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Galeno e la rifondqione della medicina SUMARIO l.-La crisi deila medicina. 2.-Le sette mediche. 2.1.4li empirici. 2.2.-1 razionalisti. 2.3.-1 metodici. 3.-La medicina rifondata: gli assiomi e i valori. 4.-11 nuovo medico. 5.-La nconquista della morale.-Bibliografia e abbreviazioni. Gli scritti di Galeno discussi in questo articolo presentano un profilo del progetto cui egli dedico la sua vita. Primo, la ricostmzione di un modello alto del sapere medico, sia nella sua legittimazione epistemologica, sia nel suo m010 culturale e sociale. La rifondazione galenica dello statuto epistemologico della medicina passeri per un sovraccarico di assiomatizzazione, non disgiunto da un controllo finale con i dati di esperienza. Moltre, la costruzione di una morale laica, indipendente dai vincoli del potere e dalle costrizioni religiose. Si tratta della comprensione, tramite l'anatomo-fisiologia, del piano prowidenziale che governa la natura: una ideologia potente che si contrappone alle incertezze dei filosofi e al dilagare delle religioni irrazionalistiche. 11 medico galenico rivendica alla medicina non solo un compito generale di orientamento ideologico e culturale, bensi un ver0 e proprio potere di controllo sulle condotte morali e sulle devianze sociali. BIBLID [0211-9536(1995) 15; 67-1011 Fecha de aceptación: 31 de octubre de 1993 La medicina del suo tempo, secondo Galeno, e malata. Nonostante l'alto livello delle conoscenze teoriche e delle competenze professionali, essa ha smarrito la vocazione che aveva avuto origine nella grande tradizione (*) Doctor en Filosofía, es Professore Ordinario de Historia de Filosofía Antigua en la Universitá de Pavia (Italia). DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
fondata un tempo da Ippocrate. Questa tradizione aveva costituito un sapere filantropi.co, capace tanto di curare le malame quanto di costituire una guida etica e culturale per la societa nel suo insieme. Nella ricca societa imperiale della Roma del secondo secolo, entrambi questi aspetti secondo Galeno sono entrati in una crisi profonda, tanto morale quanto epistemologica. Una crisi che ha le sue cause sinergiche nella decadenza dello stanito culturale e sociale della medicina e nella corruzione deli'arnbiente pubblico in cui esa opera, sicché il medico degenerato cade in discredito di fronte ad una societa che a sua volta richiede ed incoraggia questa degenerazione. La polemica di Galeno assume spesso i toni retorici del moralismo della sua epoca, e infittisce i riferimenti alla tradizione platonica; questo non significa tuttavia che la sua preoccupazione non sia autentica e fondata, sia da1 punto di vista di una imminente crisi epocale delle grandi téchnai, sia da que110 pifi immediato di gravi difficolta nella sua personale collocazione professionale e culturale. Secondo la denuncia galenica, i medici della sua epoca, corrotti da un cattivo allevamento (troph? e dalla brama di ricchezza, trascurano gli studi, cadono nell'ignoranza, dimenticano l'insegnamento di Ippocrate (0M 2, K.1, 56-57). Non esistono neppure cinque medici viventi che nella loro giovinezza abbiano studiato i metodi dimostrativi (OMC 9, p. 101); resi abbietti dalla loro ignoranza, questi cattivi medici sono costretti a compiacere i pazienti facendosene schiavi (OMC 5, p. 77). E incontrano cosi i desideri della loro clientela: i ricchi viziosi non cercano i medici migliori ma quelli pifi familiari e compiacenti, alla maniera appunto degli schiavi (IWM 1, K.X, 4). Questo circolo vizioso fa si che i ricchi e i potenti disdegnino la téchne medica: sormai il suo status e adatto solo per gli schiavi e gli uomini dappoco~ (OMC 1, pp. 41-43); lo stesso Ippocrate, emblema dell'arte, che nel passato era considerato un uomo divino, e ora decaduto e dimenticato (OMC 2, p. 47). Non c'e da sorprendersi di tutto questo, giacché, ad avviso di Galeno, la degenerazione della societa in cui i medici operano e, come si diceva, parallela alla loro stessa degradazione. 1 ricchi e i potenti vivono immersi nel lusso, nella tryphé di memoria platonica (Pr. 1, p. 72); essi, come bestie (OMC 8, p. 93), conducono un'esistenza da schiavi del piacere e delle ricchezze (OMC 8, p. 99). 11 tema della decadenza simultanea della societii e delle grandi téchnai, DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la rifondazione della medicina 69 che dovrebbero costituire i momenti forti del suo sapere e della sua stessa coscienza, e svolto da Galeno anche nelle pagine di apertura de1 suo grande trattato De methodo meclendi: ~Nessuno degli uomini della nostra epoca cerca senamente la venta, ma le ricchezze, il potere politico e le infinite volutta del piacere.. Chi cerca la s@hh in questo contesto corrotto e dato per pazzo, giacché nessuno crede piu che esista la filosofia, «la prima e reale sapienza, che e scienza delle cose divine ed umane-; quanto a «medicina geometria retorica antmetica musica e tutte le téchnai di tal generen esse bensí soprawivono, ma non si pensa che debbano esser praticate fino in fondo, 1 col necessario ngore e con spinto di abnegazione. , Lo stesso Galeno 6 sottoposto ad una assidua pressione sociale perché abbandoni il serio esercizio (spou&~ della verita e si dedichi piuttosto alle pratiche clientelari della salutatio la mattina, della cena con i ricchi e i potenti la sera (MM 1, RX, 2). Questa situazione spinge Galeno a una predizione quasi apocalittica: se non si produrra una grande e divina (daimónia) mutazione nello stato delle cose umane, tutto ci6 che vi 6 di bello si corromper& nessuno si affaticherii piu nella ricerca della verita -se 6 ver0 che gi2 oggi non vi sono piu di cinque uomini che preferiscono essere sophoi piuttosto che sembrarlo, e che nessuno si esercita piu nei metodi logici preferendo loro la ricerca di ~ricchezza gloria e potere politicon (MM 11, RX, 114115; cfr. 1'72). L'ossessiva preoccupazione galenica per la decadenza sociale e per gli inevitabili, devastanti effetti che essa comporta per lo statuto epistemologico e professionale della medicina, prende forma nella rappresentazione di una figura emblematica, quella di Tessalo, il rifondatore della scuola metodica a Roma. L'implacabile atto di accusa di Galeno contro questo medico, vissuto all'epoca di Nerone, mira non soltanto a colpire e discreditare i suoi seguaci tuttora attivi e influenti; Tessalo viene raffigurato come I'antiritratto esemplare che si contrappone alla figura del buon medico, come il suo doppio oscuro e perverso. Egli era legato al dominio tirannico di Nerone, il volto infamante del potere, cui aveva dedicato una sua epistola; avendo compreso la degenerazione dell'ambiente sociale in cui mirava al successo, Tessalo si dedicava soprattutto all'adulazione dei ricchi Romani. E cosi corrompeva al tempo stesso lo statuto epistemologico e que110 social DYiVAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. nlus., 15, 1995, 67-101.
le della medicina. Ritenendo che la formazione di un medico non richieda né la conoscenza di geometria, astronomia, dialettica, musica, né una «lunga esperienza terapeutim, Tessalo pensava di poter insegnare la medicina in sei mesi -e in tal modo spalancava le porte della téchea una folla indecorosa di «calzolai, muratori, fabbri». Una folla cui del resto lo stesso Tessalo apparteneva, essendo stato educato da un padre che era tessitore di lana in un gineceo (IWM 1, RX, 5-10). La sua rottura con la tradizione medica era tanto provocatoria quanto deliberata e consapevole: egli disprezzava Ippocrate, dichiarava di Gaver vinto ed essere stato incoronato contro tutti gli antichin; quanto ai contemporanei, egli sfidava i retori, i grammatici, i geometri, gli astronomi, i filosofi, e «vinceva tutti i medici» -mentre, secondo Galeno, avrebbe dovuto piuttosto competere con gente della sua risma, «cuochi, tintori, lanaioli, calzolai e sartim (IWM 1, RX, 7-11, 19). Tessalo e i suoi sciagurati seguaci devono il loro successo, secondo Galeno, all'aver saputo interpretare al meglio le esigenze che una societii depravata rivolge alla medicina; e la loro medicina -tanto ignorante quanto adulatoria e servile- e ci6 che questa societa si merita. Ma il declassamento della téchn6 e il discredito che ne consegue, danno poi luogo a un altro fenomeno preoccupante: il rifiusso degli strati sociali egemoni verso forme di medicina religiosa, che 6 l'altra faccia del collasso della medicina scientifica: «I re cercano la cura attraverso la medicina divina. Non troviamo alcuna regione né citt2 senza luoghi in cui la guarigione e cercata attraverso la medicina divina, alcuni dei quali sono dedicati ad Asclepio, altri ad Apollon (OMC 1, p. 43). Galeno, come 6 noto, non 2 ostile in linea di principio né al culto di Asclepio né al ruolo dei suoi santuari come centri terapeutici (egli stesso prestó servizio in que110 di Pergamo). Lo preoccupa invece la diffusione del prestigio dei santuari presso i gruppi socialmente e culturalmente piii influenti, un prestigio che diventa direttamente concorrenziale con la medicina scientifica e lesivo del suo status professionale, dunque un ulteriore fattore di decadenza per l'una e per l'altro. DYNAMS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la rifondazione della medicina 2. LESrnrnICIIE Da sola, la crisi morale e sociale della medicina non basterebbe a giustificare le preoccupazioni di Galeno. Questa crisi 2 ínsieme causata ed aggravata da una ulteriore diñicolta, che incrina i fondamenti epistemologici della téchm; C'2 infatti uno scandalo in medicina: l'esistenza di sette rivali e contrapposte, che irrigidiscono e rendono perpetue le diaph6níai dottrinali, i dissensi che riguardano i fondamenti, i metodi e le procedure terapeutiche del sapere medico (e che danno una legittimita apparente alla sfrenata concorrenza professionale da cui esso e affetto). Ora, l'esistenza di diaphhíai e del conseguente spirito settario 2 inevitabile secondo Galeno in una disciplina come la filosofia, che dibatte questioni -quali il carattere generato o eterno del mondo, oppure il numero degli universiintorno alle quali non c'2 alcuna possibilita di controllo empirico, né p&ra né l'evidenza della sensazione, aísthesis enargi: (PHP 9.6, p. 576578). Ma proprio questo fa della filosofia (o almeno di questa parte della filosofia), un sapere non scientifico, inevitabilmente esposto a que110 scetticismo pirroniano che consegue all'inconciliabilita della diaph6nía; ad esso Galeno contrappone il carattere certo, evidente, incontrovertibile delle matematiche, assunte perci6 a modello di scientificita, come epistémai unificate e cumulative (LS 11, KXIX, 3940). Secondo Galeno, la medicina si trova a un bivio: o mantenersi divisa in sette, e quindi decadere permanentemente al livello della rissositii filosofica, oppure -come le sarebbe possibileavviarsi verso una ricostruzione epistemologica, che la riporti al rango di scienza coesa e forte al pari delle matematiche. Si tratta in questo senso secondo Galeno di un ritorno, al di 12 delle sette, alla originaria e unificata tradizione ippocratica, la «via di Ippocrate*: ~quanto danno procurano», egli esclama, «le nuove sette che non conservano l'antica medicina! >> (MM 11, KX, 172). 11 primo passo di questo ritorno consiste dunque nel rifiuto di professarsi «schiavo» di una qualsiasi delle sette (LS 1, KXIX, 13). Ma, per liberarsi dalle sette, occorre compiere un'accurata ricognizione e confutazione della loro struttura e delle loro ragioni. Dedicando a questo scopo diverse opere -tra le quali in particolare il De sectis, esplicitamente rivolto ai giovani medici in via di formazione -Galeno non 2 certamente il primo autore di DMVAMIS. A& Hisp. Med. Sci. Hist. IUus., 15, 1995, 67-101.
questo genere di letteratura, ami segna in qualche modo l'epilogo di una lunga tradizione di polemica medica. Come ha mostrado Von Staden (1982), la cchairesis-literature» nasce gi2 verso la fine del III secolo a.c., ad opera dell'empirico Serapione di Alessandna, allievo del fondatore della scuola Filino, nel contesto della polemica empirica contro i gruppi awersan, come gli erofílei in primo luogo, gli erasistratei, i prassagorei. Mentre gli empirici costituiscono un gruppo relativamente piccolo e dotato di un compatto nucleo dottnnale -come piii tardi i metodici-, i loro awersari razionalisti o dogmatici comprendono un vasto spettro di posizioni, che si estende, al di 12 dell'originario nucleo erofileo, fino ad Asclepiade di Bitinia da un lato, ai pneumatici dall'altro. E' soprattutto la polemica empinca prima, e molto piii tardi la sistemazione galenica, a fare dei &versi indirizzi razionalistici una scuola unificata e canonica, contrapposta a queila empirica. Questa polanta appare comunque gis nettamente codificata nel Proemio di Celso, largamente ispirato alla letteratura settana e composto nell'etii di Tiberio. Qui compaiono le tendenze di coloro che seguono la ~rationalem medicinamn (13), cui si oppongono coloro che «se Empincos ab experientia nominant* (27), rifiutando l'auctoritas dottrinale sulla base dell'evidenza deila discordia che la inñcia (28). Celso non nomina esplicitamente la terza setta, quella metodica. Questa omissione dipende probabilmente da1 fatto che egli non riconosce ai metodici una vera autonomia teorica. Non senza qualche ragione, come vedremo, egli ritiene in effetti che i seguaci di Temisone, se restano fedeli ai loro principi, sono ultra-dogmatici, ~magis quam ulli rationalew (62); ma di fatto risultano super-empirici, giacché si arrestano a osservazioni superficiali, disponibili anche a chi sia «imperitissimus» di medicina (63). Nel rielaborare ed approfondire la lunga tradizione della cchairesisliteraturen, Galeno 6 mosso da una esigenza molto precisa: si tratta di costruire un profilo teorico-critico delle sette nitido e consistente, in modo da renderle agevolmente riconoscibili anche ai principianti -cosa tanto piu necessaria perché, non trattandosi di vere e proprie 'scuole', esse non sono identificabili né attraverso un sistema di insegnamento istituzionalizzato, né attraverso una vera e propria ortodossia dottrinale. E' dunque necessario costruire questa identificabilita delle sette, persino attribuendo loro una ortodossia inesistente, e codificarne rigidamente metodi e presupposti, DYNAMZS. Acta Hkp. Med. Sn'. Hist. Rlus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la rifondazione della medicina 73 perché si possa procedere suila Ma di un loro superamento critico verso la rifondazione di una medicina episternologicamente unificata. Vediamo dunque in dettaglio il quadro teoricocritico che Galeno costruisce per ognuna delle tre sette canonizzate. Gi2 Celso, o le sue fonti, avevano caratterizzato il nucleo centrale dell'ispirazione della scuola empirica, nata da una scissione del gruppo di Erofilo. Gli empirici respingevano le ~congetture sulle cose latenti», sulle cause occulte; «non interesa che cosa produca la malattia, ma che cosa la guarisca». Di conseguenza, gli empirici rifiutavano qualsiasi utilita al sapere anatomofisiologico; e in particolare denunciavano la sterilita (e la crudelta inutile) della dissezione e della vivisezione (38-44). Galeno 2 naturalmente piu preciso e piii articolato, tanto nel De sectis quanto nelle altre due opere che egli dedica prevalentemente all'analisi dell'esperienza empirica, il De expen'entia medica (in cui egli dichiara di aver trascritto una discussione di due giorni tra il razionalista Pelope e l'empirico Filippo, LS 1, RXIX, 16'7), e la Subfiguratio empim'ca. Innanzitutto, i rifiuti degli empirici. L'anatomia non scopre nulla di utile alla medicina; non esiste alcuna «indicazione» (éndeixis) che costituisca un passaggio inferenziale dal presunto livello delle «cause» anatomo-fisiologiche ai quadri morbosi e al loro trattamento (S 5, H 10). 11 rifiuto dell'anatomia va pero precisato: essa pu6 venir considerata utile per la scoperta della forma e della posizione degli organi (ma per questo non 6 necessaria una pratica sistematica della dissezione, perché bastano osservazioni sporadiche su feriti, cadaveri e cosi via); ci6 che si nega 2 la sua capacita di attingere un livello causale primario, di scoprire gli elementi del corpo e le funzioni naturali degli organi (EM 26, p. 141). Gli empirici negano inoltre l'utilita di tutti gli strumenti della logica (dimostrazione, definizione, inferenza analogica), che non svolgono alcun ruolo significativo in nessuna téchnee neppure nella vita in generale (S 5, H 10). DYNAMIS. Acta HWp. Med. Sci. Hist. lUus., 15, 1995, 67-101.
In luogo di tutto questo, gli empirici ritengono che il sapere medico possa venire interamente e adeguatamente fondato sulla sola esperienza osservativa (PEZTU), di cui producono un'analísi alquanto soíisticata. L'esperienza e la conoscenza dei fenomeni che si sono manifestati abbastanza spesso da poter venire formulati in tememi; a seconda della frequenza dell'osservazione dei fenomeni, i teoremi andranno accompagnati da quattro diversi quantiñcatori temporali, «sempre», xper la maggior parte», «la meta delle volten, «raramente» (SE 2, p. 45). L'osservazione ripetuta e dunque in linea di principio il nucleo e il fondamento per cosi dire «protocollare» della conoscenza empirica. Ma vi sono piu tipi di osservazioni: quelle incidentali ed estemporanee, per quanto utili, non sono propriamente tecniche; il sapere medico si costituisce soprattutto a partire dalle osservazioni «imitative», che consistono, a livello eziologico, nel ritrovare lo stesso fattore morboso precedentemente riscontrato, e a livello terapeutico nell'imitare il trattamento che aveva in precedenza giovato. Depositate nella memoria, le osservazioni ripetute consentono di formulare i «teoremi» empirici e il loro insieme costituisce propriamente la téchné (S 2, H 34). Ma c'e una considerazione piii importante da fare a proposito dell'osservazione. Essa puo appartenere all'esperienza diretta del singolo medico (autápsia) , oppure all'accumulo registrato per iscritto dalla tradizione dell'arte (historia) (SE 3, p. 49). E' tesi costante degli empirici che, in virtu dell'ingente spessore ormai raggiunto dalla tradizione del sapere medico, la historia 2 di fatto piu utile dell'autápsia (SE 6, p. 54). Le osservazioni raccolte e trasmesse dalla tradizione scritta non sono pero, a differenza da quelle autoptiche, immediatamente attendibili. 1 libri della historia medica andranno percio valutati criticamente: le osservazioni piu degne di fede saranno quelle intorno a cui si verifica l'accordo delle fonti, oppure quelle attestate dalle fonti piu autorevoli, come naturalmente Ippocrate (SE 8, p. 69). Gli empirici si trovano a questo punto a dover affrontare un problema, su1 quale i loro critici non avrebbero mancato di insistere. Come trattare un caso inesperito, su1 quale mancano osservazioni sedimentate nella memoria personale o scritta? In questa circostanza, essi autorizzano una «via DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la rifondazione della medicina 75 verso la scoperta>>, in attesa di conferma da parte dell'osservazione: si tratta della «transizione al similes, cioe l'applicazione dello stesso rimedio da una malattia a un'altra afñne, o da una parte del corpo a un'altra simile, o ancora il passaggio da un rimedio a un altro nella stessa malattia (S 2, H 34, SE 3, p. 49). Questa transizione sembra sia stata elabora-, nella forma di uno schema inferenziale detto «epilogismo», da Menodoto (u secolo d.C.) (SE 12 p. 88). In opposizione al ragionamento dei razionalisti, che pretende di inferire da1 visibile all'invisibile o viceversa, l'epilogismo empirico si presenta come il minimo di teorizzazione necessario ed ammissibile nel quadro epistemologico della setta: inferenza da1 visibile al visibile, esso punta alla scoperta di ci6 che 2 temporaneamente (ma non ontologicamente) non evidente (S 5, H 11). L'epilogismo pu6 attendere la sua conferma dall'osservazione futura; esso 2 quindi in grado di raccogliere, grazie all'evidenza, il consenso universale, sottraendosi cosi alla diaph6nía inevitabile per le speculazioni razionalistiche (EM 24, pp. 132-133; 25, p. 136). 11 quadro che Galeno 2 cosi venuto producendo -non senza attenzione e rispettodegli assunti fondamentali della medicina empirica, gli consente di individuarne agevolmente i punti critici. Essi sono sostanzialmente due: l'ingovernabilita concettuale dell'esperienza, e il conservatorismo terapeutico inevitabile per gli empirici. L'esperienza 2 illimitata; per poter risultare memorizzabile, essa richiede schemi di organizzazione, giacché la memoria non pu6 registrare una infinita di informazioni semplici e isolate. Galeno ricorre a questo proposito a un efficace esempio di memoria platonica (cfr. Phil. 17A SS.): l'emissione vocale produce un continuum infinito di suoni che possono venir individuati e trasmessi solo mediante l'elementazione consentita da1 numero finito delle lettere scritte, che rappresentano appunto gli ordinatori teorici dell'esperienza (EM 3, pp. 88-89). Altrimenti, quale libreria, si chiede Galeno, quale memoria individuale potrebbero contenere le infinite differenze osservabili tra i singoli pazienti? (EM 7, p. 94). E come selezionare i sintomi significativi da consegnare alla memoria? L'empirico pu6 osservare che un uomo ha una cataratta e viene purgato e l'occhio 2 unto e ha passeggiato e legge e peggiora o migliora: ma, in assenza di uno schema teorico di interpretazione, che cosa di tutto questo potrá venir scelto come dannoso o utile, e quindi trasferito ai casi simili? (EM 6, pp. 92-93). DMVAMZS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Rlus., 15, 1995, 67-101.
inutile il ricorso esplicativo dei mionalisti a cfatti non evidenti,,; inutile dunque I'anatomia, e inoltre la ncerca delle cause, lo studio della tradizione media antica, la conoscenza (su cui essa insisteva) delle parti añette, della s+one e dei luoghi, delle condizioni generali del paziente, della natura specifica delle malattie (ivi; e. S '7 H 15-16). Viene da questi nessi irnmediati, che rendono inutile gran parte delle conoscenze mediche tradizionali, anche la conclamata semplifiazione metodica dell'insegnamento dell'arte. Rovesciando Ippocrate, i metodici dichiarano che ~I'arte e breve, la vita lungan (S 6 H 15); la promessa di insegnare la medicina in sei mesi spiega, secondo Galeno, il successo della scuola, l'accorrere ad essa, ancora ai suoi tempi, di un plethos di allievi (R. 1, p. 68). Al di 12 degli aspetti etici e sociali, la critica di Galeno investe l'intera sequenza del pensiero metodico. C'G, innanzitutto, l'attacco contra Asclepiade al livello quasi-teologico della filosofia della natura. Questi aveva seguito Epicuro nella sua negazione di un disegno finalistico e prowidenziale nella natura: abbandonandola al caso e alla necessita, Epicuro aveva commesso un errore opposto a que110 di Mosé (che attribuiva alla divinita la possibilita del miracolo, dunque di una trasgressione alla regolarita dell'ordine che governa il cosmo), ma ancora peggiore, perché negava qualsiasi forma di governo divino del mondo ( UP XI 14 KIII, 905). Sulla sua scia, Asclepiade escludeva, in una concezione materialistica del mondo, l'esistenza di finalita naturali, dunque di un disegno prowidenziale ( UP VI 13 KIII, 466 SS.). L'intero trattato sulle Facolta naturali 2 costruito per questo aspetto come una critica ad Asclepiade. Fin qui la ricostmzione critica che Galeno opera del pensiero e delle diaphoniai delle grandi sette mediche. Solo una sua attenta ricognizione pu6 sgombrare il campo dalla sensazione di banale buon senso che suscita a prima vista la soluzione proposta per il loro superamento: proprio quella sensazione, del resto, che avrebbe determinato l'accordo della tradizione posteriore con le tesi galeniche, perché il buon senso trionfa allorché non esistono piii né teorie rivali né competizione professionale né interesse intellettuale per i problemi in gioco. La tesi centrale di Galeno G dunque che l'arte della medicina sia stata scoperta e sviluppata grazie al lógos in unione con l'esperienza (EM 1, p. 85). Razionalisti ed empirici dovrebbero riconoscere che ~entrarnbe le vie d DiNAMIS. Acta Hi$. Med. S&. Hist. Rlus., 15, 1995, 67-101. 1
Galeno e la rifondazione della medicina 83 da scoperta sono veren (S 4 H 91, anche sda base di un'effettiva convergenza neila pratica terapeutica, per quanto raggiunta attraverso differenti itineran intellettuali (S 5 H 12). L'errore iper-razionalista consistente nel rifiutare del tutto l'esperienza significa contraddire il sapere comune di tutte le téchnai note all'umanita (EM 9, p. 98); infatti senza la possibilita di un ricorso d'esperienza sensibile ci si vede costretti o a sospendere scetticamente il giudizo oppure a scegliere dogmaticamente una tesi esponendosi al conflitto indecidibile delle opinioni (EM 24, p. 135). 11 metodo empirico inoltre, basato com'e sull'autópsia e sulla sua registrazione nell'histon'a, consente il carattere cumulativo e progressivo della téchnemedica, a partire da que1 repertorio originario dell'histon'a che e costituito dalle Epidemie di Ippocrate, mentre la venta del Iógos 6 totalizzante, instantanea e senza tempo (EM 10, p. 101). Per quanto significative, queste concessioni di Galeno all'utilit2 della p&ra e alle ragioni dell'empirismo non devono far pensare che egli metta in dubbio la superiorita del metodo razionale o che punti a una fusione tra i due indirizzi. La distinzione, di fatto e di valore, deve restare netta: eChi 6 capace di trovare i mezzi con cui si pu6 ottenere ci6 che 6 suggerito dalla prima éndeixis, sarii chiamato terapeuta delle malattie; e se lo trova mediante l'esperienza, sarii chiamato osservatore (tfitzkós) ed empirico; se con un lógos e un metodo, logikós, methodikós e dogmatzkós (W 111 KX, 159). E' ver0 che alcune cose si scoprono mediante il lógos e altre mediante l'esperienza, e nessuno dei due metodi pu6 sensatamente considerarsi autosufficiente; ed 2 altrettanto ver0 che, proprio per questo, esistono convergenze diagnostiche e terapeutiche fra i due indirizzi. Tuttavia Galeno ritiene che le due dottrine non vadano confuse nell'insegnamento, e che un'esposizione separata posa consentire una giusta valutazione dell'efficacia di ognuna di esse; perci6 il De methodo medendi 2 esclusivamente dedicato alla trattazione della methódos logiké (MM 11 RX, 127; 111 K-X, 159; IV RX, 246-247; XIII KX, 962). La complementariet2 dei metodi non deve insomma trasformarsi né in un compromesso tra scuole né in eclettismo nella formazione dei medici. Tanto piu che Galeno, nonostante ogni apprezzamento dell'apporto empirico, non ha dubbi sulla superiorita anche terapeutica del metodo razionale soprattutto DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. 111us., 15, 1995, 67-101.
nel trattamento dei casi rari e sconosciuti, di í?onte ai quali gli empirici non possono valersi dell'esperienza accumulata (LA III 3 RVm, 142). E' ver0 pero che i due indirizzi, la para e il Iógos, in quanto entrambi legittimati da1 riferimento alla tradizione medica, possono e devono contrapporsi alla deviazione metodica (MM 1 KX, 29). Ad esempio, nella cura delle ferite, contro il semplicismo di Tessalo che si limita a prescrivere di riempire di carne il varco aperto, lasciando magari avanzare l'infezione, convergono coloro che hanno scoperto la giusta terapia mediante la ragione, l'esperienza o entrambe (MM N RX, 305-306). Tessalo 6 estraneo a qualsiasi legittimo rapporto fra empirismo e razionalismo; senza che egli se ne renda conto, il suo e un xtrattato empiricon (empeirik~didaskalía), ma di gran lunga inferiore a quelli dei ven empirici (MM N RX, 2'72). Questa alieanza, opportuna e necessaria, di razionalisti ed empirici contro il metodismo, non puo tuttavia far dimenticare che tra essi sussiste una precisa gerarchia di valori: .gli empinci, di quanto superano i metodici tessalii, di tanto sono superati da coloro che sono dawero metodici e razionalin (MM 111 RX, 210). In questa gerarchia fra ragione ed esperienza, che tuttavia non esclude una ragionevole interazione (alla cui luce si possono bollare come fanatici settari i sostenitori esclusivisti della prima o della seconda), sembra consistere il buon senso epistemologico di Galeno. Le cose appaiono piii complesse, e anche piii interessanti, se ci si riferisce all'analisi che abbiamo condotta. La compatibilita di razionalisti ed empirici sembra piuttosto una strategia di scuole rivali ma &ni contro la sfida professionale dei metodici. A livello epistemologico, non bisogna invece dimenticare che secondo Galeno anche i metodici sono dogmatici; e che egli critica i razionalisti non perché siano troppo dogmatici ma perché lo sono troppo poco, e finiscono quindi per cedere eccessivamente al programma empirista. La rifondazione galenica dello statuto epistemologico della medicina non passera dunque per un ragionevole aumento del tasso di empirismo dei razionalisti, o di razionalismo degli empirici, bensi per un sovraccarico di assiomatizzazione -1addove i dogmatici di ogni indirizzo hanno fallito-, non disgiunto, ma solo marginalmente, da un controllo finale con i dati di esperienza. DYNAMIS. Acta HHisp. Med. Sci. Hist. lllus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la rifondazione della medicina 85 3. LA MlDIClNA RIFONDATA: GLJ ASSIOMI E I VALORI Come si e gia avuto modo di notare, Galeno indica con chiarezza a piii riprese quale sia il modeilo epistemologico che il suo programma di rifondazione deila medicina assume come riferimento costante. Si tratta del sapere matematico, tanto neile sue versioni teoricamente piii pure, come la geometria e l'aritmetica, quanto in quelle che presentano aspetti osse~vativi e applicativi, come l'astronomia e l'architettura: un sapere costituitosi attraverso la gloriosa tradizione di Euclide, Ipparco, Archimede, Aristosseno e Aristarco, cui Galeno si riferisce come ai massimi tra gli antichi (MM 1 KX, 12). 11 carattere fondamentale del modello matematico consiste secondo Galeno nella sua capacita di costruire un sapere saldo e unificato, dotato di certezza nei limiti del possibile, ed esente perci6 dalle diaph6níai che lacerano tanto la filosofia quanto la medicina. Questo risultato e possibile in virtii della struttura epistemologica che governa le matematiche. In primo luogo, il consenso su assiomi evidenti e indimostrabili, quali quelli euclidei; e la conseguente costruzione di teoremi altrettanto solidi (Galeno cita ad esempio il primo teorema dei Fenomeni di Euclide, in cui la posizione della terra come punto centrale del cosmo e dimostrata brevemente e con la stessa certezza che spetta a 2+2=4) (PHP VIII, p. 484). C'2 inoltre convergenza nel «metodo apodittico., cioe nelle procedure dimostrative e nei nessi inferenziali, che portano a conclusioni incontrovertibili (SE 12 pp. 89-90). A questo contribuiste la scoperta matematica del metodo dell'analisi, che consiste nella riduzione dei problemi da risolvere a criteri autoevidenti (AD 11 4 KV, '79). C'e infine, e di conseguenza, la capacita dei matematici di giungere a risultati sicuri perché evidenti (enurge's) e controllabili, che si tratti di procedure geometriche (la divisione di una retta in un numero stabilito di parti, la circoscrizione o l'inscrizione di cerchi e poligoni), di previsioni astronomiche, come quelle sulle eclissi di sole e di luna, o infine della costruzione di strumenti per la misura del tempo, come clessidre e orologi idraulici, pneurnatici o meccanici (AD 11 3 KV, 66-69; LS 11 KXIX, 40). A questo insieme di tratti fondamentali del modello matematico deve ispirarsi la ricostruzione epistemologica della medicina, e di fatto vi si ispira quella intrapresa da Galeno. Parlando delle controversie mediche circa l'utilita delle parti (che DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
dividono in primo luogo i sostenitori e i negatori delia finalita naturale, e i primi tra diverse forme di questa finalita), Galeno scrive: «Ho cercato di trovare uno strumento di giudizio di tali discordanze, e poi di costruire un metodo uniw universale» per accertare in modo consistente l'utilita delle parti, basato su1 presupposto delia sympáthaa e della collaborazione delle parti semplici negli organi, e di questi neil'organismo (VP 1 8 RIII, 17). E aggiunge altrove che si tratta di un ametodo costruito su teoremi universalin, che va poi applicato ai casi particolari, evitando in tal modo la dispersione del procedimento empirico per prove ed errori (MM IX KX, 628). La costruzione e la pratica di tale metodo comportano in primo luogo una sicura padronanza delle procedure dimostrative, di que1 «metodo apoditticon che Galeno estende fino ad includervi l'intero assetto epistemologico della disciplina; solo dalla sua applicazione costante ci si pu6 attendere il superamento delle doxai rivali in conflitto (MMVII KX, 4694'70). Si tratta, non c'e dubbio, di un metodo ben noto agli «antichi» ippocratici, benché essi non abbiano sentito il bisogno di teorizzarlo visto che «lo apprendevano fin da bambini» (MM 1 KX, 9). Ma le procedure dimostrative devono a loro volta fondarsi, come accade in geometria, su una base assiomatica: non c'e sapere unificato senza axi6mata anapodittici che ne costituiscano i eprincipi convenutin (archaí homologouménai) (MM 1 RX, 3435). E'dunque possibile, secondo Galeno, andar oltre le preoccupazioni epistemologiche di Diocle, che temeva il ricorso a principi non condivisi come fonte di diaphcinía, e dunque lo escludeva dall'ambito della téchnL Del resto, come vedremo, l'identificazione di axícimata e di archaí non e scevra di problemi per lo stesso Galeno. Ma intanto occorre rilevare un'importante conseguenza che egli pensa inerente alla rifondazione unitaria e assiomatizzata della medicina. Grazie al suo assetto epistemologico, il modello matematico si presenta come que110 di un sapere cumulativo e progressivo. La geometria a? progredita poco a poco, indagando dapprima i suoi teoremi piu elementari; quando questi sono stati scoperti, gli uomini che sono vissuti in seguito vi aggiunsero quella meravigliosa teoria che, dicevo, si chiama i analitica» (AD 11 5 KV, 86). ! DYNAMZS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
i Galeno e la rifondazione della niedicina 87 Nello stesso modo pu6 venir considerata la medicina, una volta riuniñcata dopo la dispersione settaria, e in particolare pu6 venir pensato il programma galenico nei confronti della grande tradizione ippocratica. Ippocrate ha trovato il metodo e la via del sapere terapeutico, senza tuttavia l'ordine (táxis) e il ngore (akribeia) necessari. Ai successori resta il compito di portare a termine le vie che egli ha tracciato, propno come Traiano ha fatto per la rete viaria italiana, pavimentando strade, spianando asperita, abbreviando percorsi, costruendo ponti (MM IX KX, 633). Cosi Galeno si attribuisce il compito di dire in modo ben definito e certo (saphos) ci6 che in Ippocrate era rimasto incompleto, e di colmarne le lacune (prostheinai tu leipómena) (M VI KX, 420). Quali sono dunque i caratteri e i contenuti degli axíhata (archa$ che Galeno vuol porre alla base della medicina? Sui primi, le sue indicazioni sono univoche. Deve trattarsi di elementi evidenti e certi; e l'evidenza pub assumere due forme, quella che deriva dall'intuizione razionale (nous) e quella che proviene dall'osservazione percettiva (aísthesis) (AD 11 6 KV, 94). Anche il De methodo medendi individua in aísthesis e nó&is la doppia fonte dell'evidenza che spetta ai principi anapodittici (1 KX, 36); la dimostrazione deve partire da z& npos aiós7loív TE ~ai vó~oz v ÉvqyWg paz vóp~va (1 KX, 39). Ci6 posto, 17identficazione galenica del contenuto e della via d'accesso ai principi non appare altrettanto univoca. A piii riprese, sono le evidenze osservative dell'anatomia che costituiscono l'insieme decisivo dei principi della dimostrazione medica. Nel De Placitis, dove egli tenta di dirimere la secolare controversia fra cardiocentrismo e encefalocentrismo, Galeno si chiede da dove possano provenire la apremesse scientifichen (epistemonikón) che, a differenza di quelle retoriche, dialettiche e sofistiche usate dai suoi awersari stoici, siano in grado di dire la parola ultima e certa su1 problema. La risposta ¿? netta: da nient'altro se non dalla dissezione, che mostra il rapporto fra organi di senso, nervi sensori e cervello (PHP 11 3, p. 110). 11 carattere definitivo e cogente dell'evidenza anatomica ¿? ancora sottolineato nella stessa opera: «ci6 che si rende manifesto attraverso l'anatomia costringe» (zo pazvópevov a6zo 6z& zijS ávazopíjg flz&{&zaz) anche i dissenzienti a .concordare su1 vera» (bpoAoy~ív záA78É5) (PHP VI 5, p. 392). Ma l'anatomia non svolge in Galeno soltanto un ruolo (sia pure, come vedremo, parziale) di fondaziozne epistemologica della nuova medicina. DYNAMZS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
La competenza anatornica, in cui egli eccelle tanto per studi teorici quanto per la pratica acquisita a Pergamo nella sua attivitA giovanile di medico dei gladiatori feriti, presenta una dimensione spettacolare ricca di implicazioni non solo professionali, ma piii in generale culturali ed ideologiche. 11 virtuosismo galenico nella dissezione era in effetti destinato a rivelarsi prezioso nell'ambiente romano, dove lo spettacolo anatomico (dissezione e soprattutto vivisezione animale) era diventato, ben al di 15 della sua effettiva utilita medica e terapeutica, tanto il terreno preferito di confronto fra medici eruditi, quanto il luogo elettivo di dibattito fi-a intellettuali e filosofi, aristotelici e stoici che fossero, sulla struttura finalizzata della natura, su1 piano prowidenziale che la governava, sulla collocazione del principio egemonico dell'anima. Di fronte a questo pubblico composito Galeno da prova al tempo stesso della sua abilita e della sua competenza, al crinale tra anatomo-fisiologia e filosofia. «Venni a Roma», egli racconta, «dove feci per Boeto, console romano, moltissime dissezioni, in presenza sempre di Eudemo, il filosofo peripatetico, di Aiessandro di Damasco, che ora ha l'onore di insegnare pubblicamente ad Atene la dottrina peripatetica, e spesso di altri uomini titolari di cariche, come l'attuale prefetto della cittii di Roma, persona che primeggia per le sue opere e per la dottrina filosofica, il console Servio Paolo~ (AA 1 1 RII, 218). Galeno 2 perfettamente consapevole del carattere altamente spettacolare di queste dimostrazioni anatomiche. Consigliando a un allievo la miglior procedura da seguire per dimostrare la connessione dei nervi costali con la fonazione mediante la vivisezione, egli scrive: «Se fai una dimostrazione e meglio che tu abbia preparato l'animale mettendo il filo di lino sotto i nervi senza averli legati: l'animale infatti colpito in questo modo grida, poi all'improwiso resta senza voce, appena si stringono i nervi col filo di lino, e impresiona gli spettatori, perché sembra una cosa meravigliosa che la voce vada perduta per dei lacci messi attorno a piccoli nervi del dorso. (AA VI11 4 K.11, 669). La dimostrazione ha un valore filosofico, perché essa smentisce la connessione della voce con il cuore, supposta da1 cardiocentrismo stoico, per riferirla invece al cervello attraverso il sistema nervoso centrale. DI7VAMIS. Acta HHisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la nfondazione della medicina 89 Lo spettacolo anatomico gioca anzitutto un m010 essenziale nelle pubbliche competizioni fra medici, perché si presta ad essere giudicato tanto dai competenti quanto dai colti curiosi delle arti della natura. Invitato dagli amici, che lo stimolano a replicare alla denigrazione dei suoi rivali, Galeno compare a Roma nel tempio della Pace, «dove era uso radunarsi per tutti coloro che praticavano le ara razionali: (...) quanto compami in pubblico per mostrare che non avevo detto cose false negli appunti anatomici misi in mezzo i libn di tutti gli anatomisti dando ai presenti la facolta di proporre la dissezione di qualsivoglia parte (...). Mi venne proposto il torace, e io, cominciando dai piU antichi, presi in mano i loro libri, ma alcuni dei medici famosi che sedevano nei pnmi posti mi chiesero di non perdere tempo, e, dato che Lykos di Macedonia, discepolo di Quinto, l'eccellente anatomista, aveva scritto tutte le scoperte fino al suo tempo, lasciassi stare tutti gli altri e esaminassi, in confronto ai miei, i soli scritti di Lykosn (nasce, da queste dimostrazioni, il trattato Su quanto Lykos zgnoraua nelle dzssezionz) (LS 2 UXIX, 21-22). Tuttavia Galeno non ritiene sufflciente il livello fondazionale offerto dall'anatomia, poiché gli organi interni, cui essa perviene, non possono esser considerati i componenti primi dei corpi; se e cosi, essi non svolgono un ruolo elementare-causale originario, e gli enunciati che li riguardano non possiedono lo statuto assiomatico dei ~principin da cui derivare il sapere medico. Oltre gli organi, stanno le «parti semplicin -o, nel lessico aristotelico, «omeomere»- che li costituiscono, come ad esempio la carne; ed esse a loro volta sono composte di elementi primi, il caldo, il freddo, l'umido e il secco, secondo formule variabili di mescolanza (CAM 6, '7, 9, RI, 240 SS.; con rinvio al De elementis sec. Hipp. e al De temperamentis). C'e dunque, in questa prospettiva, una sequenza di composizione, che e anche una sequenza causale, procedente dagli elementi primi alle parti semplici a quelle organiche (CAM 10 RI, 258), che rinvia direttamente alla teoria aristotelica del seconco libro del De partibus animalium. Contro i divieti di Diocle, seguito da Erofilo e dalla tradizione razionalistica, Galeno ritiene dunque necessario che la medicina si appropri direttamente della <<physiG theónax (MMII RX, 186), ritenuta dai suoi awersari di esclusiva pertinenza filosofica. Poiché non c'e dimostrazione epistemica in medicina che non proceda da1 «discorso sugli stoicheia*, Galeno stesso fornisce un ordine di DYNAMIS. Acta Hzsp. Med. Sa. Hzst. nlus., 15, 1995, 67-101.
lettura dei suoi trattati che riflette la sequenza elementare-causale, quindi assiomatico-deduttiva, di cui si 6 detto. Si partira quindi dai testi sui temperamenti e sulle discrasie, per continuare con l'opera di fisiologia generale sulle Facolta naturali e con quella anatomefisiologica De usu partium, concludendo con i trattati clinici sulle malattie e i loro sintomi (MM 11 KX, 122). Le ragioni addotte da Galeno per questa seconda, e pifi problematica, individuazione del livello assiomatico della medicina sono prevalentemente di ordine terapeutico. Senza la conoscenza degli elementi primi, il rnedico non pu6 curare le lesioni delle parti non-organiche, «omeomere», per esempio le ferite della carne; e non pu6 neppure curare le parti organiche perché esse sono comunque composte di tessuti omeomeri (MM 111 KX, 186). Piii in generale, il metodo che tende a interpretare terapeuticamente le «indicazioni» naturali deve muovere dai componenti elementari della natura, come appunto le coppie caldo/freddo, secco/umido (MM IX KX, 655-656). Queste osservazioni galeniche, e le opere stesse in cui sono formulate (a prevalente carattere clinico, come il De methodo medendi e il De constitutione), contengono in sé la spiegazione della seconda scelta assiomatica, e del trascendimento dell'anatomia che essa comporta. Lo scarto 6 probabilmente dovuto a un problema permanente della medicina antica, dagli alessandrini fino allo stesso Galeno. Essa si era costituita come scienza, in una rottura mai resa esplicita ma tuttavia netta e irrevocabile rispetto alla tradizione ippocratica, grazie al cmpus del sapere anatomo-fisiologico inaugurato dalla biologia di Aristotele e trasferito in campo rnedico soprattutto ad opera di Erofilo ed Erasistrato. Ancorché culturalmente ed epistemologicamente prestigiosa, l'anatomo-fisiologia non era tuttavia mai riuscita a fondare un nuovo sapere clinico, patologico e terapeutico. Capace di comprendere e descrivere la meravigliosa fabbrica del corpo, essa non aveva cioe potuto derivare da questo un'analoga comprensione dei suoi guasti e delle sue disfunzioni; se non marginalmente, essa non aveva avuto alcun m010 nella teoria delle malattie e della loro cura, come del resto, si 2 visto, ammette lo stesso Galeno. Nel campo della clinica, la medicina non ha mai compiuto nei riguardi della tradizione ippocratica una rottura comparabile a quella anatomo-fisiologica: ha cio6 continuato a pensare l'eziologia in termini di patologia della krksis umorale, DYNAMZS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
Galeno e la rifondazione della medicina 9 1 e la terapia in termini di una sua restihizione alla normalita attraverso il regime, accentuando semmai progressivamente la sua integrazione farmacologica. ll «metodo terapeutico,, non pu6 dunque trovare la sua fondazione ultima in termini anatomo-fisiologici; per questo Galeno, sulla scorta di Aristotele, ricorre a un diverso schema assiomatico, quello degli elementi, che pu6 fondare la tradizione umorale ed 2 direttamente investibile in campo eziologico -attraverso la domina delle diuthéseis morbose sviluppata nel De temperamentis in quanto modalita degli squilibri elementari-umorali-, nonché applicabile nelia prassi terapeutica attuata mediante regime e farmaci. Questa situazione epistemologica costringe Galeno a superare il livello fondazionale dell'anatomia (che presentava il vantaggio dell'evidenza osservabile) in direzione della teoria degli elementi, sconfinando cosi in una filosofia della natura assai piii controvertibile, ma indispensabile, come abbiamo visto, ad una costituzione pienamente «dogmatica» della medicina, e autorizzata del resto da1 modello geometrico (non a caso Euclide era l'autore degli stoichga). [Del tutto diversa era la situazione da1 punto di vista assiologico. La nuova medicina doveva offrire valori culturali complessivi, soddisfare esigenze ideologiche, presentarsi insomma come un sapere egemone all'altezza della dignitii e del prestigio sociale che essa esigeva presso il pubblico colto e influente. Da questo punto di vista, la dottrina degli stoicheia risultava del tutto neutra, nonostante il suo elevato ruolo epistemologico. Per contro, l'anatomo-fisiologia sembrava a Galeno perfettamente all'altezza del compito da assolvere: essa garantiva alla medicina rifondata que1 ruolo di leadership intellettuale che spettava ad un grande sapere nel momento di una acuta crisi, tanto morale che culturale, quale quella attraversata dalla societa del suo tempo. Contro il materialismo di Epicuro ed Asclepiade, che consegnava la natura e il mondo al doppio arbitrio del caso e della necessitii, l'anatomia serve secondo Galeno a «dimostrare che la natura non produce nulla a caso.; essa 2 dunque utile Gper insegnare l'arte della natura all'opera in ogni parte del corpo* (AA 11 2 K.11, 286-287). E l'intera fisiologia delle Facolta naturalz, intesa com'2 a mostrare l'opera della finalitii prowidenziale nel funzionamento degli organi, si presenta come una confutazione di tutte le tendenze meccanicistiche e materialistiche, da Erasistrato ad Epicuro e Asclepiade. DYNAMIS. Acta HHwp. Med. Sn. Hist. Illus., 15, 1995, 67-101.
sociale del pubblico cui egli si rivolge. Si tratterA allora di sottoporre la propria condotta al controllo costante di un equilibrato membro del propno ceto, fino a raggiungere l'enkráteia, l'autocontrollo morale in cui consiste la garanzia di autonornia e di decoro sociale che sono necessari a chi voglia primeggiare non per potere e ncchezza ma per qualita intellettuali e austerita di comportamento. Laddove questa forma di autogovemo morale non 6 possibile, per vizi consolidati o per inferiorita sociale, 2 il medico in prima persona a nvendicare il propno diritto di intervento. 11 ragionamento che Galeno svolge nel Quod animi 6 serrato e per certi aspetti non ha paralleli nel pensiero medicofilosofico antico. Le tre «parti» platoniche dell'anima (razionale, irascibile, concupiscibile) sono concepite -queSta volta alla maniera aristotelicacome le funzioni dei tre maggiori organi somatici, rispettivamente il cervello, il cuore e il fegato, cosi come la vista e la funzione dell'occhio. Ora, la vista - e danneggiata se l'occhio e leso o malato; allo stesso modo, secondo Galeno, i difetti intellettuali e le depravazioni morali sono disfunzioni della razionalita che dipendono da lesioni del suo organo, il cervello. Nessun altro se non il medico e in grado di intervenire (con dieta, farmaci e opportuni trattamenti) per ristabilire la piena funzionalitii dell'organo leso, e con esso delle sue funzioni di corretto giudizio razionale e morale. Ed 2 solo al medico che spetta l'eventuale diagnosi di malattia incurabile, cui dovrebbe seguire, secondo Galeno, quell'estremo mezzo di autodifesa del corpo sociale che 2 la condanna a morte del malvagio, indipendentemente da1 fatto che egli possa o meno venir ritenuto responsabile della malattia somatica da cui e causata la sua degenerazione morale. Come 2 facile vedere, con queste posizioni estreme il medico galenico rivendica alla medicina rifondata non solo un compito generale di orientamento ideologico e culturale, bensi un ver0 e proprio potere di controllo sulle condotte morali e sulle devianze sociali. Con questa straordinaria, e per certi versi anche preoccupante ambizione, si conclude il progetto galenico di ricostruzione della medicina. Salvo che nel caso delle edizioni esplicitamente menzionate in questa lista, tutte le opere di Galeno vengono citate, per uniformita, dall'edizione di Kühn (sigla K e numero di volume e di pagina), anche quando ne esistono testi piu criticamente aggiornati in CMG e SM.
Galeno e la rifondazione della medicina 99 Sono state utilizzate le traduzioni italiane di 1. Garofalo (Gak, Cbpere scelte a cura di I.G. e M. Vegetti, Torino, 1978) e di M. Menghi (Gahm, Le passirmi e gli errori dell'anima, a cura di M.M. e M. Vegetti, Venezia, 1984). l Sulla condizione sociale e culturale dei medici a Roma: ANDRÉ, J. (1987). Etre médecin h. Paris, Les Belles Lettres. BOWERSOCR, G.W. (1969). Gwek Sophists in the Roman Empire. Oxford, Clarendon Press. EDELSTEIN, L. (1967). Ancient Medicine. Baltimore, The Johns Hopkins Press. EDELSTEIN, (1970). Medicus gratiosus, dkad. Mainzn, Geistes-u. Sozialwiss. m., 3. GOUREVITCH, D. (1984). Le tnangle hippomatique dans le monde gréco-romain. Roma, BEFAR NUTTON, N. (1988). From Democedes to Haruey. London, Variorum. REARDON, B. P. (1971). Courants litthaires grecs des ZI et IZZ siicles aprisJ-C. Paris, Les Belles Lettres. VEGETTI, M.; MANULI, P. (1989). La medicina e l'igiene. Vol. 1V. Zn: Momigliano, A.; Schiavone, A. (ed.) Ston'a di Roma. Torino, Eindudi. l In generale sulla vita e il pensiero di Galeno si vedano: DONINI, P. L. (1992). Galeno e la filosofia. In: HAASE, W.; TEMPORINI, H. (eds.) Aufstieg und Niedergang der romischen Welb, Berlin, Walter de Gruyter, 11, 36, 5. GARCÍA BALLESTER, L. (1972). Galeno en la sociedad y en la ciencia de su tiempo (c. 130- c.200 d. C.). Madrid, Guadarrama. HAASE, W.; TEMPORINI, H. (eds.) (1993-4), Aufstieg und Niedergang der romischen Welb. Berlin-New York, Walter de Gruyter, 11 37.1, 11 37.2. ILBERG, J. (1971). Aus Galens Praxis. In: Flashar, H. (ed.). Antike medizin. Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft. ILBERG, J. (1974). Ueber die Schnjtstellerei des Klaudios Galenos. Darmstadt, Wissenschaftliche Buchgesellschaft. KOLLESCH, J.; NICKEL, D. (eds.) (1993), Gabn und das hellenistische Erbe, eSudhoffs Archiv Beiheften 32. Stuttgart, Steiner Verlag. LÓPEZ FÉREZ, J. A. (ed.) (1991). Galeno: obra, pensamiento, injiuencia. Coloquio internacional celebrado en Madrid, 22-25 de mano de 1988. Madrid, UNED. MORAUX, P. (1985). Galien de Pergame. Souvenirs d'un médecin. Paris, Les Belles Lettres. NUTTON, V. (1981). Galen. Problems and Prospects. London, Welcome Medical Inst. TEMKIN, 0. (1973). Galenism. Rise and Fall of a medical Philosophy. Ithaca. Cornell Univ. Press. VEGETTI, M. (1978). Introduzione. In: Garofalo, 1.; Vegetti, M. (eds.). Opere scelte di Galeno. Torino, UTET. l DlWkWS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. flus., 15, 1995, 67-101.
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