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Il Regio Protomedicato nella Napoli Spagnola

Gentilcore, David

Abstract

Invece di diventare una burocrazia o una magistratura stabile nel campo medico, il Regio Protomedicato Napoletano dipendeva dalla persona che era protomedico pro tempore. L'incarico dava molto prestigio, coinvolgendo i medici piú potenti del Regno, ma non ebbe un impatto notevole sulla sanitá pubblica del paese. Le funzioni del Protomedicato erano soprattutto di natura fiscale: la riscossione dei diritti e delle multe dai praticanti non dottorati e le visite agli speziali, il tutto dato in appalto a esattori privati.

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11 Regio Protomedicato nella Napoli Spagnola* DAVID GENTILCORE** sumo l.-Introduzione. 2.-Medici e protomedici. 3.-Funzioni. 4.-Limiti giurisdizionali. 5.-L'Arrendamento del Protomedicato. 6.-Conclusione. RIASSUNTO Invece di diventare una burocrazia o una magistratura stabile nel campo medico, il Regio Protomedicato Napoletano dipendeva dalla persona che era protomedico pro tempore. L'incarico dava molto prestigio, coinvolgendo i medici piú potenti del Regno, ma non ebbe un impatto notevole sulla sanitá pubblica del paese. Le funzioni del Protomedicato erano soprattutto di natura fiscale: la riscossione dei diritti e delle multe dai praticanti non dottorati e le visite agli speziali, il tutto dato in appalto a esattori privati. BIBLID [O21 1-9536(1996) 16; 219-2361 Fecha de aceptación: 30 de junio de 1995 11 23 aprile del 1530 Carlo V, incoronato imperatore da appena due mesi, emano un «privilegio» in favore di Narciso Verdugno, dora protomedico del Regno di Napoli. Al Verdugno, che stava incontrando difficolta nell'esercizio dei suoi poteri, fu data la «facultad de examinar, reconocer y castigar (*) Vorrei ringraziare il Wellcome Trust di Londra e Churchill College, Universiti di Cambridge, che hanno reso possible questo studio. Sono grato anche al personale del1 Archivio di Stato di Napoli, e al suo direttore, Dott. Giulio Raimondi. Un ringraziamento particolare devo al Prof. Alvar Martínez Vida1 per i suoi suggerimenti. (* Departament of History, University of Leicester, University Road, Leicester LE1 7RH, England. DYNAMZS. Acta Hzsp. Med. Sci. Hist. lllus. 1996, 16, 219-236. 220 DAVID GENTILCORE todos los fisicos no' graduados, cirojanos, boticarios, especieros, alquimistas, barveros, ensalmadores, salutadores, parteras, y otras qualesquier personas sujetas y annexasn (1). Come protomedico -primo medico del regno- Verdugno sarebbe stato a capo di un ufficio responsabile del controllo sull'esercizio di tutte le forme di guarigione. Ma il funzionamento del Protomedicato napoletano fu condizionato dalla cultura politica e dalla struttura istituzionale e legale della societi di cui faceva parte. Purtroppo rimangono pochi documenti in grado di indicarci quale fosse effettivamente l'attiviti quotidiana dei protomedici napoletani durante l'epoca moderna. Sappiamo pero che nel 1609-10 la riscossione annuale della tassa che ogni praticante doveva versare al protomedico fu data in appalto a esattori privati. A partire da questa data il protomedico fu responsabile verso la Regia Camera della Sommaria, I'ente amministrativo e fiscale piu alto del Regno. Questo fatto influenza l'attivita del Protomedicato durante i due secoli successivi, tanto da far scrivere a Giuseppe Maria Galanti, nel 1786, che ~l'oggetto di questo officio sembra essere la sola esazione de' dritti, che per gli speziali e quasi arbitraria* (2). Nonostante il suo impatto sulla saniti pubblica fosse percio minimo, I'ufficio del protomedico pub dirci molto sui guaritori che esercitavano nel Regno durante l'eta moderna, sui tentativi di regolare le loro attiviti, e sull'estensione del condizionamento a cui gli uffici pubblici erano soggetti da110 Stato di cui facevano parte. 2. MEDICI E PROTOMEDICI Gii nel medioevo esistevano negli Stati italiani sia una legislazione sanitaria che dei meccanismi per il controllo della pratica quotidiana della medicina, ma fu solo nel Cinquecento che presero forza, con l'istituzione di strutture specifiche come i Protomedicati. Questi assunsero tre forme diverse: regi (o spagnoli), collegiali e comunali (3). Per la presenza di (1) SANTORELLI, Antonio. 11 potomedico napolitano, ovvero dell'autonti di esso, Napoli, Roberto Mollo, 1652 (pp. 25-6). (2) GALANTI, Giuseppe Maria. Nuova descrizione storica e geograjca delle Sicilie, Napoli, Gabinetto Letterario, 1786-90, vol. 1, p. 212. (3) GENTILCORE, David «Al1 that pertains to medicinen: protomedici and protomedicati in early modern Italy. Medical Histoly, (1994), 38, 121-142 (p. 123). DMVAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. nlus. 1996, 16, 219-236. 11 Regio Protomedicato nella Napoli spagnola 22 1 un'amministrazione centrale relativamente forte nei Regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, ordinanze regie regolarono le professioni mediche da1 tardo medioevo in poi (4). Tutti e tre i regni ricevettero la prima nomina di un protomedico da re aragonesi. Fu Alfonso il Magnanimo che nomino il primo protomedico del Regno di Napoli quando vi diventb re nel 1444, anche se Napoli non mancava di un'organizzazione medica. Infatti il predecessore diretto di Alfonso, la regina Giovanna 11, aveva fondato nella citt5 un Collegio rnedico, nominando come priore il suo rnedico personale, Salvatore Calenda di Salerno. In ogni caso, al rnedico personale del re Alfonso, Jaume Quintana, fu conferito il titolo di protomedico per prerogativa regia, e nei decenni successivi l'usanza pass6 dalla corte aragonese di Napoli alle corti spagnole (5). Sin dall'inizio, a Napoli l'ufficio del protomedico fu del tutto distinto da1 Collegio rnedico, che faceva parte del Collegio dei Dottori, composto soprattutto dai piu prestigiosi dottori in legge (6). Come si addiceva ad una persona scelta da1 vicere tra i ranghi dei medici piu stimati del Regno, di tanto in tanto il protomedico fu anche priore del Collegio rnedico, ma questo non univa in nessun modo i due incarichi. In realta si ha l'impressione che a Napoli l'incarico di protomedico era sostanzialmente formale; conferiva, (4) CIPOLLA, Carlo. Public health and the medicalprofession in the Renaissance, Cambridge, University Press, 1976, (pp. 5-6); PALMER, Richard. Physicians and the state in postmedieval Italy. Zn: A. W. Russell (ed.) The town and state physician in Europefrom the Middle Ages to the Enlightenment, Wolfenbüttel, Herzog August Bibliotek, 1981, 47-61 (in particolare pp. 57-9); POMATA, Gianna. La promessa di guarigzone. Malati e curatoti in antico regime, Roma, Laterza, 1994, (cap. 1); FRANCO, Pasquale. 11 protomedico napoletano. Pagine di storia della medicina, 1965, 9, 15-32; DE ROSA, Luigi. The «protomedicaton in southern Italy, xw-xrx centuries. Annales cisalpines d'histoire sociale, 1973, 4, 103-17. (5) RYDER, Alan. The kingdom of Naples under Alfonso the Magnanimous. The making of a modern state, Oxford, University Press, 1976, (p. 79); MUNOZ, Miguel. Recopilación de las leyes, pragmáticas reales, decretos y acuerdos del Real Proto-medicato hecha por encargo y dirección del mismo Real Tribunal, Valencia, 1751 [ristampa Valencia (1991), Librerías París] (p. 37); CARDONER 1 PLANAS, Antoni. Historia de la medicina a la corona d Xragó (1 162-1479), Barcellona, Scientia, 1973, (p. 114). (6) DEL BAGNO, Ileana. Legum doctores. La fmazione del ceto giuridico a Napoli tra Cinque e Seicento, Napoli, Jovene, 1993, (pp. 167-173); COLLETTA, Marisa Gisella. 11 Collegio dei Dottori da1 1722 al 1744 attraverso le carte dell'Archivio di stato di Napoli. Archivio storico pa le province napoletane, 1979, 97, 217-41. DYNAMZS. Acta Hisp. Med. Sci. Hzst. lllus. 1996, 16, 219-236. 222 DAVID GENTILCORE 6 vero, molto prestigio, perche era la posizione piii alta a cui un rnedico napoletano poteva approdare, ma nessun potere reale. 11 protomedico doveva essere originario del Regno, un requisito condiviso con la maggior parte degli incarichi pubblici (7). La nomina poteva assumere il significato di riconoscimento per il servizio reso al re e per i successi in campo intellettuale, come nel caso del filosofo, scrittore e rnedico Antonio de Ferrariis (1 4441 5 1 Y), intimo di Re Ferrante e di suo figlio Federigo (8). In questo periodo l'incarico era ancora a vita, ma nei secoli successivi sarebbe diventato triennale, rinnovabile (come quello del vicere), per poi ridiventare a vita nella seconda meta del Settecento. Come si e detto sopra, il beneficiario dell'incarico era, di solito, all'apice dell'establishment rnedico del Regno. Cito a mo' di esempio, il protomedico Antonio Santorelli, a cui dobbiamo gran parte della nostra conoscenza dell'ufficio, per avere scritto un libro sull'argomento nel 1652. Quando fu nominato protomedico nel 1651 era gi2i autore di vari trattati medici, cattedratico di teoria della medicina e rnedico personale del vicere, il conte d'Oñate. Pero l'esempio piii evidente e quello del rnedico tradizionalista Carlo Pignataro (+1694). Immerso completamente nel mondo rnedico napoletano, ricevette il suo dottorato da1 Collegio dei Dottori nel 1644 (9). Appena dieci anni dopo, ancora trentenne, gli fu conferita la cattedra primaria di medicina allo Studio napoletano e nel 1678 divenne vicecancelliere del Collegio, cioe priore di quella parte del Collegio responsabile dei medici. Quando pubblico il Petitorium, ossia la farmacopea ufficiale, nel 1684, era anche decano dello Studio, rnedico di camera del vicere e cavaliere palatino. Fu nominato protomedico per la prima volta da1 vicere Garcia d'Avelaneda (7) Questa regola fu infranta almeno una volta: il siciliano Domenico Bottoni dovette adottare uno pseudonimo - Domenico Cuomo - quando fu nominato protomedico napoletano da1 Conte di Santo Stefano nel 1688. Per ulteriori informazioni su Bottoni, cfr. h4ARTíNEZ VIDAL, Alvar. El nuevo sol de la medicina en la Ciudad de los Reyes: Federico Bottoni y la Evidencia de la Circulación de la Sangre, Zaragoza, Aragón y América, 1992, (pp. 248). (8) Era conosciuto come il Galateo, perche originario del paese pugliese di Galatone. ORIGLIA, Gian Giuseppe. Istoria dello Studio di Napoli, Napoli, Giovanni De Simone, 1753-54, vol. 1 (pp. 261-2); BENTLEY, Jerry. Politics and culture in renaissance Naples, Princeton, University Press, 1987, (pp. 268-9). (9) DEL BAGNO, nota 7, p. 397; ORIGLIA, nota 9, vol. 11, p. 414. DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. iilus. 1996, 16, 219-236. 11 Regio Protomedicato nella Napoli spagnola 223 y Haro, il conte di Castrillo, nel 1656, e alla fine avrebbe ricevuto l'incarico per altre cinque volte (da1 1656 al 1665 e da1 1683 al 1689), raggiungendo il periodo di permanenza in carica piii lungo di tutti i protomedici al seMzio dei vicere spagnoli. Pero la carriera del Pignataro subi anche degli insuccessi. 11 nuovo vicere Pedro Antonio d'Aragona, non gli rinnovo, per esempio, la nomina di protomedico dopo la morte del precedente vicere nel 1665. La sua fama come medico cadde in discredito dopo che il figlio del vicere mori sotto la sua cura. 1 gesuiti di Napoli, che erano soliti chiamare il Pignataro quando avevano bisogno di un medico, ora si rivolgevano al medico calabrese Diego Ragusa. Mentre il Pignataro era il piii importante dei medici tradizionalisti della citt2, Ragusa veniva spesso associato con gli innovatori. E' in questo contesto della polemica fra galenisti e innovatori che bisogna vedere lo iato di potere del Pignataro. 11 nuovo vicere nomino un innovatore per eccellenza, Sebastiano Bartoli, suo medico personale e Ragusa protomedico del Regno. Bartoli aveva appena salvato la vita a Domenico Caracciolo, capo di una delle famiglie regnicole piii influenti, dopo che una cura basata sui canoni tradizionali era fallita. La prossimita al vicere gli valse la chiamata alla cattedra di anatomia e chirurgia all'universit2 tre anni dopo, facendone uno dei primi innovatori napoletani ad aver ottenuto un posto universitario. Ma questo fatto non lo salvo dal Pignataro. Benche non fosse piii protomedico, il Pignataro esercitava ancora un' influenza sufficiente da permettergli di far mettere all'Indice e bruciare il libro del Bartoli del 1666, «un esame dei dogma comunemente ricevuti dell'arte della medicinan (10). Come suggensce l'esempio del Pignataro, la natura della nomina premiava non solo le qualit2 accademiche e la pratica medica giornaliera, ma anche l'abilit2 di creare legami con persone influenti, Queste reti di conoscenze combinavano ambienti accademici e universitari con ambienti aristocratici e politici. 1 protomedici dovevano la loro nomina al vicere del momento: un cambiamento del vicere, oppure un mutamento della moda medica, (10) BARTOLI, Sebastiano. Artis medicae dogmatum communiter receptorum examen, Venezia, 1666; cfr. FISCH, Max. The Academy of the Investigators. In: E. A. Undenvood (ed.) Science and medicine in histo7y: Essays on the evolution of scientzfic thought and medical practice in honour of Charles Singa, Oxford, University Press, 1953, vol. 1,521-563 (p. 537). DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Rlus. 1996, 16, 219-236. 224 DAVID GENTILCORE poteva impedirne la rinomina. L'ufficio napoletano del protomedico, come quello siciliano e quello sardo, era collegato strettarnente con l'amrninistrazione vicereale spagnola. Dati i legami di clientela che medici ambiziosi cercavano di creare con i loro mecenati, il piii delle volte spagnoli, non c'? da meravigliarsi se molti seguivano questi ultimi anche fino alla Spagna o altrove nei domini spagnoli. 11 giovane Andrea Bastelli, originario di Melfi, si guadagno la stima del vicere, il conte di Miranda, mentre esercitava la medicina a Napoli, e lo segui in Spagna quando il conte ci torno nel 1595. 11 Bastelli fini alla corte di Filippo 111 a Valladolid, gli fu conferito un titolo di nobilta e, nel 1602, si preparava per tornare a Napoli come protomedico quando mori (11). E, poco meno di centocinquant'anni piii tardi, Francesco Buonocore, orginario di Ischia, segui lo stesso iter professionale, accompagnando il suo mecenate, il duca di Medina Coeli, in Spagna (con un onorario annuale di duemila scudi). Qui fu chiamato al servizio dell'infante, che segui a Napoli nel 17'34 come rnedico personale e protomedico regio quando divento re come Carlo 111 (12). Malgrado gli stretti legami con l'amministrazione spagnola, l'ufficio del protomedico napoletano non raggiunse mai il livello di autorita del suo equivalente spagnolo, o meglio, castigliano. A Napoli il termine «Protomedicato» era adoperato solo per alludere al suo aspetto fiscale, ciok l'esazione dei diritti; l'ufficio non divento mai una burocrazia o una magistratura stabile con una esistenza al di fuori della persona che era protomedico pro tempore. In questo senso l'ufficio napoletano non somiglia al tribunale castigliano, con sede a Madrid, ma a quello che si svilippo negli altri regni spagnoli. Infatti si awicina di piu all'incarico nella corona aragonese, cosa che non ci deve stupire dato che il primo protomedico napoletano fu nominato da un re aragonese, come si 6 detto poc'anzi. Barcellona ebbe i suoi primi protomedici dalla seconda meta del Quattrocento, e gli statuti municipali dei primi anni del Cinquecento elencano i loro compiti. Ma ebbe un tribunale solo nel17'60, quando il rnedico di camera e protomedico catalano Miguel de Borbón istitui il Protomedicato di Catalonia, secondo la forma castigliana (13). (11) D'AFFLITTO, Eustachio. Memorie degli scrittori del Regno di Napoli, Napoli, 1789-94, vol. 11, p. 77. (12) ORIGLIA, nota 9, vol. 11, pp. 296-7. (13) CARDONER 1 PLANAS, nota 6, p. 114; IBORRA, Pascual. Historia del Protomedicato DYNAIMZS. Acta Hisp. Med. S&. Hist. lilus. 1996, 16, 219-236. 11 Regio Protomedicato nella Napoli spagnola 225 Laddove c'era gi2 una burocrazia rnedica locale, con una corporazione dei medici e una facolta rnedica, il modello aragonese -un protomedico senza protomedicatoera l'unico che si riusciva ad imporre. E questo vale non solo per Napoli ma anche per il regno di Sicilia, dove le strutture di potere locali, fra cui le universita, limitavano i p0teI-i effettivi del protomedico siciliano. Lo stesso accadeva a Milano, dove la situazione era caratterizzata da una tensione continua tra la prerogativa reale ed il Collegio medico della citta. 3. FUNONI A Napoli, come altrove, i protomedici erano responsabili dell'ispezione e della concessione delle patenti di abilitazione ai praticanti. Si sarebbe perfino voluto che il protomedico conducesse le visite di persona, anche se nel 1577 il Consiglio Collaterale, il principale organo amministrativo del Regno, noto che «li passati Protomedici non v'invenivano se non rarissime volte». Nella capitale, le visite duravano amolti mesin, e si dovevano effettuare ogni ottobre, mentre nel resto del Regno ogni due anni. Prima di partire, i visitanti -il sostituto protomedico e il protospezialedovevano depositare una cauzione presso la Carnera della Sommaria, detta eplageria», irnpegnandosi ad ~esercitare il loro officio realmente e fedelmenten. La plageria non veniva incassata ma la si lasciava intatta, nel caso che qualche esercente si presentasse con lamentele circa la quantita della somma richiesta o a proposito di una multa impostagli dai visitanti. Questo fatto suggerisce che le autorita fin dagli inizi si preoccupavano sia dell'esazione dei ~diritti della visitan dai praticanti quanto dell'attestíizione delle loro reali capacita. A giudicare da110 spazio dedicato all'argomento sia negli statuti sia nei registri, la visita agli speziali era il compito piii importante del protomedico. La visita doveva cogliere lo speziale di sorpresa. Per citare il protomedico Santorelli, doveva essere come la morte: lo speziale sa che deve venire, ma en España (1477-1822), Valladolid, Universidad, 1987, (pp. 180-1); LÓPEZ TERRADA, María Luz; PARDO TOMÁS, José. Fuentes para el estudio de las ocupaciones sanitarias en el Aragón del siglo XVII. Actas del iX Congreso nacional de historia de la medicina, Zaragoza, Universidad, 1991, vol. 2, pp. 649-56. DYNAMZS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. lllus. 1996, 16, 219-236. 226 DAVID GENTILCORE non sa il giorno o l'ora (14). Questo per impedire che si sbarazzasse dei medicinali diffettosi o inferiori, o si facesse prestare medicinali buoni da un altro speziale prima della visita -reati che si verificavano ugualmente (nonostante la minaccia di una multa di ben centocinquanta ducati). Infatti, la descrizione che ci fornisce il Santorelli nel 1652 lascia intendere che il procedimento della visita era stato reso piu severo, se consideriamo che nel157'7 agli speziali era concesso un preawiso di ventiquattro ore (15). Oltre ad avere una natura alquanto formalistica e minacciosa, la visita poteva trasformarsi in un autentico evento sociale, cosa che contribuiva ad accrescere il suo carattere rituale. «Vanno [i visitanti] alla poteca del speziale e con tutti quelli officiali, e medici che possono avere, et intrati nella poteca, il speziale sostituto apre il suo quinterno, dove nota il di, lo mese e l'anno quella visita del tal speziale nella tal Terra, in presenza delle tali e tali Governatori, sindaci, et eletti, medici e poi da il giuramento al speziale presente della botteca di mostrare tutte le cose di medicine, semplici, e composti che li saranno domandati. (16). In base a questa istruzione al protomedico del 157'7, lo speziale doveva presentare i medicamenti dalla ~tavola. (tabella di medicinali semplici e composti) man mano che gli venivano chiesti. Poi lo speziale visitatore (due visitatori nella citta di Napoli) «vede, odora, tocca e gusta quanto bisognan, prima di passare i medicamenti al protomedico sostituto (1'7). La partecipazione di ufficiali -governatori, sindaci, ecc.- e di medici del luogo alle visite veniva incoraggiata, anche per garantire che venissero eseguite correttamente. Un aspetto delle relazioni delle visite che pare fosse adottato solo dal Protomedicato napoletano, era il fatto che lo speziale visitato doveva sottoscrivere la relazione dei visitanti, indicando «come l'hanno trattato». E dovevano firmare anche tutti quelli che assistevano (14) SANTORELLI, nota 2, p. 69. (15) ~Confirmazione del [Consiglio] Collaterale alle relazioni del [Giovanni Antonio] Pisano circa l'oñizio del Protomedico. 1577~. Variarum quistzonum et rerum iurisdictzonalium, Biblioteca di Storia Patria, Napoli; riportato in RUSSO, Andrea. L'arte degli speziali in Napoli, Napoli, Arte Tipografica, 1966, documento no. 5, p. 67. (16) ~Confirmazione ... », nota 15, p. 70. (17) «Confirmazione ... », nota 15, p. 68. Di7VAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. nlus. 1996, 16, 219-236. 11 Regio Protomedicato nella Napoli spagnola 227 alla visita -sindaci, medici, ecc (18). Malgrado queste garanzie, spesso gli speziali subivano malvolentieri le visite delle loro botteghe e il pagamento del diritto della visita di cinque carlini, ed i visitanti dovevano assicurarsi di ricevere ci6 che gli era dovuto senza offendere gli speziali. Ma tutta la buona volontii del mondo non poteva impedire che uno speziale ostinato, accusato di esercizio abusivo, chiudesse le imposte della bottega, si desse alla macchia o cercasse asilo nella chiesa parrocchiale. Inoltre, gli speziali della capitale avevano la loro corporazione che tutelava i loro interessi. Le difficoltii dei protomedici non riguardavano soltanto gli speziali; l'esame dei barbieri e delle levatrici, il rilascio delle patenti e l'esazione dei diritti non era mai un compito semplice o apprezzato. 11 solo fatto che i visitanti compissero il proprio dovere era destinato a provocare un certo risentimento. Nel Regno di Napoli i barbieri-chirurghi erano divisi in due gradi di capacita, in base ai quali erano esaminati. 1 chirurghi non laureati dovevano mostrare le loro patenti al medico visitante. Poi venivano esaminati, ~privatamente in quell'officio che s'esercitano~, su come operavano, in particolare melle ferite di testa., nella cpuntura di nervin e ~nelli flussi di sangue». Ai semplici barbieri si chiedeva «se conoscano le vene, dove stanno, come sagnanon. Come per sottolineare la loro posizione subalterna nella gerarchia medica, i barbieri dovevano giurare di non salassare se non per ordine del medico. Si ricordava ai visitanti di fare ~particolare notazione» del giuramento nel loro registro, «acci6 si possa vedere ne la visita seguente se [i barbieri] hanno trasgredito li loro ordini* (19). Oltre alle tasse di visita, c'erano multe che punivano il prevaricamento del grado precisato nella licenza rilasciata da1 protomedico. Simili restrizioni, volte a imporre dei limiti all'esercizio della professione, valevano anche per le levatrici: le donne potevano essere patentate per il solo esercizio dell'arte ostetrica, non per la cura dei malati. Anche se nelle precedenti istruzioni date ai protomedici erano state incluse nell'elenco dei soggetti al diritto della visita annuale, il preciso esame che le levatrici dovevano sostenere fu descritto per la prima volta nel 1622 (quando gli altri Protomedicati italiani cominciavano ad interessarsi di loro). Comunque l'esame non era molto impegnativo, e non subi notevoli cambiamenti per (18) «Confirmazione ... », nota 15, p. 71. (19) econfirmazione ... », nota 15, p. 70. DYNAMS. Acta Hisp. Med. SSn. Hist. h. 1996, 16, 219-236. 234 DAVID GENTILCORE e tre soldati. Inevitabilmente, il sostituto protomedico ed il protospeziale erano soggetti a forti pressioni perche guadagnassero il piii possibile per l'affittatore, nonostante le istruzioni del 1622 stabilissero che i visitanti ~debiano visitare come giodici tantum senza che habino interesse alcuno~ (36). Da1 1743, nel clima di riforme in cui il governo di Carlo 111 tentava di ricomprare alcuni degli arrendamenti, qualcuno lamento che, dando in affitto la funzione del protomedico ad estranei, si danneggiva gravemente l'esercizio della medicina. La motivazione dell'arrendatore, infatti, era strettarnente finanziaria, in quanto il suo unico scopo era que110 di riscuotere i diritti e di imporre delle multe. La sua rapacita lo aveva fatto diventare un qguasta-mestierb: spediva privilegi e patenti senza richiedere l'esame necessario, con il risultato che il numero dei praticanti cresceva a dismisura. Anche le visite alle spezierie erano diventate una mera formalita, specialmente nelle province. Venivano effettuate solo dopo aver awisato gli speziali, che potevano, cosi, sbarazzarsi delle merci «deficienti» e farsi prestare quelle buone. Quando il protomedico cerca di intervenire per porre rimedio a questi mali, «trova le strade attraversate dalla pestifera causa dell'affitto.. L'incarico esisteva per «promuover la salute umana con la bonta e perfezzione de' medicamenti e co' debiti requisiti che aver debbono i farmaceutici professori». Ma siccome si &dava la visita al miglior offerente, «con disordine deplorabile si partorisce tutto l'opposto di cio che la legislazione degnamente si prefigge~. Non si doveva regolare il sistema in base ad interessi privati, ma tramite «una vera polizia di commercio>>, a benefico sia dell'onore del protomedico sia della rendita dell'officio (37). Questa critica usci dalla penna del riformatore fiscale Carlo Broggia che, bisogna dirlo, come droghiere, tirava acqua al proprio mulino. Nel 1738, in seguito ad uno scontro col protomedico regio Buonocore sulla questione (38), il Broggia pote almeno sfogarsi nel suo trattato sulle riforme economiche. In ogni caso la sua lamentela non porto a nulla: la scarsezza di fondi aveva messo fine al progetto governativo di riacquisto degli arrendamenti entro la meta del Settecento. Comunque da1 1780 anche il (36) A.S.N., Dip. Somm: Protomedicato, 2" serie, fascio 33, no. 1, f. 10r. (37) BROGGIA, Carlo Antonio Broggia. Trattato de' tributi, delle monete, e del governo politico della sanita, Napoli, Pasquale Palombo, 1743, pp. 289-91. (38) A.S.N., Dip. Somm: Protomedicato, 2" serie, fascio 33, no. 6. DMVAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Rlus. 1996, 16, 219-236. 11 Regio Protomedicato nella Napoli spagnola 23 5 presidente della Real Accademia di Scienze e Belle Arti, l'influente Principe di Francavilla, si fece promotore della riforma (39). Ma non si approdo a niente. Lo stesso protomedico Francesco Serao si opponeva a qualsiasi cambiamento, sostenendo che la partecipazione dell'afñttatore era necessaria perchk il lavoro fosse compiuto. Quello che non disse, ma che doveva rientrare nei suoi calcoli, era il fatto che l'arrendamento del Protomedica- to stava vivendo allora il suo momento piu redditizio. 6. CONCL USIONE Essendo uffici cosi strettamente dipendenti da1 funzionamento dello Stato, la maggior parte dei Protomedicati furono travolti dalla scia delle riforme illuministiche. 11 Protomedicato napoletano pero, come abbiamo visto, soprawisse alle richieste di riforma della fine del Settecento. Tra il 1806 e il 1815, durante il periodo delle riforme francesi di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, la sua attivita di esazione passo semplicemente da1 Ministero delle finanze al Ministero dell'interno. Anziche diminuire di importanza, l'autorita effettiva del Protomedicato aumento e fu accresciuta dalla chiusura del Collegio dei Dottori nel 1806 e dall'estensione della sua giurisdizione ai medici e chirurghi dottorati (40). E l'incarico era ancora ricoperto da1 medico regnicolo piii rinomato. Da1 1810 il protomedico fu Domenico Cotugno, professore di anatomia umana (da1 1766), membro fondatore (nel1780) e piu tardi presidente (1809-1817) della Real Accademia e rettore de1l'Universit.i di Napoli (da1 1811). Se il protomedico Pignataro rappresenta un momento importante nella lotta tra medici tradizionalisti e medici innovatori, il protomedico Cotugno simboleggia invece un passaggio importante nello sviluppo della medicina moderna a Napoli. Infatti il lavoro di Cotugno, e di persone come lui, durante la seconda meta del Settecento pose le basi per le riforme del adecennio francese». Fra queste sono da annoverarsi il trasferimento all'universita del conferimento dei gradi accademici, l'istituzione del Collegio medico-chirurgo dell'ospedale degli Incurabili, dove furono aperte anche nuove sale cliniche universitarie, (39) «Relazione del Principe di Francavilla relativa alle visite di protomedici», A.S.N., Dip. Somm.: Protomedicato, 2" serie, fascio 34, no. 16. (40) A.S.N., Dip. Sommana: Awendamenti, no. 250. DYNMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Illw. 1996, 16, 219-236. 236 DAVID GENTILCORE e la istituzione di nuove cattedre (41). Anzich? essere eliminato o perdere di importanza, l'ufficio di protomedico sembra trovare un posto in questo nuovo ordine. Infatti, nel 1823, dopo la restaurazione dei Borboni di Napoli, furono approvati nuovi statuti per governare il Protomedicato (42). Come per il suo equivalente siciliano, la sua fine arriv6 con l'unificazione d'Italia. Traduzione di Fabiana Gagliani (41) MUSI, Aurelio. Medici e istituzioni a Napoli nell'etk moderna, in FRASCANI (ed.), nota 22, vol. 5, 19-71 (pp. 31-2). (42) <<Regolamento del Protomedicato del 3 giugno 1823,>, in PETTITI, P. Repertorio amministrativo ossia collezione di leggz, decreti reali pesnitti, Napoli, 1851-59, vol 1. DYNAMIS. Acta Hisp. Med. Sci. Hist. Rlus. 1996, 16, 219-236.