riflessione intercorsa tra la fase sperimentale e quella che altrove abbiamo definito la «fase della comunicazionen. L'esame dei manoscritti riguardanti il problema della digestione, d< cui esponiamo qui i primi risultati, offre una esemplificazione paradigmatica della divaricazione tra l'impostazione della ricerca sperimentale, la registrazione delle prove annotata momento per momento nei giornali, e l'immagine che di questo complesso di accadimenti o momenti scientifici Spallanziani proiettava nelle opere che ne ricavava. Illustrate molto sommariamente le ragioni che hanno ispirato il presente lavsro, presentiarno ora una rapida panoramica dei materiali che utilizzeremo nel corso della nostra indagine critica. m Awertiamo subito che, fortunatamente, i documenti relativi alle ricerche che Spallanzani condusse sulla digestione gastrica ci sono giunti nella loro interezza. Non solo disponiamo infatti della completa registrazione dei dati di laboratorio, ma la possiamo utilmente integrare * Via Orti, 5 - 20122. Milano (Italia) DYNAMIS Acta Hispanica ad Medicinae Scientiarumque Historiam Illustrandam. Vol. 3, 1983, pp. 9 1 - 147. ISSN: 021 1-9536
con quelli che definiremmo i programmi di ricerca, e con un indice delle esperienze, articolato e diviso per argomenti, preparato da110 stesso Spallanzani. 1 giornali riportano, giorno per giorno, una minuziosa relazione degli esperimenti eseguiti, di cui si descrive particolareggiatamente la tecnica utilizzata, e di cui si segnalano tutte le circostanze capaci di influire, anche indirettamente, sui risultati. Questi appunti, vergati spesso nel corso nel corso dell'osservazione; mettono sempre in chiara evidenza i risultati conseguiti; qualche volta indicano anche lo scopo cui l'esperienza tendeva, e le conclusioni che Spallanzani ricavava ((a caldo)) dalle prove effettuate. Sotto il profilo cronologico, queste pagine coprono il periodo che va dalla fine di luglio 17 77 al dicembre 17 78. Si ha poi ancora qualche nota sparsa che, a voler essere rigorosi, sposta la chiusura definitiva della ricerca al maggio 1779: la parte piu sostanziale del lavoro va tuttavia collocata tra il l~rglio 17 77 e l'agosto del 1778. Senza diffonderci ancora una volta sui criteri con cui sono stati distribuiti nei vari volumi i manoscritti spallanzaniani da chi ne curo la raccolta e la rilegatura (1), ci limiteremo ad awertire che le carte che qui ci interessano sono state assegnate a tomi diversi e tra loro assai distanti. Cosi le ((Osservazioni sopra la digestione degli anirnalii, vale a dire il quaderno che raccoglie i protocolli dal 22 luglio al 20 novembre 1777,k rilegato nel tomo che porta attualmente la segnatura Ms regg B 32, in sui occupa la carte 60r-139v. Precisiarno a questo proposito, e una volta per tutte, che la numerazione delle carte alla quale facciamo riferimento, qui e altrove, e quella meccanica apposta ai manoscritti a cura della Biblioteca. Fortunatamente, Spallanzani e stato in questo caso estremamente scrupoloso nel datare le relazionixhe quotidianamente stendeva, sicché non abbiamo alcun problema nel riconoscere nel Ms regg B 147 (cc. Ir-85v) il ((Seguito delle Sperienze attorno alla Digestione)), che accoglie le annotazioni dal 22 novembre 1777 fino al 30 maggio 1778, ciok la immediata continuazione del giornale precedente. In questa seconda parte, all'ultima carta il discorso si interrompe bruscamente, essendo terminato il foglio, lasciando in sospeso una frase che viene completata, assieme alle residue poche note di questa serie, nel Ms regg B 33, da carta Ir a carta 13v. L'ultimo appunto k datato 14 maggio 17 79. Questi che abbiamo passato rapidamente in rassegna sono i diari di laboratorio veri e propri. Altro materiale riguardante le ricerche sulla digestione si trova (1) MANZINI, P. (1981). Catalogo dei manoscritti di L. Spallanzani, Reggio Emilia, Tecnostampa, p. 13.
Gli studi spaiianzaniani sulla digestione nei giomali ... 93 nel Ms regg B 131, in cui alle carte 31r-33r sono registrati dei prome- .moria relativi a ((Sperienze da farsi su la Digestione degli Uccelli)), che riprendono poi alle carte 54v-103v del medesimo volume, col titolo ((Sieguono i tentativi da farsi su la Digestione)). Infine al Ms regg B 34 (cc. lr-31v) & consegnato una sorta di indice o sommario dei giornali, che, essendoci fortunatamente stati conservati nella loro integrita i protocolli originali, non ha un interesse determinante. Avremo tuttavia modo di ricorrervi per avere qualche notizia di alcuni esperimenti non registrati nei giornali. Per scrupolo di completezza bisognerebbe citare anche i Ms regg B 136, B 137, B 138, B 139 e B 140 in cui, accanto ad altri materiali, appunti e letteratura riguardanti le ricerche sulla digestione, sono raccolte varie stesure di quelle che saranno le sei Dissertazioni a stampa sull'argomento. Per concludere questa rapida rassegna di fonti, ricorderemo ancora che nei Ms regg B 141 e B 142 sono presenti appunti relativi alla polemica che contrappose, dopo la pubblicazione dell'opera, Spallanzani e Hunter sulla questione della digestio post mortem e sull'auto-digestione dello stomaco negli animali morti. Si tratta tuttavia di carte che esulano dall'indirizzo della ricerca da noi effettuata, e che abbiamo quindi deliberatamente ignorato. Passeremo ora ad una piu analitica, anche se necessariamente breve, presentazione dei documenti che stanno alla base del nostro studio, e che illustreremo seguendo il loro presumibile ordine di redazione. a) Ms regg B 131 (cc. 31r-33r - 54v-113r) 11 titolo che Spallanzani assegno a questi appunti ne indica chiaramente il contenuto: ((Sperienze da farsi su la Digestione degli Uccelli», e, per la seconda parte, ((Sieguono le Sperienze da farsi su la Digestionen. Si tratta in effetti di una serie di note e programmi di ricerca, che, secondo la sua abitudine, Spallanzani comincid ad abbozzare prima di iniziare la sperimentazione, e che segnano le linee maestre lungo le quali intendeva procedere nello svolgere la sua indagine. Noteremo subito, anche se su questo punto avremo modo di ritornare, che non e certo casuale questa suddivisione del piano di ricerca, in due parti distinte, i cui titoli sono solo in parte sovrapponibili. 11 titolo della prima bozza specifica charamente che oggetto dello studio e la digestione degli uccelli; nella seconda, questa limitazione viene lasciata cadere, e infatti non solo il programma ha uno sviluppo assai piu cospicuo, ma dimostra in modo evidente che il bersaglio dell'indagine si e notevolmente allargato, in coerenza con il sostanziale mutamento di indirizzo che l'investigazione ha progressivamente subito. Rispetto ad altri analoghi manoscritti spallanzaniani, che tracciano appunto le direttrici di una ricerca in jeri, dobbiamo mettere qui in evidenza una circostanza
inconsueta. In queste pagine, alle note che raccolgono progetti e suggerimenti piu o meno articolati e particolareggiati di esperienze da effetuarsi, o di ipotesi da verificare, troviarno framrriischiate numerose citazioni testuali, spesso di notevole estensione, ricavate da opere diverse riguardanti teorie o problemi relativi a questo o a quell'aspetto dei fenomeni digestivi. Alle citazioni si unisconct, abbastanza fitte, pertinenti indicazioni bibliografiche. Una simile commistione 'di prograrnmi di lavoro e di bibliografia, oltre a quella che oggri si chiamerebbe ((letteraturm afferente all'argomento di cui si occupa, ci risulta essere del tutto anomala nel quadro delle abitudini di Spallanzani che, per quanto abbiamo potuto fin qui verificare, si mantennero viceversa piuttosto costanti negli anni. Normalmente troviamo rigorosamente distinti, almeno su1 piano topografico, bibliografia e appunti sulle esperienze da fare: nei quaderni di altri studi, ciascuno di questi gruppi di note occupa una sede separata. In oltre la letteratura presente in questo manoscritto offre una estensione delle citazioni testuali, e una varieta delle opere richamate, quali non ci era mai accaduto di ossvervare in analoghi documenti spallanzaniani. Dato il numero cospicuo e l'articolazione dei riferimenti bibliografici, abbiamo ritenuto di far cosa utile estrapolando dal Ms regg B 131 le indicazioni dei testi citati, siano essi presenti col solo nome dell'autore e col titolo, spesso indicato in modo generico od obliquo, sia quando vi fig-urino con la citazione di passi piu o meno ampi. Tale bibliografia si trova in appendice al presente lavoro. Con ogni verosimiglianza pero la maggior parte delle opere che Spallanzani si limita a citare, spesso di seconda mano (e in questo caso la sua fonte primaria 6 quasi sempre la ricchissima Bibliotheca anatomica dello Haller), non fu poi effettivamente consultata. Non 6 questo evidentemente il caso dei testi che occupano spesso, con lunghe citazioni, parecchie pagine. Si tratta generdineritt. di osservazioni o di affermazioni ricavate dalle fonti piu varie, che Spallarizani trascrive nel suo piano di lavoro come precisa indicazione di ((esperienze da fare)), per verificare la consistenza di quanto asseriscono i diversi autori. Ricorderemo infine che, per converso, riell'opera a stampa figurano fonti assenti da questa ((bibliografia preliminarex La datazione del Ms regg B 131, sebbene sia del tutto privo di riferimenti cronologici, non presenta grossi problemi. 13al giornale consegnato al Ms regg B 32 si ricava infatti che la sperimentazione vera e propria ebbe inizio il 22 luglio 1777, quando cioe, secondo il solito, Spallanzani si era trasferito a Scandiano per trascorrervi le vacanze estive. Considerando che il SO giugno di quell'anno si trovava ancora a Pavia (2), si pub collocare il suo viaggio in Emilia nella prima decade di luglio: ipotesi suffragata da quanto aveva scritto in que1 torno di tempo
Gli studi spaíianzaniani sulla digestione nei giomali ... 95 al Fortis (3). Pare quindi ragionevole pensare che la stesura delle prime note del Ms regg B 131, almeno per la parte situata a cc. 32r-33r vada ascritta al periodo immediatamente successivo all'arrivo a Scandiano. Al punto primo figura infatti il proposito di ((Farsi dare dal Mezzadro de' colombi appena vestiti di penne)). Un modo di esprimersi che fa chiaramente capire che il mezzadro era per cosi dire a portata di voce: in altri casi analoghi, quando Spallanzani registra, nel suo studiolo di Pavia, progetti di esperienza da effettuare a Scandiano, non manca di precisare «... quando sard a Casa...)). La brevita di questo piano di lavoro, e il titolo stesso (((Sperienze da farsi su la Digestione degli Uccelli))), dimostrano che nelle prime intenzioni dello sperimentatore questa doveva essere solo una rapida e circoscritta ricerca intesa a soddisfare alcune sue personali curiosita intorno alle controverse idee allora correnti sulla capacita triturante dello stomaco degli uccelli granivori, e sull'influenza che in questo processo esercitano le pietruzze che normalmente si trovano nel ventriglio di questi volatili. Un modo intelligente, jnsomma, una sorta di gioco scientifico con cui occupare qualche ora d'ozio durante le vacanze in campagna. Nei fatti, la sperimentazione inizia come il tentativo di risolvere un elegante problema di scacchi, tra l'altro neppure eccessivamente difficile per un maestro come Spallanzani. Ma in breve il gioco si fa piu serio, e Spallanzani stesso lo complica e lo aggroviglia, rendendo il problema piu complesso. Stanno a dimostrarlo due fatti paralleli e concomitanti: dopo pochi giorni da che k iniziata, la ricerca si fa molto piu impegnativa; e corrispondentemente prende l'awio la redazione del nuovo piano di lavoro, che gik dal titolo evidenzia il nuovo significato che sta assumendo: ((Sieguono i tentativi da farsi su la Dig,estione». La caduta della specificazione ((degli Uccelli)) sta a dimostrare che lo studio investe ora i fenomeni digestivi in generale, senza limitazioni. D'ora in avanti, come era del resto consuetudine di Spallanzani, lo sviluppo del programma precede sempre di un solo passo lo svolgersi dell'indagine vera e propria, sono ciok i risultati ottenuti che, volta a volta, suggeriscono le nuove ipotesi e le nuove esperienze da verificare in laboratorio. Anche se la concordanza tra ricerca e ampliamento del programma 6 del tutto relativa e molto elastica, visto che su1 piano cronologico i due livelli si intersecano (2) BIAGI, B. (Ed.) (1958-1964). Lazzaro Spallanzani. Epistolario. 5 vol., Firenze, Sansoni Antiquariato («A Giovanni Senebier.-Ginevra-Svizzera, L. Spallanzani, Pavia, l'ultimo di Giugno 1777», vol. 2, n. 416, pp. 186-187 [1959]). (3) BIAGI, Bt (Ed.). op. cit., vol. 2, n. 415, p. 185 (((All'Abate Alberto Fortis-Vicenza, L. Spallanzani. Pavia, 20 Giugno, 17 77))). «Per vostra regola partir6 per Reggio li primi del venturo per andare a far le vacanze a Scandiano, secondo il solito)).
continuamente. Ad esempio, al punto 19 (4) (sicuramente redatto dopo il 26 agosto, poiché in questa data fu eseguita un'esperienza di cui si parla al punto 14) (5), troviamo il primo accenno alle prove condotte su1 falco, che gli era stato donato (come attesta una annotazione del iZls regg B 32 alla data del 2 agosto) da1 Lettor Corti quasi un mese prima. Abbiamo gia avuto altrove l'occasione di sottolineare quanto fosse distratto e disordinato nella tenuta dei suoi quaderni Spal1.anzani: lapsus che si ripetono identici nel giro di poche righe, e non senlpre corretti; parole lasciate in tronco o addirittura omesse. In altri giornali abbiamo addirittura parecchie note consecutive ostinatamente datate «gieigno» o addirittura «aprile», quando facevano seguito ad altre con datazione corretta, per cui se ne recava che furono redatte in luglio, o addirittura in agosto. Abbiamo persino trovato un appunto datato 1 771 in una serie del 1 775. Dobbiamo verosimilmente alla distrazione di Spallanzani, che evidentemente prestava poca attenzione a queste questioncelle niateriali di scarsa rilevanza scientifica, qualche problema propostoci dalla bizzaria nella numerazione di quelli che chiama i suoi «notandi» consegnati al Ms regg B 131. A carta 78v troviarno infatti notati i puriti dal 130 al 134, mentre la successiva carta 79r inizia col numero 335, e, per il momento, la riumerazione prosegue rispettando la logica sequenzialita (336, 337, ecc.). La prima ipotesi che si pub formulare, conoscendo l'abitudine di Spallanzani di sparpagliare in vari fogli e quaderni appunti relativi ad un unico argomento, e che i duecento paragrafi mancanti siano stati affidati ad altre pagine. Ma l'ipotesi si dimostra subito inconsistente, perché le carte successive dla 78v sorio di contenuto omogeneo alle precedenti, sicché tra il paragrafo 134 col quale prende fine quella che per brevitk chameremo la «prima serie)) dei notandi, e il paragrafo 335 col quale inizia la seconda serie, non pare si osservi quella discontinuita del discorso che sarebbe inevitabilmente risultata dalla dispersione di ben duecento voci. Riteniamo in conclusione che sia piu logico pensare ad un errore materiale, facilitato probabilmente dalla circostanza di dover girare il foglio: il lapsus e infatti circoscritto alla prima cifra; al paragrafo (1)34 fa immediatamente seguito il (3)35. La nostra supposizione e rafforzata'dal fatto che un analogo equivoco pare essersi prodotto alla pagina 83v, dove al parabgrafo 351 fa immediatamente seguito il 33 1. La nuova numerazione prosegue correttamente fino alla carta 89v, dove al punto 356 segue il 397: da qui in avanti la numerazione prosegue in modo ordinato fino all'ultima nota che porta il numero 424. (4) Reggio Emilia (R.E.), Ms regg B 131, c. 54v. (5) R.E.,MsreggB32, c. 71r.
Gli studi spaiianzaniani sulla digestione nei giornali ... 97 Per completare questa sintetica presentazione del Ms regg B 131 va ricordato che alle carte 65v-70v si trovano, tra le note riguardanti lo studio della digestione, appunti affatto estranei al soggetto del manoscritto, senza che alcun segno particolare li contraddistingua. Anzi, questi paragrafi eterogenei sono stati numerati secondo la naturale successiorie delle cifre. Cosi ad esempio al numero 83 troviamo una ' annotazione concernente un progetto di fecondazione artificiale dei niosconi; mentre ai numeri 85 e 89 sono trascritti appunti riguardanti la fecondaííione artificiale delle piante. Nella nostra trascrizione questi argonienti eterogenei sono stati omessi, e indicati con il segno [:::::l. Queste commistioni non ci stupiscono, perché rientravano tra le abitudini di lavoro di Spallanzani, e si ripresentano quasi sistematicarriente in tutti i piani di lavoro delle sue varie ricerche. Esse stanno ad indicare come da un lato la sua mente non fosse mai occupata da un solo tipo di problema; e dall'altro quanto poco si fidasse della propria memoria, per cui fissava immediatamente, dove gli capitava, l'idea o l'intuizione che gli si era in que1 momento affacciata. Per cui nei suoi giornali troviamo spesso richiami di questo genere: «Devo notare prima che me ne scordi ... ». Con le prime righe della carta 102r prende fine il piano di lavoro: il resto del foglio e bianco. Alla carta 103r l'argomento viene tuttavia ripreso col titolo ((Sperienze da farsi)): sono in tutto dieci paragrafi, che non contengono tuttavia altro che semplici ripetizioni, talvolta in forma piu succinta, di altrettante annotazioni gia consegnate al testo principale. E' probabile che Spallanzani volesse dar loro una particolare evidenza, anche se non siamo riusciti a capire quale criterio (ammesso che ve ne fosse uno) abbia guidato questo lavoro di cernita e di trascrizione. infatti, se dei pragrafi cosi richiamati tre sono legati da un nesso comune; visto che si riferiscono alle ricerche sulla digestionepost mortem, nessun filo logico pare legare gli altri sette articoli, che, tra l'altro, non sembrano investire argomenti di rilevante importanza. b) Ms regg B 32 (cc. 60r13 9v) Le ((Osservazioni sopra la Digestione degli Animalb, cioe i giornali veri e propri sono raccolti in due voluminosi manoscritti, di cui il B 32 6 il primo, e copre, come si e avvertito, il periodo dal 22 luglio al 20 novembre 1777. Da un punto di vista formale questo quaderno non presenta particolarita degne di nota: e redatto ordinatamente su due colonne, secondo la consuetudine di Spallanzani; come il solito, nella colonna di sinistra sono registrate esperienze e osservazioni, in quella di destra, oltre a qualche correzione o frase da interpolare nel testo, i «risultati» o sommari di ogni singolo paragrafo. La grafia di queste
98 CARLO CASTELLANI pagine e chiara, e, con qualche rara eccezione, agevolniente leggibile; le cancellature brevi e di scarsa importanza. Le annotazioni, redatte quasi quotidianamente, non presentano sotto il profilo croriologico alcun problema, visto che ogni nota e preceduta dalla indicaziorie di giorno mese e anno. In qualche raro caso, quando Spallanzani si e dimenticato di apporre queste indicazioni, ha immediatanieiite riparato allkrrore registrandole nella colonna di sinistra. Spesso e precisata l'ora in ci~i il diario viene aggiornato; di norma e indicata 1'01-a in cui sgrii esperimento ha avuto inizio e fine. Questo giornale continua, praticamente senza soluzione di corrtinuita, col c) Ms regg B 147 (cc. Ir-85v) che porta il titolo di ((Seguito di Sperienze intorno alla Digestione. 17 771778)), e raccoglie le note dal 22 novembre 17 77 al 30 rnaggio 17 7 8. A carta 85v, come si e avvertito, il testo si interrompe bruscanierite in corrispondenza della fine del quaderno. Dal punto di vista esteriore le differenze tra i due nianoscritti, ilB 32 e il B 14 7 sono parecchie, e iion trascurabili. 11 B 32 venne irifatti redatto su un quadreno di formato normale, le cui dimensioni attuali risultario essere di mm. 199 x 198; la carta e di buona qualiti, la grafia, anipia, ordinata e chiaramente leggibile. 11 formato del B 147 e un poco maggiore: mm. 300 x 201; nonostante il numero di carte che compreride sia solo di poco superiore a que110 del B 32, il materiale che coritierie e di gran lunga piu abbondante. Non ci e stato possibile studiare direttamente i due manoscritti, che abbiamo trascritto utilizzando i microfilm cortesemente fornitici dalla Biblioteca. Ariche attraverso questo mezzo risulta comunque evidente che riel redigere questo secondo giornale Spallanzani adotto, dopo le prinie carte, uria grafia particolarmente minuta, che non gli e consueta: le difficolta di lettura sono risultate spesso notevoli. Si aggiunga che il volume ha sofferro particolarmente delle ingiurie del tempo, per cui e stato sottoposto ad un lungo e delicato lavoro di restauro: tutti elementi che coricorrono a rendere la trascrizione niolto laboriosa. Un'ulteriore cornplicazione nasce dalla qualita della carta, che non sembra delle migliori: in parecchie pagine l'inchiostro si e dilatato fino a trasformare molte parole, e addirittura varie righe, in ammassi informi, assai piu simili a lunghe macchie irregolari che a segni grafici. La somma di questi fattori awersi ha fatto si che spesso interi periodi, quando non addirittura parecchie pagine, risultano affatto illegibili, sia al recto che al verso. Un analogo inconveniente avevamo gia avuto occasione di riscontrarlo in
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giomali ... 99 altri rriaiioscritti spallanzaniani: si trattava pero in genere di danni liriiitati che, iriteressando poche parole, consentivano di giungere ad uiia accettabile ricostruzione del testo. Qui l'inconveniente e in molti casi parecchio esteso, per cui riesce difficile comprendere i motivi che spirisero Spallanzani a ignorare questo fastidioso accidente, sebbene si debba essere reso coiito, nel momento stesso in cui scriveva, di quanto accadcva. Abbiamo indugiato su queste particolariti del manoscritto perché esse spiegano la presenza, nella nostra trascrizione, di parecchie lacune, Acune delle quali di discreta estensione. La malasorte ha voluto che questo intralcio si presentasse puntualmente in luoghi che avremmo avuto il niassimo interesse a decifrare in modo integrale e preciso, perché proprio queste pagine sono particolarmente rilevanti per seguire il perisiero dell'autore. Altrettanto puntualmente sono viceversa risparniiate pagine e pagine di descrizioni anatomiche, che avremmo volentieri sacrificato in cambio di una piu nitida lettura dei passi irrecuperabili. Stupisce comunque l'abiliti con-cui Spallanzani riusciva a districarsi tra questi che per noi sono geroglifici senza senso, e a rileggerli con sicureaza. La gafia con cui sono annotati i ((risultati)) riella colonna di destra di questo quaderno, vuoi perché scritti con grafia particolarmerite minuta, vuoi per la cattiva qualita della penna, a noi sorio riusciti del tutto incomprensibili: tant'e che abbiamo rinunciato a riprodurli. Eppure questi stessi risultati ricompaiono, trascritti con assoluta fedelta (disponendo del testo «in chiaro)) e risultato relativarneritc facile effettuare il controllo) nel sommario che li raccoglie. Arialogamente, uno dei paragrafi di cui noi siamo riusciti a intuire con grande stento qualche parola, ci 6 parso di ritrovarlo riprodotto verbatim ir1 una delle.dissertazioni a stampa (6). A carta 85v il giornale si interrompe, lasciando a mezzo una frase; l'annotazione, datata 30 maggio 17 78, continua nel d) Ms regg B 3.3 (cc. 1 r13v) dove per fortuna si torna ad una grafia chiara, ampia e leggibile. Le annotaaioni si susseguono con la normale cadenza per un breve periodo. Si vanno poi diradando, fino che tra l'una e l'altra passaKo interi rnesi; mantengono tuttavia una certa sistematicita fino al 26 dicembre 1778, dopo di che troviamo solo alcuni appunti sparsi del febbraio, aprile e maggio del 1779: l'ultima annotazione 6 datata 14 (6) R.E., Ms reg B 147, c. 47r. SPALLAI'ZANI, L. (1780). Della digestione, & CXII. Dzssertazzonz dz Fiszca Anzniale e Veyetabzle, Modena.
106 CARLO CASTELLANI l'esame dei processi digestivi senibrerebbe proprio uno di cluelli che Spallarizani avrebbe dovuto affrontare cori piu distacco. In perfetta armonia con le regole da lui stesso dettate per il perfetto sperinientatore: sotto questo profilo, un ver0 caso «da maiiuale)). Si trovava infatti di fronte a un problema che non pareva presentare alcuri aggancio con le sue piu radicate coiivinzioni scientifiche, a differenza quiiidi dei feiiomeni della rigenerazione e della generazione, sui quali la sua.radicata posizione preformista poneva in partenza un'ipoteca sulla sua liberta intellettuale. Nei riguardi delle varie teorie sulla digestiorie gastrica Spallanzani si collocava invece in un atteggiamento di assoluta neutralita, dato che, in partenza, non aveva particolari predilezisiii per alcuiia delle varie ipotesi avanzate sull'argomento. Si pud addirittura affeririare che di alcune di queste teorie approfondi la conoscenza man rriano che si andava inoltrando su un terreno che gli era stato fino a que1 rrioriieiito pressocche ignoto, e che non aveva certo programmato di esplorare cori tanta minuzia. Spallanzani veniva dunque a trovarsi in quella quasi irrealizzabile posizione di ((tavola rasa» che iri piu di una occasione aveva esaltato come la sola capace di coiisentire l'acquisizioiie di risultati scientifici non inquinati da pregiudizio alcuno. Delle quattro ipotesi allora correnti sulla digestione, e che chiarnavario iii causa la triturazione dei cibi, la loro fermentazione o putrefazione, e infini l'azione di un «mestruo» o «solvente» nessuna godeva ai suoi occhi della condizione di ((ipotesi prediletta)), capace quindi di influenzare la sua lettura dei nudi fatti sperimentali, inducendolo a far inconscianieiite pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Le linee, e i metodi della ricerca erario giA stati autorevolmeiire tracciati da alcuni studiosi che lo avevano preceduto. Iii appareriza si trattava quindi semplicemente di cpromuovere)) le esperierize, cioe di approfondirle e di estenderle, in modo da verificare la validita clelle diverse teorie: un tipo di lavoro iii cui Spallanzani eccelleva. Iri realta, questo spassionato lavoro di seniplice controllo si rnaiitenne tale solo per un periodo assai breve: all'atto pratico duro solo, grosso iriodo, la prima settimaiia di questa indagine protrattasi per quasi due aiiiii. Nel giro di pochissimi giorni, non appena Spallanzani giunse a confroiitarsi con la teoria del mestruo che nello stomaco di alcuni volatili (o di tutti gli animali?) sarebbe l'agente attivo della dissoluzione dei cibi ingeriti, il suo atteggiamento, e l'andamento stesso dell'investigazione mutano radicalmente di carattere. Se la prima registrazione dei giornali porta la data del 22 luglio, il 27 dello stesso mese, Spallanzani, impegnato nella ripetizione che per ora possiamo definire di routine, di una ingegnosa tecnica sperimentale escogitata da1 Réamur, e gia arrivato, anche se lui stesso lo ignora, al punto di svolta del suo lavoro.
Gli studi spdianzaniani sulla digestione nei giomali ... 107 11 nome del Réaumur, che compare giá al punto 5 dei suoi appunti riguardanti le ((sperienze da farsi)), si affianca a que110 del Vallisneri, che erovcrenio pure nel medesimo prograrrima di lavoro un poco piu avanti: questi due personaggi finiranno ben presto per perdere la connotazione di semplici puriti di repere bibliografici, e Sara anzi dai loro studi che predera origine il colpo di timorle che cambiera non solo la rotta, nia la struttura stessa della ricerca di Spallarizani. Gia diverse occasioni abbianio a~to occasione di mettere in evidenza che il rapporto culturale tra Réaumur e Spallanzani godeva di valenze e di caratteristiche uriiche e irripetibili. Nella formazione scientifica del naturalista italiano, nel suo modo di porsi di fronte alla natura vivente e di indagare i problemi biologici, l'opera del Réaumur ebbe un posto che nessun alero riusci riiai ad occupare. @esta sottile e personale influenza affiora come uria impronta indclebile ad ogni passo lungo tutto il decorso della treriterinale indagine spallanzaniana. In una parola, Réaumur fu l'unico, auteritico muí'tre h penser che Spallanzani riconobbe per tale, e che in ogrii circostanza guidd i suoi passi. Nello scienziato francese, piu che rispecchiarsi Spallanzani sembra ricorioscersi, ritrovando nelle opere del vecchio gentiluomo comuni radici intellettuali, e la propria curiosita per deterrninate questioni, l'interesse per taluni aspetti specifici del rriondo biologico. Ma soprattutto ir1 identico modo di «vedere» certi lenomeni: da qui derivano, a nostro parere, alcune non casuali analogie nella scelta degli ambiti di ricerca, o nell'utilizzare qualche tecnica sperirrieritale che Spallanzani riprende dal Réaumur, qualche volta gcnialrrierite modificandola e adattandola alle proprie necessita. Ma senipre, carididamente ed esplicitarnente riconoscendo il proprio debito. Verso il Vallisneri, viceversa, al quale Spallanzani pare implicitamente riconoscere una statura intellettuale che in modo tacito negava ad altri pur illustri predecessori e contemporanei, il suo atteggiamento ha caratteristiche che, senza voler fare dello psicologismo a buon niercato, nori sapremmo meglio definire che col termine. psicoanalitico di ((edipiche)): un sentiniento di amore-odio, o meglio di amore-sfida, che lo induce a vedere nel maestro padovano una sorta di padre col quale sa di essere culturalmente in debito, e che tuttavia -o forse proprio per questo-, si sforza sempre di emulare e sopraffare. Ora il caso aveva voluto che sia Réaumur che Vallisneri avessero affrontato, sotto angolature profondamente diverse, la questione del «mestruo». Non 6 quindi del tutto casuale, forse, che di questo problema Spallarizani finisse per fare il punto focale della propria ricerca: a prescindere da ogni altra motivazione, che pure esiste, poteva essere un'occasiorie irripetibile per unire e coinvolgere in una stessa indagine due
I 108 CARLO CASTELLANI personalita cosi diverse, che egli pareva sentire cosi incombenti sulla propria attiviti scieritifica. Senza dedicare troppo spazio a questi pur significativi precedenti, richiameremo sommariamente, per comodita del lettore, i termini della teoria del solvente cosi come era stata impostata dai due studiosi ai quali si rifaceva Spallanzani. Vallisneri (8), nell'eseguire l'anatomia di uno struzzo, aveva trovato nello stoniaco dell'uccello pezzi di vetro erosi da soluzioni di continuo quasi perfettamente circolari: escluse quindi che queste perdite di sostariza, cosi regolari, fossero dovute alla ben nota azione triturante dei muscoli gastrici, e le attibui viceversa ad un solvente tanto energico da poter attaccare il vetro. Qualche anno pih tardi il Réaumur, sulla base di una sperimentazione non molto ampia, ma sufficiente tuttavia a dare alla sua ricerca sulla digestione quell'indirizzo e quell'impronta da cui Spallanzani avrebbe preso le mosse per il proprio studio, era giunto, sia pure in modo dubitativo e prowisorio, ad una ipotesi che subito si suddivideva in due rami. Ritenne infatti che nei gallinacei, ir1 quegli animali che Spallanzani classificheri a sua volta come «a ventriglio muscoloso», la digestione gastrica sia legata esclusivamente ad un puro processo di triturazione; nei rapaci viceversa ammise senza esitazioni l'attivita disolvitrice di un liquido secreto dallo stomaco (9). Lo studioso francese aveva, tutto sommato, dedicato a questo tipo di ricerche un tempo pittosto modesto; il che non gli aveva irripedito di escogitare quella geniale tecnica che per semplificare chianiererno adei tubetti)) o «alla Réaumur)), di cui Spallanzani approfitteri con larghezza. Aveva addirittura messo in atto un ver0 e proprio tentativo di «digestione artificiale)), ponendo in contatto pezzetti di carne col solvente estratto dallo stomaco della sua buse, mediante tubetti metallici con-. tenenti spugnette. Sia che rimanesse scoraggiato dai magri risultati ottenuti, sia perché pressato da altri e piu urgenti impegni, Réaumur abbandonb ben presto uesto tipo di esperimenti, con la racconiandazione che altri ripren 3 esse e portasse avanti un lavoro che, se ne rendeva perfettamente conto, sarebbe stato fertile di interessanti scoperte. Abbastanza curiosamente, per oltre vent'anni questo autorevolc invito rimase inascoltato; fino a che non venne, quasi per caso, raccolto (8) VALLISNERI, Antonio (1713). Notomia dello Struzzo. in: Esperienze, ed Ossensazioni, intomo all'ortgine, Sviluppi e Costumi di Vari Insetti. Padova. (9) REAUMUR, René-Antoine Ferchault de (1752). Sur la Digestion des Oiseaux. Premier Memoire, Expériences sur la maniere dont se fait la digestion dans les Oiseaux qui vivent pnncipalement de grains, et d'herbes, et dont l'estomac est un gésier. Histoire de 1'Académie Royale des Sciences. Anné MDCLII. Avec les Mémoires de Mathématiques, et de Physigue, pour la mtme Année. Tirés des Registres de cette Académie. A Paris, de 1'Imprimerie Royale, pp. 266307.
Gli studi spalíanzaniani sulla digestione nei giomali ... 109 da Spallanzani. 11 quale, avendo intrapreso a interessarsi delle funzioni gastriche, e trovatosi di fronte alle affermazioni contrastanti del Réaumur e del Vallisneri, con la sua solita irruenza decise, come era solito dire, «di mettersi al forte di volerne vedere il netto)). 1 giornali ci confermano che gia i127 Iuglio, ciok dopo cinque giorni soli da che l'indagine era stata awiata, Spallanzani, abbandonato per il momento ogni interesse per la capacita dei piccioni di frangere le nocciole che introduceva nel loro stomaco, rivolgeva la sua attenzione ad un problema affatto diverso. Vittime della sua curiosita scientifica divengono ora le civette, che come la buse réaumuriana hanno l'abitudiiie di ((rivocare)) periodicamente i corpi indigeribili. La tecnica della ricerca -quelli che potremmo definire gli artifici e le manualita sperimentaliera stata ingegnosamente messa a punto dal Réaumur, e a Spallanzani, in un primo momento, non resta altro compito che di verificarne la praticabilita. Alle civette fa quindi ingoiare tubetti di latta bucherellati, conterienti carne, pane e ossa. Nel giro di pochissimi giorni si sente in condizione di dare una risposta perentoria al quesito di base: la digestione e opera del «mestruo» contenuto nel loro stomaco. E proprio questo liquido cosi energico e cosi misterioso diverri il punto focale di un'indagine che portera avanti per mesi e mesi. Vogliano dire -e siamo cosi giunti anche noi al17epicentro del nostro lavoroche a nostro modo di' vedere, se si confrontano da un lato i giornali, e dall'altro le sei Dissertazioni a stampa in cui Spallanzani divulgo i suoi risultati e le sue opinioni, l'unica conclusione possibile e che 17indagine di cui ha raccontato la storia nel libro, ha in comune con l'indagine effettivamente condotta ben pochi elementi, al di la del titolo e dei grezzi dati sperimentali. Indubbiamente le esperienze descritte nelle Dissertazioni rispecchiano con discreta fedelti (anche se questo e un punto che andra approfondito), quelle consegnate ai giornali. Piuttosto sono il senso, e la motivazione, degli esperimenti, che hanno subito un sottile, impalpabile ma profondo mutamento, nel passaggio dai protocolli all'opera a stampa; e proprio l'asse portante della ricerca che rivela, nel trasferimento dai manoscritti alle Dissertazioni, una singolare deviazione, come un raggio luminoso che passi da un mezzo ad un altro di densita diversa. Forse chiariremo meglio que110 che intendiamo dire ricorrendo-ad un altro paragone. Se si leggono i giornali, e si rileggono successivamente le Dissertazioni si ha l'impressione di aver assitito alle riprese di un film che, girato con una successione di inquadrature destinate a comunicarci un determinato messaggio, venga poi affidato a un montatore che, utilizzando all'incirca le stesse scene che avevamo visto riprendere, ne ricavi una storia che, pur a suo modo significativa, e sottiimente, ma inequivocabilmente diversa da quella originariamente
110 CARLO CASTELLANI girata. 11 paragorie, oltre che aiiacronistico, pub parere fuori ludgo ir1 uii lavoro che vuole essere di carattere storico-scieritifico. Non sianio tiittavia riusciti a trovarne un altro che chiarisse con altrettarita evidítriza e adereiiza il tipo di mariipolazione (e durique di trasforrriazioiii~ del rilessaggio) che Spallanzarii ha operato nel passaggio dai (liari all'opc~a pubblicata. In quest'ultima le esperienze sono ordinatanierite raccoltc a seconda clie si riferiscano agli anirnali ((a ventricolo niuscoloso, medio, niembranoso)), dando, volutaniente, l'inipressione al lettore di aver accurataniente piariificato l'indagine pcr nicttcbre successiwariieiitc~ ir1 luce, quasi salendo una scala ideale, i nieccariisnii chc iri ognuriü di queste «classi» presiedono ai processi della digestione gastrica, per giungere, arrivati con 1'Uonio al sorririio della piramide, ad una sorta di unificazione o generalizzaziorie che ha coriie derioniiiiatorc coriiuiie la presenza, iri tutte le varie classi, del succo gastrico. La prinia e piu illustre vittinia di questo escamotage, del resto del tutio iririoccntc e all'atto pratico tutt'altro che improduttivo ai firii del progrcsso della fisiologia, fu il Seriebier, devoto aniniiratore e traduttore di Spallanzarii, che riel presentare la versione francese delle Dissertazioxli scrivcvri: Les prenii?res idées sur la digestioii lui fUrt:iit Sc>urnies par les ois(%itiix galliilacés (1 0). E annota piu avanti, 011 se fera une idée encore plus grande dc la profoiidc cirialysi dr riotrc* huteur, si I'oon lit I'arialyse qu'il a faite lui ni@riie de sa rxiarclic., tiari9 1t.s derriiers paragraplies de chacune des Dissert'itioris qui corriposerit sor1 ouvrage; on y trouvera la trarrie du richr tissu qu'il n sa\diiiriic'rit ourdi (1 1). Tessuto disegnato e ordito, come vedrenio, a tavolino, con estrenia abilita e con indiscutibili beriefici per la scienza, se dopo il Senebier l'hanrio studiato con interesse e profitto Claude Bernard (12) e altri riori nieno illustri padri della fisiologia moderna, che da qui liaiirio priso le mosse per approfondire lo studio di questi fenorrierii profittando dci nuovi mezzi e strumenti che il progresso scientifico aveva xriesso a loro disposizione. Ariche gli storici della scienza lianno seriipre lctto il volume delle Dissertazioni come il frutto di una ben piariificata ric-erca sperinientale, rivolta al fine di convalidare o falsificarc, secondo una (10) SENEBIER, Jean (1784). Considérations sur la méthode de fairi de\ experierices ..., presentazione della versione fiancese del Dztsettc~zzonz $el Exfiénances Aur la clzeE~t~o?l de i'hornnle et de dzrfétentes especes dJanirnaux, Geneve. p. XVI 11. (11) Ibid. (12j C1. Bernard, Ms 5, pp. 1-21, A1.chtt.e~ du College de Frnrice, Paris. Ringraziarno il Prof. M. D. Grmek, e il Dr. J. L. Fischer che ci hanno procurato copia di cluesto niutuoscritto.
Gli studi spaiianzaniani sulla digestione nei giornali ... 11 1 scala di valori e di difficolta giudiziosamente graduata, le teorie della rriturazioiie, della fermentazione e della triturazione, per far finalmente trioiifare l'uriiversale potenza dissolvitrice del succo gastrico, passando attraverso l'esarrie delle varie classi di stomachi. 11 che 6 proprio que110 che Spallanzani volle, per i rriotivi che cercheremo di portare alla luce piU avanti: lo schema secondo cui raccolse ed uni gli sparsi frammenti del coniplesso rompicapo messo assieme con pazienti ricerche era destinato a far apparire l'inimagine che tutti vedono. Un esenipio paradigmatico di questa chiave di lettura -ma dobbiamo riconoscere che non ne esistono altre, se si fa unicamente riferiniento alla Dissertaziorii-, condotta del resto su1 filo di una rigorosa analisi epistemologica, lo abbianio trovato iri una recente tesi di laurea che, incidentalriiente, riieriterebbe una rnaggior diffusione. Da questo studio ricavianio una citazione che efficacemente siritetizza questa interpretazione cosi abilmente proposta da Spallanzani: Still following Réauniur's lead, Spallanzani turned his attention to the question of a digestive solvent nfter he had co~llpleted his investigation of the gizzard's grinding power. [...] In this case, Spallanzani's results directly contradicted those of Réauniur: Once he had investigated trituration by the gizzard, Réauniur had, according to Spallanzani, speiit "alniost al1 the rest of [his first ~lfemoire] trying to prove there was not solvent [iri the gizzard] capable of producirig dissolution". Réaumur indeed held the opinion that digestion likely operated by different nieans in stornachs of different stnicture. He entertained the possibility of a solvent in the gizzard, but, perhaps because of his initial prejudice, he did not seek as thorougly to facilitate dissolution in the gizzard as did Spallanzani. Réaumur's experinierits, which detected no sign of solvent in the gizzard, were logically consistent and appeared conclusive. In spite of those results, howewer, Spallanzarii wondered if trituration were only a prcparatory step for eventual dissolution by a solvent (13). All'atto pratico Spallanzani aveva completamente ribaltato questa inimaginaria progressiorie geometrica del suo lavoro sperimentale. Come gia si e messo in evidenza, dopo pochi giorni aveva abbandonato il problema della forza triturante dello stoniaco dei piccioni, che pure era stato l'occasionale pretesto per occuparsi di questo tipo di indagini. Da questo momento in poi si dedico a ricerche che andavano ir1 tutt'altra direzione, riprendendo si le tecniche escogitate da Réaumur, ma al momento solo «per vedere)) nel senso che Bernard dara a questaespressione (14): un rnetodo cioe che fa affiorare il capo di uri filo (13) STROMQUIST, D. L. (1982). Spallanzani's Digestive Physiolo~ and its antecedents - Tesi di Yale, pp. 122-23. 11 corsivo nostro. (14) GRMEK, M. D. (1976). Psicologia ed epistemologia della ricerca scientifca. Milano, Episteme Ed. p. 26.
112 CARLO CASTELLANI tirando pazientemente il quale sia possibile dipatiare uxia investigazione del tutto nuova, del quale Spallanzani si servira sisteniaticaineiitc. Iri particolare gli premeva saggiare la praticita e l'applicabiliti del nietodo réaumuriario, e ricavarne un signum che gli iiidicasse la strada su cui indirizzare la ricerca. 1 primi esperimeriti di questo tipo consistorio nell'introdurre nello stomaco di due civette tubetti di latta conreneriti l'uno ((un cilindrino di mica di pane; e l'altro tubetto un ciliridririo di carne di vitello)). Ripetuta varie volte questa prova elenlentare, Spallanzani traeva gia, il 1 agosto, le prime, prowisorie coiiclusiorii: Ricavo: 1.O che il niestnio agisce su1 pane: alrneno le) scioglit,; 2.0 ch<. essendo i due tubetti cacciati contemporaneaniirite in gola alla civetti~, il rnestruo non consuma si presto la carne, corrie quando se rir caccia uno solo; 3.0 che la for~a ventricolare nori 6 punto atta üd offendcrc i tubctti, non ostante che sieno stati nel ventricolo piu del consuc.to, rion vedendosi ni? rotto l'ingraticolamento, ne la latta punto torta, o schiacciaia (15). Deduzioni, come si vede, molto terra terra, in armoriia con la regola che dai «fatti», ciok dagli esperimenti, occorre trarre senipre e solo (ale conseguenze piu immediate)), vietandosi ogni volo di faritasia e soprattutto illazioni troppo azzardate. A Spallanzani tuttavia conseritivano di «vedere» quale sarebbe stato il filo conduttore della sua indagine: l'azione dissolvente del mestruo, che ha gia intuito essere il paradigma vincente. Anche se, come e owio, prima di poterne proclarnare l'universale validita, bisognera dimostrarlo efficace ir1 tutte le varie classi di stomachi. A questo risultato giungera, coronando la ricerca cori le prove sull' uomo, mediante una serie di prove e controprove rigorosaniente programmate, che strada facendo gli conseritiraririo -in modo quasi incidentaledi falsificare i paradigmi concorrenti. Irisistiamo sulla rigorosa programmazione della ricerca, per contraddire un semplicistico giudizio di Claude Bernard che affermo, non sappianio su quali basi, che Spallanzani effettuava le sue scoperte ((non cercandole direttamente)) (16). Con tutti il rispetto per l'insigne maestro, dobljianio ribadire che tutti i giornali dimostrano che nessuna delle scoperte di Spallanzani fu casuale: casuali poterono essere le circostanze che 10 indussero ad affrontare questo o que1 problema; nia decisa la via da seguire, si pub essere certi che sapeva perfettamente nori solo da dove partiva, ma anche dove voleva arrivare. Chiusa questa parentesi, torniamo alla investigazione su1 mestruo. Quello che sopra abbiamo descritto 6 solo il primo strato, il piu evidente (il termine esatto sarebbe forse ((apparente))) dell'indagine che gi-ssso - (15) R.E. Ms regg B 32, cc. 13v. e 64v. (16) GRMEK, M. D. (1976). op. cit., p. 40.
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giomali ... 113 modo coincide con lo schema seguito nel presentarne i risultati ai lettori. Studiando direttamente i giornali si finisce pero per scoprire che sotto questo primo strato esiste immancabilmente un secondo livello di ricerca, che ha in realta accentrato l'autentico interese di Spallanzani; e magari piu in profondita ancora, un terzo e un quarto, che daranno poi vita ad altre, autonome ricerche. 11 problema della digestione cosi come viene presentato nelle Dissertazioni sarebbe stato troppo semplice e addirittura owio: Spallanzani ne sarebbe stato impegnato per poche settimane, e non avrebbe ricevuto alcuna risposta alle domande che amava porre alla natura. Lo scopo al quale tese nel corso di tutta la sua lunga carriera scientifica fu appunto quello di riuscire a scoprire le leggi riascoste, i meccanismi piu segreti e minuti dei fenomeni biologici. Appunto il termine biologico vorremmo chiamare qui, seppure arbitrariamente, a indicare quel secondo livello che Spallanzani si sforzava di portare alla luce, andandolo a cercare al di sotto di quel primo strato che, altrettanto arbitrariamente, indicheremo comefisiologico. Per chiarire meglio il nostro pensiero diremo che Spallanzani esamina superficialmente il tessuto organico, nia non vi si ferma, spingendo viceversa la lente del suo microscopio a indagare la struttura piu fine e meno facilmente decifrabile della singola cellula: per usare una terminologia moderna, e affascinato e attratto soprattutto dalla biologia molecolare. Grmek, in un suo saggio recente, annota acutamente: 11 nous parait important de souligner la répugnance de Spallanzani pour les aspects mathématisables des phénomenes étudiés (17). L'osservazione non solo e sottile, ma coglie perfettamente la realta: Spallanzani rifugge dall'indagare gli aspetti quantificabili dei fenomeni che indaga, perché il suo ver0 obbiettivo sono accadimenti biologici che, per loro stessa natura, si sottraggono alla riduzione in formule matematiche.' 11 che non gli impedisce tuttavia di fare continuamente ricorso, la dove sia utile e possibile, agli strumenti di misura. Ma anche questo discorso andra ripreso in altra sede. Dato che qui ci preme evidenziare quel modo spallanzaniano di ricerca «per livelli~ di cui si parlava prima, ci rifaremo, per comodita del lettore, ad un esempio classico, nel quale ci pare siano perfettamente individuabili questi piani successivi di approfondimento: alludiamo allo studio sulla generazione degli anfibi (18). Prendendo a prestito la terminologia che Spallanzani (17) GRMEK, M. D. (1983). L'expérimentation biologique au temps de Spallanzani, in: MONTALENTI, G.; ROSSI, P. (Ed.). Lazzaro Spallanzani e la biologia del Settecento, Firenze, L. Olschki. Ed., p. 325. (18) SPALLANZANI, L. (1780). Della generazione di alcuni animali amfibj. Della feconda-
114 CARLO CASTELLANI utilizza descrivendo le sue investigazioni microscopiche, si pub affemare che in un primo tempo usa «la lente dolce)), che gli fornisce una visione d'insieme, panoramica ma ad un tempo precisa, del fenorneno che vuole esplorare. La ((lente dolce)), cioe la sperimentazione generica, gli dimostra inequivocabilmente come su1 pianofisiologico la generazione sia in questi animali strettamente legata al contatto diretto tra uovo a sperma. Dopo di che, per continuare nella nostra similitudine, passa all'uso della ((lente piu acuta)), che gli consente di verificare i particolari piu fini, lasciando nello sfondo il quadro d'insieme. La ricerca e scesa quindi al secondo livello, quello piu strettamente biologico: al centro dell'immaginario porta-oggetti c'e ora lo sperma. Di esso, mediante una serie di prove e di esperimenti si sforza di individuare l'intrinseca essenza, cosi come di un minerale si sforzera di capire di quali sostanze e composto, quale sia appunto la sua natura. Contemporarieamente tendera di penetrare le leggi nascoste che consentono a questa singolare sostanza organica, e ad essa sola, l'arcano potere di giungere fino all'embrione e di imprimergli la spinta necessaria perché inizi lo sviluppo. Quando, quasi negli stessi anni, Spallanzani affrontera il problerria della dissoluzione dei cibi nello stomaco, lo schema che seguir& sara all'incirca il medesimo. Al primo livello studiera l'influenza che la triturazione, la fermentazione, la putrefazione possono avere sulla digestione gastrica, e mettera in chiara evidenza come in tutta quella parte della scala animale che ha preso in esame il fattore determinante sia il mestruo, della cui importanza si 6 reso conto fin dalle prime battute. Al secondo livello, che e poi quello che accentra il suo piu autentico interesse, scopo della lunga e travagliata indagine sara di giungere a capire quale sia l'occulta natura di questo liquido singolare, e soprattutto qu,ali siano le leggi e i meccanisrni che gli consentono di sciogliere in tempi relativamente brevi un ampio ventaglio di sostanze organiche. 11 problema che Spallanzani affrontava era questo: l'organismo vivente secerne (per quali vie?) un liquido che, come dirnostreranno le sue esperienze e un solvente molto forte, che ben si poteva definire ((universale)). Universale, perché non gli resistono la carne, le ossa, i vegetali, persino la pelle di pecora, e in qualche misura attñcca e dissolve persino gli organismi viventi. Universale d'altra parte perché zione artificiale ottenuta in alcuni Animali, in: Dissertazioni di Fisica Animale e Vgetabile, Modena (Ripubblicate in CASTELLANI, C. [1978], op. cit.). Si vedano anche CASTELLANI, C.; LEONE, V. G. (Ed.) (1980). Lazzaro Spallanzani. I Giornali delle Sperienze e Osseruazioni relativi alla Fisiologin della generazione e alla ernbriologia sperimentale. Milano, Episteme Editrice, che presentano la trascrizione integrale dei Ms. relativi a tutta questa ricerca, con molto materiale inedito.
Gli studi spalianzaniani sulla digestione nei giornali 115 presente e attivo, anzi, elemento fondamentale della digestione, in tutte le varie classi di stomachi che esaminera. Inoltre la forza di questo succo gastrico e tale che la sua. azione si svolge regolarmente anche fuori dell'organismo che lo ha prodotto. 1 conseguenza i quesiti ai quali Spallanzani si sforzera di trovare una risposta saranno: qual'e la composizione di questa prodigiosa sostanza? quali leggi ne regolano la capacita di trasformare un solido frammento di carne in un liquido cosi sottile che riesce agevolmente a filtrare attraverso la trama di un telo piu volte ripiegato? quali sono, infine, gli strumenti che prowendono a riversare nello stomaco questo mestruo cosi energico? Stranarnente, manca una domnada che a un cosi curioso indagatore non pare essersi presentata: come e possibile che il succo gastrico non digerisca lo stomaco che lo ha prodotto? Risponde ad una constante consuetudine di Spallanzani il fatto che in nessun punto dei suoi manoscritti siano resi espliciti questi interrogativi, che noi abbiamo individuato come le molle che muono e dirigono la sua ricerca. Essi affiorano tuttavia chiararnente dalla impostazione e dall'andamento del suo studio; e tanto piu facile leggere in filigrana questa sorta di sinopia nascosta, in quanto, con qualche leggera variante, indispensabile per adattarla volta per volta al particolare campo di indagine, essa attraversa, come un motivo ricorrente, tutto il corso della ricerca biologica di Spallanzani. La quale scorre come un inesauribile flusso sotterraneo nei suoi giornali, senza praticamente interrompersi da un quaderno all'altro, da una investigazione all'altra. E di questo carsico fiume sotterraneo Spallanzani lascia solo di quando in quando affiorare una breve vena, consentendoci di intravvederne e di irituirne la direzione e la portata, nelle opere che, avaramente, va publicando. Se vogliamo spingere piu avanti la nostra generalizzazione, i quesiti che Spallanzani pone alla natura sono elementari, e antichi quanto il pensiero filosofico e scientifico: cos'e in realta que1 fenomeno che definiamo convenzionalmente vita? quali sono i minuti e segreti ingranaggi che fanno agire, e regolano, l'organismo vivente? quali sono i confini tra vita e morte? dove cessa l'una e subentra l'altra? e perché? A partire da una certa epoca, che possiamo collocare verso la seconda meta degli anni '70, Spallanzani fa entrare nel proprio laboratorio, accanto agli strumenti tradizionali di cui gia dispone, e all'os: servazione strettamente biologica, l'uso di una disciplina relativamente nuova, dalla quale pare attendersi un aiuto risolutivo: la chimica. Che qui va intesa proprio, grazie ad una felice intuizione di Spallanzani, nel senso moderno di bio-chjmica, ossia dell'impiego e dello studio dei processi chimici come chiave per aprire la porta che serra il mistero di
verificare se il succo gastrico coaguli a contatto dell'alcool(23). Un metodo perfettamente rispondente allo scopo di controllare se la sostanza in esame sia di natura albuminoidea; anche se, owiamente, il tentativo di Spallanzani e di carattere puramente empirico. Nella stessa categoriavanno situate le prove di evaporabilitd del liquido estrütto dallo stomaco, che Spallanzani esploro ponendo sotto la campana della macchina pneumatica un campione di succo gastrico unitamente ad un eguale quantitativo di acqua, come termine di raffronto (24). Anche gli studi volti a stabilire il punto crioscopico del succo gastrico raffrontato con que110 dell'acqua (25), hanno un taglio decisamente moderno, sebbene sia difficile immaginare cosa Spallanzani si aspettasse di ricavare da questi dati. E infine le ricerche sulla infiammabilitd del succo gastrico, che si risolvono nella precisa falsificazione di una analoga prova attuata da Réaumur. Risulta piu difficile trovare una catalogazione per gli esperimenti, numerosi. e variati, che Spallanzani mise a punto per verificare la putrescibilitd (26) -e inversamente l'aziorie antiputrefattivadel succo gastrico. Che tuttavia rispondono forse a un duplice scopo: a un lato mirano alla verifica, e successiva falsificazione, del paradigma della digestione gastrica come effetto della putrefazione dei cibi nello stomaco; e dall'altro indicano il tentativo di acquisire nuove cognizioni relative alle caratteristiche della sostanza che studiava. ¿a nostra ipotesi e che il concetto che sottende queste esperienze potrebbe essere questo: mentre le sostanze organiche, per coxnune esperienza, vanno incontro a putrefazione, quelle di natura «chimica» ne sono indenni. Spallanzani avrebbe insomma cercato per questa via la conferma che il succo gastrico e un «acido» non meglio specificato. Merita ancora di essere sottolineata, in questo quadro delle prove indirette, l'attenzione che Spallanzani dedica ad ogni variazione nel colore e nell'aspetto del succo gastrico, nonchk del suo sapore, cosi come non esita a controllare le caratteristiche che presentano all'odorato e al gusto campioni di carne in vari stadi di digestione. Un particolare richiamo ci pare che valga infine l'interesse con cui studia i possibili mutamenti del succo gastrico, a seconda che sia prodotto da alimentazione prevalentemente carnea o prevalentemente vegetariana (27). Anche il microscopio viene costantemente utilizzato per esaminare i cibi semi-digeriti, e il sedimento depositato da1 succo gastrico (23) R.E. Ms regg B 32, c. 83v. (24) R.E. Ms regg B 147, c. 3v. (25) R.E. MsreggB 147, c. 8r. (26) R.E. Ms regg B 147, c. 5v. (27) R.E. Ms regg B 32, c. 74v.
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giornali ... 123 conservato in un vasetto (28). Spallanzani correttamente individua in yuesti residui fibre carnee, con osservazioni che, come quelle analoghe effettuate su materie fecali (29), hanno evidentemente lo scopo di ottenere informazioni su come awenga, e quale grado raggiunga, la dissoluzione dei cibi ad opera dei succhi gastrici. Tra le esperienze che abbiarno indicato come indirette possono rientrare alcune prove che vanno pero esaminate e analizzate in un contesto leggermente diverso da quelle fin qui elencate. Alludiamo, in primo luogo, agli esperimenti nel corso dei quali Spallanzani fa ingerire ad alcuni rapaci dei sacchetti di stoffa accuratamente cuciti agli orli, e che sono formati ora da un solo, ora da vari strati di tela. Lo scopo di questi tentativi e dichiaratamente duplice: da un lato mirano a verificare se il succo gastrico, o comunque la sua frazione attiva, riesca a filtrare e a penetrare attraverso questi spessori oculatamente calcolati; e dall'altro ad impedire che la carne, disciolta da1 mestruo, possa uscirne, trattenuta dalla fitta trama duplicata (30). L'intento era evidentemente di sottoporla ad un immediato esame microscopico, per stabilire il grado e il tipo di soluzione che essa subisce ad opera del succo gastrico. Abbiamo gia avt~ertito che queste esperienze si collocano in un contesto a sé: analoghe prove di filtrazione ritornano in quella serie sperimentale degli studi sulla generazione di cui si sono sottolineate le non casuali coincidenze tecniche con alcuni esperimenti presenti nei giornali sulla digestione. Nel primo caso il loro scopo e di misurare l'attivita del seme dopo che sia passato attraverso filtri piu o meno porosi (stoffa, sabbia, terra, carta da filtro, ecc.), e di diverso spessore. A nostro giudizio, qui si va molto al di la di una seniplice coincidenza o somiglianza fra le metodiche: la quasi perfetta sovrapponibilita delle circostanze sperimentali e nei due casi al servizio di ipotesi di lavoro molto vicine. Nel corso dell'una e dell'altra indagine Spallanzani esplorera con molta cura il sospetto che la ((frazione attiva)) del succo gastrico (quella che a un certo punto definir& «17energetico») e dello sperma sia in effetti una sostanza, o una sorta di vapore, estremamente volatile (31), ma dotata di eccezionale potenza. Nei giornali sulla digestione, questa ipotesi, che sara del resto costretto ad abbandonare, e resa esplicita; in quelli sulla generazione non se ne fa mai diretta menzione. La si puo tuttavia leggere in filigrana, aiutati ora dalla luce ricavata dagli elementi acquisiti con l'analisi di quest'altra fonte, praticamente coeva, e dalla (28) R.E. Ms regg B 32, cc. 83r.-83v. (29) R.E. Ms regg B 32, c. 101v. (30) R.E. Ms regg B 147, c. 29v. (31) R.E. Ms regg B 147, c. 43r.
124 CARLO CASTELLANI impostazione di molte delle esperienze messe in atto per verificarla: basti qui ricordare l'esempio piu significativo: quello, ricorrente, che Spallanzani fa del ((sigil10 ermetico)) al quale e chiaramente affidato il compito di impedire alla ((parte piu sottile)) dello sperma di evaporare, lasciando nei matracci un inattivo ((capo morto,). Visto che la lunga serie delle prove chimiche e di quelle indirette, pur fornendogli molte notizie e informazioni accessorie, non gli avevano evidentemente potuto dare la chiave per comprendere la compssizione e i meccanismi d'azione del succo gastrico, Spallanzani fa ampio ricorso a quella ingegnosa pratica delle ((digestioni artificidi)) che il Réaumur aveva abbozzata e subito abbandonata. La tecnica di queste esperienze, e i risultati ottenuti, sono minuziosamente descritti nelle Dissertazioni, per cui ci dispensiarno dal soffermarci su quesei aspetti dell'indagine, attirando viceversa l'attenzione su altre circostanze che ci pare meritino qualche riflessione. Si sono giA ricordati gli artifici ai quali, nei giornali, si ricorre per fornire ai tubetti il calore necessario perché la digestione, o dissoluzione delle sostanze poste a conratto col succo gastrico, si verifichi puntualmente. Della esigenza che le provette venissero mantenute per un congruo periodo di tempo ad una temperatura il piu possibile vicina a quella dell'organismo anirnale, si era gia preoccupato l'inventore del metodo: del resto l'influenza che il' calore esercita su1 regolare andamento dei processi digestivi era giA ampiamente nota a tutti gli autori che si erano interessati della questione. A noi qui preme sottolineare, per il momento in modo sommaris, in attesa di riprendere l'argomento con maggior sviluppo in altra sede, come Spallanzani dedichi, indistintamente in tutti i studi di carattere biologico, un'attenzione particolare all'incidenza che il fattore temperatura, nei diversi valori della scala termometrica, al di sopra e al di sotto dello zero, ha nello svolgimento dei fenomeni e dei processi vitidi. Di tutt'altro genere, ma comunque rilevante, e un altro aspetto di quests particolare settore della ricerca spallanzaniana sulla digestione: non abbiamo proceduto ad una analisi statistica dei vari tipi di esperiniento di cui si trova la descrizione nei giornali, secondo la grossolina e approssimativa classificazione che ne abbiamo dato. Ci siamo limitati a contraddistinguerli con marker di diverso colore, per nostra comodita. Con nostra sorpresa ci siamo resi conto che le prove di digestione artificiale risultano essere -1etteralmente a vista d'occhiola parte pih cospicua ed estesa del testo. Se ne ricava che e dunque a questo tipo di esperienze che Spallanzani riservd la quota maggiore del suo tempo e della sua attenzione: la nostra deduzione, rifacendoci a quanto abbimo prima affermato, e che questi tentativi avessero come fine precipuo di giungere a conseguire, per questa via, quella conoscenza dei modi con
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giomali ... 125 cui il succo gastrico svolge la sua azione, che non era stato possibile ottenere con altri mezzi: Data la varieta e la molteplicita delle osservazioni e delle esperienze messe in atto da Spallanzani nel corso della sua lunga investigazione, non e evidentemente possibile analizzare il senso e il peso di ogni tipo di prove utilizzate. Pare tuttavia che un capitolo del suo lavoro meriti una particolare attenzione: lo studio, lungo e insistente, che condusse per cercare di stabilire con esattezza il pH del succo gastrico. Si e gia ricordato che fin dalle prime battute della ricerca le analisi chimiche, eseguite con mezzi che sarebbe un eufemismo definire di fortuna, avevano indotto Spallanzani a concludere che il liquido secreto dallo stomaco ((non e n6 acido, ne alcalino, ma bensi neutro)). Conseguentemente, quando volle preparare un composto chimico artificiale che avesse le stesse capacita digestive del succo gastrico, mescold una sostanza acida e una alcalina per ottenere appunto que110 che riteneva fosse un liquido «neutro» (32). Questo singolare esperimento ci pare illuminante sotto diversi profili. In primo luogo, ci illustra, assai meglio di un lungo discorso, la poverta delle nozioni chimiche di cui Spallanzani disponeva in quest'epoca: addittura si. tace la natura precisa delle sostanze che entraron0 nella composizione, quasi che fossero indifferentemente intercambiabili. Per un altro verso troviamo qui una palese dimostrazione che l'attenzione di Spallanzani si rivolgeva in primo luogo al pH gastrico, come se, nella teoria che aveva tacitamente formulato, l'azione dissolvitrice del mestruo fosse strettamente legata a questa caratteristica. Ci si obbiettera naturalmente che Spallanzani non poteva ragionare in termini di pH, in quanto si tratta di una acquisizione scientifica di molto posteriore. Ne siamo perfettamente consapevoli: siamo ricorsi a questa terminologia solo per semplificare il discorso. In realta i giornali dimostrano che Spallanzani non faceva gran conto dei risultati ottenuti con le analisi chimiche, e che le sue inconfessate convinzioni lo spingevano a ritenere che il succo gastrico sia essenzialmente un acido. Per risolvere la contraddizione tra i risultati (espliciti) delle analisi, e le sue convinzioni (implicite, o comunque non apertamente dichiarate) si affida a due tipi di procedimento: ancora una volta, prove dirette e indirette. Nella prima categoria rientrano le esperienze, variamente reiterate, che dimostrano come il succo gastrico abbia sulle sostanze calcaree (corallo, gusci d'uovo, conchiglie) (33) un'azione nettamente sovrapponibile a quella di una sostanza decil samente acida come l'aceto. Fra le indirette si collocano quelle, ripetute (32) R.E. Ms regg B 32, c. 90v. (33) R.E. Ms regg B 32, c: 132r.-133v.
anchYeSse fino alla sazieta, di coagulazione del latte mediante la rnerribrana gastrica dei volatili da cortile: un fenomeno che Spallarizani collega alla presenza di un acido nella membrana stessa. Per un curioso gioco delle circostanze, sono proprio le esperienze con la merribraria estratta dallo stomaco delle galline, che finiscorio per metterlo ir1 crisi, ponendolo di fronte ad un problema di cui non sa immiiginase la soluzione. Infatti, se l'acidita del succo gastrico poteva spiegare la coagulazione del latte in cui fosse stata irnmersa una membrana fresca; i conti non torriavano piu quando scopriva che la coagulazione si verifica puntualmente anche utilizzando la stessa membrana fatta seccare alla fiamma, o conservara in asciutto per dei mesi. ln queste condizioni diventava difficile, se non impossibile, postulare la presenza di residui di acido gastrico. A rendere il rompicapo ancora piu complesso, Spallanzani cirnenta diversi organi animali (fegato, sangue, cuore, ecc.) e trova, con sua meraviglia, che alcuni di questi tessuti coagulano il latte, sicchk e costretto a ipotizzare una sorta di «acidita» di quasi tutto l'organismo. Probabilmente e questo il motivo che lo spinge a effettuare una prova singolare, di cui non si trova menzione nelle Dissertaziorii: cerca cioe di ottenere la coagulazione del latte -ma l'esperimento e negativo-, mediante una data quantita di sperma umano (34). Quest'ultinia prova potra sembrare priva di una qualsiasi logica, un tentativo fatto alla cieca. E' verosimile viceversa che fosse dettata da motivi meno casuali di que1 che si potrebbe pensare. Si e gia avuta l'occasisne di mettere ir1 evidenza come Spallanzani ritenesse (quanto meno k questa l'irnpressione che abbiamo ricavato da uno studio comparativo delle due indagini), che lo sperma e il succo gastrico abbiano in comune alcune caratteristiche chimico-biologiche. Si aggiunga che, d'accordo con altri fisiologi del tempo, considerava il seme un ver0 e proprio estrutto di tutto l'orga-, nismo, e che questo liquido organico esercito sempre su di liii uno strano fascino, quasi lo considerasse la chiave per penetrare i piu riposti segreti della vita. Per questo niotivo gli dedico studi assai piu luilghi e approfonditi di quanto non risulti dalle sue opere a stampa. Se si sommano tutti questi elementi, e si richiamano le esperierize nel corso delle quali frammenti di vari organi avevano coagulato il latte, diventa comprensibile come potesse immaginare che una sostanza (lo sperma, appunto), che in certo qual modo tutti questi organi assomma iri sé e rappresenta, avesse a sua volta il potere di provocare lo stesso fenomeno. Ci pare superfluo awertire che questa ricostruzione dell'itinerario logico presumibilmente seguito da Spallanzani k opera esclusi-
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giornali ... 127 vamente nostra, perché oei giornali non troviamo alcun indizio che ci possa guidare. Ricorderemo soltanto che, a conferma delle supposte affinita tra succo gastrico e sperma, tra le varie sostanze impiegate per iridurre artificialmente la fecondazione délle uova di anfibio, utilizzerk anche del succo gastrico (35). Non indugeremo sulla accurata e minuziosa iridagine anatomica che Spallanzani condusse sulle ghiandole esofagee e delle prime vie digerenti di vari animali, oltre che su1 loro stomaco, né sui raffronti che compi tra 17azione digestiva o semplicemente preparante del succo esofageo e quella del succo gastrico. Lo scopo fondamentale di questo studio anatomico, pur precindendo dall'interesse che Spallanzani pare sempre riservare agli apparati ghiandolari in generale, era evidentemente di scoprire gli organi che secernono il succo gastrico. Non essendo riuscito a identificarli, Spallanzani avanza un'ipotesi perfettamente compatibile con gli schemi fisiologici dell'epoca: che il succo venga riversato direttamente nello stomaco dalle arteriole che lo circondano. Dopo questa veloce analisi dei giornali possiamo riprendere il discorso dal punto da cui avevamo preso le mosse: la netta divaricazione che separa l'inipostazione e i fini ai quali 6 chiaramente rivolta la sperimentazione nelle pagine dei giornali, e l'interpretazione che se ne dk nelle monografie pubblicate qualche anno piu tardi. Ripercorrere rapidamente la strada compiuta da Spallanzani durante questi tre anni ci consentira forse di individuare i motivi che stanno all'origine di questa forbice cosi largamente aperta tra la «fase sperimentale)) e la ((fase della comunicazione». Agli inizi l'interesse del ricercatore 6 circoscritto ad una questione di scarsa rilevanza: l'influenza che i sassetti hanno nei processi di triturazione che si verificano nello stomaco dei granivori. Successivamente, avendo un poco sconfinato dai limiti che si era posti, l'attenzione di Spallanzani viene attirata dalla singolare capacita del succo gastrico presente nello stomaco di certi rapaci, di sciogliere sia la carne che il pane. A questo punto, come era gia accaduto in altre occasioni, la ricerca rompe tutti gli schemi precostituiti, e si trasforma in ostinato tentativo di sciogliere i problemi che si presentano, visto che il punto focale dell'investigazione e divenuto ora il «mestruo», di cui Spallanzani vuole scoprire le caratteristiche biochimiche e le leggi che ne regolano l'attivita. Trascinato in contrade lontane da que1 cavallo (35) R.E. Ms regg B 22, c. 40r.
128 CARLO CASTELIANI d70rlando che e la sua insaziabile curiosita per i niisterl della riatura, ad un certo momento Spallanzani riesce tuttavia a raccogliere le briglic e a sostare per riflettere. Non gli ci vuole molto per rendersi conto che la complessa sperimentazione che ha portato avanti con tanta testarda tenacia, gli ha fornito ben poche risposte ai quesiti biologici posti alla natura; ma ne ha dato parecchie, e importanti, al livello~siologico. Sicche Spallanzani concepisce un ardito progetto: trasformare radicalmente l'impostaiione della ricerca: dalle risposte ottenute ricavera i quesiti che staranno aila base delle sue monografie. Conseguentemente le sei Dissertazioni avranno il compito di esporre e dimostrare questi punti fondamentali: 1.0 il mestruo o succo gastrico e presente in tutte le classi di stomachi ir1 cui si pud dividere il regno anirnale. Lo si trova quindi anclie nello siomaco dei granivori, contro l'opinione espressa dal Réaumur. 2.0 11 succo gastrico e l'agente principale della dissoluzione dei cibi nello stomaco, ed e capace di agire, a seconda del tipo di alimentaziorie dei vari animali, sia sui cibi vegetali che su quelli animali. 3.0 La triturazione chc nello stomaco dei granivori macina gli alimenti che vi vengono introdotti, ha una funzione puramente preparatoria; senza di essa infatti il succo gastrico non riuscirebbe ad attaecare i grani. A ben considerare, si tratta dello stesso motivo per cui gli alinienti masticati, e quindi tritati, da un animale a stomaco medio o membranoso vengono digeriti meglio e piu rapidamente che gli stessi alinienti ingeriti interi. 4.0 Le esperienze effettuate hanno dimostrato senza possibilita di dubbio che le due teorie della fernientazione e della putrefazione come agenti della digestione sono false. Anzi, nel corso della digestione non si verificano niai fenomeni fermentativi, e il succo gastrico possiede uria spiccata attivita antiputrefattiva. Molti studiosi di storia della scienza si sono chiesti quali ragioni abbiano indotto Spallanzani a circoscrivere con tanto rigore la sua ricerca ai soli fenomeni della digestione gastrica, deliberatarnerite trascurando le altre fasi di questo complicato processo: sono infatti assolutarnente ignorate le funzioni della bile, la chilificazione, ecc. Cla~ide Bernard e giunto a rimproverare a Spallanzani di aver trascurato lo studio dell'azione della saliva sui cibi (36). Si tratta comunque di elementi che erano tutti ben noti quando Spallanzani scriveva, e alla miglior conoscenza dei quali avrebbe certamente potuto dare i.ln cospicuo contributo. La risposta a questa logica donlanda discende dalla esatta identificazione di quello che fu il vero obbiettivo dell'iin- (36) C1. Bernard, Manuscrit n. 5, p. 5 (Arch. Coll. de France, Paris).
Gli studi spalianzaniani sulla digestione nei giornali ... 129 dagine spallanzaniana: non, genericamente, la ((digestione)), ma il solo succo gastrico. Costretto a niodificare a posteriori tutta l'impalcatura del suo studio, la settorialita e la incompletezza di cui esso mostrava indizi evidenti, sara certo apparsa chiaramente anche a Spallanzani; ma era orniai troppo tardi per porvi rimedio. Nel corso dell'analisi che stiamo conducendo sulle carte spallanzaniane, abbiamo avuto sott'occhio altri nianoscritti che, messi a confronto con le opere che ne furono ricavate, dimostrano come questi repentini mutamenti di rotta, quest'abitudine di lasciar intrawedere solo una parte, e anche questa adattata ad usum delphini, di cio che aveva investigato e scoperto, fossero un modo di procedere non insolito in Spallanzani. Va tuttavia messo in evidenza conle il modificare l'asse portante di una ricerca nel passaggio dai giornali all'opera a stampa, con la radicalita attuata nel caso della digestione; costruire con materiali che avevano avuto in origine tutt'altro SCOPO, un'opera complessa, articolata e compiuta come le sei Dissertazioni, rappresentano un tour de force di alta scuola. Bisogna riconoscere che per compiere un'acrobazia di questa portata, e con tanta destrezza, Spallanzani doveva disporre di una abilita notevole, di una conoscenza profonda dei problemi che affr-ontava, e di una capacita didattica che rivelano una genialita non comune. Al punto che, come si e ricordato, il Seriebier, critico esperto, non esit6 a proporre le Dissertazioni come modello, proprio per il modo come era stato programniato e svolto il processo sperimentale, ignaro di essere in certo qual modo vittima di una beffa che ha retto esattamente due secoli. 11 colpo di genio di Spallanzani fu di appoggiare la sua posticcia costruzione sulla divisione degli stomachi in classi, in modo da elevare una scala culminante nell'uomo. E' ver0 che disponeva di dati in abbondanza anche per svolgere questo tema; ma questo radicale mutamento di prospettiva, verificatosi a posteriori, lo costrinse a introdurre nella sua esposizione delle esperienze per cosi dire di raccordo, anelli che, mancanti, avrebbero interrotto il conseguente concatenarsi delle prove sperimentali e del ragionamento deduttivo che doveva portarlo alla piena e completa dimostrazione del paradigma del solvente universale. Ne deriva che sottoponendo ad una analisi comparativa gli esperimenti descritti nei giornali, e la versione che ne viene data nelle Dissertazioni, si trova che nell'opera a stampa non solo se ne trova una versione che possiamo definire riveduta e corretta; ma addirittura ci si imbatte nel resoconto di esperienze che, sebbene si inquadrino perfettarnente nel complesso dei fenomeni presi in esame e rispondano con precisione alla realta fisiologica, in laboratorio non furono niai eseguite. Siamo insomma di fronte a una sorta di ((esperimenti mentali)), che, attuati, avrebbero certamente dato i risultati
130 CARLO CASTELLANI descritti, ma che in realta vennero eseguiti solo sulla carta. Un esempio concreto di questo tipo di manipolazione della verita sperimentale ci viene fornito da un esperimento classico che da l'awio dla prima dissertazione. Particolarmente significativo e il fatto che proprio qxlesta autentica ((esperienza mentale)) abbia indotto lo Stromquist a porre un acuto quesito epistemologico, che egli ritiene senza risposta, ma che trova viceversa nei documenti da noi esplorati una precisa. soluzione: An interesting and probably unresolvable question is: Did different preconceptions or expectations held by the &tto investigators [~éaumur and Spallanzani] help to determinate differences in the results they eventually obtained, by dictating either the interpretation of the experiments which each performed, or the extent to which each porsued a given line of attack? After a prologue in which he explained how stoniachs of different structure might digest by different means, Rkaumur concluded that a solvent was indeed present in membranous stomachs, but absent froni muscular gizzards. Spallanzani altered Réaumur's technique only slightly and demoristrated that a solvent was also present in muscular gizzards. It is riot clear, howewer, that even the small technical changes employed by Spallanzani were essential to his observation of solvent action because he actually observed dissolution of meat in an experiment identical to that of Réaumur. They might have seen similar results and interpreted them differently -Réaumui actually observed a diminution in size of the meat in his experiment, which he attributed to compressionor chance events might have combined to make the outconies of their experiments differ . Réaumur repeted experiments with grain many times, but his experiment with meat, the one which Spallanzani work later shoved to carry the greatest chance of demostrating solution, he performed only once. Spallanzani's many repetitions placed him in an advantageous positiori to observe a ((positive fact)), such a dissolution. [...] It is attractive to postulate that Spallanzani's greater persistente in this case might have received impetus from a greater tendency to search for underlying unities rathe than distinguishing differences (37). Nelle Dissertazioni infatti Spallanzani mette abilmente a contrasto un'esperienza descritta dal Réaumur, con una analoga da lui stesso eseguita. 11 naturalista francese aveva fatto inghiottire ad un'anitra dei tubetti di metallo contenenti carne, che, dopo essere rimasta 14 ore nello stomaco dell'uccello, era stata ricuperata intatta. Da qui Réaumur traeva la conclusione che nei granivori non esiste il mestruo dissolvente, (37) STROMQUIST, D. L. (1982). op. cit., pp. 137-38.
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giornali ... 131 e che iii questo tipo di stomachi (i ((ventricoli muscolosi» della classificazione spallanzaniana) la digestione k frutto esclusivamente della triturazione. Spallanzani racconta (38) di aver a sua volta costretto due anitre ad ingoiare tubetti analoghi: ad uno dei due animali venne sornniinistrata carne intera, mentre l'altro ebbe carne preventivamente tritata. Mentre la carne intera -in armonia con l'esperienza réaumuriariarimase intatta, il succo gastrico ebbe facilmente ragione della carne tritata. Ergo, sostiene Spallanzani, se ne deve dedurre che il succo gastrico e presente e attivo anche nello stomaco di questi volatili: ma perché possa agire, k necessario che il cibo sia stato preventivamente niacinato. Senonche, come si accerta facilmente scorrendo i giornali, questa esemplare controdimostrazione non ebbe mai luogo: anzi, l'unica prova di questo genere effettivamente messa in atto, trova posto proprio alla fine della lunga stagione sprimentale, e non all'inizio: per di piu, il galletto al quale fu fatto ingerire un tubetto contenente un pezzetto di carne intera, lo digeri perfettamente, non curandosi di quanto afferrriava il Réaumur (39). Appare insomma del tutto ovvio che Spallanzani si limito ad immaginare questo preteso esperimento: per rispondere al quesito dello Stromquist, dando, come era sua consuetudine, la preferenza alla ((tendency to search for underlying unities)), inseri con questo artificio ((l'esperiniento giusto al posto giusto)) per non spezzare, proprio ai prinii gradini, quella scala dimostrativa ascendente che si era proposto di andar gradualmente innalzando sotto gli occhi dei lettori. La conoscenza che siamo venuti acquisendo dei manoscritti spallanzaniani, ci consente di azzardare qualche cauta supposizione sui motivi che possono aver spinto Spallanzani a queste vere e proprie manipolazioni del materiale sperimentale nel passagio dai giornali all'opera destinata alla stampa, sia in questa, sia in altre occasioni. Molto sinteticamente a noi pare che la questione vada posta in questi termini: oltre ad essere uno scienziato geniale, e uno sperimentatore dotato di una inventiva e di una abilitk tecnicomanuale poco comuni, Spallanzani possedeva in sommo grado il dono, rarissimo, di essere un docente e un divulgatore di alto livello: tutte le sue opere hanno la chiarezza e il rigore di teoremi geometrici. Poco importa che in qualche caso, per mantenersi fedele alle proprie impostazioni metodologiche sia stato per cosi dire costretto a rovesciare i fattori: sicche il problema, da1 quale dovrebbe dipanarsi tutta la argonientazione successiva, diviene viceversa il punto d'arrivo, frutto della inflessibile successione degli esperimenti, che nei saggi a (38) SPALLANZANI, L. (1780), in: op. cit., Della Digestione, & 44-45. (39j R.E. Ms regg B 33, cc. 9r.-9v.
138 CARLO CASTELLANI dawero poco verosimile che una udissertatio inauguralis)) pubblicata a Edinburgo avesse potuto capitare tra le mani di Spallanzani, escludemmo una qualsiasi parentela fra le due opere, e pensammo ad una serie di casuali coincidenze. Oggi pero la scoperta -grazie allo studio dei giornali-, che certe tecniche abbastanza caratteristiche e originali sono una struttura artificiosamente introdotta da Spallanzani nelle Dissertazioni, ci ha indotto a riaprire un dossier che consideravamo chiuso. Grazie alla cortesis del Dott. J. T. D. Hall della Edinburgh ~rilversity Library, abbiamo potuto appurare che, all'epoca, la tiratura delle tesi di laurea (che venivano owiamente stampate), si aggirava, presso l'Universita di Edinburgo, sulle cinquanta copie. Di queste una parte veniva depositata presso la Facolta, altre erano distribuite alle biblioteche locali per diritto di stampa, e una trentina di copie venivano liberiunente distribuite dal candidato agli amici, o inviate in omaggio a qualche personalita per sollecitarne i favori. Per parte sua, il Dr. Mario Di Gregorio, del Darwin College di Cambridge, che avevamo pregato di interessarsi di questo aspetto della questione, gentilmente ci informa: ho cercato di sapere quanto la interessava sapere a proposito della tesi di Edward Stevens. Non ce n'e copia a Cambridge e alcuni amici pih esperti di me del periodo in questione ritangono sia piuttosto improbabile che la sua tesi fosse conosciuta nella sua forma originaria (51). Sta comunque di fatto che una copia di questo saggio giunse sicuramente, anche se non sappiamo per quali vie, nelle mani del Beddoes, amico e traduttore di Spallanzani, che ne pubblicb la versione inglese. Almeno fino ad oggi non disponiamo di alcuna lettera del Beddoes dalla quale risulti che invio copia del volume a Spallanzani. L'argomento tuttavia non 6 risolutivo, perché si sa benissimo, purtroppo, quanto sia disperso e lacunoso il materiale epistolare di Spallanzani. Comunque, leggendo parallelamente le Dissertazione il De alimentorum concoctione, pur concedendo che hanno entrambi come capostipite comune i Mémoires del Réaumur, 2 difficile sottrarsi all'impressione che tra lo studio delle Stevens e que110 di Spallanzani esistano assai piu affinita, anche formali, che tra ognuno di questi due lavori e i Mémoires. Se ne deve concludere che Spallanzani ebbe modo di leggere la tesi dello Stevens e se ne sia giovato? Non disponiamo di alcun elemento probatorio per affermarlo, al di fuori delle molte, singolari cojncidenze, che piu che altro per dovere di cronaca abbiamo messo in luce: le coincidenze per altro sono, come si sa, alla base di troppi (5 1) ~omunicazione personale.
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giomali ... 139 clamorosi errori giudiziari perché ci azzardiamo, su questa sola base, ad emettere una sentenza. A puro titolo di ipotesi, e con tutte le riserve del caso, si pu6 pensare che, prima di mettere mano alla stesura definitiva delle Dissertazioni Spallanzani abbia avuto la possibilita di leggere il lavoro del suo giovane competitore, e non abbia resistito alla tentazione di trarne qualche ispirazione per abbellire, sotto il profilo tecnico, la propria esposizione. Si e ricordato come l'elaborazione delle Dissertazioni sia stata lunga e travagliata, \ o che Spallanzani awerti la necessita di stenderne parecchie bozze: e probabile quindi che uno studio comparativo di queste carte ci aiuterebbe a risolvere anche questo problema. Al di la di questa chiarificazione circa l'eventuale parentela tra l'opera di Spallanzani e al tesi dello Stevens, l'esame delle successive stesure che portaron0 alla redazione definitiva presenterebbe un notevole interese. Ci consentirebbe infatti, ben oltre l'importanza filologica delle eventuali varianti, di conoscere le fasi attraverso le quali passd, nel corso di questa tormentata elaborazione, il pensiero di Spallanzani. Tanto piu che ci troviamo qui di fronte ad una sorta di unicum: del lavoro con cui il biologo emiliano passava dalla fase della sperimentazione a quella della comunicazione, ci sono generalmente rimaste scalette, abbozzi o frarnmenti di singoli capitoli, appunti. Qui disponiamo di una serie di stesure complete, che pare improbabile rappresentino un servile lavoro di copiatura. Purtroppo non abbiamo avuto la possibilita, pressati da altri compiti, di effettuare personalmente questa ricognizione: ne senaliamo quindi l'interesse nella speranza che qualche studioso voglia cimentarsi in questo compito, faticoso ma probabilmente ricco di insospettate sorprese. Da quanto siamo venuti esponerido risulta con evidenza che, se Spallanzani usava sistematicamente manipolare e ritagliare il materiale sperimentale delle sue ricerche per conferirgli il massimo della asciuttezza e della efficacia; nel caso della indagine sulla digestione si spinse molto piu in la: la rielaborazione investi il modo stesso di impostare e portare avanti l'investigazione. Le sei Dissertazioni furono elaborate a tavolino, con deliberato distacco, rimescolando e distribuendo le carte secondo un disegno ben preciso. Resta quindi aperto in problema di stabilire in quale momento Spallanzani decise di dare al pubblico «queSta» immagine del proprio lavoro. La questione e resa piu complessa dalla disparita e ambiguita dei dati cronologici di cui possiamo disporre come punti di riferimento. Cercheremo quindi di raccogliere e di sistemare nel modo migliore possibile i pezzi di questo singolare compicapo, basandoci anche, mediante un giudizioso uso della analo-
1 40 CARLO CASTELLANI gia, su quanto conosciamo con certezza del modo di procedere di Spallanzani. Cominceremo coll'indicare ordinatamente le psche date certe che conosciamo: 1) 11 19 marzo 1778 scriveva all'Azzoguidi (52), professore a Bologna, di cui aveva gia citato l'opera fisiologica nel suo repertorio (53), chiedendogli alcune indicazioni bibliografiche riguardanti la digestione delle ossa da parte dei cani, e il lavoro, non ancora pubblicato, del Veratti sulla coagulazione del latte. 2) in base ai giornali, possiamo stabilire che la sperimentazione continuo in modo sistematico fino al 15 agosto 1 778. Dopo quesea data le annotazioni si diradano notevolmente, e la loro successione cronologica diviene piuttosto irregolare. 3) in data 26 ottobre 1778 (54) scriveva al Rovatti: E' ver0 che da qualche tempo io mi esercito sulla digestione ... Si tratta del primo accenno pubblico che Spallanzani fa di questa ricerca, di cui non aveva mai parlato in precedenza con alcuno dei suoi corrispondenti, neanche col Bonnet, che pure era solito tenere al corrente, passo passo, del procedere dei suoi vari studi. 4) il giorno 8 febbraio 1779 (55) scrivendo allYAmaduzzi lasciava cadere un accenno a un libro che qua a non molto pubblichero, contenente dieci Dissertazioni sperimentali. .. 11 che lascia presumere che la redazione delle monografie sulla digestione fosse ormai a buon punto. 5) sempre sulla base del Ms regg B 33 sappiamo che l'ultima esperienza di cui abbiamo la registrazione datata ebbe luogo il14 maggio 1 779. 6) Scrivendo al Bonnet il 30 settembre 1779 (56) gli comunicava perentoriamente: J'ai donné a 1'Imprimeur de Modene mon Manuscrit sur la digestion ... Da questo succinto tabulato emergono due date che ci possono essere utili per stabilire l'epoca in cui Spallanzani mise effettivamente (52) BIAGI, G. (Ed.) (1959). op. cit., v. 2, p. 222. (53) R.E. Ms regg B 131, n. 117. (54) BIAGI, B. (Ed.) (1959), v. 2, p. 253. (55) Ibidem, p. 270. (56) Ibidem, p. 291.
Gli studi spalianzaniani sulla digestione nei giomali ... 141 mano alla stesura delle Dissertazioni. Sulla base della lettera all'Azzoguidi possiamo azzardare l'ipotesi che nel febbraio del 1778 avesse gii deciso quale impostazione dare allYoperai in altre parole, Spallanzani aveva ormai chiaro in mente lo schema secondo il quale avrebbe distribuito le carte che aveva in mano. Tenuto conto che gli abbozzi delle Dissertazioni sono parecchie, e che ogni stesura richiedeva necessariamente un tempo piuttosto lungo, tanto piu che Spallanzani era solito dedicare molto tempo e molte cure alla preparazione dei suoi voliimi, possiamo con qualche verosimiglianza situare nel febbraio del '78 l'inizio della pausa di rifessione -sulla quale non interferiva il proseguire della sperimentazionee la redazione dei primi appunti di quella che sarebbero poi divenute le sei Dissertazioni. Ci si obbiettera che, sulla base dei dati raccolti, la parte sostanziale della ricerca sperimentale prese fine solo alla meta dell'agosto di quell'anno; per cui riesce difficile capire come Spallanzani si accingesse a scrivere un'opera cosi impegnativa, quando ancora non disponeva di tutti gli elementi necessari. L'ossemazione demolirebbe completamente la nosta ipotesi, se questa non si appoggiasse ad una solida documentazione: da altri manoscritti spallanzaniani, esattamente datati, si ricava la dimostrazione che questo modo di procedere era un dato quasi costante del modo di lavorare di Spallanzani. Abbiamo avuto modo di verificare che, giunto ad un determinato punto della sua sperimentazione, quando a suo giudizio questa era sufficiente per dare un'immagine coerente di un determinato problema biologico, che non coincideva necesariamente con que110 che tentava effettivamente di investigare per sua personale curiosita, Spallanzani interrompeva prowisoriamente il lavoro e cosminciava a delinearne una sorta di bilancio, che fin da que1 momento assumeva la forma di un trattatello, o quanto meno di quella che egli usava definire ((l'ossatura della mia opera». Questo modo di agire chiaramente documentato da quella che noi abitualmente indichiamo come ((prima stesura)) del ((Saggio di Osservazioni microscopiche ... » (57), che prese a scrivere secondo una impostazione che, successivamente, avrebbe completamente ribaltato. Lo stesso modo di procedere e attestato dai materiali che avrebbe, anni dopo, pubblicato in forma monografica sui vermicelli spermatici. La prima redazione dell'opuscolo, che aveva come asse portante la polemica con il Buffon e il Needham, risale al giugno del 177 1 (58), e avrebbe all'incirca mantenuto la stessa struttura nella memoria a stampa. La sperimentazione, che aveva in effetti come scopo primario lo studio delle caratteristiche (57) CASTELLANI, C. (Ed.) (1978). Lazzaro Spallanzani. Opere. Torino, CTET, pp. 148-173. (58) CASTELLANI, C. (1982). op. cit.
142 CARLO CASTELLANI biologiche tipiche dei vermicelli e dello sperma, e che venrie solo in parte utilizzata nel volume, continuo ancora per alcuni anni. Un simile comportamento insomma non interrornpeva la prosecuzione dell'investigazione sperimentale: si trattava spesso di una semplice pausa che consentiva a Spallanzani di fare il punto: ricavava dalle esperienze effettuate gli elementi immediatamente utilizzabili, e nello stesso tempo si orientava per meglio proseguire il lavoro iniziato verso approdi lontani che, normalmente conservava per sé, e che nori trasparivano dalle opere che dava alle stampe. Questo comportamento pub apparire sconcertante a chi lo consideri con l'occhio dello scienziato moderno, che di solito parte da una precisa ipotesi di lavoro, e ne ricerca con impegno la verifica: sicche solo quando la sperimentazione i. conclusa e il teorema proposto risulta chiaramente diniostrato, trae le conclusioni e ne divulga i risultati. L'atteggiamento di Spallanzani era completamente diverso. 11 caso, o le circostanze, fissavano la sua attenzione su un determinato fenomeno biologico: cercava allora di inquadrarlo in una sorta di approssimativo reticolo sperimentale, abbozzando un sommario prograrnma di lavoro che gli avrebbe consentito di conoscere meglio il terreno che voleva esplorare. Dopo di che affrontava allegramente l'avventura, incalzato solo dalla sua sete di conoscenza: il termine ((awentura)), si awerta, non e stato usato a caso. Vogliamo sottolineare che per Spallanzani l'inoltrarsi nei misteri del mondo biologico era ogni volta una nuova avventura, visto che non 1 sapeva egli stesso dove sarebbe approdato: era infatti sempre pronto ad l abbandonare la strada maestra per accogliere l'invito dei mille sentieri che, nel corso della sperimentazione, gli si aprivano continuamente davanti. Fuor di metafora, ognuna delle sue indagini finiva per dar vita (non sapremmo se per generazione spontanea o per gemmazione) a una serie di ricerche del tutto inedite e impreviste, che prendevano origine da un fenomeno inatteso che Spallanzani avvertiva l'irresistibile bisogno di indagare fino in fondo; o dalla curiosita di scoprire dove condiicesse l'uso sistematico di una tecnica sperimentale nata per rispondere ad una specifica esigenza. Questi mille rivoli in cui continuamente si divicleva e suddivideva la ricerca, progredivano parallelamente, continuamente abbandonati e ripresi, fino a sfociare in lidi lontanissimi da quelli da cui aveva preso le mosse. Perché Spallanzani studiava e indagava il mondo intricato e misterioso del pianeta biologico esclusivamente per soddisfare ad una propria, personalissima curiosita, alla ricerca di quella che, con espressione presa a prestito, abbiamo altrove chiamato ((la logica del vivente)): nulla quindi poteva fargli fretta perché giungesse ad una
Gli studi spalianzaniani sulla digestione nei giomali ... 143 rapida conclusione di questa che era la piu tipica delle indagini (taperte)). Aperta a tutti gli influssi occasionali, a tutte le novita tecniche e scientifiche, a tutte le nuove scoperte che, venendo man mano alla luce, le facevano mutare di scopo e di indirizzo. Naturalmente, spesso queste indagini non giungevano ad alcuna conclusione pratica, i quesiti posti alla natura restavano senza risposta: ma gli fornivano comunque dei materiali pratici, fruibili hic et nunc, mentre il significato ver0 e profondo di tutto questo ansioso e faticoso esplorare restava nascosto nei diari e nei quaderni. L'Imperial Regio Gsverno aveva accortamente predisposto una serie di premi e di incentivi per stimolare i professori a ((produrre e a pubblicare)). Ecco quindi che Spallanzani ogni tanto faceva una pausa, preparava un rapido inventario delle nuove conoscenze che aveva acquisito, e consegnava allo ((stampatore di Modena un pacco di fogli in cui dava conto di qualche aspetto circoscritto di una storia affascinante, di cui teneva per sé gli sviluppi. Sta forse qui la risposta ad un quesito che ci eravamo posti tante volte: perché Spallanzani non si sia curato di pubblicare certe opere di cui tuttavia aveva gia pronti i materiali, e che avrebbero richiesto solo una modesta fatica per dar loro una forma organizzata. Dalla storia delle ((riproduzioni animali)), alla Storia del mare, per citare solo alcune delle piu note, sono parecchie le monografie rimaste manoscritte: non le pubblico perché l'argomento non lo interessava piu, la sua curiositk si era esaurita nel piacere della ricerca, e lo annoiava mortalmente l'idea di dover riprendere in mano quei quaderni, scegliere le osservazioni, disporle secondo un ordine logico, trarne delle ((riflessioni)) o conclusioni. E in queste stesse motivazioni sta, probabilmente, anche la risposta ad un'altra domanda che ci eravamo posti, quando cercavamo di comprendere quale occulto senso di avarizia avesse spinto Spallanzani a conservare «non solo ... i suoi diari di laboratorio, ma ... quaderni e materiali che, pur volendo supporre che egli vi attribuisse un'importanza documentale, risultano privi di un intresse che non sia que110 dell'aneddoto)) (59). Proprio grazie a queste carte che per fortuna furono cosi gelosamente conservate, possiamo oggi finalmente rintracciare e mettere in luce il significato autentico di alcune delle ricerche fondamentali di Spallanzani, cercare di tracciare una mappa piu precisa dell'itinerario culturale che egli segui. (Luesti tacquini e questi documenti, spesso maltrattati dal tempo, ai quali avevamo per ignoranza guardato con sufficienza, ci restituiscono materiali di enorme valore, che imprimono spesso una svolta violenta a (59) CASTELLANI, C. (1980). Introduzione. in: CASTELLANI, C.; LEONE, V. G. (Ed.). op. cit., p. 17.
144 CARLO CASTELLANI una storiografia che, per essersi fermata alle opere stampate, si e spesso 'trovata a discutere e ad analizzare immagini riflesse in uno specchio deformante. Ci si spiega anche quella che avevamo ritenuts una singolare avarizia di Spallanzani, per il quale viceversa queste carte rappresentavano i trofei, e le tappe, di una delle piu ardite e fantastiche discese negli abissi dei misteri del vivente che un uomo solo abbia rriai intrapreso. Un tesoro di cui solo ora cominciamo a intrawedere il valore e l'interesse, e che non bastera certo la vita di un solo uomo a esplorare in tutti i suoi meandri, e in tutte le sue implicazioni, rifrangentisi e moltiplicantisi, da una carta all'altra, quasi all'infinito.
Gli studi spaii&aniani sulla digestione nei giomali ... 145 APPENDICE Bibliografia relativa agli studi sulla digestione, ricavata da1 Ms regg B 131 1 dati bibliografici che Spallanzani ha via via registrato nei suoi «notandi» sono stati estrapolati e disposti secondo l'ordine alfabetico degli autori. Nel manoscritto i titoli delle opere sono spesso indicati in modo approssimativo. od obliquo; per quanto ci e stato possibile, ci siamo sforzati di risalire agli estremi bibliografici corretti e completi, aggiungendo, la dove Spaüanzani non li aveva indicati, il luogo e la data di starnpa. Si e inoltre seguito il criterio di dare, inqaesti casi, le indicazioni relative ail'edizione (o alla traduzione) che Spallanzani presumibilmente consultb, non a quelle dell'edizione originale. Nel nostro elenco figurano anche opere da cui Spallanzani ricavb citazioni letterali. L'espressione, che si trovera di frequente «da Hder Bibliotheca Anatomica, Sta a significare che nel manoscritto si awerte esplicitamente che I'indicazione bibliografica e stata tratta da questo repertorio del fisiologo svizzero. Infine, il numero segnato tra parentesi accanto ad ogni singola voce bibliografica, rimanda al paragrafo dei «notandi» in cui essa figura. Nel caso che una voce sia presente in piu paragrafi, si e indicato solo il numero corrispondente alla prima citazione. Per questo lavoro abbiamo fatto ricorso a cataloghi di Biblioteche e a vari repertori bio-bibliografici, quali ad esempio quello della Biblioteca Nazionale di Medicina (Bethesda); la ((Bibliotheca Wallerianm, «Ossleriana», Alfieri, MediceoLorenese, Wellcome Institute for the History of Medicine ecc.; e al Dictionary of ScientifEc Biography a cura del Gillispie (1 9701 980). Quando e stato possibile si sono consultate direttamente le opere citate da Spallanzani, e.g. i Mémoires de L'Académie des Sciences. AZZOCUIDI, Germanus (1775). Znstitutiones Medicae in usum auditorum suorum. 2 vol., Bononiae, typ. J. B. Saxii. (n. 11 7). BATTICNE, Paul (1 768). Essai sur la digéstion et sur lesprincipales causes de la vigueur, de la durée de la vie ... Berlin, C.-J. Decker (n. 7 1). (Haller, A. von. Bibl. Anat., t. 11.) BOEHMER, Georgius Rudolphus (1 757). De Experimentis, quae cel. Reaumur ad digestionis modum in variis animalibus declarandum institutit pauca praefatus (Cum vita candidati Christ. Godo. Frenzelii). Witebergae, ex off. Gerdesiana. (n. 7 1). (Haller, A. von. Bibl. Anat., t. 11.) BOERHAAVE, Herman (1724). Znstitutiones et experimenta chemiae. 2 vol., Parisiis (Leyden), (n. 347). BUFFON, Georges Louis Leclerc, Comte de. (1770-1 775). Hisoire des Oiseaux. Histoire Naturelle, genérale et particuliire, avec la description du cabinet du roi. ~aris,'~om. XVIXVIII (1-111), Impr. Royale. (n. 129). ENCYCLOPÉDZE, ou Dictionnaire raisonné des Sciences, des arts et des métiers. Lucca, 1758 (n. 35). HALLER, Albrecht von. - (1 7401744). Hermanni Boerhaave. Praelectiones academicae in propias institutiones rei
146 CARLO CASTELLANI medicae edidit, et notas addidit Albertus Haller. Gottingae, 6 vol., A. Vandenhoeck. (n. 57). - ( 1 7 7 41 7 7 7). Bibliotheca Anatomica. Qua scripta ad anatomen et physiologimz facientia a rerum initiis recensentur. Tigurii, 2 vol., apud Orell, Gessner, Fuessli et soc. (n. 7 1). - (1766-1775). Elementa physiologiae corporis humani. 8 vol., Venetiis, apud A. Milocco (n. 72). - (1 756). Mémoires sur la nature sensible et irritable des parties du coqs animal. Tome premier contenant une seconde édition corrigée, de la dissertation sur IJirritabilzt& suivie de l'exposé synthétique des faits, tiré d'un grund nombre d'expénences faites par lJauteur. Tome deuxiime, contenant les expériences de plusieurs anatomistes dJAllemagne, de Frunce, d'Anglaterre, et dJItalie. Lausanne, 2 vol., chez M. M. Bousquet et Cie. (ri. 424). HELVETIUS, John Claude Adrian (1 721). Observations anatomiques sur 1'Estomac de l'homme. Avec des reflexions sur le Systeme nouveau, qui regarde la Trituration dans l'Estomac, comme la cause de la Digestion des Aliments. Histoirc! de lJAcadémie Royale des Sciences. MDCCXIX. Avec les Memoires de Mathematigue el de Physiquepour la meme Année. A Paris, de l'Imprimerie Royale, p. 336-3.1.9 + 2 ill. (n. 349). HÉRISSANT, Franciscus David (1 756). - Sur la situation de l'Estomac du Coucou. Histoire de 1'Acudémie Royale des Sciences. Année MDCCLII. Auec les Mémoires de Mathématique, et de Physique pour la rneme Année. Tirés des Registres de cette Académie. A Paris, De l'Imprirnerie Royale, p. 41-44. - Observation anatomique sur les organes de la digéstion de l'oisseau appelé Coucou. Histoire de 1'Académie Royale des Sciences. Anné MDCCLII. Avec les Mhnoires de Mathématique, et de Physique pour la meme Année. Tirés des Registres de cette Académie. A Paris, De 1'Irnprimerie Royale, p. 417-423 + 3 ill. (n. 124). HOFFMANN, F. (1 704). De alimentorum solutione, et salivae usu. Non ci i: stato possibile identificare esattamente né l'autore né l'opera. Spallanzani annota: «Ev necessario vedere questo Autore)), ma non pare che lo abbia poi effettivamente consultato. (n. 345). HUNTER, John (1775). Osservazioni sulla digestione dello Stomaco dopo morte. in: SCELTA di Opuscoli interessanti. Milano (n. 52). LAVOISIER, Antoine-Laurent (1 7 74). Opuscules Physiques et Chymiguespar . . . de 1'Acadknzie Royale des Sciences. Tome Premier. A Paris, chez Durand neveu, Libraire, rue Galande. Didot le jeune, quai des Augustins. Esprit, au Palais Royal. (n. 356). LEEUWENHOEK, Antoni van (1683). Extrait d'une lettre de Levenoek sur la texture des muscles, sur la digestion ecc. ecc. Trans. Phil. N. 152, art. 11, (n. 407). LIMPRECHT, Joh. Adam. Centur. Observ. 98. Ciconiae anatomae, et potissimum quidem ventriculi. Acta Acad. Curios. ad. annum 171 7. (da Haller, A. von, Bibl: Anat., t. 11), (n. 7 1). MACBRIDE, David. Essai sur les vertues repectives de dzfférentes especes d'antiseptiques (da Haller, Elementa Physiol). E'tuttavia probabile che Spallanzani abbia poi consultato direttamente l'opera originale. LEIGH, Charles. (citato da Spallanzani come MackLeigh). Trans. Phil. n. 162. art. VIII. an 1678 (n. 406). Non abbiamo potuto vedere questa traduzione francese del
Gli studi spallanzaniani sulla digestione nei giornali ... 147 lavoro: A Discourse concerning Digestion, in a Letter to the Publisher from Mr. Charles Leigh of Brasen-Nose College, Oxford. Phil. Trans. (Londonj, 14,694-698 (1683). MACQUER, Pierre Joseph (1 766). Dictionnaire de Chymie, contenant la Théorie et la Pratique de cette Science, son application a la Physique, a I'Histoire Naturelle, a la Medecine et a 1'Economie animale ... 2 vol., Paris. PERRAULT, Claude (1 733). Memoires pour servir a 1'Histoire Naturelle des Animaux. Dressés par M., de 1'Académie Royale des Sciences, Medécin de la Faculté de Paris. Seconde Partie. 27. L'Aigle. Memozres de I'Académie Royale des Sciences. Depuis 1666, jusqu'a 1699. Tome ZII. Seconde Partie. Paris, Par la Compagnie des Libraires (n. 94). PIRRI, Filippo (1776). Teoria della putredine, preceduta d'alcune considerazioni sopra la r$roduzione dei corpi organizati Roma, Salvioni. (n. 336). PRINGLE, Sir John (1 7 7 1). Mémoires sur les substances septiques et anti-septiques. Obseroations sur les maladies des armées dans les camps et dans les garnisons, avec des rnkmoires sur les substances septiques et antiseptiques, lus a la Societé Royale. 2 éd, sur la 7. éd. anglaise. Paris, Ganeau, vol. 2. (n. 59). REAUMUR, René-Antoine Ferchault de (1 752). Sur la Digestion des Oiseaux. Premier Memoire. Espériences sur la manikre dont se fait la digestion dans les Oiseaux qui vivent principalement de grains, et d'herbes, et dont l'estomac est un gésier. Second Memoire. De la maniere dont elle se fait dans l'estomac des Oiseaux de proie. Histoire de I'Académie Royale des Sciences. Anné MDCLII. Avec les mernoires de Mathématiques, et de Physique, pour la mime Année. Tirés des Registres de cette Acadhie. A Paris, De 171mprimerie Royale, p. 266-307; 461-495 (n. 22). REDI, Francesco (1 67 1). Esperienze intorno a diverse cose naturali, eparticolarmente a quelle che ci son portate dall'lndia ... scritte in una lettera al Padre Atanasio Chircher. Firenze, all'Insegna della Nave. (n. 81). ROESEL von ROSENHOF, August Johann (1 758). Historia naturalis ranarum mostratium. . Norimbergae. (n. 424). SCHRADER, Hermannus Henr. Christ. (1 755). De giestione animalium carnivorum. Gottingae, lit. J.C.I., Schultzii. (n. 7 1). VALLISNERI, Antonio (1 7 1017 13). Opere Diverse. 5 vol., Padova (n. 29 e 344). VALMONT DE BOMARE, Jacques Christophe [1764-(8)]. Dictionnaire raisonné universel d' histoire naturelle; contenant l'histozre des animaux, des végétaux et des minéraux, et celles des coqs célestes, des météores et des autresprinc$auxphénomenes de la nature ... . 6 vol., Paris, Didot. (n. 109). VERATTI, Giuseppe (1 783). De lacte observationes atque experimenta. in: De Bononiensi scientiarum et artium instituto atque academia commentarii. Bononiae; T. 6, pp. 269-285 (n. 121). Evidentemente Spallanzani non pote leggere questo lavoro,. perché pubblicato dopo che erano uscite le sue Dissertazioni. Ne chiese infatti riotizie all'Azzoguidi. WEPFER, Joh. Jacobus (1679). Cicuta aquaticae historia et noxae. Basileae, J. R. Konig. (n. 341).